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LA PASQUA DEL PORTO: CROCEFISSO IN ATTESA DI RESURREZIONE

Port City, primavera 2012. Hanno invocato Barabba, come da tradizione millenaria. Ma finito in croce, questa volta il porto di Genova rischia di non risuscitare. Con la coda di Giuda Iscariota in cassa per finanziare campagne elettorali ritirando la percentuale sui trenta denari elargiti negli ultimi cinque anni, il blocco granitico del potere locale offre in pasto al popolo il futuro di Genova, lavandosene le mani. Atei devoti, pagani in fregola festiva, massoni e scettici. Trafficanti di compromessi, mediocri cultori dell’omologazione sociale, banchieri e pizzicagnoli con i cuori a forma di salvadanai, borghesi radical chic, attivisti di una sinistra tendenzialmente radicale, speculatori e parassiti, efficaci interpreti dell’antica natura comunista: più una città è grigia, subalterna e isolata, meglio è controllabile.

Le prospettive sono legate alle rendite. L’accanimento astioso e rancoroso verso il porto, lo shipping, l’industria marittima e le poche aziende che ancora producono occupazione e redditi è scientifico, meticoloso, mediatico, trasversale. Un antagonismo quotidiano che non può essere giustificato solo dalla paranoia o da turbe psichiche. Non c’è un leader o un candidato che riunisca insieme sotto lo stesso dialetto i genovesi che, per lasciarsi andare alle emozioni, chiedono complessità e sincerità imbarazzante, coraggiosa, scandalosa, estrema. Non c’è chi ci racconti chi siamo, attraverso un fitto gioco di testa e di cuore. Del porto, del lavoro e dell’economia della città, in questa fase, sembra davvero non preoccuparsi nessuno: produrre nuovi beni e nuovi servizi, lottare contro le disuguaglianze per creare nuova domanda, rendere la città più pulita e più giusta come premessa per uscire dalla crisi sono solo spiedini di nuvole. Semmai si pensa a come condizionare il candidato, se verrà eletto. Oppure, molto più semplicemente, a come trarre i piccoli vantaggi dalla Genova consociativa di sempre. In questa primavera a nessuno importa la presenza nel tessuto cittadino di grandi imprese di traffico (spesso dileggiate) o di importanti centri di tecnologia, che iniziano a guardare in altre direzioni (Torino, Milano, Bologna).

I portuali della Culmv sudano freddo per far quadrare i conti in bilancio e Marco Doria, saldo nella sua scelta di “decrescita felice”, riflette sulla pretesa del Comitato che vorrebbe chiudere il terminal di Voltri dalle 22 alle 6 per il chiasso dei container. Rinnovamento, voglia di cambiamento? Ma dai... è un bluff. Doria – sponsorizzato MicroMega - esprime una visione della crescita (porto e attività collegate) gravemente rinunciataria. Senza che nessuno dei partiti che lo sostengono, provi minimamente a rimediare. Agli amici del Pd consiglierei di rivedersi quel passaggio di “Caccia a Ottobre Rosso”, in cui il capitano del sommergibile russo che insegue, lancia il siluro-boomerang contro il sottomarino nucleare del comandante Marko Ramius. E di scolpirsi bene la battuta del secondo in plancia: “Ci hai ammazzati tutti, str….!”.

Enrico Musso propone due signore di peso per la gestione futura della cosa pubblica come Roberta Oliaro e Paola Girdinio. Ne nasce una smart alliance per una smart city e per uno smart port e per una smart society un po’ post moderna da una parte e poco realistica dall’altra, se si pensa che il sostegno decisivo al senatore è garantito da un rinoceronte della politica come Rosario Monteleone. Vinai galleggia ecumenico. Edoardo Rixi, al netto del Trota ripassato in salsa Belsito, lancia un messaggio di segno vagamente portuale mettendo la faccia sull’autonomia finanziaria, battaglia superata che non rovina nemmeno più i sonni di Francesco Nerli.

Al secondo piano di Palazzo San Giorgio, il Sindaco del Porto ingrigisce tra incomprensioni e rimpianti. Frenato dalla politica, pressato dal mercato, svuotato dalle fatiche di quattro anni consumati a ricostruire sulle macerie. Luigi Merlo twitta da solo, con i Lating King alla porta e i malandrini sui moli. Schiacciato da una montagna di problemi che ammazzerebbero un elefante. Qualche colpa ce l’ha: si autocandida fuori tempo massimo per salire a Tursi, ma non spende una parola per lanciare Franco Mariani, che avrebbe messo tutti d’accordo esclusi ovviamente i boss del Pd. Ma l’80% dei genovesi gli urla ancora che il porto è Dio, è la sola via d’uscita. La gente delle calate gli fa capire che è finito il tempo delle mezze stagioni e del ribrezzo manifestato sottotono.

Genova non è una città per turisti, non c’è più niente da vedere. Adesso bisogna schierarsi, appassionarsi. Essere per, essere contro. Certo, servirebbe molta generosità per sottrarsi allo stillicidio compulsivo della politica di quartiere. Serve uno Stato (Autorità portuale) che garantisca l’investitore, il gestore e il consumatore (cioè noi) rispetto al libero arbitrio delle altre istituzioni, del sindacato, dei comitati, degli anti-partiti e delle lobby o di chiunque passi per strada o si svegli la mattina deciso a gettare fango. Serve un Presidente che non si limiti a celebrare e che cacci i mercanti e gli idioti dal tempio. Merlo deve giocare un ruolo di primo piano, imporre la sua strategia sociale, economica, infrastrutturale. Palazzo San Giorgio deve essere protagonista. Idee chiare, progetti visibili e credibili.

Auguri. E buona Pasqua!

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Commenti inseriti: 176 — pagina 1 di 8

Spedito da: Genova Pubblicato il: 30 aprile 2012 alle 15:35

Massimo

Sui Comitati del NO, di cui NON faccio parte, spenderò le ultime parole. Cercare di capire le loro motivazioni non significa condividerle. Che possano essere strumentalizzati da certi partiti per giochetti politici non c'è dubbio, ma ciò che scrive mi fa venire il sospetto che da qualche anno non metta più piede in Valpolcevera.
I Comitati del NO esprimono un disagio reale ed hanno potuto proliferare perché non c'è più una guida credibile, per la percezione che queste grandi opere servano solo ad arricchire i soliti noti a danno di territori già in fortissima crisi ambientale e sociale, mentre i servizi pubblici vengono tagliati. Tutte le argomentazioni che così bene esprime Maresca (pur con i consueti errori di geografia, chiedere al MIL anche di questo) non fanno minimamente presa sul sentire comune di queste zone. Il riacquisto della credibilità, e il conseguente auspicato sviluppo, "a mio parere", non si ottiene con le prove di forza che Lei auspica.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 30 aprile 2012 alle 15:32

Massimo

Gent. Carozzi, liberi di ritenere le mie opinioni non condivisibili, ma gradirei che almeno non mi venissero attribuite appartenenze politico/ideologiche che non sono mie. Parto dai numeri, che confermo, frutto non di ideologie antagoniste ma di una pubblicazione del Porto di Genova: www.porto.genova.it/allegati/documenti/126-Andamento-Occupazione.pdf. Le ricordo inoltre (dati ISTAT) che gli occupati dell'intera provincia di Genova sono 350 mila. Che uno su tre lavori attorno al Porto? Occorrerebbe dimostrarlo. "Porto isolato" non in senso fisico, ma nel senso evidenziato dagli interventi di Semola e marco, poco conosciuto, poco tollerato, sistema chiuso. L'espressione di fastidio verso qualsiasi altra attività possa anche solo scalfire la sua egemonia nell'economia cittadina, pensiero di cui Lei mi pare un esponente, lo ritengo un ulteriore indice di chiusura. Continua...

Spedito da: Alessandria Pubblicato il: 30 aprile 2012 alle 14:16

Alessandro Marenco

3) L'insieme di queste disposizioni, hanno l'obbiettivo di stimolare gli investimenti nelle grandi opere, quale propulsore per stimolare l'economia reale attraverso l'intervento dei capitali privati, al fine di generare l'effetto volano a tutto o almeno ad una parte del sistema. Ma è difficile, ritenere che i grandi capitali, oggi gestiti ad esempio dalle banche d'affari attraverso i fondi di investimento, intendano affidare/impiegare denaro in un paese come il nostro, dotato di un rilevante "deficit di incertezza giuridica", (variabile determinante nelle scelte di investimento), come giustamente rileva il Professor Maresca. Che contribuisce insieme ad altri fattori, ad aumentare il rischio di inefficicenza delle risorse allocate, con la conseguenza che i player economici, non sono in grado di prevedere con ragionevole certezza prospettive attendibili e attraenti per i mercati finanziari e non in tema di rendimenti, intesi quali dividendi e plusvalore.

Spedito da: Alessandria Pubblicato il: 30 aprile 2012 alle 14:02

Alessandro Marenco

2) Unitamente al fatto, che, è previsto per tali società la possibilità di emettere Project Bond, mediante ad esmpio l'eliminazione dell'obbligo di garanzia, la quale consisteva nel prestare sulle obbligazioni una garanzia con ipoteca, ignorando il fatto, che tale strada risultava sbarrata in quanto l'affidamento in concessione d'uso dei beni a disposizione delle società di progetto, in molti casi non consente la creazione di ipoteche, trattandosi di beni destinati a pubblico servizio e dunque non soggetti a gravami di natura privata quale l'ipoteca, rendendo inutilizzabile lo strumento. Oggi l'attuale normativa prevede la possibilità di prestare una garanzia emessa dal sistema finanziario, fondazioni o fondi privati. Ma al fine di rendere utilizzabili i Project Bond quale propulsore finanziario dell'investimento sarebbe auspicabile rivedere la disciplina fiscale degli stessi, in riferimento alla tassazione di interessi e proventi.

Spedito da: Alessandria Pubblicato il: 30 aprile 2012 alle 14:00

Alessandro Marenco

1) Caro Timoniere, vorrei segnalare in tema di crescita e sviluppo, che, la scorsa settimana, i due rami del Parlamento, hanno convertito in legge il decreto semplificazione fiscale, il quale, contiene importanti innovazioni normative riferite al finanziamento di opere infrastrutturali mediante defiscalizzazione (art.18 legge di stabilità 2012). Il governo ha inteso inserire misure di carattere fiscale che hanno l'obbiettivo di favorire la realizzazione di nuove infrastrutture attraverso il sistema della finanza di progetto. Per le società di progetto (Project Financing) costituite ai sensi dell'art. 156 del codice di cui al DLGS n-163 del 2006, sinteticamente diventano operative le seguenti misure di carattere fiscale: A) compensazione totale o parziale per le imposte IRES e IRAP con il concontributo a fondo perduto, B) compensazione dell'Iva a debito con il predetto contributo pubblico, C) l'ammontare del canone di concessione riconosciuto quale contributo in conto esercizio.

Spedito da: genova Pubblicato il: 30 aprile 2012 alle 13:55

marco

Aliquote Imu,Amt,nuovo Prp, accidenti che piattino di benvenuto per il nuovo Sindaco. Fautori della macelleria sociale a parte la prima virtù richiesta credo sarà quella di saper fare bene i conti, individuando e tagliando gli sprechi: più ragioneria che politica quindi, poi sarà il turno del modello di sviluppo e dei tavoli tecnici, casse permettendo.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 30 aprile 2012 alle 09:53

Jackie

Carozzi, buondì.
Ma che fa? Cade nelle provocazioni dei sostenitori del Marchese? Suvvia, da una persona saggia come lei non me l'aspettavo. Va bene la libertà di espressione, per carità, ma perché sprecare tempo prezioso inseguendo il partito del "no"?

A tal proposito, ricordo alla ciurma che il principale protagonista del partito del "no" - duro, puro, antagonista e politicamente doriano - non ha mai rinunciato al meschino privilegio di una tessera per entrare gratis allo stadio. Decine di immagini lo immortalano al fianco dei vip nostrani. Non solo. Provate a chiedere al suddetto agitatore di (anziane) folle quale mestiere svolga suo figlio. E se scopriste che lavora al Vte?

Una risata seppellirà questa minoranza chiassosa.

Spedito da: genova Pubblicato il: 30 aprile 2012 alle 09:21

giorgio.carozzi

Gentile Massimo, francamente non capisco di che cosa stiamo parlando e non voglio pensare che lei sia un provocatore… I comitati sono figli e parenti stretti dei politici e delle consorterie cattocomuniste, finanziarie e massoniche che controllano Genova da decenni. Porto isolato? Mi spiace, ma forse lei si è perso qualche secolo abbondante di gloriosa storia della patria genovese, chieda agli amici del Mil. Isolato da chi, come, quando, rispetto a che cosa? Non rammenta neppure che il porto ha regalato alla città un’enorme fetta di territorio… I numeri che cita, poi, sono sintomatici di una corrente di pensiero culturalmente antagonista a prescindere, che ovviamente disdegna di spiegarci quali sarebbero le proposte alternative di sviluppo. E comunque, quelle cifre raccontano della sola occupazione diretta in banchina. Se somma le categorie e l’indotto che ho citato ripetutamente fino alla nausea, ogni giorno intorno al porto e allo shipping mangiano e sopravvivono oltre centomila persone. Le sembrano poche o meritevoli di confrontarsi con l’antagonismo dei comitati o della politica al ribasso?
E’ vero (e mi rivolgo a Titti Lovisolo) che alcuni hanno provato a riconciliare Doria alla dimensione di un moderno riformismo “montiano”; ma Doria, giustamente, non solo si è rivelato saldo nei suoi principi e poco propenso a farsi strumentalizzare da chiunque, ma ha costantemente ribadito, anche nelle sedi meno opportune (come l’Associazione degli industriali o l’Ance), la sua scelta per la “decrescita felice” ed il suo scetticismo su Genova come porto al servizio dell’Europa.

Spedito da: Roma Pubblicato il: 30 aprile 2012 alle 07:07

Mastro Titta

Mastro Titta, boia di sei Papi rinascimentali, passò alla storia come il carnefice che tagliò il collo a più di 500 condannati a morte.
Ogni riferimento a vicende attuali e persone esistenti è puramente....

Spedito da: ge-porto e dintorni Pubblicato il: 29 aprile 2012 alle 15:54

magolino 2

Le Comp Croceristike riceverrano pure i clienti direttamente via aerea facendoli poi proseguire su tapis-roulant verso l'imbarco(al mondo non esiste una cosa così meritevole di attenzione), l'insediamento di una Cittadella dello Shipping dove saranno inserite tutte quelle attività della Portualità che oggi vengono svolte da molte Aziende Italiane in Stati esteri a noi vicini e pure con insediamento di Banke Assicurazioni etc Tutta l'area ex ILVA è fornita di viabilità multintegrata come FS interna, Autostradale e stradale cittadina, senza ke
questo vada a ledere la viabilità della città Contrariamente a quanto avviene oggi quando la Fiera in primis od altre manifestazioni si accapparrano completamente della viabilità cittadina, creando disagio non indifferente a noi tutti. Chiunque vorrà far riemergere la città da quell'anonimato socio/culturale/economico in cui è sprofondata dovrà affrontare prove non indifferenti di capacità decisionale imprenditoriale
Ke Linse

Spedito da: ge-porto e dintorni Pubblicato il: 29 aprile 2012 alle 15:36

magolino 1

Leggo quanto il Sig.Maresca specifica su città/porto e confermo che nel 1996 agli alboried alla luce di questo regresso stesii il progetto che chiamai GENOVA FUTURA ke depositai Oggi ke tutto tracima quasi si fosse in presenza di un"fereggiano" la città non può + permettersi di perdere altro tempo Anche xke il Porto continua a portare sempre meno e cercare una nuova fonte di reddito alternativa è dura. Quanto prevedo è l'uovo di colombo tenuto conto: esiste l'area da utilizzare inzialmente, si andrebbe a risolvere il problema Fiera non cercando il suo sviluppo tapullando inutilmente l'area oggi occupata e cmq per l'ubicazione non idonea ad un futuro e destinando le aree liberate alle RipNav e non ultimo svincolando il PalaSport dagli orpelli fieristici e riportandolo alla sua vera destinazione: lo Sport, costruzione di una nuova StazMarittima idonea ai traffici Croceristici che si svilupperanno e questa collegata direttamente con l'Aeroporto ke dista poke centinaia di Mt. ./.

Spedito da: genova Pubblicato il: 29 aprile 2012 alle 15:25

maurizio.maresca

I.
Credo sia giusto il richiamo della signora Lovisolo.
I candidati tutti sono persone di qualità: taluni di elevata professionalità. Ad essi va quindi data fiducia.
Però, esiste, proprio ora, un importante dibattito nazionale, ed in misura molto minore genovese, con Genova al centro, in ordine alla portualità e ai trasporti e alle misure da adottare con urgenza per la crescita: con alcuni interrogativi che vedono divisi trasversalmente tecnici, politici e imprese.

Sulla portualità
-Si immagina una portualità di transito con la testa a Basilea Monaco ecc. (che comporta grandi infrastrutture di coillegamento e alleanze precise con compagnie internazionali) o una portualità di piccoli volumi (come oggi) che serve solo l’hinterland (come Marco Doria mi pareva, se non erro, incline a ritenere)? C'è spazio per contendere traffico ai porti del Nord Europa prima che sia troppo tardi, oppure la partita per il Mediterraneo (e per Genova) è chiusa? Se si con quali alleanze e strumenti?

Spedito da: genova Pubblicato il: 29 aprile 2012 alle 15:25

maurizio maresca

II
- O si immagina, per Genova, come proponeva Enrico Musso quattro anni fa, un cluster marittimo finanziario dedicato specialmente all'attività direzionale/tecnologica (e non alla terminalistica massiva)? Se fosse così sarebbe importante declinare misure proposte.
-Come si vede la riforma della legge 84? E degli interporti? Come si integrano i due ddl fra loro disarmonici e molto avanzati nel loro iter (specie il secondo)? Si condivide l'idea di 3 porti corridoio? O si preferisce l'idea di 2 sistemi portuali. O si preferisce mantenere le cose come sono?

Sulla crescita
- Si vogliono gli investimenti stranieri per garantire lavoro, ma specialmente benessere?
- Quali strumenti (non da campagna elettorale) per spingere gli investimenti stranieri a Genova? Come si garantisce la stabilità necessaria (posto che uno dei grandi temi è il deficit di certezza giuridica), una giustizia civile che funzioni (v.esempio Torino), scuole internazionali ecc.?

Spedito da: genova Pubblicato il: 29 aprile 2012 alle 15:25

maurizio maresca

III
- Quali misure per rilanciare la ricerca scientifica? Alleanze con Centri Stranieri. Alleanze con industria ecc? Come valorizzare le relazioni con Siemens, Ericsson,Ibm,Abb, Fincantieri, Rina?

Le infrastrutture
- Quali le infrastrutture essenziali? Il III valico, la gronda. il bruco, la delocalizzazione dell'aeroporto, un nuovo terminale...Specialmente:in che ordine e con quali tempi?
- Quale contributo può dare il Comune? Vi è un' idea per accelerare il III valico e non attendere il 2050 per la sua realizzazione (che allora sarà inutile perchè i traffici si saranno definitivamente consolidati nei porti del Nord Europa - e comunque sarà un problema che si porranno le generazioni future)? Che se ne pensa dei Project bonds, dei Boc e specialmente della finanza di progetto (relativamente alla quale il Comune di Genova non ha dimostrato grande attenzione)?
-

Spedito da: genova Pubblicato il: 29 aprile 2012 alle 15:25

maurizio maresca

IV
- Come il Comune di Genova, presente nelle fondazioni bancarie, ma specialmente difensore dei cittaduni (e non imprenditore) può aiuare la politica del credito per la crescita e la regolazione del mercato finanziario?

Credo che il Sindaco di Genova non debba occuparsi solo di manutenzioni e assistenza sociale; ma che debba anche promuovere la crescita economica e sociale della più grande città-porto italiano che, nella tradizione (lo ricorda molto bene proprio Doria nei suoi lavori scientifici), ha costituito un riferimento per l'Industria, la finanza e i traffici. Per questo sarebbe davvero importante se dai candidati venissero risposte concrete e precise sugli interrogativi di cui sopra: che dimostino quantomeno che, malgrado la politica ed ancora di più la campagna elettorale penalizzino le professionalità esaltando le mediocrità, hanno una posizione sui temi in agenda (che possono anche essere sbagliati - ed in questo caso mi attenderei di sapere da loro perchè).

Spedito da: Genova Pubblicato il: 29 aprile 2012 alle 15:21

Semola

Hai ragione Timoniere. Hai ragione nel ricordare quel che successo qualche anno fa. Hai ragione nel dire, nell'edizione odierna del Secolo XIX che la sfida tra Miami e Ginevra si gioca anche sotto la Lanterna, hai ragione nell'attirare l'attenzione sul commento dello scrittore Maggiani, ha ragione nel dire che Tirreno Bianchi presto lascerà (forse) la sua condizione di "console cassaintegrato".

E non è la ragione degli stupidi perchè se non fossi d'accordo su quanto scritto lo direi apertamente, senza alcun problema. E pensare che proprio Tirreno Bianchi aveva recentemente dichiarato (in merito ai candidati) che "nessuno ha mai parlato di porto e chi lo ha fatto non è riuscito a mettere insieme più di due frasi di fila...."

Spedito da: Genova Pubblicato il: 29 aprile 2012 alle 12:41

Massimo

Gentile sig. Carozzi, porto e città si aiuterebbero meglio se ognuno di noi, per quanto di sua competenza, facesse bene il proprio lavoro e si comportasse, da cittadino, nei limiti previsti dalla legge. E' solo nel rispetto di regole condivise che ci può essere sviluppo, economico e/o sociale. Per cui è necessario che la classe dirigente riacquisti quella dignità e legittimità che ha perso, per grave colpa propria. I comitati del NO non sono il problema, sono il sintomo del problema.
E il problema non si risolve chiudendosi a riccio nel proprio ristretto ambito, il porto come è stato evidenziato, è già isolato rispetto alla città, nel modo che Lei auspica lo sarà sempre più.
Concludo citando i dati occupazionali dell'Autorità Portuale: 4700 occupati diretti, 6500 nel settore industriale, per un totale di circa 11000, che all'incirca si raddoppiano con l'indotto. Non mi sembrano numeri che possano giustificare l'identificazione univoca della città col suo porto.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 29 aprile 2012 alle 12:26

Titti Lovisolo

In tutta sincerità questo sparare su Doria non lo capisco. Lasciatelo governare e vedrete quante qualità ha. Altro che Marchese Rosso!

Spedito da: genova Pubblicato il: 29 aprile 2012 alle 12:06

marco

La citazioni sono tutte giuste e spero sia così anche per Autorità portuale e Culmv che erano omesse, forse per default. Le discriminazioni sul lavoro in materia di assunzioni, in ossequio al dettato costituzionale, dovrebbero essere bandite per legge, specie laddove sono istituzionalizzate negli statuti aziendali.

Scoraggiare e allontanare a priori il merito privo di maniglie per lasciar campo agli sponsor (nepotismo, Chiese, partito, ecc.) è avvilente e pernicioso e cessa di essere un diritto quando attingi a concessioni pubbliche e soldi pubblici. Sbaglio?

Spedito da: Civitavecchia Pubblicato il: 29 aprile 2012 alle 11:46

Federico Mangiardi

Buona domenica dr Carozzi. Le segnalo, anche se sicuramente ne sarà al corrente, che da diversi giorni è quasi impossibile consultare il suo blog: la connessione alle pagine di Pilotina è lentissima sia da smartphone che da pc fisso. Stessa cosa accade per gli articoli pubblicati in homepage. La prego di segnalare l'incidente ai gestori del server, o a chi di dovere. Grazie per l'attenzione che vorrà concedermi. Mangiardi

Spedito da: GENOVA Pubblicato il: 29 aprile 2012 alle 07:30

giorgio.carozzi

Un lettore mi segnala che, nel bazar levantino, apre un banchetto anche tale Delogu, il candidato comunista, che vuole l’eliminazione dell’Autorità portuale con gestione del porto in carico al Comune e la sospensione delle grandi opere. Geniale…
Caro marco, non è affatto argomento scabroso: lavoro e trasparenza devono andare a braccetto. Non so bene a chi tu ti riferisca, ma da anni il salto di qualità in fatto di rendite di posizione, nepotismo e clientelismo è purtroppo quello che ci spiega bene Maresca. E poi che porto e shipping siano di tutti i genovesi lo testimoniano i 1000 dipendenti Costa, i 900 del Rina, le migliaia di lavoratori, tecnici, inegneri, professionisti ed esperti che operano in aziende dell’indotto, della cantieristica, nelle agenzie marittime, nelle case di spedizione, nell’autotrasporto, nelle società di brokeraggio ecc.

Spedito da: GENOVA Pubblicato il: 29 aprile 2012 alle 06:51

giorgio.carozzi

1) Forse per sbadataggine, forse per narcisismo, lo scrittore Maggiani sponsorizza oggi sul SecoloXIX il voto a Doria, senza addurre una sola buona ragione per farlo e finendo probabilmente per incrementare la maggioranza dei non votanti.
2) Registro con piacere che il nostro amico Tirreno Bianchi ha trovato una giusta collocazione a fianco del marchese (non credo esista un solo punto di convergenza tra i due, ma questa è altra storia), partecipando a ristretti banchetti. Prevedo dunque la rapida dissolvenza della sua dimensione di "console cassaintegrato".

Spedito da: genova Pubblicato il: 28 aprile 2012 alle 19:29

marco

Perchè quando si tocca il tasto della trasparenza del lavoro non c'è eco. E' tutto a posto o è un argomento scabroso?
A me un argomento interessante e quasi pregiudiziale al resto.

Spedito da: genova Pubblicato il: 28 aprile 2012 alle 17:30

maurizio.maresca

Condivido le cose dette col cuore da Carozzi.
-Perchè i traffici nei porti di Amburgo Anversa Rotterdam sono 45 milioni di Teu e in quelli italiani 4 e a Genova 1,6)?
-Perchè i traffici Far East Pianura Padana a breve saranno convogliati pressochè per intero via i porti del nord europa attraverso il corridoio 24 (restandio Genova chiusa al di qua dell'appennino - il III valico sarà finito nel 2045, forse)?
-Perchè le grandi compagnie di traffico (MSC,Maersk, DB Schenker ecc.) non investono nelle termanalistica moderna in Italia, appoggiandosi ora qua ora là. Non è che, per caso, non si fidano di un Paese che cambia le regole in corsa rivedendo i contratti in essere, ma anche i livelli di welfare e di fiscalità? Non è, ancora, che sono inadatte queste multinazionali ad un Paese dove i problemi si risolvono solo nel peggior modo consociativo italiano?
-Perchè nei porti non è assolutamente garantito il rispetto delle regole, e sono privilegiate le rendite che escludono i traffici?

Spedito da: GENOVA Pubblicato il: 28 aprile 2012 alle 15:30

Libero pensatore

Leggo che il futuro sindaco di Genova, de facto, vive di rendita.
C'è altro da aggiungere?

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