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Tecnici & Ammiragli, il senso dell’onore per i porti

Genova - Un ammiraglio che fa politica è l’equivalente di un t ecnico al governo. Entrambi fuori posto, quasi sempre inadeguati, espressioni di un sistema sfasciato incapace di visioni e interventi strategici, dopo aver smarrito il senso della realtà. C’è da chiedersi come riescano ad inventarsele, con sistematico e forse inconsapevole sadismo. Due casi freschi di cronaca, che restano nell’ambito delle “guerriglie” di Pilotina:

1) la spending review che anziché sostenere una seria riforma portuale rischia di paralizzarla all’infinito;

2) la richiesta d’intesa avanzata dal ministro Passera al governatore della Liguria Burlando, sul nome di Felicio Angrisano – l’ammiraglio che non vuole le grandi portacontainer a Voltri – quale nuovo presidente dell’Autorità portuale di Savona.

Non bastava il bluff di un’autonomia finanziaria da barzelletta. Quel timido spiraglio riformista aperto allo shipping viene decapitato da una scriteriata spending review, che colloca Genova sullo stesso piano del porto di Augusta. Un corto circuito insensato nel segno della decrescita e dell’anti-sviluppo. All’Authority di Genova, considerata ente pubblico e non ente economico, viene imposta una riduzione del 20% degli organici, già tagliati precedentemente di un altro 20%. Si rischia la paralisi, sarà impossibile gestire adeguatamente e tecnicamente la complessità del primo scalo nazionale. Qual è la logica, ministro Passera?

Della designazione di Angrisano alla successione di Canavese a Savona (su cui deciderà Burlando) in verità poco ci cale. Non fosse che è emblematica di un modo diffuso di pensare e di fare. Di un sistema da basso impero, paradigma del libero arbitrio. Qualcuno ci vuole spiegare le ragioni del martellamento cui Angrisano sottopone da qualche tempo Vte, cioè il più importante terminal del Mediterraneo? Dobbiamo ritenere dunque questo atteggiamento funzionale alla promozione a presidente? Dopo la quotidiana raffica di fax con cui l’ammiraglio impone un surreale silenziatore alle navi in arrivo al terminal Vte, ordinando ai comandi di bordo di spegnere i motori e di operare con un solo gruppo ausiliario lato mare, Angrisano alza il tiro e da qualche giorno punta il bersaglio grosso: le mega portacontainer da 13.000 teu.

A sorpresa, l’ammiraglio impone una restrizione a Vte sui fondali, abbassandone l’agibilità dai 15 metri previsti dalla concessione a 14 metri. Immediata la prima ricaduta negativa sulla produttività e il business del porto gestito da Psa di Singapore: quattro giorni fa una portacontainer è ripartita lasciando a terra 200 contenitori in esportazione. Da mesi Vte è sottoposto a ingiunzioni e limitazioni che ne stanno mettendo a serio rischio il presente e forse il futuro. Prima continue richieste di riduzione della rumorosità delle navi che non sono prescritte a nessun altro porto al mondo, ora addirittura le limitazioni al pescaggio delle portacontainer in arrivo. Senza che sia mai stato riscontrato un problema reale. Nel mirino degli osservatori, c’è soprattutto il palese conflitto d’interesse che pone l’ammiraglio Angrisano in una posizione decisamente singolare: gli interventi centralistici e burocratici potrebbero favorire il porto concorrente di cui l’ammiraglio è stato designato presidente.

A carico dell’ammiraglio Angrisano esiste anche un conflitto di interessi familiare che non rende onore alla sua ambizione di guidare il porto di Savona, visto che il figlio ha già ottenuto un posto di dirigente in Autorità Portuale, in buona compagnia con il fratello del presidente uscente Canavese. Solo poche settimane fa, l’arrivo al Vte delle grandi portacontainer era salutato come l’avvio di una nuova stagione di sviluppo. Da allora, che cosa è successo? L’ammiraglio è certo un uomo perbene. A questo punto, il modo migliore di dimostrarlo sarebbe quello di fare un passo indietro. In tutti i sensi.

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Commenti inseriti: 152 — pagina 1 di 7

Spedito da: Rapallo Italia Pubblicato il: 30 settembre 2012 alle 18:09

Marco Galano

Cari signori, ho letto attentamente tutti i vostri commenti sulla questione del porto di Genova e dell'area riparazioni ed a mio malincuore devo avallare cio' che e' stato gia' detto, in particolar modo dall'ex collega Tullio Vacca.
Operando nel settore dei trattamenti anticorrosivi in qualita' di ispettore tecnico, ho avuto modo in questi ultimi 27 anni di lavorare in tantissime aree di riparazioni navali Italiane e non, ma l'immobilismo che attanaglia l'area delle riparazioni navali di Genova e' disarmante. Nell'area Genovese ci sono delle professionalita' di tutto rilievo (come il nostro glorioso passato ci ricorda) ma a mio avviso e' venuto meno quel collante e quel fermento che ci hanno permesso di essere chiamati "La superba".
Mi auguro che chi governa e decide su questo comparto faccia scelte che ci permettano di riprendere quel posto di primo piano che ci compete.
Marco Galano

Spedito da: Genova Pubblicato il: 14 agosto 2012 alle 14:13

Matteo Dell'Antico

Caro Giorgio,

intervengo su Pilotina in questi giorni di calma (apparente) per augurare a te e tutta quanta la ciurma un buon Ferragosto!

Colgo l'occasione anche per salutare a distanza l'amico Marco Cappeddu che dopo anni di onorata militanza lascia Genova e Fincaniteri e fargli un grossissimo in bocca al lupo per la sua nuova avventura come capo ufficio stampa del gruppo Ferretti!

Un abbraccio!

Matteo

Spedito da: GENOVA Pubblicato il: 13 agosto 2012 alle 17:27

giorgio.carozzi

Ringrazio l'avvocato Titta D'Aste, segretario generale dell'Autorità portuale di Genova, che ci consente finalmente di chiudere il cerchio di questa scoppiettante puntata e di passare al secondo tempo. Appresso... Era ora, direte voi. Beh, meglio tardi che mai. Prepariamoci a voltare pagina, restando ovviamente in tema. Del resto, non abbiamo ancora finito...
Exoriare aliquis nostris ex ossibus ultor! (Virgilio, Eneide, IV, 625)

Spedito da: Genova Pubblicato il: 13 agosto 2012 alle 16:17

Giambattista D'Aste

I risultati delle indagini batimetriche sul pescaggio del terminal VTE
commissionate dall'Autorità Portuale di Genova d'accordo con la Capitaneria
di Porto, hanno confermato che su circa 1.400 metri sui 1.700 metri complessivi
della banchina, il fondale si è sostanzialmente mantenuto ai 15 metri di imbasamento previsti dal progetto di Prà Voltri di fine anni ‘80. In particolare, dal secondo al quinto modulo, i fondali sono a -15 metri con pescaggio di sicurezza a -14,5.
Il primo modulo al netto dell'ingombro parziale dell’ormeggio ro-ro, ha
fondali a -14 metri con pescaggio di sicurezza a -13,5 metri, mentre per il
sesto modulo il fondale è a metri -14,5, con pescaggio di sicurezza a -14
metri.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 13 agosto 2012 alle 16:16

Giambattista D'Aste

2)
Possibili limitati approfondimenti per garantire il fondale a -15 m dal secondo al sesto modulo senza soluzione di continuità, se l’Autorità portuale venisse autorizzata a intervenire con modesti spianamenti interni al bacino portuale di Voltri verso la diga, in zona protetta e non soggetta a rischio trasporto solido da correnti profonde e/o moti nave.
In alternativa, sempre con le dovute autorizzazioni, il dragaggio necessario potrà trovare individuazione nei siti di riempimento già individuati nel Porto di Genova.

Alla luce di questi dati raccolti, l'Autorità portuale considera l'operatività al Vte rispondente ai dettami contenuti nell'accordo di concessione. Quanto sopra dovrà essere ovviamente oggetto di valutazione da parte della Capitaneria di Porto, con la quale si confida di collaborare a stretto contatto per l'ottenimento dei risultati attesi.

Giambattista D'Aste
Segretario Generale
Autorità Portuale Genova

Spedito da: toscana Pubblicato il: 11 agosto 2012 alle 09:45

fdp

Leggo sul vostro sito del cardinale Bagnasco che dice «la Chiesa ascolta le ansie dei lavoratori che sono in apprensione per l’occupazione, di tanti giovani che non riescono ad entrare nella società che produce, e dà loro voce senza populismi, con umiltà». La voce sarebbe mica quella del prete che ha tuonato e inveito contro i dragaggi in porto? Leggo anche che i riparatori navali constatano «un’insufficiente consapevolezza e sensibilità per l’esigenza primaria, cioè quella di concentrare al massimo ogni sforzo per ridare ossigeno all’economia del porto e quindi della città». Apprezzo anche se da lontano l’impegno dell’arcivescovo di Genova, ma suggerirei se posso permettermi al cardinale Bagnasco per una volta di dire pane al pane e vino al vino. Come insegna il Vangelo, scuola di credibilità morale e pratica!
(Carozzi, amico Timoniere: a quando le ultime sui rilevamenti dei pescaggi a Voltri? Non stiamo aspettando un po’ troppo? Rischiamo di insabbiarci noi con Pilotina…)

Spedito da: ge porto e dintorni Pubblicato il: 08 agosto 2012 alle 10:08

magolino

Caro Gerry il Tuo revisionismo fà del bene a tutti xke vedi la storia ci dice ke tra non poke ombre a volte può sempre spuntare una "luce" ke ci indica la via x il ns futuro Le Tue scuse non è a me ke le devi indirizzare ma se Ti senti in diffetto è alla città intera xke non hai fatto quello ke forse potevi e dovevi fare Questo solo Tu lo sai Io nel mio piccolo cerco di evitare senza la ricerca di partiti "bombaroli" la continua "tracimazione" di questa città ke sempre + affonda nella boiarda incapacità decisionale ampliandola con i suoi maniman ke condizionano tutto e consolidano l'immobilismo non riuscendo a capire ke è nella ns essenza la capacità di produrre il nuovo anche se il nuovo significa lotta sacrificio Cosa ke i ns boiardi Istituzionali rifiutano privilegiando le + facili logike della ripetizione
La posta in gioco x il ns futuro x i ns giovani è alta Ge non ha bisogno di furieri ma di arditi incursori x le scelte strategike su obiettivi a lungo termine E così sia
Ke Linse

Spedito da: ITALIA Pubblicato il: 07 agosto 2012 alle 22:06

GERRY


scusa tanto magolino.

Spedito da: GENOVA Pubblicato il: 07 agosto 2012 alle 14:20

giorgio.carozzi

Caro Magolino, non mi sono ancora iscritto al partito dei bombaroli, ma volendo resta sempre un'opzione.

Spedito da: da ge porto e dintorni Pubblicato il: 07 agosto 2012 alle 09:26

magolino

Caro Carozzi, mentre Voi continuate a "perdervi" nel nulla fra ami-ragliate varie non sapendo forse che non sarebbero altro che ami-asinate, la giovane e brillante La Spezia (ha un golfo stupendo ed invidiabile che si presta a tante cose e molte sono già fatte!) ci fà passare sopra alle ns teste (sic) un buona parte importante del Salone Nautico E Voi siete sempre ed ancora lì ad aspettare Forse credete che la musica sia stata inventata da un tale che contemplava le rondini sopra ai fili della luce?
Carozzi coloro che vivono di sola speranza sono le zitelle ed i pescatori alla lenza! O credi che sia ancora valido il detto: armiamoci e partite? Penso che forse solo HenryPotter potrà aiutarci ad uscire da questo inutile centralista e becero genovese immobilismo!
E così sia
Ke Linse

Spedito da: GENOVA Pubblicato il: 06 agosto 2012 alle 16:28

giorgio.carozzi

marco, è la seconda volta in pochi giorni che ti do ragione... comincio a preoccuparmi!

Spedito da: Londra Pubblicato il: 06 agosto 2012 alle 15:51

C-Annibale

Caro On. Grillo, guardi che dall'11 settembre ( ...cavolo che data!) comincio a controllarla.

Spedito da: genova Pubblicato il: 06 agosto 2012 alle 14:32

marco

Segnalavo le ennesime compensazioni estive per il ponente. Le piastre ambulatoriali di Pegli, ex Ospedale Martinez, e di Voltri, ex Coproma (area e annessi regalati dall'Autorità portuale, con beau gest, alla Regione per essere destinati a piastra sanitaria ambulatoriale), dopo tante promesse e sventilate certezze con due anni di esposizione del cartello di cantiere e relativi finanziamenti per l'appalto (Voltri), non si fanno più: servono soldi per gli ospedali del centro.
Non è tanto per le scelte in sè che saranno pure motivabili (dipende da come si gira la frittata) ma, come soleva argomentare Totò in uno dei suoi celebri film: è la somma che fa il totale per GenovaBuda e GenovaPest (appestata?). Nel caso Coproma visto che hanno coinvolto sia la Presidenza Merlo, sia la Circoscrizione, sia il Presidente Burlando, sia la Capitaneria, sia i cittadini, qualche spiegazione in più Assessore e Direzione Asl dovrebbero darla altrimenti sarebbe stato più serio lasciar perdere da subito.

Spedito da: FILT –CGIL, FIT-CISL. UILTRASPORTI Pubblicato il: 03 agosto 2012 alle 18:26

Enrico Ascheri, Ettore Torzetti e Marco Odone

A seguito della lettera inviata da alcuni armatori al governo, con cui gli armatori stessi chiedono la deregolamentazione di importanti servizi quali i tecnico nautici e i portuali, le nostre segreterie sindacali intendono chiarire con forza che tali servizi ad oggi sono caratterizzati da diversi fattori quali:
•elevata professionalità sulle operazioni svolte.
•possibilità di verifica delle condizioni di sicurezza sul lavoro.
•in particolare per i servizi tecnico nautici essi contribuiscono fattivamente alla sicurezza della navigazione.

Spedito da: FILT –CGIL, FIT-CISL, UILTRASPORTI Pubblicato il: 03 agosto 2012 alle 18:23

Enrico Ascheri, Ettore Torzetti e Marco Odone

2-Vanno pertanto respinti i tentativi di scaricare sui lavoratori gli effetti della crisi; non possiamo assolutamente permetterci l’abbassamento degli standard di sicurezza così faticosamente raggiunti, tenendo anche conto dell’ulteriore strada che ancora c’è da fare a tal proposito.
In particolare il porto di Genova è un porto altamente strutturato, riteniamo pertanto la richiesta, degli armatori firmatari della suddetta lettera, non tecnicamente giustificata.
La pace sociale garantita fino ad oggi nei porti (elemento altamente strategico per una nazione)
E’ stata raggiunta grazie alla responsabilità di tutti, riteniamo che sia l’ora di finirla con tentativi di applicazioni alquanto fantasiose della l.84/94.
Ribadiamo pertanto con forza che la sicurezza della navigazione in porto e quella sul lavoro non devono essere variabili assoggettate al maggior profitto specie se a chiederlo sono coloro che già beneficiano di non pochi finanziamenti da parte dello Stato.

Spedito da: Roma Pubblicato il: 03 agosto 2012 alle 18:19

Luigi Grillo

Con la conversione in legge del Decreto Sviluppo diventa finalmente operativa l'autonomia finanziaria a favore delle Autorità portuali. E' un primo passo che va nella giusta direzione di riconoscere una percentuale dell'IVA prodotta dai singoli porti in virtù dell'importazione di merci.
Occorrerà al più presto eliminare il tetto di 70 milioni, fissato per decisioni passate del Ministero dell'Economia, così come si dovrà, fin d'ora, ragionare sulle possibilità di aumentare sensibilmente la percentuale da dare ai porti stessi, riconoscendoli come asset fondamentali per lo sviluppo della nostra economia.
Il prossimo 11 settembre approderà in Aula, al Senato, la legge di Riforma della Portualità.
Sarà questa l'occasione per affrontare e approfondire queste problematiche inserendole in una proposta organica che, come è avvenuto in Commissione, confido possa essere apprezzata e votata da tutti i Gruppi parlamentari. Sarebbe una vittoria di Pilotina!

Spedito da: Genova Pubblicato il: 03 agosto 2012 alle 15:16

Semola

Timoniere,

sono totalmente d'accordo con Paolo Ruffino riguardo Forcieri. Con tutta la buona volontà e la voglia di capire purtroppo non riesco proprio a comprendere certe decisioni.

Piuttosto, vorrei chiedere al governatore Burlando come è potuto stare zitto di fronte alla frase "al primo che dice che stiamo con Riva gli taglio la gola". Non entro nel merito della questione. Mi chiedo piuttosto quali altre bassezze dovremo sopportare da parte di certi personaggi.

Spero di non dover aspettare settembre per avere una risposta. L'episodio è stato piuttosto imbarazzante.

Semola

Ps. dimenticavo, non posso che fare i complimenti a quei 4 gatti che si stanno opponendo, stile no-global valsusini, con manifestazioni e cortei al Terzo Valico. Spero che qualcuno abbia il coraggio di passare oltre e non ritardare ulteriormente l'inizio dei lavori...



Spedito da: Italia Pubblicato il: 03 agosto 2012 alle 10:05

Paolo Ruffino

La Liguria nei porti non esiste nemmeno più sulla carta, mi pare che su Pilotina e sul Secolo XIX se ne discuta da più di un mese! Ma nel bel mezzo della bagarre questi non è che si sognano di intervenire contro o a favore di Angrisano, opppure di lanciare qualche segnale politico che li faccia almeno sembrare vivi. No, s'inventano una nuova poltrona per Lorenzo Forcieri lo spezzino, nuovo presidente di Ligurian Ports. Ma presidente di che cosa? Forcieri, ma in che mondo vive? RIDICOLI (possono permetterselo perché intanto paghiamo noi). Sono disgustato.

Spedito da: Repubblica di Genova Pubblicato il: 03 agosto 2012 alle 07:40

Movimento Indipendentista Ligure

2) Richiesta di AIUTO al Timoniere ed a TUTTA la ciurma.
Nell'Ordine dl giorno c'è scritto :" ..impegna il Governo a prendere le opportune iniziative, anche legislative, fatte salve le prerogative del Parlamento, volte a: consentire una definizione dei contenziosi esistenti in materia di concessioni attualmente in corso, definizione che potrebbe consentire il reperimento di nuove risorse anche cospicue non gravando sui cittadini.."
( http://www.mil2002.org/battaglie/slot/111216_odg_barbato.pdf )
E invece? Un "ASSORDANTE silenzio"!
Questo è un Blog di problemi portuali, ma riteniamo che sia diventato anche una vera e propria "palestra civica" e questa dei "98 miliardi di euro", che è diventata una "battaglia CIVICA", possa e debba interessare anche i frequentatori di questo Blog. Per semplificare, poniamo a TUTTI delle domande: un "caso simile" fosse accaduto in Germania, avrebbe già trovato una SOLUZIONE?
E perché in Italia non si risolve? Chi c'è allora DIETRO a queste società?

Spedito da: Repubblica di Genova Pubblicato il: 03 agosto 2012 alle 07:24

Movimento Indipendentista Ligure

Richiesta di AIUTO al Timoniere ed a TUTTA la Ciurma.
Stiamo conducendo una durissima "battaglia" affinché le "cosidette Istituzioni" , che ne hanno TANTO "bisogno", possano mettere le mani sui 98 MILIARDI di euro che DIECI società delle slot-machine, a seguito di un ACCERTAMENTO della Guardia di Finanza, DEVONO allo Stato del 2004. Con un lunghissimo lavoro siamo riusciti a raccogliere TUTTA la relativa documentazione sul sito
http://www.mil2002.org/battaglie/slot_machine.htm
Tutto è iniziato con un primo articolo-inchiesta de Il Secolo XIX del 31/05/2007.
Sono seguiti poi altri 33 articoli de Il Secolo XIX ! Se ne è occupato anche "il Fatto Quotidiano" ed altri giornali. La Gabanelli su "Report" ne ha parlato diverse volte. Nei primi sei mesi del 2012 le società dei "Giochi" hanno già "raccolto" circa 44 MILIARDI di euro ! Il 16/12/2011 la Camera dei deputati ha approvato un Ordine del giorno ( ACCETTATO dal Governo !!)
Segue

Spedito da: savona Pubblicato il: 02 agosto 2012 alle 15:26

antonio

@ valentina

In effetti vedere quella nave e le altre che già hanno passato gli enta e gli anta da un bel pò mi fa sorridere...sia perchè l'Ammiraglio non ha nulla da dire in merito, sono navi perfette? Fuoriserie del mare? Dopo le mazzate di 25 anni in nordeuropa si sono irrobustite...? Poi arriva un traghetto nuovo di zecca e gli fanno un bip così cercando le cose assurde...ma va beh!
Mi viene anche da sorridere a leggere dell'ennesima richiesta da parte dei soliti armatori di traghetti...di non servirsi più di servizio di pilotaggio, rimorchio e ormeggiatori, nonchè portuali! Viva l'ipocrisia! Comunque si è passato il fondo del barile! Se si liberalizza tutto in nome di uno sviluppo economico, in realtà si ingrassano le tasche già piene dei soliti armatori e si diminuisce la sicurezza della navigazione in tutti i sensi! Perchè anche un camion che vola in garage con tonnellate di marmo perchè messo male e non rizzato è zero sicurezza! Meditate su scene da circo viste all'imboccatura!

Spedito da: GENOVA Pubblicato il: 02 agosto 2012 alle 13:30

GENOA PORT FAN

3. Anche se per Pilotina il vento non influisce sulla sicurezza delle manovre delle navi – come i fondali – a che servono gli investimenti per gli anemometri ed il recente convegno su “Vento e Porti”?
Sarà forse il caso di segnalare tutti questi “sprechi” alla Corte dei Conti?????
Oppure, qualcun altro ha, purtroppo, ragione???
A questo punto è tutto strumentale, soprattutto se queste limitazioni rilanciano il Porto di Genova?
Non capisco . . . e non mi adeguo.

Spedito da: GENOVA Pubblicato il: 02 agosto 2012 alle 13:29

GENOA PORT FAN

Sono un vero sostenitore del Porto di Genova e dei suoi successi. Leggendo il blog e tutti i commenti inseriti, offro tre riflessioni:
1. A proposito degli allarmismi lanciati sull’allontanamento di navi porta-container dal Porto di Voltri a causa delle attuali “misure” sulla rumorosità, proprio oggi leggo sul Secolo XIX il dato del nuovo record assoluto del Terminal VTE, ove nel solo mese di luglio sono stati movimentati ben 113.800 TEUs, contro i 101.347 TEUs del mese di luglio dell’anno scorso (+12.3%) ed a fronte dei 106.047 TEUs del mese di giugno di quest’anno (+7.3%), (basta andare sul sito ufficiale dell’Autorità Portuale di Genova per visualizzare, nella sezione Traffici Porto, questi dati).
2. In merito ai fondali, inoltre, ho letto sullo stesso blog che la stessa Autorità Portuale sta procedendo ad effettuare nuovi rilievi batimetrici del Porto di Voltri. C’era bisogno sperperare soldi pubblici, quando bastavano le indicazioni fornite da Pilotina?

Spedito da: GENOVA Pubblicato il: 02 agosto 2012 alle 10:10

giorgio.carozzi

Sì marco, la risposta è ovvia e non c’è neppure bisogno di accennare ai quarantamila senza lavoro, alla disoccupazione balzata a cifre folli, all’involuzione produttiva di casa nostra. O di ribadire banalmente che il marinaio faccia il marittimo, il portuale faccia il camallo e l’ammiraglio faccia l’ammiraglio e non il presidente. Con o senza riga nella calza velata, Valentina ancora una volta dimostra molto buon senso.
Ma come intuisci, il discorso è molto più complesso. E non è casuale che molti imprenditori marittimi (tromboncini da due colpi una lira) sono pronti ad accodarsi all’offensiva della corazzata che approfitta della debolezza congiunturale e di approdi compiacenti (mi sarebbe proprio piaciuto vedere come se la sarebbe cavata Angrisano a Savona) per provarci ancora. Il discorso sul lavoro portuale è il fumo che si leva per mascherare il bersaglio grosso, dove entra in gioco davvero la libertà d’impresa. E il ruolo esclusivo o monopolista dei piloti e dei rimorchiatori. La nostra legislazione si è già pronunciata a tutela di queste organizzazioni, ma penso che queste siano le prime avvisaglie di nuove battaglie che si combatteranno in sede europea.

Spedito da: genova Pubblicato il: 01 agosto 2012 alle 16:33

marco

Deregulation chiedono i traghetti per abbassare i costi liberalizzando i servizi.
Sono in grado di sopperire a tutte le operazioni nel rispetto delle condizioni di sicurezza? Se no, beh è ovvia la risposta. Se sì allora.. è'un bell'argomento per la trasparenza o è un altro argomento tabù su cui glissare per non farsi nemici (non i diretti interessati ovviamente)? Riguarda o no la libertà d'impresa in porto.

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