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E Singapore ci ha salvati dall’inferno: best wishes for a Merry Christmas!

Genova - Natale nel porto con gli occhi a mandorla. Record di container, pace sociale e buoni propositi sono come altrettante caramelle col buco. Le banchine genovesi sarebbero già sull’orlo del fallimento se la Repubblica di Singapore non si fosse mostrata interessatamente magnanima, autorizzando la controllata Psa – titolare della concessione del terminal Vte - a metterci una pezza. A fine anno, infatti, i crediti maturati nei confronti dello Stato dal terminalista asiatico per mancata restituzione dell’Iva, supereranno i 15 milioni di euro. I tempi biblici dei rimborsi (giugno 2015) promettono niente di buono. Una situazione scandalosa e paradossale: se Vte e i coraggiosi soci di minoranza del Sech di Luigi Negri non avessero alle spalle un colosso multinazionale come Psa di Singapore, dovrebbero fronteggiare una crisi di liquidità devastante per l’impresa, il mondo del lavoro e l’indotto.

Con problemi del genere, altri avrebbero già chiuso o non sarebbero più in grado di pagare puntualmente gli stipendi ai dipendenti e le (molte) giornate lavorate ai soci della Culmv. Nelle stesse condizioni si ritrovano, in scala ridotta, gli altri intrepidi terminalisti genovesi (da Spinelli ai Messina) che consentono ancora al porto di Genova di giocarsela sul mercato mondiale. Colpe, inadempienze e guasti della politica sono talmente odiosi ed evidenti da suscitare scandalo. Se gli amministratori locali confermano quotidianamente la loro inadeguatezza, cinque anni non sono bastati ai parlamentari liguri per alzare barricate in difesa dell’economia portuale e dello shipping, imponendo strategie per lo sviluppo. Tutto il contrario. Niente legge di riforma, consociativismo e consorterie, nessuna scelta strutturale, egoismi di periferia e complicità malandrine per bloccare sul nascere la regia dell’Autorità portuale e addirittura gli interventi di dragaggio.

Siamo arrivati al punto che un ammiraglio si permette di contestare il rumore delle navi che entrano a Voltri, ammiccando ai comitati che invocano la chiusura notturna del terminal. Nel suo momento più cupo, a un passo dal punto di non ritorno, Genova sembra vivere in un’altra dimensione temporale. Si è rotto il nucleo di valori comunemente riconosciuti. La politica sotto la Lanterna è un guscio vuoto, il trionfo della mediocrità, un insieme di formule che non trovano senso pratico e traduzione concreta. Se questa è la realtà scandalosa – ed effettivamente lo è – allora conviene insistere sullo stesso registro e augurarci un Natale che ci avvicini alla verità delle cose e delle situazioni. Quale che sia, la verità è preferibile a qualunque finzione. Per essa conviene mandare all’aria sovrastrutture e incappucciamenti, ipocrisie e dissimulazioni, travestimenti e doppiezze. E fermarci. Non prevarranno, neppure quando vengono da dentro di noi. D’altra parte, o ce ne liberiamo o soffocheremo, vittime del nostro collaudato illusionismo. Abbiamo bisogno della verità. Quella che ci strappa dalla menzogna, dal conformismo, dalla convenienza. Chi rappresenta il lavoro e le imprese? Se questo è il cuore del problema, la battaglia elettorale dovrebbe produrre una nuova legittimazione della Liguria e di Genova. Non è casuale il fatto che sia stato un genovese – Claudio Burlando – l’ultimo politico a lasciare un segno al ministero dei Trasporti. Ma prima ancora, occorrerebbe che un centrosinistra rinnovato nel solco della socialdemocrazia riformatrice, trasformasse la crisi in occasione di sviluppo. Non deleghe in bianco alla Cassa depositi e prestiti ma una vera politica industriale, da Finmeccanica a Fincantieri. Connessione tra industria e logistica e tra portualità e sviluppo, elementi essenziali per il rilancio e la ripresa. Un’impostazione illuminata che tenga a bada le spinte conservatrici vendoliane o quelle astratte alla Fassina. Una risposta programmatica forte. Un piano economico che restituisca ruolo centrale e di equilibrio al Mediterraneo.

A quel punto e con protagonisti adeguati, Genova potrebbe anche offrirsi come punto di raccordo tra la sinistra e il centro di Monti. Con un ruolo di governo. Non possiamo ridurci ad amare la nostra schiavitù. Sarebbe un pessimo Natale.

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Commenti inseriti: 270 — pagina 1 di 11

Spedito da: Londra Pubblicato il: 05 febbraio 2013 alle 11:45

C-Annibale

BUFALE SHOCK

Esimio Dr. Carozzi,
le anticipo la prossima promessa elettorate di Berlusconi:
"...riceverete direttamente a casa vostra oppure presso l'Asl di riferimento, una Olgettina di età variabile tra i venti e i trenta anni". L'iniziativa, a fini sociali, sarà riservata inizialmente solo agli ultrasettantenni. Su proposta dell'On. Santanchè è in corso di perfezionamento l'estensione della iniziativa anche alle ultrasettantenni italiane. Probabilmente verrà "offerto" un tronista di età non superiore ai quarant'anni. Le necessarie risorse finanziarie saranno reperite attraverso una modesta accise sui pannoloni mentre la lettera di accompagnamento sarà firmata direttamente dal Ministro alle Putt/Anate.

P.S. Ma il "condono tombale" è da riferirsi alle cappelle cimiteriali ? Non mi risulta che si paghi l'Imu anche su di esse. Urgono chiarimenti.

Caro Dr. Carozzi sapesse quanto è bella Londra in questi giorni di campagna elettorale ...

Spedito da: Voltri Pubblicato il: 05 febbraio 2013 alle 11:39

Affresco di Priano

Scusate, forse sbaglio e nel caso chiedo scusa. Ma il dottor Manzitti non è lo stesso Manzitti sanzionato dal tribunale di Genova per avere fatto lavorare una giornalista precaria durante la gravidanza?
O si tratta di una curiosa omonimia?

Spedito da: Genova Pubblicato il: 05 febbraio 2013 alle 10:47

RUNCUS

1. La farinata alla Meloria
Caro Nostromo,
mi dolgo di essermi accorto solo ora della affermazione che la farinata sarebbe nata nell’Alessandrino e nell’Acquese, per essere esportata a Genova.
Anche se siamo in campagna elettorale e sono comunque Astigiano ed Acquese al 50%, su certe affermazioni non posso transigere!!
Il mio DNA genovese si mobilita per fare sapere a tutta la ciurma che la prima farinata è nata in mare, sulle navi della Repubblica !!
Infatti al ritorno della battaglia della Meloria dopo che i Genovesi ( cattivi! ) cancellarono definitivamente il porto di Pisa ( si era nel 1284) con le provviste avanzate, e bagnate e sballottate a seguito di una tempesta, venne confezionato un intruglio di olio di oliva, acqua salata e farina di ceci che venne fatto asciugare al sole e servito all’equipaggio affamato.
Si ottenne una frittella che piacque molto e che una volta giunti a terra venne migliorata cocendo la purea di farina di ceci in un più appropriato forno
segue

Spedito da: Genova Pubblicato il: 05 febbraio 2013 alle 10:44

RUNCUS

2. Lasciateci almeno la farinata
Con un decreto della Repubblica del 15° secolo venne disciplinata la ricetta che fece diventare la farinata un piatto DOC.
La farinata veniva di solito cotta e servita in locali chiamati sciammadde (ovvero fiammate ).
Ma, per finire, seppur con dispiacere, è mio dovere informare che la coltivazione delle viti, che forniscono il vino (barbera incluso) da degustare con la farinata fu introdotta nell'Acquese..per es a Strevi, Alice, Ricaldone, Cassine..nei primi anni del 1000 da monaci genovesi, lunga mano della Repubblica, (bei tempi quelli dei genovesi con gli attributi), monaci che, insediati nel convento della val Peceto, secondo l’esimio acquese prof. Pistarino dell’Università di Genova, (ed il caro amico Valter di Peceto) contribuirono all’insediamento endemico delle popolazioni nelle citate aree, prima abitate dai Romani e dai Longobardi, scacciati poi dalle bande saracene.
Questo per la precisione e chi tocca la farinata …..muore.

Spedito da: Savona Pubblicato il: 05 febbraio 2013 alle 07:17

Athos

CHE BUFALA!!!
Le lettere dell'amministratore delegato di Golder Associates e del responsabile dell'Ente Parco del Beigua pubblicate oggi da Il Secolo XIX costituiscono l'ennesima colonna infame per l'ineffabile Franco Manzitti, autore di un articolo superficiale e dannoso pubblicato domenica come apertura del giornale. Come al solito, dopo il suo passaggio resta un cumulo di macerie. Irresponsabilità, superficialità, supponenza. E l'ennesima figuraccia.

Spedito da: Milano Pubblicato il: 04 febbraio 2013 alle 10:27

Enrico Vigo

Sarebbe meglio smetterla con le barzellette, cosa serva al porto di Genova l'Autorità Portuale e la Regione Liguria lo hanno detto, scritto e divulgato da anni, e qui si vorrebbe ricominciare con gli elenchi. Ma non siamo mica usciti dall'uovo ieri sera, per essere ancora così indietro da dover compilare nuove liste della spesa e per porci il problema di come gestire e finanziare l'infrastrutturazione di porto e territorio per raggiungere i mercati. C'è sempre qualcuno che vende merce contraffatta in politica scimmiottando i venditori di patacche griffate che troviamo quotidianamente al porto Antico a molestare turisti e cittadini, o gli infernali messaggi delle televendite per allocchi. Ben sappiamo cosa e quando serve alla nostra logistica in senso lato, e quale beneficio possa dare al sistema Italia. Ma occorre innanzitutto evitare di attribuire valenze politiche taumaturgiche a chi non le ha e che potevano già essere messe in campo governando, da Berlusconi prima e Monti oggi.

Spedito da: Alessandria Pubblicato il: 04 febbraio 2013 alle 00:44

Alessandro Marenco

Caro Timoniere, il nostro paese aveva "bisogno” di un confronto elettorale fatto da chi promette rimborsi ai cittadini per aver pagato l’Imu sulla prima casa, da chi è stato protagonista della disfatta di “MPS” e si comporta come se fossero sempre altri i responsabili e da chi è portatore sano di interessi palesemente terzi che lo hanno selezionato.
Concordo con il Prof. Maresca, qualche timido segnale di interesse riferito ai traffici e alla portualità è stato fatto, ma mi chiedo, tra gli altri temi, se non oggi quando discutere su quali siano le infrastrutture necessarie per determinare l'effetto leva sul comparto e conseguentemente quali sono gli strumenti che possano determinarne la realizzazione, come ad esempio la finanza di progetto, i project bond e la fiscalità collegata?
Credo che un paese credibile che aspira ad avere un futuro, debba iniziare a dotarsi prima di tutto di una classe dirigente che sappia determinare un modello/idea di paese.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 03 febbraio 2013 alle 17:05

Gyps fulvus

I cugini sampdoriani si divertono a leggere i commenti sulla loro squadra di periferia scritti da quel geniaccio di Licalzi. Noi, poveri grifoni spennacchiati, dovremmo fare altrettanto con gli sproloqui di uno dei pochi giornalisti licenziati da un giornale, oltretutto concorrente.
Ma vi sembra normale?

Spedito da: Genova Pubblicato il: 03 febbraio 2013 alle 15:38

Memoria Lunga

(continua)

La dimostrazione dell'impegno del Presidente la si evince, oltremodo, dalla conversazione con il giornalista Franco Manzitti, nella quale, il Novi, oltre a rassicurare il suo interlocutore sul proprio impegno a favore dell'assunzione del fratello Marco, unitamente a quella di Di Stefano, conferma che la questione è risolta.
(fine)

Spedito da: Genova Pubblicato il: 03 febbraio 2013 alle 15:37

Memoria Lunga

(continua)

Strettamente collegata alla vicenda di Di Stefano è l'assunzione di Manzitti Marco, fratello dell'avv. Cesare, legale di Novi, nonché di Franco direttore del Lavoro di Repubblica, amico dello stesso Novi.Tale ultima assunzioni è inquadrata nell'ambito dell'"Agenzia per il Waterfront"; che si occupa del ridisegnamento del porto di Genova in relazione al progetto di Renzo Piano. Nella conversazione intercorsa con Marco Manzitti, Novi lo informa del colloquio che ha tenuto con l'ex sindaco Giuseppe Pericu, durante il quale gli ha illustrato la faccenda delle assunzioni, raccogliendo da quest'ultimo parere favorevole. Inoltre il Novi riferisce al Manzitti che è stato contattato da Guerriera, sempre per conto dell'On. Scajola, il quale si è raccomandato con il Novi sulla durata annuale del contratto di Manzitti.

(segue)

Spedito da: Genova Pubblicato il: 03 febbraio 2013 alle 15:36

Memoria Lunga

Rovistando nei cassonetti dell'immondizia del giornalismo al pesto, stanotte ho trovato questa cosa:

Il rapporto della Guardia di Finanza prosegue: "Dalla conversazione del 31/10/2007 emerge che il dott. Guerriera, nel riconoscere l'attenzione e la disponibilità del Presidente per tali questioni, puntualizza sulla durata del contratto di tale Di Stefano, che il Novi ha stabilito essere di appena di sei mesi, facendo riferimento ad altre assunzioni a tempo determinato, che nell'ambito dell'Autorità Portuale si protraggono da diversi anni nel caso della Meloni. (figlia dell'ex Procuratore di Genova, Meloni, ndr).
Nella circostanza il Novi con atteggiamento reverente, pur rappresentando le difficoltà interne a cui deve far fronte, conferma la sua disponibilità a rivedere i termini temporali del contratto, estendendo la durata ad un anno.
(segue)

Spedito da: Savona Pubblicato il: 03 febbraio 2013 alle 09:33

Puffetto

La cosa divertente è che il grande scoop sulla prima pagina del Secolo firmato dall'ex capo redattore licenziato da Repubblica era pieno di errori grossolani, ad iniziare dal mestiere della Global che non è certo quello di una società mineraria. Una dimostrazione ulteriore di un modo deteriore di fare giornalismo che pensavamo fosse sepolto per sempre. Magari fra qualche anno Memoria Lunga ci manderà i contenuti di altre intercettazioni di questi giorni, in cui sarà facile che il nostro sia di nuovo protagonista principe.

Spedito da: Milano Pubblicato il: 03 febbraio 2013 alle 09:01

Enrico Vigo

Il "montismo" ha paura della sua immagine a tinte fosche, in campagna elettorale si rimangia persino il ritornello che ci ha propinato per più di un anno: "a saldi invariati". Prima impassibile, di pietra, robotizzato e ora ci affabula con la riduzione di IMU e tasse. Nautica da diporto? Tartassata, demonizzata, disintegrata, ma poi fallita la missione fiscale del Governo Monti, con numeri diversi dal previsto in modo imbarazzante, ma sicuramente il danno resta, gambizzato il settore industriale nautico, oggi agonizzante oltre il ragionevole per la crisi. Da questa crisi è impossibile uscire senza misure anticicliche che pongano le basi di uno sviluppo economico e infondano fiducia a consumatori e produttori di beni e servizi. Solo così si ripaga il debito. Cosa inventano i "montisti"? Ichino e le sue teorie ammazza-sicurezze, per dare respiro a quegli (im)prenditori che fanno del lavoro a basso costo l'unica bandiera del loro sviluppo, in mancanza di idee per intraprendere davvero.

Spedito da: GENOVA Pubblicato il: 03 febbraio 2013 alle 07:59

giorgio.carozzi

L'INFERNO
E ’l modo ancor m’offende… caro Memoria Lunga (e Metastuseghesùn). Le tue/vostre segnalazioni informatiche e i verbali annessi dovrebbero essere scolpiti nella memoria collettiva, ma non è così.
Tu vuo’ ch’io rinovelli
disperato dolor che ’l cor mi preme
già pur pensando, pria ch’io ne favelli.
Ma se le mie parole esser dien seme
che frutti infamia al traditor ch’i’ rodo,
parlar e lagrimar vedrai insieme.
…-Ahi Genovesi, uomini diversi
d’ogne costume e pien d’ogne magagna,
perché non siete voi del mondo spersi?

Spedito da: Oregina (Genova) Pubblicato il: 02 febbraio 2013 alle 18:35

Metastuseghesùn

Certo che a certa gente il coraggio non manca davvero...
Leggete qui. Da che pulpito...
http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/scajola-lultimo-fulmine-il-volo-degli-608891/

Spedito da: Pubblicato il: 02 febbraio 2013 alle 17:06

Preferisco restare anonimo

Non è tanto il fatto di accusare Roberta Oliaro che sappiamo tutti essersi prestata ad un gioco forse più grande di lei. Ma piuttosto la riluttanza verso personaggi che si sono sempre dichiarati estranei al mondo politico ed ora abbracciano le idee di un intero schieramento che da un anno a questa parte non ha minimamente offerto alcun sviluppo al Paese.

Ora, visto che Roberta Oliaro e Maurizio Rossi verranno quasi certamente eletti, suggerisco ai due di devolvere il futuro e ingente stipendio da parlamentare ai loro rispettivi dipendenti. Mi risulta infatti che sia l'impresa guidata da Roberta Oliaro che l'emittente locale Primocanale abbiano fatto ricorso agli ammortizzatori sociali con buste paga del personale ridotte del 10, 20 e 30 per cento.

Potrebbe essere un inizio, ne vogliamo parlare?

Spedito da: Genova Pubblicato il: 02 febbraio 2013 alle 16:57

Memoria Lunga

Perdoni la mia esuberanza prefestiva, Timoniere. Ma è più forte di me.

***
Non era un mistero che Novi avesse le sue preferenze tra i giornalisti. E si capisce che, a Repubblica, Marco Preve è «fuori controllo» per gli articoli-inchiesta sul malaffare che avrebbe accompagnato la gestione del porto sotto Novi. In un dialogo tra Sergio Maria Carbone (avvocato e consulente dell’Authority) e Giovanni Novi del 3 febbraio 2008, il secondo dice: «Ti avevo chiamato per dirti questo. Franco (cioè Manzitti) farà un articolo ... in cui rettifica, però gli è scappato di mano questo deficiente di Marco Preve. Di solito con Minella (Massimo Minella, altro cronista di Repubblica) non succede che scappa qualcosa. Franco Manzitti si è scusato ed era inferocito». Minella e Preve al momento preferiscono non commentare, mentre Manzitti dice: «Mi sono comportato da fratello, auto-sospendendomi per evitare strumentalizzazioni».

***

Spedito da: Genova Pubblicato il: 02 febbraio 2013 alle 16:53

Memoria Lunga

Si stanno verificando strane cose, Timoniere, in piazza Piccapietra. Compaiono in prima pagina firme inquietanti...
Beh, mi permetto di dare il mio piccolo contributo a beneficio dei lettori più smemorati:
http://www.genovaweb.org/doc/intercettazione_12012008.pdf
Cari saluti
MM

Spedito da: Genova Pubblicato il: 02 febbraio 2013 alle 15:15

Tom Frost

Non capisco tutto questo accanimento sulla candidata Oliaro. La politica non ha forse bisogno di facce nuove? Più nuova della faccia della Oliaro...

Spedito da: Pubblicato il: 02 febbraio 2013 alle 12:37

Tipo del ghetto

Roberta Oliaro parla come mangi...almeno eviti di fare queste brutte figure

Spedito da: Milano Pubblicato il: 02 febbraio 2013 alle 07:13

Enrico Vigo

"Aggiornare...giuslavoristici"= licenziare. Siamo messi male, si esalta il montismo come la panacea, mentre è la tomba di democrazia e sviluppo, si spara a chi lavora senza produrre nuovo lavoro, la flessibilità e la precarietà hanno distrutto il tessuto sociale insinuando l'insicurezza totale: niente mutuo, niente casa, niente famiglia, niente figli, niente lavoro, società ferma, l'esatto contrario di quello che le gerarchie ecclesiastiche sane dovrebbero sostenere.
Preciso che il ventennio precedente a Monti è stato peggio, non vorrei che si perdesse di vista la necessità di spazzare via quel mondo di affabulazione, dispensatore di sogni che non si realizzano mai, puntellato di rinnovati populismi beceri e dialettali.
Genova post-industriale, high-tech, logistica, turistica, sanitaria e culturale ha obiettivi precisi da cui non si può divergere neppure per un attimo od un millimetro, dobbiamo reinserire Genova nel circuito, i diversivi giuslavoristici sono l'esatto contrario, fuffa.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 01 febbraio 2013 alle 23:20

Uncino Lavico

Gorm - 2
E noi che facciamo, amici della Pilotina? I nuovi e vecchi protagonisti della scena politica ci fanno l'occhiolino e ci dicono che loro sì che sapranno "governare" e costruire un futuro per l'Italia, i suoi porti e il suo sistema logistico.
Ma noi ci crediamo?
Vale più un post di Semola o di Faccia di Tolla che attaccando uno dei punti marci del mondo del trasporto italiano non può che essermi simpatico, di cento altri che blaterano e blaterano di sviluppo, concorrenza e rilancio..
Caro Timoniere, in questi anni di pilotina e grazie al dibattito ancora vivo, si intravede una strada e il materiale per costruirla. Io credo però che quel materiale costi troppo e che chi ha i "soldi" e chi dovrà decidere (con il nostro voto!) dove metterli, preferisca altri progetti che come al solito portano ricchezza a pochi e miseria a molti.
Avrei voluto chiedere alla Oliaro cosa vuol dire "aggiornare i modelli giuslavoristici"..ma, tutto sommato, preferisco rimanere nel mistero.
Saluti lavici

Spedito da: Genova Pubblicato il: 01 febbraio 2013 alle 23:06

Uncino Lavico

Gorm - 1
Ogni tanto riemergo dalle calde acque del mio vulcano, sperando che sulla crosta terrestre qualcosa sia cambiato in meglio. Mi accorgo subito che non è vero. Leggo uno scialbissimo e deprimente post della capolista del Professore in risposta ad un altro Professore di cui non ho avuto il coraggio di cercare il post che sarà stato lungo come la quaresima...
Butto un occhio in altri regni e in altre reti e non vedo alternative che mi restituiscano un pò di buon umore. Parole vacue, buoni propositi, "sogni" agli italiani....mamma mia!! Siamo usciti distrutti da un governo tecnico imposto dal nostro presidente della repubblica. Un "berlusconi" in gessato con la faccia "autorevole" che, per riportare l'Italia sulla retta via,, non ha neanche fatto lo sforzo di cercare qualche soluzione innovativa nei suoi manuali di politica economica. Ha fatto cassa sulla pelle dei soliti e non ha dato alcuna prospettiva alle imprese. No credito, no sviluppo, occupazione svilita e martoriata.

Spedito da: Punxsutawney Pubblicato il: 01 febbraio 2013 alle 22:30

giorgio (Phil) carozzi

CANDELORA

«If Candlemas Day is bright and clear, there'll be two winters in the year»

Spedito da: San Benigno Pubblicato il: 01 febbraio 2013 alle 21:04

Reality Show

Nel giorno in cui gli spettri si allontanano dal terminal rinfuse con l'avvento di un gruppo che promette investimenti e sviluppo dell'occupazione anche per i carbunin, il buon Console Tirreno sceglie di sorvolare sulla questione e trova il tempo per giocare sui tempi del timoniere. Oggi pomeriggio alla radio ho sentito una storiella sulla voglia di lavorare. Ma non la racconto. Per me, il rilancio del terminal rinfuse è una cosa seria, che spero abbia il successo che merita. Non lo conosco, ma credo che l'imprenditore Augusto Ascheri sia la persona giusta per rimettere in piedi una struttura che rischiava di scomparire. Auguri, buon lavoro!

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