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Porti, le mosche che volano sulle riforme di Bersani

Genova. In questo nostro Paese irrisolto e malato, Bersani nelle sue amabili metafore rifiuta di pettinare le bambole e di asciugare gli scogli. Però il leader del Pd rischia di farsi mangiare il pisello dalle mosche lasciando passare sotto il naso la spregiudicatezza con cui Monti, dopo aver provocato danni irreversibili alla salute degli operatori portuali, si candida a referente dell’economia del mare, lanciando una shipping list comprensiva di spedizionieri (Oliaro), agenti marittimi (Morasso) e industria nautica (Vitelli). Un ceto, una fascia di popolazione portuale, un mondo di imprese e lavoro che la squadra di tecnici al governo ha compresso fino all’irrilevanza sociale, cioè fino all’invisibilità.

La replica del Pd insidiato dalle lobby è sconcertante, se non grottesca: un meeting che a Roma riunisce i capi del partito insieme a esperti d’area e amministratori del centrosinistra. Cioè quasi tutti i maggiorenti che hanno finora annacquato le riforme. La missione? Elaborare e proporre la linea del Pd di governo per l’economia marittima. Paradossalmente, il partito che schiera tre ex ministri dei Trasporti (lo stesso candidato premier oltre a Burlando e Treu), il presidente di Assoporti (Merlo), parlamentari che frequentano camalli e marinai, amministratori di Authority (da Gallanti a Mariani), sindacalisti del settore e leader del movimento operaio delle banchine e dei cantieri, non sa ancora a che santo votarsi per salvare l’Italia marinara dalla bancarotta e dal consociativismo. E’ un bluff, naturalmente. Perché anche se il centrosinistra di temi e progetti per cui valga la pena di sognare ne detta sempre pochini, gli economisti del Pd conoscono bene le nuove regole del gioco sui moli e in mare aperto. Ma caratterizzare sul porto un disegno politico di riforme e sviluppo, significa accettare scontri e contrapposizioni nelle infinite e rissose periferie del partito. Con un convegno pre elettorale si sistemano le cose e ci si lava la coscienza…

Gli specchietti per le allodole rischiano però di trasformarsi in boomerang. C’è un mondo intero che oggi aspetta proposte e impegni concreti. Intanto il Pd dovrà dire se pensa a confermare il solito ministero onnicomprensivo o se intende restituire dignità e rappresentanza governativa ai porti e alla marineria. Scegliendo un titolare (possibilmente ligure) che sappia di che cosa parla. Dovrà spiegare per quale manovra fiscale del settore intende incatenarsi ai banchi del parlamento. E poi: ammesso che il Pd punti su un modello europeo di portualità, farà seguire la pratica dai parlamentari di terza fila com’è accaduto finora o investirà i migliori talenti? E’ il momento di pensare in grande. I porti che vogliono autonomia, devono mettere in conto anche la fine delle consorterie e delle corporazioni, delle rendite di posizione e dei piccoli campanili. E anche la revoca dei finanziamenti inutili e la nascita di una programmazione degna di un paese civile.

Per dimostrare di valere come forza di governo, il Pd di Bersani dovrà affrancarsi dalla politica dei compromessi e degli intorta menti a destra e a manca: guardare in alto, proporre una legge sui porti radicalmente diversa da quella fortunatamente naufragata in Parlamento. Una riforma che modifichi completamente ruolo e sostanza delle Autorità portuali, le accorpi, le tagli, scelga le migliori come strumenti di sviluppo, le renda snelle. Una legge che imponga dignità al tema del lavoro, una politica nazionale in grado di dialogare ad armi pari con le grandi multinazionali del mare e dei trasporti senza rischiare ricatti o imposizioni. Una strategia che selezioni le infrastrutture necessarie, punti sulla liberalizzazione dei servizi e il rilancio della ferrovia nei porti. Il Pd è al bivio: o conferma il bluff o lancia un progetto innovativo e lo affida a uomini di capacità e sostanza.

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Commenti inseriti: 91 — pagina 1 di 4

Spedito da: genoa Pubblicato il: 19 febbraio 2013 alle 16:49

giorgio.carozzi

In bocca al lupo e un abbraccio, amico e compagno Tullo! Hasta il Grifone siempre!!! Ti riconosco passione e volontà. Ma solo a te, certo non ai giovanotti con cui hai avuto la sorte di firmare l'intervento pubblicato oggi sul Secolo XIX. Giocatela e vedi di cavartela meglio dell'altra volta e di non farti ingabbiare dagli insabbiatori professionisti. E comunque, forse è il caso che ti faccia un giretto domani a Tursi, primo pomeriggio, V Commissione consiliare. Così, tanto per scoprire che non c'è limite al personalissimo girone infernale genovese...
ciao, gio

Spedito da: Milano Pubblicato il: 18 febbraio 2013 alle 19:58

Enrico Vigo

Bene Tullo, approvo. La competente guida Merlo dell'Autorità Portuale genovese e nazionale ha le caratteristiche tecnico-politiche al massimo livello (idem la Regione Liguria del Governatore Burlando) per ben interpretare i bisogni del comparto logistico-portuale.
I problemi sono ben noti, come pure le soluzioni (autonomia finanziaria e rafforzamento dell'AP, riformando l'antistorico ruolo in conflitto di interessi del Comitato Portuale). Ai parlamentari si richiederà presenzialismo a Roma ed energia senza precedenti nel traguardare l'allineamento con la normativa che privilegia i porti snelli del Northern Range (Antwerpen/Rotterdam) e una forte accelerazione per le infrastrutture. Queste disuguaglianze e sperequazioni creano una intollerabile turbativa alla libera concorrenza, quasi non fossimo nella stessa comunità di stati. La nostra arretratezza è una tara di cui liberarsi, ecco il compitino nelle Commissioni dei nostri parlamentari, ben venga una ventata di attenzione al porto.

Spedito da: Genova-Roma Pubblicato il: 18 febbraio 2013 alle 19:29

Mario Tullo

LA FORZA DEL MARE
IDEE DI GOVERNO PER L'ECONOMIA DEL MARE

A Roma, come scrive Carozzi, insieme al Vice Segretario Nazionale del Partito Democratico Enrico Letta e confrontandoci con i più importanti rappresentanti delle associazioni del settore e dei lavoratori, abbiamo avanzato nei giorni scorsi le nostre proposte e ascoltato esigenze e idee per lo sviluppo della portualità e della logistica.
Abbiamo voluto chiamare l’incontro “LA FORZA DEL MARE “, perché nel candidarci al governo del Paese, siamo convinti che per la crescita e lo sviluppo dell'Italia questo settore sia strategico e fondamentale.

Spedito da: Genova-Roma Pubblicato il: 18 febbraio 2013 alle 19:27

Mario Tullo

2) A fianco alle condizioni favorevoli, che vanno dalla nostra collocazione geografica nel mediterraneo, alle potenzialità che rappresentiamo come piattaforma naturale per la connessione del Far East con i mercati dell'Europa, con un sistema di porti ben distribuito geograficamente e storicamente consolidato che oggi occupa oltre 200.000 lavoratori e contribuisce al Pil nazionale con ben 7 MLD di euro pari al 2,6%; ve ne sono altre negative che non ci permettono di crescere e di competere. La crisi internazionale ha fatto precipitare i traffici ai volumi del 2005, il 2009 è stato l'anno peggiore e il recupero in atto non è sufficiente. La perdita della competitività della portualità italiana rappresenta un problema per il settore e complessivamente per il sistema produttivo e l'economia nazionale.

Spedito da: Genova-Roma Pubblicato il: 18 febbraio 2013 alle 19:26

Mario Tullo

3) Ma la crisi non spiega tutte le difficoltà, per essere pronti a cogliere le opportunità di una auspicabile ripresa dei traffici, si deve lavorare per rispondere al mercato globale con tempi certi, affidabilità e procedure snelle. La distanza da colmare con il Nord Europa, con porti emergenti del mediterraneo è grande e dobbiamo fare in fretta per recuperare ritardi ed inefficienze a partire dalla realizzazione delle grandi infrastrutture. Ma si deve anche pensare ad efficienti retroporti, ad un lavoro teso a realizzare scali ferroviari efficienti, dotati di necessaria tecnologia e interconnessione, affrontare la sburocratizzazione della portualità, garantendo un sistema doganale capace di procedure di controllo che non penalizzino i tempi e di conseguenza i traffici, vanno affrontati e trovate le risorse per garantire alle nuove navi di trovare banchine e fondali adeguati.

Spedito da: Genova-Roma Pubblicato il: 18 febbraio 2013 alle 19:25

Mario Tullo

4) La legislatura che si conclude non è stata amica del Mare. Il cluster marittimo è stato lasciato solo nel momento peggiore da Tremonti e Matteoli e solo nell'ultimo anno grazie anche al nostro lavoro parlamentare si è sbloccata l'autonomia finanziaria delle Autorità portuali, ma in misura ancora insufficiente (1%) e per di più con un limite di settanta milioni di euro annui. Anche la necessaria riforma della legge 84/94 si è arenata. Bisogna ripartire da alcune priorità. Restituire alle Autorita' Portuali centralità, conferendo maggiori poteri e sburocratizzando molto.
In questo senso il dibattito della riduzione del numero delle A.P non vede in noi un atteggiamento pregiudiziale, pensiamo pero' che la stessa autonomia finanziaria che porteremo almeno al 3% sia uno strumento premiante e contemporaneamente selettivo.

Spedito da: Genova-Roma Pubblicato il: 18 febbraio 2013 alle 19:24

Mario Tullo

5) Mentre proponiamo inoltre un fondo destinato ad alcune realtà portuali strategiche che favorisca interventi pubblico/privati attingendo risorse dal Fondo Strategico Italiano della Cassa Depositi e Prestiti. All'impegno a sostegno delle opere necessarie per connettersi con le reti TEN, si deve affiancare un lavoro serrato sul cosiddetto ultimo miglio, chiamando ad un tavolo operatori privati e Trenitalia Cargo per definire investimenti e regole. Superare infine un dispersivo controllo, pur importante sulle merci, snellendo le procedure doganali. Attenzione dovrà essere posta sul lavoro portuale, in particolare a rafforzare e tutelare quella flessibilità positiva ed indispensabile che aiuta la competitività degli scali che le ex compagnie portuali oggi rappresentano.

Spedito da: Genova-Roma Pubblicato il: 18 febbraio 2013 alle 19:23

Mario Tullo

6) Per molti interventi servono risorse, per altri ė necessaria volontà politica,sburocratizzare,semplificare,in tal senso proponiamo lo sportello unico portuale. Riteniamo un’esperienza negativa l'aver aggregato alle competenze del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture le competenze del settore, che dovranno quindi essere seguite da un viceministro o sottosegretario che sia l'unico interlocutore per l'economia del mare. Nell'incontro abbiamo anche parlato di come vogliamo sostenere la cantieristica ripristinando gli incentivi al trasporto combinato strada/nave( ecobonus), sostenendo anche attraverso fondi strutturali europei programmi di rinnovo del naviglio attraverso motori che consumino meno e ad immissioni meno inquinanti come previsto dalle nuove normative.

Spedito da: Genova-Roma Pubblicato il: 18 febbraio 2013 alle 19:20

Mario Tullo

7) Infine abbiamo sostenuto che dopo l'errore, che non siamo riusciti ad evitare, da parte del Governo Monti sulla tassa di stazionamento/possesso va ripensata una politica a sostegno del settore della nautica, condividendo molte delle proposte che ancora recentemente sono state proposte da UCINA. Siamo consapevoli, come ha scritto Giorgio CAROZZI, che sono riconducibili proprio a tre ex ministri Pd (Bersani,Burlando,Treu) alcune misure che nel passato hanno provato a rilanciare e con successo l'economia del mare.
Pensiamo di avere credibilità per quello che abbiamo fatto nel passato, per la battaglia che abbiamo condotto dall'opposizione e di avere idee e nuove energie per metterci a servizio del mare.
Sappiamo che ogni euro speso nei porti,nel mare è un euro ben speso per l'Italia.

Spedito da: port of genoa Pubblicato il: 18 febbraio 2013 alle 18:42

Tinkerer

Mi dicono fonti bene informate che Maersk aveva interpellato Genova per trasferire e ormeggiare al molo del Vte la mega portacontainer “Emma” e quindi farla riparare dai nostri cantieri e officine: quasi quattro mesi di lavori. Mi piacerebbe sapere perché questo non è accaduto e la nave andrà invece a Fincantieri-Palermo. A Genova e anche a Sestri si scoppia di lavoro? O ancora una volta la burocrazia dell’Ap e dintorni, come si mormora, ha posto tali e tanti problemi tecnici da mandare in fumo lavoro e una operazione che avrebbe rappresentato una bella immagine per il porto? Allora? Chi risponde, chi paga i danni? E’ un’indecenza! E non venite a raccontare che a Palermo sono più bravi. Più furbi sì, certamente!

Spedito da: Milano Pubblicato il: 17 febbraio 2013 alle 06:50

Enrico Vigo

PORTO SECCO/UTOPIA?
Che al sistema dei porti dell'Arco Ligure serva un piede au delà des monts lo si ripete da anni, ma privati imprenditori che investano (con le infrastrutture substandard) se non opportunamente invitati dal settore pubblico (con denaro fresco a fondo perso) non ce ne sono, altrimenti si sarebbe visto già qualcosa di concreto oltre alle pompose riunioni tra associazioni pletoriche ed enti locali vari, con troppe sterili iniziative più o meno istituzionali nell'alessandrino (terra maltolta, ex-Ligure) che hanno generato solo scontrini e rimborsi spese con denari pubblici.
Se guardiamo uno scenario al 2018 (e sono solo 5 anni da oggi 2013, un battito di ciglio per le lentezze genovesi relative alle infrastrutture), con un porto oramai potenziato con banchine fresche di pacca e fondali adeguati, rischiamo l'intasamento in città, un rapporto distruttivo Porto Vs.Città. In cosa dobbiamo sperare? Che la crisi continui a calmierare i traffici al ribasso? Puah! Che roba...

Spedito da: Genova Pubblicato il: 16 febbraio 2013 alle 23:16

RUNCUS

Caro Pirlas Zedda

Devo darti una brutta notizia: non sei spiritoso ma dai solo l’impressione di risentire alle 17 ancora dell’alcol che hai bevuto a pranzo, forse perchè sei un giovincello.
Cerca ti essere un poco più sensato, e se non riesci ad essere educato puoi sempre ricorrere a buone letture appropriate.
Stai lontano dalle cose serie, non fanno per te!
Con affetto

Spedito da: Genova Pubblicato il: 16 febbraio 2013 alle 21:07

Alto Minimo

Apprendo da questa discussione che 1 milione e 200 mila liguri mangerebbero grazie alle magnifiche sorti dei nostri porti. E allora di cosa stiamo parlando? Va tutto a gonfie vele, quale altro sistema portuale al mondo può vantare una simile ricaduta sul territorio? O forse, si è cominciato col dare i nomi a casaccio - vero "altro del porto"? - e si è finito col dare i numeri? E a proposito di numeri dei porti, appurato che la Gran Bretagna ne ha un bel po' più di uno (anche container), diciamo anche che il Belgio ne ha più di due, ma che il terzo, Gent, garantisce la stessa occupazione del porto di Genova pur con un traffico container irrilevante e movimentando la metà della merce (dati delle rispettive AP). Forse si dovrebbe spostare il focus della discussione sulla produttività e la ricaduta economica del sistema portuale, più che sul numero o il modello d'authority da perseguire?

Spedito da: sssssssss Pubblicato il: 16 febbraio 2013 alle 16:40

Zedda Piras

PER RUNCUS

Mi ha detto mio cuggino che Lady Diana è ancora viva, e che si è trasferita in Grecia perché senza l'Euro si vive alla grande. Qui, con Elvis Presley, JF Kennedy e Giucas Casella ha aperto un bed and breakfast: si chiama "I Fantastici Quattro" e gli affari vanno a gonfie vele. Nel 2012 ha fatturato 7 miliardi e mezzo di dracme, che equivalgono più o meno 400 euro. A Capodanno Lady Diana e il suo nuovo fidanzato, Sandy Marton, hanno festeggiato il nuovo record di fatturato cenando a base di Coca Cola: una bottiglia da due litri costa 3 miliardi di dracme. Dicono ne sia valsa la pena.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 16 febbraio 2013 alle 10:11

RUNCUS

Alcuni amici mi hanno segnalato il video qui di seguito indicato che dà una idea su cosa sta succedendo in Grecia!!
http://www.youtube.com/watch?v=xq5ZYX2EkF8

Mi dicono che altri filmati simili circolano su Facebook, anche tra Circoli ed Associazioni di sinistra, cioè non sospetti di grillismo o simili.
La sudditanza alle disposizioni della Comunità europea, in particolare quelle ultime “della Troika” e le furbizie dei politici greci, pare abbiano ridotto il Paese in condizioni pietose.
Mi sembra un fatto molto preoccupante di cui non c’è traccia sui giornali italiani, forse perché qualcuno non vuole turbare la coscienza degli elettori?
Non è che siamo all’alba di una (terza) guerra economica europea?
Pilotina cosa ne pensa?

Spedito da: Milano Pubblicato il: 16 febbraio 2013 alle 09:38

Enrico Vigo

DE BELLO FERROVIARIO LIGUSTICO - E' risaputo che i cantieri ferroviari del nodo di Genova stiano procedendo con anomala lentezza (schietta tradizione genovese nelle opere pubbliche). Il 3° valico è in abbozzo con ancora incertezze economiche sui rilevanti lotti successivi, ma c'è euforia e ottimismo, invece il raddoppio ferroviario nel ponente ligure nei due lotti residuali, di cui uno procede con lentezze, e l'altro muove solo scartoffie ma non c'è copertura finanziaria, e preoccupa che per anni avremo un solo binario nei collegamenti con la Francia: di conseguenza le preoccupazioni montano e gli investitori (nel porto e nella logistica) osservano allibiti e preoccupati. Ma quello allarma è lo stato delle ferrovie in ambito portuale, su cui si sono spese fiumi di parole, e ben si sa quel che occorre per dare sfogo sano al prevedibile aumento di traffico, ma allo stato non si conoscono né tempi né modi per un upgrading serio. Savona, Ovada, Pontremolese? Nightmares, sistema fragile.

Spedito da: genova Pubblicato il: 16 febbraio 2013 alle 07:21

valentina

leggo che serve ulteriore flessibilità e duttilità...
certo che hanno una faccia......

timoniere mi spieghi perchè ci sono terminal nel cuore del bacino naturale del golfo di genova che la notte (ogni tanto) operano con 2 mani anziche 3 o 4 o 5!..perchè da voci di corridoio mancano i dipendenti (loro!) adetti alle gru?
Magari...se si ci desse una botta a "fare la nave"...entra una nuova linea.....quindi PIU' tasse doganali per tutti ad esempio...
Quando un bene pubblico..I PORTI viene dato all'appettito del privato, senza che questo debba rispettare e favorire un benessere collettivo..ci si pone una semplice domanda.."QUANTO ERANO COLLUSI GLI ESTENSORI DELLA LEGGE 84-94" che ha sancito l'entrata in scena degli interessi di parte?


ai posteri l'ovvia risposta...

Spedito da: Repubblica di Genova Pubblicato il: 16 febbraio 2013 alle 05:02

Movimento Indipendentista Ligure

Ha scritto Bruno Marelli : "...un sistema politico che non ha alcun interesse reale ad uno sviluppo fondato su una doverosa selezione...ecc..."
E il nostro Timoniere ha scritto : "....non credo che il primo porto del Mediterraneo con annesso il terminalista leader (Psa) resteranno ad asciugare gli scogli bersaniani....".
Genova e la Liguria, continuando la politica "italiana" ad andare avanti con i "condizionamenti" citati da Marelli : " ...vi immaginate il Pd o il Pdl che vanno a chiudere authority in giro per l'Italia, magari nelle piazze dove raccolgono voti ?...", resteranno sempre "al palo" !
Ieri Burlando avrebbe dichiarato :"Per garantire un futuro ai porti italiani, almeno a quelli che oggi hanno un volume di traffico ottimale, occorre garantire l'autonomia fiscale".
Per noi, vale sempre l'obiettivo che il futuro di Genova e della Liguria è nel RIPRISTINO dell'INDIPENDENZA, per ritrovare responsabilità e poteri decisionali ! La Catalogna e la Scozia ci stanno arrivando !

Spedito da: GENOVA Pubblicato il: 15 febbraio 2013 alle 20:54

Penso e son Destro

Il mare... bla bla bla... i porti... bla bla bla... lo shipping... bla bla bla... i protagonisti dei moli... bla bla bla

Caro professor Monti, spiegaci una cosa: perché non ti sei MAI fatto vedere a Genova in questa campagna elettorale?

Spedito da: Milano Pubblicato il: 15 febbraio 2013 alle 19:26

vigo.private@libero.it

In questo momento mi preoccupano tre questioni: (1) la fumosità attorno all'autoparco al servizio del porto non ancora localizzato nè programmato; (2) nessuna notizia circa il completamento della Sopraelevata Portuale, a cura Autorità Portuale che ha vinto la disputa col Governo. Due questioni non da poco, ora che i tombamenti in porto (Bettolo/Ronco/Canepa) vanno al traguardo del 2015. Se il porto non vuole essere osteggiato da proteste per la vivibilità che ne possano rallentare/inibire lo sviluppo, deve darsi da fare, questo stallo getta in cattiva luce lo scalo e crea insicurezze ai possibili investitori. (3) Poi c'è la questione Maersk e la spada di Damocle dei 70 esuberi aggiuntivi, e puntualmente s'è verificato quello che paventavo, la candidata montiana Oliaro, vista la sua posizione, sia aziendale che di associazione, evidentemente è in grave imbarazzo a prendere posizione. Visti i conflitti di interesse ipotizzabili, nulla di buono all'orizzonte, come volevasi dimostrare.

Spedito da: Pubblicato il: 15 febbraio 2013 alle 09:41

pp

dato che
"La piattaforma di Vado è soprattutto una sublime operazione immobiliare."
NON VA FATTA...perchè come tutte le operazioni = speculazioni immobiliari arricchirà di soldi pubblici i soliti pochi noti, e devasterà per sempre un ambiente che oggi va valorizzato più che mai

perchè dopo la cura dell'euro sarà la sola cosa che ci rimarrà...l'ambiente...a meno che lorsignori non pensino di andare all'estero...

Spedito da: Liguria Pubblicato il: 15 febbraio 2013 alle 07:32

Darwin

Seguendo il ragionamento di Picco, le cose stanno così: fra un paio di anni il terminal di Vado toglierà circa mezzo milione di teu l'anno a quello di Voltri. Il terminal di Vado sarà semi automatizzato, mentre quello di Voltri è più tradizionale. Ergo, in maniera darwiniana, resteranno senza lavoro buona parte dei camalli della Compagnia Unica. Solo Burlando può pensare che il terminal di Vado costituisca un'opportunità di crescita. Lo sarà per i bilanci dei danesi, che metteranno solo un terzo dei soldi necessari. Alla faccia dell'occupazione e dell'ambiente.

Spedito da: Milano Pubblicato il: 15 febbraio 2013 alle 07:03

Enrico Vigo

Avere tanti porti in Italia è ricchezza da sfruttare meglio, short sea? Ben venga, quando? Noi abbiamo il mare, altri hanno fiumi-canali e li usano, noi invece siamo sciroccali, cerchiamo allora di usare di più il mare. Quanto alla aggregazione dei porti in "sistemi", mi sono già speso a favore, adesso spetta al legislatore creare le condizioni premianti perché ciò avvenga, non basta solo l'autonomia finanziaria.
Quanto al numero lanciato nella mischia di un presunto incremento nei prossimi anni di 500K TEU rimango attonito, ma poi mi viene in mente che Genova è la patria del gioco del Lotto ed allora capisco la ridda di numeri diversi con troppi esercizi contrastanti che da anni stordiscono la platea dello shipping. Col corridoio Ge-Rotterdam, con il raddoppio dei due principali valichi alpini ferroviari, con l'upgrading del porto di Genova, si apriranno scenari ben più impegnativi di quelli paventati, e la piattaforma Maersk persa a Genova è guadagnata al "sistema portuale ligure".

Spedito da: Genova Pubblicato il: 15 febbraio 2013 alle 00:36

Alessandro Pitto

3. Ripeto, la selezione non dobbiamo affidarla all'ennesimo Piano nazionale o al decisore politico, che, appunto, tutto e' tranne decisore.

Si deve creare un contesto legislativo in cui la selezione avvenga in maniera naturale (a proposito, tre giorni fa, il 12 febbraio, ricorreva l'anniversario della nascita di Darwin) e che incentivi il consolidamento delle Autorita' Portuali, tramite meccanismi di finanziamento premianti, prima fra tutti l'autonomia finanziaria.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 15 febbraio 2013 alle 00:34

Alessandro Pitto

2. In ogni caso, il punto non e' questo. Vogliamo (o dobbiamo) avere tanti, tantissimi porti perche' siamo una penisola, avevamo le repubbliche marinare e siamo un popolo di navigatori? Bene, siamo liberi di farlo, ma vogliamo almeno puntare su uno di questi e farlo giocare in Champions, o ci accontentiamo del nostro campionato a 23 squadre?
Mi si obbiettera' che i porti ormai ci sono e non propongo certo di interrarne alcuni a vantaggio di altri, ma il senso di nuove operazioni come quella di Vado penso sfugga a molti.
Per quale motivo ad esempio non possiamo avere un'unica Autorita' Portuale per i tre porti liguri, visto che il mercato di riferimento e' del tutto omogeneo e sovrapponibile?
Come possiamo pensare che il porto di Genova abbia le stesse problematiche di Trapani o Augusta?
A cosa serve un'Autorita' Portuale a Gioia Tauro, che non e' un porto, ma un terminal privato?

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