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Porti, brivido nell’urna per i moli processati dall’Inquisizione

Genova - Allegri, ragazzi: a quattro giorni dalle elezioni, più che da fragili promesse o storpiati silenzi, il futuro dello shipping italiano è ben rappresentato da quanto accade a Genova. A Palazzo Tursi va in scena l’udienza plenaria con cui la quinta commissione comunale presieduta da Antonio Bruno (Federazione della Sinistra) processa il porto di Voltri, accusato di rumori molesti e inquinamento acustico. Convocati dal Grande Inquisitore in qualità di testi anche Capitaneria, Autorità portuale, Arpal, Difensore civico. In contemporanea, l’ineffabile ammiraglio Felicio Angrisano festeggia la promozione a Comandante in capo delle Capitanerie continuando ad imporre alle navi che entrano in porto di mantenere in moto un solo gruppo elettrogeno lato mare. La recente visita del presidente Merlo a Singapore e ai big di Psa (titolare della concessione di Vte) sta producendo nelle autorità locali i risultati attesi.

Tutto è lecito, del resto, se l’orgoglio portuale è ormai annichilito perfino di fronte ai deliranti sproloqui di un altro Inquisitore, Grillo, che diffonde l’immagine di un porto vuoto e indegno di sostegno. Ce lo meritiamo, perché non siamo riusciti a tappare le falle di un sistema consociativo formato da gruppi di interesse che nel tempo hanno “progressivamente” dirottato i propri capitali verso la vicina Svizzera, superburocrati ministeriali, vertici delle forze armate, intellettuali assoggettati agli “svizzeri”, rappresentanti in ordine sparso di ordini professionali antistorici e illiberali, associazioni di categoria, movimenti cooperativistici e sindacati. Esiste oggettivamente un deficit drammatico di legittimazione dell’economia marittima come volano di sviluppo e occupazione. Ma sia Bersani che Berlusconi e Monti, fanno sapere che in campagna elettorale non si occupano di argomenti specifici. E di che cosa, allora? Le speranze riformiste legate soprattutto al primo dei candidati premier citati, scolorano in una timida proposta che rispecchia auto soffocamento e contraddizioni interne al Pd. Non c’è un’offerta politica capace di coniugare capitale e lavoro, il modello è declinato nel disinteresse e nel lasciar fare. Come se ne esce? Bersani, Monti e Berlusconi si impegneranno almeno a nominare un vice ministro con delega al mare?

Nel festival delle ipotesi e delle attese, si può scegliere di mantenere tutto com’è, riproporre la vecchia legge di riforma con minime modifiche, accompagnarla con un pizzico in più di autonomia finanziaria e affidare la regia ad un vice ministro ai porti e alla marina mercantile. Oppure rivoluzionare le regole, puntare su cinque sistemi portuali e tre grandi porti, triplicare i traffici container, operare scelte molto dure di politica dei trasporti, pensare ad aiuti di Stato e a operazioni di concentrazione, cancellare la precarietà del lavoro, liberalizzare i servizi, ripristinare legalità e diritti. Costruire infrastrutture, coinvolgere le ferrovie. Riconoscere che le Autorità portuali devono promuovere sviluppo e possono autoregolamentarsi perché non sono tutte uguali. Recuperare credibilità sul piano internazionale con un vettore ferroviario di riferimento per le merci. Sancire alleanze serie con le grandi imprese marittime. Il punto è: si vuole radicalmente cambiare le cose per costruire una politica dei trasporti europea? Visioni e messaggi elettorali sembrano di segno opposto.

I porti italiani resteranno sempre in mano a interessi locali, a imprese controllate. Multinazionali ai margini, traffici veri da indebolire per non esserne schiacciati. Burocrazia straripante. Costi completamente fuori mercato e incompatibili con veri progetti di sviluppo. Crescita dei traffici attestata su un massimo del 5% annuo: il che consente ai poteri locali, alla politica e agli affari di mantenere il controllo non solo dei business ma anche delle Autorità portuali. La decrescita è scelta legittima, anche se suicida. Ma se così fosse, non parliamo più di Terzo Valico o di Gronda. Impieghiamo semmai quelle risorse (oltre 15 miliardi) per l’Università, la ricerca, il turismo, i camerieri… Genoa Harbour? Scherzavamo, Signori Inquisitori: ridateci almeno Topolino!

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Commenti inseriti: 269 — pagina 1 di 11

Spedito da: Milano Pubblicato il: 30 marzo 2013 alle 18:23

Enrico Vigo

PRECISAZIONI SUI FINANZIAMENTI:
totalmente coperti..................: (1), (2), (6), (7) priv., (15), (16)
in parte coperti......................: (3), (4), (10)
pubblico-privato, in parte coperti: (5)
Da finanziare: (8) RFI, (9) misto comune-priv., (11) Stato-Regione-Comune, (12) AMT, (13) Comune-Privati, (14)Stato-Regione-Comune.
CONSIDERAZIONI: La diversificazione delle fonti di finanziamento dei progetti da finanziare rende abbastanza ottimisti, ed essendo i progetti comunque finanziati molto rilevanti (ammontare investimenti), e molto significativi in termini di utilità al tessuto economico e al territorio, il barometro segna bel tempo. Senza queste opere Genova non sarà mai in grado di stimolare la nascita di nuove imprese sul territorio. Oltretutto molte altre opere sono in corso (viabilità terminale sponda dx/sx Polcevera, Nodo ferroviario di Genova, Strada a Mare Cornigliano e raccordo con autostrada GE-Aeroporto). L'Aeroporto risulta essere un buco nero preoccupante.

Spedito da: genova Pubblicato il: 30 marzo 2013 alle 14:45

marco

Condivido quasi tutto degli ultimi interventi di Vigo compresa l'inellutabilità del progresso e l'invito a prenderne atto come un dato di fatto da cui ripartire evitando inutili dietrologie e nostalgie.
L'elenco suggestivo e meticoloso delle opere fa sorgere spontanea la domanda: chi e con quali finanziamenti? Parrebbe quindi logico cantierizzare per priorità e copertura finanziaria, tenendo a mente la ben nota farraginosa lungaggine nostrana che muovesi tortuosa tra mugugni, lobbies, burocrazia ed un'imprenditoria che è quel che sappiamo il che, pertanto, non induce certo all'ottimismo. Infrastrutturare è essenziale ma poi bisogna anche rendersi appetibili agli investitori esterni. Nuove tecnologie, turismo e porto mi sembrano essere gli asset principali su cui scommette la città, diversificare è vitale.

Spedito da: Milano Pubblicato il: 30 marzo 2013 alle 06:33

Enrico Vigo

(5) La decisione per l'Ospedale del Ponente e partenza Nuovo Galliera; (6) avvio cantieri di Lungomare Canepa - Elicoidale San Benigno; (7) ldefinizione della cittadella dello Sport in Fiera con lo stadio; (8) nuove stazioni ferroviarie urbane sulla linea costiera che verrà declassat a(Voltri, Pegli Lido etc.); (9) Sistemazioni di parti pregiate di città: ex-Verrina a Voltri, ex-Fonderie Multedo, Via Cornigliano, ex-Mercati C.so Sardegna, Lido; (10) Messa in sicurezza idraulica Chiravagna, Bisagno Fereggiano Noce e nuovo depuratore di Cornigliano; (11) Metrò a Terralba e Rivarolo, tramvia Valbisagno; (12) Riassetto AMT e accorpamento regionale dei servizi pubblici, dismissione vecchie autorimesse e costruzione nuova. (13) Ristrutturazione unità immobiliari abitative pubbliche ad uso sociale, nuova housing sociale; (14) Tunnel sub-alveo portuale e demolizione di parte della sopraelevata. (15) Terzo Valico; (16) Gronda.=Genova tra 20 anni sarà irriconoscibile e più competitiva. AUGURI.

Spedito da: Milano Pubblicato il: 30 marzo 2013 alle 06:27

Enrico Vigo

Data l'occasione, ecco cosa Genova deve trovare concretizzate (avvio cantieri o a livello di indirizzo o progettuale) nell'Uovo di Pasqua quest'anno: (1) una rapida finitura delle nuove banchine di Sampierdarena, non solo le opere marittime, ma anche i raccordi ferroviari portuali, il completamento della Sopraelevata Portuale ed il nuovo varco Portuale di Ponente, con finalmente l'Autoparco TIR, il nuovo raccordo VTE-Autostrada Voltri; (2) La partenza di Ponte Parodi, Hennebique ed una sistemazione del Comparto Crociere, qualificando e incrementando la qualità dell'offerta; (3) Il ribaltamento a mare di Fincantieri, lo studio del miglior riuso delle aree liberate a Sestri P., l'avvio dei cantieri 3° Valico delle due gallerie Borzoli e Chiaravagna da cui procacciare lo smarino per il tombamento; (4) La viabilità di collegamento Erzelli-Città, la definizione di avvio lavori per Ingegneria o Politecnico agli Erzelli, l'anticipo di insediamento di Esaote-Castellano (segnale di fiducia);

Spedito da: Milano Pubblicato il: 30 marzo 2013 alle 05:25

Enrico Vigo

Buona Pasqua Pilotina's Crew & Timoniere Jorge (dopo il Papa dei colori rossobblu anche questo nome che sia una ulteriore oscura profezia in questa Genova oramai solo Blucerchiata?).(;-D) Il progresso tecnologico del terminal Maersk paventato da alcuni è la naturale evoluzione in qualsiasi campo, basti pensare i computers quanta gente hanno espulso dal mondo del lavoro impiegatizio, ma c'è qualcuno che poteva fermare i computers? Quindi non facciamo anacronistiche battaglie contro il progresso solo per vincere il guiness della stupidità, piuttosto convinciamoci che la sola monocultura porto a Genova sia una vera iattura. Quindi conviviamo fin d'ora con l'inarrestabile progresso, cavalchiamolo senza subirlo e senza creare inesistenti frustrazioni. Certo è un problema molto serio da tenere in conto e progettare contromisure che non siano contro la storia. Una sola Port Authority GE & SV, e perchè no Compagnie portuali consorziate a scambiarsi personale alla bisogna nei picchi di lavoro?

Spedito da: Alessandria Pubblicato il: 29 marzo 2013 alle 14:20

Alessandro Marenco

2) La Banca D’Italia, a proposito di stime sull’indebitamento commerciale latente della P.A, ha quantificato in 90 miliardi l’ammontare complessivo dei debiti. La stessa Banca, ha valutato in un + 0,7% di crescita del Pil in dipendenza proprio degli effetti positivi derivanti dallo sblocco dei pagamenti per 20 miliardi nel 2013 e altrettanti nel 2014.
Mi viene spontaneo dire il minimo sindacale!, il nostro paese per uscire dalle secche in cui si trova ha bisogno di ben altro, come ad esempio un cambio radicale di mentalità e la costruzione di un nuovo modello economico, non ci sono scorciatoie e soprattutto il fattore tempo è determinante.
Buona Pasqua a Lei e a tutti i naviganti!

Spedito da: Alessandria Pubblicato il: 29 marzo 2013 alle 14:18

Alessandro Marenco

1) Caro Timoniere,
in merito al cosiddetto piano straordinario di pagamenti dei debiti commerciali della Pubblica Amministrazione, 40 miliardi è l’entità del piano straordinario, che si svilupperà tra il 2013 e il 2014. Si spera che almeno tale cifra “non andrà alle banche”. Per pagare i debiti della P.A., il Governo ipotizza che agli enti locali vadano 12 miliardi nel 2013 e 7 miliardi nel 2014, alla Sanità 5 miliardi nel 2013 e 9 nel 2014 e allo Stato 7 miliardi in due anni.

Spedito da: genova Pubblicato il: 29 marzo 2013 alle 14:16

arcangelo merella

mi sono tenuto basso, perchè come noto le previsioni di incremento dei traffici erano ben superiori. E' vero che la crisi rischia di perdurare ma penso che appena se ne salta fuori (visto che non sarà eterna) i volumi ipotizati siano credibili; sennò a cosa sono serviti riempimenti e dragaggi? In quanto ad una visita in porto la (ri)faccio ben volentieri e sarò ben lieto di poter parlare con lavoratori o imprenditori, perchè c'è sempre qualcosa di nuovo da imparare.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 29 marzo 2013 alle 06:44

Andrea

Se un giorno l'ex assessore Merella venisse in porto, capirebbe che un terminal semi automatizzato come quello di Savona abbasserà drammaticamente i benchmark di riferimento per tutto il Mar Ligure. A Vado l'occupazione sarà di gran lunga inferiore rispetto ai terminal esistenti, che si dovranno anche loro adeguare alla nuova realtà. E' così difficile da capire? Quanto ai volumi, le solite parole in libertà. Vorrei sapere da Merella dove pensa di prendere volumi per un milione di container l'anno, in una prospettiva di recessione economica come quella che continueremo a vivere anche per i prossimi tre - quattro anni.

Spedito da: GENOVA Pubblicato il: 29 marzo 2013 alle 00:00

giorgio.carozzi

Dici bene, Arcangelo, condivido. Ma…
1) I genovesi la pazienza avrebbero dovuto perderla quando Pericu, Biasotti, Novi & C. hanno vergognosamente cassato lo sviluppo di Voltri-Vte dal piano regolatore vigente, spalancando le porte alla piattaforma di Vado che non ha né logica né senso. Non è accaduto, perfino le imprese si sono mostrate inermi, arrendevoli, compromesse con quella singolare gestione dell’amministrazione pubblica. Intanto sono proliferati i comitati anti-porto, organizzati ormai anche in condominio. Al resto ci ha pensato l’ammiraglio.
2) Cota fa i suoi giochi, deprimenti. Ma non risulta che i tuoi amici del governo regionale abbiano urlato al mondo – innescando conseguente battaglia politica a tutto campo – che la Tav è una porcata e che solo il Terzo valico è opera fondamentale per lo sviluppo economico del Nord. Parli di margini: li garantiranno i grillini? i geniali esperti del centrosinistra? i riciclati del centrodestra? Tullo, Oliaro o Biasotti?
3) Rebus sic stantibus, amico mio, l’unica certezza è che a meno di colpi di scena, una parte di traffici genovesi (Maersk) si trasferirà nel terminal automatizzato di Vado, con massiccia perdita di giornate lavorate per la Culmv: 750.000 container equivalgono alla morte di San Benigno. Poi ci sta tutto, naturalmente. Anche che domani qualcuno si svegli, mandi a quel paese l’intero establishment politico e sociale e agganci finalmente le multinazionali portatrici di traffici. Ma tu ci credi? Parliamone con il prof. Mestizia e i suoi amici a 5 Stelle.

Spedito da: genova Pubblicato il: 28 marzo 2013 alle 16:35

arcangelo merella

..(2) Per quanto mi consta sia Burlando che la Paita su questo tema si stanno spendendo in tutti i modi possibili. Se solo il Presidente Cota e l'assessore Bonino avessero dedicato un decimo del tempo che i loro colleghi liguri hanno dedicato all'argomento, oggi non saremmo alle prese con una pericolosa protesta "istituzionale", in parte giustificata dalla totale assenza di interlocuzione con il livello regionale piemontese, RFI e quindi Cociv.
A mio avviso ci sono margini perchè si possa recuperare ma è indispensabile che chiunque si trovi, nei prossimi giorni al governo del paese, metta in agenda tra le priorità la certeza del Terzo Valico, togliendosi dai piedi chi continua ad ostacolarlo.
prima che i genovesi perdano la pazienza..

Spedito da: genova Pubblicato il: 28 marzo 2013 alle 16:28

arcangelo merella

Stento a capire (e lo dico senza ironia e nel rispetto delle opinioni di tutti) per quale ragione la costruzione della piattaforma di Vado dovrebbe dimezzare le unità della Compagnia Unica. A Vado su una nuova superficie di 210.000 mq è prevista la movimentazione (o meglio la capacità di movimentazione) di 750.000 contenitori/anno. Nel porto di genova (tra storico e VTE) la superficie disponibile è di circa 5 volte superiore ed è credibile l'ipotesi di raggiungere, fra qualche anno (2/3?) i tre milioni e mezzo di container.
Il problema semmai è quello di avere una struttura organizzativa del lavoro e della governance del Porto tale da consentire di attrarre traffici e soprattutto portare a compimento quelle opere indispensabili alla movimentazione e inoltro delle merci. Allora è del tutto condivisibile la preoccupazione espressa da Vigo sul comportamento (comprensibile) dei sindaci piemontesi per l'incredibile comportamento di RFI e Cociv (segue...)

Spedito da: Genova Pubblicato il: 27 marzo 2013 alle 23:43

Max

Ma da chi lo aspettate il segnale di vita, ragazzi? Dai parlamentari liguri vecchi e nuovi??? Dal sindaco? Dalla Regione? di cosa stiamo parlando??? sono d'accordo con Carozzi, il segbale lo devono dare forte e credibille i portuali, pensando agli interessi di tutti più che ai loro, un gesto di sfida e di coraggio se ne sono ancora capaci!

Spedito da: genova Pubblicato il: 27 marzo 2013 alle 22:07

valentina

che la culmv abbia le mani bucate...credo sia una fantasia da bar di galleria mazzini! dove però i portuali, e coloro che lavorano stanno bene alla larga.....visto l'olezzo..di miseria morale che ne deriva...

Spedito da: Milano Pubblicato il: 27 marzo 2013 alle 18:54

Enrico Vigo

La levata di scudi contro il terzo valico dei sindaci (PD) dell'alessandrino, per presunte inadempienze RFI, è l'ultima puntata di un film horror, possibile che queste amministrazioni prima di gettare tutto all'aria non possano essere coordinate con Burlando e Paita per fare fattore comune e non vanificare tutto il buon lavoro fatto e costringere RFI a mantenere gli impegni?
E' intollerabile che la comunità genovese debba vivere l'ennesimo psicodramma che getta sabbia negli ingranaggi nel futuro del porto e della città di Genova. Angosciante questa stramaledetta situazione. Inoltre si ha notizia di quattrini stanziati per il porto secco (per il raccordo autostrada > area retroportuale oltre appennino), e dirottati per infrastrutture nel novarese (area di influenza di Cota Presidente Regione Piemonte).
Urgono prese di posizione clamorose, in attesa che uno straccio di governo venga messo in sieme per mettere in riga le ferrovie e chiedere la testa di Moretti, adesso veramente basta!

Spedito da: Genova Pubblicato il: 27 marzo 2013 alle 16:15

Tertium

Resteranno macerie con la benedizione di Gian Enzo Duci, il Presidente degli agenti marittimi genovesi che ritiene giusta la costruzione della piattaforma di Vado. Roba da non credere!

Spedito da: italiana Pubblicato il: 27 marzo 2013 alle 12:26

un altro del porto

Caro timoniere

tertium ha ragione; ultimamente su pilotina leggo tanta filosofia teoretica e poco pratica.

la Piattaforma di Vado tassello dopo tassello si sta facendo realtà: i finanziamenti progressivamente stanno arrivando, il Governatore della Liguria la sostiene, il sindacato genovese non sembra opporsi, e la CU che già annaspa nei debiti della propria - a dire il vero - non troppo oculata gestione , fra tre quattro anni riceverà il colpo mortale.

Resteranno macerie.

Spedito da: Pubblicato il: 27 marzo 2013 alle 10:28

Preferisco restare anonimo

Il guaio è quello che l'intero mondo dello shipping genovese si trova a parlare dei soliti problemi, sempre con le stesse facce. Che si guardano, quasi non sanno più che dire.

Mai che da Roma qualcuno dia un minimo segnale di vita. Tanto che in tutto questo fa anche un po' tristezza vedere quello che scrive la dott.ssa Oliaro, felice ed emozionata come una scolaretta al primo giorno di scuola, senza neppure ricordarsi che si è candidata tra le fila del partito che ha proposto uno dei peggiori ministri della storia italiana...quel Passera che ha dimostrato di saper far peggio persino di Matteoli.

Ditemi voi, se va bene così, accontentiamoci.

Spedito da: genoa Pubblicato il: 27 marzo 2013 alle 08:52

giorgio.carozzi

MY LIFE-@CIUFFA & TIRRENO
Dimenticavo… Chissà se oggi i miei amici Ciuffardi e Bianchi troveranno il tempo di congratularsi con l’ex comunista e collega di banchine Nereo Marcucci, eletto nuovo presidente della Confetra, per ora ultima sequenza di prestigiose cariche pubbliche e private. Sono le due facce di una medaglia che non è più la stessa da decenni. Tifando sfacciatamente per i primi due e quel che rappresentano, spero che la riflessione suggerita da Tirreno comprenda anche buoni e innovativi propositi. Concretezza dei numeri e dei progetti, tanto per cominciare. E poi e soprattutto presenza viva sul territorio, sbiadita da tempo. Il che implica lo schierarsi per e contro, dichiararlo apertamente, proporsi come soggetto politico attivo, non considerare il resto del mondo solo un taxi. In bocca al lupo!

Spedito da: Genova Pubblicato il: 27 marzo 2013 alle 07:17

Tertium

Mentre il Console Bianchi dibatte in punta di fioretto con il vice Console Ciuffardi dei massimi sistemi, la regìa del Governatore Burlando farà sì che fra due anni la metà dei soci di una delle due Compagnie portuali genovesi saranno senza lavoro. Con l'apertura del terminal Maersk di Vado, i primi a perdere il lavoro saranno alcune centinaia di soci della Compagnia Unica.
Eppure alla passerella di sabato questa cosa non è stata detta dal Console Benvenuti, che ha parlato della drammaticità del tema del lavoro. Il patatrac succerà fra due anni, non fra venti. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa il vice Console Ciuffardi

Spedito da: Milano Pubblicato il: 27 marzo 2013 alle 06:32

Enrico Vigo

QUESTIONE 2 MARO': Una notizia scioccante mi era sfuggita, quando le autorità indiane hanno chiesto alla nave italiana che si trovava in acque internazionali di rientrare in porto (una trappola ben studiata da abili e infami indiani), non furono solo Comandante e Armatore a prendere la decisione di rientrare, ma entrò in gioco anche l'assenso del Comando Marina Militare. Qui c'è qualcosa che non va nel manico, c'è la responsabilità dell'apparato militare di cui deve rispondere il Ministro della Difesa l'Ammiraglio Di Paola, che deve riferire al paese il ruolo della Marina in questa vicenda. Ma non solo. I Militari americani all'estero godono di condizioni di ingaggio protettive, i nostri militari invece (per incapacità e improvvisazione) sono esposti a situazioni incresciose come quelle che si sono create per i due marò. Ma che ci stiamo a fare sul palcoscenico internazionale se non ne siamo capaci? Per far ridere il mondo a spese dei contribuenti? (non degli italiani, troppi evasori).

Spedito da: genoa Pubblicato il: 27 marzo 2013 alle 03:21

giorgio.carozzi

MY NAME IS GEORGE…
Può essere, caro Tirreno, può essere… Ma non è una deriva, semmai l’orgoglio di trasformare il lavoro in categoria dello spirito. Bah… se poi andiamo a vedere e peccando di immodestia, avendo esordito come cronista delle calate con un’intervista a Giuseppe Dagnino buonanima nel 1976 o ’77, credo di meritarmi un loculo accanto ai martiri.
Giusto per continuare a parlare di Passera (il ministro, ovvio) e delle sue sciagurate nefandezze, non dimenticherai che siamo stati i primi e gli unici in assoluto a denunciare la sua (loro) impalpabile inadeguatezza e inconsistenza quando il resto del mondo celebrava i tecnici e quello sbruffone arrivista di Monti come alla domenica delle palme. E vuoi che non sia sempre più depresso???
L’appello che lanci all’amico Ciuffardi e al popolo delle banchine lo condivido in pieno, è un passaggio obbligato per tornare a respirare un po’!

Spedito da: Porto di Genova Pubblicato il: 26 marzo 2013 alle 17:22

Tirreno Bianchi

@CIUFFARDI 1

Caro Nostromo, perdona l'invadenza ma devo una cortese risposta al Vice Console della CU Ciuffardi.
Caro Silvano, condivido le premesse del tuo intervento e le preoccupazioni che ne derivano: sono anche le mie.
Non condivido le tue conclusioni. Ho sempre ritenuto la Legge 84/94 una pessima legge e sono anche un po' stanco di ripeterlo.
In quel testo le Compagnie cosiddette "Art. 17" sono relegate ad un mero servizio di prestazione di manodopera. Come sempre accade in Italia, noi portuali siamo dotati di grande fantasia ed ogni scalo si è inventato un'interpretazione dell'art. 17 ad hoc per quel porto specifico.

Spedito da: Porto di Genova Pubblicato il: 26 marzo 2013 alle 17:22

Tirreno Bianchi

@CIUFFARDI 2

D'altra parte anche qui a Genova non mancano gli estrosi, vedi la richiesta fatta dai terminalisti per la costituzione di una nuova società "Ex Art. 16". Ti confesso che mi sarebbe piaciuto leggerne l'atto di costituzione per potermi iniziare a divertire un attimo dopo.
Francamente ciò che maggiormente mi interessa è trovare una soluzione per i lavoratori delle compagnie. A tal riguardo c'è a mio giudizio un punto decisivo da risolvere: la Legge 84/94 va superata non con modifiche gattopardesche, ma in virtù dell'esperienza vissuta all'interno delle gabbie fissate dalle norme in vigore nell'ultimo ventennio, ne dovrai convenire, con strumenti legislativi radicali.
Intendo, caro Silvano, onde evitare equivoci, un nuovo testo, che cancelli le anomalie evidenti del precedente e ci dia la possibilità di agire da protagonisti del rilancio delle attività portuali italiane.

Spedito da: Porto di Genova Pubblicato il: 26 marzo 2013 alle 17:22

Tirreno Bianchi

@CIUFFARDI 3

Bisogna essere consapevoli che le strutture di autogoverno operaio devono avere una capacità propria di autoriforma e di rigenerazione se vogliono sopravvivere alla crisi di sistema e poter ritornare soggetti centrali e propositivi nel panorama della portualità italiana.
Se mi permetti un'ultima considerazione, spesso e volentieri citiamo l'Art. 1 della nostra Carta Costituzionale ma dimentichiamo che a fronte di diritti fondamentali e inalienabili esistono anche doveri e responsabilità dei singoli lavoratori soprattuto nei confronti di altri lavoratori con pari dignità e diritti.
L'appello che mi faccio e che ti faccio è quello che si recuperi velocemente quel ruolo storicamente anche pedagogico dei lavoratori portuali, esempio nella storia, disperso negli ultimi decenni.
Fraterni saluti

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