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I demoni del porto che non vuole farsi re

Genova - Tra i paradigmi cialtroni della democrazia consociativa, arrivi ad un punto che non vai oltre, non capisci più, hai un muro davanti. Le spiegazioni sono solo rumore, la rassegnazione inaridisce. Il leader di Confindustria, Giorgio Squinzi, avverte che il Nord è allo stremo, sull’orlo del baratro. Su Radio1 ripescano le intuizioni di Lorenzo Necci di vent’anni fa: non ha futuro un Paese che non investe in infrastrutture e porti. Luigi Merlo, sommessamente, si accontenterebbe come presidente di Assoporti di un decreto (che non avrà): poche norme per sopravvivere attraverso l’autonomia finanziaria, in cambio degli oltre 16 miliardi di gabelle che le banchine fanno incassare ogni anno allo Stato. Poi, a soli venti giorni dalle lacrime sparse sulla tragedia di Molo Giano, scopri che il ministro dei Trasporti certifica il disimpegno del governo durante l’audizione in Commissione Lavori Pubblici: Lupi liquida la pratica scrivendo che bisogna rimodulare la legge sui porti e gli interporti. La ricetta della prosperità…

Baratro sociale risolutivo e fine o sopravvivenza come regola condivisa da una città alla deriva? Ma fino a quando? Nei porti, la perdita di competitività è macroscopica. In Nord Europa muovere un contenitore costa al terminalista fra i 40 e i 50 euro per box. In Italia il costo sale da 80 a 100 euro, nei casi virtuosi. L’indicatore chiave è il ‘cash cost per box’. Nei terminal italiani, non automatizzati, gran parte del costo è quello del lavoro, diretto e indiretto. La crisi e la stagnazione dei volumi spingono i terminalisti a migliorare l’efficienza, facendo lavorare di più e meglio i propri dipendenti e diminuendo il ricorso all’impiego della Compagnia, che a Genova fornisce personale indiretto in regime di monopolio fino al 2018. Da oltre tre anni la Culmv chiude i propri bilanci in rosso. Il 13 marzo scorso i terminalisti accettano di ripianare il deficit del 2012. In cambio, la Compagnia si impegna a mantenere per il 2013 e per gli anni successivi un equilibrio nella gestione economico – finanziaria e a presentare all’Autorità portuale un piano triennale per una graduale riduzione dei costi. Aggiungendo che non saranno né richieste né erogate nuove integrazioni. Ma già oggi la prospettiva per San Benigno è di una perdita ben superiore rispetto a quella dello scorso anno. Il problema è che il costo del lavoro della Compagnia segue i ricavi. Se questi aumentano, il costo aumenta. Se i ricavi diminuiscono, il costo diminuisce. Se il costo del lavoro aumenta con l’aumentare delle chiamate, è evidente che si deve intervenire sul modello organizzativo. Quando vanno in sofferenza, le aziende ristrutturano i costi. E’ un impegno difficile, ma non ci sono altre strade, se il porto di Genova vuole rimanere competitivo rispetto alla concorrenza.

Che fare per tamponare? Dal lunedì al giovedì la richiesta dei terminalisti viene normalmente saturata da 550 soci su 990. Da venerdì a domenica, il numero sale notevolmente. Una prospettiva è utilizzare contratti interinali, un’altra aprire alla Culmv la possibilità di operare sul mercato anche oltre il porto. Assistere senza intervenire è come sposare il disimpegno del governo. Sull’orlo del baratro.

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Il premier Letta lancia un disperato allarme all’Europa sul tema del lavoro. Allora come fa a non capire che il porto di Genova è una bomba a orologeria? Se salta, esplode l’intero sistema portuale italiano, che si regge su equilibri fuori mercato, inquietanti consorterie e consociativismi imposti dai consorzi d’affari (partiti, imprenditori, sindacati e forze sociali sparse, operanti sui territori). Le imprese rappresentate dalle varie sigle (da Confindustria ad Assiterminal passando per Confitarma) rispecchiano egoismi autoreferenziali, visioni di parte mirate al proprio tornaconto, si mostrano fragili e inconcludenti, incapaci di esprimere una forte linea comune riformista e proiettata verso il bene comune. Assoporti potrebbe tentare uno strappo, ma sembra priva di reale potere contrattuale. Nuove regole europee, porti e lavoro: accertata la boriosa repulsività dei giovani talenti della politica, di questo dovrebbero occuparsi pancia a terra almeno i parlamentari liguri presenti in Commissione trasporti, da Mario Tullo a Roberta Oliaro. Subito, non domani. Ma quali sono i loro obiettivi, i programmi radicali, riformisti o rivoluzionari? Dove vogliono andare? Mesi fa parlavamo della sopravvivenza come weltanschauung di una città alla deriva, in cui la rendita invade i gangli della società: un indirizzo culturale, una costruzione ideologica che tende a giustificare o incassare ogni scempio e ogni schifezza. La piazza plaude anziché intralciare le strategie anti-sviluppo. I diritti nati dal lavoro sono subordinati e condizionati, possono venir revocati se la crisi lo impone, diventano variabili dipendenti e non autonome. Costano, dunque sono comprimibili come mai accadrebbe ad altri diritti. Il lavoro è merce se perde ogni valenza simbolica, culturale, politica. Ma forse è proprio questo cuore operaio a non coinvolgere troppo chi ritiene che le barche da diporto e il turismo, anche all’interno dello scalo commerciale, rendano di più e siano maggiormente in linea con il “nuovo” che avanza (a sinistra).

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Commenti inseriti: 235 — pagina 1 di 10

Spedito da: svizzera Pubblicato il: 21 ottobre 2013 alle 18:35

diego

NAPOLI, 21 OTT - Il fatto nuovo dell'incidente mortale del 51enne Vincenzo di Matteo, avvenuto a bordo della nave MSC Poh Lin sabato scorso, è che la concessione demaniale dell'area adibita a cantiere navale al molo Pisacane, ormeggio 29, dove la nave della MSC era ferma per lavori, appartiene alla Nuova Meccanica Navale.La vittima,Vincenzo di Matteo lavorava per la società C.M.N. che operava a bordo nave in sub appalto.
Al momento stanno indagando la Guardia Costiera per avviare una inchiesta sommaria dell'accaduto;Asl per i controlli del posto di lavoro e l'Autorita' Portuale per appurare se erano stati prodotti il piano di valutazione di rischi da interferenze contigue (se cioe' l'inizio del lavori puo' causare danni anche ad altre strutture attigue all'area cantieristica) e il documento RSPP (Responsabile Servizi Preventivi e di Protezione), redatto da un responsabile della societa' che avvia i lavori a bordo nave.
La morte del povero di matteo e' avvenuto nel silenzio piu' assoluto.

Spedito da: La Spezia Pubblicato il: 04 settembre 2013 alle 12:24

Giulia

Se il porto fallisce...sono problemi per tutti!

Spedito da: genova porto e dintorni Pubblicato il: 08 luglio 2013 alle 09:52

magolino

Suvvia Esimio Carozzi sai benissimo ke nei viaggi del pensiero il difficile non consiste nel partire ma tornare a casa Fermati dunque potresti configurarti con le zitelle e/o i pescatori alla lenza Anch'io mi fermo Leggo ke sei "avvolto" da saggi e dotti ke ti/ci forniscono indicazioni su quello ke...ma ke purtroppo non è mai...quasi siano come le onde del mare ke arrivate sulla spiaggia sembrano dire scusate tanto non volevo disturbare e si ritirano silenziose E così sia
Ke Linse

PS/Potresti essere il promotore di un incontro fra tutti gli "argonauti" data, luogo così come il tema a tua discrezione dove ciascuno nel limite del consentito potrà esporre il proprio "pensiero".

Spedito da: Milano, Italia Pubblicato il: 07 luglio 2013 alle 10:25

Enrico Vigo

ENERGIE RINNOVABILI IN PORTO: mi auguro che gli impianti per la produzione delle energie rinnovabili in porto non si risolva con la posa di quelle brutte e impattanti pale eloliche sulla diga foranea, ci sono edifici e capannoni capaci di ospitare migliaia di metri quadri di pannelli fotovoltaici, che aspettano solo la mano smart dell'Autorità Portuale per contribuire a ridurre i consumi energetici da carbone e idrocarburi. Anche questo è un modo per autoprodurre energia e smuovere l'asfittica economia con provvedimenti intelligenti, proprio ora che siamo nel punto più basso della pluriennale congiuntura economica depressiva, in attesa spasmodica del colpo di reni per muovere il volano della ripresa economica. Inutile fare piani faraonici e poi non fare nulla, si individuino i siti per la posa dei pannelli e si cominci a passare pian piano dal chiacchierato al realizzato in tempi brevi, perché ognuno deve fare il suo senza scorciatoie e con coscienza civica e sociale, anche il porto.

Spedito da: genoa Pubblicato il: 07 luglio 2013 alle 06:59

giorgio.carozzi

Maurizio, anch'io ho la sensazione che vincerò il Festival di SanRemo con la canzone che ho scritto (vendicando Luigi) e che per una settimana sarò chiamato a dirigere in contemporanea Il SecoloXIX, Repubblica e Corsera, per sfornare commenti unificati e togliermi qualche buona soddisfazione! Non so quando...

Spedito da: Milano, Italia Pubblicato il: 07 luglio 2013 alle 04:43

Enrico Vigo

FONDAZIONE CARIGE e BANCA CARIGE ITALIA, due istituzioni eccellenti, genovesi, sul palcoscenico della città da sempre. Detti il mio contributo di fidelizzazione con un libretto di risparmio nel '59 a scuola alle elementari che mi ha fatto rimanere fedele nei secoli all'istituzione.
Anni fa credevo che la "nostra" storica istituzione creditizia fosse tra i primi attori protagonisti della vita genovese, oggi mi pare navighi più defilata e verso interessi più ampi che ne oscurano (dal mio fallace punto di osservazione) l'identità locale. Si parla di negoziati "genovesi" Burlando-Profumo MPS, e sento silenzi assordanti localmente. Non so come si relazioni con le imprese, magari le Associazioni imprenditoriali ne sanno di più e sarebbe interessante uscissero allo scoperto, visto che la stretta creditizia oggi uccide anche aziende sane. Perché non si rilancia un pacchetto-Genova per rilanciare la circolazione del denaro per le PMI che oggi è la palla al piede di sopravvivenza e sviluppo?

Spedito da: genova Pubblicato il: 06 luglio 2013 alle 17:17

maurizio maresca

Non so quando, ma ho la sensazione che ci si avvii, forse anche per la crisi, verso una riforma della portualità.
Una riforma reale che (i) sul fronte della regolazione, dell'impresa e del lavoro superi alcuni istituti neoliberisti un po' corporativi della legge 84 non giustificati dal diritto dell'Unione Europea e molto nocivi, (ii) promuova - e scelga - le infrastrutture realmente necessarie per l'alimentazione dell'Europa ed infine (iii) ribadisca la centralità di una politica dei trasporti nazionale (magari proprio in chiave europea).
Non so se i tempi siano maturi (anche se a Genova probabilmente la consapevolezza di questo percorso è più precisa): personalmente credo che le Regioni più strutturate sul tema della portualità e dei traffici possano contribuire molto.
Governo ed Autorità dei trasporti, politica e regolazione dei trasporti, devono giustapporsi in modo maturo

Spedito da: Genova Pubblicato il: 06 luglio 2013 alle 11:36

Alto Minimo

Infrastrutture, riordino urbanistico, tutto giusto ma... Urge cambiare la mentalità.
Commento da #NoCashTrip, al Porto Antico senza contanti: "Poiché abbiamo fretta saltiamo la fila di turisti per chiedere se possiamo pagare il biglietto con carta. Quando ci dicono di no lo stupore è davvero grande perché fino ad ora, in una città di grandi dimensioni con vocazione turistica, non abbiamo mai incontrato difficoltà". Posso continuare dicendo che studenti extra EU a Genova trovano più difficoltà che altrove a trovare una stanza.
Concludo con altro esempio di "mala geografia". In Romagna utilizzano il termine Riviera, maiuscolo e senza aggettivi, noi, in tutti i giornali, riviera, minuscolo e spesso aggettivato. Per chi non lo sapesse Riviera è un termine di derivazione ligure, e da un punto di vista geografico indica "esclusivamente" la costa ligure, per cui va maiuscolo da noi, e minuscolo se utilizzato come sinonimo di costa (in Romagna).
Soffriamo di un chiaro complesso d'inferiorità.

Spedito da: Milano, Italia Pubblicato il: 06 luglio 2013 alle 07:34

Enrico Vigo

Lo sblocco del ribaltamento a mare del Cantiere Navale, l'avvio dello scavo delle gallerie Borzoli e Chiaravagna (infrastrutturazione di contorno, logistica di cantiere 3° valico), è la premessa di un upgrading di un vasto territorio che da Multedo a Borzoli arrivando a toccare Erzelli sta per ridisegnare una fetta importante di città, dove oggi regnano degrado, pessimo uso del territorio, urbanistica improvvisata e scadente, invivibilità.
Ma come la città (Comune) sta ridisegnando sé stessa? Non ci voglio neppure pensare, immagino solo le ancestrali paure ed i veti incrociati che bastano e avanzano per dissuadermi dall'impresa, almeno oggi. Adesso è palese che i prossimi obiettivi di Burlando (ma soprattutto di Merlo per il primo) sia quello di sbloccare l'impasse Aeroporto e dintorni, e l'Università ad Erzelli, tasselli troppo importanti per eluderli, senza i quali oggi Genova è uno stagno morto senza prospettive di medio termine. Genova si deve ripopolare, senza lavoro muore.

Spedito da: genova Pubblicato il: 05 luglio 2013 alle 08:21

valentina

ma non ci sono più neppure i collegamenti ferroviari dopo le 20 tra milano e genova..... fate voi!!

Spedito da: Milano, Italia. Pubblicato il: 04 luglio 2013 alle 20:16

Enrico Vigo

Mettiamoci in testa senza sconti che senza collegamenti ferroviari decenti la comunità genovese-ligure muore. Non voglio neppure pensare che Moretti abbia in mano le sorti della città di Genova e della Liguria, e che la democrazia, lo sviluppo, l'emancipazione di una regione siano nelle mani fragili di un singolo monocratico super manager che possa fare e disfare quel che gli pare, sorretto da protezioni politiche eccellenti che ne avallano ogni vagito, espressione, politica, determinazione, orientamento.
No, non è possibile che una comunità si spenga nel disinteresse e nella disattenzione di qualche manager pubblico, nelle sue pur legittime convinzioni che non tengono conto di valenze non sottovalutabili.
Troviamo i nostri legittimi spazi, facciamo breccia nel sordo e cinico governo Letta che è lontano dalla gente e dall'economia reale, ubriacati dell'Europa peggiore, quella dei potentati e delle banche, grasse isole felici protette oltre il razionale e oltre ogni ragionevole limite.

Spedito da: Milano Pubblicato il: 03 luglio 2013 alle 21:55

Enrico Vigo

Alta Velocità ferroviaria:

Nuova stazione di Reggio Emilia >
Milano 43'
Roma 2h 17'
Napoli 3h 42'
Rimini 1h 23'

E Genova? Tagliata fuori dal mondo.

3° valico, pontremolese, raddoppio verso Nizza, velocizzazione la Spezia-Firenze, sono opere inderogabili per sopravvivere

Spedito da: GENOVA Pubblicato il: 03 luglio 2013 alle 10:44

giorgio.carozzi


MUGGY AIR
Comincio a pensare che tu non abbia torto, caro Magolino...
(I cinesi? Conoscono bene Genova, frequentano scagni e porto da anni: si sono subito adeguati, magari sarà la macaia...)

Spedito da: Repubblica di Genova Pubblicato il: 03 luglio 2013 alle 09:36

Movimento Indipendentista Ligure

Sta arrivando la Cina !!!!
Se andate su Google e scrivete "Cinesizzazione della Grecia", rimarrete SBALORDITI !
I cinesi, con la Cosco stanno "salvando" la Grecia :
La Cina ha deciso di giocare la "carta europea".......Oltre ai progetti per il terminal container nel Porto del Pireo ( a settembre pronti 500 posti di lavoro), mega porto turistico a Perama, partecipazione alla privatizzazione della società dei treni greci Trainose, sistemazione dell'aeroporto Ellenikon ....ecc..ecc....
Wei Tziafou, numero uno del colosso Cosco ha detto : "Incoraggio vivamente le imprese cinesi ad investire in Grecia".
Il vicepremier greco Evangelos Venizelos si è detto certo che "la prosperità tornerà presto e la Grecia sarà il primo Paese dell'eurozona a riprendersi".

In Grecia sono stati diffusi i numeri ufficiali di suicidi "da crisi" : dal 2009 ad oggi, sono stati 3124 !!!....

E' tutto CHIARO ????? E noi "continuiamo a .....gingillarci"!!!!
Dove è finito il sano PRAGMATISMO Ligure ???



Spedito da: genova porto e dintorni Pubblicato il: 03 luglio 2013 alle 08:49

magolino

Gentmo Carozzi,
temo ke si ripeterà l'Edditto di Franceschiella memoria, cioè il "faccite ammuina" Il fare nel non fare ma cmq fare e cmq dare a tutti l'idea/impressione del fare.
Idea geniale ebbe il borbonico Con l'Edditto costrinse real/legalmente la pletora dei pluri-blasonati-boiardi Comandanti a fare qualcosa pur senza costrutto di nulla Forse ci riuscì a concretizzare lo spirito dell'Edditto Anche se poi "garibaldo" gli mandò a buca ogni cosa.
...Non imputate a noi le colpe dei nostri padri...perchè siamo troppo infelici...ed allora noi gregge vi renderemo grazie per sempre...
Ke Linse

Spedito da: genoa Pubblicato il: 02 luglio 2013 alle 03:48

giorgio.carozzi

L'ADUNATA GENERALE

C'è voluto più di un mese, ma valeva la pena aspettare. La riunione annunciata per oggi a Palazzo San Giorgio dal presidente Merlo, è l’intervento che sollecitava Pilotina. Vedremo quanta passione, credibilità, competenze, capacità, innovazione, rabbia, dignità, generosità, sapienza e buon senso metteranno in campo i protagonisti tutti delle banchine, per costruire insieme un nuovo modello organizzativo che garantisca tenuta e competitività al porto di Genova nella stagione più buia della sua storia. E’ l’unica speranza per riaccendere la luce anche in città.
Per quanto ci riguarda – aspettando ovviamente notizie dell’incontro di oggi – potremo poi voltare finalmente pagina e occuparci della nuova puntata.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 01 luglio 2013 alle 15:25

Uno del Porto

Rispondo a Nimby

Vedi, caro amico, il fatto è questo: il movimento No Tav, depurato dalle sue componenti folkloristiche (punkabbestia, centro sociali, scappati di casa, nullafacenti, rissosi di natura, piccoli personaggi in cerca di una carriera politica), ha dimostrato di offrire anche spunti di dibattito interessanti. Ma finché prevarranno le posizioni dei violenti (fisici e verbali) quale credibilità pensate di poter meritare? Perché lanciare sassi alla polizia in Val Susa? Perché danneggiare i cantieri, dove lavorano tecnici e operai? Perché parlare di democrazia quando siete chiaramente una minoranza?
Non è urlando, minacciando, insultando e denigrando chi è favorevole all’opera che si fa un favore alla democrazia.
Il resto sono balle, demagogia, retorica di basso profilo, calci nello stomaco al buon senso e all’educazione civica.

Spedito da: Milano, Italia Pubblicato il: 01 luglio 2013 alle 13:01

Enrico Vigo

Il Decimonono oggi informa che irrompe a "gamba tesa" (n.d.r.) nella vicenda del "Colombo" il Presidente Odone della CCIAA di Genova, rilanciando l'idea di andare presto in gara per acquistare le quote di maggioranza dell'Aeroporto di Genova. Occorre capire, in trasparenza, visto che trattasi di ente pubblico, se la CCIAA intenda fare da acquirente temporaneo in attesa di nuovi accordi con partners industriali/tecnici, una sorta di brokeraggio che sposterebbe in avanti i tempi di reale privatizzazione, o se intenda prendersi in prima persona tutta la gestione amministrativa, commerciale e tecnica per il rilancio dell'aeroporto in tempi brevi.
Non credo sia utile perdere altro tempo, d'altra parte qualcuno prima o poi dovrà pur rispondere alle attese del Dr.Arato e del Dr. Sirigu in ordine all'upgrading aeroportuale multimilionario (piano presentato ad ENAC), e allo sblocco degli ingenti investimenti capaci di dare fiducia ai vettori aerei ed agli operatori liguri del settore turistico.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 01 luglio 2013 alle 10:14

Luigi Merlo

La discussione sulla portualità continua ad essere molto condizionata dalla aspettativa che le risposte possano venire solo dal governo romano. Credo che continuare ad attendere passivamente sia il più grande errore che si possa fare. Certo, sarebbe auspicabile che a Roma si rendessero conto delle storture burocratiche che ci stanno soffocando e intervenissero con riforme a costo zero ma portatrici di grandi vantaggi. Così come ci si attenderebbe che la politica iniziasse a pensare alla discussione Europea sul regolamento di settore che ha visto il nostro paese sino ad ora totalmente assente a Bruxelles, sia con i nostri Parlamentari Europei sia con il Governo.
La cosa però più inaccettabile e' che oggi si stia determinando una grave stortura del mercato portuale e della competizione a causa di una diversa interpretazione delle norme, delle procedure e dei controlli pubblici a livello locale.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 01 luglio 2013 alle 10:13

Luigi Merlo

2)
Cose che non sono consentite a Genova, sono prassi in altre realtà e tutto questo in una fase di crisi altera pesantemente la competizione. Mentre e' giusto porre queste questioni come del resto continuare a lottare per la realizzazione delle infrastrutture, e' importante che la comunità portuale genovese al suo interno si interroghi su come resistere alla crisi ed aumentare la competitività agendo su costi ed efficienza che peraltro già oggi il mercato considera di ottimo livello.
Un tema che non riguarda solo il rapporto tra terminalisti e Culmv, come qualcuno ha esasperatamente sottolineato nel dibattito su Pilotina, ma e' una discussione che deve interessare tutto il sistema.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 01 luglio 2013 alle 10:12

Luigi Merlo

3)
Per questo, domani a Palazzo San Giorgio ho convocato tutti i terminalisti, i rappresentanti degli spedizionieri, degli agenti, dei servizi tecnico nautici, della Compagnia Unica, dei sindacati, dei servizi ferroviari per discutere del modello gestionale del futuro, per elaborare un sistema a rete più coordinato e coeso.
E’ l'avvio di una discussione tesa ad unire in un momento storico che tende a dividere. Un confronto aperto che tende a salvaguardare l'unicità del porto e il suo ruolo, in una città che sembra fare molta fatica a reagire al declino.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 01 luglio 2013 alle 10:12

Luigi Merlo

4)
Genova nel giro di pochi anni ha perso molti suoi uomini simbolo, molti riferimenti ideali. La loro funzione e la loro storia non sono sostituibili, ora si può sperare di avere un futuro solo se riscopre il senso di coesione, se tutti insieme ci diamo una missione e un progetto.
Il porto può' rappresentare il laboratorio di questa nuova fase e mi auguro che tutti i suoi protagonisti accettino questa sfida, rinunciando a difendere una realtà esistente sempre più fragile, per costruire qualcosa di nuovo e duraturo.

Spedito da: Pubblicato il: 01 luglio 2013 alle 09:51

nimby(?)

uno del porto...prova ad entrare in una stazione, e vedi con i tuoi occhi e senti con le tue orecchie quale è la qualità dell'informazione che proviene dalle "ferrovie"...è pura follia e malafede...con questo vorresti contrastare cosa? se i notav sono quattro scappati di casa come li dipingete, il problema dov'è? oppure i quattro gatti sono gli altri e la gente è veramente stufa di pagare tasse per mazzette...come mai in italia i lavori sono inutili e costosi, come mai in italia la manutenzione e la salvaguardia non sono una priorità? eppure "gli altri" sono i primi a piangere ai funerali di incidenti (a viareggio ancora oggi aspettano giustizia) e di "cause naturali" (alluvioni, che bello sarebbe vedere qualche politico in galera invece che pagare qualche spicciolo per due bambine morte e le altre persone)...di cosa vi preoccupate?? quattro gatti...bla bla bla propaganda...e giù lacrime...

Spedito da: Milano, Italia Pubblicato il: 30 giugno 2013 alle 20:05

Enrico Vigo

Caro Enrico Letta,
non comprendo per quale ragione tu come i tuoi predecessori continui a danneggiare Genova non mollando il malloppo per ribaltare il cantiere navale di Genova Sestri P. Non hai alibi, non hai giustificazioni, appartieni ad un partito che in teoria appartiene alla sinistra, ma che da tempo dà segni di totale disinteresse per il rilancio di economia e lotta alla disoccupazione, Genova ne è il testimone eccellente, le tue recenti misuricchie, frutto di equilibrismi immondi, fanno più ridere di un film di Stanlio e Ollio, magari vincerai il premio Oscar del "non fare" a cui tieni tanto, affar tuo e danno nostro, poi la tua finanza creativa, sconcia e vomitevole, si risolve in un banale scippo dei fondi del terzo valico, la fantasia sana non ti appartiene, lo abbiamo capito sulla nostra pelle.
Sei l'ultimo imperatore di un impero disfatto di una sinistra senza bussola, che ha seppellito l'onesto Bersani con 101 incappucciati del klu-klux-klan, gentaglia da cui guardarsi.

Spedito da: Repubblica di Genova Pubblicato il: 30 giugno 2013 alle 13:05

Movimento Indipendentista Ligure

Difendiamo gli AMBIENTALISTI, i "GRILLINI", ecc....Meno male che ci sono !!

Cerchiamo di rivedere, facendo andare indietro i "filmati", come erano state ridotte la VALPOLCEVERA con la raffineria di Garrone e CORNIGLIANO con gli altiforni "a caldo" dell'acciaieria. Vorreste tornare a "quelle condizioni" ?
Quando si attraversava la Valpolcevera, come minimo occorreva "turarsi" il naso ! A Cornigliano, le donne non riuscivano più a stendere i panni, perché dopo poche ore erano nere per le polveri che ci si erano posate. Quelle polveri che hanno "inquinato" , per decenni, i polmoni di bambini, ecc...
Genova, la Liguria, l'Italia e l'Europa hanno una sola possibilità per tentare almeno di "resistere" alla CONCORRENZA della Cina, India, Brasile, ecc.... :
1) Puntare sempre di più ad uno sviluppo economico e SOCIALE di "qualità" !
2) Tutta l' Europa dovrà essere sempre di più caratterizzata come l'area geografica che gli altri Stati vorranno sempre di più VISITARE ed "imitare" !!!

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