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Riforme & Authority: Genova si candida a diventare una città senza porto

Genova - Singapore non riesce a trovare in Italia formule per le sue strategie di espansione. Ritardi infiniti, burocrazia soffocante. L’uscita di Changi da Aeroporti di Roma è uno schiaffo che dovrebbe rovesciare i politici che continuano a non risolvere i problemi reali. Changi, come Psa e quindi Vte di Voltri e Vecon di Venezia, è controllata da Temasek Holding, il colosso finanziario che ha appena acquisito in Cina la maggiore banca del mondo per capitalizzazione. Ci sarebbero gli estremi per processare come traditori dello Stato gli inossidabili distruttori di ricchezza, benessere e lavoro. Ma non accadrà. Il fronte romano è inquietante, quello locale inadeguato e compromesso. Tra il totale disinteresse per i traffici portuali e le grandi opere, si perpetua la generazione politica che considera la decrescita una sponda per mantenere le posizioni.

La Commissione trasporti del Senato decide così di far ripartire la riforma portuale dal testo approvato nella precedente legislatura. Una vergognosa scatola vuota. Alle proteste del presidente dell’Authority genovese, Merlo, risponde indignato il senatore Marco Filippi (Pd), che ha bruciato gli ultimi cinque anni senza concludere niente. Al senatore livornese si accoda il presidente della Commissione, Altero Matteoli, l’ex ministro dei Trasporti che ha triturato shipping e portualità. Perfino il genovese Maurizio Rossi, che in campagna elettorale giurava sulla modernizzazione, sembra piegarsi ai conservatori. Vediamo che cosa non va in un testo lontano anni luce dalla realtà. In quelle carte non c’è nessun elemento di programmazione portuale nazionale, il che significa riproporre il perenne spreco delle poche risorse in porti insignificanti. Non a caso viene difesa l’Autorità portuale di Manfredonia e ripristinata quella di Trapani.

E’ un testo di riforma alla rovescia, che non contempla la classificazione portuale europea, non risolve il problema dell’autonomia finanziaria e funzionale, non indica soluzioni concrete per migliorare organizzazione del lavoro e produzione. In compenso si tutela con singolare miopia l’antica impalcatura dei servizi tecnico nautici, destinati ad essere spazzati via dall’Europa. La proposta di legge non tiene conto degli scompensi legati agli aiuti di Stato, non risolve il problema del contratto di lavoro dei dipendenti delle Autorità portuali, non spinge verso la vera integrazione logistica del Paese, non risolve le distorsioni del sistema demaniale, non mette al riparo i porti dagli apparati burocratici romani che strangolano banchine e terminal privati. La norma sui piani regolatori portuali è farraginosa, difficilmente applicabile. A che cosa serve fare una legge che non cambia nulla e affonda le speranze di innovazione e sviluppo? Se i senatori non sanno di che cosa parlano e non sono in grado di elaborare una politica riformista, si facciano da parte. In Commissione trasporti della Camera spiccano i nomi di molti deputati genovesi, da Mario Tullo a Roberta Oliaro, da Biasotti a Quaranta. Avranno il pudore e il coraggio di sconfessare i colleghi senatori e salvare la faccia? Nascondersi è una sciocchezza, inseguire mediazioni al ribasso un’indecenza.

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Genova città aperta ed internazionale, città di traffici, lavoro e di mercanti, di studio e di scienza! Già… Dicono che al prof. Amleto Mestizia importi un fico secco di avere sotto la Lanterna la sede dell’Autorità dei Trasporti (una scatola vuota, ma comunque un piccolo e prestigioso volano di business, occupazione indiretta, voli, arrivi e partenze, taxi, ristoranti ecc..). Il sindaco ha trovato subito la sponda di gente che non vedeva l’ora. La strategia dei nostri parlamentari e di un establishment irriconoscibile e delegittimato è sgambettare la singolare candidatura di Torino a favore di Roma. Surreale. Tra la gente di Pilotina, sono in molti ormai a pensare che i genovesi rimasti siano in gran parte i peggiori, quelli che nell’apatia generale riescono a frenare ogni spinta in avanti dei migliori, i superstiti che ancora immaginano una città moderna, attiva, protagonista dell’innovazione. Genova non si candida all’Authority dei Trasporti, ma solo a diventare una città senza porto. Però intelligente nella sua decrescita pilotata. E compatibilmente sostenibile.

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Commenti inseriti: 79 — pagina 1 di 4

Spedito da: Milano Pubblicato il: 01 settembre 2013 alle 18:35

Enrico Vigo

"A foa du bestentu, che a dua lungu tempu".

La nuova galleria di valico della statale del Turchino (una vera tragica barzelletta) potrebbe essere la nuova favola da raccontare ai bambini genovesi, ce fa il paio con i tempi biblici di costruzione del nuovo mercato di Bolzaneto, degne rappresentanti appunto della "foa du bestentu". Ma oggi abbiamo validi concorrenti in gara come il cantiere della fondamentale bretella ferroviaria in rallentata costruzione, e un concorrente d'eccellenza: ho una premonizione e sento puzza di bruciato (fonte: un callo all'alluce sinistro dolorosissimo che mi tormenta da settimane) circa i tempi della strada a mare di Cornigliano che secondo me sforeranno ancora. I cantieri faticano a partire, ma quando partono le false partenze prima, i rallentamenti poi, sono ineluttabile quotidianità, la qualità del fare ha bisogno di un rivoluzionario "fine tuning", un salto di qualità per tararsi ai paesi evoluti. Serve una task-force opere pubbliche di pungolo.

Spedito da: Milano, Italia Pubblicato il: 01 settembre 2013 alle 07:26

Enrico Vigo

Inforcato settembre con grandi speranze infarcite dal doping del roboante meeting nazionale PD con presenze di facciata prestigiose e autoreferenziali, vedo all'orizzonte un tunnel buio senza ancora sbocco e luce ed un elettroencefalogramma miserabilmente piatto condito con chiacchiere, le solite che hanno stancato. Quanti nuovi posti di lavoro sarà in grado Genova di produrre con le opere pubbliche mai partite ma finanziate da illo tempore? Eppure in città abbiamo chiassosi "stanziali" appagati che remano contro, insieme a benestanti radicalscic dalla pancia piena che svolazzano sulle ferite della città con svergognata disinvoltura. Un sindaco onesto e serio ma troppo "candle in the wind" che non rassicura per nulla. Opere per la messa in sicurezza dei rivi, infrastrutture stradali e ferroviarie, ospedale (delle nebbie), Erzelli, aeroporto, porto, Ponte Parodi, upgrading urbano (pedonalizzazioni, metrotramvia ValBisagno, Metrò a Terralba), recupero di edilizia sociale. Quando si parte?

Spedito da: Milano, Italia Pubblicato il: 31 agosto 2013 alle 19:31

Enrico Vigo

Energie rinnovabili, Genova e la Liguria sono in ritardo rispetto alle regioni d'Europa virtuose e al sud Italia. Dobbiamo chiederci perchè dover soffrire anche questa indolenza e perchè porto e Comune non si attrezzano come sarebbe auspicabile per l'autoproduzione elettrica. Il costo dell'energia e la bolletta energetica nazionale sono una palla al piede allo sviluppo, l'energia costa troppo ed è ancora troppo dipendente da carbone e idrocarburi, sarebbe tosto ora di cambiare ruolino di marcia.
In Europa si fa impresa, piccola o grande che sia, con costi energetici di molto inferiori, noi siamo tragicamente fuori mercato. Ma qui da noi sono tutti tremendamente sordi, capaci di creare passerelle politiche tanto roboanti quanto inutili, al fare non si arriva mai. Tutti esperti, tutti capaci, tutti bravi, tutti attenti, tutti spocchiosi, poi non si fa un "belino". Ma cari amministratori scrollatevi da dosso la naftalina in cui avete affogato buon senso e conretezza, che diamine!

Spedito da: Milano, Italia Pubblicato il: 31 agosto 2013 alle 11:12

Enrico Vigo

Tra chiacchiere e passerelle in palcoscenici consunti e fradici si consuma invano a Genova l'ennesimo mese nell'assoluta inutilità, 2/3 del 2013 bruciati senza far nulla dei cantieri finanziati e mai aperti, lavoro nulla, disoccupazione a livelli allarmanti.
Appena cancellata (o quasi) l'IMU prima casa, sostituita da una tassa forse peggiore che sta sbalordendo il mondo ma non gli italiani asserviti beoni (see Wall Street Journal). Ma noi pazienti e pur dopati aspettiamo con la residua dignità non del tutto evaporata, con un sussulto, perlomeno vendicandoci e ridicolizzando questa politica insulsa e la sua presenza ingombrante e sterile nella disfatta società italiana. Troppe facce toste, troppe promesse da campagna elettorale di terz'ordine, troppe pagliacciate senza costrutto, troppa gente assetata di privilegi lontana dalla realtà. Non partecipo più a queste passerelle-oscene, ne ho profondo disgusto, poi non succede mai assolutamente nulla.
Letta &C. GO HOME, accà nissciuno è fesso!

Spedito da: Genova Pubblicato il: 29 agosto 2013 alle 12:03

Cico Barque

Leggo il Monono sulll'Autorità Portuale e mi vien da stare male
arrivo tosto all'ultima riga, e capisco che la diga
altro non è che l'ennesima burla che, come si dice, nel manico ciurla
infatti dopo il ribaltamento che è già pronto come un portento
oppure alla vasca del 6 bacino o alla torretta di molo Giano
(e che dire dell'elettricità in banchina che Renzo progetta senza tema?)
ora ci manca solo arrivare, al 2030 per vedere in mare
l'opera buffa di Merlo il poeta, che canta le sue con la cetra
tanto lui stesso, tra 20 anni, godrà di pensione sudata agli scanni
mentre la moglie Presidentessa, di questa regione ormai depressa
potrà sempre dire, che il Terzo valico è li da venire
e che la Gronda, poco ci manca, ma con la voce sempre più stanca
e noi tapini, elettori inermi, come potremmo stare fermi
di fronte a questo scempio politico, che non ha nulla di partitico
ma pare proprio spartizione di potere senza ragione?
Speriamo solo che, sputasentenzi, arrivi presto MatteoRenzi?

Spedito da: Milano, Italia Pubblicato il: 28 agosto 2013 alle 13:36

Enrico Vigo

SIRIAN WAR, NOT IN MY NAME.
Non ho più voglia di pagare per guerre che non mi riguardano, adesso proporranno la Siria, ma è ora di dire adesso basta. Paghi chi è guerrafondaio per vocazione. Con gli stessi soldi si costruisca la nuova diga foranea a Genova. UK e Francia vogliono la guerra? Caxxi loro. E noi usciamo dalla UE. Giriamo quei soldi alle opere pubbliche.

Spedito da: ge porto e dintorni Pubblicato il: 28 agosto 2013 alle 10:27

magolino

Gent Pilotinesi,
è fuor di dubbio che le Istituzioni (ad es la CCIAA cos'è cosa fà..e contrariamente cosa costa!!!!) sono incrostate dall'ignavia boiardiscamente condita E' da rilevare che pure le varie Ass.ni Imprenditoriali e di Categoria non si sono mai degnate di presentare un progetto per la città per i cittadini per i giovani che non fosse solo Porto Visto ke il Porto non Porta più Kekè se ne dica! Non si è tenuto conto inoltre che con le nuove tecnologie la possibilità di unità lavoro portuale si sono più che dimezzate
Non si puo solo vivere di mugugni Servono certezze e fattiblità Mr Riva? Mr Riva è un imprenditore e come tale deve essere valutato Difronte ad un business ke d'altronde nessuno gli ha mai proposto e quindi non se ne ha riscontro potrebbe anke riconsiderare la questione Aree Anche se per il mio progetto le aree già sdoganate sono ad hoc Ma pensate solo all'aeroporto quale nuova e consistente utenza avrebbe Pure da subito sarebbe il ponte per le Crocere etc
Ke Linse

Spedito da: ge San Benigno Pubblicato il: 27 agosto 2013 alle 23:27

San Francisco

Sono d’accordo con little big horn e Bruno Marelli, anche l’acqua calda da noi dà fastidio se i boss non sono disposti a berla. Ma tra i conniventi non dimenticatevi mai il sindacato, in buona o cattiva fede ha fatto troppi danni e l’esempio dell’ex area Ilva è lì a dimostrarlo. Le cose sarebbero andate diversamente con meno comoda e miope difesa dell’operaismo, del vecchio sistema e con maggiori aperture al porto e al mercato. E naturalmente con meno legami padronali, ma questa è un’altra storia. Saludos amigos!

Spedito da: Milano, Italia Pubblicato il: 27 agosto 2013 alle 15:01

Enrico Vigo

Trieste full steam, poker PD per Taranto, Genova invece cieca e muta dice con trascinata indolenza "passo".
Di tutto quel che c'è qui da fare da parte dell'Autorità Portuale o dello stesso Comune di Genova (incluso la denuncia dell'Accordo di Programma con ILVA per la gestione delle preziose aree demaniali sottoutilizzate) tutto è sciroccalmente fermo, nonostante evidenti inadempienze a sostegno di una vertenza doverosa nell'interesse della collettività genovese (atto dovuto). Inutile sperare in esoterici cambi di rotta, la parte diligente deve agire senza esitazioni, basta prendere concretamente in mano gli accordi per capire senza troppi sforzi che non ci siamo assolutamente, e che occorre rivedere accordi e prospettive.
Lo immaginavamo tutti, ma oggi abbiamo il supporto di dati reali a sancire un mancarto rispetto tanto palese quanto drammatico. Porto e città reclamano aree, che si aspetta? Genova deve riprendere il suo cammino ad ampie falcate, prudenze in eccesso sono una jattura.

Spedito da: san benigno Pubblicato il: 27 agosto 2013 alle 10:39

little big horn

Come tutte le poche proposte innovative di trasformazione del territorio, l’idea di fondo di Genova Futura si scontra come dice bene Marelli contro le connivenze (lasciamo perdere l’incapacità, quella è congenita ma bisogna ringraziare lo zoccolo duro dei concittadini elettori) e l’immobilismo gattopardiano di una classe dirigente che da decenni ha chiuso il porto e lo shipping nella riserva indiana. Progetto apprezzabile, comunque, da lavorarci sopra!

Spedito da: italia Pubblicato il: 27 agosto 2013 alle 10:08

bruno marelli

La montagna si chiamava e forse si chiama ancora Riva, gentile amico Magolino! Ora questo è uno scandalo che da anni grida vendetta, eppure sull'altare dei propri interessi palesi e occulti, una classe dirigente trasversale (centrodestra in regione e centrosinistra ovunque e poi potere finanziario-banca-, basta leggersi le cronache dal 2000 in poi) ha sacrificato gli interessi e le prospettive di futuro di un'intera comunità. Poi andiamo a chiedere a Roma col cappello in mano, ma per favore...!

Spedito da: Milano, Italia Pubblicato il: 27 agosto 2013 alle 09:13

Enrico Vigo

Con il rientro dalle ferie una valanga di bollette e tasse da pagare, senza avere di ritorno praticamente nulla se non ansia e preoccupazione crescenti, e un quadro politico nazionale stupefacente che corre dietro agli interessi grassi (e talvolta porci) del solito anfitrione di turno, al suo galoppante tramonto.
Chi fa politica sta al caldo poltrendo e sbadigliando, lontano dalle preoccupazioni e dalle tragedie dei cittadini abbandonati a sé stessi. Non ci sono speranze di cambiamento di rotta, solo una valanga di protesta alle prossime elezioni potrà sfoltire la tribù degli intoccabili, oramai troppi sono relitti alla deriva di sé stessi. Siamo oramai mucche da mungere e basta, dopate da affabulazioni alle elezioni farsa per distribuire privilegi di una casta chiusa dove non c'è ricambio né senso del dovere, salvo i pochi onesti ma incapaci di raccogliere consensi e ridare qualità alla politica. Afghanistan? Magari presto anche Siria? Soldi estorti a forza dalle nostre tasche.

Spedito da: ge porto e dintorni Pubblicato il: 27 agosto 2013 alle 00:28

Magolino 3/

...segue
-insediamento e messa in attività di trasporto marittimo con battelli-tutto all'interno della diga foranea- quindi in completa sicurezza e garanzia del trasporto Il servizio che chiamo METRO MARE andrà ad allegerire il cronico traffico cittadino dal ponente
insediamento delle strutture non certo faraoniche necessarie ad ospitare uffici,magazzini ed altri, tutte dedicate ad ospitare le predette attività.
E' superfluo specificare ke l'aeroporto ne andrà a beneficiare al massimo, tenuto conto che l'area ex ILVA, gode di una completa ed interna viabilità in particolare via FS, con fattibili allacciamenti alle Autostrade ed alla viabilità cittadina
Questo è il mio progetto GENOVA FUTURA, ovviamente sintetizzato al massimo mantenendone la base. Quella di creare qualcosa che non esiste da altre parti e ke potrà dare ai ns giovani una certezza di lavoro per il loro futuro
Carissimo Giorgio chiudo con un: sarà sempre così ke il facile diventa difficile attraverso l'inutile?
Ke Linse

Spedito da: ge porto e dintorni Pubblicato il: 27 agosto 2013 alle 00:06

Magolino 2/

...seguito...
-insediamento della Stazione Marittima modernamente concepita atta a ricevere i Crocieristi, offrendo loro servizi e strutture adeguate alle esigenze con spazi a terra riservati ai Fornitori di Bordo ed altri soggetti tipo Agenzie di Viaggio etc. Non ultimo, i fondali sono già predisposti a ricevere navi anche di ultima generazione Oggi la obsoleta Struttura non può fornire questi servizi. La stessa sarà dedicata ad Ingegneria Navale oggi- assurdamente e follemente- locata in una villa del 700/ nella collina di Albaro e che altri contrariamente sono disposti a riservarle un'area idonea alla sua secolare mansione;
-insediamento e messa in attività una zona extra doganale- zona franca già in essere a Genova ed ovviamente modificata- che chiamo Cittadella dello Shipping, dove si andranno ad insediare tutte quelle attività attinenti allo Shipping- ke sono tante- ma ke oggi vengo svolte in paesi a noi vicini: Monrtecarlo/Svizzera docet.....segue

Spedito da: ge porto e dintorni Pubblicato il: 26 agosto 2013 alle 23:50

Magolino 1/

Gent.mo Giorgio, come tu ben sai il mio progetto GENOVA FUTURA datato 1998 è fattibile anche da subito; è sempre valido dato che nulla da allora è stato fatto. Non si debbono affrontare spese faraoniche ma solamente utilizzare l'ex area ILVA
Si potrà ottenere un compedio di attività creando uno spazio multi-funzionale a servizio dello Shipping e del suo indotto. Attività ke così concepite ed "assemblate", non esistono in europa e ke possono creare in Genova posti di lavoro per i ns giovani ed oggi mancanti ed assolutamente necessari. Vado a spiegarmi:
-insediamento del complesso così detto Fiera del Mare Avrebbe così la possibilità di sviluppare la propria attività Oggi dov'è ubicata non ha futuro E' una attività che non rende, cioè non crea reddito quindi INUTILE Le aree dismesse saranno dedicate alle Riparazioni Navali bisognose di svilupparsi tenendo conto che è un rampo dello Shipping che rende Ma se non avrà spazi...

Spedito da: Milano Pubblicato il: 26 agosto 2013 alle 20:02

Enrico Vigo

Occorre mettere a sistema ogni possibile energia in ogni comparto, Genova e la Liguria boccheggiano ed aleggia un sinistro presagio. Gli amministratori locali (Comune e Regione) e Autorità Portuale ci diano con trasparenza un calendario credibile di apertura dei cantieri finanziati e immobili. Cominciamo da lì. Non lo faranno? "Sputtaniamoli" alle prossime elezioni o rinnovo di mandato, meglio in quel caso se si ritireranno da soli, di untouchables ne ho piene le tasche, e come me molti altri, un fiume in piena.
Sono già in attesa, ho girato la clessidra, all'ultimo granello di sabbia della clessidra voleranno pomodori e uova marce, e tanto altro ancora. Quanto ai parlamentari li abbiamo abbiamo misurati, per leggere la misura serve un potente microscopio.

Spedito da: genoa Pubblicato il: 25 agosto 2013 alle 10:32

giorgio.carozzi

Caro Anonimus, non ti affliggere! Il cuore mi dice: resta e lotta insieme a noi… Non basterà un sommergibile nucleare per affondare Pilotina (!!!) con le nostre speranze, anche perché il mitico comandante Marko Ramius sta dalla nostra parte! E poi le idee vanno e vengono… Come quelle improntate a un singolare ottimismo sfoderate da Erasmo. Non so su che cosa si fondano, ma spero davvero che il timido e connivente mondo della shipping alla fine riesca a sorprenderci. Nell’attesa, mi metto alla caccia dell’esorcista cui accenna Vigo!
(concordo, come ormai spesso mi accade, con Magolino)

Spedito da: ge porto e dintorni Pubblicato il: 25 agosto 2013 alle 09:58

magolino

Egr Giorgio nella vita ed in teatro si trova sempre qualcuno che avrebbe meritato di diventare "primo attore"ed invece è finito"porta valige"
E' tempo di vendemmia auguriamoci che fra i grappoli oggi ancora acerbi si possa vedere contrariamente un grappolo quasi maturo Potrebbe essere il "bambino prodigio" della vigna Mai dire mai GE deve difendere i traffici oggi in essere ma altrettanto deve rendersi conto che il PORTO NON PORTA PIU' GE deve cercarsi una nuova fonte di reddito ke non potrà essere sempre ed unicamente il porto Certo ke la CRASSA ingnoranza condita da IGNAVIA ke alberga nelle Istituzioni e non, impedisce loro e di rfilesso alla comunità di avere la visuale necessaria a programmare un futuro Futuro significa consegnare ai ns giovani non solo voli pindarici ma certezze Dando loro un "futuribile" panorama di vita socio/politico/economica accessibile e percorribile Il passato deve esserci di "esempio" ma non deve condizionare il ns futuro. EVVIVA GENOVA FUTURA

Spedito da: Pubblicato il: 24 agosto 2013 alle 17:32

Preferisco restare anonimo

Mi auguro che la tua sia un'idea sbagliata, caro Timoniere, altrimenti sarebbe una bella beffa per tutti i giovani che come il sottoscritto hanno deciso di restare e credere in questa città pur non avendo santi in paradiso.

Ma se fosse vero quello che dici, allora che senso avrebbe un luogo di confronto e (positivo) scontro, come Pilotina?

Spedito da: Genova Pubblicato il: 24 agosto 2013 alle 16:12

Erasmo

Eh no, cari Trombetta, Timoniere e compagnia cantando, Genova non è morta. Sicuramente è morta da tempo la città che conoscevate, piena di possibilità mancate ma anche di cose concrete. Che magari disturbavano ed inquinavano, come le grandi fabbriche, ma che erano il cuore di una città che pulsava e viveva giorno e notte. Con i suoi santi ed i suoi peccatori, spesso mischiati nel maelstrom del centro storico.
Oggi la realtà è radicalmente diversa. Ma la mancanza di quei segni evidenti non significa necessariamente assenza di vitalità. Credo che significhi altro. E che sotto la cenere stia emergendo una nuova realtà, che spero sarà in grado di sorprenderci. Iniziando, probabilmente, proprio proprio dall'economia del trasporto marittimo e (purtroppo marginalmente) dal porto.

Spedito da: Milano, Italia Pubblicato il: 24 agosto 2013 alle 11:51

Enrico Vigo

( 2 ) TURISMO entroterra ligure, bestemmia o risorsa?
menù a qualità variabile con barometro verso il basso (pesto frequentemente orripilante) con antipasti tra € 6 e 10, primi tra gli € 11 e 16, e secondi tra € 12 e 20, bottiglie di vino tra € 8 e 10 euro, anche laddove si potrebbero sperare prezzi meno esosi, orari da ospedale e se arrivi appena fuori orario ti chiudono la porta in faccia a muso duro anche con gestacci inequivocabili, molti i “chiuso per ferie”.
Assessore Berlangeri, prima di distribuire risorse a questo contesto pensateci bene due volte. Caro presidente Burlando, scusa ma il tuo successore sarebbe meglio fosse scelto tra gli esorcisti, da questo sottosviluppo non se ne esce senza traumi. Provincialismo? No di peggio.

Spedito da: Milano, Italia. Pubblicato il: 24 agosto 2013 alle 11:48

Enrico Vigo

( 1 ) TURISMO entroterra ligure, bestemmia o risorsa?
Nel mio peregrinare consueto nell’entroterra in provincia di Savona continuano le mie desolanti pluriennali esperienze con troppi improvvisati gestori di esercizi commerciali: pagamento con bancomat ancora un miraggio (dovrebbe essere reso obbligatorio) ma hanno persino la faccia come le lastre di indicarti dove sia il più vicino bancomat per prelevare i contanti, scontrini ad intermittenza, aree WI-FI inesistenti, bar di qualità indescrivibile con prezzi da night-club, se chiedi un succo di pomodoro si mettono a ridere, vino mai disponibile sfuso quello locale, ghiaccio nisba.

Spedito da: GENOVA Pubblicato il: 24 agosto 2013 alle 10:40

giorgio.carozzi


PILOTINA FACEBOOK

Carràmba! Che sorpresa… Tra i miracoli di Pilotina c’è anche il riuscire a ritrovare dopo oltre cinquant’anni abbondanti un amico delle elementari e dintorni! Già all’epoca Michelangelo Trombetta si segnalava per le sue simpatiche e geniali intuizioni e per la sua voracità nell’apprendere. Che a distanza di tanto tempo Michelangelo non si smentisca e s’imbarchi con la ciurma sul nostro vascello ormai senza patria né bandiere, mi pare un segno del destino. Immagino che il prof. Amleto Mestizia e i suoi sponsor apprezzeranno… Ci resta un tempo privilegiato per cogliere l'evoluzione e la regressione di atteggiamenti e di costumi. Cogliamolo, oltre la cortina della noia mortale con cui i “riformisti” postdemocristiani e postcomunisti al governo riempiono le nostre giornate con argomenti lontani anni luce dalla nostra vita reale.
Per Anonimus: tranquillo, Genova è già spacciata.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 23 agosto 2013 alle 13:19

Michelangelo Trombetta

Questa vicenda evidenzia una volta di più il dramma dell'Italia: il potere è stato conquistato da quella che io chiamo la 'Lobby dei mediocri e degli ignoranti". E' la Lobby più potente del paese; è quella che vuole lo sfascio scolastico attuale perché se la scuola formasse giovani all'altezza, loro cinque minuti dopo si ritrovano a pulire dei gabinetti.
Se le persone capaci e competenti non si organizzano in una contro-lobby è la fine. I nostri figli saranno schiavi dei cinesi.
Forse se lo meritano, perché si inebetiscono con i videogiochi e i telefonini ma a me, padre e nonno, dispiace.

Spedito da: Pubblicato il: 23 agosto 2013 alle 10:41

Preferisco restare anonimo

Per magna magna (con colpevole ritardo)

I commenti del presidente Merlo sono sempre i soliti. E con il suo fare democristiano ormai mi ha stufato. Dice le cose, lo fa a metà, non si capisce. E' una persona capace ma che sta pensando con grande opportunismo al proprio futuro (Roma?).
Detto questo non condivido il fatto che la moglie del presidente dell'Autorità portuale sia l'assessore alle Infrastrutture della Regione Liguria. Invidia? Neppure per idea, meglio parlare di trasparenza. Sia chiaro, il presidente Merlo non è certo uno dei primi problemi di questa città, ma per guardare al futuro con un minimo di speranza le cose devono cambiare. Basta con le frasi non dette, alle solite facce, ai cognomi con mille e più incarichi che in pratica non fanno nulla, basta con questa totale lentezza, ai raccomandati "figli di" o "amici di"... Genova deve imparare una volta per tutte ad essere meno provinciale. Altrimenti è spacciata.

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