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Red carpet negato al porto: evapora il partito che sussurrava ai camalli

Genova - Quale credibilità pensa di riconquistare sul campo un partito come il Pd che viene a Genova per celebrare la sua festa nazionale e “dimentica” di inserire il Porto in scaletta? Comportamento indecente, ingiustificabile, attribuibile a masochismo, ignoranza, assenza di strategia, paura delle figuracce cui si esporrebbero dirigenti e parlamentari inadeguati e incerti. Nel tabellone c’è spazio per i massimi sistemi planetari e per ogni espressione di angoscia esistenziale dell’umanità alla deriva, non per banchine e shipping, lavoro e riforme. Non c’è traccia del cammino del popolo di sinistra, intrapreso proprio a Genova. Pietro Chiesa, Ronco e Canepa, le leghe socialiste, il mutuo soccorso: c’erano programmi, obiettivi e progetti, alcuni radicali, altri riformisti o rivoluzionari. Di fondo c’era un’idea e per raggiungerla si era disposti al sacrificio, ad agire, studiare, impegnarsi personalmente.

Oggi non c’è visione, non c’è sogno, non c’è alternativa, non c’è rottura, non c’è progresso, non ci sono evoluzione e progettualità. Non c’è niente. I conti della Grecia sono stati affondati da una identica gestione della politica: privilegi e benefit elargiti a pioggia, favori alle categorie e alle imprese fiancheggiatrici del potere, finanziamenti illimitati a progetti senza capitali propri e senza futuro. Il Pd a Genova avrebbe dovuto spiegare perché in Sicilia sono state costituite sette delle 25 Autorità portuali italiane, con una quota dei traffici, del valore aggiunto e dell’occupazione risibile. Con la certezza di gravi infiltrazioni mafiose a fronte di ricadute sul territorio inesistenti. Con l’ultimo assurdo del finanziamento di 120 milioni di euro, di cui più di 36 milioni con fondi europei, per la costruzione di un inutile nuovo terminal container ad Augusta. Mentre in Calabria continua lo scandalo di Gioia Tauro, una terra devastata dall’idea speculativa di un terminal di transhipment senza futuro e senza ritorni economici sull’economia locale, che continua ad essere finanziato dallo Stato con l’azzeramento delle tasse di ancoraggio e dalla Regione con finanziamenti a fondo perduto senza riscontro.

In Campania, dopo anni in bilico fra malaffare e interessi di partito, il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ha bocciato il Piano Regolatore del porto di Napoli. Il giudizio, se si fosse ancora a scuola, sarebbe di insufficienza grave, sia di forma che di sostanza. In Puglia, a fronte dei disastri industriali di Brindisi e di Taranto, non si ferma la corsa agli investimenti statali, con fondi pubblici per oltre 200 milioni di euro previsti per la sola piattaforma logistica di Taranto che verrà gestita, con una concessione di 30 anni, dal Gruppo Gavio. Se dai porti passiamo all’armamento, il paragone è ancora più impietoso. Con il crac Dimaiolines, parente povero della bomba Deiulemar che ha sconvolto l’economia di un paese di navigatori come Torre del Greco. L’armamento napoletano ha subito un terremoto devastante, con i suoi maggiori rappresentati sull’orlo del fallimento e ripercussioni sulla credibilità del nostro sistema Paese. Negli anni scorsi, mentre in Italia i napoletani spingevano per la costituzione di Fondi KG simili a quelli che stanno affondando i piccoli investitori tedeschi, gli armatori greci hanno continuato ad investire sulla loro flotta globale, che oggi rappresenta oltre il 15% del totale mondiale. Con l’introduzione di una tassa sul tonnellaggio anche per le navi non di bandiera gestite dalla Grecia, il contributo dell’armamento all’economia nazionale diventerà più significativo. A differenza dell’Italia, la centralità dell’armamento nella formazione della classe dirigente ha costituito il caposaldo di una società internazionalizzata più della nostra proprio grazie alla cultura e alla professionalità dello shipping. Luci, ombre, contraddizioni. Ma parlare di portuali, di lavoro e salari a rischio, di flotte globali, infrastrutture e centralità dell’economia marittima è evidentemente troppo impegnativo e devastante per un Pd che non sa più scegliere dove stare e con chi.

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Commenti inseriti: 199 — pagina 1 di 8

Spedito da: Milano Pubblicato il: 17 ottobre 2013 alle 07:48

Enrico Vigo

Preoccupato per lo stato di avanzamento dei lavori della strada a mare a Cornigliano (gli errori progettuali, ammesso che siano tali, legati all'interferenza ferroviaria fanno parte del folklore locale) e per l' assordante silenzio relativo al restyling stradale di S.Benigno e Lung. Canepa che non parte mai.
Gli interventi del Presidente Merlo qui su Pilotina, puntuali e condivisibili, tuttavia cercano sempre di evitare fastidiosi impantanamenti con il "non-fare" oramai dilagante, il silenzio e l'inerzia delle pubbliche amministrazioni competenti, mentre servirebbe una azione pesante di sollecito del fare. L'Assessore Bernini è stato per caso rapito da altri interessi che non siano le infrastrutture cittadine? Il 2013 volge all'infausto termine, e siamo qui a vomitarci in faccia ogni giorno le stesse cose, l'unica novità di rilievo l'invenzione governativa della nuova tassa TRIS(T)E, anche il nome onomatopeico hanno saputo scegliere con cura per infierire nella carne del contribuente.

Spedito da: ge porto e dintorni Pubblicato il: 16 ottobre 2013 alle 09:12

magolino

Carissimo Giorgio,
tutti questi tuoi allievi "peripatetici" possibile ke sempre debbono esternare la loro saccenza elaborarla ripresentarla come si suol dire rimetterla sul piatto però senza mai addivenire alla soluzione? Capisco ke gli uomini sono eguali nelle emozioni ma diversi nella facoltà dell'intelletto ma diamine...insegna loro ke non si può perennemente dire dire e dire...necessita oggi + ke mai fare fare e fare
Forse non si rendono conto ke il continuo mugugnare non serve a nulla. Sarebbe cosa buona e giusta e fonte di saggezza ke questi "peripatetici" della parola questi amanti dei "ludi cartacei" finalmente ci facessero grazia proponendoci una possibile tangibile soluzione a qualcuno dei problemi in negativo ke GE "detiene" In primis ricercare una fonte di reddito ke non sia il solito porto!
Avanti quindi...palesatevi ordunque "peripartetici" o Vi chedo troppo? Certo fink'è c'è vita....Mah!.. Ed allora, ai posteri l'ardua sentenza...si dice così o no?
Ke Linse

Spedito da: genova Pubblicato il: 15 ottobre 2013 alle 23:12

Roberto

Donare i soldi di senatore a vita, Piero? Sarebbe un bel gesto, nobile, risarcitorio. Io mi accontenterei che con quei soldi regalati a babbo morto il signor Piano istituisse una borsa di studio per aiutare qualche giovane genovese a crescere, apprendere, affermarsi e non scappare. Penso che resteremo delusi. Come quei miei tanti coetanei disperati che bussano porta dopo porta sbattendo contro i no anche se hanno idee, energie e qualità da vendere. A Genova non c'è più posto. A Genova ogni giorni si continuano a bruciare lavoro, stipendi, aziende, eccellenze, cervelli. Senza giovani non c'è futuro! La colpa maggiore della politica di questi decenni è di aver distrutto la colonna portante della città! Avete qualche idea su chi possa tirarci fuori da questa palude?

Spedito da: UK Pubblicato il: 15 ottobre 2013 alle 20:45

Piero

Caro fdp, io mi sono sempre chiesto ma non sono mai riuscito a saperlo quanto Piano abbia guadagnato per progettare il porto antico. Ho sempre sperato che da ricco genovese quale e' lo abbia fatto gratis, ma non credo sia cosi', c'e' qualcuno fra loro Signori che puo' gentilmente farmelo sapere? Erano soldi pubblici! E mi dispiace abbia accettato la carica di senatore a vita con vitalizio di credo 400.000E. Due volte al mese passo sotto la sua torre a Londra e questo mi rende orgoglioso come genovese, pero' non potrebbe donare quei soldi visto che sono nostri a genovesi piu' bisognosi?

Spedito da: UK Pubblicato il: 15 ottobre 2013 alle 05:52

Piero

A riguardo di Brunetta e Fazio. Che meraviglia questa sinistra post-comunista fatta di miliardari, e la cosa piu' deprimente gli applausi dei presunti spettatori. Miliardari senza arte ne parte,con ottima dialettica per avere sempre ragione. La Rai,azienda pubblica,dovrebbe sottostare ai tagli che sembrano essere destinati,alla sanità e non solo.Ma forse per alcuni e' meglio tifare Fazio and & e non gridare invece allo scandalo per chi deve aspettare un anno per farsi una tac per non morire. Gente ma quand'è che diremo basta a tutto questo! E' veramente idiota scannarci tra noi, il problema è di tutti, sembriamo proprio i capponi di Renzo. Che schifo! Un paese meraviglioso al collasso,con milioni di disoccupati, con aziende,fabbriche ed esercizi commerciali che chiudono ogni giorno, i lacchè della sinistra comunista e non solo che si spacciano per i guaritori di tutti i mali guadagnano annualmente quello che servirebbe, nello stesso periodo, a milioni di cittadini per sopravvivere a questa crisi!

Spedito da: toscana Pubblicato il: 15 ottobre 2013 alle 03:13

fdp

gentile piero, ti fornisco un altro buon motivo per accumulare un po' di sana incazz... e devo dire che il timoniere aveva/ha ragione, forse vede più lungo o forse ne ha viste troppe! mi riferisco a renzo piano, architetto che carozzi vorrebbe bandito dal porto ad libitum. ho sentito e visto qualche ora fa la registrazione della comparsata fatta da fazio del neo senatore a vita, l'intervista in ginocchio fatta dal predetto all'architetto e sono rimasto allibito, sgomento, interdetto. Senatore a vita, ma de che??? "Ho scoperto che l'incarico e l'impegno sono a vita... beh, vedrò di organizzarmi per venire qualche volta da new york a roma.. ecc. ecc.". Dopo Monti, Napolitano doveva combinarci anche questa. Senza pudore!
Carozzi timoniere: preservati!

Spedito da: UK Pubblicato il: 14 ottobre 2013 alle 02:42

Piero

Ma basta con questa storia del ventennio, mai nessuno che si lamenti della tessera nr1del PD e di tutti i carrozzoni maleodoranti di quel partito o dei sindacati che hanno bloccato qualsiasi modernizzazione di questo paese. Ma quando verra' il giorno in cui vedrò protestare, senza bandiere, perché la vera protesta non ha colore, quando verra' il giorno in cui vedrò protestare per mancanza di potere di acquisto, per la grande abbuffata dei potenti, per il taglio dei privilegi, per il taglio delle tasse, per il taglio dei contributi ai partiti, per le speculazioni fatte alle spalle degli onesti cittadini, per i pensionati, contro le auto blu, contro il degrado, contro le pensioni d'oro e baby,per le madri con figli sbattute fuori di casa, per le vedove con pensione da fame; solo allora si potrà dire che l'italiano è ITALIANO.
Un affettuoso saluto invece a coloro che fanno volontariato in silenzio e a tutti quelli che ogni giorni vanno a lavorare sobbarcandosi il peso di tutti gli altri parassiti

Spedito da: Milano Pubblicato il: 13 ottobre 2013 alle 18:37

Enrico Vigo

Caro Giorgio, la sicurezza è una brutta bestia, ovunque occorre cambiare cultura a tutti i livelli, dal singolo a chi ha responsabilità collettive piccole o grandi. Intanto come ineludibile preambolo occorre passare dallo stato-mamma al concetto indispensabile e primario di autoprotezione. Chi ha responsabilità collettive (Presidi, Direttori, Rettori, Docenti), nella scuola (laureati) dovrebbe avere oltre al buon senso comune i rudimenti innati del comportamento socialmente sicuro. Dotarsi e applicare regole di sicurezza non è un optional, lo prevede la legge.
Forse Cristo sì è fermato ad Eboli senza passare mai da Genova. La tragedia del 2011: mi pare che la cultura della sicurezza sociale a questa latitudine disgraziata sia ancora ai primordi, ho ascoltato i dialoghi pubblicati da IL SECOLO XIX seguendo il tuo consiglio, fanno accapponare la pelle. Ma anche i genitori, che diamine!, pare di aver a che fare con una massa di baluba, ma vogliamo davvero scherzare? E le istituzioni ...

Spedito da: GENOVA Pubblicato il: 13 ottobre 2013 alle 10:14

giorgio.carozzi

Oltre i confini poetici, caro Vigo, aggiungo a scanso di equivoci che se ti vai ad ascoltare sul sito del Secolo gli audio dei vigili e dei genitori precedenti la tragedia immane dell'alluvione, avresti e avremmo già più di una buona ragione per imbracciare il mitra e fare un po' di giustizia. Nel solco delle raccomandazioni di Magolino, ovvio...

Spedito da: GENOVA Pubblicato il: 13 ottobre 2013 alle 09:49

giorgio.carozzi

Bravo Vigo, ti proporrei come editorialista del SecoloXIX...
Come ricompensa ti regalo questi versi, potremmo inaugurare una nuova rubrica domenicale...
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Inutilmente speri
qui ti appare
la città della luce
se balena il mare
in fondo alle sue strade…
e gli angoli
frammentano un tempo
incerto e lieve
che ti sorprese
e sorpassò
Qui sfolgora
la memoria più buia
la confidente compagnia perduta
qui mormora
nel suono della pioggia...
(il seguito alla prossima puntata)
…..

Spedito da: Milano Pubblicato il: 13 ottobre 2013 alle 06:30

Enrico Vigo

Scivolando silenzioso il 2013 si avvia ad essere l'anno dello stallo, già consumati i 19/24 dell'anno senza nessun nuovo cantiere aperto in Genova tra quelli finanziati, ... e le colpe sono sempre degli altri ..., che credibilità ha la politica se non riesce a riformare se stessa e lascia che la burocrazia regni indisturbata insieme a quelli che si oppongono a tutto?
Parliamo di porto e regole nel deserto dei Tartari, mentre il palcoscenico è dominato dagli interessi di una sola persona con ancora troppi fans. Siamo inchiodati a far nulla mentre la stretta creditizia uccide quei pochi imprenditori che rischiano, siamo strafogati di tasse con politici che cincischiano e raccontano balle ed intanto proseguono imperterriti a tartassare ancora di più, vilmente e prepotentemente.
Che passi presto questo anno orribile e che si porti via la ventennale spazzatura che ha umiliato l'Italia, con gli ultimi giapponesi nella giungla, imperterriti, arroganti e sfacciati a violentare il buon senso.

Spedito da: genoa Pubblicato il: 12 ottobre 2013 alle 09:44

giorgio.carozzi

Consentimi la battutaccia, caro Michael, in quanto precursore degli eretici politicamente scorretti: vorrei anch’io un prepotente ritorno alle quote (red and) blue!!! Ti sottoscrivo dalla prima all’ultima parola! Quanto a Perazzi e a Piero, penso anch’io che la pensino allo stesso modo, sono fatti della stessa pasta (fortunatamente)…
ps-e bravo magolino, che ce le canti anche in rima!

Spedito da: ge porto e dintorni Pubblicato il: 12 ottobre 2013 alle 09:39

magolino

Carissimo Giorgio, mi sembri tu quel filosofo ke contorniato da una banda di Peripatetici li invogliava - nel "ciondolinare" su e giù di là e di quà filosofeggiando sul Ki sul Xkè e sul Xkome di un qualcosa e mai addivenendo ad un qualcosa se non quello di nuovamente rifilosofeggiare sul qualcosa che avevano poco prima filosofato - ad essere kiari nell esporre la loro filosofia alfine di renderla umanamente tangibile.
Caro Giorgio, GE non potrà mai urlare il suo eterno Gaudeamus di Ifigonia memoria ke concludeva con il..bacco tabacco e venere benignamente vi sorridano in eterno! Possibile mi kiedo e ti kiedo che fra tutti i Peripatetici ke "deambulano"in questa strada non ce ne sia uno dico uno ke presenti - senza filofeggiare in politikese- un qualcosa di tangibilmente futuribile x GE ma ke non sia sempre ed unicamente il Porto visto l'aria ke tira? Kiudo non senza prima...i miei c...ni lucenti, senza badare al puzzo, sembrano ora x volume uovo di uno struzzo... E così sia
Ke Linse

Spedito da: Strevi (AL) Pubblicato il: 11 ottobre 2013 alle 18:39

Tomaso Perazzi

Caro Piero,
probabilmente la pensiamo nello stesso modo. Ma generalizzare è, a mio avviso, un errore da evitare. Vedi, io ho fatto il sindaco (appartenendo quindi al livello più infimo della casta ?) senza interessi personali se non quello dell'ambizione di bene operare per il mio piccolo paese. Conosco quindi il senso di impotenza e frustrazione che ti assale quando non riesci a risolvere problemi dolorosi come quello dello sfratto a cui alludi. Mia moglie, insegnante, che non stava a casa nemmeno dopo un serio intervento chirurgico al seno perchè " gli alunni avrebbero subito ritardi con il programma", a nove mesi dalla pensione si è "beccata " altri cinque anni dalla Fornero. Esempi questi da estendere, credimi, a molti altri amministratori pubblici ed insegnanti di mia conoscenza. Aggiungo, senza polemica, che nel tuo cahier di doleances mancano le responsabilità attribuibili agli imprenditori "furbetti", agli evasori ( Berlusconi docet) e all'alta finanza. Come mai ?

Spedito da: Genova Pubblicato il: 11 ottobre 2013 alle 16:08

Michelangelo Trombetta

L'ultima statistica OCSE sul livello di competenza linguistica e matematica degli italiani ha dimostrato, se ce ne fosse stato ancora bisogno, che siamo, ribadisco siamo, un popolo di beati ignoranti. Questo popolo abbaia senza mordere contro l'uno per cento di persone appena sopra la media che, mi piange il cuore nel dirlo, giustamente li sfruttano e li pigliano per i fondelli.
C'è rimedio? Sì. Come? Rifondare la scuola. Come? Professori molto meglio pagati fin dalle elementari ma devono avere le palle; le famiglie se ne stanno buone al loro posto; gli studenti si mettono in testa che non esiste diritto allo studio che non si accompagni al dovere di studiare perché lo Stato non può mantenere, oltre un certo livello obbligatorio, giovani cui non gliene importa nulla di istruirsi.
Ultimo punto: la scuola ormai è tutta rosa; bisogna porre il problema delle quote blu perché la presenza di sole donne influenza lo sviluppo educativo dei ragazzi (siano maschi o femmine).
Viva l'eresia!

Spedito da: ITALIA Pubblicato il: 11 ottobre 2013 alle 12:58

GERRY

E giacche' siamo un paese miserabile, vogliamo iniziare a rivedere un po' tutto e tutti? Per quanto mi riguarda, reputo estremamente grave che un presidente di un porto si ciuccia una retibuzione di 400mila euro annui. Non importa se lordi o netti. Noi abbiamo arricchito un numero imprecisato di questa gente che oltre ad accumulare soldi a palate, si sono portati anche un bel vitalizio. Mi viene in mente Nerli: mi aspettavo che con gli euro accumulati nella sua carriera di sindacalista, di politico, di presidente portuale eppoi della stessa Associazione delle Autorità portuali, investisse in qualche attivita' imprenditoriale, tanto per rimettere in giro una piccola parte dei soldi incassati dai poveri italiani. Niente.
Per ritornare all'inizio della mia protesta Vi chiedo: vogliamo ridimensionare questi cacciatori di poltrone ? ma perche' 8 mila euro al mese fanno schifo?

Spedito da: UK Pubblicato il: 11 ottobre 2013 alle 00:01

Piero

Caro Sig.Tomaso P.
Io penso che ci hanno marciato tutti anche il popolo, chi ha potuto si e' fregato a scapito dei veri LAVORATORI, beby pensioni, periodi di malattia fasulla, scarso impegno sul lavoro quando garantito, vantaggi tipo ''amianto''a persone che non ne avevano il diritto ,assunzioni e protezione sindacale di nullafacenti, stipendifici vari vedi Alitalia,porti,ferrovie,Tirrenia, etc,etc. Tutti questi lavoratori sono comunque colpevoli di aver supportato con il voto le varie schifose caste che gli hanno garantito vitalizi da miseria e protezioni assurde.
Che sia colpa di questi sindacati e dei loro interessi solo corporativi e menefreghisti verso chi ha veramente bisogno?Notizia assurda, oggi sul Secolo mamma e bimbo 4 anni sfrattati perche' occupavano un alloggio abusivamente. La legge forte con i deboli e deboli con i forti. L'Italia e lo dico con dolore e' diventato un paese miserabile anche per colpa dei privilegiati sopra menzionati che hanno rubato le risorse per la povera gente

Spedito da: italia Pubblicato il: 10 ottobre 2013 alle 17:53

gerry

LEGGO SUL XIX

Roma - «Sciopero di 24 ore di tutte le attività dei porti venerdì 8 novembre». Lo annunciano unitariamente Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti spiegando che «nella trattativa per il rinnovo del contratto si registra il mantenimento di marcate distanze tra le parti». Secondo le organizzazioni sindacali di categoria «questo stato di difficoltà della trattativa è aggravato dal contesto complessivo in cui versa la portualità».

Non ho ancora capito se gli scioperi si fanno per difendere i diritti dei lavoratori o il potere (perso, grazie a Dio) dei sindacati. Stiamo navigando non controcorrente ma contro il tempo...

Spedito da: Strevi (AL) Pubblicato il: 10 ottobre 2013 alle 12:23

Tomaso Perazzi

Concordo con Piero sulla necessità di una "lotta" contro le varie caste che dissanguano il nostro paese. Ma di qui ad inserire fra i privilegiati anche operai e pubblici dipendenti c'è di mezzo il mare. Sarebbe come mettere sullo stesso piano pensioni decorose (con contributi regolarmente pagati ) con quelle spropositate e non avvallate da relativi versamenti. Si parla di importanza della scuola nel formare il futuro del paese e poi si "scivola" sui presunti privilegi di chi ha uno stipendio al di sotto della media europea.
Concordo anche sulla importanza che riveste l'imprenditoria per l'economia del paese che va incentivata e non vessata. Mi chiedo però come possa l'imprenditore espletare egregiamente il proprio lavoro se a monte non ci fosse la scuola che ha formato l'ingegnere che gli ha progettato i macchinari o il geometra o l'architetto che gli hanno fornito le proprie competenze per costruire il capannone ?

Spedito da: Genova Pubblicato il: 10 ottobre 2013 alle 10:02

Luigi Merlo

Ritengo giusto intervenire per precisare alcuni aspetti legati al tema cono aereo e VTE.
Della questione, come i responsabili del terminal ben sanno, ce ne stiamo occupando concretamente ormai da diversi mesi. C'e un lavoro congiunto insieme ad ENAV ed ENAC per poter dare una risposta favorevole alle richieste del VTE rispetto alla maggiore altezza delle nuove gru.
L'approfondimento tecnico richiede uno studio molto dettagliato che sarà completato nei prossimi due mesi. Infatti, se si interviene in un'area si generano effetti e conseguenze in un'altra, ad esempio bisogna affrontare contestualmente il tema delle altezze delle gru del nuovo terminal a BETTOLO con quelle di Voltri.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 10 ottobre 2013 alle 10:00

Luigi Merlo

2)
Che il lavoro sia positivo lo dimostra il fatto che alcune settimane fa abbiamo potuto sperimentare positivamente l'uscita delle navi dalla imboccatura di ponente, dimostrando che era una stupidata quella che sostenevano alcuni, ossia che il problema erano i fondali che invece avevamo dragato.
La presenza dell' Aeroporto e' sicuramente un vincolo pesantissimo, ma oggi insuperabile se non con il lavoro complesso che stiamo facendo. Sono convinto che presto avremo notizie positive per l'investimento VTE, mi spiace solo che si continuino a fare inutili allarmismi invece di lavorare tutti per il medesimo obbiettivo.
Saluti e a presto.
Luigi Merlo

Spedito da: UK Pubblicato il: 10 ottobre 2013 alle 06:38

Piero

Gentile Breus. Le intenzioni della rivoluzione francese come lei sa erano quelle di fare fuori una classe parassita che dissanguava chi produceva beni e ricchezza, trascinando tutto il popolo alla fame. Non ci troviamo adesso in una situazione del genere? Io credo di si. Ha sentito per caso parlare nonostante la grave situazione economica di tagli a vergognosi privilegi di qualche casta?
La distruzione sistematica della ricchezza e' un fatto ormai genetico dell'apparato burocratico e politico. Dall'amato presidente in giu' vivono come la nobilta' francese del '700. A me piacerebbe invece vivere in un paese dove tutti hanno gli stessi diritti e sopratutto gli stessi doveri. Temo che nel nostro paese siano ancora troppi coloro che pensano che il lavoro lo debba creare lo stato e solo lo stato, e che l'imprenditore e' un usurpatore, la proprietà privata un furto e la libera iniziativa un crimine. Questo ci frega nonostante la straordinaria capacità ed intelligenza di tanti Italiani

Spedito da: Ronco Scrivia Pubblicato il: 09 ottobre 2013 alle 18:11

Breus

Caro Piero,
la domanda è d'obbligo: ma perchè non hai fatto l'insegnante oppure l'operaio super garantito se queste categorie risultano essere, per te, così privilegiate ?
Scomodi addirittura la rivoluzione francese ... ma dai. ( Senza consultare Wikipedia mi risulta che la rivoluzione francese fosse rivolta verso categorie, diciamo così, un pò più ricche ). Mi fai venire in mente i versi di una canzone di De Andrè: "sparagli Piero, sparagli adesso ..."

Spedito da: GENOVA Pubblicato il: 09 ottobre 2013 alle 11:19

giorgio.carozzi

Alessandro Marenco introduce una riflessione che merita certamente di essere approfondita nella nuova puntata. All'amico Piero faccio notare che c'è anche di peggio e che le sue osservazioni sono azzeccatissime e rappresentano il cuore dei problemi. In passato certi atteggiamenti collettivi e sociali non sarebbero stati né concepibili né comunque tollerati. Perché esisteva, al di là dell'ideologia politica, il culto del bene comune. Per questo, ogni tanto, cerco di scrollare un po' dal loro torpore i compagni di San Benigno...


Spedito da: UK Pubblicato il: 08 ottobre 2013 alle 23:29

Piero

Oggi notizie dal Secolo on line:Mercatino abusivo nel metro', investimento al VTE non ho piu' notizie,12 milioni buttati a Sampierdarena, lo skatepark di Punta Vagno distrutto. Povera Genova. Sino a non moltissimi anni fa, lo zoccolo duro dell’elettorato comunista, era costituito dalla classe operaia produttiiva, adesso chi vota a sinistra sta quasi sempre allocato nella classe super garantita: dipendenti pubblici (insegnanti in particolare), parassiti di stato ed operai abituati a vivere nel rispetto della massima “tutti i diritti nessun dovere”!
Per chi detiene il vero potere in Italia è più importante salvare uno stipendio pubblico o garantire il posto ad uno pseudo manager che non far scappare all’estero 4 buone imprese e farne fallire altre otto con relativi disoccupati e pugnalata all’indotto. Fa meno rumore chiudere 40.000 ditte come e' successo nell'ultimo anno che licenziare 10 statali.
Forse dovremmo usare posizioni simili a quelle che il popolo decise nel 1789 in Francia?



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