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La legge di Monti: piccoli sceriffi crescono nel Far West dei porti

Far West natalizio sulle banchine italiane – un campo di rovine sotto scacco degli eserciti politici di occupazione – e soprattutto in Assoporti, l’inutile aggregazione che per difendere interessi particolari smonta quotidianamente qualsiasi tentativo di riforma. Ammiragli che vanno e vengono… L’inquisito Dassatti, ex presidente e commissario a Napoli, spazzato via da Felicio Angrisano, che dopo aver fallito la scalata all’Authority di Savona veleggia trionfante sotto il Vesuvio. Cloroformizzata in Senato la legge di riforma dei porti, i restauratori trasversali marcano a vista il ministro Lupi, per escludere sul nascere ogni garanzia di innovazione. De Luca, sindaco renziano di Salerno e vice ministro senza deleghe, non molla la postazione. Presidenti post comunisti come Gallanti e Forcieri si prendono a cazzotti al Tar. Incarnazione dell’immobilismo e della sudditanza al Tesoro, i super burocrati del ministero dei Trasporti sono impegnati solo a salvarsi dagli accorpamenti e dalla scure della spending review. E un’aspirante classe dirigente cavalca l’onda neo democristiana, sgomita e aspira.

Ma l’oscar dell’arrogante genialità lo stravince ancora Pasqualino Monti, leader di Assoporti e presidente dell’Authority di Civitavecchia, ente in cui appena trentenne inizia la sua sfolgorante carriera blindata dal centrodestra, sdoppiandosi tra l’incarico di direttore amministrativo e il ruolo di assessore al Bilancio dell’allora sindaco Moscherini. A forza di giostrare tra una poltrona e l’altra, Monti oggi è il simbolo del potere che straccia disinvoltamente norme, regolamenti e buon senso. Celebrato mesi fa dal Corriere della Sera come esempio di efficienza e di buon governo, il capo di Assoporti si è preso talmente sul serio da lanciare un forte segnale di innovazione. Assumendo all’Autorità portuale di Civitavecchia 24 nuovi dipendenti a chiamata diretta, cioè senza concorsi o selezioni. Oltre al fratello di Monti, assunto in Port Utility (società di cui l’Authority detiene il 30%), nell’ente di Civitavecchia ha una postazione anche la cognata del presidente, che per conto di una società esterna si occupa di promozione. Ievolella, segretario generale di Monti, ha fatto lavorare per un po’ una figlia come collaboratrice a contratto e poi ne ha sistemata un’altra in Port Mobility (ennesima società partecipata). Tra i nuovi dirigenti assunti, pare si contino pure ex funzionari del ministero (controllore) dei Trasporti.

Quelle assunzioni hanno fatto parecchio discutere. Al punto che una battagliera deputata del Pd romano, Marietta Tidei, ha presentato una lunga e documentata interrogazione al ministro dei Trasporti, chiedendo conto a Lupi del comportamento del presidente Monti. Hanno firmato altri 35 parlamentari dello stesso partito, nessuno genovese e ligure. Il che rientra nella normalità. “A nostro avviso le assunzioni sono illegittime e in contrasto con le indicazioni del ministero – spiega Marietta Tidei - Quando autorizzò l’allargamento della pianta organica dell’Authority di Civitavecchia, raccomandava a Monti di espletare procedure concorsuali ad evidenza pubblica per le assunzioni, anche a tempo determinato”. Procedure che gran parte delle Autorità portuali seguono fin troppo. Ma non la pensa così Pasqualino Monti. Alla parlamentare del Pd ha fatto rispondere sbrigativamente dal suo ufficio stampa in Assoporti: pur essendo Enti pubblici non economici, le Autorità portuali posso fare ciò che vogliono. Perché applicano il contratto di lavoro di diritto privato. Solerti funzionari del ministero stanno riflettendo molto seriamente su questa tesi. Indietro tutta: il porto è solo un quiz. Buon Natale!

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E se ci diranno,
che nei porti la gente,
o la pensa in un modo,
o non vale niente….


Giochiamo d’anticipo. E’ lecito attendersi una risposta tecnicamente stizzita e politicamente inadeguata. E’ quasi certo che gli indaffarati burocrati del ministero suggeriranno a Lupi di replicare all’interrogazione della deputata Tidei appellandosi alla inoppugnabilità di un accordo sindacale interno che scavalca norme e codicilli. Verissimo. Al punto che si spalanca una prateria davanti a noi… Oltre all’inciucio e all’impalpabilità riformista, qual è oggi il ruolo, il protagonismo sindacale sui moli italiani? Quali le strategie, la politica, i progetti innovativi a favore del lavoro? Se qualche volta il sindacato si fosse schierato e non avesse sprecato un mare di possibilità, la storia della sinistra sarebbe stata diversa e forse oggi non scriveremmo di tante idiozie. La riflessione va allargata al neo segretario del Pd, Matteo Renzi e alla governatrice Debora Serracchiani, responsabile dei porti, dello shipping e delle infrastrutture. Percepiscono di essere il nuovo che avanza? Allora si guardino un po’ intorno, annusino l’aria che tira, si sporchino le mani. Sui porti e le infrastrutture, il loro partito non ne azzecca una da anni, appesantito da un apparato vecchio e inefficiente, inadeguato, compromesso se non connivente e indeciso a tutto. Sul territorio e non solo in Liguria, la classe dirigente e militante (compresi i neo rampanti) del Pd dispone di incredibili capacità mimetiche. Occupa centri di potere reale, banche, società pubbliche e private. Condiziona e frena. Quello che proponiamo sarà pure un minuscolo passaggio politico. Ma il binomio Renzi-Serracchiani rischia di perdere la faccia per non avercela voluta mettere.

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Commenti inseriti: 108 — pagina 1 di 5

Spedito da: s.maria capua vetere Pubblicato il: 12 gennaio 2014 alle 14:14

errico Malatesta

Se questa gente non riesce a vedere la realtà e a scendere per la strada, preciso meglio il mio post precedente e invito a leggere: "Che cosa ha fatto Draghi per la crescita?" ha chiesto Roberto Ciccarelli del Manifesto a Luciano Gallino sul Manifesto del 31 dicembre scorso: Risposta: "Ha prestato mille miliardi alle banche senza porre condizioni. Si è reso ridicolo quando ha ammesso di non avere la minima idea di cosa ne abbiano fatte le banche." E si parla di aiuti di stato?
Ancora, da leggere oggi Quadrio Curzio sul Sole 24 ore: "A novembre 2013 il tasso di disoccupazione per la classe di età tra i 15 e 24 anni ha raggiunto in italia il 41,7 % rispetto a una media dell'Eurozona del24,3%"... ma di cosa stiamo parlando?

Errico Malatesta

Spedito da: santa maria capua vetere Pubblicato il: 12 gennaio 2014 alle 10:56

errico malatesta

lasciateli parlare di aiuti di stato: ci dovranno spiegare i mille miliardi di euro pompati dall'europa alle banche private di tutto il continente all'un per cento di tasso di interesse mentre a noi fanno pagare non so quante volte tanto...

Errico Malatesta

Spedito da: genova Pubblicato il: 12 gennaio 2014 alle 10:45

ugo pacci

non so se verranno i black bloc (e a spaccare che cosa, se di negozi.... non ce ne sono quasi più?). Certo se parlano di aiuti di stato al lavoro portuale sono indietro non di cinque anni ma di ben di più. Vedranno alle prossime elezioni europeee cosa succederà di questa politica e di questi slogan, perchè di questo si tratta. E' tutto fumo negli occhi.

Ugo Pacci

Spedito da: italia Pubblicato il: 12 gennaio 2014 alle 09:40

long john silver

ho letto il commento di rossi sulla compagnia unica. tirare fuori questi argomenti vuol dire non capire quello che è successo da cinque anni ad oggi e parlare di un modello economico che è stato travolto dalla crisi.
La gente che lavora ha bisogno di sostegno e basta. Continuate a ragionare così, se ci tenete: ma poi non lamentatevi se vedete i black bloc spaccare le vetrine dei negozi.
long john silver

Spedito da: Milano Pubblicato il: 12 gennaio 2014 alle 08:23

Enrico Vigo

Non ho dubbi che il piano legislativo meriti massima attenzione, i porti devono imboccare una stagione nuova ed occorre eliminare impedimenti e zavorre burocratiche e creare un nuovo indispensabile assetto delle Autorità Portuali. Ma in questo contesto di crisi economica violenta e perdurante solo una ripresa dei lavori pubblici su larga scala potrà dare ossigeno all'economia, Genova potrebbe fare molto, ma qui si preferisce aspettare il Babbo Natale che non arriva mai.
Anziché preparare ridicole campagne elettorali i politici locali-barzelletta d'ogni ordine grado e colore, dovrebbero essere invogliati da un briciolo di onestà intellettuale ed amor proprio a spingere perché aprano i cantieri finanziati (talvolta osteggiati), bloccati da una burocrazia bizantina scientifica. Smuovere l'economia è il primo risultato, il secondo è quello di attrezzarsi per il futuro.
Sento straparlare a Genova di ricadute di EXPO-2015 a Milano, e trattengo a stento una fragorosa risata, non si perde mai occasione di dire e ascoltare belinate. Si pensasse a smuovere cantieri e a prendere decisioni concrete senza quella colpevole negligenza e faccia tosta che condisce al veleno la socialità genovese. Poi ci si meraviglia se a Genova Piaggio-Aero praticamente chiude, nessuno spazio a Genova Sestri, problemi insormontabili con la messa in sicurezza del Chiaravagna mentre l'ILVA si permette un rapporto addetti reali in forza per ettaro addirittura scandalosi, con la compiacenza delle istituzioni (Accordo di Programma disatteso). Nuovo stabilimento ad Albenga, dove c'è un aeroporto, c'era da aspettarselo che a Genova sarebbe successo l'irreparabile. Ma lo facciamo funzionare sto benedetto cervello o vogliamo continuare a far perdurare sciaguratezze? Agitare bandiere rosse al vento oggi serve solo a dare doping agli operai che si vedono sfumare il lavoro, quando si doveva pensare a qualcosa di meglio per loro, a creare un contesto più favorevole allo sviluppo delle imprese, dove eravate politici ed amministratori?

Spedito da: Roma Pubblicato il: 11 gennaio 2014 alle 11:39

STEFANO QUARANTA

Occorre sbloccare una volta per tutte lo stallo che avvolge le buone
intenzioni mai concretizzate di riforma della portualità e del sistema
infrastrutturale collegato.
Ho proposto una riunione congiunta pubblica delle Commissioni di Camera e
Senato con il ministro Lupi per almeno tre ragioni:
-fin dall'inizio del percorso di questo governo, Lupi ha sostenuto quanto fosse
prioritaria la riforma della portualità, l'ha detto in diverse occasioni
pubbliche tra cui l'audizione in Commissione in cui presentò il programma del
suo ministero, tanto da ipotizzare su poche materie circoscritte e condivise un
intervento urgente per decreto... nulla di rilevante però al momento si è
concretizzato, nonostante un'apertura di credito ed una sfida ad entrare nel
merito da parte anche delle opposizioni e di Sel in particolare.
-la riforma della 84/94 langue al Senato e si sa che esistono opinioni diverse
sull'opportunità di continuare l'iter della legge o di rivederla profondamente;
differenze di valutazioni che sono trasversali ed interne alle stesse forze
politiche mentre la comunità portuale chiede in larga maggioranza un
ripensamento radicale anche nel quadro dei mutamenti operati o annunciati in
ambito europeo.
-la Camera ha recentemente approvato a larga maggioranza e con il concorso di
tutti i gruppi una legge sugli interporti e le piattaforme logistiche
territoriali; nella legge di stabilità si sono inseriti provvedimenti che
riguardano, anche qui con il concorso di molte forze politiche, il lavoro
portuale. Non è mia intenzione "scippare" la legge di riforma della portualità
al Senato ma in più occasioni è emersa la necessità di coordinare le iniziative
dei due rami del Parlamento in un disegno coerente.
E dunque quale migliore occasione per affrontare pubblicamente il tema e
mettendo insieme tutti i soggetti, con l'intento di capire innanzi tutto le
intenzioni del Governo su merito, metodo e tempi e di conseguenza ragionare
anche su ciò che può fare il Parlamento in una legislatura che probabilmente
finirà prima della scadenza naturale.
Non possiamo più aspettare, occorre valorizzare fino in fondo le potenzialità
di un mondo che da tempo chiede certezze.

Stefano Quaranta, deputato Sel

Spedito da: milano Pubblicato il: 10 gennaio 2014 alle 09:42

Bartolomeo Giachino

Vorrei ribadire che mi interessa molto la richiesta della FIOM al governo per un Piano straordinario dei trasporti e della mobilita'.
Ho appena inviato a Maurizio Landini una copia del mio libro e del Piano nazionale della logistica 2012-2020 perche' trovera' elencate le inefficienze del nostro sistema logistico nazionale che ci costano 40 miliardi l'anno di mancato sviluppo. Nel Piano vi sono le proposte per una nuova mobilita' delle merci in ambito urbano che se adottate possono portate al rinnovo del parco circolante del nostro Paese, il piu' numeroso ma anche il piu' vecchio e inquinante d'Europa.
Nel Piano si trovano le misure concordate con gli operatori trasportistici e logistici del nostro Paese attraverso le quali si puo' tagliare l'inefficienza logistica di dieci punti l'anno con un risparmio di 4 miliardi (0,3 punti di pil tanto quanto crescera' il nostro Paese nel 2014 secondo S&P).
La maggiore efficienza logistica, nella attesa della realizzazione delle infrastrutture strategiche come la Tav, il Terzo Valico e la nuova diga al porto di Genova , favorira' un maggiore afflusso di merci dirette verso l'Europa attraverso il nostro Paese e questo ci dara' maggiori entrate fiscali e una crescita della attivita' logistica, che voglio ricordare e' un settore labour intensive. In Germania la politica dei trasporti e della logistica ha consentito di riconvertire 600.000 lavoratori della Ruhr in addetti alla logistica.
Sempre la Germania che ha adottato la stessa filosofia del piano della logistica oltre 10 anni fa, oggi dispone di un sistema logistico efficiente che occupa oltre 2 milioni e mezzo di persone.
Nel nostro Paese la logistica, frenata da tempi lunghi dei controlli doganali e dalla scarsita di infrastrutture, occupa appena 1 milione di persone.
Molti ritardi dipendono pero' dai veti alla costruzione di infrastrutture strategiche come la Tav, il Terzo valico, la Gronda autostradale a Genova, la nuova diga per l'ampliamento del porto di Genova etc.cui anche la Fiom aveva partecipato negli anno scorsi. Un atteggiamento diverso della Fiom su queste cose rappresenterebbe una bella svolta per la politica e una speranza ai giovani e ai disoccupati.

Spedito da: Milano Pubblicato il: 10 gennaio 2014 alle 08:03

Enrico Vigo

A Cornigliano a fianco della strada a mare in costruzione è previsto l'allargamento della massicciata ferroviaria merci con un terzo binario, sono partiti i lavori? Mi sembra che qui occorra chiamare a raccoltra la Regione Liguria a fornire alla cittadinanza (elettrice) ragguagli in ordine allo stato di avanzamento e di salute anche dei cantieri vari aperti, dal nodo ferroviario di Genova a a tutti quei cantieri che oleosamente a fatica con ritardi vergognosi si muovono sul territorio ligure, mentre la Regione (non il Consiglio Regionale, i cittadini!) soffre le pene dell'inferno.
Passettino avanti per il tunnel della Fontanabuona, ma vedo più notizie da campagna elettorale che non informazione organica strutturata, seria, data con completezza e metodo a cadenze temporali precise, per relazionare gli elettori circa il fatto ed il non fatto, con linguaggio semplice e pulito.
Anche il 2014 sta iniziando a consumarsi come una candela, all'orizzonte nulla, ora più neanche i miraggi, ma presto i tamburi e gli squilli di tromba, dietro ad un Renzi "solo immagine" si accalcheranno sgomitando per il posto in prima fila a dare corpo al "nuovo" (ahahahahahaha), i convertiti in Gattopardo style, vomitando parole, parole, parole, per assicurarsi un posto di lavoro per altri 5 anni. Ma quel che vien da ridere è che una volta con la tanto vituperata partitocrazia seria erano i Partiti con i loro organi direttivi a nominare i candidati, ora invece i candidati si autonominano, ma chi da a loro il diritto di autonominarsi? Le fragili ed inadeguare strutture dei partiti oggi sono fatte solo di asserviti notai? Apportare correttivi e sfoltire, non c'è altra strada.

Spedito da: genova Pubblicato il: 09 gennaio 2014 alle 16:58

marco

Molto tempo fa ormai gli studi tecnici dell'A.p. avevano partorito gli 8 scenari per il nuovo p.r.p.. A parte il fatto che di lì a poco alcuni di essi sono stati sconfessati (es.:aeroporto delocalizzato) rendendo incomprensibile il motivo per il quale erano stati inseriti, mi sarei aspettato l'inizio di un dibattito serrato che avesse coinvolto istituzioni cittadine, compresi comitati vari, partiti, ecc.ed il mondo portuale, invece....?
Invece mi pare tutto come prima, in ordine sparso, ognuno a dire la sua che spesso è più comodo che doversi mettere in gioco in un confronto.
Eppure su questi argomenti su Pilotina se ne è ampiamente discusso avanzando talvolta vere e proprie proposte: sostegno alle Comunità, riserva di posti di lavoro ai residenti, compensazioni sul territorio da attuarsi con strumenti urbanistici a redistribuzione delle eccellenze (Università, ospedale del ponente,vera riqualificazione litorale,ecc.).
Invece il Porto di Prà sta sempre lì col suo degrado, i containers a Palmaro sono in quarta fila rendendo giustamente ridicolo l'accordo sui tre tiri e ad ogni mareggiata la passeggiata di Voltri perde gradini, gli scogli a protezione vagano sulla spiaggia e va già bene quando non salta la rete fognaria.
Non si potrebbe allora istituire una Commissione permanente di lavoro (ce ne sono così tante..) con rappresentanti delegati di tutte le parti in causa: A.p.,Circoscrizione, Uffici tecnici comunali,urban lab, Comitati,ecc. cui dare tempi e modi di individuare un'equo compromesso e seguirne gli sviluppi.
Per fare del brainstorming e trovare l'equo compromesso occorre accettare il rischio di giocare a carte scoperte e del contraddittorio, sarà forse questo che rende tale strada impercorribile?

Spedito da: Genova Pubblicato il: 09 gennaio 2014 alle 13:23

Michelangelo Trombetta

Mi trovo bene nei panni del ragioniere; avrei un'altra domanda da porre: in francia i treni merci usano linee di alta velocità?
Ora facciamo due conti: la linea terzo valico è sia merci che passeggeri; non essendoci un terzo binario di precedenza a me risulta che nella stessa fascia oraria non possono circolare entrambe le tipologie. Ritengo che la fascia oraria per i merci potrebbe essere 20-24 (dalle 24 alle 4 di solito si fa manutenzione della tratta). Dunque vi sono 4 ore disponibili. Do per acquisiti i 4 mil. di TEU e li divido per 300 giorni; ottengo 13.333 teu al giorno; li trasporto in treni monstre da 80 teu e ho 166 treni in 4 ore. A me i conti non tornano. Se faccio circolare treni tutti i giorni ho comunque 136 treni in 4 ore. Come la mettiamo?

Spedito da: Genova Pubblicato il: 09 gennaio 2014 alle 11:18

giorgio.carozzi

RISPOSTA AL RAGIONIERE...

Caro “ragionier” Trombetta,
i calcoli che tu proponi sono gli stessi che da anni ci allungano e restringono l’opera, così come accade per altri attributi che non posso citare per decenza. Un bazar levantino di numeri in libera uscita…
Il calcolo da fare è diverso e molto semplice. A causa dell’inadeguatezza della nostra rete ferroviaria, non c’è più un solo container in arrivo a Genova che valichi le Alpi, verso la Svizzera e la Germania. Quali potrebbero essere i volumi di traffico intercettabili? Quasi senza limite, da due a tre, quattro milioni di teu l’anno, se la porta sud fosse conveniente e affidabile. E quanti sono i container che sbarcano a nord che potremmo intercettare? Almeno mezzo milione di teu l’anno.
Questa è la realtà, non le sciocchezze sui milioni di teu dell’era Vincenzi. Ma con questa realtà il Terzo valico potrebbe subito essere a tappo, purché ovviamente funzioni tutto il resto. Certo che se per uscire da Voltri rimarrà un solo binario, anche il Terzo valico sarà assolutamente inutile.
A Vigo mi permetto invece di segnalare che non vedo traccia di ostilità a Vado nemmeno nel lungo ed esaustivo intervento di Paceco. Il problema è molto più complesso e legato agli equilibri produttivi di sistema rispetto alle esigenze di mercato, agli interventi scriteriati di amministratori inadeguati e ai tradimenti di altri amministratori che per i loro silenzi e l'ostilità allo sviluppo andrebbero cacciati oggi stesso.
Infine, marco: hai ragione, ma l'impenetrabilità del palazzo che cerchiamo di scalare e scardinare non può essere un alibi per i periodici fuochi pirotecnici dei vari comitati e delle forze pseudopolitiche più retrive, corporative e consociative. O no?

Spedito da: Roma Pubblicato il: 09 gennaio 2014 alle 10:26

BARTOLOMEO GIACHINO

Domani sarò alla Facoltà di Economia dell’Universita' Bicocca di Milano per discutere con gli studenti del Corso diretto dal prof. Ugo Arrigo il mio libro: "Logistica e trasporti motore di sviluppo per il cambio di passo del Paese". Se il Paese non cambia passo avremo molti anni di vacche magre.
Giovani , disoccupati , precari e pensionati sacrificati sull'altare di una stabilita' inconcludente.
I dati odierni ci dicono che il 41,6% dei giovani sotto i 24 anni non lavora e che nel nostro Paese vi sono 3 milioni di disoccupati.
Secondo le analisi piu' recenti. ai ritmi attuali il Paese recuperera' solo nel 2025 i livelli raggiunti nel 2007.
E' una prospettiva terrificante per i giovani in cerca di lavoro, per i precari e per i milioni di disoccupati.
Se non si tagliano i costi dell'energia, se non si riduce il cuneo fiscale, se non si intaccano le inefficienze logistiche del Paese, se non si riduce la pressione della burocrazia non riusciremo a crescere di quel tanto di cui abbiamo bisogno per creare nuovi posti di lavoro e per diminuire il peso e il costo del debito pubblico.
Sono d'accordo con la Fiom sulla importanza di un Piano straordinario dei trasporti e della mobilita'. Consiglio a Maurizio Landini come punto di partenza il piano della logistica 2012-2020 approvato dalla Consulta dei trasporti e della logistica di cui mi sono sempre occupato. Ma se il Piano vuol essere serio deve avere tra le sue priorita' la realizzazione della Tav e del Terzo Valico e la diga per il porto di Genova.

Spedito da: genova Pubblicato il: 09 gennaio 2014 alle 09:27

marco

"Se è vero che il porto c'è ed è la ricchezza di tutti".
Il porto è senz'altro ricchezza per chi ci lavora e per l'indotto ma è davvero per tutti?
Un (non il) problema è proprio lì: che l'assunto non è dimostrato ed anzi la sensazione diffusa peraltro riconosciuta negli stessi siti ufficiali ci dice che nei porti esistono realtà inccessibili arroccate nella difesa delle proprie storiche prerogative parentali e clientele (la vicenda di Civitavecchia è forse un caso isolato?). La pratica degli appalti pilotati si è conclusa? I criteri degli affidamenti delle Concessioni garantiscono la massima trasparenza e concorrenzialità?
Credo che ci sia ancora molta strada da fare prima di poter affermare che il porto è per tutti e questa, piaccia o no, è anche causa dell'ostracismo che incontra quando va ad impattare su comunità locali che ne colgono solo gli aspetti negativi.

Spedito da: Milano Pubblicato il: 09 gennaio 2014 alle 08:28

Enrico Vigo

Se continuiamo a riproporre la fotografia ingiallita in bianconero dell'oggi disastrato, e ci circondiamo di fantasmi agitandoli per bene, la paura della piattaforma Maersk di Vado Ligure ci assale come i lupi notturni che attorno alle 3 del mattino con l'insonnia che ci sbranano, ma intanto al posto del grappino come rapida contromisura consiglio di consumare con più frequenza un buon bicchiere di latte fresco che aiuta l'apertura delle meningi.
Se il Mediterraneo non si attrezza per le meganavi, e se non si completano i corridoi che Alptransit ci spalanca a gambe aperte, questo mare arretrato si avvia verso l'inesorabile declino ulteriore. I vettori marittimi per investire hanno bisogno di sicurezze, accosti, infrastrutture, e concorrenza nei servizi loro offerti, altrimenti non si muoveranno di un centimetro e gli scenari paventati con il fantasma del Louvre (Piattaforma Mersk) di sicuro si concretizzeranno. Ma allora occorre uscire allo scoperto, ci sono troppi croupiers bari che s'infilano ovunque: quali sono le forze retrive che spingono subdolamente per lasciare le cose come stanno o in alternativa muoversi, ma a tempi lunghissimi e fuori mercato? Benvenuta piattaforma Maersk a gettare il sasso nello stagno (putrido), i grassi sottoboschi tremano, finalmente!

Spedito da: Ütri-Zena-Repubblica delle Banane Pubblicato il: 08 gennaio 2014 alle 13:11

Paceco

Chiedo scusa al timoniere, mi sono lasciato prendere la mano e ho abbandonato la retta via per un delirio lucido ahah...
L'ispirazione, se di ispirazione si può parlare (a volte possiamo chiamarla pansoti e grappino) e' venuta dopo la lettura del trafiletto su primocanale riguardo le proteste del municipio ponente in vista di un possibile allungamento della diga del vte. Se è vero che il porto c'è ed è la ricchezza di tutti, non dovremmo tutti salvaguardarne sviluppo ed efficienza? O forse il porto stesso sta diventando un disturbo?

Spedito da: Genova Pubblicato il: 08 gennaio 2014 alle 10:35

Michelangelo Trombetta

Una domanda da ragioniere più che da promotore finanziario.
Quanto dovrebbe costare a Km il trasporto di una tonnellata di merce e quante tonnellate di merce all'anno dovrebbero transitare sulla tratta merci del terzo valico per andare almeno in pari con l'ammortamento dell'opera e il pagamento della manutenzione annua?
Qualcuno ha fatto i calcoli? Qualcuno sa qualcosa a riguardo?

Spedito da: Genova Pubblicato il: 08 gennaio 2014 alle 02:34

giorgio.carozzi

Caro Paceco,
approfittando del fatto che non è stata ancora ripristinata la regola che restringe ad un massimo di 1000 battute la stesura dei post, hai cercato di fare il furbo e soprattutto di rubarmi il pane di bocca... Vuoi prendere il mio posto? Per chi lavori e chi ti ispira???
Comunque, complimenti: non avrei saputo fare meglio, condivido e apprezzo anche se mi hai sfilato almeno cinque pallottole dal tamburo. Ma vedi di contenerti, anzi: contenetevi tutti e benedite la sintesi come una virtù. Adios!

Spedito da: Italia Pubblicato il: 07 gennaio 2014 alle 15:44

George

Provato, ed è come dice il timoniere. Basta sapere le cose e si impara facilmente.
Barra a dritta (naturalmente) e motore avanti tutta.

Spedito da: Ütri-Zena-Repubblica delle Banane Pubblicato il: 07 gennaio 2014 alle 14:26

Paceco

Un caro saluto al timoniere e alla ciurma
Ligurian Ports, un bel nome per un'istituzione, con quel bel suono britannico che sicuramente piace ai mercati. Un nome altisonante, che sembra dire "occhio che siamo una cosa sola, non provocateci". Bel nome per un'entità che non esiste.
Molto a ponente della Lanterna si sta costruendo una piattaforma a destinazione mista transhipment-gateway, altamente automatizzata che renderà un apporto modesto all'occupazione locale, pretendendo un bel sacrificio in termini di vivibilità e ambiente alle popolazioni del territorio, da sempre fortemente contrarie all'opera (opera o scempio sarà il tempo a giudicarla). Molti paventano l'ipotesi che questa nuova infrastruttura provocherà una migrazione di Maersk da Voltri a Vado, sicuramente un'ipotesi da prendere in considerazione. Però è curioso come una certa autorità europea con sede in Danimarca (ma guarda un po' che caso) si stia recando a Vado ad indagare sui lavori. Ma sicuramente la piattaforma Canavese, pardon, Maersk vedrà la luce. Resta da vedere se un'opera pensata e progettata in altri contesti economici si ritroverà a produrre utili.
Ma forse la Maersk ha già pensato a come mettere una toppa, no?
Ma no dai...poi pensandoci bene che bisogno avrebbe Maersk di mettersi alle terga un'autorità europea quando potrebbe tranquillamente agire sul modello Wilhelmshaven? Ricordate? Il mega-porto che Maersk Terminals adibì a scalo per le supercarrier e bla bla bla. Vuoto, abbandonato da Maersk ancora prima che le Triple E solcassero i mari. Già, ma Maersk line e Maersk Terminals agiscono sempre in comunione di intenti...sciocco pensare diversamente.
Comunque a Vado si costruisce un piattaforma da 700k teus, con un solo accosto e altamente automatizzato. Forse.

Se ci spostiamo sotto la Lanterna troviamo invece un gigante dai piedi di argilla. Un porto che si estende per più di venti chilometri sulla costa, con qualcosa come venticinque chilometri di banchine. Un porto che può vantare spazi che nel Mediterraneo pochi possono sognare. Peccato sia a Genova però, città che dorme nel cappello vantando glorie passate da secoli. E poi c'è l'Appennino, e il terzo valico che solo ora dopo trent'anni di caciara si inizia a scavare.
Alla luce dei soliti problemi che tutti conosciamo ci sono però alcune ipotesi di sviluppo. Intanto ci sono le opere in cantiere, il Bettolo e il Ronco-Canepa, per dirla alla maniera spiccia del commendator Spinelli. Calata Bettolo sarà il vero terminal alti fondali di Genova, parliamo di 17,5 m, notevole, davvero. Data la sua distanza da Sestri avrà probabilmente gru in grado di servire le ultime generazioni di portacontenitori, ma per questa conferma aspettiamo sempre il presidente Merlo. Quindi il terminal Bettolo sarà un terminal altamente automatizzato, il primo di questo tipo in Italia, con un accosto doppio da 750m e capacità annua di 700k teus. Ah, sarà di proprietà di MSC, che in un'ottica d'immediato futuro porterebbe qui le 12000 teus che oggi scalano a La Spezia. Resta da capire chi sia il doppione tra Bettolo e Vado.
Comunque il terminal sarà paralizzato, o meglio, poco utilizzabile fino a che non sarà costruita una nuova diga che allarghi lo spazio acqueo di fronte alla banchina. Già già, la nuova diga che sicuramente nel giro di pochi anni sarà pronta. Si si. Addentrandoci poi nel bacino di Sampierdarena, anzi proprio a ridosso dell'aeroporto, troviamo un terminal ambizioso, il terminal dei Messina che si sta attrezzando per le vecchie-nuove navi da 5000 teus. Il riempimento Ronco-Canepa e in seguito il Canepa-Libia aumenteranno parecchio gli spazi del terminal, creando una banchina dapprima di 600m e infine di 900m. Il problema sarà il cono aereo. Difficile pensare che le gru low profile di cui dispone attualmente il terminal per le sue navi da 1500 pezzi si adeguino a servire le 5000 teus che si vorrebbero al terminal. Anche li si scommetterà su un terminal castrato in partenza.
Tralasciando tutti i discorsi di natura infrastrutturale che sorgono parlando del porto genovese, resta da vedere se questi interventi in cantiere riusciranno a risolvere l'impasse in cui ciondoliamo da anni.

A Levante, un porto che fino a poco tempo fa le crociere le posteggiava in rada ora si è astutamente inventato una banchina che, lecitamente o no, puzza ancora di nafta e merce. Livorno non ci sta, Genova si indigna ma col ghigno di chi la sa lunga, indietreggia in seconda linea. D'altronde, al momento, la prima bocca di fuoco della portualità italiana ha troppa carne sulla brace per schierarsi apertamente contro qualcuno o qualcosa. Checché se ne dica per una riforma dei porti degna bisogna ancora parlare il politichese. Quindi toni bassi, sorrisi e compromessi. Che a ben pensarci è un atteggiamento che fa a pugni con l'idea stessa di riforma "degna".
Tornando alla Spezia, non solo ci si muove sulle crociere, ma si preparano mosse succose sui container, con la turca Arkas (ma non erano quelli che in tempi recenti volevano investire su Genova?) pronta ad entrare al 40% in terminal del Golfo, a patto che si accordino lavori per 100 milioni di euro per ampliare il terminal. Forcieri soddisfatto gongola, pronto a rubare a Merlo la corona di primo gateway italiano. E anzi, per nulla preoccupato dell'eccesso di offerta che si prefigura tra Liguria e Toscana (Vado, Bettolo, Piattaforma Europa) rincara la dose, sicuro di essere nel giusto.

Quindi...Savona prende da Genova che prende da La Spezia che prende da Genova e Livorno...e i traffici che restano praticamente uguali...
Si prefigurano tempi di vacche magre, con tanti doppioni e pochi traffici. Vincono le smanie di grandezza Savonesi e Spezzine, ma a perdere, oltre che la timidezza di qualcuno a Caricamento, saranno tutti.
Dumping, concorrenza interna e chiusura mentale, che condite con un campanilismo medioevale ci trascinano tutti a fondo.
Senza andare a parlare di Assoporti, questo è l'affiatamento dei Lingurian Rattellaments, pardon, Ports.

Spedito da: Pubblicato il: 07 gennaio 2014 alle 08:50

giorgio.carozzi

Come molte altre cose della vita, anche i meccanismi più contorti andrebbero spiegati e illustrati. Ma è chieder troppo ai tecnici informatici che navigano su altre lunghezze d'onda. Andando per intuizione e sperimentando, sono arrivato a capire che poco o niente è cambiato rispetto a prima. E cioè, riassumiamo:
1) cliccando nella home page sulla vignetta o sul titolo del blog "Pilotina", appaiono le varie puntate della rubrica, cominciando da quella in corso;
2) cliccando sul titolino della puntata - a fianco della vignetta - si aprono subito, oltre al testo della puntata, tutti i commenti inseriti. Se non ricordo male, in questo modo dovrebbe essere stato eliminato un passaggio di troppo.
3) quindi chi vuole leggere contemporaneamente testo e commenti, DEVE CLICCARE SUL TITOLINO DELLA PUNTATA. Se vuole leggere commenti di altre puntate precedenti, clicca invece su Pilotina o sulla vignetta e poi, scegliendo la puntata che gli interessa, clicca sul titolino in alto o su "leggi i commenti" in fondo.
Spero di essere stato chiaro... In seguito altri aggiornamenti. Grazie!

Spedito da: Italia Pubblicato il: 06 gennaio 2014 alle 21:41

George

Breus lamenta la difficoltà di adeguamento alla nuova collocazione di Pilotina. Ha ragione, ma soprattutto credo che si dovrebbero poter leggere direttamente i post nuovi senza dover cliccare su 'leggi commenti' per vedere se il dibattito è andato avanti oppure no.
Il meccanismo funzionava benissimo su Shipping on line, non è possibile ripristinarlo com'era? Grazie

Spedito da: Genova Pubblicato il: 06 gennaio 2014 alle 20:57

giorgio.carozzi

Grazie Breus, bentornato a te e agli amici indipendentisti... Il problema è che imprenditori (e politici-amministratori) non frequentano più da tempo librerie, biblioteche e bancarelle, nemmeno per comprarci un vecchio album di Paperino e Tiramolla! Non sopportano il profumo della carta (ad esclusione di un caso).

Spedito da: Ronco Scrivia Pubblicato il: 06 gennaio 2014 alle 13:07

Breus

Caro Dott. Carozzi,
"mi sono perso" nel cercare la vecchia Pilotina.
Ad una certa età anche i piccoli cambiamenti sono difficili da digerire, preferendo adagiarsi sulle abitudini consolidate. Colpa mia , ovviamente, ma credo che sia anche un po' il difetto della nostra classe politica. Comunque Buon Anno al nuovo Medi Telegraph ed anche a Lei.

Spedito da: Repubblica di Genova Pubblicato il: 06 gennaio 2014 alle 09:06

Movimento Indipendentista Ligure

Dopo un lunga pausa, a causa della "battaglia ad OLTRANZA" contro il vergognoso scandalo dei 98 MILIARDI di euro delle slot-machine
(www.comitato98miliardi.altervista.org ), riprendiamo anche noi a "commentare" sulla Pilotina ed iniziamo con una citazione :

Nel suo libro di Stendhal "Mémoires d'un touriste" del 1837, ha scritto la seguente riflessione.

"Credevo che i genovesi amassero soltanto il denaro; amano anche, mi dicono, la loro indipendenza, formalmente promessa dagli inglesi e da Lord Bentinck quando, nel 1814, presero la città; e contano di riacquistarla alla prima convulsione dell'Europa. Questa riflessione politica me l'ha suggerita il fatto che sono stati obbligati a dare il nome di Carlo Felice al superbo teatro che si sono costruiti. Hanno comprato e demolito molte case per aprire un piazza davanti a questo teatro".

Se TUTTI gli operatori portuali Genovesi e Liguri, ogni tanto, si ricordassero quello che ha scritto Stendhal, forse, sarebbero più "grintosi".

Spedito da: Pubblicato il: 06 gennaio 2014 alle 00:02

giorgio.carozzi

Giusto marco, condivido... Chi se ne occupa? Se sul caso-Civitavecchia e dintorni una quarantina di parlamentari del Pd non sono ancora riusciti a farsi rispondere da un ministro dello stesso governo che sostengono, mi pare evidente che il sistema non si è solo inceppato ma è sgretolato dalle tarme. Oppure era un gioco, un balletto, un valzerino lento, un gioco delle parti... Questo silenzio puzza, mi convince sempre meno.
Salute e serenità... la seconda spesso ci abbandona, speriamo davvero che non ci tradisca la prima!

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