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Il new deal dei renziani: gli Stukas planano sul porto del servilismo

Meno traffici, ma tariffe sempre più care. Tra il 2006 e il 2012, le Authority italiane hanno incrementato gli introiti dei canoni del 35% e gli incassi per tasse e diritti portuali del 183%. I canoni concessori sono saliti da 115 a 155 milioni, le tasse e i diritti portuali sono balzati da 82 a 233 milioni di euro. Nel sei anni, le merci sono diminuite da 493 a 450 milioni di tonnellate. La conclusione è che dobbiamo decidere che porti (e che Paese) vogliamo, se puntiamo sull’impresa e sul lavoro oppure sulla rendita, che non è eterna. E’ un piccolo patrimonio, fasullo, non serve a costruire il futuro ma a difendersi. Eppure il porto di Genova dovrebbe rappresentare la piattaforma perfetta per crescere in fretta sui mercati europei. Ma non c’è traccia di programma che punti a stringere la forbice tra lavoro e rendita, tra produzione e finanza, tra poveri e ricchi. E che metta al centro dell’azione politica impresa e lavoro, che offra incentivi agli investimenti, garantendo certezza del diritto e alleanze serie con le imprese marittime. Il problema reale è che i mercati dei traffici non riescono a interpretare il carro allegorico del carnevale politico, temono nuove mediazioni al ribasso su una riforma portuale astratta che non li coinvolge, si allontanano da un modello feudale che continua a navigare sull’onda della conservazione tenendo in ostaggio le banchine. E a frenare l’insediamento dei grandi gruppi è soprattutto l’incertezza delle regole. Il mondo sarà pure cambiato, ma finora non è emersa una cifra distintiva da parte dei collaboratori di Renzi, ipersensibili invece alle proprie prospettive personali. Le premesse non sono confortanti, perché più che dal riformismo questa inquietante stagione sembra segnata da servilismo, meccanismo operativo della competitività: cioè di quella guerra di tutti contro tutti, per affermarsi a spese degli altri, che è la riproposizione - nei rapporti interpersonali, nei meccanismi di promozione sociale, negli avanzamenti in carriera, nella selezione delle classi dirigenti - della concorrenza tra imprese. Il servilismo è la ricerca di un’affermazione personale - anche minima, anche irrisoria, solo a volte ben remunerata - a spese della propria autonomia. Cioè, non in base a quello che siamo, o ci sforziamo di essere, o abbiamo acquisito col tempo e a fatica; bensì rinunciando a tutto, mettendoci “a disposizione” del padrone di turno. Pronti non a sviluppare un nuovo modo di pensare, ma solo a passare a un diverso padrone. Il servilismo è la rinuncia sistematica e volontaria alla propria dignità. Non può sfuggire che questo “nuovo” Pd ripropone la continuità dei compromessi. Una politica talmente arroccata su se stessa che parla della governance come se questa fosse il fine e non il mezzo per favorire lo sviluppo. Del resto ci sarebbe un modo efficace per misurare subito la credibilità del gruppo dirigente renziano. Basterebbe seguire l’esempio della Spagna, che già ha il vantaggio di un costo del lavoro più basso: lo scorso settembre il governo ha ridotto del 5% le tasse portuali e dell’8,5% l’ imposta di occupazione del suolo portuale. Due misure particolarmente efficaci, che secondo le previsioni del ministro per lo Sviluppo, Ana Pastor, dovrebbero portare alle imprese un beneficio complessivo di 45-50 milioni di euro. E’ un concreto intervento da parte di un governo che conferma la convinta strategia di sostegno allo sviluppo dei porti. Perché rappresentano una leva fondamentale a supporto del sistema produttivo, con grande impatto economico sulle aree territoriali. Anche l’ex premier Enrico Letta aveva iniziato il suo mandato lanciando simili messaggi, accompagnati dalla promessa di una centralità dei porti di cui non si è scorta alcuna traccia. Per non vendere spiedini di nuvole, Matteo Renzi dovrebbe farsi un corso accelerato. Focalizzando la sua politica e le scelte dei collaboratori non sulle mediazioni al ribasso e sulla governance, ma sulle cose da fare subito. Cominciando a spazzare via dalla discussione sulla riforma della legge portuale le ipotesi di nuovi vincoli alla libertà di organizzazione del lavoro e delle imprese.

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Commenti inseriti: 78 — pagina 1 di 4

Spedito da: http://www.mackagesale.com/mackage-men-c-1/ Pubblicato il: 20 novembre 2018 alle 19:33

mackage down coats

Il new deal dei renziani: gli Stukas planano sul porto del servilismo - The Medi Telegraph
mackage down coats

Spedito da: alessandria Pubblicato il: 27 marzo 2014 alle 19:33

Agenzia

Buonasera a tutti e un saluto caro a Giorgio.
Per un maggior sviluppo del porto di Genova, proporrei una maggior sinergia con le strade ferrate, cosa che ultimamente non è l'intento seguito dalle ferrovie che cercano di potenziare l'alta velocità.
Il problema di accesso al porto attraverso l'uscita autostradale di Ge-ovest, soprattutto per i tir, è annoso; pertanto un maggior coinvolgimento dell'ente ferrovie, anche gestito a livello regionale, potrebbe essere un'idea.
Un saluto a tutti dall'Agenzia

Spedito da: Genova Pubblicato il: 03 marzo 2014 alle 10:44

Michelangelo Trombetta

Dimenticavo una cosa; consiglio al Dott. Vigo di leggere 'L'elogio della pazzia' di Erasmo da Rotterdam.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 03 marzo 2014 alle 10:40

Michelangelo Trombetta

PiGreco era il simbolo del Partito che si presentò con questo nome: Movimento di Partecipazione - PiGreco.
Francamente non capisco l'assioma per cui il Terzo Valico merci è l'unico strumento per aumentare i traffici del porto di Genova.
A questo assioma io non contrappongo l'assioma contrario ma un ragionamento di convenienza economica su cui sono prontissimo a ricredermi. Vogliamo sederci attorno a un tavolo e discuterne? Sono a disposizione. Da qualche mese attendo la risposta a una domanda: in Francia esistono linee AV per il trasporto di merci?

Spedito da: italia Pubblicato il: 03 marzo 2014 alle 01:10

paolo ruffino

e dove potevano sistemarlo uno come Antonio Gentile se non al ministero dei trasporti??? prof. maresca, merlo, ciuffardi ecc, se ci siete battete un colpo!

Spedito da: genova Pubblicato il: 02 marzo 2014 alle 21:48

maurizio.maresca

Se Genova ritiene che il III valico sia essenziale per il suo sviluppo, come in effetti è, deve
A.puntare a essere un porto che alimenta l'Europa e non si limita a minimi volumi di traffico (2 mio teus) localizzati solo nella pianura padana;
B. Quindi
un piano regolatore che punti a un traffico di 8 milioni di teus a breve; le infrastrutture necessarie per navi di grandi dimensioni; alleanze con operatori di traffico internazionale; accesso ai servizi portuali senza barriere.
C.Partecipare alla sua realizzazione a testa alta, pensando a modelli di gestione che vadano oltre la separazione fra infrastrutture e servizio.
Specialmente smetterla di piagnucolare ipocrita.

Genova può sempre pensare, in alternativa, magari dopo aver dichiarato guerra alle grandi compagnie di traffico ree di gigantismo, in nome di "piccolo è bello", a mantenere le posizioni di oggi, e però a tutelare le spiagge di Pegli, le colonie dei gabbiani e delle galline ovaiole ecc., a consolidare qualche nuovo centro commerciale e, specialmente, a raccontarsela che è la nuova perla del turismo internazionale.
In questo caso di gronda e di III valico non c'è bisogno. Specie in un momento di grave crisi.

Spedito da: Milano Pubblicato il: 02 marzo 2014 alle 17:51

Enrico Vigo

IL ROVESCIO DELLA MEDAGLIA:
Preoccupante l'immobilismo, non si riesce a tradurre in cantieri il grande lavoro che sta dietro le quinte di ogni oramai prossima realizzazione. Passi avanti per il ribaltamento a mare del cantiere navale ma si parla già di 2015, per l'auto parco dopo il 2017. Per il nuovo depuratore di Cornigliano che sbloccherà i lavori nella stessa area del terminale della sopraelevata portuale si va a dopo il 2018. L'ospedale di vallata è in folle, per Erzelli è stata appena ingranata la retromarcia. La società Autostrade da segni di impazienza verso la Gronda ed intanto non parte il progetto di San Benigno (Lungomare Canepa è finito tra le scartoffie polverose), Moretti si esprime con ambiguità verso il 3° valico. Il raddoppio della ferrovia nel ponente ligure ha ancora troppe incertezze. La messa in sicurezza di Fereggiano, Bisagno e Chiaravagna non ha cronogrammi certi da poter stare tranquilli, mentre la Città di Genova accumula allarmanti segni di dissesto idrogeologico da far tremare i polsi. Ponte Parodi oramai si avvia sul viale del tramonto. La gara per il rilancio dell'Aeroporto è tutt'altro che un passo facile e veloce. Il porto secco nell'alessandrino è un progetto rimasto negli intenti e seppellito nel dimenticatoio, Genova manca di imprenditori capaci di trascinare le amministrazioni pubbliche su progetti condivisi di largo respiro, presi come sono a curare il loro particulare con rapacità, sempre pronti a scroccare favori alla politica da troppi anni compiacente.
Genova è un letto disfatto, sono visibili le macerie del gozzoviglio durato anche troppo, e le aree lasciate all'ILVA con un accordo di programma già ai tempi insensato, sono lì a mostrare in bella evidenza il grado di follia di questa città dimenticata periferia d'Italia. E la politica qui ha il coraggio di fare campagne elettorali, operette tristi di saltimbanchi dozzinali alla ricerca di insegne protettrici, quelle già fruste "RENZI, IN HOC SIGNO VINCES", trainate da gattopardi di razza, e grigi debuttanti che imparano presto a maneggiare con tracotanza il potere prossimo venturo. La via d'uscita è smetterla con il canovaccio attuale, cambiare musica e musicanti, aprire la stagione della concretezza con diffusi cantieri e voglia di fare con energia e determinazione, non basta recitare il proprio ruolo con dignità, occorre vincere senza scuse l'immobilismo.

Spedito da: Pubblicato il: 01 marzo 2014 alle 16:35

Giorgio Merello

Vado fuori tema anch'io per commentare l'ennesima ARROGANTE DICHIARAZIONE dell'AD di Trenitalia Mauro Moretti contro il Terzo Valico ferroviario. Sono di parere opposto al "ragioniere" Michelangelo Trombetta "candidato sindaco nel 2007 per Pi Greco" (non sono riuscito a capire cos'è, oltre a costante matematica).
Semplicemente indecente il cadreghinaro FS Moretti, che forse incavolato perchè (incredibilmente!) sperava in una poltrona ministeriale, si è sfogato contro il suo bersaglio preferito, il Terzo valico!! Secondo lui "non serve una ferrovia di 150 Km da Genova a Milano per le merci..meglio i camion"!!
Questo signore però è lo stesso che con governo Prodi e ministri Bianchi e Di Pietro avviò da zero la "urgente" TAV Napoli-Bari, 146 km per 5,3 miliardi (iniziali). Ed ignora, lui N° 1 di Ferrovie, che il Terzo Valico non è solo Genova-Milano, ovviamente AV+AC! Ma è il COMPLETAMENTO del Corridoio 24 Genova-Rotterdam, fra le linee TEN prioritarie per la UE, sollecitato più volte dalla Svizzera che ritiene Genova suo porto naturale e sta terminando il tunnel del S. Gottardo, che dimezzerà i tempi Zurigo-Milano! Moretti ignora pure che i 2 attuali valichi sono TAPPI, linee OTTOCENTESCHE per tracciato, pendenze e profili gallerie (come la Genova-Ventimiglia, Moretti!).
Senza dire che il solo Porto di Genova in tasse portuali se lo è già strapagato! E che è stato ufficialmente approvato a livello nazionale con Legge 191-2009 e finanziato a lotti da delibere CIPE 101-2009 e 84-2010! Se l'Italia ha un pò di serietà, si attende che questo Moretti incollato alla poltrona FS e sempre dimentico della Liguria sia SMENTITO una volta per tutte, cominciando dal ministro Lupi!

Spedito da: Milano Pubblicato il: 01 marzo 2014 alle 12:58

Enrico Vigo

MORETTI, TU QUOQUE

Ma qui stiamo rasentando la pazzia se continuiamo a remare contro l'unico vero progetto capace di togliere Genova dall'isolamento e dal rischio di avere linee ferroviarie antiquate e problematiche per varcare l'appennino.
A parte il corridoio Genova-Rotterdam occorre una linea merci e passeggeri che colleghi Milano, Torino, la Svizzera etc. in modo adeguato e con tempi decenti. Moretti per cortesia ripassiamo la geografia e non intralciamo lo sviluppo di Genova. Poi se il retroterra padano (corto raggio) può essere anche servito dai camion, non si fa altro che scoprire l'acqua calda, ma vorrei ricordare che Genova ha bisogno di spostare merci al porto secco nell'alessandrino via treno. "Che fa il nesci, Eccellenza, o non l'ha letto"?
Giù le mani dal terzo valico!

Spedito da: Genova Pubblicato il: 01 marzo 2014 alle 11:15

Michelangelo Trombetta

Vado fuori tema ma mi sembra utile commentare la recente dichiarazione di Moretti sulla inopportunità del Terzo Valico merci da Genova Milano.
Quando fui candidato sindaco nel 2007 per PiGreco, scrivemmo un programma di 4 fogli A4 e, relativamente al Terzo Valico, dicemmo che era un'opera non conveniente economicamente (anche allora mi piaceva la ragioneria) e lo argomentammo; mi battei strenuamente perché non si facesse alcun cenno a questioni ambientali. Ovviamente passammo per retrogradi a antimodernisti. Ora la stessa cosa verrà detta di Moretti con in più l'accusa di essere contro Genova. Smettiamola di crearci alibi; si possono incrementare i traffici del porto anche senza Terzo Valico.
Michelangelo Trombetta

Spedito da: Civitavecchia Pubblicato il: 01 marzo 2014 alle 10:48

Marietta Tidei


Desidero informare gli attenti e scrupolosi amici di Pilotina che, a seguito della mia richiesta di accesso civico (ex art. 5 Dlgs 33/13 sulla trasparenza), l'Autorità portuale di Civitavecchia ha pubblicato sul sito istituzionale alcuni dati relativi alla sua organizzazione e alla sua attività.
Da una prima lettura viene fuori una gestione delle risorse pubbliche in assoluta controtendenza con la politica di tagli alla spesa imposta a tutti gli enti pubblici.
Più di 25 milioni di euro spesi in realizzazione di opere e forniture di beni e servizi vengono assegnati o attraverso affidamenti diretti o attraverso procedura negoziata (senza gara pubblica). Le procedure aperte si applicano solo alla scelta del contraente per la realizzazione di grandi opere. Solo 10,5 milioni attraverso gare aperte.
Solo nel 2013 l'Autorità portuale di Civitavecchia ha speso in comunicazione e promozione (cd promozionali, brochure, allestimenti grafici, affitto materiali per manifestazioni, catering, gadget, immagine istituzionale, acquisto spazi pubblicitari) circa 2,6 milioni di euro. Ad una sola impresa Euromedia srl sono andati 860.000 euro, a Graphis Studio 360.000, a Publicom Consulting 128.000 e ad altri allestitori circa 200.000 euro a testa. 2,6 milioni di euro spesi o in affidamenti diretti o attraverso procedure negoziate.
Si pensi che per la cerimonia di inaugurazione di una banchina sono stati spesi quasi 300 mila euro in affitti sedie e gazebo, catering (33.000 euro) bruchure e pubblicità. Solo per adeguare il sito dell'ente alla legge sulla trasparenza e quindi costruire la parte denominata Amministrazione Trasparente sono stati spesi 39.000 euro. Un cd di presentazione dei progetti del porto, consegnato al Ministro Lupi è costato 36.000 euro.

Spedito da: Civitavecchia Pubblicato il: 01 marzo 2014 alle 10:45

Marietta Tidei

2. Una delle anomalie più rilevanti è costituita dai costi del personale.
L'A.P. di Civitavecchia spende per 106 dipendenti 14 milioni di euro, il costo medio per dipendente è più del doppio rispetto all'A.P. di Ravenna e circa il 40% più alto rispetto a Genova, Livorno, Napoli e altre. Si pensi che il Comune di Civitavecchia spende 16 milioni per 402 dipendenti. Oltre al personale dipendente, l'Autorità portuale assume annualmente circa 30 collaboratori attraverso la forma di"assistenza al RUP (Responsabile Unico del Procedimento)" di diverse opere pubbliche. Si tratta chiaramente di un escamotage per assumere ulteriore personale rispetto alle 106 unità senza incidere sui costi del personale. Di questi 30 quasi nessuno ha le competenze tecniche per assistere il RUP nella progettazione e realizzazione delle opere, tra essi risultano infatti molti figli di dipendenti, di sindacalisti, di politici locali ecc. Tutti questi collaboratori non incidono sul costo del personale ma vengono distribuiti sulle varie progettazioni.
L'altro capitolo anomalo è costituito dalle opere. Circa 20 milioni di euro, vengono appaltati attraverso una procedura negoziata e non attraverso una gara aperta.
In merito alle 24 assunzioni senza concorso sulle quali ho presentato un'interpellanza parlamentare lo scorso 17 dicembre, il Ministero dei Trasporti, a seguito di una nota del Dipartimento della Funzione Pubblica che ribadiva l'obbligo per tutti gli Enti pubblici di procedere alle selezioni ad evidenza pubblica per l'assunzione del personale anche a tempo determinato, ha avviato una verifica in tutte le Autorità portuali italiane, Civitavecchia compresa, per accertare che le stesse rispettino la normativa in materia di assunzioni.
Vorrei segnalare, infine, che l'attuale presidente del collegio dei Revisori e' l'ammiraglio Luciano Mocci, Segretario Generale dell'Autorità portuale fino allo scorso anno.
Cari saluti a tutti e al timoniere in particolare
on. Marietta Tidei

Spedito da: ITALY Pubblicato il: 01 marzo 2014 alle 09:35

THE SHIPPING NEWS

IL MINISTRO LUPI INDAGATO PER L’AUTHORITY DI OLBIA

La Procura della Repubblica di Tempio Pausania ha avviato un’inchiesta sulla nomina del commissario dell’Authority del porto di Olbia. Fra gli indagati il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi e l’attuale responsabile dell’Autorità portuale Fedele Sanciu per concorso in abuso in atti d’ufficio. Ad avviare l’indagine è stata la nomina a commissario di Sanciu, ex senatore del Pdl. La procura vuol verificare competenze e titoli accademici necessari per ricoprire l’incarico dopo aver ricevuto un esposto, da un consigliere provinciale, che ha chiesto alla magistratura inquirente di verificare la congruità dei requisiti in relazione all’incarico assegnato. Un fatto analogo era accaduto alcuni mesi fa, con una inchiesta avviata dalla Procura di Cagliari, per la nomina dell’ex senatore Piergiorgio Massidda, al vertice del porto del capoluogo. Dopo la sua decadenza per carenza di titoli era stato rinominato, ma come commissario straordinario del Porto, da Lupi dopo vari ricorsi al Tar da chi accampava maggiori diritti per quell’incarico. La parola finale il 29 gennaio l’ha posta il Consiglio di Stato respingendo la richiesta di sospensiva della sentenza che aveva estromesso Massidda dalla presidenza. Lupi lo aveva ricollocato commissario ed era scattata l’inchiesta del pm di Cagliari con l’accusa di abuso d’ufficio per il ministro verso il quale dovrebbe procedere il tribunale dei ministri.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 01 marzo 2014 alle 09:02

giorgio.carozzi

Caro ex compagno Observer, non hai inserito nel novero delle scelte e delle gestioni più sciagurate il porto (binomio Cap-Culmv), il sindacato e un pezzo di partecipazioni statali. Ma, appunto, Cerofolini buonanima era un diversamente socialista, un valore aggiunto per il Pci di Salita San Leonardo. E quegli ideali li chiami poco…?!? Resta inconfutabile verità che anche il più cialtrone di Posta Vecchia ha lasciato segni piccoli o grandi che i pigmei di oggi neppure si sognano…
Di Mugugno apprezzo la perfida ironia, se questa era l’intenzione…
Per Osservatore: commentare in questo caso mi pare davvero superfluo. Una domanda, però: che ci facevi alla festa dell’Unità???

Spedito da: Milano Pubblicato il: 01 marzo 2014 alle 07:13

Enrico Vigo

1° MARZO:

Buttati alle ortiche anche i primi due mesi del 2014 (14/24) nessuno dei cantieri finanziati a Genova è partito (nuove opere).
Burlando, Paita, Bernini, Merlo, Oliaro, Rossi, Tullo & Compagnia Briscola, avete qualcosa da dire al riguardo o continuate a dire "passo"? Forse qualcuno non si rende conto che dalla sovranità popolare ha ricevuto deleghe non in bianco. Riproporre l'ennesima campagna elettorale in queste condizioni (CHIACCHIERE & DIStiNTIVO) agitandosi chi sotto le insegne "RENZI IN HOC SIGNO VINCES", chi nei panni di "BATTITORE LIBERO & LIBERISTA", chi nelle vesti di "PROFESSIONISTA DEL SETTORE LOGISTICO", ed infine da "VECCHIO COMPAGNO AFFIDABILE", francamente ...ehmmm... è imbarazzante. Genova deve ripartire ma la cappa plumbea dove anche i soldi stanziati per le opere pubbliche non si riesce a spenderli, ed i cantieri attesi da lustri ancora non partono.
I dati della disoccupazione giovanile sono allarmanti (ogni tanto qualcuno se ne accorge ma a sproposito, Renzi ha preso la palla al balzo per lanciare il "JOB ACT", staremo a vedere a chi arrivverà l'incXXXta di turno questa volta, l'occhietto vispo di Renzi promette bene. Fate partire le opere pubbliche, le infrastrutture finanziate, invece di far ridere i vostri disgustati elettori.

Spedito da: Vesima Pubblicato il: 28 febbraio 2014 alle 22:31

Osservatore

Belin socio se sei distratto. Il sub comandante Tullo. Peggio solo il sindacalista Miceli.
Interno giorno: tendone festa unita, burlando che introduce renzi, poi va a sedersi. Prima fila con tutti i gerarchi. Miceli seduto vicino a paita, si alza e lascia il posto a burlando.
" un cameriere", disse il mio vicino. Io mi ricordo gli anni delle partecipazioni statali quando venivano i ministri ed i capi azienda dell iri mandavano i loro ascari (cosi il mio capo azienda chiamava il suo segretario) a prendere il posto in prima fila per lasciarglielo 5 minuti prima dell'inizio delle evento.
Senza commenti no?

Spedito da: Genova Pubblicato il: 28 febbraio 2014 alle 22:21

Mugugno

Trovo veramente vergogonoso che nel cd nuovo Governo Renzi non ci sia almeno un sottosegretario o vice ministra ligure od almeno genovese. Tale carenza e' l' ennesima prova del basso livello di considerazione che riceve a Roma la nostra classe politica e soprattutto la nostra città.
Credo che l'on. Burlando avrebbe dovuto e potuto pretendere - anche come preclara punta di diamante del presidente Renzi in Liguria, per il quale ha combattuto la battaglia per le segreterie provinciale e regionale - almeno un posto alle Infrastrutture. Perche il Governatore non si e fatto sentire? Avrebbe potuto chiedere e pretendere una riunione con l ' on. Lotti ( magari facendosi eccezionalmente accompagnare dalla dr. Paita) ed ivi sostenere le giuste rivendicazioni e diritti dei liguri. Peccato, troppa timidezza ha costituito un'occasione persa

Spedito da: Milano Pubblicato il: 28 febbraio 2014 alle 19:34

Enrico Vigo

CHIACCHERE E DISTINTIVO

Diciamola tutta allora, caro Carozzi, l'area socialista giusto in terra savonese (non faccio nomi per decenza) qualche problemuccio l'ha scontato negli stessi anni, così chiudiamo il cerchio con uno spicchio di verità inconfutabile in più che rende il panorama più farcito. Poi certo l'area plumbea che aleggia sulla sinistra ligure è abbastanza pesante da troppi anni, ma il nuovo, tutto chiacchiere e distintivo, infarcito di gattopardi di razza è una ulteriore fase involutiva in peggio. Certo l'amicizia con certi (im)prenditori locali ha cristallizzato il sistema e lo ha reso impermeabile al sangue nuovo. Concordo, cambiare musica e musicanti, ma a destra è molto peggio. Navigare a vista con rigore e lungimiranza.

Spedito da: Italia Pubblicato il: 28 febbraio 2014 alle 13:24

Observer

Caro Timoniere, la sinistra che tu evochi, che grazie ad Antonio Canepa prese il potere a Genova all'inizio degli anni '70, era certamente diversa, come giustamente sottolinei. Ma fu anche la grande responsabile degli orrori che hanno determinato lo stallo attuale, dalla cementificazione delle colline con il conseguente svuotamento del centro storico, al privilegio assoluto degli interessi delle cooperative rosse che hanno saccheggiato Genova a dispetto di qualunque logica di concorrenza e di mercato.
Fulvio Cerofolini era certamente una persona per bene. Se posso aggiungere una nota personale, volle celebrare il mio matrimonio nel suo studio a Tursi con grande affabilità. Ma la storia ci dice che i suoi due mandati da Sindaco rappresentarono la resa incondizionata della sinistra riformista alle esigenze della burocrazia post comunista, che ancora oggi dalle nostre fa il bello e il cattivo tempo. A noi quei politici piacevano perchè eravamo giovani e ci davano obiettivi basati su ideali di giustizia e di libertà. Ma ti ricordi che fine ingloriosa hanno fatto (quasi) tutti?

Spedito da: Pubblicato il: 28 febbraio 2014 alle 10:39

giorgio.carozzi

Caro Portuale, caro Vigo e amata ciurma, credo che sia opportuno ogni tanto fare un po' di chiarezza sulla semantica e sui termini più usati e abusati. Per rispetto della memoria storica... Quando scrivete che il centrosinistra governa Genova e la Liguria da decenni, prendete una cantonata. Questo centrosinistra, formato da post comunisti, nostalgici marxisti da boutique e da democristiani, non ha proprio niente da spartire con l'aggregazione partitica che si impose sul finire degli anni Settanta e che - grazie alle strategie del Psi di Antonio Canepa - scalzò la Dc da Tursi (Cerofolini sindaco). La leadership municipale venne conquistata anche da Pri e Psdi. Solo con la Giunta Burlando, di breve durata, il Pci lasciò direttamente il segno.
Dico questo per chiarezza e per non confondere la seta con gli stracci e le pezze da c... Nonostante tutte le critiche, tra quella stagione politica e l'attuale la distanza resta siderale sotto tutti i profili: operativo, strategico, etico, professionale, culturale, morale. C'è da dire anche che l'affievolirsi della componente socialista, socialdemocratica, repubblicana e liberale spalancò la strada alla cavalcata dei dirigenti, dei burocrati e dei funzionari del Pci, che cominciarono ad occupare tutti i segmenti del potere (società partecipate e controllate comprese) e che ancor oggi non disdegnano di sognare rinnovati fasti e trionfi...

Spedito da: Filt Cgil GENOVA Pubblicato il: 28 febbraio 2014 alle 09:53

Giacomo Santoro

Occorre investire sulla portualità nazionale, a partire dal porto di Genova. Sono d'accordo con il timoniere, negli ultimi anni abbiamo assistito alla strenua difesa di interessi locali senza una logica di insieme che potesse permettere di aiutare la portualità italiana e soprattutto genovese nelle sue prospettive di sviluppo.
Vedremo come e cosa il nuovo governo potrà e saprà fare per i porti e saremo pronti al confronto partendo dalle posizioni assunte a livello nazionale con un importante contributo della FILT genovese, incrementato e rappresentato dalle discussioni fatte durante le assemblee di base.
L’organizzazione del lavoro è per noi il perno ed il punto cruciale per ogni discussione.
L’approvazione dell’emendamento per gli articoli 16 e 17 approvato nell’ultima legge di stabilità è sicuramente un fatto positivo ma la sua applicazione resta ancora per tutti noi un qualcosa di non chiaro e definito.
Il riconoscimento concreto e la sostenibilità dei pool sono l’elemento fondamentale insieme alla struttura dei dipendenti dei terminal delle nostre idee di organizzazione del lavoro .
La professionalità è elemento di valore che la nostra gente porta ogni giorno ed ogni ora sulle banchine e deve essere riconosciuta e sostenuta!

Spedito da: Filt Cgil GENOVA Pubblicato il: 28 febbraio 2014 alle 09:50

Giacomo Santoro

2-Altro tema importantissimo da risolvere è la questione dei dipendenti delle Autorità portuali, sottoposti ingiustamente all’applicazione della spending review.
E’ necessario, dopo le negative sentenze degli ultimi giorni, che si trovi una soluzione politico-legislativa a livello nazionale.
Non si devono usare strumentalmente i lavoratori delle Autorità portuali ai fini di mantenere il controllo centrale sulle risorse prodotte dai porti italiani.
Noi vogliamo Enti che possano veramente chiamarsi Autorità e che facciano in maniera concreta il controllo, la gestione e la promozione dei porti !
Questi argomenti facevano parte, insieme al rinnovo del CCNL di categoria, delle rivendicazioni che ci hanno portato allo sciopero generale dei porti del 9 novembre scorso.
Se per il contratto la soluzione è stata trovata, occorre risolvere gli altri due temi altrimenti lo scontro sarà inevitabile e la pace sociale, tanto utile al recupero dei traffici negli ultimi anni, rischia di essere messa nuovamente in discussione!

Giacomo Santoro
Segretario generale Filt Cgil Genova

Spedito da: Italiana Pubblicato il: 28 febbraio 2014 alle 07:04

Un portuale

Il problema, caro Vigo, e che Italia negli ultimi venti anni sia centro destra che centro sinistra hanno fatto male al paese, direi in egual misura, come in egual misura hanno governato.
In Liguria mi pare che le cose stiano un po' diversamente....tranne la parentesi di BIasotti governatore viviamo sotto una cappa Plumbea del centro sinistra che ha portato la regione ad un declino forse irrecuperabile.
Basta vedere il numero degli occupati di vent'anni fa e quello odierno. Altri dati non servono.
E chi scrive non vota certo per Berlusconi, ma i fatti sono fatti.
Privilegiare solo le aziende amiche, i grandi elettori, continuare a far finta di niente sugli sprechi delle municipalizzate, etc etc...
Beninteso, Non che in altre regioni il quadro sia più confortante, basta vedere cosa sta succedendo al comune di Roma ....

Spedito da: Milano Pubblicato il: 27 febbraio 2014 alle 18:37

Enrico Vigo

RIGURGITI DI STOMACO:

Quando le derive ideologiche occupano la scena, ho un sussulto tra la nausea e la noia (in genovese la parola "anguscia" si avvicina molto al significato). Con queste derive oltre il tempo massimo (il muro di Berlino è crollato da un ventennio) mi pare che il tempo nella testa di taluni si sia fermato agli anni '50, quando l'anticomunismo viscerale è stato il collante di una destra feroce poi evolutasi col berlusconismo in "destra-patacca" (definizione dell'insospettabile Indro Montanelli) fino ai giorni nostri, producendo i guasti che abbiamo sotto gli occhi e oggi scontiamo duramente col debito pubblico. C'è chi ancora non ha capito, non capirà mai, che il comunismo italiano con Berlinguer è stato tutto fuorchè quello che descrive Piero da UK. Se dall'ideologia destricola (da ultimo giapponese nella jugla) sfogo di propaganda gratuita passassimo invece alle infrastrutture da fare per rilanciare il settore, e dare agli imprenditori un quadro più attraente su cui investire risorse e capacità imprenditoriali e manageriali, rientrando in topic, forse sarebbe meglio. Renzi? Mah! Teatro e campagna elettorale permanente.

Spedito da: UK Pubblicato il: 27 febbraio 2014 alle 03:31

Piero

Fa sorridere però che un altro mister Magoo si cimenti contro un colosso come quello comunista, un potere perverso, il peggiore che l'umanità abbia mai rivolto contro se stessa. Non ne resta quasi più niente ormai se non l'ideologia. Pericolosa, tossica e dura a morire. E' ancora la droga di moltissimi poveracci, malati e deboli. Un ragazzotto volitivo, forte solo di simpatia sintassi e vocabolario, si accinge a dare il colpo di grazia al vecchio stupido tiranno.
Che dio gliela mandi buona. E tenga lontano i magistrati corrotti. Forza Renzi

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