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Tifano per “Genny” gli ultrà della politica portuale italiana

NIENTE Daspo ma riverenze per gli Ultrà della politica portuale italiana che imperversano dalle curve del conservatorismo più becero e provinciale. Il loro obiettivo è fermare il gioco, sospendere la partita. E ci riescono benissimo. Più si avvicina il traguardo, più il dibattito sulla riforma della legge portuale si allontana dalla realtà dei traffici e del lavoro. E così il ministro Lupi chiama il time out, fermi tutti: non accetta un consociativismo spartitorio così spinto, ma è anche allarmato dalle rimostranze di Savona, Messina, Salerno, Trapani e delle altre Authority coinvolte nell’operazione-accorpamenti. Del resto l’accelerazione impressa dal premier Renzi alle fusioni tra Autorità portuali è il paradigma di un modo di procedere all’interno delle questioni burocratiche che la dice lunga sulla distanza che separa ormai la politica dall’economia. Si parla sempre di governance, mai delle cose da fare. Così si resta bloccati alle poltrone e al potere, mentre il mondo corre.

L’Antitrust americana ha dato il via libera all’alleanza fra le prime tre compagnie di linea container del mondo, che sulle rotte transatlantiche hanno inaugurato l’alleanza P3. Da luglio il mondo del trasporto marittimo non sarà più lo stesso. L’effetto combinato dell’entrata in servizio di portacontainer da 18.000 teu e della concentrazione di forze fra i consorzi armatoriali, mettono fuori mercato il nostro decrepito sistema. Con l’unica eccezione dei porti liguri, che si stanno attrezzando per rispondere concretamente alle esigenze del mercato, l’Italia che ha sempre disperso le risorse con inutili investimenti a pioggia, sarà messa all’angolo dal Nord Europa.

Il tempo delle scelte e degli accorpamenti è arrivato, ma rischia di rivelarsi ininfluente rispetto alle scelte già compiute dalle compagnie. Ma di questo non si discute, nessuna contrapposizione qualitativamente elevata, niente confronto sui contenuti, nessuna spinta innovativa. Solo banali e penose esternazioni a difesa dei rispettivi territori da parte di presidenti e politici sordi alle riforme ma ipersensibili alle prospettive locali e dei propri privilegi. I carbonari si riconoscono, si annusano, fanno squadra. La riforma dei porti è solo una telenovela a puntate che si arricchisce di nuovi gossip. Tra l’apatia del centrodestra e gli isterismi di una sinistra arroccata sulla conservazione e accessoriata di pilota automatico addestrato alla scuola dei kamikaze. Il ministro Lupi propone una riforma di governance basata su 4/5 Autorità europee.

Ma il senatore del Pd Marco Filippi, insediato in Commissione Trasporti, convince la vice di Renzi nel partito, Debora Serracchiani, a mediare su 14/15 ma soprattutto ad uno sforzo massimo di consociativismo. Prorogare cioè senza gara le concessioni ai terminalisti e allo stesso modo confermare il monopolio dei servizi tecnico nautici, che restano gestiti dalle Capitanerie. Si profila anche la spartizione delle presidenze dei molti porti oggi commissariati (la stragrande maggioranza al Pd e forse uno ad Alfano ed uno a Berlusconi). Nel nuovo testo, verrebbe cancellata perfino la regola che impone ad un candidato presidente la massima e comprovata competenza professionale. Quello capace, lo dice anche l’ammiraglio Angrisano in un convegno, dev’essere il segretario generale… Incontri riservati, trattative con gruppi ristretti, telefonate, cene, ricerca del compromesso.

L’attivissimo senatore Filippi non si fa mancare niente e si avvale singolarmente della consulenza degli esperti avvocati genovesi Sergio Maria Carbone e Francesco Munari. E’ stato Filippi a chiedere sostegno e consigli ai due professori, che già rappresentano privatamente i rimorchiatori e i piloti dei porti. Rimbalza tra le scrivanie ministeriali un parere pro veritate, firmato da Munari, a sostegno della proroga delle concessioni ai terminalisti. I temi sollevati dall’esponente del Pd in difesa di posizioni parziali non sono di poco conto, in quanto implicano regole europee in materia di concorrenza e appalti. Lo scontro che si consuma tra ministero dei Trasporti e Parlamento è duro, si gioca tra una visione fortemente riformatrice del sistema portuale e la difesa di rendite di posizione. Ad alzare la voce sono soprattutto i presidenti di Venezia e Genova, Costa e Merlo. La contrapposizione sui servizi tecnico nautici è feroce. A Filippi si oppone duramente Costa, che spinge perché questi servizi siano scelti dalle Autorità portuali. Divergenze anche sul ruolo che il ministro intenderebbe affidare all’Autorità dei Trasporti. Insomma, un gran guazzabuglio di pensieri, parole, tentate opere e molte omissioni. Lupi ne è spaventato e blocca tutto. Anche le telefonate.

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Commenti inseriti: 134 — pagina 1 di 6

Spedito da: http://www.hardingalumni.org/rv.htm/ Pubblicato il: 13 novembre 2016 alle 19:15

roger vivier online

Tifano per “Genny” gli ultrà della politica portuale italiana - The Medi Telegraph
roger vivier online

Spedito da: genova porto ed aeroporto e dintorni Pubblicato il: 11 luglio 2014 alle 08:34

magolino

Gent.mo Giorgio,
hai letto come- per dirne una-, crocieristicamente parlando, si comporta la Port A. di Amburgo? Pensa: loro debbono pur costruire, spendendo Mln di Euri, una strada ex-novo per collegarsi con l'Aeroporto!!! Capito mi hai??? E noi che abbiamo: area- ex ILVA- quasi pronta da dedicare alle Cruise e non solo(!!!) con aeroporto anche raggiungibile via "pedibus calcantibus", autostrade etc etc.siamo sempre lì ad aspettare o forse, come diciamo noi genovesi..." a farsi mangiare il belino dalle mosche??? Cosa dici tu?
Per parte mia, sempre e cmq EVVVVVIVA GENOVA FUTURA.
Ke Linse

Spedito da: Milano Pubblicato il: 11 giugno 2014 alle 17:50

Enrico Vigo

Siamo avanti nel 2014 e ancora ubriacati dalla sbornia elettorale e dalla campagna elettorale per le amministrative regionali in (meno)pausa. Un po' di confusione regna sovrana nei palazzi dell'establishment della politica locale, nessuno pare essere capace di intraprendere la strada giusta, quella che i genovesi sono stufi di aspettare. Ospedale di Vallata? Ci faranno mica la campagna elettorale? Dovevano decidere e c'è un assordante silenzio. La Strada a mare a Cornigliano in alto mare, prima gennaio 2014, poi luglio poi novembre ... ma di che anno? Avere una risposta dal Presidente Merlo ai miei quesiti di qualche tempo fa qui su Pilotina, visti i risultati, probabilmente saranno stati considerati fastidiosi e fuori protocollo, ignorati, ad una risposta ci rinuncio volentieri (tanto non mi costa nulla farlo).
Il ribaltamento a mare del Cantiere Navale di Sestri Ponente, finanziato, ancora miraggio sahariano. Ma cari amministratori d'ogni ordine e grado, la vogliamo sostenere questa decadente città di Genova e tentare un rilancio con una dotazione infrastrutturale decente (almeno quella finanziata)? La Gronda cosa sta aspettando? Erzelli, CARIGE, Università, che girone d'infermo si stanno inventando? O opere presto o tantovale indaghi la Corte dei Conti a setacciare tutto, il fatto, il non fatto e lo sprecato, e alle prossime elezioni si rifletta bene su chi, come e per quanto tempo sul ponte di comando, e mai più cambiali in bianco alla politica-operetta.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 11 giugno 2014 alle 01:12

giorgio.carozzi


CONCORDIA E ALTRE DISGRAZIE…

Caro Paceco,
le esternazioni deliranti del governatore Rossi sono un insulto al comune buon senso, all’intelligenza, al lavoro di operai e imprese, alla professionalità e ai talenti accumulati lungo i secoli dalla comunità portuale genovese. Che non sia ancora stato mandato a quel paese dai suoi stessi compagni di partito e amministratori della Lanterna e della Liguria testimonia una volta di più la debolezza della nostra classe politica e la propensione al compromesso. Il che non sposta di una virgola il problema. Concordia deve venire a Genova perché è nella logica delle cose. Se questo non accadrà e trionferà una scelta assurda e illogica, sarà perché gli interessi politici, territoriali, consociativi e di parte vinceranno sul bene comune. Ma a quel punto, anche Renzi dovrà andare a nascondersi. E noi non potremo certo accontentarci di scolpire ed esporre colonne infami…
Tornando sui clamorosi ribaltoni di Livorno e Civitavecchia, condivido l’analisi ma non la conclusione di Gianni. E conoscendo un po’ gli usi e i costumi di quei lidi, mi permetto di dire a Trombetta che esiste un solo 1% di probabilità che i cittadini abbiano votato riconoscendo la bontà di una proposta politica alternativa. Magari esistesse… A parte le prime imbarazzanti dichiarazioni del nuovo sindaco di Livorno (sembra un marziano catapultato in un mondo che non conosce), torno a ripetere quel che ho già scritto… La guerra tra famiglie e gruppi dirigenti che hanno messo in ginocchio città e porto, ha avuto l’epilogo scontato e prevedibile da tutti meno che da loro. La sinistra livornese, in particolare quella più radicale, voleva vedere il sangue. Ha avuto quanto cercava.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 10 giugno 2014 alle 14:40

Michelangelo Trombetta

Scusatemi ma sono indignato; ho letto molti commenti sulla sconfitta del PD a Livorno e a Civitavecchia e in nessuno di essi (mi scuso se mi sbaglio) viene ammessa la possibilità che i cittadini di Livorno e di Civitavecchia, di fronte a due persone e a due proposte politiche diverse abbiano votato quella più convincente. Come se i cittadini elettori non fossero in grado di avere un loro pensiero e quando tradiscono le aspettative è per un mero incidente di percorso. Quelli che votavano e votano Berlusconi non hanno mica sempre subito il lavaggio del cervello.

Spedito da: Livorno Pubblicato il: 10 giugno 2014 alle 13:52

Gianni

Mario Sommariva è certamente una persona seria, intelligente ed intellettualmente onesta. Penso che potrà quindi convenire sul fatto che non è un caso che il Movimento Cinque Stelle abbia vinto sia a Livorno che a Civitavecchia, due città in cui il porto è percepito come il centro dell'attività economica. Due città nelle quali la pochezza della cosiddetta riforma sponsorizzata soprattutto dall'ex senatore di Forza Italia Grillo (oggi in carcere) e dal senatore PD Filippi ha messo a nudo i limiti di un'intera classe dirigente, incapace di guardare al futuro in maniera comprensibile.
Non ho mai avuto il piacere di parlare personalmente con il senatore Filippi. Ma a leggere quello che scrive da legislatore vengono i brividi. Non tanto per la forma dell'elaborato, che sembra fatta apposta per dare un buon futuro agli avvocati, quanto per il continuo ricorso al compromesso fra istanze che sono state presentate e discusse in maniera chiara in decine, forse centinaia di convegni, ma che qui fanno solo timide apparizioni.
Non sarà proprio per questo che i Cinque Stelle hanno vinto sia a Livorno che a Civitavecchia?

Spedito da: Milano Pubblicato il: 10 giugno 2014 alle 13:00

Enrico Vigo

ERRATA CORRIGE

Scusate ma la fretta ha reso illeggibile il mio pezzo di oggi, ecco le rettifiche per rendere comprensibile il testo:

1. ... schivi del loro elettorato = schiavi del loro elettorato ...

2. ... dell'abbandono di una linea nazionale che impoverisce = dell’abbandono di una linea nazionale, abbandono che impoverisce ...

Grazie.

Spedito da: Ütri - Zena - Repubblica delle Banane Pubblicato il: 10 giugno 2014 alle 12:12

Paceco

Timoniere, io posso anche capire che il governatore Rossi debba salvare la faccia di fronte alla Lucchini, e che questa sua pagliacciata serva solo a confondere le idee degli operai e a distorcere l'opinione pubblica. Bisognerebbe però porre un freno alle corbellerie che questo figuro spara, un altro che non ha mai visto il mare se non in cartolina. Ma soprattutto bisognerebbe sparargli uno di quei narcotici da elefanti, così almeno si rilassa un pochino...anche in Tibet hanno capito che Piombino è a 38 mn dal Giglio e che Genova è a 150,4327 mn, non è più necessario che ad ogni intervista ripeta la litania...
E poi, magari, in coda a un meraviglioso discorso, sicuro dell'effetto, rincara la dose e ti molla il carico dicendo che non è assolutamente necessario avere un bacino di carenaggio...
cioè, me tastu se ghe sun, anche al cottolengo capiscono al volo che portare la nave a Genova è più rischioso...è innegabile...ma pretendere di demolire la nave in acqua e non in una vasca sigillata è da pazzi isterici!

Timoniere, me la sento terribilmente colare dal naso, non mi fido delle pressioni esercitabili dal nostro amico fiorentino sull'altro nostro amico fiorentino...dobbiamo restare uniti e remare tutti, controcorrente ovviamente, e non so se sarà sufficiente...pare che a precisa richiesta di rassicurazioni da parte di Burlando, al Nostro sia stato risposto "Claudio, stai sereno"...

Magari sono pessimista, ma intanto mi preparo a scalpellare due nuove colonne...ne ho il garage stipato, una notte faccio un raid all'Acquasola e le pianto tutte. Quelli che vogliono male a Genova sono anche coloro che parlano senza conoscere, senza rispettare...
Un caro saluto alla Ciurma e al Timoniere

Spedito da: Pubblicato il: 10 giugno 2014 alle 10:46

giorgio.carozzi

Filippi una metafora...?!? geniale, Mario, geniale!
per il resto sottoscrivo, volendo avresti potuto aggiungere molto altro...
grazie, ciao

Spedito da: Bari Pubblicato il: 10 giugno 2014 alle 10:30

Mario Sommariva

Caro Giorgio,
Capisco che l'occasione della batosta livornese fosse molto ghiotta per cucinare una pietanza al vetriolo. Se però usciamo dal gioco dei paradossi che sono sempre necessari per stimolare una riflessione, dobbiamo essere consapevoli che Marco Filippi, con la sconfitta di Livorno, c'entra ben poco.
Non era lui lo Schettino al comando della nave PD finita sugli scogli. Filippi fa il senatore e non mi risulta, per come funzionano le cose ai giorni nostri, che abbia particolare influenza sugli avvenimenti locali. Tutto ciò, a meno che Filippi non sia usato come metafora. Metafora dei gruppi dirigenti in senso lato. Se è così bisogna raccogliere la provocazione di Giorgio. Se è così, l' analisi, diventa abbastanza semplice.
Se i gruppi dirigenti sono sordi, ciechi ed arroganti il PD perde, se sanno ascoltare, rappresentare il disagio e la domanda di cambiamento, essere inclusivi anche di altre realtà politiche, sociali e culturali il PD vince. Se il 5 Stelle ha di fronte a se, in un testa a testa, un PD ottuso, vince. Questo perché, il movimento, nel suo essere non ascrivibile direttamente alle categorie di destra e sinistra, riesce a mettere insieme il mai sopito sentimento anticomunista assieme al movimentismo radicale ed anche alla " moderata" semplice stanchezza dei soliti volti.
Mi pare che Livorno e Civitavecchia ci dicano questo. Bisognerà capire il senso di questo cambiamento politico in due importanti porti del medio Tirreno. Di fronte a scelte concrete "destra" e " sinistra" torneranno ad essere attuali. Con tutto questo la riforma dei porti c'entra poco. Una riforma coraggiosa e praticabile resta una necessità urgente e per farla serve che il parlamento lavori con consapevolezza e serietà.
Non ho motivo di pensare che Filippi e le Commissioni di Senato e Camera chiamate a legiferare non lo facciano con serietà e coscienza. Resto uno rispettoso del lavoro altrui. Penso sia giusto così .

Mario Sommariva

Spedito da: italia Pubblicato il: 10 giugno 2014 alle 09:51

Bruno Marelli

Tutti i commenti fatti dai politici professionisti e dai giornalisti di settore in tv e sui giornali mi sembrano falsi, stonati, ipocriti, di copertura e di regime! Non c'è niente di politico nel ribaltone di Livorno e anche in quello di Civitavecchia. Perché non dicono che a Livorno si è consumato l'ultimo atto di una faida comunista che va avanti da anni e che ha messo in ginocchio la città e il porto? L'uno contro l'altro armati, una famiglia (in tutti i sensi) contro l'altra, all'ultimo sangue. I voti del pd (oltre a quelli del centrodestra) sono andati tutti ai grillini perché solo così potevano far saltare il banco. Idem e forse anche peggio a Civitavecchia. Le regole del gioco sono sempre le stesse.

Spedito da: Milano Pubblicato il: 10 giugno 2014 alle 07:45

Enrico Vigo

Comuni di Livorno e Civitavecchia in mano al M5S/Beppe Grillo.

Espugnate due roccaforti PD, mentre il PD dilaga altrove e la Lega si prende una rivincita a Padova. Nulla di nuovo tranne qualche mal di testa in casa PD laddove meno potevano aspettarselo, ma ora più di ieri mostra i limiti di una scarsa coesione come partito in sè, strattonato dai ras locali raminficati nei territori, schivi del loro elettorato e senza un'anima comune. Basta guardare la sceneggiata politica del Presidente della Regione Toscana per la questione Piombino che sa di vergognoso come poche,(a prescindere dal fatto che tifo Genova non per appartenenza o partigianeria, ma perchè Genova è in grado di togliere la patata bollente all'Isola del Giglio immediatamente e poi perchè esistono professionalità consolidate del cluster riparazioni navali che non aspettano di essere inventate e foraggiate di denaro pubblico secondo uno schema di vecchio naftalinoso assistenzialismo).
O il PD nelle sue varie trasformazioni, più o meno sensate, si ferma un attimo a riflettere sulla perniciosità dell'abbandono di una linea nazionale che impoverisce o meglio svilisce la possibilità di essere un pilastro della vita e della dialettica democratica del nostro paese, oppure è destinato ad esaurire la sua spinta ideale in tanti rivoli tossici. Uno di questi rivoli ammorba anche il clima del cluster portualità italiana, con odore di affarismo vecchia maniera (politica troppo appiccicosa), senza necessariamente oltrepassare il limite del codice penale (nessuna accusa in tal senso), anche solo limitando il danno alla decenza, vista la confusione ed il disaccordo che regna indisturbato da anni, inguardabile e deleterio. Ha ragione il Sen.Rossi, è in casa PD che la sciagura del disaccordo rallenta lo sviluppo dei porti e della logistica.

Spedito da: Repubblica di Genova Pubblicato il: 10 giugno 2014 alle 06:23

Movimento Indipendentista Ligure

Livorno e Civitavecchia.
Due Comuni che hanno i Porti più importanti delle rispettive Regioni ( Toscana e Lazio), al ballottaggio sono andati al M5S .
Ciò a dimostrazione che gli elettori hanno, per fortuna, abbandonato le loro “ferree ed incrollabili fedi politiche” e votano con grande libertà e ciò significa anche che, se i nuovi Sindaci eletti non governeranno bene, la prossima volta verranno mandati via. In più, in questo caso, dovranno SAPERE anche gestire bene le “problematiche portuali”.
Su alcuni punti i rappresentanti del M5S stanno dimostrando di essere MIGLIORI degli altri . Facendosi guidare da tre loro VALORI fondamentali, ONESTA', TRASPARENZA e COMPETENZA, hanno un RISPETTO del denaro pubblico che TUTTI gli altri partiti hanno ormai DIMENTICATO. Perché TUTTI gli altri partiti non hanno restituito il “denaro pubblico” del “finanziamento-rimborso elettorale” nazionale che, nel caso del M5S è stato di 42 milioni di euro + quello delle Regioni ? Perché i parlamentari di TUTTI gli altri partiti non hanno restituito almeno metà dei loro lauti stipendi, come invece hanno fatto quelli del M5S ? Visto che i giornali e le televisioni non raccontano quello che fanno nel Parlamento ( proposte, ecc...), basta andare nel sito “Parlamento 5 Stelle”.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 09 giugno 2014 alle 15:57

Realista

Foscolo chiede al sindaco di "dire qualcosa" in merito ai problemi della nostra citta' e nello specifico un commento su quanto riguarda Ucina e Fiera....
Ahh!! Ma abbiamo un sindaco a Genova?! E' talmente "silenzioso" e talvolta inesistente che me n'ero dimenticata!!!!

Spedito da: Genova Pubblicato il: 09 giugno 2014 alle 11:12

giorgio.carozzi


1) CI RIVEDIAMO (D)A FILIPPI…!!!
Ragazzi che botta, maremma maiala….!!!! Ma certamente il nostro amico senatore Marco Filippi (segno zodiacale Leone, ascendente Capricorno), timoniere e nostromo del Pd di Livorno, era troppo impegnato a fare e disfare la legge di riforma dei porti e ha trascurato la portata e la consistenza dell’arrembaggio lanciato dai 5Stelle. Al punto da farsi sfilare sotto il naso il Comune! Pensate un po’: il Municipio Rosso che più Rosso non si poteva di Livorno, come rubare la statua di Lenin! Un terremoto a sua insaputa…
Ma dov’era il nostro amico senatore Filippi??? Ciurma dannata, ma a uno che riesce nell’impresa impossibile di farsi fregare dai grillini il Comune di Livorno vogliamo lasciare ancora in mano la riforma dei porti, a lui e ai suoi consulenti riuniti??? Dato che la risposta della ciurma sopra indicata è scontata, rivolgerei sommessamente la domanda ai presidenti delle Autorità portuali targati Pd, di stretta osservanza post comunista e post democristiana, da Merlo a Mariani passando per Paolo Costa… Ragazzi, e non fate i pesci in barile, altrimenti finisce che il terremoto vi seppellisce tutti…

2) MARESCA, NON MI CONVINCI…
Caro Maurizio, scusa, ma questa è una delle rare volte in cui non mi convinci, ci devo pensare… Con tutto il rispetto: si diventa un Paese moderno sovrapponendo incapacità a pelandronaggine, inefficienza a inettitudine, burocrazia a corporativismi, gli ispettori ai controllori, la carta dei fax a internet…? Bah, sono talmente disgustato che mi verrebbe voglia di dire che forse l’unica soluzione è buttar via la chiave.

3) UNCINA, FIERA & C. Altra bella storia, un concentrato di nefandezze, idiozia e miopia politica, amministrativa e imprenditoriale. Aspettiamo nuove puntate!

Spedito da: Montecarlo Pubblicato il: 09 giugno 2014 alle 10:37

Andrea Ratto

Che polli quelli di Ucina e che figuraccia!!! Smentiscono della volontà di fare riparazioni in Darsena e poi vengono incastrati dalla pubblicazione dell'istanza dove si parla proprio di quello...sempre meglio!!!
Bravo Perotti, forse è il caso di rivedere anche il reparto comunicazione oltre a tutto il resto.

Spedito da: Recco Pubblicato il: 08 giugno 2014 alle 23:34

Foscolo

Carozzi, bravi i tuoi che per primi hanno portato alla luce il caso Ucina, Fiera e Nautico.
Leggo della Darsena e sono d'accordo con Merlo. Ma in questa storia che sa tanto di interessi privati in Ucina e Fiera, visto che la manifestazione è della città, sembra chiedere troppo che il sindaco dica qualcosa almeno per una volta nel suo triste mandato?

Spedito da: genova Pubblicato il: 08 giugno 2014 alle 15:24

maurizio maresa

Se mi consenti ancora un momento, Giorgio, solo per completezza.
La mia analisi (triste evidentemente) esce rafforzata proprio se si considerano persone che, pure in ambienti in questi giorni "difficili", stanno distinguendosi per una positiva volontà di cambiare: come, se mi consenti, Luigi Merlo e Paolo Costa (ho citato loro solo in considerazione dell'ambiente devastato dal malaffare dove operano, ma potrei ricordare molti altri). Persone che, sarà un caso ?, non sono affatto critici verso l'azione di regolazione affidata all'Autorità dei Trasporti perchè ritengono che tutto quanto contribuisce a presidiare il rispetto delle regole sia positivo.

Spedito da: genova Pubblicato il: 07 giugno 2014 alle 11:11

maurizio maresca

Caro Giorgio,
mi costringi a ripetermi. Un Paese serio dovrebbe disporre di una amministrazione pubblica e di una forma di regolazione e controllo terza, indipendente e della massima professionalità. Ho grande stima per alcuni direttori del Ministero e Presidenti di Porti: ma, con alcune pochissime eccezioni, ti senti di dire che l'amministrazione pubblica italiana nella materia dei trasporti soddisfi agli standard di cui sopra (aggiungendo il requisito della trasparenza) e onori la funzione pubblica alla quale è preposta? E mi spiace dire questo se penso a tante amiche ed amici, amministratori pubblici, che sono essi le prime vittime di un sistema dove l'ammnistrazione pubblica fatica e la regolazione del mercato non c'è.
Genova, Napoli, Milano, Venezia: svegliarci e gridare allo scandalo quando tutti si sa, non forse i dettagli (ma, temo, spesso anche i dettagli), beh Giorgio... E mi vieni a chiedere perchè c'è bisogno di una autorità di regolazione vera? E perchè la Commissione Europea auspica che anche in Italia si instauri un mercato ispirato alla concorrenza all'efficienza e che premi gli investimenti e non altro? Semmai il problema è come fare che queste autorità di controllo siano il più indipendenti, terze e professionali, ispirate solo alle regole.
Ma il tema delle autorità indipendenti segna anche evidentemente una differenza fra impresa e impresa: se guardi bene, Giorgio, le imprese, e le loro associazioni di categoria, che investono (anche in sicurezza), e che pretendono di misurarsi con un mercato trasparente dove vince il migliore, non sono né contro l'antitrust (che pure spesso sbaglia) né contro le autorità di regolazione. Chi è contro? In genere le imprese che non vincono le gare o acquisiscono aiuti pubblici in virtù degli investimenti e della trasparenza, ma che sostituiscono agli investimenti altri rapporti (le famose "liasons dangerouses") che in Italia ancora pagano tanto. O forse no Giorgio?
Il problema è provare a diventare un Paese moderno. Anche perchè, altrimenti, è inutile prendersela con la Merkel.

Spedito da: Civitavecchia Pubblicato il: 07 giugno 2014 alle 10:07

informatore civitas

come mai timoniere non si raccontano le vicende giudiziarie che in questi giorni coinvolgono il porto di Civitavecchia??? non aveva fatto lei stesso una campagna contro la gestione dell'Autorità portuale? Secondo gli inquirenti le fondamenta e i cassoni del nuovo terminal in costruzione sono fatti non di pietra e robusti materiali ma di scarti, immondizia, rifiuti e altro ancora. non che sia una novità, credo che a Genova (Voltri) ne sappiate qualcosa. Ma un po' di attenzione anche a queste cose non guasterebbe!

Spedito da: Milano Pubblicato il: 06 giugno 2014 alle 19:17

Enrico Vigo

NULLA SI MUOVE, CONDANNATI A CRONACHE MISERASBILI

Riescono a non fare assolutamente nulla per rilanciare Genova e la Liguria. Adesso però abbiamo l'occasione di vedere se usciranno coniglietti dal cappello di Comune e Regione, giusta la chiamata alle armi del Presidente Matteo Renzi che vuol far ripartire la sgangherata Italia. Per inciso sarebbe ora che la Corte dei Conti mettesse il naso nel progetto TAV Torino-Lione, con quel che oramai leggiamo in cronaca nera tutti i giorni sui grandi progetti italiani (corruzione dilagante) abbiamo tutto il diritto perlomeno di aspettarci ovunque colpi di scena clamorosi. Alla nostra latitudine, quella del piccolo cabotaggio, dove non si fa nulla, assistiamo allo spuXXanamento incrociato tra personaggi loschi e vigliacchi, mezze figure che un palcoscenico decrepito e disfatto ha reso giganti, e che hanno infestato per anni i circoli che contano in città. Che tristezza. Facciamo partire i cantieri e le purghe, mettendo insieme quei cocci della sana politica che ancora si salvano dallo stordimento sciroccale del non fare e dalla voglia di allungare le mani sugli appalti. Basta leggi, ha ragione Renzi, le leggi ci sono, bisogna solo cacciare i ladroni, ed insistere con il tintinnio di manette a decibel sempre più elevati, tintinnio che in questa fase deve diventare il nuovo inno alla Democrazia.

Spedito da: genova porto/aeroporto e dintorni Pubblicato il: 06 giugno 2014 alle 09:59

magolino

Possibile che fra tutti i "chattisti" che con i loro "ludi" appunto solo chattistici, invadono sia il ponte ma ancor peggio la esigua nostra "tuga" impedendo una qualsivoglia manovrabilità per uscire dal reefer senza danni, non ne esista uno che indichi il giusto passaggio, senza tanti scandagli e finalmente, veleggiare in mare aperto?
Caro Giorgio credo che, questi turisti e solo per caso, abbiano solo lo scopo di applicare il D.R. Napoletano del "faccite ammuina". Quindi quello che importa è chattare, chattare etc. Nessuno ha mai presentato un progetto valido per la ns città. Un progetto che, forse, le potrebbe permettere, appunto, di uscire dal reefer in cu i(grande mea culpa!) si è trovata incagliata/circondata, avvolta nel politichese, senza ulteriori danni. Possibile che, nel futuro della città, esista per questi chattisti solo il porto e le sue calate e che non sapppiano, pertanto, chattare che solo di questo?
Mi ripeto: si vuole veramente nel concreto immaginare Genova, come futura città terminalistica,Algesiras,G.Tauro etc?
E così sia.
Ke Linse

Spedito da: Genova Pubblicato il: 06 giugno 2014 alle 09:49

giorgio.carozzi

VOLTASTOMACO...

Facciamo ammenda, dannata ciurma! Tra le tante schifezze di cui ci siamo occupati su Pilotina in questi anni, abbiamo trascurato e ignorato le miracolose imprese dell'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici!!! Trecento dipendenti tra dirigenti e funzionari, stipendi che in molti casi sfiorano i 200.000 euro l'anno, costo totale del personale superiore ai 20 milioni/anno. I risultati di questa allegra brigata pagata con le nostre tasse, sono sotto gli occhi di tutti.
Mi chiedo e domando in particolare all'amico Maurizio Maresca: che cosa dobbiamo aspettarci di più e di peggio dalla nascente Autorità dei Trasporti, di cui la stessa Ue sollecita l'avvio rapido???

Spedito da: Milano Pubblicato il: 05 giugno 2014 alle 19:57

Enrico Vigo

RETATE BIPARTIZAN.

Almeno vergognatevi, FI e PD, che schifo. Non c'è reazione politica adeguata, anche le retate passano sotto pallida reazione di routine, sembra che tutti siano al corrente e che rubare sia un atto intrinseco al far politica. La gente vi guarda sbigottiti da anni non ci sono cenni di reazione, si confida solo nella lentezza della magistratura e in qualche strategica prescrizione. Non siete credibili e non meritate la guida del paese. Porti? Forse c'è poco da rubare, per questo l'interesse della politica è ai minimi storici. Ma basta, toglietevi dai piedi.

Spedito da: italia Pubblicato il: 05 giugno 2014 alle 10:57

gerry

EPPUR VI DICO:
UN'ONDA ANOMALA CI SEPPELLIRA'. Con buona pace di Matteoli, Nerli e compagnia bella.

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