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L’Autorità che si inghiotte i porti: una montagna di carta vi seppellirà

UNA NUOVA MONTAGNA DI CARTA e di sprechi sta per affogare la riforma dei porti, che in realtà pochi vogliono perché è molto più conveniente continuare a farsi gli affari propri. Sta per nascere l’Autorità dei trasporti, l’ente di regolazione che controllerà anche le 23 Autorità portuali italiane, che a loro volta dovrebbero vigilare sullo sviluppo e la crescita delle banchine, assicurando regolazione del mercato e trasparenza. È la sublimazione della burocrazia che azzera qualsiasi tentativo riformista, una scelta paradossale e grottesca che però piace molto all’Unione europea, che invita l’Italia a darsi una mossa. Il nuovo carrozzone va a braccetto con l’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici, di cui si ignorava perfino l’esistenza: 300 tra dirigenti e funzionari, busta paga in molti casi da 200 mila ero l’anno e fari spenti sulle nefandezze che alimentano le cronache quotidiane.

Costituire l’Autorità dei trasporti significa anche ammettere un fallimento: le Authority dei porti non garantiscono, come pretende la Commissione europea, le regole di un mercato ispirato alla concorrenza, all’efficienza e capace di premiare gli investimenti privati. Tanto varrebbe, allora, tagliare la testa al toro e chiuderle tutte. Ma così come sono messe le cose oggi, l’Autorità dei trasporti è un’inutile tassa aggiuntiva sulla merce. Non solo. Il nuovo ente è subito appesantito dal fardello di un assurdo pendolarismo dei suoi dipendenti, che avranno casa e sede a Torino ma saranno costretti ad un necessario confronto quotidiano con i ministeri e la burocrazia della Capitale. Il premier Renzi dichiara di voler abolire qualche migliaio di enti inutili. Forse non sarebbe male se cominciasse a non crearne di nuovi.

Il fatto è che il ministero dei Trasporti e le stesse Authority portuali non sembrano comprendere l’urgenza di intervenire con atti di buona amministrazione in settori cruciali come quelli fiscale, ambientale e della sicurezza, per una effettiva riduzione dei costi complessivi dello shipping. Al contrario, si assiste a continui tentativi di aumentare i livelli burocratici e le spese per le imprese nei segmenti più disparati, dalla security alla safety nei porti. In una materia così delicata, non ha senso che più enti e ministeri si ritaglino nuovi spazi con duplicazione di autorità, complessità gestionali e costi aggiuntivi. Ma queste iniziative non richieste e non necessarie sono all’ordine del giorno, con il conseguente aggravio degli oneri per le imprese.

Il nostro mercato è sicuramente aperto, competitivo e trasparente, come è normale che sia all’interno dell’Unione europea. Ma, a differenza degli altri Paesi che tendono a semplificare il rapporto con la Pubblica Amministrazione, le regole dell’Italia portuale sono le stratificazioni e i conflitti di competenze, con un continuo aggravio dei costi e benefici solo per i consulenti legali. L’attesa della riforma portuale è ormai un alibi. Sarebbe utile intanto risolvere problemi concreti, semplificare le procedure e i controlli sulle merci, realizzare gli sportelli unici a partire da quello doganale, evitare improprie concorrenze tra terminalisti applicando in modo corretto le direttive ministeriali in tema di Ici e di Imu. E coordinare effettivamente tutte le amministrazioni pubbliche che hanno competenze nell’ambito dei porti. Interventi sensati, che però non generano pubblicità, portano pochi voti. E allora parliamo di massimi sistemi, senza conoscere quante merci che transitano nei nostri porti provengono o sono destinate agli interporti e ai centri più accreditati, senza calcolare quanta economia ed efficienza in più si otterrebbe creando le fantomatiche Autorità di distretto portuale-logistico, frutto delle “intuizioni” del ministro Lupi. Non sarebbe meglio cominciare sopprimendo un’Autorità dei trasporti che genera solo sovrapposizione di competenze e nuovi costi per le imprese?

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PS. Un doveroso pensiero di deferente e umana comprensione al dotto amico compagno Avv. Prof. Presidente Giuliano Gallanti, che nella vita ne ha viste e visti tante e di tutti i colori, ma non aveva messo in conto di doversi confrontare anche con un discepolo di Beppe Grillo… Il quale, nella più benevola delle ipotesi, esordirà con un: “Gallanti chi?”. Ed è probabile che questa sarà la battuta più allegra di Filippo Nogarin, il nuovo sindaco di Livorno. Che al netto degli slogan e della solita tiritera mandata a memoria, mi sembra imbarazzante per pochezza conoscitiva e programmatica. So di deludere gli amici della ciurma che stravedono per i 5 Stelle, ma penso davvero che sarà l’ennesima occasione bruciata.

Eppure adesso che hanno in mano i futuri destini di una nobile ancorché decaduta città portuale, potrebbero giocare un ruolo incisivo o dirompente nella stesura delle legge di riforma o imprimere svolte al sistema nel segno della sburocratizzazione, del libero mercato, della produzione. Lo faranno? Dubito, ovviamente. Ma vi suggerisco di aiutarli… Nogarin ha già annunciato che farà un bando su internet per cercare i suoi assessori, chi vuol farlo si candidi e mandi un curriculum!

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Commenti inseriti: 119 — pagina 1 di 5

Spedito da: Pubblicato il: 14 luglio 2014 alle 23:05

giorgio.carozzi

Caro Paceco, sottoscrivo ovviamente le osservazioni sul valore mondiale della millenaria storia marittima e portuale di Genova. Quanto al cono aereo, anch'io sono convinto che sia fatta. Ma tocchiamo ferro e andiamoci con i piedi di piombo: lo stesso annuncio era già stato dato dalle stesse persone non so più quanti mesi fa...
Dici bene di Vado, che è il frutto della miopia e dell'ostilità tra bande liguri e che è anche l'emblema del rifiuto di programmare e pianificare insieme il futuro. E adesso? Non so... potrebbe diventare una depandance di Voltri, o essere gestito da qualche gruppo per traffici alternativi. Certo, un nuovo problema da risolvere in fretta nel segno del bene comune. Se possibile.

Spedito da: Milano Pubblicato il: 14 luglio 2014 alle 18:05

Enrico Vigo

COSTI DELLA LOGISTICA, PEDAGGI AUTOSTRADALI (SERVE IL BISTURI).

Se vogliamo rendere competitivo il sistema-Italia dobbiamo anche capire se l'attuale tariffazione dei pedaggi autostradali è sensata o sopravvalutata, perchè a me sembra che i meccanismi di calcolo bizantini, e non so fino a che punto del tutto trasparenti, siano poco sostenibili. I pedaggi stanno lievitando a numeri fuori dalla realtà (tra parentesi ammazzando anche il turismo delle tratte medie). Il controllo dei cicli produttivi, delle manutenzioni, dei contratti di appalto, delle prebende ad amministratori e consulenti, etc. etc. delle concessionarie, è una colossare area dove occorrerebbe metter mano col bisturi, ma guarda caso tutti se ne guardano bene dal farlo, e comincio a pensar male, anzi malissimo. Se si vogliono rendere competitivi i porti del southern range (Vado, Savona, Genova, La Spezia, Marina di Carrara, Livorno, Trieste, Porto Nogaro, Monfalcone, Venezia, Marghera, Ravenna) rispetto ai porti del Nord Europa, bisognerà prima o poi mettere mano anche ai pedaggi autostradali oltre che alle strabilianti accise sulla benzina. Questi costi sono sensibili per determinare la reale catchment area di un porto, almemo sulla carta. L'industria italiana aspetta un segnale. Associazioni, chi comincia la danza delle proteste in alto loco?

Spedito da: Ütri - Zena - Repubblica delle Banane Pubblicato il: 14 luglio 2014 alle 16:28

Paceco

Caro Timoniere,
apprendo con piacere dall'Ansa che sarebbe giunta finalmente l'ufficialità sulla questione del cono aereo, che, per bocca dello stesso Presidente Merlo, sarebbe stata finalmente risolta con piena soddisfazione da parte del VTE e PSA che potrebbero finalmente sbloccare l'acquisto delle nuove, fondamentali, gru.
La notizia è datata 12 Luglio, ma ancora nessuna testata l'ha riportata...è forse un abbaglio dell'Ansa?
Nel caso in cui la notizia fosse veritiera, basterà a far cambiare idea a coloro che in buona fede tifano oggi per la piattaforma Maersk di Vado Ligure? A coloro che sono in malafede, ovviamente, basta che i lavori procedano, ma un'ampia fetta dei "favorevoli", coloro che ragionano sui fatti, si dovrebbe chiedere perché si stia realizzando una nuova infrastruttura quando a quaranta chilometri di distanza un terminal già esistente e con ampia capacità ancora da saturare sarà in grado prima e con più spazi di assolvere allo stesso ruolo, mentre a cinquanta, un nuovo riempimento sarà presto terminato e destinato nuovamente alla stessa finalità, e con pressapoco la stessa capacità della costruenda piattaforma vadese.
Dopotutto questo nuovo terminal non serviva proprio per ospitare le mega-navi che non potevano arrivare a Voltri per via dei pescaggi e delle paceco low profile?
Hanno dragato...Ah
Comprano gru alte il doppio...Ah
Termino controcorrente per quanto riguarda la Costa Concordia.
Per Genova è una grandissima opportunità di aprirsi a un nuovo business, certo che è meglio costruire le navi che demolirle, ma visto che una cosa non esclude l'altra, fare entrambe le cose è ancora meglio.
E teniamo conto che la scelta che è ricaduta sul nostro scalo è si un'immensa responsabilità, ma è anche l'ulteriore attestato della Nostra millenaria capacità navale. Sono solo orgoglioso che un'operazione mai tentata prima nella Storia della Marineria avrà il suo coronamento a Genova, dove milioni di occhi da tutto il Mondo la documenteranno.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 14 luglio 2014 alle 12:18

Michelangelo Trombetta

Divagazione calcistico-finanziaria dopo i mondiali: chi ha investimenti finanziari diretti o indiretti in Brasile è bene che li tolga; ma non perché il Brasile non ha vinto la coppa. I motivi sono ben più seri ma non mi sembra il caso di parlarne sul blog. Giorgio può dare la mia mail a chiunque la richieda.
Michelangelo.

Spedito da: Milano Pubblicato il: 12 luglio 2014 alle 12:27

Enrico Vigo

ARIA NUOVA

Finito un ciclo amministrativo che non rimangano eredi a riempire ogni spazio politico, ogni poltrona, ogni anelito di democrazia partecipata, tanto per scaldare sedie ed occupare poltrone con spirito di congrega, con famigli e amici degli amici. Chi doveva fare, ed ha avuto il tempo di fare ha già dato, inutile che venga a promettere di fare di nuovo il non fatto prima. Le elezioni sono lontane, ma siccome la Democrazia è spesso scandita dalle indagini della Magistratura non si sa mai, meglio stare pronti ad ogni evenienza. Quanto a CULMV/PIETRO CHIESA/IMPRENDITORI DELLO SHIPPING/ASSOCIAZIONI e contorni, tanto di cappello per competenze e prestigio, ma non ho molta fiducia che d'incanto si coaguli un fronte etico per smuovere le acque, caro Giorgio, ma non vedi che nessuno si preoccupa di infrastrutture lasciando che l'andazzo abbia ritmi indecenti?
Finora non ho mai visto alzare un dito, contestare nulla, la passività totale regna indisturbata nella più grigia mediocrità e nel più viscerale egoistico menefreghismo. In politica ci vuole una "scopa profonda", che nessuno possa più vantare legami con un passato che non c'è più ed esibire un vuoto medagliere oramai fatto solo di tolla (vi ricordate le medaglie ex-URSS vendute nei mercatini abusivi della domenica? Bene, prendano esempio da loro). Tutto azzerato, nessuno viva più di rendita di meriti antichi non suoi, si ricominci da capo, con la professionalità, l'etica e lo spirito di servizio. Il resto è rottame, pattume, "zetto" da discarica.

Spedito da: Pubblicato il: 12 luglio 2014 alle 10:35

giorgio.carozzi

Vigo: che cosa vuol dire "aria nuova"? chi, come, dove, quando, perché...? O pensi davvero che i genovesi sappiano e vogliano con un loro voto (significherebbe comunque aspettare ancora un bel po') cambiare di punto in bianco uomini e regole del gioco? Quel che manca, ora e subito, è un fortissimo movimento di pressione a tutti i livelli (!), formato da Culmv e imprenditori dello shipping forniti di sale in zucca e non ancora abbastanza compromessi.

Spedito da: Confetra Roma Pubblicato il: 12 luglio 2014 alle 10:27

Nereo Marcucci

Il mondo della logistica chiede a Renzi che dalla riforma della P.A. contenuta nel decreto legge 90/2014, derivino effetti positivi immediati per le imprese e propone il rinvio del pagamento del contributo Antitrust in scadenza il prossimo 31 luglio.
L’intervento del Governo di razionalizzazione delle spese di tutte le Autorità Indipendenti è molto apprezzato dal mondo imprenditoriale della Confetra, ma occorre un segnale concreto.
In particolare Confetra chiede di prorogare il pagamento del contributo all’Antitrust in modo che possa essere riparametrato alla luce dei tagli di spesa che quell’Autorità dovrà operare già nel corso del 2014.
Non sarebbe infatti né equo né razionale chiedere alle imprese di pagare un contributo basato su un preventivo di spesa che il Governo ha imposto di ridurre.


Spedito da: Milano Pubblicato il: 12 luglio 2014 alle 07:52

Enrico Vigo

DECRETO SALVA ITALIA, ... E A GENOVA?

La cartina tornasole per vedere se ci sarà qualche coniglietto nel cappello si avrà col benedetto decreto promesso per metà luglio, e ci siamo quasi. Questo è l'unico atto politico rilevante dell'era Renzi, auguriamoci che non sia "chiacchiere e distintivo" ma qualcosa di concreto, un tonico per il rilancio dell'economia italiana e per rendere competitivi i territori ammalati di italianopatia acuta, dove ogni progetto naufraga o va a rilento. Genova per questo è laboratorio d'eccellenza. Tanto per fare chiarezza, siamo quasi a metà luglio, praticamente il tempo inesorabilmente ci porta già a pensare a settembre senza che si sia mossa foglia o piantato chiodo, con già 9/12° del 2014 con a Genova nulla, di quanto da anni finanziato in termini di nuovi progetti infrastrutturali, sia stato dato il via ai lavori.
Diciamolo con chiarezza: Regione, Comune, Autorità Portuale si sono mossi secondo manuale, ma senza scatti di reni d'orgoglio in nessuna direzione. Critiche da sollevarsi nei loro confronti? No, troppo poco e troppo comodo. E non aiuta l'indifferenza o il rigetto per la poca stima che i cittadini contribuenti hanno verso la politica nel vedere l'ingordigia di taluni nel fagocitare per proprio tornaconto fiumi di denaro pubblico. Quando manca la cinghia di trasmissione corpo sociale - rappresentanza politica, sono guai seri, certa politica sempiterna e immobile va redarguita col rifiuto di accettare che musica e musicanti rimangano gli stessi sotto le nuove e umidicce insegne del "RENZI, IN HOC SIGNO VINCES". Genova disperata deve avere l'orgoglio di rifiutare l'inguacchio! Aria nuova, ovunque, non gattopardi camuffati.

Spedito da: Repubblica di Genova Pubblicato il: 12 luglio 2014 alle 04:14

Movimento Indipendentista Ligure

L'evasione fiscale e i POS.
Le slot machine e i 98 MILIARDI di euro.

Secondo questo “furbissimo” Governo Renzi e & , la “GRANDE, ENORME” evasione fiscale dei “lavoratori autonomi”, in maggior parte a “conduzione familiare” ( anche nell'ambito del lavoro portuale ed indotto ) , DEVE essere combattuta con l'introduzione dei POS che saranno ulteriori ONERI per i produttori di redditi autonomi e ulteriori REDDITI per le banche ed il “Consorzio Bancomat”. Poi qualcuno deve spiegare bene perché se un lavoratore autonomo ed il cliente “si mettono ILLEGALMENTE d'accordo” per un pagamento in nero, l'introduzione del POS.......... eviterebbe tutto questo ! A meno che nel POS non ci sia inclusa anche una minitelecamera che, collegata con la Guardia di Finanza, trasmette le immagini del......... pagamento “in nero” !
Invece le lobby delle slot machine DEVONO, alla luce del sole, essere “aiutate e tutelate” al punto che il Parlamento del 2008 , intervenendo con “direttive parlamentari” , è riuscito a “bloccare” un accertamento di 98 MILIARDI di euro fatto dalla Guardia di Finanza nel 2007
Chi spiega questa ENORME diversità di trattamento ?

Spedito da: Genova Pubblicato il: 11 luglio 2014 alle 10:57

giorgio.carozzi


Caro Micky, non ne hai parlato con suo padre ma lo hai scritto su Pilotina… vedi di imbarcare anche tuo nipote, chissà che non trovi inaspettati stimoli!
Con l’amico Magolino non faccio che ripetermi: non hai una ma un milione di evidenti ragioni, che gridano vendetta! E allora, che vogliamo fare??? Merlo, batti un colpo, perché non provi a recuperare almeno una depandance del parco dei divertimenti della Walt Disney?
Per Realista: ok, la prossima volta accolgo l’invito dell’amico Gigi Leone, sicuro che gli farò scoppiare un casino in diretta…

Spedito da: genova porto ed aeroporto e dintorni Pubblicato il: 11 luglio 2014 alle 10:43

magolino

Gent.mo Giorgio,
hai letto come- per dirne una-, crocieristicamente parlando, si comporta la Port A. di Amburgo? Pensa: loro debbono pur costruire, spendendo Mln di Euri, una strada ex-novo per collegarsi con l'Aeroporto!!! Capito mi hai??? E noi che abbiamo: area- ex ILVA- quasi pronta da dedicare alle Cruise e non solo(!!!) con aeroporto anche raggiungibile via "pedibus calcantibus", autostrade etc etc.siamo sempre lì ad aspettare o forse, come diciamo noi genovesi..." a farsi mangiare il belino dalle mosche??? Cosa dici tu?
Per parte mia, sempre e cmq EVVVVVIVA GENOVA FUTURA.
Ke Linse

Spedito da: Genova Pubblicato il: 11 luglio 2014 alle 10:25

Michelangelo Trombetta

Avant'ieri sera sono andato a trovare mio nipote che ha 35 anni e vive da solo; sta prendendo le redini della società fondata da suo padre e di cui è già socio minoritario. E' una ditta solida; lui si impegna molto anche nelle cose più terra-terra. Non dà solo ordini; lavora di testa e di braccia.
Si parlava dei loro problemi e a un certo punto mi ha detto: "Zio ti dico una cosa ma tu non parlarne con papà perché so che gli dispiace; io non ho più voglia di farmi il mazzo in questo paese e per questo paese; fosse per me saremmo già andati completamente (in parte ci sono già) all'estero".
Detto da un giovane mi ha fatto molto male; sono stato zitto.

Spedito da: sestri ponente Pubblicato il: 11 luglio 2014 alle 09:40

realista

Caro timoniere, ma perché non hai partecipato anche tu alla trasmissione di Primocanale? ...Io penso che per denunciare apertamente, non solo su Pilotina, i problemi, le soluzioni che esistono e non si vogliono prendere, tutto ciò che ferma e fa morire la nostra città e il nostro porto, cosa c'è di meglio che un dibattito a Primocanale che è una televisione seguita da davvero tante persone? Quanti argomenti ci sarebbero!!!!
Ci sono problemi di cui non sentiamo più parlare, come per esempio delle aree dell'Ilva che fanno gola a tanti, oppure cosa ne faranno dell'Hennebique di cui ho letto che Altarea avrebbe vinto una gara per trasformarlo in negozi (spero sia una bufala!), o l'ultima novità di trasformare parte della Fiera in un centro commerciale...un'altra Fiumara?! Ma anche no!!!! La sesta vasca dov'è finita?! Mah!
Cerco di tenermi informata ma ultimamente non riesco più a star dietro a tutto quello che succede o meglio a quello che non succede e mi scappa anche la voglia di tenermi aggiornata.
Bisognerebbe anche trovare il modo di far amare di più il porto alla nostra città, perché Genova sì è anche una città che va sfruttata col turismo, ma è principalmente una città portuale, lo è sempre stata ma specialmente nel ponente c'è molta rabbia nelle persone che si sentono defraudate del loro territorio.
Sarebbe interessante far partecipare ai dibattiti anche il pubblico magari con interventi telefonici.....
Scusami se ho detto la mia anche se con un po' di confusione ma io la vivo la mia città e vorrei tanto vederla "guarita".....


Spedito da: Repubblica di Genova Pubblicato il: 10 luglio 2014 alle 11:17

Movimento Indipendentista Ligure

Ha scritto, e condividiamo, il nostro Timoniere : " Tra le quotidiane nefandezze della politica al ribasso....", c'è anche l'ultima, su quello che stanno tentando di fare in Parlamento :

Massima ATTENZIONE per TUTTI i parlamentari !
Clamoroso ! Cercate di leggere “Il Secolo XIX” di oggi .
INVITO anche ai semplici CITTADINI perché “si diano da fare” e “marchino stretto” i parlamentari che conoscono !
In prima pagina : titolo : “Maximulta slot, ancora un rinvio. Il Governo batta subito un colpo”.
Poi, a pag. 6, TUTTA la pagina :
”Non parte il processo d'appello sull'inchiesta dei 98 miliardi, mentre c'è il ricatto del maggiore operatore. Maximulta slot, arriva l'ennesimo rinvio beffa. E Bplus minaccia: se ci condannano, addio Italia”. Come sempre Marco Menduni ha scritto un articolo magistrale : chiarissimo e documentatissimo.
ATTENZIONE per TUTTI i parlamentari ( soprattutto del M5S che sono i più “attenti” su queste problematiche). Ha scritto Menduni : “ Non deve essere un caso........che una manina abbia inserito lemme lemme, senza alcun clamore, un codicillo nel recente decreto sul riordino della pubblica amministrazione. Si parla proprio delle società aggiudicatarie di appalto pubblico che si trovino in “situazioni anomale”, situazioni “sintomatiche di condotte illecite o eventi criminali”. Il decreto, in via di conversione, prevede che sia il prefetto a nominare uno o più amministratori. Sembra una norma costruita a bella posta sul caso Bplus : garantirebbe il rispetto dei contratti con lo Stato e la salvaguardia dei lavoratori. Una sorta di gestione commissariale pubblica, magari in attesa di un compratore.....”.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 09 luglio 2014 alle 02:41

giorgio.carozzi


LA RIFORMA? IN DISCARICA…

Tra le quotidiane nefandezze della politica al ribasso, si torna ogni tanto a sproloquiare di riforma portuale, cioè della rivisitazione della legge 84/94 su cui senatori e deputati si stanno consumando le meningi da almeno quattro anni... Se si dovesse giudicare dal confronto televisivo di lunedì sera a Primo Canale, orchestrato dal mio amico e collega Gigi Leone, la proposta difesa strenuamente dal senatore del Pd Marco Filippi dovrebbe essere immediatamente scaraventata in discarica. Solo l’avvocato Munari ha provato a difendere l’impostazione conservatrice (ne abbiamo già scritto e discusso mille volte…), ampiamente ed emotivamente demolita dagli altri partecipanti al dibattito in studio: il presidente Merlo, l’avvocato Alberto Rossi, Paolo Ravà ed Enrico Musso.
Quando Merlo ha chiesto al compagno di partito perché non si vuole presentare una vera riforma, Filippi (palesemente a corto di idee), con rigurgiti stalinisti ha proclamato che si fa così e basta.
La discussione ha riproposto quello che sta avvenendo a Roma per la riforma del Senato e non solo all’interno del Pd, con la contrapposizione tra tentativi di innovazione e formule superate da 20 anni. E’ lo specchio di un paese bloccato da chi non vuole cambiare nulla. Implacabile l’atto di accusa dell’avvocato Rossi, che ha fotocopiato Pilotina: in tutte le altre nazioni marinare a dominare è la richiesta del mercato e non, come in Italia, la difesa dei privilegi e delle rendite di posizione. Con la palude dei comitati portuali, il mare di soldi sprecati ad Augusta, Taranto, Civitavecchia, quelli che verranno bruciati a Venezia. Con i due volti delle Autorità portuali, quelle che rispettano le regole e le moltissime altre che fanno e disfano in barba alla legge, sicure che la magistratura non interverrà.
Il senatore livornese Marco Filippi ne è uscito apparentemente con le ossa rotte. Ma state pur certi che niente cambierà… Paradossalmente il pallino in Parlamento lo avrà ancora e sempre in mano lui, anche per l’impalpabilità e la pavidità di tutti i parlamentari liguri (a proposito: ma dove sarà mai finito il nostro amico Tullo??). Un quadro desolante. Aggravato dall’incomprensibile eclissi del ministro Lupi e dalla complicità della Debora Serracchiani con Filippi.
Forse varrebbe la pena di applicare la proposta di Merlo… Provocatoriamente, ha detto che bisognerebbe costringere tutti i politici o presunti esperti che vogliono occuparsi di portualità, a farsi due mesi di servizio sociale all’Autorità portuale di Genova. Per capire quanto diverso sia il mondo reale da quello virtuale. Se Autorità portuali, operatori, avvocati, carrier internazionali dicono tutti che il testo di Filippi non va bene e che anzi rischia di peggiorare le cose, perché tanta ostinazione? Quali sono gli interessi in campo? Prima o poi lo capiremo. Forse.

Spedito da: Genova Foce Pubblicato il: 08 luglio 2014 alle 16:59

Sandro Prini

Si dice in Galleria che, dopo le recenti anticipazioni del Secolo XIX sui contrasti che si stanno vivendo all'interno del mondo della nautica, per Ucina potrebbero essere gli ultimi mesi di vita.
Speriamo sia la volta buona. E speriamo che il Salone di Genova possa tornare agli antichi splendori di un tempo.

Spedito da: Sarnico Pubblicato il: 08 luglio 2014 alle 16:53

Aquarama

Timoniere e amici di Pilotina buongiorno,

leggo oggi sulle pagine del Secolo XIX e sul sito del MediTelegraph l'intervista al nuovo ad di Ferretti. Galassi, lo si intuisce, farà un regalo a Genova nel portare ad ottobre le proprie barche in città. Questo Salone così com'è non piace più a nessuno e l'organizzazione degli ultimi anni, crisi a parte, ha fatto solo dei grossi disastri.

Ma quello che voglio capire è una cosa: che si aspetta a rivoluzionare tutto, togliere Ucina e Fiera di mezzo e dare, come ha proposto il presidente Merlo, la gestione della manifestazione ad un soggetto nuovo che faccia solo il bene della città? Qualcuno rischia di rimanere senza poltrona?

Spedito da: voltri Pubblicato il: 08 luglio 2014 alle 16:44

cico barque

Sursum Con-cordia

Questa è la storia di una grande nave
che si schiantò in una nottata
non per qualcosa di molto grave
ma per effetto di una bravata

un comandante di nome Schettino
che invece di stare al suo comando
fece figura da cretino
e mandò tutto o quasi a ramengo

dopo 2 anni e qualche mese
questa tragedia sembra finire
ma quel che rimane nel paese
è un sentimento da non capire

una guerra tra porti per il relitto
e politici stolti senza ritegno
infinite polemiche con poco costrutto
che non hanno lasciato certo un bel segno

Quello che è certo è che Genova vince
e tutti son li a lustrarsene il petto
perché la politica non vuole rinunce
ma tante promesse da mettere al netto

Merlo, Burlando, Doria, Pinotti
che si congratulano senza posa
quando si sa che senza Mariotti
questa commessa non era cosa

Gli unici che posson dire qualcosa
son quelli che accenderanno la fiamma
portando a casa pane alla sposa
che per 2 anni è tanta manna

Nemmeno il suo nome è riuscito a trovare
la pace sociale che andava posta
nessuna Concordia, nessuna morale
ma una tragedia annunciata per Costa

Spedito da: genova porto Pubblicato il: 07 luglio 2014 alle 19:11

max

Condivido l'invito di Antonio a Piero UK, ma anche le sofferenze di Piero che anch'io pago sulla mia pelle tutti i giorni, al lavoro ma non solo, anche in caca in famiglia e nei rapporti con gli amici. La frustrazione di cui parla Piero è qualcosa che ci accompagnma in ogni momento della giornata, ma il lavoro lo amiamo, senza sarebbe molto peggio. Certo non è una bella vita, questi sono problemi reali di tutti i giorni e credo condivisi da tanti amici di pilotina

Spedito da: itali Pubblicato il: 07 luglio 2014 alle 10:07

antonio

Ma perche' anticipare la pensione? Non lo fare, caro Piero UK. Il lavoro, per quanto duro, e' vita.

Spedito da: UK Pubblicato il: 06 luglio 2014 alle 23:03

Piero


Caro Timoniere,
sono stressato, incazzato e vecchio!
Non sopporto l'idea di andare in pensione a 67 anni, e' una truffa nei confronti di noi marittimi che abbiamo passato almeno il 60% della nostra vita (i piu' fortunati) lontano dalle famiglie.
I sindacati…? Lasciamo stare, penso che ci voglia maggiore rispetto per chi nella vita ha prodotto ricchezza . Come faccio io a guidare una nave con 1000 passeggeri a 66, 67 anni? Che leggi sono? Che paese è mai questo dove c'e' gente che non ha mai fatto un cazzo e riceve stipendi e pensioni dorate? Come e' possibile che colleghi del sud Italia siano andati in pensione a 55 anni, abbiano preso l'indennità amianto, abbiano sfruttato tutta la vita la cassa marittima a spese nostre? Io ho fatto un paio di periodi malattia in 40 anni di lavoro perché ricoverato e operato in ospedale.
Sono veramente esasperato, non so più che cosa sperare se non le cose peggiori!
A Genova poi non faranno piu' niente, la gente mi sembra rincoglionita e gli va bene così!
Scusa lo sfogo… te l'ho detto, sono stressato e non vedo vie di uscita. Ma credo anche che sia giusto e opportuno parlare di problemi reali della gente, di problemi di tutti e di tutti i giorni. In troppi parlano di cazzate e vedono solo la punta dell'iceberg e non la radice del problema.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 06 luglio 2014 alle 15:30

Giorgio Merello

Da ex navigante, da italiano e genovese, memore di ben altri VERI comandanti come Piero Calamai dell'Andrea Doria, mi unisco ad Antonio Balli e a "Piero".
Schettino, che dopo aver causato dal nulla 32 vittime ed immensi danni economici e d'immagine, si comporta con stupida arroganza, è la massima vergogna della nostra Marineria. Sia fatta giustizia.

Spedito da: Milano Pubblicato il: 06 luglio 2014 alle 08:40

Enrico Vigo

STRADA A MARE CORNIGLIANO (...A FOA DU BESTENTU...)

La Strada dal cantiere al lavoro è la naturale prosecuzione verso ponente di Lungomare Canepa (lungomare dove ancora nessuno inspiegabilmente mette mano per iniziare i lavori) non sarà pronta neppure nel 2014, oramai l'han capito anche i più inguaribili ottimisti e i fessacchiotti creduloni. Montagne innevate di scuse insopportabili raccontate da gente ben pagata (onesti stipendi, s'intende, ma belli grassi) ed un politico-sfinge, l'Ass.Bernini che con naturalezza scivola impassibile, come su una tavola di surf di onda in onda, di mese in mese o forse anche di anno in anno le sue previsioni, e aggiorna incredibili slittamenti di completamento dei lavori sempre costantemente sforati. Poi non si vergogna mai nessuno, solo sguardi vitrei d'ardesia immobili e cupi. Ma quest'asse di scorrimento dovrebbe liberare il porto e l'area di San Benigno e di Fiumara dal transito dei camion nel tessuto urbano, avviando parte del traffico pesante verso il casello autostradale di Genova aeroporto. Una cambiale in scadenza con i cittadini di Sampierdarena, mai pagata. Ma ahimè manca anche il tassello delle nuove rampe di accesso che dovranno collegare in futuro la Strada a Mare con il casello A10 Ge-Aeroporto.

(...CA DUA CIU' DE U VENTU..)

Spedito da: Italia Pubblicato il: 05 luglio 2014 alle 07:49

Antonio Balli

Come ha ragione Piero.
Schettino (che non posso chiamare comandante) riesce sempre a rappresentare il peggio. Dal momento dell'incidente, qualunque cosa abbia detto o fatto lascia lascia senza parole per stupidità, arroganza, faciloneria, superficialità.
Non c'è alcun dubbio che siamo di fronte ad un imbecille. E, come dice Piero, ad una persona che evidentemente non pensa alle 32 persone morte per colpa sua e ai danni incalcolabili generati dalla sua irresponsabilità. Il peggio del peggio, una vergogna senza fine.

Spedito da: Repubblica di Genova Pubblicato il: 05 luglio 2014 alle 04:30

Movimento Indipendentista Ligure

Alcune “informazioni” utili per comprendere quello che accade nella sempre più “strana” politica italiana :
1) Renzi ed il Pd CONTINUANO a “trattare” ufficialmente con Berlusconi per IMPORTANTI riforme ( legge elettorale e Senato). Berlusconi è stato condannato definitivamente ( per le leggi italiane) ed espulso dal Senato.
2) Il deputato 5 Stelle, Riccardo Fraccaro ha pubblicato un documento che riproduciamo in parte :
“....La deriva autoritaria del renzismo è già pianificata. Il sistema bicamerale verrà demolito con la controriforma del Senato. A quel punto il Presidente della Repubblica potrà esercitare la facoltà concessa dalla Costituzione e scioglierlo subito, questo ramo del Parlamento, anche per l'impellenza di dare un senso al programma di riforme. Poi si dovrà procedere all'insediamento dei nuovi senatori, i sindaci e consiglieri regionali naturalmente di stretta osservanza renziana. A questo punto Napolitano potrà dimettersi e il “senaticchio” di nominati concorrerà all'elezione del nuovo Capo dello Stato, che durerà in carica 7 lunghi anni.
Alla fine, Renzi avrà a sua disposizione la maggioranza bulgara prevista dal Porcellum alla Camera, un Senato di inutili comparse e un suo uomo di fiducia al Quirinale. A quel punto potrà esercitare lo strapotere di cui si è impossessato e governare da sovrano d'Italia, potrà indicare a piacimenti i giudici della Consulta così come applicare la “ghigliottina” per approvare i provvedimenti che gli servono. Qualunque provvedimento, senza ostacoli di sorta: le garanzie costituzionali saranno completamente scardinate .
Renzi è in combutta con Berlusconi per demolire la nostra democrazia, saccheggiare il Paese e spartirsi ciò che resta: il patto del Nazareno è servito. L'agghiacciante obiettivo delle controriforme è questo, noi continueremo a fare di tutto per impedire che il Paese piombi in un pozzo senza fondo. Abbiamo il dovere di aprire un confronto con il Pd per evitare che tutto ciò accada, per il bene di tutti. E restiamo pronti a batterci con ogni mezzo per opporre la più strenua resistenza contro questo progetto piduista “.

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