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Prendi i porti e scappa: così finanza e politica spolpano le imprese

E’ UN PUNTO DI ROTTURA CUPO, devastante, traumatico: dopo averne succhiato il midollo, il sistema finanziario non investe nei business della logistica e dello shipping e dirotta i capitali sui mercati che rendono dal 5 al 7% netti, senza troppi rischi d’impresa. Sono storie sbagliate, che bruciano la carne viva di imprese e lavoro, spengono la speranza, decapitano il futuro di centinaia di aziende e di migliaia di addetti. Annullano la crescita, spengono la luce dello sviluppo. Storie reali, quotidiane, che si consumano sotto traccia mentre la morsa stringe alla gola. Storie drammatiche che stridono con il vuoto pneumatico dell’indecente politica portuale perpetuata anche dal governo Renzi, con la barzelletta della riforma, l’allucinante pressione fiscale al 65%, le buste paga d’oro e le consulenze elargite dalle Authority i cui soli dirigenti ci costano una decina di milioni l’anno, la pervicace e diffusa ostilità allo sviluppo e al business, l’inutilità dei partiti e dei parlamentari liguri.

Un solo esempio, che vale per molti altri. C’è un’azienda dell’alessandrino, a due passi da Genova, settore commercio e logistica, tra i primi dieci protagonisti nazionali, insediata su una grande piattaforma di cui altri detengono la concessione, che è costretta a fermarsi e accedere ad una procedura concorsuale liquidatoria per sperare almeno di pagare il Tfr ai settanta dipendenti. Le stesse banche che negli anni scorsi pompavano per convenienza debito e linee di credito, saccheggiando le risorse dell’azienda con qualunque tipo di contratto (derivati, opzioni su tassi, factoring capestri), adesso tirano i remi in barca perché non c’è più niente da spolpare e la crisi ha ridotto il fatturato. Quasi fossero dei casinò. Il concessionario della piattaforma logistica, dopo aver incassato milioni in affitto e movimentazione, ci mette del suo imponendo costosissime penali se non viene rispettato il preavviso di dismissione del contratto (un anno e mezzo, come se un’impresa potesse calcolare il momento in cui fallirà…). A pochi chilometri di distanza, un’altra azienda ha offerto ai propri azionisti come corrispettivo pezzi del proprio magazzino, ma la Consob è intervenuta vietando questa modalità operativa.

Nello shipping la difficoltà di compensazione fra crediti e debiti tributari pregiudica la sopravvivenza stessa di molte imprese, strangolate da crediti IVA milionari. Una vicenda tutta italiana, che miscela inefficienza della pubblica amministrazione e trucchi contabili utili all’equilibrio della ragioneria generale dello Stato ma non certo alla competitività. L’ultima perla è il cosiddetto “Decreto competitività”, che con un nuovo e assurdo aumento del costo dell’energia elettrica, rischia di mettere definitivamente fuori mercato le imprese ferroviarie private e l’intero sistema portuale. Senza la possibilità di avviare i container su ferrovia, gli operatori avranno la certezza di non poter agganciare nessun cliente al di fuori dei confini nazionali. Dal 2007 al 2013 i traffici sono diminuiti a causa della crisi, ma le imposte sono aumentate in maniera vertiginosa. In questi anni il cargo ferroviario ha perso il 40% dei volumi. E ora, in nome della competitività, il Governo assesta il colpo di grazia definitivo.

Sono storie sbagliate. Talmente surreali da apparire come un’autentica presa in giro. Purtroppo non è così e in estrema sintesi stiamo assistendo ad una vera e propria messa in liquidazione di un intero modello economico, senza che la nostra classe dirigente abbia saputo interpretare l’economia globale di oggi e, quel che è peggio, nessuno degli attuali protagonisti (emblematico il caso dei porti) possieda la minima idea su come elaborare uno straccio di bozza di nuovo sistema economico, su cui avviare la rifondazione. La logica è solo spremere il business, non costruirne di nuovi. Il cappio non si allenta e ormai anche la salma di una nave come la Concordia diventa un salvagente cui aggrapparsi per creare un po’ di lavoro. Quasi impossibile incidere sul degrado. Su una quotidianità che ci rende cinici e insensibili, così poveri di prospettiva, così arrendevoli, così drammaticamente pragmatici e codardi. E’ un processo collettivo di cloroformizzazione delle coscienze. Non c’è più giustizia né idealità: solo un immenso e legalizzato si salvi chi può. Un ritorno agli istinti peggiori.

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Commenti inseriti: 68 — pagina 1 di 3

Spedito da: http://www.fitflopsale-uk.com Pubblicato il: 18 agosto 2018 alle 18:40

fitflop UK

Prendi i porti e scappa: così finanza e politica spolpano le imprese - The Medi Telegraph
fitflop UK

Spedito da: Carthage Pubblicato il: 06 maggio 2016 alle 07:00

HenryCJ

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Spedito da: genova porto/aeroporto e dintorni Pubblicato il: 11 agosto 2014 alle 10:33

magolino

...giorgio..ora che ti sei confidato ti dovresti sentire più leggero...sai, quando succede è come se la nostra anima avesse preso il bicarbonato...nessuno ti mozzerrà il "dito": allora tranquillo...perchè, come tu ben sai;...errare humanum est...solamente sed continuata secant...et amen...
Nello scorrere i "chattamenti" mi convinco più che mai che, molti chattanti, considerano l'intelligenza come una terrazza belvedere, dalla quale, sporgendosi, si può guardare il prossimo.
Ed allora, per tutti
Ke Linse

Spedito da: Milano Pubblicato il: 02 agosto 2014 alle 14:07

Enrico Vigo

MERLO, MA A CHE GIOCO GIOCHIAMO?

Letta con vivo disappunto la notizia di Merlo pronto a dirottare i fondi per Cornigliano (€ 75 milioni) al progetto Fiera di Genova. Con che diritto questa decisione monocratica, magari sottoposta con rito formale scontato ad un Comitato Portuale assenziente, che non rappresenta la comunità genovese ma singoli interessi corporativi di parte? Giocato il sempreverde asso di picche per fare scopa (l'Arch Renzo Piano, incolpevole).
Ma stiamo scherzando davvero? Il Ponente di Genova sta aspettando che sulle aree ex-ILVA si faccia qualcosa di buono per la comunità, porto, lavoro, vivibilità, socialità, altro, ma dirottare i fondi mi pare una bestemmia. Piuttosto si facciano le infrastrutture di corredo al porto che da anni aspettano il via: binari ferroviari, elettrificazione delle banchine, sopraelevata portuale. E non solo, a Prà si rispettino i cittadini e si ascoltino le circostanziate lamentele dell'annoso contenzioso con l'Autorità Portuale. La Fiera viene dopo tutto questo, se avanzeranno quattrini.
Il protagonismo va bene se c'è concretezza, ma se si trascinano per anni i progetti senza far nulla, si sappia che le affabulazioni-spettacolo hanno scocciato anche troppo. Se il Comune non reagisce intervenga il Prefetto di Genova, nessuna disattenzione per il Ponente sarà mai tollerabile. Mario Tullo, prendi la tua vespa e vai di corsa a Palazzo San Giorgio e cantagliene quattro!

Spedito da: Genova Pubblicato il: 02 agosto 2014 alle 11:11

giorgio.carozzi


I'M SORRY...!

Cari amici della ciurma, scusatemi, ma ho combinato un casino... Ho cancellato inavvertitamente tutti i post inseriti da ieri sera a questa mattina. Il misfatto non è stato da me perpetrato per sola stanchezza o rincoglionimento... Il fatto è che come ogni alba ero impegnato a eliminare l'invasione di commenti fasulli (in inglese ma anche in cinese) provenienti da ogni parte del mondo, spediti in automatico da chissà quale hacker, che infestano da qualche tempo Pilotina. Adesso è la volta del Viagra catalano... E così anche il mio dito è andato in automatico su "cancella". Mi sono reso conto che c'erano anche messaggi vostri: perdonatemi e, se potete, riscrivete...
grazie!

Spedito da: italia Pubblicato il: 01 agosto 2014 alle 22:28

Alberto dessi

Franco Marenco ha (come quasi sempre) ragione da vendere
Le ultime scelte di Luigi Merlo sono difficilmente comprensibili.
La sua strategia e abbastanza comprensibile
Molto meno quella degli interessi del porto che dovrebbe rappresentare

Spedito da: Roma Pubblicato il: 01 agosto 2014 alle 08:32

Mino GIACHINO

L'eccellenza dimostrata dal sistema dei trasporti che prima ha saputo sollevare la Concordia e poi l'ha trasportata a Genova per il suo atto finale, rischia di svanire se non si sblocca davvero il Paese.
Ma oggi sbloccare il Paese significa prima di tutto sbloccare definitivamente i grandi cantieri della TAV e del TERZO VALICO oltreché i grandi investimenti autostradali a partire dalla Gronda di Genova sino alla E 45 e rilanciare la logistica riformando i porti e incentivando il cargo ferroviario.
Il Paese è sulle ginocchia e non riesce a risollevarsi dalle manovre/salasso di Monti, la disoccupazione e la povertà aumentano e parlare di ferie è un insulto a chi non ce la fa ad arrivare a fine mese.
Il rilancio delle infrastrutture è importante per l'occupazione che mette in moto nei cantieri ma soprattutto perché' ci consentirà di attrarre più turismo e più logistica, due settori ad alta intensità di lavoro.
Cosi come nella Legge finanziaria approvata il 12.11.2011 Berlusconi ebbe il coraggio di inserire una norma che ha aiutato l'avvio del cantiere della TAV, ora occorre dare un segnale forte al Paese e alle Amministrazioni locali come quelle del Pd che in Val di Susa sono vicine alla Tav, che il Paese deve ritornare a crescere per ricreare posti di lavoro e per migliorare il benessere e non può essere bloccato dalle minoranze e dalle violenze.
La decrescita di questi anni è il frutto dei ritardi della sinistra che ci auguriamo il Governo Renzi voglia sbloccare con coraggio e determinazione.
Proprio nel Decreto Competitività il nostro trasporto ferroviario merci è stato penalizzato con un aumento dei costi che rischia di essere letale. Si annulli quella norma.
Mino GIACHINO
Responsabile nazionale trasporti Forza Italia.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 01 agosto 2014 alle 06:29

Franco Marenco

Caro Giorgio,
come al solito hai fatto centro. Condivido - quasi - pienamente il tuo articolo su Il Secolo XIX.
Dico quasi perchè la decisione dell'Autorità Portuale di uscire da Assoporti è una scelta sbagliata, che metterà Genova e il suo porto in grave difficoltà.
Merlo voleva la leadership di Assoporti? Non doveva accettare i compromessi di questi ultimi tempi.
Comunque, caro Giorgio, abbiamo fallito: questo è il vero dramma.
Un abbraccio. Franco

Spedito da: italia Pubblicato il: 31 luglio 2014 alle 11:10

Bruno Marelli

Complimenti timoniere per il bellissimo editoriale in prima pagina sul Secolo XIX sulla riforma dei porti e le schifezze varie che galleggiano dentro e intorno: PD VERGOGNA!
Leggo poi su MediTelegraph una cosa che mi lascia esterefatto, faccio un copia e incolla di quel che ha detto Bono ad di Fincantieri e mi piacerebbe che il sindacato ci spiegasse. O è chiedere troppo???
Trieste - «Noi non abbiamo delocalizzato però siamo costretti a chiamare gli stranieri perché gli italiani non li troviamo. Lo scorso anno abbiamo fatto 250 mila ore di formazione: vorremmo che tutti facessero la loro parte come Fincantieri e la smettessero con la cultura dell’antagonismo a tutti i costi». Lo ha detto l’a.d. di Fincantieri, Giuseppe Bono, intervenendo alla II Commissione consiliare della Regione Fvg. Bono si è soffermato anche sul rischio di infiltrazioni mafiose: «Se qualcuno ha dei fatti da denunciare vada alla Procura della Repubblica e faccia le sue denunce, noi le nostre le abbiamo fatte», ha detto.

Spedito da: italia Pubblicato il: 31 luglio 2014 alle 00:13

paolo ruffino

timoniere, in qualsiasi altro paese del mondo Genova Voltri-Vado-Savona sarebbero un unico porto! Ma di che cosa stiamo parlando, dei problemi personali di qualche deputato, di qualche politico, di qualche presidente beneficiato, di qualche piccolo imprenditore??? Ma basta, per favore!

Spedito da: Genova Pubblicato il: 30 luglio 2014 alle 23:08

giorgio.carozzi

CONTRORDINE, COMPAGNI...

Segnalo questo lancio d’agenzia pomeridiano, che anticipa contenuti della nuova puntata di Pilotina, in uscita nelle prossime ore…

30 Luglio, 15 : 57 (ANSA) - GENOVA, 30 LUG - Nove parlamentari liguri del Pd hanno chiesto al Presidente del Consiglio dei ministri, al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Delrio e al ministro Lupi di scorporare dal decreto "Sblocca Italia" i temi riguardanti la riforma dei porti. Meglio un disegno di legge organico, affermano in una nota, "che consenta di compiere, in tempi certi, un confronto stringente con le istituzioni locali e regionali per individuare modalità utili a realizzare quel cambiamento vero di cui i porti italiani hanno grande bisogno". I parlamentari democratici sottolineano la necessità di "intervenire per rafforzare l'integrazione delle piattaforme portuali e logistiche per costruire condizioni di maggiore competitività del Sistema Paese" e indicano il documento elaborato dal Partito Democratico la scorsa primavera affermando che "il processo di riforma deve poter avvenire all'interno di un disegno innovativo, che individui obiettivi e strumenti, a partire dalla realizzazione di una significativa autonomia finanziaria, per l'adeguamento delle infrastrutture e per la semplificazione delle procedure".
In particolare deputati e senatori liguri affermano che "il semplice accorpamento di autorità portuali, che nel caso della Liguria, peraltro, riguarderebbe realtà non certo marginali o poco complesse (Genova e Savona ndr), non appare oggi una modalità appropriata ed efficace per perseguire realmente tali obiettivi" e che " l'utilizzo del decreto legge non sembra lo strumento adeguato".
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Sempre che riusciate a decifrarla, questa nota si commenta da sola. Un sacco di parole vuote e frasi fatte solo per arrivare alla difesa d’ufficio di Savona e impedirne l’accorpamento con Genova attraverso mediazioni, compromessi e prendendo tempo. Il che sarebbe più che legittimo e anche intelligente se arrivasse come sintesi ad una proposta organica e di riforma vera. Ma questi le riforme non sanno nemmeno dove stanno di casa. Tra l’altro, come nelle migliori tradizioni,risultano forti pressioni, provenienti anche dal Pd, perché domani Luigi Merlo non sancisca in Comitato portuale l’uscita di Palazzo San Giorgio da quell’Assoporti in mano a Pasqualino Monti di Civitavecchia. Chissà mai perché...
Previsioni? Il ministro Lupi non presenterà decreti e Genova se ne andrà da Assoporti.

Spedito da: Repubblica di Genova Pubblicato il: 30 luglio 2014 alle 14:04

Movimento Indipendentista Ligure

Ma che caz.. è questo “patto del Nazareno” ????
Come possiamo pretendere che questo Governo vari una BUONA legge portuale, hanno da pensare al "patto del Nazareno !!!!
Renzi e Berlusconi, in una riunione "privata" hanno DECISO come fare certe riforme istituzionali ed elettorali ed hanno dato poi ordine alle loro "truppe " di votare ad OLTRANZA queste "riforme".
Perché i Cittadini NON POSSONO conoscere il "patto del Nazareno" ?
Siamo in una Repubblica democratica o in una "Repubblica delle banane" ?



Spedito da: Genova Pubblicato il: 30 luglio 2014 alle 11:32

giorgio.carozzi

IL PORTO SUI TACCHI A SPILLO...
Non conosco Antonio Caminito, della Fiom Cgil di Genova. Ma mi sento di condividere una sua osservazione contenuta nella nota in cui il sindacato annuncia per oggi sciopero e manifestazione alle riparazioni navali, come risposta al conflitto sul nuovo contratto. Questo accade mentre il settore conosce il massimo fulgore mediatico dovuto al recupero della Concordia e si parla di nuove e importanti occasioni di lavoro. Scrive Caminito: “Oggi le Riparazioni Navali scendono in sciopero contro la miopia degli imprenditori, che intendono cancellare il contratto integrativo di settore.
Genova oggi non ha bisogno di battaglie ideologiche ma di risposte certe e veloci nei tempi, il mondo ci osserva, evitiamo strumentalizzazioni, i lavoratori non sono una variabile indipendente del lavoro ma la parte più importante”.
Direi che un po’ più di attenzione e di scelta dei tempi non guasterebbe…

Spedito da: Pubblicato il: 30 luglio 2014 alle 11:00

giorgio.carozzi

Osservatore Enigmistico: fai prima a consegnarci l'elenco completo di quelli che pensano più alla gnocca che alle riforme!

Spedito da: Genova Pubblicato il: 30 luglio 2014 alle 09:01

Osservatore Enigmistico

Indovina indovinello...
Chi è quell'anziano lupo di mare dell'Adriatico che ha perso la testa per una bellissima venticinquenne amante delle belle auto?
...
...
A voi la parola, ciurma

Spedito da: genova Pubblicato il: 30 luglio 2014 alle 04:27

illogicox

condivido la proposta di Balli, perchè non proporre ad AAMS di preparare le quote sui porti italiani, in bocca al lupo timoniere

Spedito da: Pubblicato il: 29 luglio 2014 alle 22:09

giorgio.carozzi

Enigmistico enigmatico: sono tanti a veleggiare verso il Principato nei fine settimana e non solo... Fornisci altri indizi!







Spedito da: Genova Pubblicato il: 29 luglio 2014 alle 18:44

Osservatore Enigmistico

Indovina indovinello...
Chi è quell'insospettabile imprenditore genovese, molto stimato anche in Confitarma, che da qualche mese ha incrementato i viaggi a Montecarlo, dove nei week end lo aspetta una bionda "da urlo"?
...
...
A voi la parola, ciurma

Spedito da: Milano Pubblicato il: 29 luglio 2014 alle 18:43

Enrico Vigo

Aumentano i traffici nel porto di Genova, a chi vanno i meriti? Indovina, indovinello? Sento e leggo troppe autocelebrazioni diciamo "locali", ma secondo me i meriti stanno in un tessuto industriale padano combattivo che con le unghie e con i denti ha continuato a credere nel business e a buttare merce nel porto. Se anche Genova desse una mano, anzichè contabilizzare record e meriti non suoi, e se si costruissero le infrastrutture piccole e grandi di adeguato supporto alla logistica e al sistema iItalia, forse la figura complessiva sarebbe meno patetica.

Spedito da: Italia Pubblicato il: 29 luglio 2014 alle 17:12

Antonio Balli

Sembra ormai certo che il Consiglio dei Ministri di Venerdì licenzierà una pseudo riforma della portualità che provocherà più danni che vantaggi.
Vogliamo scommettere?

Spedito da: NY Pubblicato il: 29 luglio 2014 alle 15:35

Perry Mason

Berlusconi,Sollecito, Knox, Schettino, Stasi, Briatore, ecc.
mi chiedo: ma che avvocato ha Corona?

Spedito da: Genova Pubblicato il: 29 luglio 2014 alle 11:03

Michelangelo Trombetta

Alla fine, e non scherzo, sarà il mestiere più antico del mondo a dare una boccata di ossigeno alle asfittiche casse dello Stato; l'esito del Referendum sulla abrogazione della legge Merlìn (firme già raccolte e depositate) è scontato e ogni anno lo stato si troverà 4 MLD di euro; poi è la volta delle riforma Fornero (firme già raccolte e depositate) e si darà un pò di ossigeno al mercato del lavoro giovanile e, last but not least, ci sbarazzeremo delle prefetture (firme già raccolte e depositate).
Il Popolo sovrano batterà un colpo grazie a chi ha avuto il coraggio di proporre i referendum. Sono leghista? No, ma i referendum li ho firmati tutti tranne uno.
Alla fine, mentre a Roma, e a Genova, si discute, il Popolo espugnerà Sagunto.

Spedito da: Genova San Benigno Pubblicato il: 29 luglio 2014 alle 08:24

Luigi

Timoniere, e ora dopo le grandi celebrazioni, il post-Concordia ci fa ripiombare nell’incubo come dice giustamente Piero Uk??? Che pensi che succeda Riforma, infrastrutture, interventi e investimenti mirati, recupero di traffici e di imoprese che investono ecc. ecc.??? Qui, come scrivi giustamente tu, stanno chiudendo in tanti e la pagnotta non è più sicura per nessuno e per niente! Allora? La partita torna in mano al sen. Filippi, alle lobby, alla conservazione, alle imprese che ci marciano, alla signora Serracchiani e compagnia bella???

Spedito da: Livorno Pubblicato il: 28 luglio 2014 alle 13:50

Anatolio

Piero UK ha perfettamente ragione. In qualunque nazione marittima seria lo sciagurato che ha provocato il più grande disastro nella storia della nostra marineria sarebbe in galera, ed il processo sarebbe già finito da tempo.

Spedito da: toscana Pubblicato il: 28 luglio 2014 alle 12:56

fdp

Divertente e sdrammatizzante l'indovinello di Enigmistico, potrei anche tentare una risposta o due, ma poi che succede? Preferisco farvi notare un altro particolare molto più divertente emerso ieri: gli schiaffi e le botte che si sono presi i compagnucci della parrocchietta della toscana e dintorni, pd di tessera e comunisti dentro! Dopo Pilotina, Gabrielli: era ora che qualcuno gliele cantasse sul muso! questa gente però continua a girare nei palazzi romani con il solo scopo di bloccare qualsiasi tipo di riforma per difendere rendite di posizione. In questo la politica del pd dimostra una debolezza imperdonabile che rischia di uccidere l'economia del mare.

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