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Porti, l’albero della cuccagna per il clan dei riformisti di periferia

UN PRIMO OBIETTIVO l’hanno raggiunto agevolmente: lasciare le cose come stanno, continuare a lucrare sulle rendite di posizione, gli interessi personali, le presidenze, le prebende, i commissari, gli affari e il controllo delle periferie portuali. Poi si vedrà. Questo passano il convento delle riforme e la cucina del potere del nuovo centrosinistra: un continuo bluff per mischiare la carte. Governo e maggioranza stavano per confermare i porti come riserva di caccia per la politica della conservazione, ritagliandosi un’agibilità di manovra addirittura impensabile con la vecchia legge 84/94. E consegnando alla sola discrezionalità del ministro la nomina dei presidenti delle Autorità portuali, per i quali sarebbe stato sufficiente aver ricoperto ruoli istituzionali o amministrativi. Splendido lasciapassare per piazzare uomini di partito.

Forse neppure i due maggiori sponsor del maquillage al ribasso (la vice di Renzi Debora Serracchiani e il senatore Marco Filippi), pensano davvero che basti dimezzare il numero delle Autorità portuali o ridurre il peso dei Comitati per scardinare gli interessi di apparato che ruotano intorno ai moli. Sembra quasi che il problema drammatico non sia adeguare il sistema portuale italiano alle regole del mercato mondiale, ma trovare – ad esempio – un’alchimia politica dorotea che consenta a Genova e Savona di dichiararsi come un unico porto, senza minimamente esserlo. Del resto, come fa Savona a camminare a cavallo di Assoporti e a perorare contemporaneamente la proposta di Burlando (una spa per i due scali) per salvarsi? Se Genova e Savona devono stare insieme perché solo così si pianifica meglio il futuro, si aumentano e razionalizzano i traffici, si accrescono occupazione e ricadute sul territorio, l’operazione si deve fare senza più sbandare. Per il bene comune. Ma se così non fosse, è inutile anche continuare a parlarne.

Debole e inconcludente, all’indomani dello stop imposto al suo decreto di riforma addirittura peggiorativo della legge 84/94, il ministro Lupi resta con il cerino in mano dopo aver avuto la partita in pugno. E adesso rischia il commissariamento da parte di Renzi: si parla di un provvedimento legislativo, in elaborazione nel mese di agosto… La farsa continua. In questo panorama grottesco, il minimo che Luigi Merlo potesse fare era sbattere la porta e ritirare l’Autorità portuale di Genova da Assoporti, l’associazione guidata da Pasqualino Monti di Civitavecchia, la cui sola missione sembra quella di mascherare i buchi neri dello shipping. Il Re è nudo. L’economia del Paese sta crollando, non si creano le premesse per recuperare lavoro e traffici, non si investe dove si dovrebbe e si dilapida altrove per esigenze di partito. Ci sono porti che vedono diminuire le navi, altri impegnati a realizzare opere inutili, altri ancora che girano il mondo per promuovere il nulla.

Se dopo il ritorno della Concordia è ormai certificato agli occhi del mondo che l’unico motivo di orgoglio e di valore per Genova è il porto, perché mai Palazzo San Giorgio non avrebbe dovuto rompere con un’associazione che conta più commissari che presidenti? E che tenacemente si aggrappa sotto traccia a una politica esattamente opposta a quella che dovrebbe salvaguardare presente e futuro dello shipping nazionale? C’è un porto che funziona, che tira, che si è conquistato la Concordia proprio contro Civitavecchia e Piombino e poi ci sono la maggior parte dei porti che arrancano, in mano a commissari incompetenti e a presidenti autoreferenziali. Almeno sulla carta, il quadro è ben delineato: Genova vuole una vera riforma e gli altri frenano, perché temono di perdere le loro briciole di potere.

Per una volta Genova ha avuto un sussulto di orgoglio, adesso coerentemente deve indicare la strada di una riforma vera, che dia un senso alla governance e un ruolo produttivo e logico a tutti i porti. Il problema non è certo legato al numero delle Authority, semmai all’integrazione di alcuni grandi porti nelle reti logistiche europee o a una legge speciale modellata per tre o quattro scali di reale interesse internazionale. Serve a tempo di record un’idea alternativa di sistema e anche di associazionismo rappresentativo dei porti e delle categorie imprenditoriali, capace di contrattare realmente e non di cercare compromessi con la politica. Tocca al governatore Burlando utilizzare il suo rapporto con Renzi, per fargli comprendere l’importanza di questo passaggio. Possiamo temere un autunno buio e senza speranza oppure l’avvio di una stagione scoppiettante, con una proposta coraggiosa del governo. In fondo, che cosa ci sarebbe di più renziano che la rottamazione di una portualità finita?

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Commenti inseriti: 178 — pagina 1 di 8

Spedito da: 14KO1Pdn2Q Pubblicato il: 07 dicembre 2014 alle 08:25

Angelo

Wat geweldig om al die heanekbrre plaatjes te zien! Prachtige foto's! Ik heb net een Black & White blog gemaakt waarin een paar zelfde beelden terug komen ;)

Spedito da: Genova Pubblicato il: 25 agosto 2014 alle 10:41

giorgio.carozzi


AVVISO ALLA CIURMA...

Così come tutte le cose belle e intriganti della vita, anche questa strabiliante puntata di Pilotina è destinata all’archivio della memoria. Complimenti a tutta la ciurma e ai nuovi amici che hanno messo in scena un dibattito inedito, scoppiettante e accattivante. La cui sintesi, in verità, non è stata ancora tentata. Onde per cui, vi rimando alla nuova puntata, auspicando che riusciate a rilanciare lo show!
Grazie a tutti!

Spedito da: Acerra Pubblicato il: 25 agosto 2014 alle 00:32

Inv'Idia

La storia dell'incarico al portavoce di Luigi Merlo mi ricorda tanto un'altra storia. Ve la racconto.
Una dipendente della ditta di mio padre, aveva un marito giramondo. Vendeva bombole di gas e lampade a olio in tutta Italia. E faceva affari d'oro in Cecoslovacchia, dove acquistava bombole e lampade a prezzi stracciati per poi rivenderle a peso d'oro in patria. Insomma, un vero segugio.
La moglie, dicevo, era una dipendente di modesto valore. Piccolina, sguardo cattivo, un titolo di studio chiaramente sproporzionato rispetto alle effettive capacità professionali. L'unica grande dote, la signora, la tirava fuori lontano dal posto di lavoro. In camera da letto per essere precisi. In assenza del marito, per essere ancora più precisi. Troppo impegnato a vendere bombole, indossava con inconsapevole eleganza il paio di corna più maestoso mai visto in città. Quasi tutti, in ditta, avevano testato almeno una volta le doti della signora. Giovani e anziani. Alti dirigenti e fattorini.

Un giorno mio padre decise di assumere una giovane appena uscita dall'università. La voce si sparse in meno di una settimana: Eccola, l'amante del padrone. A metterla in giro fu lei, la moglie del venditore di bombole di gas.

Questa storia cosa insegna? Che i primi a gridare allo scandalo, di solito, sono coloro che nello scandalo hanno deciso di vivere.
Per questo io sto dalla parte di Giovanni Mari. Anche senza conoscerlo.

Spedito da: Savona Pubblicato il: 24 agosto 2014 alle 17:44

Disincantato

Sop..portavoce.

Non entro nel dibattito tra giornalisti o presunti tali se sia gIusto che G. Mari abbia ottenuto l'incarico di portavoce del Presidente Merlo. Mi pare una notizia che scalda solo gli " addetti ai lavori" o meglio quelli che un lavoro in redazione ancora hanno ma ancora per poco se va avanti così.
Quello che invece mi fa strano è' che Merlo abbia bisogno di un portavoce dal momento che mediaticamente è' già debordante e poi le cose più' che dirle si fanno e poi magari si dicono. Anche per le PA è' finito il momento degli annunci, degli innumerevoli e inutili convegni, delle bufale sui mega progetti tipo Fiera e Riparazioni navali.
Piu'che sentire la voce vorremo vedere cose concrete e non le solite baruffe tra porti che si misurano a nano teu rispetto al resto d' Europa. In sintesi, come sempre accade, tra il dire e il fare c'è di mezzo il Mari.

Spedito da: livorno Pubblicato il: 24 agosto 2014 alle 17:20

dino campana

ma quanti contenitori movimenta savona?

Spedito da: Italia Pubblicato il: 24 agosto 2014 alle 15:57

Ermes Zanotti

Magolino non crede che lo sviluppo di Genova possa venire dalle attività portuali. Curioso per una persona che, mi sembra di capire, ha vissuto tutta la vita all'ombra dei moli. Sarà come dice lui. Ma la realtà mi sembra diversa, con il porto di Voltri che macina record di produttività ed efficienza e che fra meno di due anni, unico porto di destinazione finale italiano, sarà in grado di operare le portacontainer più grandi del mondo.
Il problema non sono i porti, ma le infrastrutture di collegamento con i mercati. Di questo di dovrebbe parlare, più che di diverse destinazioni delle aree portuali. Poi c'è il problema dell'Ilva di Cornigliano, e su questo credo che Magolino abbia assolutamente ragione. Ma questa è una storia da approfondire a parte, magari con una puntata di Pilotina dedicata all'argomento

Spedito da: Genova Pubblicato il: 24 agosto 2014 alle 14:29

Giorgio Merello

"Stay sereno" la pensa come me sul rumoroso "mettere le mani avanti" savonese. Anche a me paiono spropositate e anche gravi le sparate provenienti da amministratori ed industriali savonesi. Solo ridicolo paventare che una eventuale unione con Genova bloccherebbe lo sviluppo del porto di Savona!
Invece "Lungomare Canapa" sembra voler fare ironia, seppur in modo tortuoso e fumoso. Non può contestare certi dati di fatto da me citati, ancorchè in apparenza cancellati dalla memoria pubblica e dai media. Specie l'enorme, autolesionistico regalo fatto a Savona da chi amministrando Genova ai primi del 2000 negò ripetutamente alla genovese Costa Crociere la disponibilità di Ponte Parodi, costringendola a farsi il Terminal e quindi il porto-base nella vicina Savona. Portando via da Genova irrimediabilmente tutte le navi, sue e della galassia Carnival, che altrimenti non avrebbero mai e poi mai toccato Savona! Allora ironizza (secondo loro Genova li indebolisce, guarda te..) mentre i fatti dicono che comunque finora Savona deve solo ringraziare Genova!
Sono invece d'accordo, prendendola alla lettera, sulla frase riferita ai pezzi grossi savonesi "loro difendono poltrone e business locali". Esatto.

Spedito da: USA Pubblicato il: 24 agosto 2014 alle 09:51

John Holmes

@Nanetto
Ce lo ha fatto capire, anche se non lo ha quantificato nei dettagli: piu che una cornetta del telefono e meno di una Cadillac!

Spedito da: genova porto Pubblicato il: 24 agosto 2014 alle 07:09

Lungomare Canapa

Il sig. Merello ha ragione, come possono pensare i savonesi che a Genova interessi di loro qualcosa? sono zavorra, che serve questa operazione? Le loro esternaziono sono ridicole, penose, che ci lascino perdere! secondo loro genova li indebolisce, ma guarda te... qui s'intreccia un po' di tutto, basta leggere questa pilotina! loro difendono poltrone e business locali, e genova dovrebbe farsene carico? ma per favore. ma è tutto l'insiene di questa riforma-pseudo sbagliato! anche in questo caso, consiglio appropriato uso di adeguato fumo...

Spedito da: Genova Pubblicato il: 23 agosto 2014 alle 23:38

Giornalista free lance

Non voglio nemmeno commentare il rinnovo del contratto nazionale di categoria: i mille forum aperti su internet testimoniano l'umore dei colleghi non-dipendenti.
Ciò premesso, la nomina di Giovanni Mari non mi scandalizza affatto. Parliamo di uno dei migliori giornalisti su piazza, competente ed esperto. Invito chi contesta la decisione di Merlo a dare un'occhiata alla sezione stampa del sito dell'autorità portuale. Non aggiungo altro

Spedito da: Genova Pubblicato il: 23 agosto 2014 alle 21:34

Nanetto curioso

Si vabbè ma Mari quanto guadagna? Perchè Merlo ha scritto tre pagine di intervento ma non l'ha mica rivelato...
Sono soldi pubblici a me interessa.

Spedito da: rivalta scrivia Pubblicato il: 23 agosto 2014 alle 21:32

stay serene

quella che leggo sul xix mi pare proprio grossa. Un'eventuale unione con genova bloccherebbe lo sviluppo (?) del porto di savona. ma come si può spararla così? grave se proviene da amministratori e industriali savonesi.

stay serene

Spedito da: Genova Pubblicato il: 23 agosto 2014 alle 17:37

Giorgio Merello

Sul The Meditelegraph - Ports" di oggi spicca il titolo "Autorità soppressa. l'urlo di Savona". Secondo me, sarebbe corretto titolare "Ennesimo urlo di Savona", essendo questo solo l'ultimo di una lunga serie di "urli" savonesi, all'insegna di uno storico vittimismo che vede spesso rispolverare il famoso interramento del porto di Savona nel lontano 1528 ad opera dei genovesi, con successiva costruzione del Priamar.
Nel quadro complessivo di un fuoco di sbarramento e di una piccola "guerra preventiva", a difesa di interessi ritenuti acquisiti e di altri futuri che si teme in pericolo, vedi qualcosa come 450 milioni di investimenti in buona parte pubblici nella piattaforma di Vado con molti interventi collegati. Il tutto ignorando, credo, che una regia comune non vorrebbe dire per Savona diventare la locomotiva di un "peso morto" (sbaglio o Genova ad esempio come container sta battendo ogni record storico?). E sempre ignorando che Savona si è vista letteralmente "regalare" non proprio da Genova, ma da chi l'ha amministrata per anni, le navi di Costa Crociere, che vi ha investito nel suo terminal dopo aver avuto un rifiuto da Genova, scegliendo il porto più vicino alla stessa.
Insomma, qualcuno a Savona dovrebbe secondo me calare un po più nella realtà, come si dice "Cala trinchetto"...

Spedito da: rivalta scrivia Pubblicato il: 23 agosto 2014 alle 12:34

spokesman dumb

ma mari è il portavoce di merlo o di carozzi? al timoniere ha fatto fare una delle puntate più belle degli ultimi tempi..

spokesman dumb

Spedito da: genova porto/aeroporto e dintorni Pubblicato il: 23 agosto 2014 alle 11:04

magolino

...pensare di Porto a Genova è umano ma perseverare a pensarlo come unica futura panacea economica cittadina e quindi sola fonte di reddito è diabolico...
I "chiattisti" sconfinano nella pareidolia...se continuano ad immaginare Genova, città terminalistica...Che poi le Istituzioni "pecchino" di ignavia...beh...contrariamente sarebbe come ...perchè i pesci non parlano?...perchè stanno zitti...oppure ..un uomo miope dove và a finire?..dall'oculista... e non saperlo perbacco...
Una cosa è certa: GENOVA FUTURA sempre e comunque.... Per tutti il mio...
Ke Linse

Spedito da: genova porto Pubblicato il: 23 agosto 2014 alle 10:48

Lungomare Canapa

Vigo, ma quale saga!?! Di che parli? Non c'è mai stata una puntata di PILOTINA COSì ISTRUTTIVA E COSì VERA, A TUTTI I LIVELLI. Tu scambi il giorno con la notte, hai le traveggole!
Sei in vacanza, divertiti, magari fumati un po’ qualcosa così vedi le cose più lucidamente!

Spedito da: Genova Pubblicato il: 23 agosto 2014 alle 09:31

Jack Strusciante

"Doveva assumere un disoccupato".
Se dovessi spiegare al figlio che non ho il fallimento delle politiche sociali italiane, userei questa frase. Magnifica nella sua pericolosità. Sublime nella sua miopia. Una frase che racchiude tutto il male che lo strapotere del sindacato ha fatto alla nostra storia, alla nostra cultura di nazione.
Per il sindacato non esistono differenze fra chi vale e chi non vale, fra chi ha 100 qualità e chi ne ha 10. I lavoratori sono numeri, sigle, statistiche. Nel loro delirio trilussiano, il diritto all'assunzione, alla promozione, a ogni forma di sussidio, di assistenza, di trattamento pensionistico, si matura stando lì, fermi, lasciando passare il tempo. Vegetando. Che differenza c'è fra chi lavora, propone, produce, stimola, e chi passa la giornata guardando fuori dalla finestra? Nessuna. Sono tutti lavoratori. È l'egualitarismo del 18 politico, della carriera fatta di avanzamenti automatici, dell'azienda obbligata ad assumere il precario, e pazienza se il precario è tale perché altre aziende avevano sperimentato la sua inettitudine.
"La dottoressa Martini è più anziana di Mari di tre anni", ho letto su questo blog. E allora? Quali maggiori diritti può vantare rispetto al collega Mari? Avrei preferito leggere, per esempio, quali risultati ha portato l'attività dell'ufficio stampa in questi anni, quali benefici ne ha tratto il porto, quali attività sono state portate avanti sul fronte della comunicazione sui social network. Ma l'età anagrafica, suvvia, che importanza ha?
È triste continuare a vivere in un paese che non ha ancora tracciato un confine netto fra diritti e doveri, fra assistenza e assistenzialismo.
Buona giornata a tutti.

Spedito da: genova Pubblicato il: 23 agosto 2014 alle 09:23

stay serene

zinola dice di essere un pò perplesso sull'accorpamento dei porti (genova Savona). Opinione assolutamente legittima. Ma Hanno senso due porti concorrenti a 40 km?

Stay serene

Spedito da: venezia Pubblicato il: 23 agosto 2014 alle 09:11

tony truante

il post migliore è quello di Zani: tutto questo caos per un portavoce fino alla fine del mandato di merlo?

Spedito da: La Spezia Pubblicato il: 23 agosto 2014 alle 01:49

Smemo Remigi

L'analisi di Pulimanti è certamente più lucida di quella di Zinola.
Pulimanti portavoce della Fnsi!

Spedito da: genoa Pubblicato il: 23 agosto 2014 alle 01:14

news every day

Caro Zinola, peccato davvero… continui a non capire e a mostrare una visione della vita sociale, professionale e del sindacato che ha prodotto già troppi problemi. Ma secondo te Merlo doveva assumere un precario? E perché mai, perché forse ha più diritti non avendo un lavoro fisso? Pwerché è forse più bravo? Non dovrebbe essere libero, lui Merlo come chiunque altro, di scegliere quel che gli pare come il meglio sul mercato? L’unico riferimento plausibile è quello fatto da qualcuno per il Mercantile, se vogliamo. Ma le domande da porsi su questa (come su tante altre operazioni su cui il sindacato poteva vigilare) operazione sono solo politiche.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 22 agosto 2014 alle 19:13

marcello zinola

Al dottor Merlo avrei fatto un plauso se ci fosse stato un avviso pubblico consentendo così a molti, magari precari, di partecipare, poi liberi di scegliere.
L'ordine dei giornalisti e la legge professionale regolamentano in modo chiaro sotto l'aspetto professionale il ruolo del portavoce che, in quanto tale, non può e non deve dirigere un ufficio stampa. Mari è fuori discussione come persona e professionista, la rimando a quanto scritto in un precedente intervento. Oppure chieda a lui direttamente. Ritenendo Mari una persona onesta, le saprà dire delle comuni esperienze professionali, sindacali e di come si è comportato il sindacato e, soprattutto il sottoscritto, nei suoi confronti e non solo.
Agli altri anonimi giornalisti e no, non rispondo più. La diversità di opinioni va bene, dire il non vero perché non ci si documenta o per altre ragioni no. Mi riferisco ovviamente alle mere questioni giornalistiche. Politica portuale, scelte traffici etc non sono cose che conosco in modo diretto e leggo le discussioni di altri. Da ignorante mi lascia un poco perplesso l'accorpamento dei porti, spero solo che la proclamata razionalizzazione sia cosa reale.
Buon lavoro dottor Merlo

Spedito da: Genova Pubblicato il: 22 agosto 2014 alle 17:19

maurizio.maresca

Ringrazio Antonio Balli per la rassicurazione. E' qui, proprio qui che Pilotina funziona: anche fuori dal Gossip (che magari interessa molti di più). Sarebbe davvero interessante capire, anche con qualche dato tecnico, se davvero nel 2016 esisteranno nell'area ligure tre terminali (e quali sono) in grado di servire regolarmente navi da 18000 teus (pensate che avevo l'idea sbagliata che oggi entrassero solo le navi da 13000 !). Un dato che a mio avviso andrebbe comunicato bene specie oltre le Alpi.
Magari sarebbe da capire bene anche che cosa succede nell'adriatico posto che il progetto di Off Shore a Venezia certamente non si misura nell'arco di alcuni anni. Ravenna, Trieste?
Il tema successivo che a Genova dobbiamo porci insieme alle imprese pronte a scommettere, è come accelerare- io dico con risorse private e soluzioni innovative, perchè quelle tradizionali non consentono risposte a breve - i lavori di III valico e forse del Brennero (penso a La Spezia), se necessari per supportare il traffico ligure.
Questo è parlare di cose concrete per il futuro di Genova (che per me è ancora l'unico porto insieme a Savona in grado di costituire una base a Sud dei corridoi europei verticali , anche se i genovesi se ne rendono conto sempre meno).
Poi parleremo anche di governance, facendoci sopra convegni a Bruxelles, Genova, Udine o dove volete. ….

Spedito da: Lido di Ostia Pubblicato il: 22 agosto 2014 alle 16:57

Mario Pulimanti

I jeans sono la base perfetta per tutti i guardaroba. Più che un semplice capo d'abbigliamento i jeans sono una vera icona. Nati come indumento da lavoro, grazie alla solidità della loro tela, i blue jeans si diffondono in America a cominciare dalla fine del 1800 per diventare negli anni '50 del secolo successivo un simbolo giovanile di ribellione. Quest’anno i jeans compiono 141 anni. Ma non li dimostrano. A pensarci bene, sono l'unica invenzione umana che sembra non invecchiare affatto.
Il tessuto jeans, molto robusto e resistente agli strappi, veniva usato per fabbricare i teloni da imballo e le coperture delle vele. In seguito, per la sua resistenza, fu utilizzato per confezionare i pantaloni da lavoro degli scaricatori del porto in partenza da Genova per l'America. E così nell'ottocento, con le grandi emigrazioni, la tela Blu di Genova (tela jeans vuol dire infatti tela Genova) arrivò negli Stati Uniti d'America, dove venne utilizzata per realizzare gli abiti dei cercatori d'oro. Nient'altro ha resistito così bene alla prova del tempo. Il jeans, nato a Genova, difatti fu migliorato in America, ma da un emigrante europeo: il bavarese Levi Strass al quale bisogna dare atto di aver capito che quelle brache pratiche ma poco eleganti potevano essere migliorate. E i miglioramenti che lui vi apportò sono quelli che le hanno rese immortali.
Egli cominciò a realizzare dei grossi pantaloni in tela robusta per i cercatori d'oro, delle tute color marrone, senza passanti ne tasche dietro, e presero il numero in codice 501, che resiste tuttora. E, anche se non era stato lui a inventarli, fu comunque lui a trasformarli in un capo praticamente indistruttibile grazie a quei rinforzi alle tasche e alla ribattitura lungo le cuciture laterali. Levi Strass presto li trasformò nella divisa del West, tanto che alla fine dell'ottocento, in America, il tessuto jeans diventò sinonimo di pantaloni. E Levi Strass, che vide l'America vestire i suoi jeans, non avrebbe comunque mai immaginato che sarebbero diventati la divisa dei giovani di tutto il mondo, che avrebbero resistito negli anni al succedersi delle mode, senza mai tramontare: divisa dei lavoratori, delle classi più povere e rudi, poi divisa dei giovani ribelli negli anni Cinquanta, dei contestatori anni Sessanta-Settanta, e infine capo alla moda presente su tutte le passerelle.
Oggi, i Levi's non sono più l'unica marca di jeans nel mondo, ma rimangono la marca più universalmente nota e desiderata. Neanche l'assedio di famosi sarti come Calvin Klein e Ralph Lauren ha diminuito il loro dominio sul mercato mondiale. Ed ora, che siamo nel 2014, i vecchi jeans si meritano un brindisi: ai prossimi 141 anni! Chissà, forse nel 2155 saranno di nuovi i cercatori d'oro a indossarli. Su altri pianeti. Per il momento il pantalone jeans è un capo indispensabile nel mio guardaroba.

Mario Pulimanti (Lido di Ostia-Roma)

Spedito da: Magliolo (SV), on vacation Pubblicato il: 22 agosto 2014 alle 16:37

Enrico Vigo

L'intervento di Maurizio Maresca, un vero lampo nel buio d'agosto, è condivisibile al 100%, sottoscrivo e rilancio: Genova si deve anche chiedere quale sia la migliore relazione Porto-Città e dotarsi di infrastrutture di by-pass per rendere il porto sostenibile, oggi siamo nella confusione e nel disordine, Lungomare Canepa, Elicoidale S.Benigno, Gronda, raccordi Strada a Mare con Valpolcevera e Casello Autostradale A10-Ge Aeroporto, nuovo collegamento VTE_A10- Voltri-Prà, binari ferroviari portuali VTE e Sampierdarena, completamento sopraelevata portuale.
Concludo esortando i colleghi di Pilotina di domandare piuttosto a Merlo informazioni sui cronogrammi delle dette infrastrutture, argomento ben più pesante del portavoce dell'AP, e scusate se nel mio piccolo ritengo che la saga dei giornalisti scoppiata da una settimana abbia tenuto banco oltre ogni ragionevole limite. Ma d'agosto si perdona tutto, adesso ripensiamo al resto ...

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