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Porti, la teologia del libero arbitrio

PERPLESSITÀ tra la ciurma. Ironia. Battutacce. C’è chi domanda, con una vena di inquietudine, come mai sulle calate e i vecchi moli esistano mille pesi per una sola misura. La legge e le regole non sono uguali per tutti? Pare di no. Non è un mistero che il porto di Genova – caso più unico che raro – è monitorato da anni dalla magistratura. Giorno dopo giorno, atto dopo atto, con certosina meticolosità. Più che comprensibile, dunque, lo stupore e l’interesse generale per l’inchiesta aperta a Savona sul parcheggio per auto e bus al servizio dei crocieristi, un appalto che sarebbe stato assegnato a un consorzio-cooperativa senza gara pubblica. Possibile?

Del resto la strategia dell’anarchia ha sostituito da tempo nei porti la più banale politica di programmazione. Tutti si muovono in ordine sparso e secondo convenienza. L’omogeneità del “sistema” è affidata all’improvvisazione o alla buona volontà di qualche Autorità portuale. E indignarsi non basta. Perché non si capisce più se tra premier, ministri, commissioni parlamentari e presidenti di Autorità portuali scherzano, fanno sul serio o ci prendono in giro. Infatti il blocco granitico dei poteri locali si appresta ad offrire in pasto al popolo il futuro dei porti italiani lavandosene semplicemente le mani. Il volo radente dei paduli vagamente minacciati da Matteo Renzi è ignorato, neutralizzato dalla bolla infrangibile in cui trovano rifugio vecchi e nuovi protagonisti delle banchine, che continuano a farsi gli affari propri. E’ l’esaltazione del libero arbitrio assunto come regola amministrativa della governance pubblica: c’è chi acquista a colpi di decine di milioni società decotte (Savona), chi distribuisce concessioni centenarie (Trieste), chi mette in scena costose kermesse a carico dei contribuenti per reclamizzare modesti approdi (Civitavecchia). Difficile comprendere se siamo alla frutta più che alla follia.

Il cortocircuito che manda definitivamente in tilt il sistema portuale italiano, si innesca nelle stesse settimane in cui il capo del governo sembra intenzionato ad affidare ai suoi consulenti il compito di verificare se esiste concretamente la possibilità di decapitare i vertici di tutte le Autorità portuali, consegnandone la gestione ordinaria ai segretari generali, sotto la supervisione di un unico commissario. Linea dura, suggestiva, ma solo sulla carta: difficile che produca risultati. L’effetto, in ogni caso, è esattamente l’opposto di quanto ci si potesse aspettare. Più improntato alla sfrontatezza che alla paura di perdere poltrone e potere. E’ un ballo in maschera sulle ceneri della riforma, un’allegra sagra paesana che lambisce le sponde del mar Ligure, dell’Adriatico e del Tirreno.

A Savona, il presidente Miazza e il Comitato portuale dell’Authority deliberano di rilevare per 23 milioni di euro la partecipazione di GF Group (gruppo Orsero) nel centro intermodale Vio alle spalle delle banchine vadesi. E’ anche possibile che Miazza anticipi con preveggenza la rivisitazione delle regole, ma al momento simili operazioni sono vietatissime dalla legge. Un solo esempio: la stessa Autorità portuale di Genova è obbligata a cedere il controllo dell’aeroporto Cristoforo Colombo. E intanto a Trieste, con un triplo salto mortale, in chiusura del suo mandato la presidente Marina Monassi distribuisce agli operatori concessioni per uno spazio temporale fuori da ogni logica: qualcosa come 300 anni… Non solo. La Monassi si autocandida alla presidenza del Trieste Terminal Passeggeri (Ttp), la società che gestisce il traffico crocieristico nello scalo giuliano, scatenando un putiferio, molti imbarazzi e il solito braccio di ferro con la governatrice Serracchiani. Civitavecchia, infine, è un caso a parte, perché sul reame di Pasqualino Monti il sole non tramonta mai. Questa volta il presidente del porto laziale imbandisce la tavola del dì di festa e si inventa un evento lungo due giorni (“La porta del turismo che viene dal mare”) per celebrare grazie e ambizioni degli approdi di Civitavecchia. Accadrà la settimana prossima. Annunciato inizialmente tra i partecipanti, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Del Rio, non figura più in scaletta: sarebbe stato forse eccessivo conquistare anche la pubblica benedizione di Renzi. Non mancherà invece il ministro Lupi. Che tra le pieghe di questo infinito bluff dovrebbe pur raccontarci quante Autorità portuali ha ancora intenzione di tagliare. Così, tanto per farci due risate…

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Commenti inseriti: 117 — pagina 1 di 5

Spedito da: http://www.SEORankingLinks.com/ Pubblicato il: 03 luglio 2016 alle 05:49

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Spedito da: 6DKo7kyeif Pubblicato il: 15 aprile 2016 alle 13:36

Addriene

I'm imersespd you should think of something like that

Spedito da: Genova Pubblicato il: 22 ottobre 2014 alle 17:42

Insider San Giorgio Palace

Timoniere
sai l'ultima novità? Il Presidentissimo si rifiuta di rendere pubblico il contratto stipulato col suo Portavoce. Motivo? Trattasi di contratto a tempo, quindi il popolo non deve sapere.
Qui a Palazzo sentiamo la nostalgia di Giovanni Novi.

Spedito da: San Cipriano Pubblicato il: 22 ottobre 2014 alle 08:31

Yuri

Merlo, sotto l'Affresco niente

Spedito da: UK Pubblicato il: 20 ottobre 2014 alle 20:55

Piero

Il bello e' che quando qualcuno in buona fede ed entusiasmo, forse in modo ingenuo, propone qualcosa di positivo subito l'italico intelligente per non cambiare niente esce con un'altra idea.
Michelangelo sono con te purtroppo non so se sara' possibile cambiare qualcosa, io sono molto frustrato non dai politici ma dalla gente perche sono solo lo specchio di chi ci governa.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 20 ottobre 2014 alle 12:52

Michelangelo Trombetta

Dal basso di quel 2% che serve ad una civiltà matura, faccio una considerazione sulla piattaforma Maersk: essa si farà proprio perché viene finanziata con soldi pubblici. Ammettiamolo una volta per tutte: al di là delle chiacchiere e dei mugugni, dello spreco di soldi pubblici non gliene frega niente a nessuno.
Quanti sono in questo Blog a pagare gli 80 Euro all'anno di iscrizione alla CCIA di Genova? Io li pago e ogni anno controllo il bilancio (si trova in Internet) della CCIA; sono soldi di commercianti, industriali e artigiani; soldi di chi produce. Ho constatato che a nessuno importa come vengono spesi; parliamo di gente che mentre tuona contro gli sprechi dello Stato non controlla come la CCIA spende i propri soldi (ho detto 'spende', non 'spreca').
La mia conclusione è che i loro lamenti sono parole al vento; non gliene frega nulla di come vengono spesi i soldi pubblici. In conclusione: non c'è alcuna speranza di uscirne fuori.
Michelangelo Trombetta 2%.

Spedito da: Italia Pubblicato il: 19 ottobre 2014 alle 21:09

Adviser

La spending review sulle uscite regionali è sacrosanta. Se tenesse anche conto delle spese inutili sarebbe ancora più efficace. In tre legislature, Claudio Burlando è stato il campione delle non scelte, che alla collettività ligure sono costate il declassamento. Oggi la Liguria è la Regione più povera del nord. Trenta anni fa non era così.
Di chi è la colpa principale? Naturalmente non solo di Burlando. Ma non avere avuto la capacità di scegliere ha sicuramente dato una notevole spinta al declino. Un esempio per tutti? La piattaforma di Vado. Un'autentica bestialità, nata sulla spinta di interessi particolari contro l'interesse non solo dei vadesi e dei savonesi, ma dell'intera comunità ligure. Ne vogliamo parlare in maniera aperta?

Spedito da: Savona Pubblicato il: 19 ottobre 2014 alle 19:07

Ragiunatt

La storia è semplice, forse a Copenaghen hanno cominciato a fare dei conti più seri rispetto a quelli scritti da Canavese. L'aritmetica è chiara: con tre navi la settimana il terminal di Vado perderà un mucchio di soldi. Con una (ben che vada) la settimana, frutto dell'accordo fra Maersk Line e Msc, sarà un bagno di sangue.
Questa è la realtà, tutto il resto sono chiacchiere. Visto che è così, non sarebbe il caso di fermare per tempo questo inutile e dissennato spreco di soldi pubblici?

Spedito da: UK Pubblicato il: 19 ottobre 2014 alle 15:10

Piero

presidente Regione e sindaco, che menefreghismo che vergogna per la mia citta', ma state tranquilli signori politici alle prossime elezioni i compagni vi rieleggeranno, al peggio a Genova purtroppo non c'e' fine ed io dico la verita' ho perso ogni speranza e mi sono anche rotto

Spedito da: Milano Pubblicato il: 19 ottobre 2014 alle 11:22

Enrico Vigo

Il "Manifesto secondo Michelangelo".

Caro Michelangelo, non condivido il tuo "Manifesto" perché c'è solo il 2% di quel che serve ad una civiltà matura, un po' poco; se vuoi sbizzarrirti leggiti la Costituzione Repubblicana, resterai sbalordito dalla sua ricchezza di contenuti. Buona lettura. A Genova abbiamo bisogno di una GRANDE COALIZIONE, azzerando tutto, governanti ed oppositori, tutti nomi nuovi, per la ricostruzione dalle macerie in cui Genova è oramai ridotta. Raggiunto il livello adeguato di nuova civiltà, potremmo avere tutte le alternanze che servono al timone della cosa pubblica, ora siamo sott'acqua, non solo metaforicamente.

Spedito da: Savona Pubblicato il: 19 ottobre 2014 alle 10:22

Conservatore Marittimo

@Sogno e Son Destro

Quel che ti hanno riferito è corretto. Una precisazione: i danesi hanno già chiesto aiuto a Singapore. Questi sono i benefici della cura Canavese-Miazza.
Ad maiora semper!

Spedito da: Genova Pubblicato il: 19 ottobre 2014 alle 09:59

Michelangelo Trombetta


Ecco il documento che potrebbe essere la base di quella che io definisco la 'controlobby'

"Noi non possiamo più accettare di vivere da sudditi ma vogliamo ritornare ad essere padroni della nostra vita e del futuro nostro e dei nostri figli.
Per raggiungere questo obiettivo noi ci costituiamo in una fratellanza, la ‘Fratellanza degli Uomini Liberi’ e giuriamo solennemente che non faremo mai nulla per minacciare la libertà altrui a meno che essa non venga usata per minacciare la nostra.
Ci impegniamo inoltre solennemente:
•a condurre una vita ispirata ai principi della moralità pubblica, dell’etica nel lavoro, della solidarietà interpersonale e intergenerazionale;
•a difendere la Patria contro qualsiasi minaccia esterna anche non di tipo militare;
•a non arricchirci alle spese degli altri;
•ad essere attivamente presenti nella vita civile e politica;
•a vigilare e combattere, al nostro interno come all’esterno, contro quei comportamenti che contrastano il raggiungimento del nostro obiettivo;
•ad essere intransigenti nei confronti di chiunque di noi sbagli in malafede;
•ad attuare forme di disobbedienza civile qualora non vi sia altro modo di raggiungere il nostro obiettivo; se l’arroganza del potere ci costringerà a disobbedire alla legge, disobbediremo alla legge."

Chi fosse d'accordo in linea di massima lo scriva sul blog, ci incontriamo e.....partiamo.
Solo i coraggiosi!
Michelangelo.

Spedito da: genova Pubblicato il: 19 ottobre 2014 alle 09:48

bacci

Buona domenica ciurma e timoniere. Sommersi dalla rumenta, emergenza spazzatura, il sindaco di Genova che va a celebrare la prima ricorrenza settimanale dell’alluvione a cena in un noto ristorante di Courmaieur, Burlando querelato da Primo Canale per una battuta che una volta qualsiasi normale cronista gli avrebbe ricacciato in gola, licenziamenti annunciati e annuncianti, Renzo Piano che attacca una bombola di ossigeno ai polmoni di una città in stato terminale…
Ha ragione Carlo Mitra (a proposito compagni del pd: nessuno che pensi all’ex leader della Cisl come candidato per la Regione??? Troppo rischioso?) che ci invita a una riflessione un po’ più approfondita. Non me la prendo più con i politici ma con i genovesi concittadini: dove eravate, cosa facevate, con chi stavate, quali orticelli coltivavate mentre a vostra insaputa… Egoisti, inetti, conservatori e comitateschi consociativi, menefreghisti e opportunisti. Soprattutto mediocri e inaffidabili.

Spedito da: La Spezia Pubblicato il: 19 ottobre 2014 alle 09:41

Sogno e son Destro

Timoniere
Amici
Colleghi

un uccellino asiatico mi ha detto, qualche giorno fa a Londra, che a Copenaghen c'è molta agitazione per il progetto Vado Ligure. E che alla fine, ma proprio alla fine, i danesi potrebbero chiedere soccorso a Singapore.
Ne sapete qualcosa?

Spedito da: Roma Pubblicato il: 18 ottobre 2014 alle 10:35

Carlo Mitra

Caro Giorgio, condivido. La vicenda genovese ha proposto un fenomeno importante che va capito perché ci indica chiaramente come i meccanismi e le infrastrutture della partecipazione, della rappresentanza, della delega, della comunicazione siano ormai ben oltre, molto oltre l'armamentario del '900. Si è visto in modo eclatante come tutto un impianto di metodologie e ritualità ai quali sono ancora aggrappati tutti i soggetti pubblici e privati, le élite che costituiscono le governance del Paese, sia esaurito. L' assenza, ma anche il balbettio dei nostri Amministratori, del Sindaco, del Governatore, dei vari Burocrati sono insopportabili e fanno male.
Dall'impeto delle acque e dal fango e' sbocciato, apparentemente dal nulla, il protagonismo di tanti giovani che hanno occupato il campo con la loro presenza e generosità.
Una presenza che ha esaltato in negativo, se ve ne fosse bisogno, la assenza, il vuoto delle infrastrutture organizzate sia pubbliche che privatistiche.
E con il passare dei giorni si sono organizzati sempre autonomamente, con un atteggiamento di indipendenza. Sono cresciuti di numero e di capacità di azione Costruendo una propria identità come comunità, costruendo un " luogo" proprio tramite il web. Sino a definirsi con pagine facebook specializzate per informare e organizzare modalità di intervento e incontro tra necessità degli alluvionati e le squadre dei ragazzi.

Spedito da: Roma Pubblicato il: 18 ottobre 2014 alle 10:33

Carlo Mitra

2) La grande novità dei ragazzi del fango non sta tanto nella loro generosità certo da riconoscere e lodare. Ma la novità e' in questo processo autonomo da loro costruito sulla base di una loro cultura sociale, una loro cultura della partecipazione diretta e laica rispetto alle logiche del '900. Un aspetto che spiazza ma che va capito velocemente perché loro sono già nel futuro, non noi che armeggiamo un po' confusi con culture e arnesi ormai desueti.
Dentro questa divaricazione ci sono tante spiegazioni della crisi di cambiamento nella quale il Paese e la società sono impantanati. Tante risposte per classi dirigenti ed élite abbarbicate a riti e modalità, forme organizzative che sanno oggi tanto di palla al piede della rinascita.
A questi giovani abbiamo il dovere di offrire l’opportunità di prendersi il futuro. Dobbiamo capire che senza di loro "dentro" i ruoli e i processi non ne usciremo, perché ci manca la materia prima per capire come leggere il mondo contemporaneo che è di una complessità unica. Solo il mix tra esperienza e innovazione crea le dinamiche sane di una società capace di crescere. Non basta proclamare la crescita, qualche provvedimento per più consumi. No, ci vogliono ingredienti generazionali e culturali propri del tempo che viviamo....soprattutto a Genova, città parca per antonomasia ed anche troppo vecchia.

Spedito da: la spezia Pubblicato il: 18 ottobre 2014 alle 09:43

Emilio

Bravo Timoniere! Hai ragione, ricominciamo da Cicuta o da Cico: a questo punto l'unico modo per punirli è sbeffeggiarli, metterli alla berliuna, sputtanarli ogni giorno. Ok, questa è la mission di pilotina!

Spedito da: Milano Pubblicato il: 18 ottobre 2014 alle 07:32

Enrico Vigo

LA RICREAZIONE E' FINITA...GENOVA/LIGURIA CE LA PUOI FARE SE REALIZZERAI:

1. scolmatore Fereggiano
2. scolmatore e luci di scolo a Brignole del Bisagno
3. opere alla foce del Chiaravagna
4. opere raccolta acque meteoriche città / nuove canalizzazioni
5. lungomare Canepa
6. elicoidale SanBenigno
7. depuratore di Cornigliano
8. nuovo raccordo autostradale Ge Aeroporto
9. opere Aerostazione e dintorni Aeroporto
10. nuovo ospedale di vallata a Cornigliano
11. upgrading ferroviario porto Sampierdarena
12. nuovo raccordo autostradale Voltri-Prà > VTE
13. upgrading ferroviario VTE
14. pannelli fotovoltaici edifici pubblici città/porto (autoproduzione energia)
15. autoparco TIR al servizio del porto)
16. secante (Arch. Piano) alternativa al tunnel sub-alveo portuale
17. progetto-Fiera e ambiti (Arch. Piano)
18. 3° valico ferroviario
19. gronda autostradale
20. svincolo autostradale di Vado Ligure
21. opere ferroviarie ambito savonese/S.Giuseppe di Cairo-Porto
22. pontremolese
23. prolungamento Metrò-Genova verso San Martino
24. velocizzazione recupero aree industriali dismesse in Genova
25. recupero patrimonio abitativo in Genova di proprietà enti pubblici
26. completamento sopraelevata portuale
27. Ponte Parodi
28. Erzelli
29. doppio binario ferroviario ponente ligure
30. tramvia val Bisagno

Spedito da: Genova Pubblicato il: 18 ottobre 2014 alle 05:06

giorgio.carozzi


Grazie a tutti per la lucidità, la passione, lo spirito di appartenenza.
Riversiamo da anni montagne di disistima, tonnellate di imprecazioni. E poi accuse, denunce circostanziate, nomi e cognomi, molte proposte. Non è bastato, non basta, non possiamo sentirci assolti. Dovevamo insistere di più, alzare il livello, rischiare anche di farci affondare. Perché è sempre più frustrante vivere i contrasti tra le parole della ciurma e i gesti e le omissioni di questa nostra politica che non guarisce mai dai suoi mali peggiori, che non riesce a tollerare né gli anticorpi né i vaccini, che li espelle come se fossero essi stessi la malattia.
Da dove ricominciamo…? Dagli spogliatoio di Marassi trasformati in metafora, perché se tre anni fa li avessero trasferiti al primo piano non sarebbero stati ancora allagati? O dal sorriso spuntato del ministro Lupi ospite (fisso) di Bruno Vespa? Gli fanno notare che in otto anni è stata realizzata l’Autostrada del Sole e lui dice che oggi sono cambiate le regole: Lupi, sei tu l’eccezione che conferma la regola, poniti qualche domanda (che ci sto a fare qui) e fornisciti finalmente una risposta (sì, dovrei andare a casa)! Ricominciamo da Travaglio che minaccia e insulta il governatore nostro collegato con Santoro? Verrebbe voglia di chiedere a Burlando di restare. O ricominciamo dalla deprimente assemblea di Confitarma, da Giletti (non ci aveva pensato nemmeno Pasqualino Monti!), dalle banalità di Squinzi? O dai sette grandi porti fratelli del Nord Europa (Anversa, Zeebrugge, Amburgo, Brema, Rotterdam, Amsterdam, Groningen e Moerdijk) che anticipano la riforma avvertendo Bruxelles di non sprecare risorse pubbliche sulle nostre banchine, sentendosi servire aria fritta come replica dai presidenti delle Ap italiane? Hanno torto olandesi e tedeschi, presidente Miazza? Escludendo i 23 milioni che l’Ap di Savona vuole spendere per comprarsi la maggioranza del Vio di Orsero, la piattaforma di Vado verrà a costare alla comunità quasi 500 milioni, senza alcuna garanzia concreta di interventi privati (Maersk). Ricominciamo dallo sfogo violento di Piero o dagli inviti alla speranza di Paceco?
Caro Merello, quel caffè allo Yacht Club non l’ho bevuto, mi sarebbe andato di traverso. E anche se il mondo si è capovolto, vorrei ricominciare dalla “rubrica annunci” di Cicuta: massimo compendio delle opere e dei pensieri di Pilotina.


Spedito da: italiana Pubblicato il: 17 ottobre 2014 alle 13:52

agente marittimo

Paceco ha sicuramente ben descritto come PSA stia investendo in modo massiccio per il futuro dello scalo genovese.

D'altronde un gruppo come quello di singapore è abituato ad operare su larga scala...perchè rimanenere sorpresi

Tra l'altro mi pare di aver sentito o letto da qualche parte che VTE si sta dotando anche di una nuova super moderna gru di ferrovia, proprio al fine di essere ancora più competitivo sul versante del ferro.

I dolori su questo fronte vengono semmai dal fatto che il raddoppio del binario che si utilizza a voltri per il traffico ferroviario arriverà quando la sampdoria vincerà il suo secondo scudetto, cioè probabilmente mai !!!! e non me ne vogliano i sampdoriani.

ps

Magari a qualche candidato/a alle prossime elezioni regionali in liguria magari fischieranno le orecchie...

Spedito da: Milano Pubblicato il: 17 ottobre 2014 alle 13:27

Enrico Vigo

MANOVRE AMBIGUE SUL FRONTE "FINANZIARIA" Governo Renzi:

Qualsiasi spending review, la più sana, giusta ed etica, in quanto tale produce effetti recessivi, toglie alle greppie linfa vitale e in questo modo girano in definitiva nel paese meno quattrini. Le tasse non diminuiscono per il contribuente che rimane inchiodato a non spendere, con gli 80 euro si pagano di fatto debiti arretrati (ed è già qualcosa, più denaro che gira), morale: i consumi sono al palo. I lavori pubblici finanziati (opere per sanare il dissesto idrogeologico, strade, ferrovie) sono l'unica panacea oggi disponibile e dovrebbero servire a immettere più liquidità e lavoro nell'economia reale del paese.
Ci si augura che la sordità degli enti locali abbia a cessare in fretta (se qualcuno vuole ancora salvare la faccia) e che parta qualcosa di quello che a Genova sta oramai mettendo in forte imbarazzo se non addirittura sotto accusa le amministrazioni locali e l'Autorità Portuale. Con l'alluvione finalmente sono cessate le campagne elettorali da operetta (alleluiah!), tristissime ed inopportune, visti i bilanci delle attuali dette amministrazioni, in tema di nuove infrastrutture. I disoccupati aspettano, le imprese dello shipping anche, i cittadini reclamano buona e proattiva amministrazione.

Spedito da: Roma Pubblicato il: 17 ottobre 2014 alle 10:50

Carlo Mitra

In quello che accade in queste giornate a livello climatico e le conseguenze dei disastri, ci sono tante simbologie dello stato critico del Paese che crolla sotto i colpi delle precipitazioni copiose e che il territorio non è più in grado di sopportare....... Il fallimento di una classe politica e delle istituzioni che sono largamente responsabili delle malattia del territorio prima violato e poi trascurato anche rispetto alle pur minime esigenze di manutenzione. L’assenza e un vuoto che si sono visti anche in questi giorni di emergenza, dove la presenza organizzata dello Stato, delle Istituzioni non si è percepita, mentre si è vista la società sana e generosa, i giovani e tanti tanti cittadini che si sono presi in mano la situazione per aiutarsi.
Questa è la parte bella di queste difficili giornate. E’ la speranza che il futuro sia diverso, ma non c’è più tempo per questa politica, per questa burocrazia. Il tempo è scaduto.....

Spedito da: Ütri - Zena - Repubblica delle Banane Pubblicato il: 17 ottobre 2014 alle 09:13

Paceco

Caro Timoniere, cara Ciurma
Apprendo con soddisfazione dell'ormai ufficiale acquisto, da parte di PSA, di quattro nuove ship to shore (più due opzionate) abili ad operare su venticinque (25!) file, ovvero navi da ventimila TEUs, che al momento non sono in circolazione ne tantomeno in cantiere.
Tenendo conto che dal momento in cui simili mostri inizieranno a navigare, passeranno altri anni prima che richiedano lo scalo a Genova e negli altri gateway del Med (un po' come è sempre successo con le navi via via top capacity), oggi il grande terminalista di Singapore rende Genova assolutamente all'avanguardia (gru del genere sono le più grandi mai progettate, e al momento non sono in funzione da nessuna parte) e pone le basi perché lo resti per molti anni in futuro.
Ora, io non credo che simile investimento arrivi senza garanzie, immagino quindi ci siano novità sul fronte secondo binario in uscita, altrimenti creeremmo un collo di bottiglia che renderebbe inutile l'utilizzo di gru del genere.
PSA ha compiuto il suo dovere di terminalista ed investitore privato.
Come d'altronde ha sempre fatto.
Rendiamo il giusto merito a PSA, e facciamo sì che entrambe le parti (città e terminalista) abbiano reciproco vantaggio da questa simbiosi.
Poniamo le basi per aiutare il VTE a crescere e a creare e consolidare occupazione.
A questo punto credo sinceramente che abbiano ragione Canavese e Miazza.
La Piattaforma non sarà in concorrenza con Genova.
Per troppi motivi ovvi lampanti.
Tra VTE e Bettolo, il primo scalo del Paese avrà una potenza di fuoco veramente notevole circa le navi di ultima generazione.
Stupisce solo che si continui ancora a sprecare risorse pubbliche.
Amen.

Spedito da: genova porto Pubblicato il: 16 ottobre 2014 alle 23:41

Riccardo


Ma fatemi un po’ capire… Il porto di Genova accoglierà le navi portacontainer più grandi del mondo grazie alle nuove gru del Vte che saranno funzionanti tra poco più di un anno e si parla ancora di piattaforma Vado e di soldi dell’Ap di Savona per prendersi il Vio di Orsero perché questo Vio (di Orsero) sarebbe funzionale alla piattaforma di cui prima. Ma di che cosa stiamo parlando? Ma ci vogliamo prendere in giro? Maersk oggi scala Vte o no? Ricordo bene quello che ha scritto qualche giorno fa un collega di blog quando ha segnalato che la stessa Maersk forse, chissà, magari quando non si sa potrà pensare ad una partecipazione nel Vio di Vado, acquistato dal fallimento Orsero con fondi pubblici dall'Autorità Portuale per 23 milioni. Ma stiamo scherzando?

Spedito da: genova Pubblicato il: 16 ottobre 2014 alle 15:05

maurizio

Non sarei così certo che sia tutto così piatto, mediocre ed inconsistente come appare dagli ultimi interventi.
Talmente Renzi è disinteressato, poi, alla materia dello shipping e della portualità che
- ha fatto saltare la cd. riforma nello Sblocca Italia, come è noto consolidata da molti mesi ed addirittura annunciata con dovizia di particolari e testi in occasione di varie conferenze pubbliche, il pomeriggio prima del Consiglio dei Ministri (28 settembre) dopo una riunione di quasi cinque ore (forse accogliendo il suggerimento del nostro timoniere?) e
- Palazzo Chigi ha ritenuto la competenza ad elaborare il piano di cui all'art.29 e la nuova legge di riforma.
Continuo a ritenere che una riforma che si prefigga un intervento ordinamentale vada studiata molto bene e quindi (dopo e non prima) confrontata con gli stakeholders del mercato. Inoltre, in questa fase dell'economia, una riforma deve avere come primo obbiettivo il rilancio dei traffici e gli strumenti anche di segno fiscale e contributivo da mettere in campo.

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