SERVICES

E Renzi galleggia tra padroni e servi dei porti

Creare pochissime Autorità portuali territorialmente più ampie, fornite di maggiori competenze e solida autonomia amministrativa e finanziaria, capaci di governare i sistemi logistici. Oppure disintegrarle e spianarle tutte. Non per il solito fumoso populismo, ma perché in questi anni quasi tutte le Authority hanno fallito: non hanno saputo coordinarsi, pianificare, programmare, scegliere, investire e tutelare una produzione di servizi messa alle corde e alla berlina dai grandi porti del Nord Europa. Se gli uomini fanno la storia, dobbiamo ringraziare i mediocri e servili interpreti di una politica da basso impero. Hanno fatto terra bruciata, sbriciolando anche il valore delle poche mosche bianche. Al punto che oggi, in Italia, un terminal come quello di Voltri non è ancora potenziato con investimenti infrastrutturali, in quanto unico terminal di destinazione finale in grado di accogliere le mega portacontainer. In compenso a pochi chilometri di distanza lo Stato costruisce un approdo superfluo, che costerà alla comunità 500 milioni. Torniamo a immergere le mani nel fango. C’è il Paese dello shipping e dei porti che Matteo Renzi racconta quando va all’estero a caccia di investitori e di credibilità. Poi c’è la resa dei conti sui moli d’Italia tra le varie anime del Pd, primo artefice dello sfascio con l’allegra collaborazione del centrodestra berlusconiano. E’ come salire su una macchina del tempo destinata a farci rivivere tutti i momenti più agghiaccianti del disfacimento di un sistema economico e produttivo.

Anteprima nazionale a Trieste, dove la sfida tra i poderosi candidati del centrosinistra (Zeno D’Agostino di Verona e Nereo Marcucci di Livorno) alla presidenza dell’Autorità portuale, ha tanto il sapore di una prova di forza tra la stessa vice di Renzi, la governatrice Debora Serracchiani, e il resto del mondo. Ma il premier non voleva chiuderle tutte, le Autorità portuali? Evidentemente quello di Renzi continua ad essere considerato un bluff, se anche all’inconcludente kermesse di Confitarma della settimana scorsa, tra damerini, imbonitori e impalpabili ministri, nessuno ha ricordato che il 28 settembre, stoppando la riforma Serracchiani-Lupi, il premier ha apparentemente asfaltato il Pd della portualità e degli interessi territoriali. Già, ma adesso che si fa? Il problema immediato, per Renzi, è liberarsi della burocrazia di un ministero imbarazzante, costellato da una nomenclatura di pachidermi marmorizzati e soprattutto da una sessantina di mediocri personaggi che costano mediamente circa 300 mila euro a testa (compresi i presidenti e i segretari generali dei porti), nella maggior parte dei casi privi delle competenze chieste dalla legge. In genere funzionari di partito, che rappresentano il segno della disfatta italiana nei porti e nel business dei traffici. Renzi avrà il coraggio di licenziarli e ricominciare da zero? Chissà… Politici e imprenditori coltivano e alimentano molteplici interessi che, nel caso dei porti, spesso coincidono. Capita quasi sempre che i primi portino acqua al loro mulino, inventandosi soluzioni o proposte legislative come quelle poi cancellate dal premier ed escluse dallo Sblocca Italia. I secondi, gli imprenditori – si poteva cogliere bene all’assemblea di Confitarma - sono funzionali ai primi: padroni o servi (non è ben chiaro) di presidenti e segretari generali delle varie Authority. Sarà utile prima o poi disegnare una cartina geografica del potere, dal nord al sud: chi è di chi. Come ripulire il sistema? Pare che Matteo Renzi sia sempre più sensibile all’ipotesi dei commissari. Per ripartire, dopo, con una riforma seria. I commissari dovrebbero prima di tutto introdurre efficienza nei porti: oggi l’incidenza del costo del lavoro per contenitore è tra i 90 ed i 150 euro nelle eccellenze italiane di Genova e Venezia, 60 euro ad Anversa e 40 a Sines e Algeciras. Secondo obiettivo: richiamare investimenti nei traffici. Favorire cioè l’ingresso di imprese in grado di rilanciare il Mediterraneo, anche approfittando di misure e incentivi che solo il governo può immediatamente proporre al mercato. Chi porta traffico non paga tasse, chi usa le banchine come rendita di posizione esce dal mercato.

Il terzo tema è chiarire finalmente il ruolo e il protagonismo delle Compagnie portuali, problema delicatissimo finora neppure sfiorato. E’ un programma duro, un lavoro che non paga, poco gratificante, rigorosamente a termine: servirebbe gente molto competente e indipendente, coraggiosa, con l’unica ambizione di servire il bene comune. E’ una manovra che vale il futuro, destinata a evaporare se il premier riconsegnerà la pratica nelle mani di un Parlamento inconcludente o di un ministero ormai palesemente prigioniero di veti (e congiure) incrociati.

SCRIVI UN COMMENTO

Commenti inseriti: 243 — pagina 1 di 10

Spedito da: Ütri - Zena - Repubblica delle Banane Pubblicato il: 01 dicembre 2014 alle 10:49

Paceco

Beh Timoniere, del professor Musso tutto si può dire eccetto che sia di Sinistra. Oddio, forse con Renzi i parametri per considerarsi di sinistra si sono un po' allargati ultimamente.
Ma insomma, parliamo di un candidato di tutt'altro spessore rispetto a Doria, se non altro per la sua preparazione e riconosciuta competenza in un campo ,che per Genova, definire fondamentale è un eufemismo.
Ecco, i genovesi danno ragione a Piero anche in questo caso. Quando avevano l'opportunità di scegliere hanno scelto nuovamente col paraocchi e turandosi il naso.
Ed ora abbiamo il Marchese e ce lo terremo fin quando riuscirà a barcamenarsi.
Per quanto riguarda le Regionali...la scelta Timoniere...tra chi dobbiamo scegliere? Da un lato uno tra Cofferati e Paita, e giustamente Tu dici che Dio ce ne scampi, ma dall'altro manco so chi c'è...
E se tra i due litiganti a godere fosse un cinque stelle in caduta libera?
Piuttosto mi turerei il naso anch'io...
Per rimanere minimamente in tema a parlare di Porto, sapevo che ad ottobre doveva arrivare al VTE una nuova rmg prodotta da künz, in grado di lavorare su otto binari contemporaneamente...non se ne sa più niente?

Spedito da: Pubblicato il: 01 dicembre 2014 alle 03:50

giorgio.carozzi

@Paceco
D'accordo con te, anche se non ho capito chi sarebbe stato il candidato sindaco del centrodestra esperto di vicende portuali e marittime... Credo poi che ti sbagli riguardo a Piero: secondo me è molto più a sinistra di Cofferati, diciamo un ex Pci che si sente tradito. Rispetto poi all'ex sindaco di Bologna (!), se questo è il futuro spero ardentemente che vada tutto a monte (le primarie, dico)

Spedito da: Pubblicato il: 01 dicembre 2014 alle 03:44

giorgio.carozzi

@Breus
Non troppo, amico... Il gol della Rubentus a tempo scaduto mi ha turbato! Sai com'è, due punti in meno, fare la corsa sui gobbi era forse più agevole! E' la stella che vogliam...

Spedito da: Ütri - Zena - Repubblica delle Banane Pubblicato il: 30 novembre 2014 alle 23:03

Paceco

Caro Timoniere e cara Ciurma,
Spezzo una lancia a favore di Piero.
Nonostante sia di ideologia completamente diversa dalla mia, non posso non apprezzarne l'assoluta buonafede con cui si lamenta della classe politica ligure degli ultimi trenta, quarant'anni. Ha ragione, poche storie. Nonostante mi senta saltuariamente urtato dal suo modo vigoroso di trattare la questione, di trattare alcune idee, diciamo, mi pare evidente che Lui come tutti coloro che scrivono sulla Pilotina (eccetto alcune personalità politicizzate, non tutte) prema e sia ispirato dal comune senso di appartenenza verso questa città. Io lo apprezzo e lo leggo volentieri per questo. Perchè nonostante i suoi mugugni spesso mi turbino per i modi un po' rudi di trattare la classe operaia, poi, a leggere bene tra le righe, scopri che il lamento è solo a fin di bene, di frustrazione nel vedere un Genova scempiata, una speranza di cambiamento per far risollevare la nostra amata, amatissima città. E perchè ,anche, scopri che in realtà il suo biasimo non è univoco verso una sola classe della società, ma ben più profondo, verso tutti. Dal camallo all'imprenditore che non investe, dal politico incapace e corrotto all'impiegato che gioca a calcetto invece di lavorare.
E ha ragione, bisogna cambiare, scrollarsi di dosso questo provincialismo, questa mentalità masochista di votare sempre il colore e non le intenzioni.
Ma se a livello comunale, personalmente, sarei stato ben felice di votare un candidato di centro-destra, di chiara onorabilità e competenza in ambito logistico-portuale (e capiamo tutti di chi si parla), prego allora il signor Piero di indicarci chi, secondo Lui, può al momento far concorrenza a Cofferati alle regionali.
Cambiare si, volentieri. Ma il candidato deve essere valido, slegato da i vari Biasotti e Scajola, che tanto male hanno fatto a questa Regione e a questa città. Solo hanno avuto meno tempo rispetto alla Sinistra (ormai non più tale, purtroppo), e alla DC (leggasi PD).
Se tutte le persone di Destra, Centro-Destra, avessero lo spirito e la buonafede di Piero non avrebbe più senso parlare di schieramenti, e si potrebbe realmente discutere e legiferare argomento per argomento, senza muri ad oltranza. E sono sicuro che spesso ci si troverebbe d'accordo.

Spedito da: Pubblicato il: 30 novembre 2014 alle 23:01

Breus

Grande Zena. Almeno Carozzi ... dorme tranquillo.

Spedito da: toscana Pubblicato il: 30 novembre 2014 alle 22:04

fdp

Caro Tom Parsons, penso anch'io da osservatore lontano che Merlo si stia giocando molto del suo futuro politico o amministrativo e sono d'accordo con chi ha scritto che dei genovesi del suo partito e forse di Genova in particolare (ma in parte vale anche per i toscani e gli emiliani che glihanno fatto un favore a autoindebolirsi) a Renzi non gliene potrebbe fregare di meno...
@danilo: coraggio, non ti abbattere, insisti!

Spedito da: UK Pubblicato il: 30 novembre 2014 alle 17:29

Piero

Caro Danilo, purtroppo il sipario e' calato 30 anni fa, e ne paghiamo le estreme conseguenze gia' da un bel po', ma mi sconvolge di piu' il fatto che ci siano ancora persone oneste che vanno ad ascoltare in buona fede le chiacchiere di questi maledetti cialtroni.
Correggetemi se sbaglio, ma mi sembra sia passata sotto tono la notizia che a Civitavecchia hanno deciso di fare la zona franca e da quanto ho capito i lavori sono alla via. A Genova di zona franca ne parlavano 40 anni fa, districk park, manipolazione delle merci, migliaia di posti di lavoro, prestigiose personalita' incaricate di risolvere i vari problemi. Finale della storia niente. Niente come tutte le altre opere che Vigo giustamente continua a ricordare a noi e ai maledetti cialtroni che i genovesi continuano a votare ed a ascoltare.

Spedito da: genova Pubblicato il: 29 novembre 2014 alle 21:28

danilo

ho partecipato oggi all'incontro del pd... ascoltati i partecipanti e i candidati alle primarie per la regione, tolta un po' di freschezza proveniente da Sara Di Paolo, mi ha preso una sensazione di stanchezza, di pssimismo, di abbandono ma così forti che non vedevo l'ora di scappare, di scrollarmi di dosso quelle parole e quelle facce tristi e inutili. Se prima avevo ancora qualche dubbio, adesso me li sono tolti tutti: signori, con questi qui genobva e la liguria non vanno più da nessuna parte, calate pure il sipario!

Spedito da: Roma Pubblicato il: 29 novembre 2014 alle 19:13

Tom Parsons

Spiace deluderti, Spedizioniere Deluso. Luigi Merlo non è candidato ad alcun ruolo in alcuna futura organizzazione nazionale della portualità. Chi lavora quotidianamente con lo staff di Matteo Renzi sa benissimo che quella della Super-Authority è una bufala messa in giro ad arte da alcuni parlamentari, fra i quali uno eletto a Genova.
Il Governo non intende azzerare le Autorità portuali, ma migliorarne le strutture e le funzioni.
Quanto al futuro di Luigi Merlo, fareste bene a chiedere all'inquilino di Piazza De Ferrari. Lui, al proposito, ha idee molto, molto chiare.
Tom Parson, Roma, 2014.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 29 novembre 2014 alle 17:04

Giorgio Merello

WATERFRONT DI LEVANTE, ANNESSI E CONNESSI
@ Timoniere & Carlo Maria C
Non semplice passare dal "sorvolare ad alta quota" all'analisi all'osso di un argomento complesso, su scelte che Carozzi riconosce "incideranno non poco sul futuro sviluppo di Genova". Cioè quella città paralizzata dal NON FARE.
Via il 1° equivoco: sono il primo ad essere SCETTICO sulla REALIZZAZIONE (a Genova!) dei progetti in argomento. Ma la città vuole almeno dire la sua, finchè sono sulla CARTA? o appunto sta a guardare senza esprimersi, dopo precedenti come Ponte Parodi? Con l'urgenza di creare/recuperare posti di lavoro, dove Genova ha competenze?
Mi permetto esprimere miei modestissimi pareri/premesse su scelte realizzabili
1)OK privatizzare l'Ente Bacini (bene Mariotti/ S. Giorgio)
2)OK ampliare/potenziare le Riparazioni Navali, eccellenza genovese in crisi di spazi e strutture (mentre Mariotti/ S. Giorgio affittano il superbacino di Marsiglia) ampliando il 4° bacino per accogliere le grandi navi attuali, a parte il possibile nuovo campo demolizioni.
3)Unica possibilità, riempimento porticciolo Duca degli Abruzzi. Quindi spostamento Yacht Club e circoli minori, in scadenza di concessioni (che si oppongono). Dove? Pare alle darsene in Fiera: quella vecchia o la grande Nuova Darsena?
4)Ma quest'ultima è richiesta da Amico & Pesto tutto l'anno a fini industriali, nel grande business delle riparazioni/refitting di grandi yachts.
5)La stessa è fondamentale per il Salone Nautico (a Genova da 54 anni!) a meno che si limiti gli scafi in acqua alla vecchia darsena. Tralascio il problema Ucina/ Fiera.
6)Ricordiamoci che alla base del Disegno Blu di Piano (e anche alla crisi del Nautico) c'è in pratica il fallimento di Ente Fiera, che ha messo in vendita quasi tutta l'area tramite SPIM. E una certa possibilità finanziaria dell'Autorità Portuale, che appoggia il progetto Piano (con Doria e Burlando).
7)Disegno Blu di Piano (contestato da chi dovrebbe sloggiare dal Duca degli Abruzzi): sarebbe interessante una sua critica costruttiva da pianificatori più che da architetti. Parte concretamente dall'ampliamento della Riparazioni Navali, dal riutilizzo di strutture ancora ottime come il Palasport e dalla doverosa ricostruzione della Torre Piloti. Ma è proprio necessario ad es il (costoso) canale lungo costa fino al Porto Antico?
-Scusate se mi son dilungato..

Spedito da: Milano Pubblicato il: 29 novembre 2014 alle 15:31

Enrico Vigo

PANNELLI SOLARI IN PORTO A GENOVA

L'autonomia energetica con l'utilizzo di energia pulita (pannelli fotovoltaici)è una pratica virtuosa che un amministratore "buon padre di famiglia" dovrebbe praticare con determinazione ed in modo massiccio, sia per motivi economici che ambientali (elettrificazione delle banchine). Qui a Genova siamo ancora nell'arretratezza, intollerabile per un porto leader che pretende di essere un modello da emulare. Anche il Comune poco "smart" non brilla di certo, semplicemente a queste latitudini si procede con le chiacchere facili facendo vibrare la lingua più del solito e sicuramente più dei fatti concreti. Sperando che alla fine non vengano fuori le orripilanti pale eoliche sulla diga foranea, mi auguro che a fine mandato in zona Cesarini il Presidente Merlo ci ripensi e metta in cantiere una "best practice" in campo energetico, incentivando la diffusione dei pannelli solari sui tetti degli edifici e dei capannoni del porto, a cominciare dal Terminal Traghetti.

Spedito da: port genoa Pubblicato il: 29 novembre 2014 alle 10:25

lungomare canapa


Grazie a te per la cortesia, Spedizioniere (forse non più tanto) Deluso. Mi sembra di capire che come tanti del nostro ambiente marittimo e portuale non dai della presidenza precedente un giudizio positivo. A essere generosi, diciamo pure che l’ex presidente Oliaro non si copre di gloria e non si segnala per attivismo neppure adesso che invece potrebbe incidere qualcosa a Roma. Un'altra occasione perduta, no? E va bene così, si fa per dire, pazienza.
Sono molto d’accordo con te sia sul ruolo importante di Spediporto e sia sul valore di Botta, ce ne fossero in circolazione di persone preparate e impegnate come lui e non solo nelle nostre associazioni di categoria!!!
Quanto a Merlo, perdonami, ma mi tengo le mie moltissime riserve. Competenti come lui in quel partito ce ne sono parecchi, forse anche più di lui e forse anche un po’ più coraggiosi e meno coinvolti in intrighi politici locali. Comunque, anche in questo caso, pazienza…

Spedito da: Milano Pubblicato il: 29 novembre 2014 alle 08:36

Enrico Vigo

L'AEROPORTO DI GENOVA E' INVENDIBILE

Purtroppo la voglia di sbarazzarsi dell'aeroporto da parte dell'Autorità Portuale (Merlo) è rimasta tale e l'aeroporto di Genova è oggi invendibile, THE MEDI-TELEGRAPH ne spiega, in parte, le ragioni.
Da un ventennio si sfornano piani su piani di sviluppo infrastrutturale, ma poi non parte quasi nulla e passando il tempo i numeri e i parametri peggiorano, azzerando le prospettive di sviluppo. La colpevole inerzia e la caparbietà a non far partire nessuna opera (neppure il chiacchierato Sblocca Italia ha stappato alcunchè) sono la ragione di ogni guaio. Ma se non ci crede neppure l'AP come si può pensare che investitori privati ci credano? Non solo, il deposito ex-Derrik infelicemente dato in concessione dall'AP ancora per anni, nelle aree ex-Aeronautica tra l'ex-Sheraton e la città sono una ipoteca che durerà a lungo ad impestare un'area critica e a impedire qualsiasi sviluppo infrastrutturale, lo capirebbe anche un deficente.
Ma allora, Assessore Paita e Presidente Merlo, a che gioco stiamo giocando con l'Aeroporto. Fatti concretii e non parole al vento, la credibilità è esaurita.

Spedito da: Rapallo (Genova) Pubblicato il: 28 novembre 2014 alle 22:50

Carlo Maria C.

Caro Merello, in tutta sincerità, ma lei crede davvero che il progetto di Renzo Piano verrà mai realizzato? E non è tanto per il progetto, che francamente reputo azzeccato, piuttosto per l'opera "faraonica" per questa città che il programma prevede.
Fiera e Ucina strillano come aquile perché non gli viene data la concessione di una misera banchina e mettono di mezzo persino eventuali licenziamenti...figuriamoci cosa questa città sarà in grado di inventarsi perché l'idea di Piano non vada in porto. La mia ricetta (utopistica)? Togliere di mezzo il 90 per cento degli attuali dirigenti, politici, presidenti vari e amministratori delegati incompetenti e ignoranti che questa città non si può più permettere di mantenere (anche economicamente).

Spedito da: Genova Pubblicato il: 28 novembre 2014 alle 22:23

giorgio.carozzi

Perché deluso, caro Merello?!? Vedo che i tuoi interventi suscitano sempre interessanti reazioni. Non c’è ombra di dubbio che le scelte sul waterfront di levante incideranno non poco sul futuro sviluppo di Genova. Almeno lo spero, perché personalmente non ci credo più, penso cioè che questa gente, oltre la siepe delle chiacchiere e delle false contrapposizioni, non sia in grado di realizzare e costruire alcunché. Mi auguro di sbagliare.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 28 novembre 2014 alle 20:07

Giorgio Merello Deluso

Come non detto...

Spedito da: Genova Pubblicato il: 28 novembre 2014 alle 19:46

Spedizioniere Deluso

@lungomare canapa

Grazie, amico mio. Ho preferito farmi da parte perché in molti mi hanno rimproverato, in questi anni, un atteggiamento di ostilità verso la nostra Associazione, Spediporto. In realtà la Presidenza Fasce ha restituito all'Associazione prestigio, spessore e valore. Di questo devo dare atto agli associati e a quell'instancabile lavoratore che risponde al nome di Giampaolo Botta. Approfitto del tuo assist per ribadire che le mie critiche, seppure forti, non erano mirate a destabilizzare Spediporto ma, al contrario, a sostenerne la crescita.
Oggi Spediporto è tornata a essere l'Associazione che conoscevo. Il Forum organizzato dal Secolo XIX a Palazzo San Giorgio ha confermato che al nostro interno esistono professionalità, come quella di Piero Lazzeri, che sarebbe masochistico nascondere.
Avanti così, dunque!
Scusate se mi sono dilungato, ma l'argomento è molto serio.
Detto questo, rispondo alla tua domanda: Merlo a Roma non stonerebbe affatto. Esistono colleghi di partito con più sponsor? Forse sì. Ma le competenze non si comprano al mercatino delle vacche...
SD

Spedito da: ginevra Pubblicato il: 28 novembre 2014 alle 18:52

Hardwell

Ora inizio a capire un po' di retroscena...

Spedito da: genova porto Pubblicato il: 28 novembre 2014 alle 18:24

lungomare canapa

Per Spedizioniere Deluso! Bentornato, era ora che ti rifacessi vivo! Ma te la faccio io una domanda... Ma secondo te chi se lo prende e perchè il nostro Merlo? A Roma? Tecnocrati, burocrati di Stato? E quando mai... nel pd come lui ce ne saranno almeno altri cento e quasi tutti con più appetiti e sponsorizzazioni e amicizie in zona capitale. mah, la vedo grigia

Spedito da: Genova Pubblicato il: 28 novembre 2014 alle 11:40

giorgio.carozzi

Caro Spedizioniere Deluso,
non sottovaluto affatto l’analisi e le premonizioni del principe Vasilij Sergeevič, del resto ne scrivevamo già un paio di mesi fa. Ma non sopravvaluto neppure la passione e l’accondiscendenza che Renzi mostra e mostrerà nei confronti del porto e dei genovesi in particolare, che secondo me sono vicine allo zero. Se Assoporti è una scatola vuota, la Super Authority è una buffonata… Ma non mi avventuro a vaticinare il futuro prossimo venturo del presidente Merlo. Uno, nessuno, centomila. E se alla fine a Roma ci andasse la moglie? Di una cosa però sono certo: non scommetterei mai sulla resa politica del governatore.
Una domanda per concludere a Michelangelo Trombetta: scusa, ma quale sarebbe il partito con una forte ideologia…??? A me non ne vengono in mente...


Spedito da: Genova Pubblicato il: 27 novembre 2014 alle 23:01

Spedizioniere Deluso

Caro Giorgio
reputo un errore sottovalutare ciò che dice Vasilij Sergeevič Kuragin. Ovvero che Merlo possa essere inserito tra i tecnici della Super Authority che ha in mente Renzi. Così si spiegherebbe, fra l'altro, il suo violento attacco ad Assoporti in occasione del Forum ospitato da Palazzo San Giorgio (e magistralmente moderato da Piero Lazzeri).
Cosa ne pensi, Giorgio? Credi che il futuro di Merlo sia a Roma, lontano da una moglie brava ma sempre più ingombrante sotto il profilo politico?
Un'altra considerazione. Cosa pensi delle voci secondo le quali Claudio Burlando potrebbe essere designato alla presidenza del parco delle cinque terre? Dopo il terribile servizio dell'Espresso penso che con la politica attiva abbia chiuso.
Un caro saluto
SD

Spedito da: Genova Pubblicato il: 27 novembre 2014 alle 12:01

Michelangelo Trombetta

Anch'io propongo un indovinello: chi è stato quell'uomo politico che ha detto: "Fin da quando il nostro partito aveva solo sette iscritti, aveva due punti fermi: avere una ideologia forte e comandare senza compromessi di sorta"?
Il secondo dei due punti fermi è condiviso da tutti i grandi partiti attuali in Italia; tutti falliscono l'obiettivo perché non hanno il primo dei punti fermi; tutti tranne uno, se non si perde per strada. Secondo indovinello: qual è questo partito?

Spedito da: Lido di Ostia Pubblicato il: 27 novembre 2014 alle 11:41

Mario Pulimanti

Pagare le tasse è un dovere civico a cui disciplinatamente ci sottoponiamo. Un conto però è essere tassati, altra cosa è essere tartassati. Ed è invece esattamente ciò che sta avvenendo in Italia dove noi contribuenti siamo diventati i bancomat dello Stato: erogatori di denaro a cui rivolgersi per tappare le falle di un debito pubblico causato, oltretutto, dall’eccessivo livello delle retribuzioni dei parlamentari, dei consiglieri e assessori regionali, dei presidenti e amministratori di enti pubblici e dei loro privilegi, comprensivi di affitti agevolati in case e appartamenti di prestigio nonché da esenzioni varie. Pagare le tasse è un dovere dei cittadini, essere oppressi dalle tasse è un sopruso dello Stato!
Mario Pulimanti (Lido di Ostia-Roma)

Spedito da: portobello Pubblicato il: 27 novembre 2014 alle 10:12

little satan

Caro Timoniere, a un uomo della tua cultura e sensibilità e ai tanti amici della ciurma affannati a disquisire su che cosa farà Merlo, sulle frequentazioni e le marchette giornalistiche e sui protagonsiti di questa perenne tragicommedia, non può certo essere sfuggita la nuova scuola di pensiero che ben si attanaglia agli argomenti e ai personaggi in discussione.
Mi riferisco alla psiconeuroendocrinoimmunologia, pnei, cioè collegamento tra corpo e mente e ricerca della comprensione di tutti i fenomeni che si verificano nell’individuo. La teoria della pnei è che alle leve del potere ci sono psicopatici narcisisti, pazzi che fanno solo finta di preoccuparsi dei problemi mentre perseguono altri obiettivi. Suggerirei un approfondimento…

Spedito da: Genova Pubblicato il: 26 novembre 2014 alle 19:16

Sidio

@Ex vittima

Amica morettina? Adesso il Butterato si fa vedere in giro con un'attempata biondona

1 2 3 ...   10

Tutti i blog sono moderati e i commenti ritenuti inadatti (a nostro insindacabile giudizio) non saranno pubblicati.