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Porti e crociere: lo strano caso del dott. Lupi e mr. Thamm

Politici e manager si giudicano dalle azioni, anche dai gesti simbolici, soprattutto dallo scarto tra le parole e i fatti. In questo senso Maurizio Lupi, ministro dei Trasporti, e l’ad di Costa Michael Thamm, sembrano da qualche tempo i protagonisti di uno dei romanzi più celebri di Robert Louis Stevenson, capaci di calamitare avversione e perplessità dalla stragrande maggioranza di chi vive di porti e shipping. Un caso proprio strano di sdoppiamento delle personalità. L’abbecedario della logistica che Lupi propone al mondo dei porti la dice lunga sulla consapevolezza dei problemi e sulla volontà di risolverli. Nessuna scelta né un programma, solo un libro di istruzione elementare per imparare a leggere e scrivere, il peggio del doroteismo e dell’inutilità. Accompagnato dalla geniale trovata dell’Agenzia nazionale che dovrebbe togliere competenze alle Authority: triplica la governance dei porti anziché semplificarla. Anche Renzi aveva pensato a qualcosa del genere, ma per rafforzare la politica marittima nazionale e rottamare almeno i carrozzoni più imbarazzanti. Lupi moltiplica pani e pesci, a carrozzoni si aggiungono carrozzoni. Del resto, sono i costi della politica: una sistemazione per i parlamentari uscenti, chiuso il Senato, bisogna pur trovarla. E mentre l’apparato ministeriale di Lupi è ormai il simbolo della conservazione e del consociativismo trasversale, il ministero della Difesa tenta di fagocitare le Capitanerie, quello dello Sviluppo vuole distruggere le Compagnie e liberalizzare i servizi più importanti per la sicurezza, il ministero dell’Economia cerca di minare il federalismo finanziario.

Il decreto sulla competitività è il simbolo di una politica demenziale che consegna l’idea di liberalizzazione dei servizi essenziali nelle mani di pochi privati. Non a caso una parte di Confindustria cavalca l’onda, puntando a frantumare le Compagnie, le tutele, i salari, la sicurezza e l’organizzazione dei portuali. Scelte vere e strategiche per la modernizzazione del Paese? Zero. Magari il dott. Jekyll le pensa, ma poi mr. Hyde se le mangia. Non risultano provvedimenti, anche di segno fiscale, che dettino le regole per rilanciare traffici, lavoro e attività di impresa. Un altro caso da manuale di psicopatologia è il comportamento di presidenti e commissari delle Autorità portuali. Agiscono come fossero marziani: non solo difendono i rispettivi territori, ma soprattutto pretendono investimenti pubblici per opere inutili, per un valore complessivo che oscilla tra i 15 e i 25 miliardi di euro. Non basterebbero un paio di Finanziarie per accontentarli tutti. Così come non è sufficiente un pallottoliere per quantificare l’importo equivalente agli sgravi fiscali per gli equipaggi italiani delle navi di Costa Crociere. Resta per ora impossibile decifrare le motivazioni che hanno indotto Michael Thamm a scatenare un pandemonio nel segno dell’anti italianità. Perché le leggi, caso più unico che raro, sono tutte a favore dello sviluppo del business. Il doppio registro navale introduce dal 1998 una fiscalità a favore dell’equipaggio e consente l’imbarco di personale extracomunitario su navi battenti bandiera italiana. La tassazione forfettaria basata sul tonnellaggio risale invece al 2001.

Fonti interne della compagnia ipotizzano che gli sgravi siano nell’ordine di almeno 20-25 milioni di euro all’anno. Si può ipotizzare anche che la tassazione non abbia mai superato il 5% dell’utile netto registrato, certamente favorevole, ben lontana dal regime fiscale imposto alle aziende italiane. Costa e Aida, che batte bandiera italiana ma ha sede in Germania, insieme hanno totalizzato negli ultimi anni (eccetto logicamente il 2012) un utile di oltre 400.000.000 di euro. Un’azienda italiana normale avrebbe pagato imposte per il 50% circa invece del 5%. Ma è con operazioni simili, del tutto assenti nei porti, che il sistema-Italia guadagna prestigio e competitività, consolida l’insediamento delle multinazionali e garantisce occupazione. Del resto, non potendo offrire a Costa Crociere niente di simile, lo stesso Comune di Amburgo – dove Thamm vorrebbe trasferire quattro divisioni della compagnia genovese – mette a disposizione interventi alternativi, configurabili come aiuti di Stato camuffati: dai prestiti agevolati agli investimenti nei capitali sociali. Non risulta che Confindustria e Confitarma si siano mosse con destrezza nei palazzi del potere, per smascherare questa complessa ragnatela di interessi stranazionali: anzi, con i loro silenzi gareggiano nello scavalcarsi a destra. E così, ecco l’ultimo colpo di teatro: adesso tocca a Lupi sfidare Angela Merkel.

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Commenti inseriti: 240 — pagina 1 di 10

Spedito da: Torriglia Pubblicato il: 11 marzo 2015 alle 02:46

Alberto Dessi

Un segretario generale dell'autorità portuale di Genova espresso da Rifondazione comunista. Non è Lotta comunista ma ai cavalli farà comunque piacere. Questa è Genova, l'ultima roccaforte comunista del mondo (non me ne viene in mente un'altra). E i risultati si vedono.

Spedito da: italia Pubblicato il: 10 marzo 2015 alle 23:08

max

sì, il caso costa sta diventando davvero inquietante. l'atteggiamento del sindacato non è una novità, non vedono oltre il loro naso e pur di togliersi questa castagna dal fuoco non gli sembra vero di discutere dei 70 destinati ad Amburgo. la stanno mettendo su un piatto d'oro a mr. thamm, altro che fermare la flotta costa... E' lo specchio della decadenza di Genova, come fanno ben notare tutti gli amici di pilotina che mi hanno preceduto. svuotare di competenze Costa significa svuotare taxi, stazioni, aeroporti, bar, ristorandi, vie del centro, negozi ecc.

Spedito da: Ita Pubblicato il: 10 marzo 2015 alle 21:49

Me tastu se ghe Sun

Mi pare che mr wolf abbia ben rappresentato il futuro che nel medio periodo attende la superba e la Liguria.
Beato lui che se ne sta negli usa
A noi rimane L'opzione della revolverata alla nuca, rimembrando nostalgicamente la genova di quaranta anni fa, un agglomerato di quasi un milione di abitanti, viva, pullulante di contraddizioni e tuttavia ricca di una filiera industriale di cui oggi non vi è più traccia.
L'altra sera un tassista a stazione brignole, prossimo alla pensione - beato lui - raccontava quando a metà degli anni settanta l'arrivo del pendolino serale da Roma era atteso da più di cento taxi che in pochi minuti si allontanavano, carichi di passeggeri scesi dal treno.
Provate oggi ad andare a brignole Alle dieci di sera quando arriva il freccia Bianca da Roma; se siete fortunati non vi borseggiano.

Non è mugugno ma tragico realismo.

Spedito da: Pubblicato il: 10 marzo 2015 alle 19:59

giorgio.carozzi

Caro Merello, Pilotina sta aspettando con inquietudine e interesse un segno di vita da Lupi, Burlando, Doria, Merlo e segreterie nazionali del sindacato. La penso esattamente come te: ridurre la complessità del caso-Costa a una trattativa locale su qualche decina di trasferimenti o esuberi, non è solo folle (e molto comodo per chi la pratica) ma suicida. Confidando pochissimo nelle capacità di contrattazione e nella grinta di governo e istituzioni e poco o niente nella lungimiranza del sindacato, non resta che sperare nelle intuizioni e nella saggezza dei dipendenti. Del resto mi sembra evidente che perdere questa partita (oltrre alla faccia) vuol dire trasformarsi finalmente nell'Aretino Pietro, quello che teneva una mano davanti e l'altra dietro...

Spedito da: Genova Pubblicato il: 10 marzo 2015 alle 17:25

G. Merello

COSTA CROCIERE: NON SCADERE DA CASO NAZIONALE A LOCALE!

Quali FATTI sul trasferimento di 4 pesantissime divisioni da Genova ad Amburgo, dopo quanto scritto dal Timoniere il 9 febbraio ("Lo strano caso del dott. Lupi e mr. Thamm")? Ricordando la FISCALITA' italiana molto favorevole per Costa-Carnival grazie al "Doppio registro navale" del 1998 (con meriti dell'ex ministro Burlando) e alla "Tonnage tax" del 2001, con forti risparmi sia per Costa Crociere che per AIDA Cruises, tedesca ma anch'essa con bandiera italiana. Con fondati sospetti che gli "interventi alternativi" offerti da Amburgo (che non possono ripetere gli sgravi fiscali italiani legati alla bandiera) siano "aiuti di Stato" tedeschi mascherati.
Quali INTERVENTI COMPENSATORI in Italia si stanno delineando, dopo il vertice del 13 febbraio fra Costa-Carnival e Governo?
Da allora solo notizie NEGATIVE, con trattative che sembrano scadute a livello locale sui numeri dei trasferiti e dei quasi certi esuberi, con inizio ieri dei "colloqui individuali" con eventuali dipendenti realmente disposti ad andare ad Amburgo.
Le uniche CERTEZZE finora sono il trasferimento brutale di 4 divisioni, con 161 figure professionali "non più necessarie a Genova"!
Il Min. LUPI e le nostre Istituzioni dopo l'incontro del 13 febbraio parlavano di "Un piano che prevede FORTI INVESTIMENTI in Italia e su Genova da parte di Costa/Carnival". Lo stesso Thamm assicurava che "Testa, cuore e anima rimarranno a Genova" e anticipava un "Piano di investimenti per il mercato italiano".
Quello che interessa è il Piano strategico industriale, che secondo la Direzione per ora "non è divulgabile nella sua interezza per questioni di quotazione in Borsa...".
L'indomani dell'incontro di Roma Lupi dichiarava di "aspettarsi un ulteriore confronto fra un mese in cui l'azienda chiarirà i numeri sugli investimenti in Italia e a Genova".
NON mollare la presa, i suddetti sgravi fiscali permangono, come i crocieristi italiani!

Spedito da: capannelle Pubblicato il: 10 marzo 2015 alle 11:39

fdp

Se nemmeno Mr. Wolf, che risolve problemi diciamo un po' più sanguinolenti, può metterci una pezza, allora siamo proprio del gatto...! Se poi Observer allunga ancora le ombre...addio e si salvi chi può.
Ma fin che c'è Giachino c'è speranza, credere o sperare in Lupi è una professione di fede che andrebbe premiata! Io dico che servirebbe un esorcista, però...

Spedito da: genova porto/aeroporto e dintorni Pubblicato il: 10 marzo 2015 alle 09:13

magolino

....dopo tanto perigliare fra marosi, maree ed altro, un poco di nozionismo:...fatti non foste a viver come bruti....ma per seguir virtute e conoscenza...non cercate la fortuna ma createvela...colui che combatte può perdere: ma colui che non combatte ha già perso...in questa città l'ignavia è sovrana ma tutto potrebbe essere superato se ci fosse un pneumatico di ricambio chiamato DECISIONE, un potente motore chiamato RISPETTO e molto carburante chiamato PAZIENZA. Ma non basta, serve un esperto autista chiamato CORAGGIO.
Genova solatia dolce città dove "imperarono".....etc etc. e così sia.
...mi è piaciuta quella volta a S.Pietro quando mia mamma ha fatto le lumasse e piumpò me le mangio tutte e siccome ero stato promosso mio papà mi ha accattato una messoietta per segare l'erba e io mi sono demorato tanto che ne avrò segato per cosi.....
Ke Linse per tutti

Spedito da: Italia Pubblicato il: 10 marzo 2015 alle 08:30

Observer

Caro timoniere, purtroppo Mr. Wolf ha prefigurato uno scenario che non è neppure fra i peggiori di quelli che si stanno discutendo nelle segrete stanze. Tu conosci benissimo un paio delle altre alternative possibili. Ti sembrano migliori?

Spedito da: Pubblicato il: 10 marzo 2015 alle 02:22

giorgio.carozzi

Mr. Wolf, grazie per l'ottimismo profuso a piene mani...

Spedito da: Roma Pubblicato il: 10 marzo 2015 alle 01:12

Mino Giachino

Quando i romani e successivamente Cavour decisero la costruzione delle strade consolari e del primo traforo ferroviario del Fréjus non fecero studi sul mercato, sapevano benissimo che le infrastrutture sono importanti nei secoli e soprattutto che le infrastrutture aprono collegamenti, mercati e sviluppi che dipendono dalla capacità delle aziende e dei mercati di svilupparsi.
La crescita della economia mondiale, oltre allo sviluppo tecnologico e, si spera, allo sviluppo di rapporti di pace, genera due domande importanti: più turismo e più merci da trasportare. Passeggeri e merci viaggiano sulle infrastrutture: navi, aerei, ferrovie, autostrade. Chi avrà le infrastrutture più competitive e più connesse attrarrà traffici importanti. Turismo e logistica sono due settori ad alta intensità di lavoro, due occasioni che il nostro Paese con il 13% di disoccupati non può assolutamente perdere.
La Tav, lo ripeto, consente al Corridoio trasversale di passare nella Pianura Padana e ci evita di essere tagliati fuori dai commerci del futuro e di diventare la parte centrale della Grande Area logistica del Sud Europa.
Il Terzo Valico consentirà ai porti liguri di aumentare la capacita' di attrazione dei traffici via mare e di incanalarli su rotaia non solo verso la Pianura Padana ma anche, come sognava già Cavour, verso la Svizzera e la Germania del Sud (Bad Vuttemberg e Baviera).
Cosi il Corridoio del Brennero e il Corridoio Adriatico daranno agli altri porti italiani una capacita' di attrazione dei traffici che il raddoppio del Canale di Suez aumentera' nel Mediterraneo.
Ecco perché il Piano dei Porti e della logistica, che il Governo è in ritardo a presentare, deve darsi obiettivi alti perché il nostro Paese ha un bisogno "disperato" di crescere.
Conto molto sul Ministro Lupi.


Mino Giachino
Responsabile nazionale trasporti di Forza Italia

Spedito da: Savona Pubblicato il: 10 marzo 2015 alle 00:11

Marco Guidi

Bruno Marelli ha perfettamente ragione. Le ultime esternazioni del Presidente Merlo sono a dir poco IMBARAZZANTI- Dopo otto anni, subito prima di andare via ci viene a dire che i dirigenti dell'aeroporto sono inadeguati e vanno cambiati. Questa delle bufale deve proprio essere una specialità della casa. Fa il paio con la Lella Paita che nell'ultima settimana della legislatura tuona che farà togliere il listino dei nominati. Naturalmente non è successo nulla e tutto rimane come prima. Ma lei dice che metterà dei giovani. così fara' interventi concreti per la riduzione della disoccupazione giovanile

Spedito da: Genova Pubblicato il: 10 marzo 2015 alle 00:07

Eddy Talotta

L'uccello nero
abbaia alla Luna

Spedito da: Usa Pubblicato il: 09 marzo 2015 alle 23:17

Mr wolf

Genovesi e liguri
Nel vostro immediato futuro vedo....vedo....
Una signora molto arrivista alla presidenza della Regione
Un vecchio politico che in venti anni ha contribuito con impegno e dedizione alla distruzione del tessuto produttivo della Liguria alla presidenza dell'autorità portuale di Genova e Savona.
Un famoso dirigente di lotta comunista quale segretario della autorità portuale di Genova e Savona.
Scali desolatamente vuoti, i compagni in piazza a protestare ed a bruciare copertoni contro la crisi e il governo cinico e baro...
In questo scenario anche il sottoscritto, che di solito risolve problemi, può far poco..,

Spedito da: italia Pubblicato il: 09 marzo 2015 alle 19:53

bruno marelli

Il presidente Merlo ha avuto quasi otto anni di tempo per mettere ai vertici dell'aeroporto di Genova i manager giusti al posto giusto. Non lo ha fatto e adesso parte con l'ultimatum all'avvocato Arato e dirigenti vari. Perché, prima pensava che l'avv. Arato se ne capisse di aeroporti e aerei? Ma vi sembra credibile? Secondo me questo atteggiamento non serve nemmeno al futuro di Merlo,politico o meno.

Spedito da: Milano Pubblicato il: 09 marzo 2015 alle 18:00

Aldo&Magro

@me tastu se ghe sun

Per quanto riguarda Burlando tra 2 mesi sarà fuori gioco ma non fuori dai giochi, purtroppo se nessuno vuole contrastare il ciclone Paita né a destra né a sinistra (estrema) risulta difficile vederlo solo come Cincinnato alle 5 terre.

Per Merlo idem con patate. Se lei la eleggono ( e purtroppo il rischio è alto) lui sparisce da solo, almeno così ha detto con largo anticipo, cioè prima che il merlo canti. Non se ne sentirà la mancanza, solo i giornali avranno meno da scrivere ma quello poi non è così male.
L’unico più presente di lui nel dibattito mediatico è Mentana e ho detto tutto. Come direbbe De Niro “Merlo? tutto chiacchiere e distintivo”.

Su Mestizia invece non c’è soluzione, anzi il fatto che oggi sia anche Presidente della Città metropolitana aggrava non poco le cose. Ma anche qui chi se la prende la briga di andare a una crisi senza soldi e senza possibilità di incidere?
E la giunta che si è scelto non è da meno: assessore alle buche uno che si chiama Crivello, e ho detto tutto!

Nemmeno i fantastici 4 e Goldrake potrebbero darci una mano con questa banda di sgaruppati,a cui aggiungerei il Presidente della CCIAA e quello di Confindustria che mi pare Mattarella (c’è ma non si vede)anche se col suo cognome dovrebbe essere dappertutto.

Quando sento parlare di programmi dei candidati infine la sensazione è che prendano spunto da quelli della Tv, tanto son vuoti e senza idea alcuna e uguali gli uni agli altri.
Come diceva Luca Zaia " il tempo è Galan"



Spedito da: Singapore Pubblicato il: 09 marzo 2015 alle 15:42

David

Da Singapore lo dico chiaramente a Singapore girl. E' evidente che le responsabilità non sono solo di Arato. Ma volere restare a tutti costi malgrado il disastro e' una vera indecenza. Il presidente Merlo rilancia, e fa bene. Ma ci vorrebbero più atti amministrativi e meno parole

Spedito da: Pubblicato il: 09 marzo 2015 alle 15:19

me tastu se ghe sun

Presidente burlando
Si dimetta.
Vada a fare il consigliere comunale in quel comune della Riviera di cui nn ricordo il nome ...i danni che potrà fare saranno sicuramente inferiori.

Presidente merlo
Si dimetta.
Lo faccia in anticipo rispetto alla elezione di sua moglie a presidente regionale ...C'e chi apprezzerebbe il nobile gesto, e non pochi.

Cambi vita, torni a fare il giornalista , il Consigliori di qualche politico di vaglia, il suo Ghost Writer...veda lei

Sindaco Doria
Si dimetta.
Questa città non ha mai vissuto un livello di degrado paragonabile a quello attuale
Basta questo

Liberateci della vostra inutile presenza

Spedito da: Pubblicato il: 09 marzo 2015 alle 11:06

Singapore Girl

Dialogo nel buio... se ci sono voluti tre anni o più per avere da Enac l'ok ad alzare il livello del cono aereo sul porto di voltri, immagino adesso le nuove relazioni industriali tra Ap Genova e Enac per l'aeroporto!
A proposito: allora il colpevole è Marco Arato! questione di stile...

Spedito da: Genova Pubblicato il: 08 marzo 2015 alle 22:37

Goon Doon

Tira più un'elezione in Regione che una poltrona a Roma...

Spedito da: Genova Pubblicato il: 08 marzo 2015 alle 12:32

Giulio

AEROPORTO DI GENOVA: CHE SCANDALO!

Non ci si può certo stupire se l'aeroporto di Genova è stato declassato: nel 2010 è stato fatto un bando per finta, con quelle prospettive chi poteva comprare il 60% a 30 milioni? Un bando con lacci e lacciuoli insormontabili per chi vuole investire. Ma poi come e' possibile che in pochi anni il valore sia sceso a meno di un terzo?
Cerchiamo di capire: o gli amministratori e gli azionisti sono un disastro o

Spedito da: london Pubblicato il: 08 marzo 2015 alle 11:00

self-made man

condividendo l'indignazione contenuta negli ultimi interventi degli amici di Pilotina, mi permetto di rilevare che nell'attenta ricostruzione dei possibili retroscena fatta dall'ottimo quarati per il SecoloXIX dopo il clamoroso caso sollevato dal timoniere, cioè il disimpegno di Micky Arison dalla sua creatura Carnival,manca solo un'ipotesi, plausibile anche se improbabile per disparati motivi: e se le azioni vendute da Arison e altre ancora fossero state rastrellate sulle piazze di wall street e di london dall'unico vero armatore del settore, Gianluigi Aponte? Chissà... ci sta, anche se lui le società non le compra, le costituisce e se ne inventa di nuove. però, attenti, molto attenti!

Spedito da: Milano Pubblicato il: 08 marzo 2015 alle 07:47

Enrico Vigo

AEROPORTO DI GENOVA, CHE ASPETTIAMO?

Non ci posso credere! IL SECOLO XIX rivela che ENAC e AdT mettono sotto accusa la dirigenza del "C.COLOMBO" per la questione tariffe e investimenti, per non avere avviato la procedura propedeutica ad ottenere le autorizzazioni come hanno fatto altri aeroporti. Come mai solo ora questa sceneggiata disgustosa? Tutti gli attori genovesi e romani a dormirci evidentemente sopra e la città che aspetta paziente tra l'indifferenza di Claudio Burlando e di Raffaella Paita, che diranno che la Regione non c'entra (ma allora perché in campagna elettorale spargono ai quattro venti promesse d'ogni risma?).
Pres.Merlo, Avv.Arato, Pres.Odone, Ministro Lupi, qualcuno dovrà pur spiegare questa pantomima prima o poi, le deleghe pubbliche esigono trasparenza. L'aeroporto è una delle infrastrutture strategiche di Genova e Liguria, se non ci fermiamo ad abbattere quel muro di inerzia dolosa che ammanta questa città, dove non funziona praticamente nulla, non usciremo mai dalla spirale negativa che tutto paralizza e distrugge. Sono anni che si fanno e disfano piani di sviluppo pluriennali dell'aeroporto che non si realizzano mai, ora siamo arrivati al momento-verità, in attesa della replica della dirigenza dell'aeroporto. Una cosa è certa qualcuno dovrà portare questo fardello e trarne le ovvie conclusioni.

Spedito da: Anversa Pubblicato il: 08 marzo 2015 alle 00:42

De Giovanni

Non dico Anversa o Rotterdam. Ma se i vertici del porto di Genova avessero una frazioni delle capacità di quelli di Terneuzen, per fare solo un esempio di successo alla foce della Schelda, le cose andrebbero in maniera ben diversa.

Spedito da: Italia Pubblicato il: 08 marzo 2015 alle 00:17

Observer

A proposito di sedi di Autorità portuali ricordo un'altra bufala del quasi ex Presidente Merlo, che AVEVA ANNUNCIATO IL TRASFERIMENTO dei dipendenti di Palazzo San Giorgio alla Torre Shipping. il grattacielo di proprietà dell'AP di San Benigno in gran parte vuoto. Ricordo le motivazioni: maggiore efficienza. risparmio e ottimizzazione dell'utilizzo delle strutture. Parole al vento.
Questa, come tante altre, è stata un'esca per le bughe che sempre abboccano e per i servi sciocchi travestiti da giornalisti che sempre abbondano, soprattutto a sinistra (ma anche a destra). Le motivazioni del mancato trasferimento sono esilaranti: i dipendenti non hanno voluto lasciare il centro della città. Ma se davvero è così Presidente e Segretario generale non avrebbero dovuto andarsi a nascondere?

Spedito da: STREVI (AL) Pubblicato il: 07 marzo 2015 alle 23:37

Tomaso Perazzi

Alla città di Genova mancherebbe soltanto il ritorno al saluto fascista auspicato da Matteo Salvini ?

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