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Un progetto genovese per impedire la svendita dei porti

C’è un piano per svendere e fare a pezzi i porti, inconsapevolmente infiocchettato dalla fantasiosa incompetenza dei ragazzi di bottega del ministro Delrio, che intorno al loro sgangherato decalogo per la logistica già pregustavano un colpo di teatro, un’operazione-immagine senza precedenti. Ma alle loro spalle c’è molto di peggio. Ci sono insistenti e pervicaci attività lobbistiche a favore dell’Adriatico e del Sud e altre pilotate da Confindustria. C’è soprattutto il tentativo di trasformare la riforma in uno spezzatino, cucinato dalle ministre Madia e Guidi, ad uso e consumo dei poteri forti: dalla governance alle concessioni, dai servizi tecnico-nautici alla liberalizzazione, dagli articoli 16 e 17 al lavoro interinale. La tormenta segnalata dalle sentinelle del ministero dei Trasporti è già qui. È l’espressione della fragilità e dell’inconsistenza di una forma di organizzazione sociale territoriale che ha già superato la data di scadenza. Se la capitale portuale italiana non viene neppure consultata e il baricentro della fantasiosa riforma è spostato sul Sud, vuol dire che Genova non è credibile, non sa più lanciare progetti convincenti.

Oggi ci dicono che le nuove strategie portuali post renziane privilegerebbero il Mezzogiorno e che le infrastrutture del Nord non sarebbero più significative. Aggiungono che il riferimento strategico dei traffici non è più la Baviera, come sembravano pensarla lo stesso Renzi, Serracchiani e perfino l’inconcludente Lupi. Non c’è limite al peggio: secondo il new deal, bisogna puntare su Tunisi, Algeri e Tripoli… Siamo in piena campagna elettorale e quindi non svelano che intendono rottamare anche il Terzo valico in quanto non c’è traffico e Genova declina. Ci dicono, invece, che non servono nuove infrastrutture se Genova nel 2030 veleggerà non oltre i 3 milioni di teu (un trentesimo del dato atteso per Rotterdam). Quindi non ha senso una diga da uno o due miliardi di euro per farci passeggiare sopra una popolazione ridotta al lumicino, vecchia e involuta. Non sappiamo se alla base c’è la certezza che anche il Nord Italia sarà un inland market di Amburgo, Anversa e soprattutto Rotterdam. Oppure se la scelta è solo dettata da ignoranza e spinta da interessi di parte. Come impedire che Genova venga consegnata all’inesistenza e contemporaneamente conquistare l’interesse del premier Renzi? Con un progetto autorevole, orgoglioso, innovativo. Proviamo a immaginarlo.

1) Genova (possibilmente con Lombardia, Piemonte Vallese e Ticino) si costruisce senza risorse statali il Terzo valico grazie ad una alleanza con multinazionali (Db Schenker, Msc, Maersk) che si impegnano a mettere il traffico necessario per sostenere il financing) , con gestori di infrastrutture (autostrade, Psa , un consorzio genovese con Messina, Negri, Gavio, Spinelli), con banche/fondazioni ( Unicredit Intesa, Crt, Compagnia San Paolo, Cassa depositi e prestiti) e con il lavoro (Culmv). 2) La gestione della tratta Genova-Sempione viene data in concessione ad una impresa mista, una sorta di autostrada ferroviaria super efficiente. 3) Effettiva liberalizzazione ferroviaria. 4) La Culmv, in cambio dell’esclusiva, offre tariffe promozionali per assicurare che il costo del lavoro non incida per oltre il 70% nel 2016 e il 50% nel 2018. Un progetto del genere significa una spending nel Nord Ovest di almeno 10 miliardi. Impossibile che Renzi non lo cavalchi.

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Commenti inseriti: 123 — pagina 1 di 5

Spedito da: Porto di Genova San Benigno Pubblicato il: 12 giugno 2015 alle 01:22

max

timoniere, dimmi un po', finirà che gli daranno anche un premio, cioè una nuova e comoda poltrona?!???

Spedito da: Genova Pubblicato il: 11 giugno 2015 alle 15:29

G. Merello

CASO COSTA CROCIERE

Ma il ministro Delrio il 26 maggio a Genova non ha promesso formalmente ai dipendenti Costa di riprendere a livello GOVERNO la trattativa (interrotta dal predecessore Lupi) con Mr Thamm sul PIANO INDUSTRIALE di Costa Crociere per la sede di Genova?

Spedito da: Genova Pubblicato il: 11 giugno 2015 alle 14:21

Realista

Se in Comitato Portuale il presidente Merlo "ha attaccato pubblicamente i collaboratori più stretti" come ricorda il timoniere, vuol dire che finalmente emerge quello che tutti sanno da anni, e cioè che l'Autorità Portuale, così mal gestita e mal governata, rappresenta un clamoroso esempio di burocrazia inefficiente e inadeguata. Una triste realtà con la quale si devono ogni giorno confrontare gli operatori.
Ma è proprio obbligatorio continuare in questa maniera?

Spedito da: Genova Pubblicato il: 11 giugno 2015 alle 13:06

giorgio.carozzi


QUANDO LA PAURA FA NOVANTA...

Caro Zincha, più che stracci volanti mi pare si tagliasse a fettine il vuoto pneumatico in cui da troppo tempo galleggia la gestione del porto di Genova. Come vedi Observer getta altra benzina sul fuoco.
Scopro con piacere che il documento proposto ai colleghi del Comitato portuale da Amleto Mestizia e approvato, ricalca sostanzialmente e benevolmente i temi caldissimi e feroci sollevati nella precedente puntata di Pilotina. Del resto, amico sudamericano, buona parte dei proverbi dell’umana saggezza popolare potrebbero essere applicati agli umori dei nostri eroi: da La paura fa novanta a Meglio un uovo oggi che la gallina domani, da Tanto va la gatta al lardo a Sopra la panca la capra campa, sotto la panca la capra crepa…
Al di là dello scontato trionfo dell’ipocrisia (non uno dei protagonisti vi confermerebbe in privato ciò che afferma pubblicamente), il terrore per l’inevitabile militarizzazione del porto di Genova si è impadronito di tutti i nostri amici al punto da farli sudare freddo. Detto questo, per quanto uno si possa lambiccare, resteranno per sempre misteriose e incomprensibili da ogni punto di vista le ragioni che avevano indotto Merlo all’abbandono anticipato.
Se poi citando gli stracci che volano ti volevi riferire alla forma e alla sostanza e lo stile del Comitato di ieri, posso risponderti che come ogni buon allenatore di una squadra vincente e unita (!), il presidente ha attaccato pubblicamente i collaboratori più stretti. Che dire… Caro Merlo, devo ammetterlo: non finisci di stupirmi. Complimenti e auguri!

Spedito da: Porto di Genova/copa libertadores Pubblicato il: 11 giugno 2015 alle 11:21

Zincha

Timoniere, mi han voluto dire che ieri in comitato portuale ma anche prima in consultoiva me sono soccesse di cotte e di crude e sono volati gli stracci... Ne sai qualcosa?

Spedito da: Genova Pubblicato il: 11 giugno 2015 alle 11:02

Fulvio Fania, portavoce del sindaco Doria

In occasione della riunione di ieri del Comitato portuale, su proposta del sindaco di Genova Marco Doria, i componenti dell’organismo portuale hanno condiviso il seguente documento:

“Il Porto di Genova è di fronte a sfide significative. Bisogna consolidare e ulteriormente migliorare i positivi risultati ottenuti negli ultimi anni. Devono essere portati a compimento percorsi amministrativi e lavori avviati di grande importanza per lo scalo; basti citare a questo proposito l’iter in corso relativo al piano regolatore portuale. Verrà presto portato in discussione un progetto di riforma della portualità nazionale che deve vedere la nostra comunità capace di interloquire ai massimi livelli.
Per queste ragioni riteniamo che non debba interrompersi ora l’esperienza di Luigi Merlo quale presidente dell’Autorità Portuale di Genova.
Non sussistono motivi di incompatibilità o di inopportunità a ricoprire la carica né sono scaduti i termini del mandato. Per questo auspichiamo che il presidente Merlo possa accogliere queste nostre considerazioni che sottoponiamo altresì all’attenzione del governo e in particolare del ministro dei trasporti Graziano Del Rio, convinti dell’importanza della piena legittimazione dell’Autorità portuale genovese e del suo massimo vertice quale espressione delle istituzioni, del mondo imprenditoriale e del lavoro della città".

Marco Doria, Vincenzo Melone, Claudio Burlando, Paolo Odone, Gianni Vassallo, Franco Letrari, Enrico Ascheri, Antonio Benvenuti, Marco Bisagno, Mirella Bologna, Gilberto Danesi, Gian Enzo Duci, Laura Ghio, Marco Odone, Giacomo Santoro”

Spedito da: Liguria Pubblicato il: 11 giugno 2015 alle 07:01

Observer

Oggi e domani si tiene a Genova l'Assemblea di Feport.
Una buona occasione per fare il punto ed un confronto europeo su temi delicati e controversi come quello del rinnovo delle concessioni. L'argomento è all'ordine del giorno per il porto storico di Genova, ma fino ad ora è stato tenuto in un cassetto mentre altri scali, ad iniziare da Trieste, lo hanno risolto alla grande.

Spedito da: La Spezia Pubblicato il: 10 giugno 2015 alle 11:14

furia

Ma un posticino per Vesco no eh...?!?

Spedito da: Milano Pubblicato il: 10 giugno 2015 alle 10:58

piero

La signora Paita dovrebbe scusarsi con i genovesi/liguri per averci lasciato come pacco degli altri apprendisti stregoni quasi peggio di quelli di prima e invece leggo che continua a strepitare inviperita contro il mondo. Spero solo che Merlo rimedi in extremis ai tanti buchi aperti in cantiere, a cominciare dai camalli!

Spedito da: Milano Pubblicato il: 10 giugno 2015 alle 06:53

Enrico Vigo

NODO FERROVIARIO DI GENOVA

Lo stato comatoso dei cantieri e i tempi sforati meritano un servizio con i fiocchi de IL SECOLO XIX, quando?

Spedito da: Roma Pubblicato il: 09 giugno 2015 alle 22:26

The Winner Is...

Propongo Cico Barque presidente dlel'Ap di Genova! E Franco Mariani con le sue competenze tecnico-politiche sarebbe un ottimo segretario generale!!!

Spedito da: Pubblicato il: 09 giugno 2015 alle 18:52

pensaci giacomino

Leggo su MdT:«Ci uniamo anche noi all’appello della comunità portuale: ripensaci», Gian Enzo Duci, presidente Assagenti, conclude le celebrazioni per il settantesimo anno della fondazione dell’associazione degli agenti e dei broker marittimi genovesi, con l’invito rivolto al presidente dell’Autorità Portuale di Genova, Luigi Merlo, a «rimanere almeno fino alla scadenza del mandato».
Timoniere, almeno tu avevi lanciato una proposta fondata su altri presupposti e già mezza ciurma aveva storto il naso! Ora è proprio una storia da Pirandello, con un carico di vergogna da far paura e tonnellate di ipocrisia.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 09 giugno 2015 alle 17:49

G. Merello

Due articoli molto interessanti su The Meditelegraph di oggi
1)- "Doria: ecco come il porto di Genova può crescere-Intervista".
Il nostro non sempre apprezzato sindaco esprime EVIDENZE che dovrebbero essere gridate a chi (GOVERNO & suoi consiglieri) sembra finora pendere dalla parte di chi "tira" di più.
In particolare l'INVERSIONE dell'onere della prova: da rovesciare l'aberrante concetto per cui "dovrebbe essere il porto di Genova (indiscutibilmente nel complesso primo porto italiano), a DOVER DIMOSTRARE di "meritare" (finalmente!) adeguati investimenti pubblici"! Primo esempio nelle infrastrutture il Terzo Valico ferroviario, vitale per smaltire traffici in evidente aumento (anche per opere portuali in corso) e per attrarne nuovi non solo dal Nord Italia ma anche da Svizzera e bassa Germania, sottraendoli ai porti del Northern Range! I quali, senza ancora Terzo Valico, godranno della prossima apertura della galleria di base del San Gottardo per prendersi ancor più merci dal Nord Italia! Doria ricorda giustamente che lo Stato ha un IMPEGNO preciso con l'UE sul tema corridoio 24, importante anche per il turismo. Il tutto a favore non solo di Genova e Liguria ma del Paese!
2)- "Short sea, Italia prima nel mediterraneo" firmato Bianca D'Antonio. Par di notare una "visuale particolare" delle conclusioni del SM (Studi Ricerche Mezzogiorno). Saranno giusti certi numeri riferiti al cabotaggio locale (Short sea) nei porti del Sud, ma lascia molto perplessi leggere ad es che "i porti del Mezzogiorno movimentano il 45,7% del traffico container e il 47% del traffico merci..". Sembra lontano dai dati di Assoporti riferiti all'intero 2014 (ad es The Meditelegraph del 6/3/2015 "Traffico, porti italiani a due velocità" con tabella movimenti portuali 2014). L'articolo sottolinea giustamente l'importanza dell'economia del mare per l'Italia, con buone prospettive per il raddoppio del Canale di Suez. Ma nell'insieme si rivela sbilanciato nello sponsorizzare i porti del Sud, in vista della prossima Riforma dei porti e logistica...

Spedito da: Bari Pubblicato il: 09 giugno 2015 alle 17:24

Franco Mariani


Nei mesi scorsi si è molto discusso del tema del lavoro portuale. Il convegno organizzato dalle Compagnie portuali di Genova e Savona aveva posto al centro l'esigenza e il valore professionale,in un quadro di flessibilità moderna, del lavoro nei porti.
Si riafferma, sulla base dei modelli organizzativi esistenti in tutta Europa e nel mondo, l’esigenza di una specifica organizzazione e regolamentazione del lavoro portuale.

La forma tipica nell’ordinamento italiano è quella dell’articolo 17 della legge 84/94 che, avendo a suo tempo superato ogni riserva a livello comunitario, viene confermato nella sua struttura con i seguenti aggiornamenti anche in vista di una imminente riforma.

a) L’Autorità Portuale viene dotata di maggiori poteri di regolamentazione a livello locale, in particolare in merito a gestione degli organici a livello dell’intero ambito portuale potendo promuovere e gestire processi di mobilità interaziendale e definire ( come oggi già avviene il fabbisogno organico dell’art.17);
b) L’Autorità Portuale individua, di concerto con datori di lavoro e OO.SS programmi formativi del porto, l’impresa art. 17 diventa il soggetto che attua i programmi formativi del porto sulla base di specifiche convenzioni con l’Autorità Portuale. Tali programmi possono essere finanziati con le risorse di cui al comma 15 bis dell’art. 17 ( che deve essere riformulato a tale proposito);
c) Resta fermo l’utilizzo delle risorse del comma 15 bis per programmi di ristrutturazione che, nel caso di “ imprese art. 16 che impropriamente forniscono manodopera”, comportino la riconversione di dette imprese verso lo svolgimento di reali attività di appalto di servizi ovvero il loro riassorbimento nell’art.17;
d) In caso di costituzione dell’Agenzia di cui al comma 5 l’Autorità portuale, che promuove tale soggetto può partecipare al capitale dell’Agenzia;
e) Nell’ambito dei poteri regolamentari l’Autorità portuale può individuare, ai fini della determinazione delle tariffe dell’art.17 anche forme di natura forfetaria che prevedano l’impiego di squadre organizzate, l’integrazione temporanea, non in regime di appalto, dell’organizzazione dell’impresa committente, anche imponendo all’art. 17 forme di obbligo di servizio di interesse generale attesa l’universalità e la terzietà con la quale è obbligato a svolgere il servizio;
f) Nel caso di nuove gare devono restare ferme le clausole sociali a favore degli addetti impiegati dalle società che attualmente svolgono il servizio;

Spedito da: Genova Pubblicato il: 09 giugno 2015 alle 17:23

cico barque

Fronte del Porno
"la posizione del di-missionario"

la trama

lei cerca il potere a tutti i costi
lui la vuole accontentare e le propone la posizione del di-missionario
lei non ci sta, vuole di più, sempre più elezioni
Lui non sa come fare, vorrebbe mandare tutto in culmv
lei soffre le pene dell'inferno e alla fine è vinta
delusa dalla politica decide di prendere i voti senza opposizione
Lui si ritira, è stanco, e medita vendetta
scoprirà che lei lo tradiva per partito preso
in fondo la diga non gli è mai piaciuta così tanto!




Spedito da: Pubblicato il: 09 giugno 2015 alle 15:17

pro-porto

è comodo non fallire con i soldi degli altri ...belin belino digian a zena..

Spedito da: genova Pubblicato il: 09 giugno 2015 alle 13:42

davide

Io non so che parte ha avuto il presidente Merlo rispetto a questa orrenda storia delle elezioni regionali e alla candidatura di sua moglie. Sarebbe un insulto alla sua intelligenza politica che ho spesso ammirato se ne fosse stato coinvolto in qualche misura. Ma se così non è stato, bene, allora ha ancora qualche mese di tempo per salvare non se stesso ma il ruolo e quel poco di credibilità che resta al suo partito in frantumi! grazie
(e per favore chiuda in fretta questa storia della Culmv,altrimenti si può pensare davvero che c'è qualcuno che in alto decide di far fuori i portuali...!)

Spedito da: Genova Pubblicato il: 09 giugno 2015 alle 12:41

Mino Tauro

Grande festa a Palazzo San Giorgio... indovinate un po' perchè

Spedito da: Italia Pubblicato il: 09 giugno 2015 alle 12:15

procamalli

Che figata questa storia dei camalli!
Allora prima viene varato un decreto salva compagnie anno 2013, noto a tutti come salvaculmv, si chiede la riduzione dell'organico in cambio di soldini, poi inizia la tarantella sì ci sono no non ci sono, si il comitato approva, no L'AP o i revisori non sono d'accordo.
Ora...non entro nel merito della storia della compagnia unica di Genova, ma vorrei capire: vince l'asse Confindustria in cordata con Adecco e Manpower?
Stanno deleggittimando non solo Genova così, ma tutto il lavoro portuale..partendo proprio dallo scalo più importante.
E si chiede flessibilità e ce l'hanno, di trasformarsi e si trasformino ora...eccoci di nuovo, fuori le compagnie? ED il lavoro portuale?..Ma Merlo, Doria, DEl Rio, Renzi..capiscono che cosa accadrà (altro che pace sociale addio), nel senso...fuori le compagnie art. 17 e tra un po' anche i 16 forse..e chi entreranno? cooperative di mao mao, non formate, non professionali non specializzate e il vantaggio andrà a chi?
Ma il lavoro di chi il lavoro lo conosce lo ha garantito ai terminalisti, non deve essere garantito? Lavorare bene non conta?
Camalli siamo tutti con voi!

Spedito da: GENOVA / ITALIA Pubblicato il: 09 giugno 2015 alle 11:19

RAFFAELE BERGAMINI

Ho letto l'intervista a Marco Doria. Pur non stimandolo e pur avendo simpatie politiche opposte alle sue, devo ammettere che in tema di grandi opere ha perfettamente centrato il problema: è ROMA che deve investire sul porto, siamo stufi di essere sottoposti a esami e minacce!
Vorrei sapere come la pensa Toti a questo proposito.

Spedito da: GENOVA Pubblicato il: 09 giugno 2015 alle 09:51

Geronimo

Leggo sul Secolo interessanti dichiarazioni del signor sindaco sul futuro del porto. Siamo sicuri che le parole siano le sue?
Geronimo

Spedito da: Genova San Benigno Pubblicato il: 08 giugno 2015 alle 22:24

Luigi

Dopo qualche mese anche il sindacato si esprime e ricalca quanto scriviamo su pilotina da sempre... complimenti!

Spedito da: Roma Pubblicato il: 08 giugno 2015 alle 19:43

Grillino

Era già tutto scritto, se fosse stata eletta Paita Delrio avrebbe rigettato le dimissioni di Merlo, visto che a vincere e' stato Toti, lui stesso gli chiederà di rimanere in sella sino a febbraio. Così potrà pagare un'altra tranche alla Compagnia che salverà i bilanci per ancora un anno e la pace sociale nei moli sarà fatta!
Tutto calcolato, non ci si può stupire!
Il dopo? Con la riforma Merlo troverà una nuova collocazione... È' per questa che sta lavorando ora più che mai!

Spedito da: Genova Pubblicato il: 08 giugno 2015 alle 14:49

Dario

Ma non è stata proprio l'Autorità Portuale a comminare una multa da 500.000 euro alla Compagnia Unica? E ora chiede che siano altri a pagarla?

Spedito da: porto Pubblicato il: 08 giugno 2015 alle 12:39

ricky

Sono d'accordo con Carozzi, in questo mese conosceremo se c'è davvero in piano per far fuori i portuali delle compagnie e lanciare il lavoro interinale o se si tratta solo di problemi tecnici che, non possiamo nasconderlo, sono legati parzialmente anche a qualche nostra responsabilità

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