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Ligurian Ports, il “Gratta&Vinci” nelle mani di Toti

Finito in croce con il suo brand un po’ sbiadito, questa volta il porto di Genova rischia di non risuscitare. Ma se la politica è ancora l’arte del possibile, Giovanni Toti ha l’occasione più unica che rara di confezionare un abito su misura per il sistema portuale ligure, un corredo da tramandare prezioso da custodire. E anche una museruola per trasformisti e trafficanti di compromessi che, come da tradizione, insidiano dalla prima ora il nuovo governatore. La prima opportunità è una risposta consapevole alla disperata richiesta di cambiamento radicale. E cioè interrompere il declino, offrire ospitalità alle imprese che si insediano, attraverso opportuni elementi di fiscalità e servizi efficienti per premiare chi localizza nuove basi logistiche. Spezzare dunque la catena delle relazioni al ribasso con operatori e politici amici e con i professionisti dell’inadeguatezza. La seconda opportunità è l’opposizione ferma e motivata al bizzarro sistema portuale ipotizzato dal ministro Delrio, un esercizio conservatore che respinge le indicazioni europee, ribalta i concetti di efficienza, annulla i traffici della Pianura Padana, di Monaco e del centro Europa per puntare su Tunisi e Algeri. Per molto meno, lo scorso settembre il premier Renzi, a poche ore dall’approvazione dello Sblocca Italia, non ha esitato giustamente a far saltare un provvedimento analogo ma certo più consistente presentato da Lupi. Alimentare altre ipocrisie è controproducente: gli apprendisti stregoni del ministero dei Trasporti vanno presi a pedate

La terza opportunità, è un segnale forte di discontinuità. Cioè un disegno di espansione dei traffici e delle infrastrutture (Terzo valico, diga portuale, gronda, completamento del sistema autostradale, accessi ferroviari), al cui interno i porti liguri non costituiscono un enclave autoreferenziale, ma la base di una rete integrata con Piemonte, Lombardia, Svizzera e Baviera sulle linee del Loetschberg e del Gottardo. Con l’obiettivo di chiudere intese internazionali con grandi gruppi pronti a scommettere sulle potenzialità del corridoio Reno-Alpi anche nella sua parte a sud. Forse c’è una probabilità su cento che il presidente Toti coltivi la passione per alzare il livello della sfida. Già glielo sconsigliano i cultori della conservazione e del consociativismo che lo corteggiano. Del resto, più una città e una regione sono subalterne e isolate, meglio si possono controllare. Ma se le prospettive restano legate alle rendite, anche Toti ne uscirà presto ammaccato. La sua unica chance è ragionare con la testa e col cuore.

Sottrarsi ai condizionamenti creando le condizioni per gli investimenti stranieri, aiutando le imprese che portano traffico, sostenendo la trasformazione del mondo del lavoro e cancellando conflitti di interessi. Un suo predecessore dello stesso partito, Sandro Biasotti, aveva stoppato lo sviluppo a Ponente del terminal di Voltri, per compiacere i comitati del no. Con il risultato che Burlando ha poi benedetto la realizzazione della piattaforma di Vado. Follie. Invertire la rotta significa anche elaborare una strategia di rilancio del porto e dell’economia della città da concordare con le altre regioni del Nord Ovest. Figlia di questa pianificazione è anche la prossima nomina del presidente dell’Autorità portuale genovese. Il blocco granitico del potere locale non se ne laverà le mani. Trasformando in grasso che cola l’accanimento astioso e rancoroso verso il porto, lo shipping, l’industria marittima e le poche aziende che ancora producono occupazione e redditi. Un attacco scientifico, meticoloso, mediatico, trasversale. Tocca al nuovo governatore dimostrare subito che ha vinto con merito, non solo per il rifiuto della controparte.

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Commenti inseriti: 164 — pagina 1 di 7

Spedito da: genova Pubblicato il: 13 agosto 2015 alle 15:13

marco

Notizia di servizio.
L'ultima settimana di luglio mi trovavo per vacanza in una camera d'albergo di Palermo intento a seguire il telegiornale di Sicilia quando due notizie con tanto di sottotitoli mi hanno colpito: l'annuncio di 1.400 nuove assunzioni nel corpo della forestale e 1000 nell'esercito, entrambe in Sicilia, ovviamente, per un totale di 2.400 assunzioni statali nuove di zecca. Ma non è poi che la storia è sempre la stessa, che là prendono I voti di mammasantissima e noi non contiamo una mazza.

Spedito da: Pubblicato il: 02 luglio 2015 alle 03:41

giorgio.carozzi

@Merello
Non sbagli, caro Merello. Ma ripeto: il governo se ne fotte allegramente. Adesso di prova Toti a far la vioce grossa...

Spedito da: Genova Pubblicato il: 01 luglio 2015 alle 23:53

Tanone Pooh

Sono le persone come me che tengono uniti shipping e politica.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 01 luglio 2015 alle 16:42

Greco

La Paita dice che si aspettava di più da Toti, che fra le prime cose ha detto che il logo della Regione Liguria fa schifo. Ha ragione la Lella, questa non è certo una priorità. Ma perchè uno che arriva non deve vedere una cosa ridicola come il logo della sua Regione? Vi ricordate quanto è stato pagato? Io sì, e ricordo che all'epoca ero scandalizzato. Ma per la Paita queste sono bazzeccole. Avrà ragione, questa è una delle tante bazzeccole che hanno portato una Regione che era fra le più ricche i civili d'Europa ai margini di tutto. Sarà una scemata che non cambia nulla, ma il cambio (o l'abolizione del gonfalone) della Regione a me non dispiace per niente

Spedito da: Genova Pubblicato il: 01 luglio 2015 alle 16:37

G. Merello

Carissimo Timoniere
una cosa è "continuare a sorprendersi" e tutt'altro è "continuare a denunciare" in modo documentato le più vistose ingiustizie che da decenni penalizzano Genova e Liguria. Subire in silenzio o quasi, come qui accade da decenni, induce i governi di turno a continuare a "scrollare l'albero".
Mi ha risposto Piero, citando il caso Fincantieri? (sul quale ovviamente concordo al 100%). Semmai Piero dice, come me, che è l'ora di SVEGLIARSI E REAGIRE, iniziando dai cittadini derubati di decine di migliaia di posti di lavoro, per SPINGERE i nostri amministratori, politici e imprenditori (quelli rimasti) a farsi sentire!
Certo Pilotina ha denunciato più volte ma non bisogna mollare.
Non si possono tollerare (dallo Stato che in altre regioni fa ancora assistenzialismo tollerato dalla UE, alla faccia della libera concorrenza) ENNESIMI scippi indecenti e dannosi al Paese. Come la vendita a cinesi e giapponesi, senza garanzie occupazionali e solo per fare CASSA, di nostri gioielli tecnologici in attivo come Ansaldo Energia e STS!
E dopo la beffa UE, come scrivevo ieri, sul Terzo Valico il nuovo governatore Toti e i nostri politici a Roma puntino i fari sull'AVVIO DEI LAVORI del 3° lotto, il cui finanziamento con 607 milioni è stato sottoscritto in gennaio da Cociv e RFI!
Quanto agli "inconsistenti amministratori e politici locali", una volta confermato tale triste REALTA' e cercato di svegliarli in TUTTI i modi, non si dimentichi che un governo degno di tal nome deve fare le SCELTE STRATEGICHE in base ai superiori e REALI interessi nazionali e non SOLO in base al peso politico, delle lobby e mediatico!
Uno slogan "governativo" continua a parlare genericamente di "progetti seri e coerenti", come "conditio sine qua non" per investire in grandi infrastrutture, con la partecipazione di banche d'affari, fondi ecc. Benissimo, se tali regole non fossero confezionate solo per Genova e Liguria ma per TUTTA Italia, in libera concorrenza! Cosa che non risulta finora, caro Timoniere. Bastano esempi eclatanti, come un porto di transhipment all'estremità d'Italia che si vuole trasformare in modo artificioso e antieconomico in gateway per il Nord. Sono altri i territori che non solo "aspettano la manna dagli altri" ma l'ottengono!
Da noi comunque i progetti ci sono e presentati al governo: oltre naturalmente a Terzo Valico, raddoppio Genova-Ventimiglia e Gronda, il nuovo Piano Regolatore portuale approvato in linee generali dal Comitato portuale e presentato al VAS. PRP che porterà POI anche sicuri investimenti di PRIVATI, come MSC ed altri nel bacino di Sampierdarena e di noti riparatori navali, costretti ora ad operare a Marsiglia, dopo l'ampliamento delle relative aree.
Se sbaglio correggimi.

Spedito da: Milano Pubblicato il: 01 luglio 2015 alle 16:22

Breus

Ogni tanto il dibattito entra su binari morti. Alcuni di questi sono tracce che ci avrebbero portato su un percorso del tutto diverso. Ma siccome non sono stati presi, è del tutto inutile e inconcludente riproporli, se non per la soddisfazione di chi ripropone progetti fantasiosi e irrealizzabili. A mio giudizio quella Genova Futura ipotizzata in alcuni post precedenti sarebbe stata una brutta Genova, preferisco di molto quella che abbiamo e soprattutto quella che potremmo avere. Ma questa è un'opinione che mi piacerebbe fosse confrontata nel merito

Spedito da: Genova Pubblicato il: 01 luglio 2015 alle 15:37

Smile

Il sorriso della Paita. Falso o vero? A chi chiedere per avere un'interpertazione autentica? Possiamo cominciare all'interno del PD, per esempio dalla Sara Di Paolo? (Per ricordare chi sia: quella che ha preso firme più che sufficienti per essere candidata alla Presidenza della Regione ma che è stata esclusa perchè la quota di firme di iscritti al partito non erano sufficienti)

Spedito da: it Pubblicato il: 01 luglio 2015 alle 12:13

prada

bellino il tailleur della Paita... così si torna a ragionare!

Spedito da: Genova Pubblicato il: 01 luglio 2015 alle 11:33

giorgio.carozzi


@Merello

Ma scusa, Giorgio, perché continui a sorprenderti? Ti ha già risposto Piero. Un Paese che consente la chiusura per banali motivi di raccolta rifiuti della sua unica fabbrica di navi (Fincantieri a Monfalcone) e che mesi fa aveva messo alla berlina l’armatore che con i suoi business regge tre quarti dell’economia marittima italiana (Msc-Aponte) per altrettanto singolari addebiti (tasse pagate in Svizzera e non in Italia), merita questa classe dirigente, questi governanti e questa brigata all’opposizione che tutti insieme ci stanno spianando…
Da quanto tempo denunciamo questi misfatti su Pilotina? Da quanto sosteniamo che questi nostri amministratori locali sono troppo inconsistenti e inadeguati per contrapporsi a vere lobby di potere e le imprese troppo coinvolte nella difesa di interessi di parte e prive di una visione improntata al bene comune? Cos’è cambiato dopo le tante campagne contro i vari ministri di turno, gli Angrisano, i Pasqualino Monti, Paolo Costa per il suo progetto off shore, gli stanziamenti a pioggia a favore del sud ecc.? Solo che le lobby di cui prima si sono premurate di ingaggiare altri camerieri e cortigiani per condizionare l’informazione sui media nazionali.
Non è un problema di serietà che dovrebbero manifestare o conservare Renzi e Delrio, ma di impreparazione globale e di sostanziale avversione verso quel che Genova rappresenta: quelle quattro o cinque nozioni che hanno appiccicate in testa, le usano per farsi gli affari loro e quelli dei gruppi e dei territori che hanno maggiore voce in capitolo.
Detto questo, credo sia opportuno riflettere sull’altra faccia della medaglia che Alessandro Marenco ci propone con intelligenza: non c’è futuro per un territorio che aspetta la manna dagli altri e poi non sa aggregare da solo capitali e investimenti.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 01 luglio 2015 alle 10:16

Marietto Tempiolaico

@ canessa (e padrone)

ma andare un po' in spiaggia no? Suvvia, amici, vi siete divertiti abbastanza

Spedito da: Alessandria Pubblicato il: 01 luglio 2015 alle 01:38

Alessandro Marenco

Buonasera Sig. Vogatore! accetto la sua bacchettata e ne faccio tesoro.
Mentre avvio d’urgenza le necessarie pratiche per dare recesso all’abbonamento del giornale e, stabilito che il “timoniere” e “the medi telegraph” sono le uniche voci autorevoli (me lo vedo il timoniere che si crogiola ….., giustamente!), la sostanza del commento precedente era intesa a sottolineare che le stime sulla crescita dei traffici container oltre ai volumi aggregati del settore, oggi rivestono un ruolo cruciale nell’economia reale, qualunque paese avveduto non le può ignorare.
Ribadisco che solo un “progetto serio” e coerente con le dinamiche economiche e finanziarie della nostra economia, che ha senso solo in un contesto globale, può avere aspettative di intercettare i flussi economici, finanziari e di lavoro che ne potrebbero generare.
Tra i tanti nodi da risolvere di un “progetto serio” ad esempio: come finanziare, realizzare e dotare di interesse economico e finanziario le infrastrutture indispensabili allo sviluppo del settore. Non è possibile continuare a credere che quasi esclusivamente i trasferimenti pubblici nazionali e comunitari a vario titolo possano essere le uniche fonti finanziarie per nuove opere o al miglioramento di quelle esistenti.
E’ indispensabile, che piaccia o no, aprire il settore ai mercati finanziari, alle banche d’affari ai fondi di investimento e alle regole certe, ma occorre essere fortemente consapevoli dei rigidi criteri che governano le scelte di investimento di questi attori, non a caso oggi almeno per quel che riguarda il nostro paese essi sono sostanzialmente assenti.
In mancanza di tale consapevolezza qualunque progetto non sarebbe attuale, ma al contempo grave sarebbe la responsabilità del nostro governo e del nostro ministero competente, se nessun tentativo di riforma del sistema portuale e dei traffici fosse concretamente tentato.
Su queste considerazioni Sig. Vogatore mi piacerebbe capire quali sono le sue valutazioni.
Un saluto.

Spedito da: Pubblicato il: 30 giugno 2015 alle 21:47

Emilio Canessa

@Marietto Tempiolaico (& others)
Ovvero: Marietto Tumistufi (e altri)
Se passi una vita noiosa e miserabile perché hai ascoltato tua madre, tuo padre, tua sorella, il tuo prete o qualche tizio in tv che ti diceva come farti gli affari tuoi, allora te lo meriti.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 30 giugno 2015 alle 16:47

G. Merello

Caro Timoniere
galleggiando fra fiumi di parole e autoreferenziali pseudo progetti riproposti all'infinito, posso chiederti di esprimerti sull'argomento del giorno?
Cioè sulla clamorosa SBERLA data ai progetti genovesi e liguri dalla esimia UE, semplice esecutrice degli improbabili "indirizzi" renziani in materia di infrastrutture e porti.
Solo Paolo Ruffino ed il sottoscritto (con precisi dati e riferimenti) hanno avuto l'ardire di denunciare senza timori l'ultimo affronto, figlio dell'insensato piano di sviluppo di porti e logistica in Italia. Che renzianamente ignora i porti liguri, statisticamente il top in Italia, e i loro nuovi collegamenti (dal Terzo Valico al raddoppio Genova-Ventimiglia alla Gronda) per uscire dall'isolamento!
Deprimente che il ribellarsi a madornali scempiaggini, turbando la quiete dell'OVILE, venga scambiato da un pilotino col "piangersi addosso".
Sulla vergognosa telenovela del Terzo Valico commento ancora con FATTI ben precisi, dopo letto su The Meditelegraph "Terzo valico, ecco perchè il cantiere non si ferma/ Retroscena".
Salta agli occhi come questo governo se ne infischi di qust'opera vitale. L'ex commissario Walter Lupi scaduto da un anno e non sostituito. Il fatto che tutte le tre opere liguri proposte ai contributi UE sono state bocciate perchè non sostenute da rappresentanti del nostro governo.
Infine, prendo in parola il governatore Toti secondo cui "il governo dovrebbe dare via libera entro la settimana ai 600 milioni di finanziamento del terzo lotto" (sul totale di 6). Ricordo che il relativo atto, esattamente per 607 milioni, è stato SOTTOSCRITTO in gennaio fra il consorzio Cociv e RFI. Avvio previsto entro il 30 giugno (OGGI) dei lavori, comprendenti il proseguimento della galleria di Valico già avviati col 2° lotto e la realizzazione di tutta la galleria di Serravalle.
Vediamo se Renzi, Delrio & C conservano serietà. Che ne pensi?

Spedito da: UK/GE Pubblicato il: 30 giugno 2015 alle 14:07

Piero

Stanno mettendo le mani anche su Fincantieri, se non sono I sindacati sono I giudici, cerco sempre di convincermi che il paranoico sono io ma ogni giorno vengo smentito. Non e' l'ora di svegliarsi e reagire?

Spedito da: Pubblicato il: 30 giugno 2015 alle 13:40

giorgio.carozzi

@ vogatore
sentiti ringraziamenti per rimembranze e puntualizzazioni. Non vorrei però concludere con : una prece...

Spedito da: Pubblicato il: 30 giugno 2015 alle 13:38

giorgio.carozzi

@magolino
Eccome se il PCI c'era, caro Magolino...: contro Rivalta, guerra senza quartiere, innovazione giudicata improponibile e oltraggiosa, Angelo Costa sbeffeggiato al pari di Jack (banana) Clerici. C'era anche il PSi dalle due anime: a favore il partito, contro i dirigenti di Cgil e Culmv. Quanto al resto, sfondi una porta aperta. L'essenza del tuo progetto Genova Futura, magari rivisto e rimodellato, è una delle poche prospettive percorribili per la crescita reale. Ammesso e non concesso che la politica ci arrivi, questo intervento a tuttocampo presuppone però la tenuta e la crescita dei terminal, dei traffici e (ovvio) della manipolazione delle merci nei distripark. Sulla carta è la ricetta vincente. Poi però ogni giorno sai bene che la gente normale deve scontrarsi con l'imprevedibile follia del sottobosco di amministratori e imprese...

Spedito da: Genova Pubblicato il: 30 giugno 2015 alle 11:28

Marietto Tempiolaico

Qualcuno ha visto Canessa?

Spedito da: Savona Pubblicato il: 30 giugno 2015 alle 09:28

Vogatore

@ Marenco

Anche lei è caduto nel trappolone del Sole24Ore, che ieri ha pubblicato un imbarazzante servizio sulla portualità italiana mescolando pere e mele, porti e aeroporti, scali di destinazione e di transhipment. Soprattutto definendo Clarkson un istituto di ricerca (???). Un tempo il foglio di Confindustria seguiva l'economia marittima con attenzione e puntualità dividendo con il Secolo XIX di Bragone e Carozzi la palma di giornale più autorevole del settore. Oggi rimane solo il Secolo XIX con la sua emanazione digitale, il MediTelegraph, tutto il resto è stato seppellito da marchette e dilettantismo. Di questo dobbiamo ringraziare la lungimiranza di una classe dirigente che ha sempre preferito l'esaltazione del proprio ego anziché la diffusione di una sana cultura marittima nel Paese.
Dispiace che anche un attento commentatore come Marenco sia caduto nella trappola.
Cordialmente

Spedito da: genova porto/aeroporto e dintorni Pubblicato il: 30 giugno 2015 alle 09:08

magolino

... addio alle mie ferie...non posso assentarmi nel riscontrare cotanta saccenza che scorre sotto ai miei occhi e sciorinata rosariamente dagli scriba con nomi altosonanti e/o pseudo tali, nei " pilotinesi ludi cartacei": quasi ad imporla, nel convincerne la validità, a chi la legge. Motivatamente io dico: non ci stò!...Punto.
Troppi oramai sono gli anni di shipping ed annessi & connessi che ho sulla mia "groppa" per non rilevare che non è ammissibile:
- il voler progettare la città come futura città terminalistica italiana;
-il voler pensare che le ULCV potranno ritenere Genova come la loro HUB del mediterraneo: ma avete idea delle esigenze/costi/rese etc. che simili ULCV hanno? Documentatevi pls! Credete che tutto possa essere risolto con allargamenti,allungamenti etc?
-il voler ritenere che la città, al di là della sua configurazione geofisica, nella sua nuova dimensione di HUB, possa convivere senza creare danni, con la sua comunità ( già oggi abbiamo esempi eclattanti Voltri docet!)
-il voler immaginare che allargamenti,allungamenti,tombamenti etc.
possono essere la panacea per la città;
-il voler a tutti i costi scimiottare i porti del nord quando, lassù, è tutt'altra la portualità che noi non potremmo mai avere. Un breve inciso: forse (io dico sì) la città perse il treno per la "rilettura" del porto/portualità, alla fine degli anni '50 e non recentemente quando rifiutò sotto la spinta di una politica settoriale e cooperativistica/obbligatoristica di voler considerare Rivalta, come la prosecuzione delle sue calate. (il PCI c'era e come c'era: ma il PSI dov'era?- tanto per non fare politica)
Coloro i quali la progettarono e la costruirono videro "lungo/lunghissimo" e non sbagliarono se, oggi, i così detti inland-terminal sono il centro di ogni attività di interscambio commerciale e vitale per ogni nazione. Rivalta,( a noi vicina già da allora!!!) oggi più che mai,è un solido/necessario collegamento con i mercati nazionali/esteri.
-l'immobilismo dannoso/cronico/ ignavo delle istituzioni tutte, nessuna esclusa, ha prodotto quanto oggi viviamo. Certo la gronda,TAV etc.se ci fossero...Ritengo che LSP sia oggi avantaggiata con la Pontremolese nuova. Certo dovrà fare una scelta: Crociere o CT/?
Ed è in forza di quanto dico ed alla mia esperienza-non certo cattedratica- famigliare innanzitutto e poi lavorativa sul campo sia a bordo navi che a terra ed all'estero, che nel 1998, stesi il progetto GENOVA FUTURA(veramente con molto ottimismo in primis si chiamò: GENOVA 2001). che non è altro che l'alternativa ad un porto, ad una portualità che, già d'allora, non portava più: che non colava più la "sugna" necessaria alla sopravvivenza economica della città. I porti per la merce, con l'avvento dei CT/ non sono ne più ne meno che punti di confine/transito. Infatti oggi, la sugna, per l'indotto cola ancora di meno:perchè ci scavalca e và a fermarsi nei predetti Interland -Terminal. Gli unici, forse, che lavorano a " tempo pieno" sono i terminal: ecco allora le dichiarazioni dei terminalisti che leggiamo: capito mi avete?
Molto semplice Watson!
E così sia e per tutti il mio
Ke Linse

Spedito da: Alessandria Pubblicato il: 30 giugno 2015 alle 00:38

Alessandro Marenco

Caro Timoniere, faccio subito ammenda per il lungo digiuno da “pilotina”, quindi chiedo permesso per aggiungere al dibattito qualche spunto.
Ha ragione il Prof. Maresca nel suo intervento, soprattutto quando dice che il nostro paese ha bisogno di un progetto industriale serio e coerente con la politica dei trasporti UE. Prova ne costituisce lo studio pubblicato dall’Istituto di ricerche Clarkson, dal quale emerge che il business del traffico di container crescerà del 6,7% a livello globale, nel primo trimestre 2015 in Italia il settore ha fatto registrare in media +7,9%, tassi di crescita che fanno impallidire molti altri settori economici.
I dati dicono che il mercato potrebbe essere una locomotiva del sistema economico, ma il nostro paese sconta fortemente il limite costituito dalla mancanza di un progetto industriale credibile dagli investitori globali, a testimonianza, l’estrema frammentazione del sistema portuale Italiano.
Livorno +30%, Venezia +18%, Ravenna +14%, Genova +8% ecc…., ma i volumi in termini quantitativi dei singoli porti rimangono ancora lontani rispetto ai big del Nord Europa.
Il risultato è che si rischia di perdere grandi opportunità di sviluppo e crescita per l’intero settore e per l’economia del nostro paese a causa di troppe risorse disperse su troppi Hub, insieme alla cronica mancanza di investimenti in infrastrutture volti a creare efficienza di costi e tempi, insomma massimizzare l’efficienza marginale del capitale/investimento è questo l’obbiettivo di ogni investitore, qualunque esso sia l’oggetto, traffici di container o altro.
Per costruire un progetto industriale serio occorre conoscere tra le altre cose le caratteristiche della domanda e naturalmente avere obbiettivi coerenti, nulla di tutto questo ha a che vedere con logiche politiche e di potere antistoriche che purtroppo rendono il nostro paese non ancora adeguato a raccogliere le sfide dell’economia oggi.

Spedito da: genova Pubblicato il: 29 giugno 2015 alle 22:17

Arcangelo merella

Bisognerebbe avete tanto tempo per seguire day by day Pilotina che nel fondo di Giorgio e nei commenti che ne sono seguti dal 12 Giugno, sono di grande interesse e particolarmente stimolanti. Non so da dove iniziare per commentare, a mia volta, i commenti prima ancora che l'articolo introduttivo di Carozzi che sottoscrivo per intero così come sottoscrivo e apprezzo particolarmente la risposta che ha dato a Margonara (Unicuique Suum) coraggiosa e leale come doveva essere e che solo chi ha il coraggio delle idee ( tanto per citare il socialista Matteotti) è in grado di esprimere senza falsi pudori. Bravo Giorgio, perchè la tua autorevolezza consente, di tanto in tanto, di rimetere a posto la Storia.
E la storia dei socialisti al governo del porto di genova è una storia di grandi riforme e di radicali cambiamenti che hanno garantito la crescita e lo sviluppo della nostra principale economia. Dunque cos'altro aggiungere alla lucidità del pensiero di Giorgio?
Venendo invece al merito delle questioni ed in particolare ad alcuni commenti, in primis quello di Maurizio Maresca non posso che riconoscermi nelle sue valutazioni. Cio che inquieta è l'altalenante proposito di riforma che da Passera a Lupi fino a Del Rio si caratterizza solo per il tentativo di chi segue di demolire chi lo ha preceduto. E in tutto questa frenesia di movimenti tutto resta immobile.E l'assenza di un ruolo forte della nostra comunità nella stanza dei bottoni ha il suo peso. Quello che stiamo registrando oggi è che la presenza in settori molto importanti del governo di autorevoli rappresentanti liguri non è sufficiente a dirottare sui nostri porti l'interesse che essi meritano.
Incomincia a sorgere il dubbio, in più sedi sollevato, di un crescente disinteresse dei "poteri forti" verso il corridoio Reno -Alpi proporzionato al crescente interesse verso i corridoi adriatici e tirrenici. Questa tesi ( che atti recenti ci fanno temere fondata) troverebbe conferma nella odierna decisione della UE di finanziare nell'ambito del CEF opere non coincidenti con il Terzo Valico e per lo più tutte a vantaggio dei due corridoi sopra menzionati. Sicuramente il Brennero ha avuto un sostegno enorme però, anzichè alimentare vittimismi controproducenti, consideriamo che la Commissione Europea ha dato priorità alle sezioni dei corridoi transfrontalieri/transnazionali e dunque per quanto rigurada l'Italia, Brennero, torino Lyone e la tratta Milano-Chiasso che , come noto, coincide con il corridoio RENO-ALPI. Va inoltre aggiunto che la stessa Commissione ha finanziato per 13 milioni di Euro il sistema di segnalamento ERMTS in tutta la sezione italiana che vale oltre 27 milioni di euro.
D'altronde il finanziamento del Terzo Valico ei Giovi è nel programma del Governo Italiano che di volta in volta finanzia la realizzazione dei lotti in cui l'opera è suddivisa. E altre azioni, quotidianamente portate avanti sia sul piano politico che tecnico, da persone responsabili stanno dando corpo al disegno irrinunciabile di avere un collegamento Genova Rotterdam efficiente, attrezzato e rispondente alle esigenze della logistica e delle Regioni interessate allo sviluppo di questo fondamentale corridoio logistico ad inizare dalla Svizzera e dalle Regioni del Nord Ovest. Infatti procedono con successo sia i lavori del gruppo di lavoro italo-svizzero del Comitato Direttivo Italia-Svizzera istituito con la convenzione del 2.11.1999 che quelli della più recente cabina di regia Liguria-Lombardia-Piemonte in materia di logistica istituita ad inizio 2015, che sta lavorando intensamente per superare tutte le difficoltà di tipo organizzativo e infrastrutturale che possono limiitare la crescita dei porti liguri e i traffici verso i valichi alpini.
Allora se queste considerazioni sono vere forse è bene che anzichè continuare a piangerci addosso dedicassimo altrettanta energia a rendere concrete le azioni che servono e procedere senza indugi nel rendere competitivo il nostro sistema portuale.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 29 giugno 2015 alle 18:33

G. Merello

FINANZIAMENTI UE: E TE PAREVA
Concordo con Paolo Ruffino leggendo su The Meditelegraph le INDECENTI notizie sulla lista delle opere finanziate dalla UE, con Terzo Valico ignorato, tratte dal crittografico elenco della Commissione di Bruxelles.
Naturalmente con UE che segue gli INDIRIZZI del governo italiano!
Così, si materializzano i "messaggi in codice" di fonte renziana, come quello di ieri (da me contestato in toto) secondo cui gli svizzeri, contrariamente a quanto affermano ufficialmente, costruirebbero i loro tunnel per collegare la pianura padana con Rotterdam e non la Svizzera con Genova, suo porto storico.
Caro Timoniere, esatti i tuoi timori espressi il 24 maggio in "Un progetto genovese per impedire la svendita dei porti": pare avverarsi la SVENDITA in particolare dei PORTI LIGURI. Confermate le "insistenti attività lobbistiche a favore dell'Adriatico e del SUD", con una Liguria al solito inesistente a Roma!
Come hai previsto, "le nuove strategie portuali renziane privilegiano il Mezzogiorno". E come hai scritto in giugno su "Ligurian ports, il gratta $ vinci.." si afferma il "bizzarro sistema portuale ipotizzato da Delrio". Cancellata per ora l'auspicata "rete integrata con Piemonte, Lombardia, Svizzera e Baviera sulle linee del Loetschberg e del Gottardo, per scommettere sulle potenzialità del CORRIDOIO RENO-ALPI ANCHE NELLA SUA PARTE A SUD"!
Era nell'aria, oltre agli avvisi dei consiglieri bastava leggere su the Meditelegraph del 16 c.m.: "In arrivo il treno Brennero-Gioia Tauro", con l'impegno di Michele Elia di FS a lanciare entro due anni, ovviamente a spese contribuenti, un servizio ferroviario merci diretto da Gioia Tauro al Nord Italia e Brennero. Vedi caso, la UE che fa clamorosa retromarcia sul Terzo Valico finanzia invece al 50% gli studi e al 40% i lavori del valico del Brennero.
E faceva pensare anche su The Meditelegraph del 15/6: "Terzo Valico, Delrio convoca i sindaci a Roma". Deciso, in un incontro tutto piemontese in Regione tra Chiamparino & C e il ministro Delrio, di "convocare a Roma i sindaci dei territori interessati dalla realizzazione del Terzo Valico". Cioè convocata a Roma solo la parte piemontese, notoriamente ricca di "comitati" no Terzo Valico, e nessun rappresentante di Lombardia e Liguria, molto più interessati a tale opera.
In compenso, la UE da la caramellina per lavori di "Implementing New Environmental Solutions in the port of Genoa", la bellezza di 4,65 milioni (20% spesa) in soluzioni ambientali (presumo al VTE).

Spedito da: Pubblicato il: 29 giugno 2015 alle 14:53

Tino Kappo

@fdp

ai politici no ma almeno all'unica associazione confindustriale nazionale con sede in Liguria si.

Quanto a Burlando sarà ma per avere il Giro si sono spesi 2 milioni di euro serviti in gran parte per "ungere" i sindaci e gli elettori della regione "pro Paita", lubrificante che, sappiamo adesso, è servito proprio a poco e che sarebbe stato meglio utilizzare per una vera promozione della Regione, ad esempio, non lesinando risorse all'Expo milanese o in altre sedi.

Spedito da: italia Pubblicato il: 29 giugno 2015 alle 13:19

paolo ruffino

Leggo la notizia ora su MediTelegraph e resto basito. Niente soldi e finanziamenti europei per il Terzo valico. Grazie a Renzi e ai suoi uomini in giro per l'Italia per questo ennesimo regalo. Ecco quanto vale Genova per loro! Immagino che avrebbe voluto essere smentito, ma prendo atto che da almeno tre o quattro puntate di Pilotina il timoniere gira intorno a questo padulo indegno e anticipa quanto è accaduto. A dire il vero anche il nostro prof. Maresca ha sfiorato ripetutamente l'argomento.
E ora??? Sì alla To-Lione che non serve a una mazza e no allo sviluppo dei porti e del mercato. Mi sembra evidente che hanno progettato a tavolino un altro tipo di sviluppo.

Spedito da: capannelle (toscana) Pubblicato il: 29 giugno 2015 alle 13:02

fdp

caro Tino Kappo, c'è poco da meditare, non dici niente di nuovo. queste cose una volta non sarebbero nemmeno state pensate, oggi gli sgarbi e i soprusi e l'ignavia sono la regola. e poi su pilotina c'è ancora chi pensa che questa classe dirigente al timone sia adeguata? perché il problema di fondo e alla base di tutto è sempre lo stesso, se i nostri contano niente, gli altri se ne approfittano. ma secondo te al sindaco che il timoniere carozzi definisce con genialità Amleto Mestizia importa qualcosa della Venezia-Montecarlo? E a Toti? e agli altri? almeno Burlando ha portato in Liguria il Giro d'Italia

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