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Lega delle Imprese per ribaltare il fronte degli anti-porto

Accertata l’inconsistenza della politica, non resta sulla carta che la Lega delle Imprese per contrastare l’impegno sistematico con cui Bruxelles e gli amici di Renzi cercano di asfaltare le possibilità di sviluppo dell’economia portuale genovese. C’è ancora una speranza, quasi invisibile ma reale, di agganciare il Terzo valico all’approvazione dei progetti Ten-T, le reti di trasporto transeuropee che collegheranno l’Europa da nord a sud e da est a ovest, con un intervento stimato in 700 miliardi di euro da oggi al 2030. Ma non è solo una corsa contro il tempo, è soprattutto l’ultimo banco di prova della credibilità istituzionale e imprenditoriale della Liguria dei porti e dello shipping rispetto al governo e all’Europa intera. E’ proprio in questi giorni che tutto si decide, prima del vertice previsto per metà mese a Bruxelles. La Svizzera si schiera con Genova e il Terzo valico, ma l’asse Napoli-Roma-Bologna-Firenze no. Messi tutti insieme e aggiungendoci pure il cardinale arcivescovo Bagnasco, i rappresentanti istituzionali liguri non valgono il potere contrattuale di una Serracchiani. Il che è tutto dire. A far la voce grossa con premier e ministro Delrio, secondo quanto risulta a Pilotina, ci prova adesso Giovanni Toti, all’esordio come governatore. Vedremo. E intanto, per non farci mancare niente, il governo vuole appropriarsi con un emendamento al ddl Madia sulla pubblica amministrazione, della “riorganizzazione, razionalizzazione e semplificazione della disciplina concernente le Autorità portuali, con particolare riferimento al numero, all’individuazione di Autorità di sistema nonché alla governance e alla semplificazione e unificazione delle procedure doganali e amministrative in materia di porti”. Bene, commissariato anche Delrio. Forse l’unica buona notizia.

Del resto le prospettive sono devastanti, anche perché non c’è futuro per un territorio che aspetta la manna dagli altri e poi non sa aggregare da solo capitali e investimenti. Da quanto sosteniamo che questi nostri amministratori locali sono troppo inconsistenti e inadeguati per contrapporsi a vere lobby di potere e le imprese troppo coinvolte nella difesa di interessi di parte e prive di una visione improntata al bene comune? Se dessimo retta esclusivamente alla ragione, dovremmo disperare, perché l’Italia dei porti e dello shipping oggi è un manicomio in cui i pochi sani hanno il loro bel daffare per mantenere la bussola. La cattiva politica uccide la speranza e il Terzo valico impallinato dall’Ue e dal fuoco amico dei colonnelli di Renzi, è il paradigma dei limiti e della mediocrità degli amministratori, macchiette in Liguria e comparse a Roma e a Bruxelles. “Il Secolo XIX” aveva facilmente e ripetutamente anticipato che il valico dei Giovi, la gronda, la nuova diga, lo stesso corridoio Genova-Rotterdam sarebbero stati ridimensionati in un negoziato che privilegia le poltrone ma non i risultati e lo sviluppo. E’ quindi certamente molto difficile ipotizzare che la comunità genovese si ribelli, alzi la voce, partorisca qualcosa di geniale. Ma è anche l’unica speranza. Se la borghesia marittima avrà il coraggio di mettere a fattore comune un suo progetto concreto di crescita, puntando ad una nuova dimensione di traffici da gestire insieme e non contro, allora è possibile che la Liguria intera riacquisti credibilità presso le centrali del potere decisionale.

Oggi le categorie imprenditoriali da sole non trovano una sintesi positiva che consenta loro di essere protagoniste, di conquistare voce in capitolo. E’ già accaduto in passato e anche con protagonisti di altra stoffa. Gli imprenditori del porto e dello shipping hanno sempre avuto bisogno non di un servo ma di un padrone capace di imporre le regole del gioco, di dire che cosa bisogna fare o non fare, di suggerire quel che si può rinviare o accantonare per il bene comune e quanto e dove si può osare. In effetti dalle stagioni di Roberto D’Alessandro e Rinaldo Magnani a Palazzo San Giorgio, non c’è più stato un “padrone” capace di urlare, decidere, inchiodare capitale e lavoro, mettere in riga ministri e premier di turno. Recuperare gioco di squadra è una chance che l’imprenditoria può ancora giocarsi. Non è cosa da poco contrastare la pessima politica. E incidere nella selezione delle nuove infrastrutture, controllare i tempi certi di realizzazione rimuovendo i livelli di amministrazione pubblica e le forme di discrezionalità che sono la ragione della corruzione. Un vero sistema di imprese genovesi e liguri. Attrezzate per vincere.

Alternative? Lasciare campo libero al protagonismo di un Paolo Costa, ad esempio, che imperversa a Roma come sulle piazze internazionali. Gli accreditano genialità. Certamente è scaltro e furbo. Ma il suo progetto del terminal off shore per Venezia è l’altra faccia della medaglia dello spreco, quella di chi riesce a farsi dare soldi per interventi assurdi che mai verranno realizzati. E’ la storia delle cattedrali nel deserto che hanno impoverito il nostro Paese.

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Commenti inseriti: 132 — pagina 1 di 6

Spedito da: http://www.SeoOptimizedRankings.com/ Pubblicato il: 13 agosto 2015 alle 00:26

seo

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Spedito da: Poiter Pubblicato il: 22 luglio 2015 alle 15:40

Torquato e le tasse

hai detto a me? io non ti saluto.
Stai dicendo a me? Buonanotte
Io non ti rivolgo la parola chiaro?
Cofferati chi? sai che me ne frega, io dico tanto pd..
Hai detto Sandro?
Ma chi ti cerca...

( dialoghi tratti da "L'Orlando Furioso e la GerusaLella liberata)

Spedito da: Genova/Expò Pubblicato il: 22 luglio 2015 alle 15:34

cico barque

EX POST
La ricetta del giorno dopo

Torta Pasqualino

Prendete delle ballette, degli interessi di bottega, degli incapaci q.b., quindi condite il tutto con del tonno DelRio ( quello così magro che sembra un grissino) e lasciate riposare.
Da parte mettete a macerare degli operatori portuali, agenti, spedizionieri, armatori mondando la testa e il cuore ma soprattutto i cervelli.
Unire il tutto dentro un piano senza alcuna logistica, prendete poi una sfoglia e uniriformate il contenuto prima di metterlo sulla Madia a lievitare.
Aggiungete una inaffiatura di Porto, meglio se del sud del paese, ma non è indispensabile alla riuscita della torta.
Cuocete per una mezza legislatura e quindi fate raffreddare il tutto finacchè i contendenti non siano sfiniti e disorientati.
Tagliate le fette secondo convenienza, facendo attenzione che la sfoglia non si rotterdam e guarnite con erbette di Monti.

Vino consigliato: Amarone dei poderi Forti

Spedito da: Leivi - Zena - Repubblica delle Banane Pubblicato il: 22 luglio 2015 alle 11:26

Paceco

@Trombetta
Caro Michelangelo, il Terzo Valico che interessa a Noi marinai della Pilotina, il Terzo Valico delle merci, non ha lo scopo di anticipare la consegna dei beni di mezz'ora, che come hai giustamente ricordato non influisce sui processi produttivi delle aziende che lavorano col porto, ma bensì si propone di permettere l'allestimento e l'inoltro di treni più lunghi, eliminando dove possibile le tratte in doppia trazione, agendo così nel ridurre i costi fissi del trasporto e una loro comunque migliore ripartizione per TEU.
Solo con una riduzione delle pendenze e una rettifica del tracciato si può giungere a questo ambizioso risultato, che permetterebbe da un lato di ampliare l'appetibilità del servizio anche sotto i canonici 300 km, e dall'altro di aumentare l'accessibilità al Porto della vasta regione d'oltralpe.
Agendo solo sulle infrastrutture attuali non potremo mai fare il salto di qualità, e magari non riusciremo manco a consolidare un mercato, quello padano, che ci spetterebbe per buonsenso, ma che già oggi è ingolosito da coloro che operano già con infrastrutture adeguate e competitive.

@Timoniere:
L'incompetenza in materia di trasporti di questo Governo è ormai clamorosamente palese.
Incompetenza e malafede, frutto di interessi incrociati e appetiti di campanile che si leggono benissimo già solo leggendo tra le righe, ma neanche tanto, della bozza di riforma della 84/94.
Quindi caro Timoniere, se le voci che riporti si concretizzeranno nei prossimi provvedimenti, non dovremo stupirci se a uno stop del Terzo Valico si affiancheranno nuovi incentivi per convogli Gioia Tauro - Verona, nuovi terminal ad Augusta o fondi pubblici per Taranto, magari con un gustoso contorno di offshore e rotture di carico demenziali ma "strategiche".
Aspettando sempre il dragaggio dell'Arno e il nuovo terminal di Firenze, il primo porto fluviale italiano, che presto verrà concepito da quei geni del MIT.

Noi la nostra carta da giocare in Liguria l'avevamo, magari non avrebbe fatto lo stesso la differenza a Roma, ma ha preso diecimila voti e intorno al 2%, rimandando fuori dai giochi, mentre emeriti "ignavi" ,diciamo così, siedono comodamente in consiglio e a Tursi.
Non meritiamo altro, cara Ciurma.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 22 luglio 2015 alle 10:33

Michelangelo Trombetta

Ancora una volta spero di non essere frainteso.
Parlando con uno che vive di trasporti e mantiene 50 famiglie, lui mi ha detto che l'unica cosa a cui servirebbe il terzo valico merci è attirare i traffici dalla svizzera e dalla bassa Germania; tutto il resto sono sciocchezze. Il punto è che bisogna andare dagli svizzeri con un discorso serio, concreto e ben dettagliato su tariffe e quant'altro.
Poi mi ha detto: "Agli svizzeri non gliene frega nulla di Terzo Valico o non Terzo valico; gli interessa di far arrivare la merce importata da chi offre le condizioni migliori oppure di esportare a condizioni migliori; non è la mezz'ora che conta".
La domanda è: può esistere un piano B che ottenga gli stessi effetti in termini di trasporto del Terzo Valico? Questo piano B sarebbe meno oneroso e invasivo? Potrebbe Roma dire NO a questo piano B?
Michelangelo

Spedito da: Genova Pubblicato il: 21 luglio 2015 alle 22:04

giorgio.carozzi


Gentile Zanichelli (con il secondo da te citato, Marco, allora garzone di bottega in Finsider/Siderexport,ricordo di aver dormito nella stessa camera di un motel a qualche miglia dal JFK di Nyc...), avrai certo ragione. Ma devi anche riconoscere che bastano una foto o un semplice sussurro o uno svolazzo della signora Paita per vivacizzare immediatamente anche il dibattito su Pilotina...
All'amico Giorgio Merello fornisco una notizia fresca fresca, anche se non sono così cinico da sperare che aumenti il suo tasso di sconforto.
Allora mi dicono da Roma che oggi c'è stato un convegno in Senato. Tra i dotti conferenzieri tra cui Pasqualino Monti, ha parlato anche Delrio. Il quale, in estrema sintesi, ha detto che è del tutto inutile mettersi in competizione con il Nord Europa, che le infrastrutture se le facciano gli olandesi, che noi abbiamo un bel panorama da esaltare e che per questo anche il terzo valico non lo convince per niente.
Non ti abbattere Merello, domani nuova puntata di Pilotina...

Spedito da: Genova Pubblicato il: 21 luglio 2015 alle 21:24

Tassara-Bertone

Una buona notizia, per gli amici di Pilotina che nelle scorse settimane esprimevano preoccupazione per il futuro di Pilotina. In data odierna la Società e le banche creditrici hanno concluso la stipula di accordi di standstill in forza dei quali le banche formalizzano la propria intenzione di non agire per il pagamento di
quanto loro dovuto in relazione ai diversi contratti di finanziamento e di proseguire in buona fede nelle
negoziazioni volte a concludere uno o più accordi di ristrutturazione del debito con Premuda e con le società
dalla stessa controllate, con l’obiettivo di stipulare gli accordi definitivi entro il mese di ottobre 2015.
Alla luce di tale importante passaggio la Società e le sue controllate potranno continuare la gestione della propria
attività avviando una serie di operazioni di dismissioni di assets, previste nel piano di risanamento finanziario del
gruppo presentato alle banche, che consentiranno di risolvere i problemi di liquidità che si stavano
manifestando.
Gli accordi raggiunti costituiscono pertanto un passo fondamentale verso la positiva conclusione del processo di
ristrutturazione dell’indebitamento delle società del gruppo, col comune obiettivo di giungere alla stipula degli
accordi definitivi entro il mese di ottobre 2015.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 21 luglio 2015 alle 17:39

Zanichelli

Forse non è il caso di disturbare lo Zanichelli del noto Dizionario della lingua italiana (non quello che è stato fra gli affossatori prima della Dalmine e poi dell'Alitalia), che comunque non è più con noi da parecchio tempo. Ma qualunque sia il testo scelto consiglierei al giornalista spezzino estensore dell'articolo sulla ennesima gaffe di quell'assurdo personaggio che si sta rivelando la Paita come buona lettura estiva un poco di grammatica italiana. Bell'articolo, senza dubbio. Ma l'ultima riga...
Detto questo, l'articolo e la fotografia sono stati gustosi e pepati quanto basta per confermare quello che tutti sappiamo da sempre. Che con personaggi come la Paita il PD continuerà a perdere

Spedito da: Genova Pubblicato il: 21 luglio 2015 alle 17:00

Dipendente AP

Canessa bau bau, che faccia triste hai ultimamente!

Spedito da: Genova Pubblicato il: 21 luglio 2015 alle 15:35

Michelangelo Trombetta

Onore e gloria a chi ha risanato la Fiera del Mare di Genova. Un'impresa eccezionale tenuto conto che, nell'esercizio 2013, a fronte di un valore della produzione (ricavi) di 10.024.786 euro, la perdita è stata di 9.027.364 euro mentre, nel 2014, il valore della produzione è stato di 6.282.989 euro (-3,7 mil. circa) e il bilancio ha chiuso in pari.
Non c'è che dire: una vera e propria magia.
Michelangelo.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 21 luglio 2015 alle 15:30

Valentino

Il lettore de Il Secolo XIX e Observer hanno perfettamente ragione. Non si può essere dalla parte del trasporto marittimo per il suo ridotto inquinamento e poi vedere senza dire nulla i veleni che i vecchi traghetti lasciano ogni giorno nell'aria. Sono soprattutto due le compagnie che a Genova inquinano ogni giorno con questa traccia venefica. E non sono tunisine ma ben radicate in Italia. Una, la GNV del gruppo Aponte, fra pochi mesi trasferirà la sua sede in un moderno grattacileo a un centinaio di metri dalla banchina. L'altra, la Moby di Vincenzo Onorato, ha da poco investito una cifra ingente per l'acquisizione della Tirrenia. Entrambe hanno fatto due ottime operazioni finanziarie. Ma non avrebbero potuto preoccuporsi prima anche della tutela dell'ambiente?

Spedito da: Genova Pubblicato il: 21 luglio 2015 alle 12:30

G. Merello

@ Marco
grazie per la citazione. Nella mia risposta a Marelli del 15 c.m. parlavo delle mie denunce documentate sulle "dimenticanze governative" verso la Liguria, Genova in testa. Chiaro che anche qui da noi dev'essere la "voce di popolo" e rompere per prima il "silenzio dell'ovile", spingendo amministratori e politici nostrani a SVEGLIARSI! Facevo l'esempio attuale sulla "madre di tutte le prese per il c...", la telenovela Terzo Valico. Dopo la beffa UE, il 3 c.m. il neo governatore Toti si fa sentire formalmente a Roma, che parla a Bruxelles, e si scopre che...la partita è ancora aperta, basta RIdimostrare che l'opera è non solo "fondamentale x completare il corridoio" ma pure URGENTE, come ripete la Svizzera!
Altro esempio: ci pensate, se i due gioielli strategici e in attivo ANSALDO Energia e STS fossero chessò a Napoli o Bari, se l'ineffabile Moretti padrone prima di FS e ora di Finmeccanica avrebbe potuto venderle (e senza garanzie) a cinesi e giapponesi?? Altro che mobilitazione di governo per casi come il terminal morto di Taranto! Al proposito ricordo che Merlo in gennaio chiese al governo di ragionare sull'utilità degli investimenti a Taranto ed Augusta, in un piano della logistica dei porti rispondente ai "movimenti reali" delle merci. Ma lì i soldi vanno per..volere superiore, non bisogna dimostrare niente...

Spedito da: Genova Pubblicato il: 21 luglio 2015 alle 11:34

Maurizio Maresca

Un paese dove la qualità, il valore e l'attitudine all'innovazione costituiscono handicap. Un paese dove il conformismo, la conservazione ed il populismo becero costituiscono la premessa del galleggiamento.
Genova e' questo e anche di più: la mediocrità a ogni livello ed in ogni contesto (politica, economia, università ecc.) purché nulla cambi, da almeno venti anni. Per questo affronta un declino morale, sociale ed economico gravissimo.

Spedito da: Pubblicato il: 21 luglio 2015 alle 10:46

giorgio.carozzi

@Piero
in effetti sarei tentato a crederlo...

Spedito da: sp Pubblicato il: 21 luglio 2015 alle 10:40

osservatore sarzanese

e dai...! quando ci vuole ci vuole!!! e poi orlando a tavola con forcieri è già tutto un programma! certo che se la lella veniva eletta ci saremmo divertiti!!!

Spedito da: genova porto Pubblicato il: 21 luglio 2015 alle 10:27

Marco

Dici di parolai, caro Piero... Mi rifaccio a Merello, sono sempre quelli che con accanimento terapeutico "dimenticano" Genova e terzo valico nel cassetto e si ostinano a tenere in vita un terminal morto e sepolto come taranto. ma tutti zitti, belin, non fosse mai che poi ti segnano sul libro nero! perché c'è anche questo da tenere in conto, non dimentichiamolo quando pretendiamo coraggio e esternazioni...

Spedito da: laspezia Pubblicato il: 21 luglio 2015 alle 09:47

#atenontihosalutato!

grande Paita! E ci voleva all'indirizzo di quella faccia di... del ministro spezzino Orlando!!! questo è il pd che voglio e mi piace!!!
suggerisco applausi da parte della ciurma di pilotina!!!

Spedito da: Genova Pubblicato il: 21 luglio 2015 alle 06:14

Observer

Inviata da un lettore, Il Secolo XIX di oggi pubblica la foto di un traghetto ormeggiato a Ponte Assereto che emette una bruttissima fumata nera. Purtroppo è la situazione che si verifica tutti i giorni, e che nell'ambiente tutti ben conoscono. Tranne, come al solito, che in Autorità Portuale dove si guardano bene dall'intervenire, con il solito palleggio al rimbalzo sulle responsabilità. Che sono tante, ma questa non è certo una buona ragione per non occuparsi del problema.

Spedito da: uk/ge Pubblicato il: 20 luglio 2015 alle 23:40

Piero

Caro Max se e' vero quello che dici riguardo doria vuole dire che al giorno d'oggi più si è scemi e più si diventa facilmente idoli di qualcuno !!! Non è che viviamo in una società di emeriti deficienti ????

Spedito da: italia Pubblicato il: 20 luglio 2015 alle 21:02

Alessando Travo

grazie Piero, ma se metti a confronto Berlusca e Renzi i punti li perde solo pilotina! piuttosto com'è che non si riesce a sapere quanto guadagnano di extra i dipendenti e capi delle ap di savona e genova? anche la spezia e tutte le altre si adeguano???

Spedito da: porto Pubblicato il: 20 luglio 2015 alle 11:34

max

tranquillo goran, stai sereno anche tu, se leggi Il Secolo vedi che c'è chi prevede per acclamazione un altro Doria al timone!!!

Spedito da: UK/GE Pubblicato il: 20 luglio 2015 alle 02:41

Piero

Rinvigoriamo un po' questo blog che nella calura estiva sta un po' languendo
Ci sono parolai e parolai, il primo l' avevamo fino a 4 anni fa pur con tutti i suoi difetti sapeva benissimo cosa fare. Ma purttroppo aveva tutti i sinistri contro giurandogli lotta allo stremo, bocciandogli decine di leggi che avrebbero cambiato l' assetto al nostro Paese. L' Idea era portare l' Italia ad essere una nazione moderna ed invidiata come la sua Azienda.
Il secondo parolaio è rimasto finora tale. In un anno e mezzo, proclami tanti, risultati pochi. Zerbino della UE. Sostenuto dalla sinistra di maggioranza, tollerato da magistratura amica, sopportato dai sindacati, e aiutato dalla quasi totalità della stampa amica. Tutti aiutini che mancavano al primo. Riuscirà il nostro Eroe su dieci punti a farne uno? Ah! dimenticavo aveva promesso che dopo 100 giorni dal suo incarico saremmo andati a elezioni.

Spedito da: italia Pubblicato il: 19 luglio 2015 alle 22:54

goran

Cantieri, anche Samsung scivola in Borsa... NOL in vendita per 1,7 miliardi di dollari... Wartsila taglia 600 posti di lavoro. Tutto questo negli ultimi soli tre giorni. Forse sarebbe bene fare di tutto per tenerci stretto quello che abbiamo, a cominciare dai grandi clienti come Msc!

Spedito da: capannelle (toscana) Pubblicato il: 19 luglio 2015 alle 11:43

fdp

PER PIERO
Sui costi della democrazia, caro Piero, ci sarebbe da discutere all’infinito… Quel che scrivi è corretto, ma capirai bene che il paragone andrebbe fatto, appunto, con UK, Germania, Francia, Belgio, Spagna, Olanda…
Francamente sono rimasto più colpito dalla tua ultima osservazione. Anch’io penso che i costi dei nostri egoismi (indifferenza, menefreghismo, paure, interessi particolari, diffidenza, girar la testa dall’altra parte, mancanza di spirito della collettività ecc…) stiano massacrando il nostro presente e il nostro futuro, in tutti i campi. L’indignazione come sentimento ed espressione civica non esiste più, devo dar atto al timoniere di averlo scritto e riscritto più volte. Certo, dobbiamo vergognarci. Siamo ancora in tempo per rimediare? Non lo so.

Spedito da: GE/UK Pubblicato il: 18 luglio 2015 alle 23:56

Piero

Il World Economic Forum, attribuisce al governo del Rwanda un prestigioso settimo posto a livello mondiale (a fronte di un’Italia relegata al penultimo posto). Con 853 milioni di euro il governo rwandese fa funzionare l’istruzione di base, pensa alla sicurezza alimentare, alla salute e alla pace e alla sicurezza: 132 milioni in meno dei 985 milioni di euro che costerà la nostra Camera dei deputati nel 2015. Con 268 milioni di euro fa funzionare tutto l’apparato centrale e periferico dello stato, quando il bilancio di previsione 2015 della nostra sola presidenza della repubblica, il Quirinale, è di 224 milioni di euro.
Purtroppo gli itaGLIani si accontentano degli 80 Euri e tirano a campare fregandosene dei nostri piu' poveri perche' non e' piu scic. La notizia che un paio di giorni fa un anziano a Genova si e' suicidato perche' sfrattato e' passata come se nulla fosse accaduto. I genovesi mi fanno un po' schifo nonostante io lo sia

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