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Assoporti & Delrio snc, autopremiata ditta di esequie

Tutti insieme, appassionatamente. Il ministro dei Trasporti Delrio che nel suo Piano della Logistica si arrende al Nord Europa, ritiene inutili infrastrutture come il Terzo valico, rinuncia all’efficienza come valore che regge mercato e investimenti e contemporaneamente mette 700 milioni sui porti del Sud strafalliti e inutili. E Pasqualino Monti con gli altri inossidabili presidenti di Authority, quasi tutti già ribattezzati commissari dallo stesso ministro: proni e sottomessi alla consolidata politica di periferia per difendere poltrone e stipendi e un futuro per loro sempre meno incerto grazie al raddoppio degli incarichi previsto con i distretti portuali. Conformisti e imploranti in una visione del mondo che annulla il senso dell’indignazione e del pudore. Tutti insieme, compresi ospiti e amici che sperano di entrare nel cerchio magico e operatori pronti a sponsorizzare chi garantisca interessi e tornaconto. Per celebrare la modesta portualità italiana, fatta di barriere al business, di protezioni, lobby, consociativismo e ritardi. Che sfacciatamente prova perfino a indirizzare la scelta del futuro presidente del porto di Genova: un po’ di centro sinistra e un po’ di destra, ma forse anche un po’ no… un po’ Merlo o meglio un mix con Pasqualino. ..

Flash sulla più spregiudicata delle assemblee di Assoporti che la memoria ricordi. E anche la più inutile di sempre. Grazie a un emendamento del fidato deputato Ernesto Carbone alla legge Madia sulla Pubblica amministrazione, Matteo Renzi ha tagliato fuori Parlamento, ministro e presidenti di Authority e si è già garantita la decisione finale sulla riforma portuale. Le nuove regole le scriverà direttamente il premier, che non si fida e che le Autorità portuali le chiuderebbe tutte. E che per la seconda volta – era già accaduto con Lupi e Serracchiani ai tempi dello Sblocca Italia – usa il potere di veto e si appropria delle scelte. Sempre che un giorno o l’altro decida di inserirle nella sua agenda. Del resto, questa Italia dei porti appiattita sul niente continua a sfornare ministri inadeguati, mediocri funzionari, modesti imprenditori. E Assoporti è la sintesi perfetta della decrescita. Derubricati dal dibattito i temi caldi legati allo sviluppo dei traffici, al peso dell’arco ligure, agli investimenti sulle infrastrutture e al lavoro, Monti e i suoi colleghi presidenti-commissari discutono all’infinito di governance e non di governo, cioè di chi vuole avere il potere e non di che cosa bisognerebbe fare per crescere sui mercati. Se l’Unione Europea le risorse le mette sulle autostrade del mare, sul collegamento fluviale del Po, sulla Lione-Torino, su Venezia, sul Sud e non sul Terzo Valico, è perché i porti italiani non sono considerati controparte credibile. Assoporti ha tradito la sua missione perché rema sistematicamente contro il bene comune. Chi davvero decide a Bruxelles sulle priorità delle opere italiane sono nell’ordine Ministero, Ferrovie, Rina, Grimaldi di Napoli, pochissime Regioni. Oltre al veneziano Paolo Costa, evidentemente.

Sarà interessante capire se Delrio, contrabbandando per virtuosi toccasana gli interventi a pioggia su territori portuali già espulsi dal mercato, insisterà sui concetti fondamentali contenuti nel suo Piano per la Logistica: “La piattaforma protesa nel Mediterraneo…”, “Più porti ci sono meglio è!”, “La politica nei porti è inevitabile”. La pochezza delle persone è disarmante, ad ogni livello è devastante la mancanza di professionalità, di dignità e di etica pubblica. Pessimo anche il segnale che arriva delle imprese. Nessun accenno di riflessione su questa masochistica proposta di riforma, al contrario tutti gareggiano per sfruttare il Piano e girarlo dalla loro parte: un po’ più autostrade del mare e Mezzogiorno e un po’ meno contenitori, più traghetti e general cargo e meno servizi tecnico nautici. Guerra alle portacontainer da 20.000 teu: come se l’Italietta dei porti, dove qualità e innovazione sono solo un handicap, fosse in grado di dire la sua.

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Commenti inseriti: 321 — pagina 1 di 13

Spedito da: Kampala Pubblicato il: 04 marzo 2016 alle 10:03

lasixOa

Good day people. 2+0+1+6

Spedito da: genova porto/aeroporto e dintorni Pubblicato il: 19 settembre 2015 alle 11:06

magolino

...carissimo Giorgio...nella tua vigna, hai trovato il ..."bambino prodigio"?... Perché da queste parti, come si evince dai gossip che leggo...mala tempora currunt...tenuto conto, come tu dicevi nel il 22/07/15...come la pochezza delle persone sia disarmante etc.etc...
Ma come tu ben sai... si raccoglie quello che si semina...e quindi come natura crea... si conserva...L'ignavia perdurante da anni et anni...ha così conservato il nulla ed illuso la città con...tutto va bene madama la marchesa. Ma quello che è peggio è che, la città, con il suo assurdo bacchettaro/coatto provincialismo, si è sottomessa! Nulla esprimendo, nulla facendo: più di così...si diceva, si m...
Leggo del Direttore del C.Colombo che invia una "enciclica" alla città, alla nazione, al mondo...usate il nostro aeroporto...Forse per lui questo è il "cambiamento" che partorirà benefici...per me è solo un modo per partorire " visitors" di lontana memoria televisiva!" Certamente scrive così, perchè non sa. Eppure ne è il Direttore. Allora, vado a riferirgli che il C.C., non ha "utenza spontanea" e quindi...ciccia! Niente utenza, niente voli etc. etc. Sono altri i solchi da percorrere...
Fino ad ora si parla di passeggeri...ma delle merci? Gli scali vivono anche di questi traffici o no? Inoltre non si parla di tutta l'area aeroportuale. e del suo difficile ampliamento operativo per un augurabile per tutti, roseo futuro! Non tenenendo ed a questo punto dico, volutamente, minimamente conto della sofferta "SACRALITA'" dell'area per la città e non solo. (Ricordo ottenuta con un forte sacrifico cittadino!), si è
concesso quindi, senza l'attenta valutazione imprescindibilmente necessaria, la costruzione di una Marina Aeroporto che nulla ci "azzeccava" con l'area aeroportuale. Limitando, di fatto, la possibilità di dare, all'area, spazio maggiore di specifica vivibilità/agibilità funzionale. Forse si è voluto "politicamente sanare" l'esistente? A dopo per questo.
E così sia e per tutti vada il mio,
Ke Linse

Spedito da: Milano Pubblicato il: 19 settembre 2015 alle 08:05

Enrico Vigo

FERROVIA E TURISMO, PIU' CONVINZIONE E PIU' IDEE, CARO PRESIDENTE TOTI...

Dalla lista della spesa infrastrutture strategiche per la Regione Liguria mancano due tasselli importanti: l'ammodernamento della linea LaSpezia-Firenze (aggancio con linea AV) e la direttrice Novara-Malpensa-Sempione. Infatti servono collegamenti ferroviari in buon standard da Genova in tutte le direzioni: Nizza, Torino, Malpensa, Milano, Firenze. L'accessibilità via treno è fondamentale, rompendo gli schemi-Moretti che hanno emarginato Genova e la Liguria per troppi anni. La partita turismo e città di fiere, congressi e centri direzionali di respiro globale, si gioca proprio su questo, visto che dovremo forzatamente accontentarci di un aeroporto minore (anche se da riposizionare opportunamente in fatto di collegamenti e contesto logistico). Ma per sostenere il tutto serve una Regione nel complesso più attrattiva, nuovi residenti e nuovi turisti. C'è molto da fare, a partire dalla messa in sicurezza dei tanti rivi e torrenti per troppi anni rimossi dalla coscienza collettiva, alla depurazione delle acque nere in ancora troppi ambiti regionali inesistenti da sistemare per avere mare non contaminato e trasparente, cancellare le auto dai troppi centri storici intasati di parcheggi folli, le passeggiate in riva al mare in troppi tratti costieri ancora approssimative o indecenti. Con le piste ciclabili la nostra Regione ha effettivamente nel Ponente ligure tratti d'eccellenza, e questa è una strada da percorrere e sfruttare fino in fondo per incrementare un comparto del turismo importante, integrando le tratte mancanti con nuovi importanti interventi urbanistici. Rimangono inevase le annose istanze per una rettifica di percorso dell'autostrada-toboga-A7 Busalla-Genova ed un collegamento in superstrada Albenga-Basso Piemonte. Presidente Toti, aspettiamo con ansia una radicale svolta in queste direzioni. Grazie.

Spedito da: Roma Pubblicato il: 18 settembre 2015 alle 22:11

Grillino

Timoniere, non per contraddire, ma per amor di verità: non sono affatto 40 i posti ridotti in organico, quei numeri non si registrano neppure negli ultimi dieci anni di AP. mi pare che I bilanci di Finporto registrino un aumento del personale assunto proprio nel periodo di Merlo..

Di certo c'è che Novi è un pensionato, ma non ha lo stesso peso dei pensionati di Merlo: basta vedere il precedente AD di Finporto ora Presidente di Ente Bacini e prima ancora direttore di AP... Come dire ,,,la legge non è uguale per tutti!!

Spedito da: ita Pubblicato il: 18 settembre 2015 alle 12:51

pragmatico

è abbastanza normale che i portuali di san benigno rimpiangano Novi.
anche Merlo però in fondo non è stato male.
in questi anni i portuali hanno continuato a fare i comodi loro a spese dei privati che li tengono in piedi, sennò sarebbero già falliti da tempo.
e merlo dov' era ?...sbadigliava...

Spedito da: Genova Pubblicato il: 18 settembre 2015 alle 12:21

G. Merello

Caro Timoniere
mi sono "toccato" leggendo chi propone il predecessore di Merlo a suo successore. Sapendo cosa ne hai pensato e cosa ne pensi in proposito, ammiro l'eleganza con cui te la cavi verso Novi e i suoi sponsor.
Dai un'ottima notizia ricordando la legge recente che "vieta ai pensionati di assumere incarichi pubblici di questo tipo" e volendo il bene del porto e di Genova mi auguro vivamente che nel caso di Novi non vi sia alcuna eccezione.
Pericolo scampato!

Spedito da: Boston Pubblicato il: 18 settembre 2015 alle 12:15

P. Kotler

Nel 2015 l'Aereoporto di Genova scrive una lettera alle aziende genovesi per incentivare l'utilizzo dello scalo. Mi fa piacere che il mio libro Marketing Management del 1967 sia ancora di ispirazione a qualcuno......
Non sottovaluterei anche i piccioni viaggiatori e le raccomandate come mezzi da utilizzare così come volantini ( essendo un aereoporto).
un caro saluto

Spedito da: Genova Pubblicato il: 18 settembre 2015 alle 10:56

giorgio.carozzi

@Fichera
Caro Fabio, non discuto né commento predilezioni e gusti, ci mancherebbe! Purtroppo per Novi e i suoi sponsor, tra le tante astruse leggi fabbricate in tempi recenti, ce n’è una che vieta ai pensionati di assumere incarichi pubblici di questo tipo. Naturalmente per qualcuno si troverà il modo di fare qualche eccezione. Non credo sarà il caso di Novi.
Quanto alla situazione interna a Palazzo San Giorgio, è corretto precisare che con la presidenza di Merlo sono stati tagliati 40 posti in organico. Finporto invece è stata un’invenzione di Gallanti. I costi della società sono poi lievitati con la presidenza di Novi.

Spedito da: Catanzaro Pubblicato il: 18 settembre 2015 alle 00:41

Ficicchia

Ma che poi, punto primo: ma cosa cè ne importa di dove se ne va Merlo dopo Palazzo San Giorgio? E punto secondo: ma con tutti i i fannulloni che a Genova lavorano nel pubblico, ma perché molestare oltremodo Canessa? Almeno il lavoro del giornalista lo sa fare...

Spedito da: ge Pubblicato il: 17 settembre 2015 alle 23:49

LaWandaGastrica

Burloni, a San Benigno…!

Spedito da: Genova Pubblicato il: 17 settembre 2015 alle 19:13

Giulio

Concordo in toto con le sue parole Timoniere, il contenitore di oscurantismo e consorterie va "svuotato" e bonificato... Solo una grande forza può farlo e per adesso non ne vedo all'orizzonte.....

Spedito da: Genova Pubblicato il: 17 settembre 2015 alle 17:58

G. Merello

AL "COLOMBO" SI E' FERMATO IL TEMPO
Questo si legge sul The Meditelegraph di oggi.
Si dice da anni di tutto e di più sui mali dell'aeroporto di Genova e Liguria.
Ma questa DENUNCIA CIRCOSTANZIATA di oggi, di cui c'è da ringraziare il Secolo XIX e The Meditelegraph, INCHIODA certi nomi precisi incredibilmente ancora sulla POLTRONA, alle loro gravi responsabilità. Ce n'è per tutti, dai vertici ai sindacati.
Corporaciòn America , giudicata da incompetenti "non raccomandabile", nella gara del 2011 con F2i oltre a non presentare offerta ha denunciato le pesanti storture della gara. Mentre a Pisa e Firenze ha investito 130 milioni portandole al boom, e sta per investirne altri 300. E il valore della Soc di gestione del Colombo dal 2011 a oggi è sceso a meno della metà!
Ciliegina finale, la società di gestione del Colombo a dispetto degli azionisti non ha neppure formalizzato al Ministero la richiesta di proroga della concessione. Urgono certe DIMISSIONI, spontanee o imposte dall'alto.

Spedito da: Genova/Italia Pubblicato il: 17 settembre 2015 alle 12:14

Fabio Fichera

Caro Giorgio, sono un portuale della Culmv, di sinistra, ma la mia sensibilità politica, non m'impedisce di apprezzare le persone a prescindere dalla loro appartenenza.
Il senso di giustizia che mi appartiene, e l'immobilismo che tu evidenzi sia a livello centrale che di conseguenza locale, mi porta a proporre la candidatura di un uomo di porto come Giovanni Novi, ingiustamente defenestrato dalla sua carica, che ha dimostrato di essere scevro da veti incrociati indipendentemente da qualsiasi parte provenissero.
E' per me un auspicio, per l'uomo un invito e per le istituzioni locali in primis un appello.

Genova 17 Settembre 2015

Fabio Fichera.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 17 settembre 2015 alle 02:26

giorgio.carozzi

E’ già difficile capire di che cosa si occupano buona parte dei dipendenti in organico, caro Giulio, figurati se scopriremo mai ruoli e mansioni degli ex Finporto. Non pagano solo merce e concessionari, ma tutti noi con i salassi di fine mese. Il che avrebbe un senso (non mi scandalizzano certo meritocrazia e lauti stipendi, anzi) se Palazzo San Giorgio fosse il nucleo centrale dello shipping tricolore e il laboratorio dello sviluppo. Se sfornasse protagonisti, imponesse leadership, garantisse dall’interno candidature di presidenti e segretari. Mai come oggi, invece, l’Ap mi pare un contenitore di oscurantismo, protezionismo, pavidità, consorterie. Un mistero. E anche in questo caso, caro Observer , non c’è proprio niente di normale. Naturalmente hai ragione. Ma se quello che dovrebbe essere il cervello del sistema (PSG) è fulminato, è naturale che gambe e braccia vadano per i fatti loro. A te e al buon Merello mi permetto di far notare che quanto ad elargizioni e sanatorie a favore di privati, anche l’Ap di Savona non si è fatta mancare niente. E se alla fine ci fosse una strategia ben definita alla base di queste scelte? Cioè bloccare ogni ambizione genovese di salire al rango di hub continentale?

Spedito da: Genova Pubblicato il: 16 settembre 2015 alle 22:04

Giulio

@ Trombetta

Apprezzo il suo pragmatismo, sig. Trombetta, ma escludere parte degli oneri nel calcolo del costo medio per persona non ha molto senso: dai bilanci di AP il costo complessivo del personale è di 15,199 milioni di euro. A questi si aggiunge il costo IRAP che per enti pubblici è un maggior costo del personale (1 milione dal rendiconto 2014). In soldoni quindi 79 mila euro il costo medio. Per gli operatori e' uno sproposito... a maggior ragione se a pagare, in definitiva è la merce o i concessionari con i loro canoni! Aggiungo che da notizie di stampa di qualche mese fa i dipendenti Finporto fanno parte del bilancio 2015: a quanto pare altre 18 persone. Ma di che si occupano?!?

Spedito da: Genova Pubblicato il: 16 settembre 2015 alle 15:27

G. Merello

Caro Timoniere, affresco realistico e per molte cose sempre attuale il tuo di oggi, nel 20° dell'inaugurazione di Gioia Tauro.
Cioè del mega-porto creato dal nulla dallo Stato su verdi pascoli e uliveti (come sempre accade al Sud, in totale assenza di "ambientalisti"). Inizialmente pensato per servire un 5° centro siderurgico italiano, abortito per fortuna in tempo per la crisi dell'acciaio. Poi riproposto al governo e avviato dal gruppo Contship come porto di puro Transhipment.
Ora, all'interno della ZES-zona economica speciale che richiede esoneri fiscali, doganali e sovvenzioni statali, è stato riproposto in agosto un bando di gara per un "Nuovo terminal intermodale di Gioia Tauro", complementare al transhipment. Con Medcenter e RFI (ed altri) piuttosto scettici sulla sensatezza economica di tale gateway ferroviario, visto anche che sono andate deserte le precedenti gare.
Lo scopo "ufficiale" sarebbe: intercettare i traffici fra Far East ed Europa attualmente gestiti dai porti del Nord Europa. Mentre il buon senso dice che sarebbero altri porti italiani di destinazione a subire tale concorrenza. Il tutto sembra non entrarci niente con la volontà di Contship e MSC di rilanciare Gioia Tauro nel Transhipment.
Intanto, come si è letto su Meditelegraph di giugno, è "in arrivo" il collegamento diretto da Gioia Tauro al Brennero, se si ottiene il nulla osta della UE sugli "aiuti di Stato".

Spedito da: Italia Pubblicato il: 16 settembre 2015 alle 14:22

Observer

Sono passati venti anni ma a Gioia Tauro molte cose non sono poi cambate granchè. Ad inziare dall'idea che lo Stato debba contribuire a sanare i bilanci di una società privata come Contship Italia pagando ogni anno la cassa integrazione a più della metà dei dipendenti.
Caro timoniere, ma ti sembra una cosa normale?

Spedito da: Genova Pubblicato il: 16 settembre 2015 alle 11:34

giorgio.carozzi


IL COMPLEANNO DI GIOIA TAURO:
QUEL REPORTAGE DETTATO
Al SECOLO XIX DALLA SPIAGGIA…

Esattamente 20 anni fa, mentre al porto di Gioia Tauro attraccava la nave CMBT Concord e mezzo mondo dello shipping festeggiava con i vertici di Contship e le istituzioni locali l’inaugurazione del più imponente terminal di transhipment del Mediterraneo, dettavo a braccio al giornale il mio servizio da inviato del Secolo XIX. Con uno dei primi telefonini Motorola. Non credo di essermela cavata male, perché aggiunsi particolari sconosciuti anche ai partecipanti… La mia base operativa era una spiaggia infinita, deserta e inquietante a poche miglia dal porto, oltre una piana di ulivi. Alle spalle costruzioni di cemento rigorosamente inagibili. Un solo bar-panetteria-salumeria-tabaccheria nel raggio di 10 chilometri. Il senso di solitudine prendeva alla gola. Avvertivi anche di essere spiato, sensazione sgradevole.
Nel porto festeggiato non ero stato ammesso perché ospite sgradito. Stoppato all’ingresso, ero nella lista nera. Un mio precedente articolo non era piaciuto ad Andrea Costa, allora top manager del gruppo. Avevo definito Angelo Ravano bucaniere o pirata dei porti o qualcosa del genere: ma era ovviamente un affresco anche elogiativo per quel grande, lungimirante e geniale protagonista del mondo marittimo internazionale. Genovese fino al midollo ma costretto da Genova a cercare fortuna altrove. Aveva tentato anche con Calata Sanità, niente da fare! Se fosse stato ancora vivo, forse avrebbe avuto qualcosa da dire a quegli impettiti e imbronciati manager che non avevano afferrato né il senso né il concetto.
Poco male, perché fu un’esperienza incredibile anche se un po’ palpitante. Dietro le scene si scopre e si decifra meglio la realtà. Alloggiavo a Rosarno, mi pare Hotel Vittoria. Quella stessa notte bruciarono un cassonetto della rumenta proprio sotto la mia finestra. La sera prima ero stato a cena con il sindaco comunista del paese e lui (gli avevano appena inchiodato la testa di un vitello sulla porta di casa) mi disse che eravamo marcati a vista. Non stentavo a crederlo: nel salone da pranzo dell’albergo c’eravamo solo noi due a un tavolo e, dall’altra parte del locale, tre simpatici giovanotti che bevevano, fumavano e ci guatavano. Chi doveva accudire al sindaco aveva pensato bene di farsi gli affari suoi. Rimediò dopo, recuperandoci per andare a bere qualcosa di forte nell’unico locale aperto dopo le dieci di sera: un autogrill sulla Salerno-Reggio Calabria.
Sono passati vent’anni, sembra ieri. Gioia nel bene e nel male ha stravolto tutti gli equilibri. Laggiù e' stato fatto un miracolo, in molti non lo hanno ancora capito. Allora come oggi: alla fine i personaggi sono sempre gli stessi e continuano a girare in tondo…



Spedito da: Genova Pubblicato il: 16 settembre 2015 alle 11:01

Michelangelo Trombetta

Non vedo perché non entrare nei dettagli della struttura della A.P. Genovese. Riporto i dati ufficiali disponibili nel sito della A.P. alla voce rendiconto 2014: organico 206 persone di cui 14 dirigenti, 51 quadri e 141 impiegati (non so dire se i dipendenti Finporto sono già ricompresi in questo organico).
Emolumento lordo del Presidente comprensivo di indennità di missione: 264.123,54 euro; emolumento lordo del segretario generale: 281.867,14 euro.
costo medio dei 206 dipendenti esclusi oneri previdenziali a carico dell'ente e quota TFR 50.848 euro.
Questo è quanto.
Michelangelo.

Spedito da: ita Pubblicato il: 16 settembre 2015 alle 10:32

Carlo

Grazie Giulio, avevo anch'io una sensazione del genere... Mi confermi un quadro preoccupante. Chi paga il conto per questi signori?

Spedito da: Genova Pubblicato il: 15 settembre 2015 alle 23:40

Giulio

@De Stefani:
La struttura di AP? ben oltre 200 persone, da poco ha assunto anche quelli di Finporto, senza concorsi e con stipendi da favola!
Merlo ha assunto anche un portavoce, dirigente e ben stipendiato, nell'ultimo anno di mandato la comunicazione è importante per una buona poltrona dopo...
Per non parlare poi del Segretario Generale, come fosse inesistente, se non per i denari che prende o il direttore "tuttofare" che da oltre 40 anni li presente, non è certo il nuovo che avanza!
Meglio fermarsi qui, andando avanti con i dettagli potrebbe sembrare un film dell'orrore....

Spedito da: genova porto/aeroporto e dintorni Pubblicato il: 15 settembre 2015 alle 19:09

magolino

...Gent.mo Fdp,...in tria tempora vita divitur: quod fuit, quod est, quod futurum est. Ex his quod agimus breve est, quod acturi sumus dubium, quod egimus certum.
Non exiguum temporis habemus, sed multium perdidimus.
Soli omnium otiali sunt qui sapientiae vacant, soli vivunt!
...il mio GENOVA FUTURA nasce nel 1998. Ha il primo "contatto" pubblico sull'Avvisatore Marittimo nel Giugno del 1999. Televisivamente, in pari anno, su TeleGenova...Sed Multium Perdidimus o no?
E così sia e per tutti il mio "imperituro"
Ke Linse


Spedito da: capannelle Pubblicato il: 15 settembre 2015 alle 10:44

fdp

PER MAGOLINO….

De brevitate vitae

Gaudeamus igitur iuvenes dum sumus.
Post iucundam iuventutem
post molestam senectutem
nos habebit humus!

Ubi sunt qui ante nos in mundo fuere?
Vadite ad superos
transite ad inferos
ubi iam fuere.

Vita nostra brevis est, brevi finietur,
venit mors velociter,
rapit nos atrociter,
nemini parcetur.
Vivat membrum quodlibet,
vivant membra quaelibet,
semper sint in flore.
Vivant omnes virgines faciles, formosae!
Vivant et mulieres
tenerae, amabiles,
bonae et laboriosae.

Spedito da: ita Pubblicato il: 15 settembre 2015 alle 10:20

carlo de stefani

Prendiamo per condivisibili le osservazioni di Giorgio Merello, anche se della questione Merlo (credo che nessun presidente abbia mai avuto tanto credito quANTO l'uscente attuale) ormai mi sfuggono sia il capo che la coda. Non capisco nemmeno queste dimissioni che senso hanno, ma pazienza. A proposito di rendite di posizione, invece, mi sembra che trascuriamo sempre tutti quanti il ruolo e la funzione della struttura quantitativamente numerosa (ma quanti sono? più di 200?) dell'Ap di Genova. Questi la fanno franca un'altra volta, passano i presidenti ma loro restano al pezzo sempre più forti e oscuri e inschiodabili. Ma ci sono? che cosa fanno? Mi raccontano che abbiano frenato non poco e contionuino a farlo ogni tentatvo di riforma o salto di qualità. Timoniere, illuminaci al proposito!!!

Spedito da: Genova Pubblicato il: 14 settembre 2015 alle 11:35

G. Merello

A CESARE QUEL CHE E' DI CESARE
Oso spezzare una piccola lancia a favore del dimissionario Luigi Merlo, bersaglio più facile della Croce Rossa.
Lasciando perdere consorte e politica, e guardando al complesso dei due mandati, chiamo a testimone anche il Timoniere, ben edotto delle condizioni in cui Merlo ereditò il porto di Genova.
Certo nel suo secondo mandato ha fallito alcuni obiettivi, nell'ultima parte è stato un po' travolto dalle polemiche e si è assentato e non esce fra squilli di tromba.
Ma per giustizia ricordiamo che bene o male, con poca collaborazione delle altre Istituzioni, nel suo mandato si è fatto e approvato nelle linee generali il nuovo Piano Regolatore Portuale genovese. Che quando realizzato sarà una svolta storica per un porto che nelle sue opere marittime principali, vedi diga foranea e relativo angusto bacino di Sampierdarena, è rimasto al 1929.
Lo stesso prof Maresca, nell'importante convegno di sabato scorso a Milano su porti e ferrovie del Nordovest, ha indicato la nuova diga di Genova fra le opere prioritarie per rendere il sistema Genova-Savona competitivo con i porti del Nord.
Quanto all'incresciosa polemica con l'assessore regionale, si legge su The Meditelegraph di ieri che Luigi Merlo presente a detto convegno ha tenuto il ruolo istituzionale e evitato le polemiche "per il bene dei porti che siamo venuti qui a presentare al mondo..".

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