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Per il porto con le stellette ultima tappa alla Guardia

Picchetto d’onore schierato in alta uniforme sulla tolda di Pilotina per il benvenuto all’ammiraglio Giovanni Pettorino, commissario dell’Authority di Genova. E finisce qui. Perché il solo immaginare il primo porto italiano con le stellette è un non senso storico, una bestemmia in termini economici e sociali. Il simbolo dell’ennesimo fallimento dei politicanti di Roma e dei loro ineffabili sodali genovesi, dal signor Toti alla signora Paita passando per il prof. Amleto Mestizia. Incapaci di convergere su una candidatura comune e innovativa, forte, credibile e inattaccabile. Farsi militarizzare e perdere la propria sovranità manageriale, equivale ad una figuraccia planetaria sui mercati globali dello shipping. Qualcosa del genere sarebbe inconcepibile e incompatibile tanto a Rotterdam quanto a Singapore, a Shanghai come ad Anversa e Los Angeles. Rispetto, naturalmente, per l’ammiraglio Pettorino, che aveva già le sue gatte da pelare in abbondanza per garantire la sicurezza del porto e dei traffici. Pettorino obbedisce ad un comando, ovvio che ne avrebbe fatto volentieri a meno. Ma l’ammiraglio non è il Marko Ramius di “Caccia a Ottobre Rosso”… è un tecnico-burocrate che non pensa neppure lontanamente di spostare un ago nel pagliaio delle banchine. L’immobilismo come valore dell’apparato: una dichiarazione esplicita di sudditanza rispetto ai concorrenti sempre più feroci e aggressivi sui mercati.

Pari e patta, dunque, tra la Genova degli “aumma aumma” e il porto dalle planetarie ambizioni di rivincita.
La scontata nomina a commissario dell’ammiraglio Pettorino sancisce l’indecisionismo ministeriale e conferma la disfatta della buona politica. Non trovano sbocchi apparenti i gruppi consociativi che respingono le regole del diritto e chiedono protezioni di mercato contro le alleanze internazionali, ma il governo non concede credito neppure alla visione radicalmente riformista e manageriale dell’economia portuale. L’immagine del primo porto italiano consegnato alle cure di un militare è un boomerang che rimbalzerà in lungo e in largo sulle maggiori piazze dello shipping. A questo si è arrivati non solo per l’incomunicabilità tra il ministro Delrio e il premier Renzi e per l’impraticabilità di un inconsistente progetto di riforma legislativa. Le responsabilità della politica locale sono clamorose.

Dopo un fuoco estivo che ha prodotto grandi annunci, il governatore Toti non incide, è inconsistente, è rientrato nella logica del suo partito e non riesce a interagire con Torino e Milano accordandosi per una strategia comune. La Lega strizza l’occhio alle imprese esattamente come il vecchio Pd, ma con minore autorità e consistenza. E lo stesso Pd resta diviso tra presunti innovatori (cambiamento nel segno della qualità a prescindere dal colore politico) e i conservatori, secondo i quali è indispensabile la gestione diretta del potere. Sullo sfondo, del resto, ci sono le elezioni comunali. C’è chi dice che per vincere Tursi occorre mostrare che le cose cambiano (Ermini, Toti, Pinotti) e chi sostiene che servono soprattutto consensi, anche delle imprese (Lega, Burlando). Visioni trasversali. Questa è una politica cui poco importa fare cose, cambiare atteggiamenti, costruire soluzioni. Questi puntano a battere Grillo con strumenti vecchi: non cambiando, ma fidelizzando e blandendo. E intanto il porto è terreno di scorribande.

Genova è comunque in buona compagnia. L’immobilismo della politica ha comportato il fallimento del porto di Napoli, da anni gestito sempre peggio da commissari di tutti i generi, ammiragli in pensione neppure in grado di far pagare le concessioni a operatori che ovunque non potrebbero lavorare. A Taranto il porto è sostanzialmente chiuso e senza alcuna reale prospettiva, ma il governo finanzia una inutile “piastra logistica” da oltre 200 milioni. La parola d’ordine è commissariamento. E dove non si può, come nel caso di Ravenna, il ministro Delrio s’inventa l’escamotage di una “cabina di regia” per sbloccare il piano di sviluppo e individuare soluzioni che sono già ben conosciute da anni. Anche perché, poco più a nord, l’attivissimo Paolo Costa continua a proporre il suo improbabile terminal offshore al largo di Venezia. Mentre la governatrice Debora Serracchiani riesuma il progetto di un terminal container a Monfalcone, naufragato solo pochi anni fa. E intanto la lobby meridionalista che fa capo a Delrio guarda a Tunisi e non a Monaco. Un delirio.

L’ultimo ammiraglio spedito da Roma a mettere la mani su Palazzo San Giorgio e le briglie alla Culmv, il compianto Giuseppe Francese, venne inchiodato da Paride Batini con un significativo benvenuto: “Ne ho visti tanti, passerà anche lei!”. E quello era il porto delle grandi trasformazioni sociali, della modernizzazione legislativa, del “libri blu” di D’Alessandro e delle privatizzazioni. La stagione che incombe è invece buia, sconcertante, senza sbocchi apparenti. Governo impalpabile, politica inconcludente, prevalenza dell’affarismo sulla pianificazione. E sul tavolo del valoroso ammiraglio Pettorino, problemi da far gelare le vene ai polsi. Due su tutti: il rinnovo delle concessioni e i bilanci operativi ed economici del mondo del lavoro. In una situazione di normalità, il segretario generale dell’Authority, D’Aste, potrebbe ritrovare identità e orgoglio e rivelarsi il motore propulsivo di un ente che da troppi anni andrebbe rivoltato come un calzino. Ma qui di normale ormai non c’è più niente. L’ultima tappa è al Santuario della Madonna della Guardia.

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Spedito da: Milano Pubblicato il: 23 dicembre 2015 alle 07:56

Enrico Vigo

L'ITALIA RIPARTA DAL FERRO

Sig.Renzi,

Lei che siede in parlamento quasi per sbaglio tra i banchi del Governo, neppure eletto, con un curriculum lavorativo che fa rabbrividire, esponente clou della politica spettacolo fine a sé stessa, capace di circondarsi di tanti sbavanti quanto insignificanti “due di fiori” quando la briscola è “picche”, populismi che neppure la peggiore Democrazia Cristiana seppe fare, si fermi un attimo a guardare questa Italia substandard ancora in troppi ambiti.

Oggi le voglio parlare di ferrovia, quella che crea problemi ai porti e al sistema produttivo italiano, apparato industriale che sopporta extra-costi di logistica non più sostenibili nel mercato globale. Questa arretratezza infrastrutturale è un cancro che si mangia vorace la competitività del nostro paese.

Veda, Sig. Renzi, gli Svizzeri con AlpTransit già a buon punto sono stati costretti a scommettere sull'Italia, ma continuano a prendere schiaffi imperterriti, come per la tratta ferroviaria Arcisate-Stabio, dove i cantieri condotti dalla stessa azienda costruttrice si sono felicemente conclusi nella tratta svizzera, mentre in Italia, sforati i tempi, i lavori forse si concluderanno tra 2 anni, eppure gli interessati siamo più noi Italiani a rendere con questa infrastruttura più vicino l'Aeroporto di Milano Malpensa al Canton Ticino svizzero.

Il Porto di Genova è scollegato logisticamente dall'Europa, le sue banchine crescono, la ferrovia portuale e fuori porto no, si cazzeggia fuori da ogni buon senso, con ritardi che andrebbero recuperati. Un po' dappertutto ci sono carenze ferroviarie, troppi binari unici, quadruplicamenti non fatti, lunghe tratte da elettrificare, segnalamento inadeguato, velocità scarsa, materiale rotabile da ringiovanire.

Vede, caro Sig.Renzi, gli italiani passano per faciloni, bugiardi inaffidabili, ma non è vero, sono tenaci, laboriosi e ostinati, ma hanno il grave difetto di produrre una classe politica mostruosa (la sua è l'esempio più genuino) che fa sembrare la Grande Italia, piena di risorse soprattutto umane ed imprenditoriali, una Italietta di serie B, dove emergono solo stereotipi negativi a valanga a causa dell'inadeguatezza dell'azione di governo e di amministrazione della Res Publica.

Caro Sig. Renzi, Lei sta allevando una classe politica inadeguata, la distribuzione del potere in mani insicure fa risaltare la sua persona come il motore indispensabile di ogni iniziativa, ma di questi orrori ne abbiamo già sofferto qualche tempo fa e non è il caso di ripetere certe esperienze.

Caro Sig. Renzi, lei tiene gli ultra sessantenni inchiodati al loro posto di lavoro con una mostruosa riforma delle pensioni targata Fornero, con i giovani senza speranze, in troppi per questo ad ingrossare le file dei disoccupati, facendo del male al sistema produttivo che ha necessità di giovane energia da mettere in campo nelle difficili sfide globali. E non c'è cenno di indirizzi sensati da parte del suo Governo, si chiacchera solo di riforme affama-popolo che rischierebbero di rapinare persone che già hanno sulla schiena 40 anni di lavoro e contributi versati ma che non possono, però colpa anche sua, andare in pensione con un reddito onesto e decente.

Concludo, Sig.Renzi, all'Italia serve un piano Marshall per rilanciare la competitività del paese, partendo dalla logistica, collegando i porti ad un sistema ferroviario efficiente, completando quel noto e deficitario piano della logistica che non trova mai spazio nella realtà.

Non ci proponga più il suo "Piano-Renzi" da vernacoliere toscano, dialettale e balbettante, ripeto persino i peggiori democristiani si sarebbero vergognati solo a pensare certi provvedimenti a fini elettorali di cui lei ed i suoi lacchè andate fieri, periodicamente ci fa partecipi nonostante il largo dissenso che si alza dal paese e soprattutto dal suo partito il PD che si sta spegnendo come una candela lentamente, salvo per ora solo per infarciture con transfughi interessati al potere dalla destra in decomposizione da tempo.

Aspettiamo che Lei rinsavisca, ma stia tranquillo ad ogni prossima tornata elettorale cercheremo di darle segni significativi del nostro stato d’animo.

Le faccio i miei Auguri di Buon Natale, doverosamente ma solo come uomo, non come politico, da buon cristiano.

Enrico Vigo

Spedito da: La Spezia Pubblicato il: 22 dicembre 2015 alle 09:25

Buffone

Buongiorno timoniere
si hanno notizie sulla consulenza del sig. Merlo presso il ministero dei Trasporti?

Un'altra domanda: se dovessi, per caso, perdere il lavoro, potrei aspirare anch'io a un contrattino a Roma? Oh, nel mio caso mi accontenterei di 90/100.000 euri...

Ieri sera letto questa notizia e oggi mi sono svegliato ottimista:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/11/28/pd-chi-lascia-europa-
poi-trova-un-tesoro-a-menichini-consulenza-da-120mila-euro-al-
ministero-dei-trasporti/2257022/

Spedito da: Livorno Pubblicato il: 22 dicembre 2015 alle 07:56

Maremma Commissaria

LIVORNO 22.12.2015

Leggo oggi sulla Nazione un'intervista all'ex sindaco di Reggio Emilia. Il giornalista, evidentemente non molto attento ai temi della portualità, domanda all'ex sindaco: I cinesi vogliono il porto del Pireo; interessamenti stranieri ai porti italiani? E l'ex sindaco, anziché farsi una risata ricordando al giornalista, per esempio, i casi di Psa a Genova o di Royal Caribbean a Civitavecchia o Cosco a Napoli, replica così: Sì, qualche interesse c'è, anche se abbiamo perso una grossa occasione a Taranto.

Ora, io non pretendo che l'ex sindaco di una cittadina di provincia lontana dal mare abbia le competenze di un amministratore delegato di Maersk, ma santo cielo, un po' di amor proprio.
Vi cito un'altra chicca della medesima intervista. Sempre lui, l'ex sindaco: I ritardi infrastrutturali costano 40/50 miliardi l'anno. Quaranta o cinquanta, caro ministro? Dieci miliardi di differenza non sono mica i due etti che lasciamo generosamente al salumiere quanto sbaglia il peso del prosciutto!

Spedito da: Düsseldorf Pubblicato il: 21 dicembre 2015 alle 22:50

Gracco

Bau bau.
Un saluto affettuoso alla ciurma dalla produttiva Germania.
Bau bau.

Spedito da: italia Pubblicato il: 21 dicembre 2015 alle 19:34

gerry

XXI SECOLO
Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Napoli n. 20 del 02/04/2014

Editore
Antonio Canitano
mail

????????

Spedito da: ge Pubblicato il: 21 dicembre 2015 alle 15:35

tommaso

la Cina è vicina

Che il futuro del porto di genova sia Voltri Prà non vi è dubbio, e PSA si è attrezzata per tempo, a dispetto dell 'ostruzionismo strisciante, o meglio nemmeno troppo strisicante, che palazzo san giorgio le ha opposto in tutti questi anni.
Sarà perchè sono cinesi...

Se mai c'è da domandarsi che ne sarà della reale destinazione d'uso di bettolo....facciamoci il segno della croce...

ah..buone feste a tutti.

Spedito da: UK Pubblicato il: 21 dicembre 2015 alle 15:01

John Guy

Waving not drowning

I know we need universities. We have to keep beer sales up and youth unemployment down somehow. But sometimes the insulting nonsense which the sherry-swilling keyboard jockeys who sleep snuggly beneath their dreaming spires come up with makes you want to drown the lot of them.
We can now be grateful, it seems, that what we know works in practice actually works in theory as well. Professor Tom Adcock, aptly named, of the University of Oxford, no less, has proven that the freak waves seafarers talk about can actually exist.
I’m not sure who pays Professor Cockandbull to come up with this nonsense but I can suggest a couple of good places where he can do some empirical research.
There is a good big hole in the ocean just south of Cape Agulhas. It appears from nowhere when a heavy Southern Ocean swell and a muscular southwester take on the current. I’ve seen that bend the front of fully-loaded box boat, and rip the side shell out of a modern obo. Or if he finds long haul flights too tiring he could slip over the Atlantic and try conning a loaded bulker in a thick northeaster about fifty miles off the US seaboard when the wave comes down the chimney instead of Father Christmas and puts the lights and power out and you think she will never shake herself out of the wall of green water that crashes down on you and you discover that you can pray after all.
A bit of on the spot research instead of doing some light sums before popping down to the senior common room for formal dinner might stop him insulting the seafarers on whom his comfortable life depends. “If your ship happens to sink,” he is reported to have said. “It’s a lot more convenient to say it was hit by a freak wave than that your maintenance was bad.”
Stop and think, Professor. Logic, you know? If your ships sinks after being hit by a freak wave you are not saying anything. The tales of freak waves you see fit to doubt came from those who survived. Those who didn’t deserve more respect from the likes of you

Spedito da: Glasgow Pubblicato il: 21 dicembre 2015 alle 09:59

Holy McRiver

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

All'armatore non far sapere
quanto è bravo il contadino
a prenderlo per il sedere

Spedito da: Genova Pubblicato il: 21 dicembre 2015 alle 08:21

Happy Pippo

Il cameriere più conteso dai notabili genovesi ultimamente è molto apprezzato al ministero dei trasporti. Nessuno come lui sa mettere a proprio agio gli ospiti. Che stile! Che magnifica livrea! Che cura dei particolari!
Dai banchieri agli arricchiti di provincia, tutti fanno a gara per avere i suoi servizietti

Spedito da: Ciavai - Zena - Repubblica delle Banane Pubblicato il: 20 dicembre 2015 alle 22:13

Paceco

Chiedo scusa per il refuso, naturalmente le nuove gru del VTE saranno da 25 file, e non da 15.
Già che ci sono, approfitto allora per esprimere soddisfazione per il maturando accordo tra Ansaldo e ILVA, sperando di non parlare troppo forte.
Sarebbe un bel colpo per Genova.
Ancora tanti auguri al Timoniere e alla Ciurma.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 20 dicembre 2015 alle 20:02

Consuelo Del Rivo

Sciao tutti! Io dato ripetissioni di porto e ansgiporto a molti. A qualcuno davanti, a molti dietro. Molti piasce ripetissioni dietro...

Spedito da: Ciavai - Zena - Repubblica delle Banane Pubblicato il: 20 dicembre 2015 alle 18:50

Paceco

Un saluto al Timoniere e alla Ciurma
Io mi oppongo all'opposizione di Magolino.
Gioia Tauro è un HUB, un porto di puro trasbordo, in posizione ideale, fatto per reindirizzare le merci dai servizi transoceanici su servizi feeder, cosi' come Malta, come appunto Algeciras, Tanger Med ecc.
Il fatto che lo si agganci meglio alla rete intermodale non farà differenza, se non ampliare la competizione sul mercato del centro Italia.
Mai, mai Gioia Tauro sarà più competitivo dei porti liguri o di quelli dell'alto Adriatico per l'inoltro in Nord Italia o in centro Europa.
Il minimo risparmio ottenibile dall'anticipare la toccata verrebbe ampiamente divorato dal dover trasbordare le merci su ferro o gomma, modalità che hanno un costo chilometrico ben più alto del trasporto marittimo, specie di quello effettuato su navi di grossa capacità.
Il fatto poi che le ULCV non possano scalare nei porti di destino è un'opinione, sconfessata però dai fatti, dal momento che al VTE, e presto anche al SECH, arrivano navi da 14000 TEUs, e alla Spezia ha già toccato una nave da oltre 16000 TEUs.
Inoltre ricordo che PSA e MSC stanno scommettendo su Genova come gateway per le grandi navi, con investimenti in fondali e gru non certo indirizzati a servire unità di piccole dimensioni.
Pensiamo alle gru di Voltri, che quando arriveranno saranno le più grandi del Mediterraneo, con uno sbraccio su 15 file.
Pensiamo ai 17 metri e mezzo utili alla Bettolo.
Se mai il problema per Genova sarà di smaltire queste merci.
Piano del Ferro, Terzo Valico, Gronda, Pontremolese sono tutte operazioni da portare avanti con convinzione, o la congestione bloccherà totalmente Genova e la Liguria.
Su Gioia Tauro non aggiungerei niente, al di fuori del trasbordo (in chiaro affanno) lo scalo rimarrà marginale, per motivi puramente logistici, ed è per questo che è ancora più grave l'atteggiamento del Governo, che si prepara a buttare, letteralmente, soldi in mare.
Merello e Vigo hanno perfettamente ragione, e condivido quelle che sono le loro preoccupazioni verso un MIT incompetente e capace solo di preoccuparsi del consenso, a discapito dei veri problemi della portualità nazionale.
Tanti Auguri a Carozzi e alla Ciurma, speriamo che il 2016 porti serietà e ravvedimento, non servirebbe altro, il resto verrebbe da se.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 20 dicembre 2015 alle 14:53

G. Merello

Caro Timoniere

Pare che uno al di sopra dei comuni "chattaioli" ci illumini su Gioia Tauro unico porto italiano del futuro per grandi portacontainer.
Al nostro sapiente amico però potrebbe sfuggire qualcosa. Tanto per cominciare, pare confondere lo smistamento container a mezzo NAVI-FEEDER medie con quello a mezzo FERROVIA, resa competitiva solo grazie a pesanti (e previsti, pare) aiuti statali per sopperire all'evidente eccessiva distanza di G Tauro dai mercati del Nord Italia e addirittura di Svizzera, Baviera ecc!
Per tacere appunto del VTE di Pra-Voltri, assai più vicino a tali mercati e che con le nuove maxi-gru, come precisato da Gilberto Danesi, potrà operare su navi "da 18.000 Teu in su".
Per non parlare del Terzo Valico che bene o male FINALMENTE procede e permetterà anche i container high-cube, oltre a maggiori velocità e treni della massima lunghezza.
Per non parlare dei molti dubbi che stanno emergendo sulle mega portacontainer da 20.000 e oltre, dati l'eccesso di offerta di stiva, la difficoltà a riempirle almeno all'80% e nuovi problemi e rischi che fanno salire pure le spese assicurative.
Buone Feste a tutti!

Spedito da: Pubblicato il: 20 dicembre 2015 alle 11:33

giorgio.carozzi

@magolino
Nessuno aspetta che Babbo Natale scenda dal camino, amico mio... Per velocizzare, accorciare tempi e rese e ridurre i costi mi sembra che i grandi gruppi stiano puntando su Voltri Prà, a due passi dai mercati. Non a caso anche Gioia nTauro è alla canna del gas...

Spedito da: Genova porto/aeroporto e dintorni Pubblicato il: 20 dicembre 2015 alle 09:51

magolino

Signori...mi oppongo...il vs concetto non è pertinente e quindi "obietto". Non deve essere preso in considerazione...
Il DelRio non "farnetica", non racconta frottole. Certamente non è uomo di "portualità" ma senz'altro, purtroppo per noi io dico, "c'azzecca" nel "lungimirare" quello che sarà la futura logistica dei traffici marittimi da e per il Mediterraneo. Traffici appoggiati alle ULCVessel. ULCV che hanno necessità di "velocizzare" al max i loro tempi di resa. Contrariamente non avrebbe senso il loro utilizzo, la loro gestione!
ULCV che non possono, per il loro DNA, "inoltrarsi" in acque interne.
Necessita loro, di appoggiare i traffici per il Mediterraneo, su porti di facile/scorrevole approdo che "incontrano" sulla rotta(sempre che passino Suez e G.T.lo è!)Questi porti, che poi esistono in tutto il mondo, vengono classificati come HUB. Come base logistica di smistamento traffici.
G.Tauro è, per l'Italia,(Algesiras per la Spagna) questo. Cmq è da anni che, per la maggior parte di traffico CT, G.T. ha già questa funzione. I CT/, più che mai, arrivano/arriveranno, nei porti interni via, come già avviene, i così detti Feeder.
Q.S premesso, perché meravigliarsi ma non solo, puru criticare, se a G.T. vengono fatti ulteriori investimenti per le migliorie nella ricezione/smistamento dei CT/?
Se mai è da "basirsi", quindi preoccuparsi se, soggetti abituati a calpestare la "tolda" (si spera che sia così), non abbiamo compreso questo.
Forse sperano sempre in un qualche "pollicino" e/o "fata turchina"? Forse, io suggerisco loro, è il caso di guardare la realtà!
E così sia e per tutti, i miei Migliori Auguri di Buone Feste e Felice e Prospero Anno Nuovo. Ovviamente, lanciando dal BISAGNO'S B.M.RESORT del Giro del Fullo, il più fervido ed "auguroso"
Ke Linse






Vivranno solo di "luce propria" i porti così detti HUB

Spedito da: Milano Pubblicato il: 20 dicembre 2015 alle 09:14

Enrico Vigo

DELRIO E IL SISTEMA FERROVIARIO ITALIANO

Adesso si sproloquia sul porto di Gioia Tauro e delle sue necessità infrastrutturali di collegamento col territorio per smaltire quella quota di containers che non riparte via mare, cose che si sanno da tempo immemore ma che da sempre sono rimaste chiacchere senza sostanza. Quando e come la tratta ferroviaria calabrese verrà messa in condizione di essere competitiva per merci e persone?
La vivace Puglia coi suoi porti di Bari, Brindisi e Ghost-Taranto salvo i pontili ILVA, la sua interessante industria e l'agroalimentare, e 5 milioni di abitanti, quando verrà messa in condizione di essere collegata al paese con una dorsale adriatica a doppio binario (Termoli-Lesina è ancora a binario unico, con gli enti locali da anni a danzare col morto)?
Da Torino a Trieste pare un viaggio nel Far West. Le ferrovie piemontesi, a parte la Torino-Lione (su cui nutro qualche riserva tecnica e non mi convince la priorità), non hanno capito cosa fare da grandi, arrivare a Malpensa da Torino è proibitivo, quanto alla Lombardia a nord Milano (ritardi per gli allacciamenti con CH-AlpTransit) e a sud Milano (quadruplicamento MI-PV) c'è poco da stare allegri, se poi pensiamo alla Liguria, sappiamo quale situazione scandalosa e paradossale viviamo sulla linea di costa del ponente ligure e sulle linee di oltre giogo dei Giovi e Pontremolese, con 3° valico ancora alle prese con i cantieri di contorno, ancillary-jobs). Palermo-Catania è vergogna europea, 5 milioni di siciliani lasciati con retaggi infrastrutturali ottocenteschi Borbonico-Sabaudi. Un paese a pezzi, dove c'è tanto da fare, costruire, modernizzare, efficientare. In questo scenario infrastrutturale che dovrebbe essere un incubo per qualsiasi ministro dei trasporti dotato di Senno, il gioviale Ministro DelRio pare una esile "candle-in-the-wind" che dispensa sorrisi, capace di turismo affabulatorio e poco più. Sinceramente mi sono scocciato di leggere resoconti di passerelle inconcludenti ogni volta che il ministro si muove per l'Italia a recitare farsette tristi che non portano mai da nessuna parte.
Questo governo Renzi, fatuo dell'apparire e dei colpi di teatro populisti a fini elettorali, mi ha veramente scocciato, mentre l'apparato produttivo del nostro paese sconta sovraprezzi di logistica insopportabili e oramai nel 2015 ingiustificabili. I tempi dei programmi delle ferrovie italiane sono troppo dilatati in avanti e pieni di buchi come un colabrodo, mentre ci si dovrebbe attrezzare meglio e prima.

Ministro DelRio, come i suoi predecessori, faccia il serio e vada @ casa!

Spedito da: Genova Pubblicato il: 20 dicembre 2015 alle 01:26

giorgio.carozzi

Non avete torto, cari Merello e Marelli... Invece di mettere ordine nel suo ministero e nei porti sotto assedio della magistratura, Delrio se ne va in giro per l'Italia del Sud a raccontare frottole e soprattutto a parlare di argomenti di cui ignora forma e contenuti.

Spedito da: Italia Pubblicato il: 19 dicembre 2015 alle 23:50

Bruno Marelli

Timoniere, mi pare che dei tuoi inviti il ministro Delrio se ne faccia un baffo... Vedo su MdT che è sceso ancora una volta a sproloquiare al sud, nella circostanza nella piana sotto la collina dellle ville bunker dei boss. Ma può un ministro uscirsene con un concetto così demenziale: «Il porto di Gioia Tauro sarà la porta dell’Italia sul Mediterraneo ed è per questo che nella Legge Finanziaria abbiamo dato una forte spinta negli investimenti con Rete ferroviaria italiana perché lo scalo reggino sia dotato anche di un efficiente collegamento ferroviario con il resto del Paese».
Oltre al tuo amico Pasqualino, secondo me deve andare a casa anche Delrio il più presto possibile!

Spedito da: Genova Pubblicato il: 19 dicembre 2015 alle 20:25

Franco l'antennista biondo

Toc toc
avete mica visto la coppia di clienti migliore della mia carriera? Li ho persi di vista e sono un po' preoccupato. Ho fatto diversi lavori in casa loro e mi sono affezionato... Le prossime antenne ve le installo gratis, promesso!

Franco l'antennista biondo.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 19 dicembre 2015 alle 20:24

G. Merello

Caro Timoniere

Chi, in buona fede, può contestare la tua attuale ed ennesima denuncia (SETTE BELLEZZE CAPITALI) su Civitavecchia/Roma zone totalmente "franche", quanto a correttezza e legalità amministrativa ordinaria e straordinaria, nel quadro della portualità italiana?
Finalmente qualcuno, ossia la Corte dei Conti, si accorge di tante storture e boccia l'allegra gestione Monti, tutt'ora a pontificare sulla portualità itliana?
In tema di impostazioni illogiche e vistosamente geopolitiche nella riforma della portualità italiana, posso chiedere un commento tuo e di altri di Pilotina riguardo a quanto scrive oggi The Meditelegraph con titolo "Il porto di Gioia Tauro sarà la porta dell'Italia sul Mediterraneo"?
Si erano avuto pesanti avvisaglie sull'impostazione meridionalistica del nuovo piano della portualità italiana, vedi l'annuncio in giugno di Elia AD di FS sul "servizio ferroviario diretto" Gioia Tauro-Brennero entro 2 anni, nel quadro della Legge di stabilità "a favore dei treni intermodali con origine o destino in Italia meridionale". Ma si era anche letto che si attendeva il nulla osta della UE che doveva verificare se non erano violate le norme sugli aiuti di Stato.
Ora si legge che Gioia Tauro sarà "la porta dell'Italia sul Mediterraneo" e Delrio annuncia grandi investimenti per competere non solo con altri porti di Transhipment mediterranei ma addirittura coi porti del NORD EUROPA?? Cioè riemerge la pretesa di far diventare forzosamente Gioia Tauro, in fondo allo Stivale, porto di destinazione finale? Forse qualcuno in Italia deve dare un'occhiata alla geografia. O no?

Spedito da: Coronata Pubblicato il: 19 dicembre 2015 alle 17:14

Thiago Coimbra do Prescinseua

Ma è vero che il Butterato, al party del Rina, ha battuto il record italiano indoor di spazzolamento tartine?

Spedito da: ITALIA Pubblicato il: 19 dicembre 2015 alle 13:54

gerry

Noto con una certa apprensione quello che sta avvenendo in Italia:i politici si stanno trasformando in imprenditori e questi ultimi non fanno nulla per fermarli.
Ho sempre pensato che prima di arrivare a forme energetiche piu' economiche e meno inquinanti,bisognava aspettare qualche decina di anni.Le societa' petrolifere stanno diversificando i loro business in settori affini o totalmente diversi.Fatto questa premessa,passo alle mie preoccupazioni: a tutti e' noto la crisi che attanaglia le societa' che operano nel campo dell'ingegneria petrolifera e dell'offshore o inshore.Noi italiani possiamo vantarci di avere un colosso, la Saipem,sorella o figlia dell'Eni. La Saipem e' come Figaro: tutti la vogliono e tutti la cercano.Ultimamente ha perso la commessa per il gasdotto South Stream a causa dell'abbandono da parte della Russia di questo progetto.A Putin e' venuta l'idea di tirare fuori quello del Nord Stream passando per la Germania.Ma Saipem e' stata chiamata per la sua competenza in materia,dividendo il lavoro con la norvegese Aker.Il logo della Saipem era uguale a quella di ENI con la sola aggiunta del suo acronimo in basso.La Saipem stava finanziariamente poco bene e si parlava gia' di cederla a qualcuno.
Bene,se confrontate il nuovo logo della Saipem si avvicina moltissimo, per i colori ma non per la grafica,a quello della Aker. Un innamoramento casuale o un progetto di qualche politico o personaggetto che girano attorno ai grandi colpi di mano di qualche gruppetto di politici....

Spedito da: Milano Pubblicato il: 19 dicembre 2015 alle 12:52

Enrico Vigo

INIZIATIVA: PARCHEGGIAMO I TIR SOTTO CASA DI PAITA-MERLO E DORIA-BERNINI e BURLANDO.

ma è mai possibile che una città come Genova non abbia ancora nel 2015 oramai agli sgoccioli neppure un parking per i camion che vanno/vengono per il porto di Genova? Disordine, disagio, pericolo, fai-da-te, la città è un letto disfatto dove fare i porci comodi, tutto intollerabile. Ma verrà mai il giorno in cui questi personaggi pubblici verranno finalmente ripagati a colpi di verdura con lancio di vegetali (pomodori marci, cavolfiori, cachi maturi, lattuga marcia, zucca putrefatta) invece che i soliti privilegi?

Spedito da: Genova Pubblicato il: 19 dicembre 2015 alle 11:55

giorgio.carozzi


SETTE BELLEZZE CAPITALI

Ciurma amica e solerte, leggete tutti un po’ qui, aprendo il link che incollo, dividendolo come sempre in due parti altrimenti il nostro sistema va in tilt… Sembra quasi che la Corte dei Conti abbia fatto un (parziale) copia e incolla degli articoli e dei commenti apparsi negli ultimi 12 mesi sul Secolo XIX e su Pilotina.

http://roma.repubblica.it/cronaca/2015/12/18/news/
porto_di_civitavecchia_-129771321/

E’ la ciliegina sulla torta di una storia vergognosa e indegna della portualità italiana, in linea di principio prima ancora che nei contenuti. Civitavecchia e Roma sono zone franche sotto il profilo della correttezza e legalità amministrativa ordinaria e straordinaria? Allora che ce lo dicano. Se un 10% di questa storia fosse stata scritta a Palazzo San Giorgio e dintorni, si sarebbero aperte da anni le cateratte dell'inferno e della magistratura e grazie al soliti accurati e documentati commentatori nazionali, lo sputtanamento sarebbe stato globale.
E’ vergognoso che Pasqualino Monti sia ancora lì a pontificare su questo e quell’altro nella veste di presidente di Assoporti e diffonda nel mondo il suo verbo attraverso le società di consulenza marchettara pagate dai contribuenti.
E’ surreale che riceva appoggio e voti dai commissari-ammiragli delle Capitanerie, funzionati dello Stato.
E’ incredibile che sia stato nominato e sia ancora commissario a Civitavecchia.
Forse sarebbe il caso che Delrio lasciasse perdere le sue improponibili riformette e non buttasse alle ortiche quel poco di credibilità politica che gli è rimasta.
Che dici, ministro? Mandi prima il tuo portaborse Beautiful-Russo a dare un’occhiata sulle banchine del porto della tua Capitale o intervieni subito d’ufficio? Certo, saresti già fuori tempo massimo, ma meglio tardi che mai. O no?
Facci sapere.


Spedito da: Oslo Pubblicato il: 19 dicembre 2015 alle 10:09

Olaf

Ma è vero che il portavoce dell'ex presidente del porto di Genova è stato prorogato su scelta dell'ammiraglio Pettorino? Perché sul sito dell'autorità portuale non vi è traccia di questa decisione, non vorrei si trattasse di una leggenda metropolitana.

Un'altra cosa: la pianta organica dell'autorità portuale, contestata aspramente dai revisori dei conti, è congelata oppure no? Nei mesi scorsi si era parlato dell'ingresso di nuove figure dirigenziali. Si può sapere chi e quando? O la trasparenza vale solo per altre autorità portuali?

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