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I boss di Piedigrotta nuovi Re Magi nel presepe del porto

Due titoli di Pilotina distanti dodici mesi raccontano il niente della politica e fotografano il degrado perpetuato da governi e confraternite. Dalla “Dinamite sotto l’albero di Natale” del 2014 - quando ci riferivamo ai drammatici problemi del lavoro - ai “Boss di Piedigrotta” che imperversano quest’anno nel presepe del porto, impunibili e impuniti dissacratori delle regole della buona gestione di un sistema economico. La differenza tra un Natale e l’altro la fanno solo il conformismo dilagante, i cortigiani della restaurazione, il giornalismo unico e prono che va tanto di moda quest’anno, i ragazzetti e le ragazzette di partito che avanzano a suon di gomitate senza remore.

Con una pretesa sfacciata di modernità. Forse confusa con il look. La riorganizzazione del lavoro proposta dalle Compagnie di Genova e Savona sul finire del 2014 è evaporata, non se ne sa più niente.

È un mondo sotto assedio, quello della manodopera specializzata e flessibile, fa gola alle agenzie del lavoro, italiane e multinazionali. Obiettivo fallito, quello di agganciare il porto di Genova al sistema operativo del Nord Europa, svincolandolo dalle gabbie della contrattazione locale. Perché il marchio di fabbrica impresso dallo Stato sul primo porto d’Italia è il modello-Napoli: ammiragli che vanno e vengono, nessuna guida in grado di pianificare traffici e lavoro, imprenditori avvoltoi pronti a spartirsi il bottino, far west sociale e poche certezze.

Il brand è invece la riproposizione della mitica “Genova da bere” di trent’anni fa, quando si scambiavano come figurine giornali e antiche società di calcio, segreterie di partito, poltrone e appannaggi nelle aziende Iri. Tutti con i piedi nel piatto… Adesso il ruolo di mediatore d’affari se l’è ritagliato il governatore Toti.

Nel format con cui i governi di Berlusconi e Renzi hanno affossato i porti e inchiodato Genova, c’è anche un ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, che continua a pedalare travestito da becchino, incitato da politici e consulenti di modesta cultura e mastodontiche ambizioni. Gli hanno scritto una riforma inconcludente che non taglia il numero delle Authority, non risolve i problemi di competitività ed efficienza e moltiplica solo le spese della governance per sistemare gente di partito che altrimenti resterebbe senza lavoro. Bocciata dalla Consulta, la proposta di legge viene impallinata da chi la esaltava fino a un minuto prima.

A cominciare da Pasqualino Monti, il presidente di Assoporti che dopo le pesanti accuse della Corte dei Conti alla sua gestione del porto di Civitavecchia, in qualsiasi parte del mondo sarebbe già stato dimissionato. Perfino il suo stipendio non era conforme alle indicazioni della legge. Ma non accadrà niente, in Italia anche gli ammiragli si adeguano alla straripante confusione omologata.

Perché Delrio non chiarisce e non molla, ne fa una questione di prestigio, concentra la sua personalissima campagna promozionale nel Sud dove investe su porti falliti e sproloquia di improbabili concentrazioni armatoriali su Gioia Tauro. Renzi tace, visibilmente contrariato ma distaccato: di porti e shipping gli importa niente. Premono invece molte imprese, sostenendo la riforma che hanno in grande parte scritto loro con la collaborazione di un rampante collaboratore del ministro, Ivano Russo.

E si capisce: incasserebbero concessioni senza gara e norme che impediscono la concorrenza alle grandi multinazionali del mare. Sotto l’albero di Natale, la Regione manifesta la sua impotenza: Toti conta poco e non è pronto a giocare nessuna partita se non a parole. L’assessore Rixi insegue intese con piccole imprese locali coltivando il sogno di scalare Tursi. E il sindaco in carica conferma la sua inconsistenza, fingendo di sostenere il Blue Print per poi boicottare sistematicamente il porto, fino al punto di sottrarre ai camion l’area di sosta di Campi.

Nel presepe 2015, l’Italia e Genova esprimono una vocazione alla conservazione, al consociativismo, agli accordi sottobanco e al compromesso al di là dell’accettabile, che le generazioni precedenti non hanno saputo impedire. La vita è altrove. La Trans Pacific Partnership, l’accordo commerciale formalizzato lo scorso ottobre tra Stati Uniti e undici fra i principali Paesi affacciati sull’Oceano Pacifico, è destinato a spostare ancora di più il baricentro del mondo verso l’Asia.

In un periodo in cui il volume degli scambi soffre il rallentamento dell’economia cinese, il nuovo agreement favorirà lo sviluppo di un’immensa zona di libero scambio, con effetti a cascata su tutto il trade internazionale. Lo stendardo non sono dunque il regionalismo italiano o il protezionismo europeo o lo spreco di denaro pubblico per opere (Taranto e Augusta e pure Vado) che non porteranno sviluppo. Oggi i tempi della crescita sono dettati dai grandi accordi di libero scambio e di libera circolazione delle merci e delle persone che (altrove) stanno cambiando il mondo.

Un riordino delle Autorità portuali in questa stagione di crisi devastante significherebbe almeno cominciare a incidere sulla società intermedia, in un segmento fra i più corporativi e consociativi. Ma la politica, i burocrati, le imprese a caccia di concessioni e le organizzazioni sociali hanno un altro obiettivo: congelare traffici, organici e rendite. Perché tutto resti com’è.

Auguri, naturalmente. Buon Natale. Con la speranza che Pilotina non smarrisca la rotta…

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Commenti inseriti: 230 — pagina 1 di 10

Spedito da: Genova Pubblicato il: 15 febbraio 2016 alle 17:53

G. Merello

ERZELLI, SPINELLI, AREE ILVA...

Leggo ora sul Meditelegraph di ieri: "Aree Ilva, spunta un'offerta di Spinelli- L'imprenditore interessato anche alle aree richieste da Ansaldo..ecc", e il commento di Vigo.
Ponti d'oro a chi porta attività e occupazione, ma su questo caso molto speciale spero si faccia totale chiarezza, dalle competenti autorità ai media, compresa Pilotina.
Sono andato un po a ri-documentarmi sulla STORIA INFINITA che parte dall'affarone aree Erzelli, comprate a prezzo stracciato dal buon Spinelli e rivendute credo a valore triplo per il progetto cittadella tecnologica.
IN PIU'ottenendo quasi gratis (a titolo TEMPORANEO, per stoccare i suoi container vuoti) 70.000 mq. di aree Ilva facenti parte dei 144.000 mq che in base al famigerato accordo di programma del 2005 dovevano essere RESTITUITE al PORTO, dopo la bonifica. Tale concessione avvenne nel 2006 ad opera di Società per Cornigliano, partecipata da Regione, Provincia, Comune di Genova e Società Sviluppo Italia, presieduta dal sindaco Pericu.
Spinelli secondo gli accordi avrebbe dovuto sgomberare a fine giugno 2010 tali preziose aree, delle quali avevano chiesto nel frattempo la concessione ANSALDO ENERGIA e ASG Superconductors di Malacalza, bisognose entrambe di SBOCCO A MARE. Perdurando l'occupazione abusiva delle stesse da parte di Spinelli, Ansaldo dovette continuare a trasferire le sue turbine smontate a Marina di Carrara per il montaggio, prove ed imbarco. Peggio ancora, ASG di Malacalza fu costretto a farsi il nuovo stabilimento ad alta tecnologia a La Spezia. Nel frattempo avanti con carte bollate, l'ultima notizia che trovo è dell'aprile 2015, il TAR Liguria confermava che essendo scaduta la concessione temporanrea di Spinelli sulle aree nel giugno 2010, serviva una gara aperta ai concorrenti di Spinelli..il quale faceva ricorso.
Adesso si legge che Spinelli (pare più per i container vuoti che per "progetti logistici") chiede 60.000 mq di piazzali Ilva che comprenderebbero i 12.000 mq con banchina che URGONO ad Ansaldo Energia per il nuovo stabilimento.
Conclusioni: con tutto il rispetto per l'attivissimo Spinelli (che magari farebbe un accordo con Ansaldo) pare categorico si dia ogni precedenza ad Ansaldo Energia. L'AD Zampini, pressato dal socio cinese, ha detto chiaro che vorrebbe chiudere in una settimana, confidando che la zona, come gli è stato detto, sia bonificata. Aggiungendo: "Se così non fosse, chiaro che dovremo guardare altrove"! Ma non è pensabile che Società di Cornigliano & c in oltre 10 anni non abbiano bonificato...


Spedito da: Milano Pubblicato il: 15 febbraio 2016 alle 07:22

Enrico Vigo

L'appetito vien mangiando, torta alla genovese.

Aree ILVA, possibile che non possa essere fatto un piano di dismissione di aree cedibili non strategiche per poi metterle a gara internazionale per l'assegnazione? Poi è logico che in assenza di una oculata regia si faccia avanti solo chi ha le mani in pasta. Adesso occorre capire la qualità delle opzioni possibili, il piano industriale e gli addetti per ettaro secondo standard da definire, e l'assorbimento di maestranze ILVA per alleggerire la vertenza in corso. Occorre vigilare perché non sia la solita svendita con l'aiuto della politica vecchia e nuova collusa fino al collo.

Spedito da: Paraggi Pubblicato il: 14 febbraio 2016 alle 11:02

Gruso il Fetuso

Ma sul terminal rinfuse nessuna novità, timoniere?

Spedito da: Borzonasca Pubblicato il: 13 febbraio 2016 alle 11:38

Berto Pagani

Oh, Anonymus... più che un hacker mi sembri un mezzo nescio... manco in inglese sai scrivere

Spedito da: Milano Pubblicato il: 13 febbraio 2016 alle 10:07

Enrico Vigo

FERROVIE SCHIAFFO ALLA LIGURIA, PRESIDENTE TOTI

Non ci abitueremo mai a prendere schiaffi Presidente Toti, incompiute (sul progetto ferroviario e viabilità) che nonostante i tempi largamente sforati stanno impedendo di inaugurare la penultima tratta di raddoppio dei binari nel ponente ligure, da giugno si passa all'autunno (2016).
Che dire? Pochi mesi non sono un dramma, ma l'andazzo solito è un dramma, non si fa mai nulla nei tempi previsti, la regia suprema è evidentemente scadente, ovviamente nell'ombra e ben pagata, impermeabile a qualsiasi critica, magari anche premiata con premi aziendali. Che schifo Presidente Toti, faccia sentire il nostro vivo disappunto di Regione dimenticata e ripetutamente vilipesa, e non si dimentichi il cantiere ferroviario del Nodo di Genova, ne vedremo presto delle belle, è una vera e propria polveriera se le indiscrezioni che stanno filtrando si riveleranno fondate. Agghiacciante a dir poco il futuro di Genova e della Liguria, non si può continuare con questi andazzi.

Spedito da: Toscana Pubblicato il: 12 febbraio 2016 alle 17:06

ANONYMUS

Il probabile presidente: beccato

Per ora solo il primo console beccato ... chi sarà il prossimo ...


Anonymus sa già chi sarà !
Anonymus vede cosa fate e cosa combinate di nascosto !

Welcom .






Spedito da: Milano Pubblicato il: 12 febbraio 2016 alle 07:11

Enrico Vigo

Il cattivo uso dei soldi pubblici.

Si apprende da notizie di stampa che sono in corso indagini circa il presunto utilizzo di soldi pubblici per tornaconto privato. Escono nomi eccellenti, ancora una volta il sistema non ha regole certe di autocontrollo, solo quando arriva la Magistratura son dolori. Ma non è così che deve funzionare un sistema, il cassiere deve essere messo ad operare in un contesto di regole chiare, chi presenta note spese lo deve fare di suo pugno ed essere ben conscio che il cassiere è autorizzato a pagare conti leciti.
Ci sono sentenze della Magistratura che hanno fornito il nome di alcuni ladri, poi ci sono i rinviati a giudizio, per i quali aspettiamo il processo, ed infine gli indagati che sono nella prima fase. Alla fine chi resterà nella rete di sentenze definitive si tolga dai piedi, pagare le tasse e vedere che montagne di soldi pubblici vengono rubati e sprecati fa male alla salute.

Spedito da: Rio de Janeiro Pubblicato il: 11 febbraio 2016 alle 22:47

W la Zika

Uuuuh che sberla, povero Sandrino!

Spedito da: Pubblicato il: 10 febbraio 2016 alle 13:58

il Quaresimale

D'Appolonia vince la gara per redigere il Piano Regolatore del Porto di Venezia.
Viva D'Appolonia!
Che poi è ancor più bello essere pagati per essere obbligati a scrivere di opere assurde che non verranno mai realizzate...

Spedito da: Genova Pubblicato il: 09 febbraio 2016 alle 20:18

G. Merello

SUPER TUNNEL DEL S. GOTTARDO E TERZO VALICO INSABBIATO

Interessante leggere sul Meditelegraph di oggi "Treno merci da 1.500 metri nel S. Gottardo - Il treno di prova era composto da 76 vagoni...ecc ecc" !
Parliamo del tunnel più lungo del mondo, in quella Svizzera che ai più alti livelli ufficiali con il nostro governo ha cercato di accelerare i lavori del Terzo Valico, per collegarsi al suo storico porto naturale di Genova con una linea moderna per tracciato, pendenze e profili di gallerie, dove passino anche ad esempio i container high cube...oltre che ovviamente passeggeri e turisti!
Qualcuno da noi assiste in silenzio alla manovra avviata dalle ASL ligure e piemontese con nuove norme che abbassano a limiti irrealistici e inesistenti ad oggi in Italia ed Europa le tracce di minerale d'amianto presente nello smarino?
Va bene così per chi governa Genova e Liguria, lasciare seppellire Terzo Valico e a stretto giro Gronda? Oppure il governo si fa carico dell'aumento dei costi ritenuto inaccettabile da chi ha interrotto i lavori, per un'opera attesa da una vita e strapagata solo che dalle tasse portuali dei porti liguri?

Spedito da: Milano Pubblicato il: 09 febbraio 2016 alle 13:00

Enrico Vigo

ORATE FRATRES

Pare ai nastri di partenza il cantiere per l’upgrading di Lungomare Canepa ed il 2° lotto dell’elicoidale di SanBenigno (Sangennà, iamm’, ’sta vota facitece ‘na grazia!), ma c’è ancora il buio pesto circa gli allacciamenti viari con la viabilità di sponda DX e SX del Polcevera ed il raccordo con il casello Autostradale A10 GE-Aeroporto. Tutti lotti essenziali per la sistemazione della viabilità cittadina e portuale.
Manca sempre all’appello una lunga lista di opere che insistono sull’area (es. il nuovo depuratore di Cornigliano), cantieri che si danno fastidio l’un l’altro spalla contro spalla, e creano ritardi, traccheggiamenti, disservizi alla città, con il Comune statua di marmo a ratificare continui rimandi e i genovesi a prendere ceffoni in quantità industriale uno dopo l’altro da anni. Bernini se ci sei batti un colpo! Ma che cronogrammi s’inventa la Società Per Cornigliano S.p.A., ma soprattutto con chi li concorda da anni? Abbiamo bisogno di cantieri aperti, che corrano spediti, abbiamo bisogno di avere ore di lavoro, maestranze impegnate, di una città più competitiva prima possibile. Intanto a giugno 2016 (forse) avremo le due gallerie Erzelli-Borzoli e Borzoli-Chiaravagna, e la speranza che il deposito containers vuoti (Derrik) che oggi svetta poco lontano dall’Hotel dell’Aeroporto in area caserma ex-Aeronautica tolga il disturbo nel corrente anno senza ulteriori proroghe da parte dell’Autorità Portuale (faccia attenzione l’Ammiraglio Commissario) e torni nel suo luogo di origine ma Borzoli ma scollegato con la viabilità minore del luogo. Se il Derrik non sloggia in fretta, lo stato maggiore dell’Aeroporto avrà buon gioco a continuare a non fare beatamente nulla dei cantieri promessi ad ENAC, avvalendosi di un alibi di ferro confezionato ad arte, nel “fai e disfa” del divenire di questi anni, storia vissuta. Ma ecco che in questo scenario in lento movimento, con sabbie mobili, manca ancora l’Autoparco TIR che Comune, Autorità Portuale e Regione devono decidersi di ubicare e attrezzare a dovere per colmare una lacuna storica che fa di Genova la barzelletta dei porti del Mediterraneo. Una città dall’orografia ingrata, dove tutto è complesso, dove si decide poco e male, dove il porto è troppo esuberante e la città mostra la sua crescente fragilità.
Dei cantieri ferroviari faccio solo un cenno, e mi chiedo se il Presidente Toti abbia voglia di fare una visita al cantiere del nodo di Genova che ha bisogno di essere rincuorato, insieme ai liguri, che aspettano dalle autorità notizie fresche e rassicurazioni sulla data prevista di fine lavori, visti gli sforamenti oramai a ritmo di raffica di mitragliatrice. Se l’economia ripartirà ed il porto continuerà a macinare records senza adeguate infrastrutture la città rischia di scoppiare e la mai sanata diatriba porto-comitati cittadini rischia di riesplodere proprio quando non dovrebbe. La vogliamo far partire l’economia cittadina o no cari Amministratori?

Spedito da: UK Pubblicato il: 08 febbraio 2016 alle 13:33

Piero

Perche' non fare un articolo sulla cassa integrazione degli ex Alitalia?
L'A340 l’aereo preso dal nostro primo ministro di proprieta Etihad non viene più prodotto nonostante la sua giovane età perché è un aereo molto costoso da operare che non ha riscosso successo, infatti non ce ne sono quasi piu’ in servizio e l’ultimo Etihad ce lo hanno sbolognato a noi
Chiedere se è possibile fermare questo antiitaliano di individuo non è possibile, a chi lo chiediamo? Tutti fanno bla...bla...bla e la cosa si arena. Siamo un grande popolo di navigatori e lo vediamo con renzi, ma anche di scrittori o forse di più perché sappiamo solo battere sulla tastiera parole che non servono a nulla, aria fritta e rifritta e chi può approfitta, carpe diem! E i sindacati difensori dei lavoratori e dei pensionati..dove sono, com’e’ che non si sentono mai se non per belinate.

Spedito da: Torriglia Pubblicato il: 07 febbraio 2016 alle 21:06

Nuovo cinema Maurizia Paradiso

Prossimamente su questi scherni

UN UOMO CHIAMATO CAMALLO

Regia di Luigi Corvo
Musiche di Adriatico Bianchi
Tratto da una storia di Giovanni Oceani

Trama:
Cornelio De Becchis è un cinquantenne rampante che si è fatto le ossa in provincia. Dopo avere scalato, con alterne fortune, tutti i gradini della carriera raggiunge l'obiettivo della vita: dirigere la filiale più importante della multinazionale che lo aveva assunto poco più che ventenne. Qui però iniziano i suoi guai. Col passare del tempo De Becchis capisce di dover fronteggiare una situazione più grande di lui. Decide allora di affidarsi ai consigli di un discusso personaggio cresciuto all'ombra della multinazionale. Il consigliere si rivelerà, purtroppo per De Becchis, l'errore fatale della sua carriera.
Neppure l'intervento del potentissimo direttore generale dell'azienda, finito nel frattempo in disgrazia, riuscirà a sistemare le cose.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 07 febbraio 2016 alle 12:44

giorgio.carozzi

HOMO OECONOMICUS
Alcuni amici di Pilotina, sorpresi e beffardi, mi rinfacciano di essere salito sull'elicottero di Pasqualino Monti. Potrà anche capitare, chi può dirlo, ma dovrebbe offrirmi almeno un jet privato abilitato ai voli intercontinentali e accessoriato per simpatici intrattenimenti di bordo.
Se non è tutto oro quel che luccica, non tutto il male vien per nuocere... La soap opera di cui il riconfermato commissario del porto di Civitavecchia è indiscusso protagonista da anni, è la scossa che mi serviva, il guizzo indispensabile per scuotermi da questa stagione sconfortante e decidermi a scrivere la nuova puntata di Pilotina. Aspettami Pasqualino, arrivo...
Intanto vi propongo questa riflessione domenicale.
Un aiuto a trovare una possibile risposta alle schifezze che ci piovono addosso a getto continuo, viene forse dall’illuminante saggio del compianto intellettuale tedesco Frank Schirrmacher, dal titolo “Ego. Gli inganni del capitalismo”, fino ad oggi – a torto – poco considerato nel panorama intellettuale italiano.
La lente d’ingrandimento di Schirrmacher si orienta verso la specie dominante la società moderna dall’era della “Guerra fredda” ad oggi: è l’homo oeconomicus, individuo che fa della massimizzazione del profitto e degli interessi individuali la propria ragione di vita, modello elementare di uomo stilizzato che insegna “che ci si può rendere la vita molto più semplice e redditizia se si accetta il presupposto che ogni uomo pensa esclusivamente a sé e al proprio vantaggio”.
L’egoismo genetico dell’essere umano riconosciuto anche dalla scienza quale “legge di natura”(espresso nel noto saggio “Il gene egoista” pubblicato nel 1976 da Richard Dawkins, diventato quasi un manifesto del neoliberismo) trapassa nell’agire concreto attraverso la formula dell’“agire razionale”, secondo la quale “ognuno agisce per il proprio tornaconto e ha intenzione di abbindolare gli altri”.

Spedito da: UK Pubblicato il: 07 febbraio 2016 alle 10:57

Piero

" QUANDO POTRA' DURARE QUESTO SCHIFO?"
Dagli inizi della sua restaurazione la democrazia italiana si è espressa come progressione di indecenza, come sequela di dissimulazioni e di ipocrisie, modello di corruzione e di cinismo, di mal governo della cosa pubblica,distruzione e abbruttimento dell'ambiente, metodo di circonvenzione del popolo, attentato agli interessi della collettività e decadenza continua.
Ultime notizie Metropolitana di Napoli come riportato da Merello,Sessantacinque mila metri quadrati, appena duemila meno di Versailles la nuova sede della regione Calabria, la nuova tassa aeroportuale per I cassaintegrati Alitalia che le altre compagnie aeree devono pagare, immediate conseguenza 600 licenziamenti di Ryanair ...etc etc..... e l'invasione delle risorse continua e I nostri vecchi vivono al disotto del limite di poverta'. A quando I bastoni, anni fa bastava che Berlusconi scoreggiasse che l'Italia scendeva in piazza anche violentemente...adesso niente di niente , c'e' qualcosa che puzza con I sindacati in testa

Spedito da: Via XX numero 20 Genova Pubblicato il: 06 febbraio 2016 alle 22:18

Roito ininterrotto

Caro ammiraglio
Dia retta a me, che ne ho visti passare tanti prima di lei. Non cada nella tentazione di nascondersi dietro la cosiddetta stampa amica. Quella è roba che appartiene ai mestieranti della politica con mogli e amanti a carico.
Lei, ammiraglio, è persona seria e stimata. Prenda le distanze dalle sanguisughe e dai loro lacché dalle dita grasse. Impari a distinguere le persone perbene dai manigoldi assetati di denaro e potere.
Il porto gliene sarà grato.

Spedito da: Genova (alture) Pubblicato il: 06 febbraio 2016 alle 19:22

Cielo Basano

Ma gli scagnozzi del ministero non hanno nulla da dire a questo proposito?
http://www.themeditelegraph.it/it/transport/ports/2015/12/11/
russo-quell-incontro-con-ammiraglio-pettorino-lettera-
VJYp2OgMBoqCzhS6jtkjaI/index.html

Spedito da: Milano Pubblicato il: 06 febbraio 2016 alle 17:54

Enrico Vigo

AEROPORTO ED ERZELLI

la linea costiera declassata dovrà funzionare come linea metropolitana, con una stazione "Siffredi" in funzione di Aeroporto ed Erzelli. Quanto al metrò Genova l'attestazione più urgente è San martino e un altro ramo Staglieno, dall'altra parte Riovarolo stazione ferroviaria e Sampierdarena Piazza Montano, solo così si avrebbe una struttura di "ferro" decente.
Quanto a Erzelli l'idea di progetto è fallita miseramente, ci metteranno qualche altra azienda HITECH legata alla ricerca e l'Ospedale. In area aeroportuale servirebbero aree operative a servizio del porto e insediamenti di industria pulita (es. Ansaldo). Costruire edifici sul mare mi pare inopportuno almeno per i prossimi 50-70 anni.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 06 febbraio 2016 alle 17:38

G. Merello

@ Piero

Quando si parla o scrive di Genova, bisogna farlo sottovoce, sennò si rischia di...SVEGLIARE qualcuno!
Sulle preziose aree industriali Ilva di Cornigliano, sul mare, palesemente sottoutilizzate dopo l'accordo di programma del 2005, io (e qualche altro) ho scritto fino alla nausea. Senza andare lontano nei progetti alternativi, c'è una soluzione parziale tanto sotto il naso quanto URGENTE, se non vogliamo PERDERE UN ALTRO PEZZO di industria storica quanto importante, venduta all'estero dal buon Moretti x fare cassa (seguita dall'altro gioiello Ansaldo STS).
Parlo ovviamente di Ansaldo Energia, che dovrebbe finalmente trovare posto per il nuovo stabilimento con banchina per le mega-turbine su aree Ilva sul Polcevera, investendo 65 milioni. MA...si leggeva in gennaio che la (facile) intesa con Ilva è messa in pericolo dalla burocrazia. Cioè ci vuole una variazione non del piano regolatore ma del suo piano attuativo, mancando finora l'edificabilità. E allora ci vuole la Conferenza dei Servizi, con pluralità di Enti, da Arpal ad Enac a Città Metropolitana...Ma qui non si scherza col tempo, o si fa presto o i soci cinesi si volgono altrove..
Parliamo di infrastrutture vitali per Genova, cioè Terzo Valico, Gronda e Metrò?
Per le prime due ho cercato in questi giorni di gettare un sasso nello STAGNO, nella città dove ancora oggi il Tiggì 3 delle 14 si è premurato al solito di mostrare come prima notizia i 4 gatti di No Tav a Cravasco. Che ormai devono solo aspettare le NUOVE NORME ad hoc ancora più restrittive sulle tracce di minerale d'amianto negli scavi, per seppellire Terzo Valico e la Gronda voluta quasi tutta in galleria. L'ho già scritto, vogliono imporci per sempre valichi e ferrovie dell'ottocento, e largo ai TIR dei container sull'autostrada di Mussolini!
Quanto al Metrò più corto del mondo...il governo ha trovato soldi per tutti fuori che per esso. Leggevo l'altro giorno che Ennio Cascetta, il Coordinatore Struttura Tecnica di Delrio, ex assessore ai trasporti Campania 2000/2010, ha ottenuto 8 (otto) miliardi euro per la metropolitana campana, 50 Km + 40 stazioni..Però ha pure ideato il sistema tariffario Unico campano..per chi paga..

Spedito da: Genova porto/aeroporto e dintorni Pubblicato il: 06 febbraio 2016 alle 10:47

magolino

...ma pensa un po'!!! La CULMV si accorge (dico io: finalmente qualcuno lo dice) che le "merci varie" non esistono quasi più e sarà sempre più "MANCANTE". Per chi non lo sapesse e purtroppo a leggere, credo che questi siano tanti in Genova, vado a precisare che la manipolazione della merce varia-prima da stiva e poi dai Ct/- era la portatrice di quella "sugna" da me sempre evidenziata che "colava" sulla città e sul suo indotto, dando così quel sostentamento necessario e vitale per la sopravvivenza di tutti.
Oggi, questa "sugna", come da anni sono ad evidenziare, "cola" nei cosi-detti Inland-Terminal. Dove avviene la manipolazione(svuotamento Ct)e la successiva "distribuzione" per le zone di consumo.
Si crede forse che, ancora oggi la merce nei Ct/, con costi accessibili e quindi giustificativi, possa essere estratta dai Ct/ nell'ambito portuale ed ancora, introdotta nei magazzeni portuali, ricaricata a camion e quindi inoltrata a destinazione, come avveniva fino, o giù di lì, fine anni 90?
Ecco perché il Porto Mercantile (questo lo dico da anni) " non porta più".Attenzione: il ns Porto, oggi più che mai, è in mano ai Terminalisti che vorrebbero fare di Genova una Damietta e/o Algesiras qualsiasi: si vuole questo oppure si deve cercare una nuova fonte di reddito, che non sia più solo il Porto e che porti "sugna" alla città?
Io ho steso un progetto(1998)-GENOVA FUTURA- che cammina in questa direzione e precisamente:
-Genova la Miami d'Europa, quindi nuova e funzionale Stazione
Marittima ed asservimento del C.Colombo ( Grz MSC mi conforta quanto fai);
-insediamento del tutto facile e rapido e quindi senza impegnativi oneri finanziari, della" "Metro Mare" inderogabile struttura oramai necessaria per limitare il traffico su strada-oltretutto inquinante- dal Ponente;
-insediamento della "CITTADELLA DELLO SHIPPING" per "riportare a casa" quelle attività annesse et connesse dello Shipping che, oggi, portano "sugna" a paesi a noi vicini.
Concludo nell'evidenziare che, altra diciamo "marachella" (si fa per dire) che ha "inquinato" un'area altamente sacra(Aeroporto-ILVA) per la città è stato l'insediamento della Marina Aeroporto.
Dimenticavo: ribadisco quello che da anni dico e cioè che il futuro della città, dovrà/deve "passare" dalle aree ex ILVA;Non ne esiste altra!
Questo è oggi il mio "portolano" di juventude memoria.
Così sia e per tutti, nolenti/volenti lettori, il mio coraggioso più che mai,
Ke Linse

PS/Altra mia deimenticanza: per il potere centrale.....Genua delenda est....

Spedito da: Dallas Pubblicato il: 06 febbraio 2016 alle 10:07

Neirone

@beninformato

Che controlli la compagnia unica ci credo molto poco .
Anche li creano tanti casini che poi si sfasciano la testa per rimetterli in ordine.
E in compagnia non controllano niente , li controllano i soci e l'assemblea dei soci .

Spedito da: Genova Pubblicato il: 05 febbraio 2016 alle 17:00

Ruth Infaccia

Sgiorsgio, sono tornata a Sgenova. Hai visto? Mi sa che gli uscelli dai monti sono tornati ai mari.
Bascini bascini

Spedito da: GB Pubblicato il: 05 febbraio 2016 alle 16:23

Piero

Nessuno commenta quasi mai della funivia degli Erzelli e l'idea stessa degli Erzelli. Prima di tutto bisogna sottolineare che la follia degli Erzelli con la funivia e il people mover per l’aeroporto e' stata partorita dall'intellighenzia di sinistra .
Il futuro della citta' e lo dico da buon conoscitore di questa non e' agli Erzelli ma a Cornigliano nella pregevole piattaforma sul mare regalata all'ILVA da quello scienziato di Burlando, burlandosi di noi.
La cittadella tecnologica ed universitaria ed altro va costruita nella zona ex Italsider facilmente raggiungibile dal centro citta’ , dalle autostrade (da terzo mondo) dall’aeroporto paesano e dalla ferrovia internazionale per modo di dire. Li va costruito lo snodo nevralgico della futura Genova.
Ormai anche in Italia tutti gli aeroporti sono collegati via ferrovia costruita appositamente e collegata con la principale stazione della citta'. Invece I nostri politicantropi si sono fatti sempre fregare le palanche dai loro compagni di partito (intellighenzia di sinistra o Pdioti) facendo previlegiare lo sviluppo dei trasporti in altre zone del paese.
Genova nonostante abbia una linea ferroviaria internazionale (?) e locale (!) a 200 metri in linea d'aria non si e’ mai pensato di usarla come collegamento per l’aeroporto alle stazioni di PP e PB.
A questa domanda del Secolo XIX alcuni anni fa il presidente dell’aeroporto rispose che siccome l’entrata della stazione guardava a nord e l’aerostazione era a sud era impossibile fare questo collegamento. Notiamo sempre la solita Intellighenzia all’opera e che ci fa progredire, nella stessa intevista disse anche alla richiesta di un volo per il Marocco, forse vista la richiesta delle risorse che ci pagheranno la pensione, che siccome era un volo intercontinentale c’erano dei grossi problemi alla sua realizzazione . Boh
Per questa citta' dopo il terzo valico e la gronda la piu' importante infrastruttura da fare e' il prolungamento della metropolitana da Di Negro a Sestri P. Servirebbe buona parte della citta’ e aiuterebbe lo sviluppo dell’aeroporto e della ex zona Italsider, collegando PP e PB con Sampierdarena, zona Ilva, Cornigliano, Aeroporto, e Sestri P. Questa linea metropolitana sarebbe una vera rivoluzione per il ponente dimenticato, un servizio di trasporto usufruibile dai cittadini di mezza citta’ veloce e comodo, e collegherebbe l’aeroporto comodamente con PP e PB. Come tutte le citta’ moderne del mondo, evitando di costruire funivie people mover e belinate varie che non aiuteranno nessuno nei loro spostamenti
Questo progetto di metropolitana potrebbe passare quasi tutta in superficie quindi anche non particolarmente costosa. Saluti dalla Manica

Spedito da: Civitavecchia Pubblicato il: 04 febbraio 2016 alle 23:04

Etrurianews

Il ministro dei trasporti, Graziano Delrio, non ha ceduto alle pressioni di alcuni esponenti politici e di quelle lobby che vorrebbero vedere firmato, quanto prima, il rinnovo per altri due mesi all'attuale commissario dell'Autorità Portuale di Civitavecchia, Pasqualino Monti.
I termini dei sei mesi sono scaduti il 23 gennaio scorso e oggi, Pasqualino Monti, continua in prorogatio, per un termine massimo di 45 giorni, solo nell'ordinaria amministrazione dell'Authority.
Tutti si aspettavano l'immediata riconferma, come del resto la logica vorrebbe, purtroppo però su Pasqualino Monti pendono dei ricorsi e degli esposti che potrebbero pregiudicare anche l'attività del ministro stesso in caso di riconferma.
Ecco allora che Delrio, senza indugio, pare abbia fatto mandare il fascicolo di Monti, dall'ufficio legale del Ministero dei Trasporti a quello dell'Avvocatura dello Stato.
Saranno questi ultimi a valutare la posizione di Pasqualino Monti. Il suo operato e, soprattutto, le condizioni di inconferibilità dell'incarico visto che, quando accettò di assumere il ruolo di commissario dell'ente da lui guidato, aveva omesso di dichiarare la doppia posizione contributiva e quindi la chiara incompatibilità al ruolo ricoperto.
Non solo. L'Avvocatura dello Stato, dovrà stabilire se la corposa relazione della Corte dei Conti e le tardive, quanto incomplete controdeduzioni prodotte dall'Autorità Portuale di Civitavecchia, possa far ritenere idonea la posizione del giovane presidente di Assoporti.
Nonostante la grande battaglia pubblicitaria promossa da Monti (quanto è bravo e quanto è bello) per farsi accreditare dal ministro Delrio e far passare in secondo piano tutti i disastri imprenditoriali della sua gestione, di cui sono piene le cronache nazionali (tranne Civitavecchia ovviamente, ndr) al momento la firma del decreto di rinnovo dell'incarico a commissario dell'ente è sub judice.
Sul suo operato pesano tanti errori ma anche tante dichiarazioni, o meglio spot pubblicitari, di cui lo stesso Pasqualino Monti è stato artefice nei giorni scorsi.



Spedito da: Rio de Janeiro Pubblicato il: 04 febbraio 2016 alle 21:52

Ruth Enchiul

Sgiorgio sciao!
Mi sono strasferita/o a Scivitavecchia. Sgenova non fasceva più per me. A me piasce guardare uscelli e qui ne girano parecchi, volano all'altessa giusta. Dal mare si sono spostati tutti in diressione dei monti.
Sciao Sgiorgio

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