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La Quaresima del porto rapinato dell’anima e del cuore

Hanno copiato, frugato e saccheggiato i suoi segreti più preziosi, fino a riproporne su scala nazionale la sostanza e lo stile: la gestione di Pasqualino Monti a Civitavecchia è il nuovo paradigma della globalità marittima. Tanto è inconsistente e inutile la riforma del ministro Delrio, quanto è solida la leadership del riconfermato commissario del porto della Capitale, nonostante accuse e rilievi lunghi un chilometro mossi dalla Corte dei Conti. Non è Delrio ma Monti la parabola perfetta della nuova portualità trasversale e arcobaleno. Se la proposta del ministro è fumosa, non riordina, non seleziona, non risolve uno solo dei problemi legati al lavoro, allo sviluppo e agli investimenti che lacerano le banchine, il vuoto di potere sembra costruito apposta per congelare il sistema e favorire le scorribande del commissario Monti. Che si appresta a imporre una tassa di due euro per passeggero (crociere e traghetti) per l’intero 2016, con la scusa del lievitare dei costi necessari a garantire la sicurezza per il Giubileo. E si ritaglia pure un ruolo da docente al corso organizzato a Ortona sull’economia del mare e il valore della portualità.

Il sole della Lanterna si spegne in piazza De Ferrari, a Palazzo San Giorgio e in via Garibaldi. Dove la politica è stata sostituita da gemiti. Flosci, smunti, tirati fuori a fatica. Ha vinto quel che ha vinto: il sacro diritto a sgomitare. Non si tratta di cinismo, è la realtà del gioco. Per vincere è indispensabile vendere l’anima, una volta arrivati in cima non è consentito tenersela. È per questo che la lotta è altrove. Se non si riescono a ridurre i Comuni, a eliminare le Camere di commercio e le Fondazioni bancarie (la base del consociativismo) , se i poteri grandi e piccoli incidono come prima alla faccia dell’interesse pubblico e di obiettivi di politica dei trasporti, se gli operatori portuali e i politici pretendono “uno di loro”, meglio se di entrambi, se le Università perdono posizioni in ambito internazionale, se merito e talenti non sono mai premiati, proprio dalla portualità dovrebbe venire un segnale opposto? Ma dai… Tutti, indifferentemente, fanno carte false perché venga nominato presidente del porto l’amico, il socio d’affari, il consulente o l’avvocato, il maggiordomo o il politico di turno: non importa chi, purché mantenga lo status quo.

Sullo sfondo, c’è l’assalto a Genova, umiliante nella sua banalità. A Roma si sta radicando la convinzione che Genova non vuole essere competitiva come piattaforma portuale e logistica. E che la politica locale, l’economia, la società e le istituzioni non offrono alcun progetto, pubblico o privato, tale da comportare un cambiamento anche sotto il profilo degli investimenti stranieri in funzione della crescita. Non è casuale che i pochi soldi disponibili lo Stato li spenda nei falliti terminal del Sud. Ma c’è di più e di peggio. Il gattopardesco tentativo di contrabbandare la rivisitazione della governance dei porti come il Sacro Graal, fa il gioco dei burocrati del ministero delle Finanze: la vera minaccia, perché puntano allo smembramento del sistema. L’obiettivo di questa scuderia, che detesta i porti, è di impadronirsi delle consistenti tasse generate dai traffici e trasformare le Autorità portuali in enti pubblici a tutti gli effetti, al pari delle Sovrintendenze, dei Provveditorati e delle Capitanerie. Ingessati e privi di autonomia finanziaria e amministrativa. La polpetta avvelenata è il tentativo di applicare alle Authority le norme delle amministrazioni pubbliche, a partire dal decreto 165. Per far saltare il contratto di categoria e paralizzare ogni attività. Le azioni intimidatorie esercitate su Palazzo San Giorgio dai Revisori dei conti e dagli altri controllori sembrano coordinate da una regia che vuole bloccare investimenti, innovazione, alleanze.

Genova, naturalmente, ci mette tanto del suo. Già storicamente inadeguata, la struttura dell’Authority è oggi alla paralisi totale: inesistente, impalpabile, incapace di ogni decisione, pavida, priva di riferimenti, senza nessuno che ci metta la faccia e il cuore. Ma il porto con le stellette e il segretario generale con la gastrite da indecisionismo stanno bene a tutti. Non creano particolari turbamenti in Regione e in Comune, anzi… Il governatore Toti e il sindaco Amleto Mestizia non saranno costretti ad occuparsi di Blue Print e del nuovo piano regolatore portuale. Incertezza e vuoto di potere, inoltre, sono un’arma formidabile per condizionare prima le elezioni amministrative a Savona e poi a Genova e alla Spezia. Dove lo scontro è surreale. Il sindaco Federici, paitiano di ferro, rischia di non avere un futuro politico, dovrebbe tornare a fare l’impiegato dell’Arci. Sparando sul presidente dell’Authority Forcieri, conta di guadagnare riconoscenza tra i renziani-paitiani per altri incarichi e cerca di mettere fuori gioco un possibile contendente a uno di questi posti. Del resto, esiste un reale interesse territoriale per un progetto di crescita, al di là delle contrattazioni al ribasso sulle candidature alla presidenza del porto?

Se non c’è ancora alcun progetto strategico di utilizzo delle aree oggi occupate dall’Ilva, preziose in una logica portuale, vuol dire che si sta affermando la teoria del “piccolo è bello”. In aperta contrapposizione con la necessità di investimenti massicci – nell’ordine dei 15 miliardi - per migliorare il corridoio Genova, Milano, Loetschberg, Gottardo, Basilea, Monaco. Oltre agli accessi e alla diga. Per creare, insomma, un porto-corridoio efficiente e competitivo. Psa, DB, Trenitalia e Msc-Maersk sarebbero i partner strategici per gestire le infrastrutture e promuovere i traffici a fronte di un impegno forte del governo. Ma questa operazione ha un senso se gli stessi traffici cresceranno ragionevolmente di multipli e non del 20 o 30% in cinque anni. Avremmo bisogno di un rovesciamento di prospettiva, di spostare il centro della politica dentro la nostra vita reale. Ma le cose sono quasi sempre come appaiono, e finiscono quasi sempre come si prevede.

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Commenti inseriti: 126 — pagina 1 di 6

Spedito da: Bolzano Pubblicato il: 06 marzo 2016 alle 11:14

Berger il pastore

@uncino come dice la canzone, i cervi rinascono a primavera. Ora però insieme al ratto fascio, puoi tornare dove ti hanno mandato. Certo stare così lontano da casa non deve essere facile...vieni con noi nelle valli. Qui non ci sono porte e puoi pascolare tranquillamente.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 06 marzo 2016 alle 11:03

giorgio.carozzi



Bentornato al nostro Uncino Lavico, era ora… Certo che se torni a bordo anche tu la faccenda dev’essere maledettamente seria. E spessa. Del resto, solo per mettere mano alle desolazioni che Enrico Vigo descrive quotidianamente e puntigliosamente, forse non basterebbe il Prefetto di Ferro… Ma temo che la melassa genovese finirebbe per depotenziare anche una leggenda come Cesare Mori. Del quale mi ha sempre colpito e affascinato una battuta pronunciata quando venne eletto senatore del Regno: «La misura del valore di un uomo è data dal vuoto che gli si fa dintorno nel momento della sventura».

Spedito da: Milano Pubblicato il: 06 marzo 2016 alle 09:01

Enrico Vigo

Montagne di smarino nel letto del Polcevera, parcheggio d'interscambio abominevole.

La mancata programmazione regionale ci confeziona questa bella performance dei cantieri creativi genovesi, la roccia di scavo rosicchiata nelle montagne dei vari cantieri lumaca aperti viene rovesciata nel letto del torrente Polcevera, creando mostruoese montagne polverose e disagi pesanti alle popolazioni limitrofe, in attesa di destinazione finale che ritarda. Eppure qualcuno per non fermare i lavori ha dato le autorizzazioni, con quali prospettive, con quali accordi? Quale road map? Ai reduci dalla campagna di Russia, dopo caviale, ostriche e vodka, e alla Pasionaria Paita che guida le colpevoli truppe di opposizione in Regione, vorrei chiedere se nell'agenda del Consiglio Regionale c'è questo problema, non si può pernsare di continuare in questo modo. Va riaperta la discarica di Scarpino, uno strato significativo sopra la rumenta non guasterebbe certo, piattaforma di Vado Ligure e calate in porto a Sampierdarena in fase di tombamento, altri siti a terra, in attesa del ribaltamento a mare del Cantiere Navale di Sestri P., ma subito, senza approfittare oltre dei genovesi proni e mansueti.
Già questo fa pensare con quale spessore politico e tecnico ci amministra e governa negli ultimi 40 anni. Il rischio fermo cantieri è dietro l'angolo incombente più che mai, mentre Genova affonda sul Titanic De-Ferrari se la godono un mondo, alla faccia (e spese) dei liguri. Tanti saluti al notajo silente Sindaco Doria, imperturbabile e assente, come al solito lancio una SVEGLIA! Ma Genova ha ancora un Prefetto?

Spedito da: Montecitorio Pubblicato il: 05 marzo 2016 alle 23:16

Silvio Pelvico

Anni fa ci provammo, ad adottare un rattofascio che era stato abbandonato in uno scarico del torrente Fereggiano. Fu un esperimento disastroso.
Abituato alla melma e ai batteri fecali, tornò a casa dopo pochissimo tempo.
Non manca a nessuno, comunque.
Silvio Pelvico

Spedito da: Genova Pubblicato il: 05 marzo 2016 alle 17:55

G. Merello

Sono perfettamente d'accordo con Beppe Berto di ieri e con Giamba di oggi, dalla prima all'ultima parola....

Spedito da: Via Ginestrato (Ge Quezzi) Pubblicato il: 05 marzo 2016 alle 16:07

Mario Labirra

@Giamba

se avete gatti, vi prego, mandateli qua! Il rattofascio sta infestando tutta la zona

Spedito da: Genova Pubblicato il: 05 marzo 2016 alle 14:25

Uncino Lavico

Caro Timoniere...cari amici della Pilotina....ogni tanto ritorno....é passato tanto tempo. Vicende della vita, del lavoro e altro mi hanno tenuto lontano dai fatti genovesi e dalla Pilotina.
In queste settimane peró mi sono immerso nuovamente, allarmato e interessato a quello che si sta muovendo dentro e intorno al porto.
Quello che ho visto non mi é piaciuto per niente. Perché se é vero che il tratteggio impetoso degli "interessi" dei soliti gruppi di potere sul mucchietto di soldi che il porto rappresenta é autentico e presente, il "modo" con cui vengono perpetrati gli attacchi all'industria genovese sono disgustosi.
Quello che Inquieta é che la mano che arma i dardi che piovono in varie direzioni ( e in particolare su lavoro portuale e autoritá portuale) per noi cittadini comuni resta sconosciuta.
Ormai gli intrecci politici e gli interressi particolari sono cosí inviluppati da non riuscire a fare una lettura delle strategie in atto, specie quando lo strumento che le realizza é iintriso di populismo.
Della stampa meglio non parlare. Non merita commenti....mi perdonerai, caro Giorgio.
Quello che invece proprio non capisco é come abbiamo fatto a finire a questo punto. Per divertirmi rileggevo i nostri scambi di tanti anni fa. C'era un progetto. C'era qualcosa. Pur nell'ambiente difficile della nostra cittá e del Paese.
Il porto ha conitnuato a crescere. Genova, e solo Genova, mi sembra che abbia lottato per "difendere" un certo modello, anche di lavoro portuale, che tanti vorrebbero vedere morto. Ma invece di salvare quello per dare maggiori garanzie anche agli altri settori maltrattati..giú mazzate.
Caro Giorgio.....vogliono far morire e delegittimare Genova e il suo porto. Perché fatto questo chiunque puó mettere le mani sulla ricchezza che genera.
Ma la risposta non c'é. Non bastano gru nuove e investimenti....i
Il dibattito si perde in mille rivoli dove ognuno dice la sua (ovviamente anche dentro questo blog) a beneficio di questo o di quello.
E intanto Genova muore politicamente. Diventa terreno di conquista. Possibile che debba avvenire in questo squallido scenario? Giorgio.....su la testa!
Ci risentiremo.....tra qualche tempo. Saluti lavici

Spedito da: porto antico Pubblicato il: 05 marzo 2016 alle 12:19

giamba

ragazzi, ma che schifo! capisco far uso delle metafore anche se mi risulta difficile abbinarle a nomi e volti, ma non potete usare qualcosa di più commestibile??? e comunque a bordo di ogni naviglio, pilotina compresa, almeno un gatto non dovrebbe mancare mai!

Spedito da: Pubblicato il: 05 marzo 2016 alle 11:38

arpal

@vigo&praino...
a proposito, non si hanno più notizie sui rilevamenti ambientali nei sottofondi dell'area di cornigliano inserita nell'accordo con ansaldo... sorprese in vista?

Spedito da: Quezzi (Via del Capriolo) Pubblicato il: 05 marzo 2016 alle 08:48

Bruno Magoo

@LILLO

ma allora non erano allucinazioni!!! Era proprio un rattofascio!!! Ricordo benissimo quando viveva tra gli scarichi del Fereggiano. Ogni tanto spuntava da qualche tombino, tra le Simca parcheggiate in doppia fila, e noi bambini lo guardavamo inorriditi. "Un rattofascio!".
Ricordo anche quando lo Stato lo adottò, fornendogli cibo a volontà. Anche con l'abito buono, però, l'animale restava animale da tubature: esperimento fallito, insomma.

Oggi il rattofascio torna tra noi, ma più vecchio e con gli abiti lisi. Se non facesse schifo farebbe quasi tenerezza.

Spedito da: Quezzi / Via Fontanarossa Pubblicato il: 04 marzo 2016 alle 22:51

Lillo

@Berto

Probabilmente è un tema che non ti riguarda, quello dei ratti. Ma dalle nostre parti, da quando è esplosa la tubatura, la vita è diventata un incubo.
Il rattofascio, rarissimo esemplare di pantegana detto anche "il ratto di Loreto" per il suo vezzo di dormire a testa ingiù, disturba giorno e notte, insozza le strade, deturpa il paesaggio con i suoi abbondanti lasciti quotidiani. Un inferno.
Grazie al cielo il rattofascio e il suo sodale "lombricus ricattator" sono destinati a una rapida estinzione. Per via giudiziaria prima, naturale poi. O viceversa, questo s'ha da vedere.
Lillo.

Spedito da: Pubblicato il: 04 marzo 2016 alle 18:55

il praino furioso

Ma chiudiamolo, nel segno di una politica evoluta, sto porto di Pra' che chiamano di Voltri...fa tanto rumore! (Certo che se si chiamasse porto di Pra', invece che di Voltri, farebbe molto meno rumore...del resto, cosa non è un nome?). Che poi, in fondo in fondo, se ci riflettiamo bene, a cosa serve un porto? Suvvia, tutti a coltivare basilico! Un bel terminal di basilico, altro che! Pesto, pesto per tutti! E pazienza se allora anche il Porto, oltre ad ILVA, AMT, AMIU, Fincantieri, Elsag, se ne vanno a bagno!
Eccolo, il rovesciamento di prospettiva auspicato da Carozzi!

Spedito da: Milano Pubblicato il: 04 marzo 2016 alle 14:01

Enrico Vigo

IL PASTICCIACCIO DELLE AREE EX-ILVA CONTESE DA AUTOTRASPORTATORI VARI

Assegnazioni di aree, prezzi indicati da taluni come troppo bassi, e proroghe di contratti che qualcuno ha messo in discussione. Noi cittadini spettatori inermi invece siamo davanti al monitor allibiti (siamo in Europa o in Africa?). Questa vicenda è una delle più squallide nella storia del porto, gestita alla “genovese”, dove contano la cocina dialettale e le gagliarde “public relations”, mentre le regole, a quanto parrebbe, sono carta straccia. La parte pubblica, comunque vada, ne uscirà con le ossa rotte, questo mi pare già oggi si possa se non affermare almeno pronosticare.
Che la vivace imprenditoria in questione s’azzuffi fino a sbranarsi o faccia accordi privati in un incipriato salotto non mi interessa una cippa, affari loro, gente aggressiva sul mercato e molto ben scafata, che sa badare molto bene ai casi propri da sola. L’oggetto del contendere qui invece è la conduzione disinvolta della cosa pubblica, stando ovviamente ai pronunciamenti finora intervenuti da parte di alcuni gradi di giudizio (TAR), non tanto alle mie convinzioni personali che non metto in gioco perché lo sconcerto è talmente macroscopico che mi paralizza. Bisognerà davvero aspettare il 2018 per vedere finalmente esaurito il periodo geologico lunghissimo di vicende che solo a Genova possono accadere? Stai a vedere adesso che la SOCIETA’ PER CORNIGLIANO SPA magari corre anche il rischio di dover rifondere il danno ad uno degli autotrasportatori esclusi, e in tal male-augurato caso a rimetterci saranno ancora una volta i cittadini di Cornigliano a cui potrebbe, nel caso peggiore, essere rapinata ancora una volta l’anima.
Danno e beffe, cornuti e mazziati, “according to the best traditions”. Nessuno chiederà mai conto al protempore Board of Directors pubblico dell’operato? Visto che da più parti i bene informati oracoli dichiarano che tale opportunità (tutta da valutare a cura del Consiglio di Stato e delle eventuali azioni in sede Civile) non sia tanto peregrina, e che si stia profilando con ben delineati contorni nefasti per la collettività una soluzione raccapricciante? Solo a questa latitudine si godono spettacoli agghiaccianti che durano infingardamente e sfacciatamente lustri. Che spettacoli sulla ribalta, ragazzi! Ma non sarebbe ora di far diventare il Porto di Genova un porto “normale”?.

Ammiraglio Pettorino, gentilmente, ci butti un doveroso occhio sulle carte (troverà tanta polvere), ne vale la pena, girano branchi di lupi famelici in tutti gli angoli del porto e della città di Genova, e a rimetterci sono sempre i più deboli e gli incolpevoli, i cittadini impotenti. Grazie anticipatamente.

Spedito da: voltri-pra Pubblicato il: 04 marzo 2016 alle 10:43

comitato quattrostagioni

timoniere e ciurma, due esempi presi dal giornale di oggi che dimostrano quanto questa città sia lontana da un punto di equilibrio non dico razionale ma quasi... Da una parte il comitato primavera dimostra che le navi nel porto di voltri-prà fanno sempre troppo rumore, dall'altra la Camusso e compagni che scelgono genova per riportare il tema del lavoro in una grande piazza industriale (!). Mettersi d'accordo è impossibile? Su una cosa sono d'accordo con gli abitanti della delegazione: le opere di elettrificazione delle banchine e le strutture anti-rumore vanno realizzate in fretta, troppi ritardi dopo i tanti annunci. Insomma, datevi un po' una regolata!

Spedito da: Casale (AL) Pubblicato il: 04 marzo 2016 alle 09:33

Beppe Berto

Era da un po' di tempo che non leggevo più Pilotina. Pigrizia, impegni, mah, non lo so. Ho constatato che è aumentata la dose di "cattiveria" in essa contenuta. Accanto a critici onesti e impegnati ( di cui è piacevole la lettura) ho trovato "personaggetti" insulsi e vendicativi. Mah ....

Spedito da: Porto di Genova-San Benigno Pubblicato il: 04 marzo 2016 alle 00:00

Lungomare Canapa

attenzione a quello che vi fumate...!

Spedito da: Val di Vara Pubblicato il: 03 marzo 2016 alle 23:08

Sandrino il Camionista

Ma perché ce l'avete tanto con i ratti?
Mi vogliono così bene...
Sono animali simpatici, un po' zozzi ma tanto carini. E poi si comprano con poco: un pezzo di fontina ammuffita, una ciotola di latte scaduto, un banner sul loro sito-spazzatura.
Io sto con i ratti! W i ratti!

Spedito da: italia Pubblicato il: 03 marzo 2016 alle 11:17

paolo ruffino

Mi sembra che emergano con chiarezza anche i mandanti. Ma sono solo quelli indicati dal timoniere o c'è dell'altro, ad esempio quALCHE GROSSO gruppo armatoriale che vuol fare quello che gli pare sulle banchine?= Certo che se come scrive Matt la politica schiera come argine i soliti personaggetti, che a loro volta devono tutelare interessi di bottega, allora siamo del gatto...

Spedito da: Porto di Genova San Benigno Pubblicato il: 03 marzo 2016 alle 10:40

gancio rosso

Timoniere, ma tu te lo vedi il segretario generale dell'Ap avvocato D'Aste che tira fuori gli attributi con quelle rumente...??? ma dai... con questi è come sparare sulla croce rossa!

Spedito da: Quezzi, Largo Merlo Pubblicato il: 03 marzo 2016 alle 00:07

Giuseppone

Attenzione ai tombini: qui in Largo Merlo ne è esploso uno 45 anni fa e il ratto è ancora in giro adesso.

Spedito da: Coronado Pubblicato il: 02 marzo 2016 alle 20:23

Matt

Certo che se i relatori della riforma sono l'ex operaio Enel Sen. Filippi e l'educatore dell'infanzia on. Tullo, chissá chi sarà indicato quale tecnico aspirante alla presidenza del porto. E c'è anche chi parla dei due come di esperti conoscitori della portualitá, ma per favore.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 02 marzo 2016 alle 12:22

giorgio.carozzi

@maurizio maresca
Mi conforta sapere che anche tu parli di “riordino” e non di riforma. Quest’ultima lasciamola ai gonzi che abboccano e ai mestatori professionisti. Quanto alle scelte svizzere e alle strategie per il Nord Adriatico, c’è solo da toccare ferro…

@Fabio CU
…Sindacato?

@ Paceco
Condivido i tuoi timori e le forti perplessità. Fortunatamente i tempi di questa paventata operazione non sono stretti e si potrà dimostrare che anche questo investimento non ha senso.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 02 marzo 2016 alle 12:10

giorgio.carozzi

@Orlando Furioso
Caro Orlando Furioso, hai ragione, mi sono preso una pausa di sconfortato autocompiacimento per registrare i blitz con cui a tempo di record e senza pudore, i soldatini telecomandati dal ministero dell’Economia e dalle lobby trasversali della politica, dello shipping e della finanza stanno mettendo in pratica quanto previsto e annunciato da Pilotina nelle ultime due o tre puntate. Certo, approfittano dello stordimento collettivo, dell’inadeguatezza locale dilagante, del vuoto di potere sotto la Lanterna e dei tanti cervelli all’ammasso che contano a libro paga. Il che non è comunque consolatorio. Ce ne occuperemo ancora, cercando di capire perché il Palazzo vuole massacrare e in subordine depotenziare il porto di Genova inteso come gestione di un potere economico e sociale, cancellando di fatto il ruolo della Compagnia Unica.
Le ispezioni a Palazzo San Giorgio e i continui rilievi del revisori dei conti sono un disgustoso cavallo di Troia. Capisco bene, dunque, i messaggi duri e allarmati che in questi ultimi giorni sono piovuti su Pilotina.
Siamo al cospetto di gente in totale malafede. Scrivevo di porto rapinato, di assalto a Genova. E’ anche peggio di quanto pensassi. La battaglia finale è iniziata. Mi auguro che il commissario dell’Authority di Genova, l’ammiraglio Pettorino, abbia convocato per martedì prossimo un comitato portuale straordinario proprio per mandare a quel paese i revisori dei conti. Che hanno palesemente mentito sui finanziamenti alla Compagnia Unica, concessi secondo quanto prevede la legge. Dovrebbero dimettersi. Come quei loro colleghi in giro per l’Italia che hanno consentito le irregolarità più aberranti.
Fortunatamente – e torno a rivolgermi all’amico Orlando ma anche a chi come Paceco ha introdotto l’argomento - non sono riusciti a fermare Psa e Singapore. Cioè il cuore e il midollo del porto di Genova. Hanno tentato di mettere del filo spinato sul loro cammino, ma la multinazionale del Far East e i nostri amici di Voltri-Prà sono riusciti a scavalcare tutte le recinzioni. Quelle gigantesche nuove gru portano i semi della speranza e della ribellione contro un sistema demenziale, sovralimentato e codardo.


Spedito da: Genova Pubblicato il: 02 marzo 2016 alle 11:49

giorgio.carozzi

@tatanka
Gentile signor Tatanka, grazie della segnalazione ma mi spiace deluderla: magari fosse vero quel che lei ha letto. Significherebbe almeno due cose: 1) l’Autorità portuale di Genova avrebbe imparato a spendere bene i suoi soldi, investendoli in prodotti editoriali di grande rilevanza internazionale come la pagina marittima del SecoloXIX, MediTelegraph e Pilotina e garantendosi, dunque, un ritorno in termini di immagine e di visibilità; 2) l’Autorità portuale di Genova si sarebbe adeguata al sistema di comunicazione usato brillantemente e con grandi fortune proprie (non dei contribuenti) da rinomati scali nazionali. Purtroppo e per fortuna niente di tutto ciò è vero e mi sorprende che proprio su Pilotina vengano riprese menzogne così singolari.
Un consiglio: lasci perdere e non si spinga oltre, c’è un limite anche alla mia (proverbiale) pacatezza…

Spedito da: Pubblicato il: 02 marzo 2016 alle 11:01

beninformato

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