SERVICES

Delrio sul lettino di Freud sacrifica il porto di Genova

Scopriranno i posteri perché Graziano Delrio, con totale disprezzo del senso del ridicolo e rischiando la reputazione, si sia avventurato in una partita a Monopoli persa in partenza, trasformando in farsa la riforma dei porti e riconsegnando il pallino in mano al peggio della politica trasversale italiana. Finora il ministro dei Trasporti non ha certo brillato per discontinuità rispetto ai predecessori. E pazienza. Ma Delrio neppure ha tentato di imporre ai porti la linea della trasparenza, della concorrenza, delle regole, del lavoro e dei traffici internazionali, interrompendo lo scempio. Ora lascia che a condurre le danze siano il suo super consulente Russo, la Debora Serracchiani governatrice del Friuli, il senatore Filippi di Livorno e i più agguerriti (e incompetenti) tra i governatori di destra e sinistra. Qual è il senso di questa scelta totalmente ripiegata sul Sud della penisola, con sosta in Toscana? Si capisce solo che rinviare e prendere tempo è il modo migliore per annacquare una rivoluzione rifiutata dalla politica e dalle imprese portuali. L’obiettivo comune è mantenere il potere sui territori, evitare liberalizzazioni e concorrenza, mantenere rendite di posizione, continuare a condizionare presidenti di Authority e commissioni parlamentari.

Il caso del porto di Genova - ostaggio di interessi di parte, delle paure, di nuovi baluardi innalzati per chiudersi dentro - è da manuale di psicoterapia intensiva. Si racconta nelle retrobotteghe dei partiti, ed è la verità, che tra centrodestra e buona parte del Pd è stato siglato un patto tra gentiluomini, per lasciare la presidenza di Palazzo San Giorgio sotto l’influenza del governatore Toti. Il cui candidato di bandiera resta il suo predecessore (prima dell’era Burlando), cioè Sandro Biasotti. Ma attenzione, parte della politica e degli operatori pensano a Biasotti come a un presidente da cerimonie. Solo formale. In quanto intendono affidare il timone a un uomo macchina che governerà l’ente rispondendo alle logiche del consociativismo degli anni Novanta.

Purtroppo per Genova, ogni giorno bruciato produce danni enormi. Un paio di settimane fa alcuni gruppi imprenditoriali di rilevanza internazionale contattano i top manager di Vte-Psa, mettendo sul tavolo la possibilità di un forte investimento privato su Genova - circa due miliardi di euro - che si dovrebbe tradurre nell’estensione a Ponente del terminal container, nell’accesso ferroviario e nella gronda. Il confronto si interrompe bruscamente pochi giorni dopo quando, annusata l’aria che tira in Regione, nel mondo politico locale e nel retrobottega degli affari, risulta evidente che mai il governatore Toti e colleghi sosterranno l’ampliamento del porto di Prà-Voltri. L’attenzione dei possibili investitori si sposta altrove: Renzi e il governatore della Toscana, Rossi, sono molto sensibili ai futuri destini della Darsena Europa. Il risultato è che si moltiplicano i pregiudizi che Genova paga dal giorno in cui due presidenti e un sindaco (Biasotti, Novi e Pericu) smontarono il piano regolatore portuale di Gallanti, già approvato. Il che, con l’apertura del Gottardo dietro l’angolo, allunga nuove ombre sul futuro del primo scalo italiano. Primo per modo di dire, perché tale non è considerato da Roma: sarà Bari, infatti, ad ospitare il 27 aprile prossimo la passerella di Delrio al primo Forum nazionale della portualità e della logistica, organizzato dal ministero dei Trasporti.

Due batoste nello spazio di pochi giorni, un colpo allo stomaco e uno schiaffo umiliante che avrebbero stordito un elefante. E invece niente, sotto la Lanterna i big si scambiano mentine. Come ai funerali, quando il corteo si sfilaccia e tutti si raccontano i fatti loro. Genova non è arpionata né ferita, né dolorante o infuriata. Altri sono i problemi. L’obiettivo di Giovanni Toti è il compromesso politico con la sua collega Debora Serracchiani, la spartizione consociativa delle presidenze delle nuove Autorità portuali. Come in un bazar levantino si avverte e si respira una gigantesca tensione. Nello scambio di figurine tenta di inserirsi anche il sindaco di Genova. Tengono banco e imperversano gli opportunismi spiccioli e i demagoghi di turno. Polverizzano il vecchio manuale Cencelli, trattano Genova alla stregua del porticciolo di Loano. Nell’impecorimento collettivo cresce il senso d’impotenza: nessuno si ribella alla svendita del porto, le regole dello scambio vengono date per scontate, quasi fossero previste dalla legge.

A nessuno passa per la testa di scrivere due righe di progetto, di individuare un percorso di crescita, di pianificare il futuro, di cercare uno bravo e magari adatto alla situazione di emergenza. La logica è continuare a farsi gli affari propri, non nominare la persona giusta per offrire una risposta di cambiamento, nel segno dei traffici, delle alleanze e del lavoro. Tutto si esaurisce negli interessi della politica. Un esercizio fallimentare, oltre che disonesto rispetto agli elettori.

SCRIVI UN COMMENTO

Commenti inseriti: 224 — pagina 1 di 9

Spedito da: Bari Pubblicato il: 14 maggio 2016 alle 12:50

Mimmo

In esclusiva per Pilotina il video che testimonia il livello delle trattative in corso per recepire le indicazioni del Consiglio di Stato. Buona visione:
https://www.youtube.com/watch?v=OB2eQdYmXoc




Mimmo

Spedito da: Milano Pubblicato il: 14 maggio 2016 alle 08:30

Enrico Vigo

Gli investimenti (annunciati) in Aeroporto C. Colombo...

L'annuncio (perché di questo si tratta)di upgrading strutturale dell'aerostazione, anche se puzza di propaganda anche elettorale, è un fatto positivo, peccato che parliamo dal 2017 per molti anni in avanti, e fino ad allora potrebbero cambiare tante di quelle carte in tavola che c'è da restare perplessi e all'erta finché non si vedranno le betoniere in azione. In questi ultimi 20 anni tutti i piani propagandistici presentati sono naufragati clamorosamente, senza che mai nessuno fosse cacciato o battesse ciglio. Staremo a vedere se anche questo progettone verrà cassato e archiviato nelle buffonate o se verrà realizzato. Le tempistiche vanno corrette drasticamente (ammesso che il piano finanziario lo consenta) altrimenti l'efficacia dell'investimento sarà ben poca cosa per i prossimi 10 anni. Se si vogliono attirare investitori di mestiere ci vuole ben altro. Eppur si muove.
Intanto la schifezza indigesta dei grattacieli di containers vuoti (ex-Derrik) a due passi dall'aerostazione devasta l'ambito aeroportuale e costituisce una tossica ipoteca sul futuro dell'aeroporto e sulla reale volontà di sviluppo dello stesso sia da parte dell'Autorità Portuale (maggiore azionista) sia da parte dell'attuale stato maggiore dello scalo. Mentre la marmorea CCIAA non si sa bene che c'azzecchi con l'aeroporto, la logistica ed il futuro della città di Genova, partecipazione amletica.

Spedito da: Genova Portoria Pubblicato il: 14 maggio 2016 alle 01:09

Nitto

@Merello

Ma di cosa ti stupisci? Una città che perde mesi alla ricerca di un posto di lavoro per Dog-ssa bau-bau secondo te a quale ruolo può ambìre?

Spedito da: Genova Pubblicato il: 13 maggio 2016 alle 15:22

G.Merello

@Carozzi

Caro Timoniere, mi aspettavo che almeno tu su questo blog (sperando si facciano vivi altri "pilotini" amanti di Genova e della giustizia) raccogliessi la mia denuncia contro quei GOVERNI che attraverso BOIARDI di Stato strapagati come appunto i Prodi e i Moretti continuano l'opera di METODICO SMANTELLAMENTO di una Genova che ha dato molto all'Italia, in campo INDUSTRIALE, MARITTIMO e di CONOSCENZE in genere. ricevendo in cambio scippi e zero investimenti!
Basta dover ascoltare, compunti, "esperti" e consulenti governativi che (d'ufficio) vogliono convincerci che il malato Genova è ormai terminale, quindi va bene non dargli ciò che gli spetta ma anzi ok SPOGLIARLA del poco rimasto!
Inutile e controproducente secondo me continuare a denunciare SOLO errori, disonestà e ignavia dei nostri politici e amministratori locali.
Bisogna chiamarli pubblicamente allo scoperto, sotto i riflettori, a fare ciò per cui sono stato eletti, cioè far sentire FORTE E CHIARO a Roma i SACROSANTI DIRITTI di genovesi e liguri.
Basta fare la vacca da latte sempre più smunta e incapace di produrre, e credo sia nell'interesse del PAESE!
Qualcuno a Roma (dove abbiamo in fondo due ministri) dica finalmente stop allo scandaloso Moretti che sta finendo di smantellare i resti delle nostre industrie, pur perfettamente sane e produttive! Poco fa il TG3 Liguria ha fatto vedere la protesta dei dipendenti Ansaldo STS e ex SELEX Es, con poco o nullo futuro. E non dimentichiamo Ansaldo Energia, altro gioiello strategico genovese venduto per metà dal buon Moretti ai cinesi di Shanghai Electric. Anche loro in sciopero nonostante le buone prospettive industriali, perchè il socio cinese tira già la corda.
Non occorre parlare del nuovo piano nazionale dei porti, che prevede grandi investimenti nei porti in crisi anzichè nei porti liguri che fanno miracoli..coi fichi secchi!
Diamo la sveglia a chi ci rappresenta, il tempo stringe!


Spedito da: Genova Pubblicato il: 13 maggio 2016 alle 12:40

giorgio.carozzi

@merello
In effetti il signor Moretti deve avere un conto in sospeso con Genova e i genovesi, che detesta cordialmente. Retaggi di gioventù? Chissà. Certamente il personaggio in questione ha ereditato lo stesso dna di Romano Prodi, che con imperturbabile flemma iniziò a picconare tutte le miniere, piccole e grandi, che garantivano lustro e credibilità all'economia ligure. In cambio di promesse scritte su carta da cambiali scadute, se non peggio. Un po' come quando Rinaldo Magnani, all'epoca presidente del Cap, scrisse e sottoscrisse sul bordo bianco di una pagina del Secolo (che conservo): "Pagherò alla Compagnia Unica Lavoratori Merci Varie la somma di lit. 9 miliardi, a titolo di risarcimento per cessione gestione terminal...". Poi consegnò il prezioso documento al console Batini. E scoppiò la pace.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 12 maggio 2016 alle 22:18

Dodde

Canessa val bene una ressa.
Così dicono in porto. Staremo a vedere.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 12 maggio 2016 alle 17:39

G. Merello

Proseguo quanto ho scritto l'altro ieri, da vecchio genovese che sa la storia della città e forse le maggiori cause del suo impoverimento/declino. Convinto che dobbiamo essere noi cittadini i primi a ribellarci al "declino" e a chi ce lo impone dall'alto. Invece di beccarci come i "polli di Renzo"e accettare in silenzio le ingiustizie, denunciare le storture e dare la sveglia a chi ci rappresenta qui e al potere centrale.
I "media" ci informano con FATTI pesanti che solo i ciechi non vedono, alla voce "Genova albero da scrollare": basta leggere il Secolo XIX e il Meditelegraph di oggi, sulle ultime scrollate della lunga serie:
- "Prima cessione di attività nella (ex) Selex Es; Leonardo/Finmeccanica rifiuta di presentare il piano industriale per Genova": si legge di tale rifiuto mentre si avvia la cessione a spezzatino/rami d'azienda di quella che era azienda leader nell'elettronica difesa e sicurezza, ora ridotta a semplice divisione da smembrare; mentre si annunciano investimenti in altre città.
- "Opa su Ansaldo STS, respinto il ricorso di Elliott-Ma secondo il Tribunale vi sono seri indizi di collusione tra Hitachi e Finmeccanica": A conferma della scandalosa svendita di un altro nostro gioiello dell'elettronica (accoppiata come esca al "pacco" Breda ferroviaria) ad una multinazionale concorrente, senza alcuna garanzia occupazionale.
- E chi è dietro a questo piano di svendita-CANCELLAZIONE di tutte le aziende del SETTORE CIVILE (vedi caso quasi tutte a Genova..) per investire il ricavato nel SETTORE DIFESA-AERONAUTICA quello dei tanti scandali Finmeccanica, per cui forse ora cambia il nome in Leonardo? Mauro Moretti, l'inaffondabile e protettissimo AD di Finmeccanica, che con carta bianca totale fa e disfa a suo piacimento. Con particolare riguardo nel DISFARE a Genova, con la quale sembra avere un vecchio fatto personale, vedi la sua guerra come AD di FS al Terzo Valico.
Vogliamo suonare la SVEGLIA?

Spedito da: Italia Pubblicato il: 12 maggio 2016 alle 13:11

Emanuele/Piero

Due persone dello stesso sesso si uniscono, un Dio neanche lontanamente contemplato, il dindarolo dei voti si riempie, le aziende fuggono, la produzione stagna, il degrado, in lungo e in largo, aumenta, per i ventotto/trentenni prendere un mutuo, fare un figlioletto è quasi un sogno; i ladri entrano in casa e, fintanto che non lo fanno a mano armata escono di galera dopo due giorni – e se li becchi, gira che ti rigira, fai la fine di Ermes Mattielli, scoppiato di crepacuore – le tasse aumentano, i droni partono, il nemico ascolta, le partite iva s’impiccano, io sarò banale ma tutto lo stivale è ammantato da tanto ammmore arcobaleno.

Ora sì, adesso siamo un Paese civile e moderno, libero. Eh sì…

Spedito da: Porto di Genova-San Benigno Pubblicato il: 12 maggio 2016 alle 11:59

Lungomare Canapa

Scusate se m'intrometto, ma quel lungomare di cui si parla tanto oggi sui giornali da chi si sveglia tra fumi di erba, dovrebbe essere bonificato da chi lo sfrutta e se ne serve ogni giorno: cioè terminalisti, operatori portuali, categorie. C'è anche una antica stupenda villa da restaurare. Qualcosa vogliono restituire a Genova o no?!? O aspettano che se ne occupi un comune che non è in grado nemmeno di dare una mano di colore alle ringhiere di corso Italia??? basta con questo populismo del belino, solo demagogia quando succede qualcosa di sgradevole o fatti di cronaca nera. tutto ogni giorno è sotto gli occhi di tutti che se ne sbattono altamente! Che ognuno faccia la sua parte!!!

Spedito da: Via Valgoi Pubblicato il: 11 maggio 2016 alle 22:42

Pippi

P.S.
Rispondo ad Antonio.

A Quezzi Alta, zona operaia e contadina, quelli di Lotta Comunista li abbiamo sempre presi a pedate. Rompere le balle alle 9 di sera ai turnisti dell'Italsiser e alle loro famiglie non è mai stata un'idea brillante. Con la stessa franchezza abbiamo sempre trattato Rattofascio come meritava. Ignorandolo e lasciandolo solo nelle sue lunghe conversazioni con l'omino della benzina.

Spedito da: Ancona Pubblicato il: 11 maggio 2016 alle 16:47

ANTONIO

Mentre il mondo si evolve , mentre le vecchie nazioni come Cuba capiscono di sviluppare la propria politica estera e interna , tanto che la nostra amata Havana diventa una Miami da Caraibi , abbiamo ancora a genova uno status latente indietro di 50 anni , più passano i tempi e più loro si fermano a fare i giornalai e i compagni contro le votazioni e i liberi pensieri , son talmente indietro che tra qualche tempo pure la lontana corea DEL nord li raggiungerà e li supererà per vedute e per capacità.

Di chi stiamo parlando?

- Ma sicuramente avete ormai capito or signori e or signore... della realtà di lotta comunista , insediata ormai in piccolissima parte in tutta la nostra società ( = tanto da avere delle spione al palazzo ).

Vivono nel mondo di sotto !



Dove sono distruggono tutto , prossimamente li vedremo protagonisti nel peggiorare rapporti eco-sociali e marittimi , contratti e rapporti che durano da 50 anni hanno la capacità di annientare e distruggere tutto ciò che toccano(=dove passavano gli UNNI non cresceva l'erba), credono di essere i migliori ma non capiscono che sono ormai passati .

I peggiori sono i vecchi di quel sistema comunista ormai passato .

Spedito da: Alghero Pubblicato il: 11 maggio 2016 alle 12:05

Tiruddu

Pallardo ha chiuso con il botto, grande presidente e grande intervento di Sgarbi. Difficile che Duci riesca ad essere al suo livello...è bravo ma non ha quel guizzo in più

Spedito da: Rovigo Pubblicato il: 10 maggio 2016 alle 22:44

Dario Lafava

Ai sardi è piaciuto tantissimo l'intervento di Vittorio Sgarbi alla convention di Federagenti.
Chissà cosa si inventerà il giovane Duci a Trapani per non sfigurare di fronte al suo predecessore, il vulcanico Michele Pappalardo...

Spedito da: Genova Pubblicato il: 10 maggio 2016 alle 15:44

G. Merello

Con Arcangelo Merella sono d'accordo ma non del tutto.
Secondo me raramente a Genova "ci si sciacqua la bocca con performance del nostro porto..", se si riportano dati statistici che NONOSTANTE TUTTO dicono i porti liguri in testa per i traffici, e in conseguenza per tasse allo Stato. Il quale sistematicamente ridistribuisce le risorse in modo...inversamente proporzionale ai traffici e direttamente proporzionali al peso a Roma dei maneggioni politici di altre regioni.
Vedo piuttosto un nostrano "si si è giusto, ce lo meritiamo" che partendo da scontate magagne locali arriva spesso all'autolesionismo, ignorando le enormi responsabilità, nell'impoverimento di Genova, dei governi di turno.
Ieri sera su Primocanale la trasmissione "Macaia" mi ha dato conferme in proposito. Un concentrato di luoghi comuni su Genova, con il buon Manzitti che ha letto un elenco di risapute "cose che non vanno" a Genova. Peccato non abbia letto il lungo elenco di nostre aziende a partecipazione pubblica sane e produttive cancellate dai governi di turno, l'ultima è il gioiello Ansaldo STS svenduta ai giapponesi (per compensare il "pacco" Breda) nel totale SILENZIO dei "mea culpa" nostrani.
Quando il prof Maresca ha accennato alle conseguenze dell'inaugurando tunnel del S. Gottardo (che favorirà ulteriormente i porti del Nord Europa) nessuno ha ricordato che la Svizzera ha più volte ufficialmente sollecitato il Terzo Valico, opera vitale non solo per Genova che dopo mille ostruzioni e finanziamenti col contagocce ora subisce l'ultimo attacco con nuove norme "ad hoc"sui materiali di scavo.
Nessuno che abbia chiesto quali principi guidano gli ultimi finanziamenti a "pioggia pilotata", che vanno dai 50 milioni per Trieste ai 500 per Taranto ai 7 miliardi per Gioia Tauro/Calabria. Mentre i 15 milioncini per il waterfront di Piano (sufficienti per la sola nuova Torre Piloti) sono già bloccati dalla UE grazie al M5S.
Caro Merella, chi affossa Genova risiede soprattutto a Roma e qui trova alleati non solo in politici e amministratori locali inetti ma anche in chi invece di dare la sveglia recita il De profundis.

Spedito da: GE Pubblicato il: 10 maggio 2016 alle 15:36

Piero

Che politici di m… esistono solo per perpetuare se stessi all’infinito mentre tutto sta crollando
Viviamo in un paese che non aiuta I suoi poveri, che non aiuta I suoi imprenditori a creare benessere lavoro e ricchezza. Genova sta scomparendo dalla carta geografica, in Europa bombe, attentati suicidi, accoltellamenti, nel frattempo abbiamo gia dimenticato Colonia, o peggio Parigi, Bruxelles, Londra e Madrid, ribellioni nei centri di accoglienza, intolleranza verso gli infedeli che saremmo noi in casa nostra, La Gran Bretagna che vuole uscire dall'Unione Europea, la Turchia che ci entra senza che ce ne accorgiamo, l'Austria che vuole chiudere il Brennero, tante altre frontiere già chiuse, ‘’strade libere per incivili e violenti’’.
Questa storia dei migranti sta per distruggere tutto il benessere economico culturale e la pace duramente conquistate in Europa dai nostri genitori nonni e anche da tanti di noi che hanno lavorato duramente tutta la vita.
Non e’ questo il mondo in cui sognavo di vivere. Era ben diverso il futuro immaginato per i nostri figli e nipoti sopratutto se femmine
A… è al bar, ma gli ubriachi siamo noi, e ci aggiungo pure stupidi e idioti.

Spedito da: Genova porto/aeroporto ed oltre Pubblicato il: 10 maggio 2016 alle 13:32

magolino

..breve prefazio...sursum corda...o chattaioli...perché GENOVA FUTURA come indefessamente da secoli la Lanterna ci indica, vi guidarà nella giusta rotta per un felice e duraturo approdo.
Ordunque illuminati da cotanto "faro" e non più oppressi dalla cronica secolare ignavia, con gioia approdiamo nelle "braccia" di mamma ex ILVA con:
- la nuova funzionale Stazione Marittima ed annesso/connesso duty free etc.etc. Stazione doverosamente servita e pertanto logisticamente/facilmente raggiungibile con: strade, autostrade, FS e non ultimo, con l'asservito( come finalmente oggi stà iniziando ad essere nel concetto di Genova Miami d'Europa!) dell' Aeroporto C.C. Ed ancora, possibilità di idonei piazzali di accesso/gestione razionale di Bus turistici/Auto etc,etc. L'obsoleta e non più funzionale Stazione Marittima, sarà finalmente dedicata al Museo del Mare ed all'insediamento di Ingegneria Navale oggi ubicata...beh, lasciamo perdere;
-insediamento del complesso Fiera, così come per La Cittadella dello Shipping e del Metro Mare ,.... tutto come dettato/previsto e autonomamente realizzabile, nel progetto GENOVA FUTURA.
Signori chattaioli, non siate quindi tristi, avviliti, depressi dall'ignavia pressante...sursum corda.... Habemus solutionem.
Si "faccino" finalmente i fatti, perbacco! Perché chi vive di solo mugugno,speranza sono le zitelle ed i pescatori alla lenza: siete voi forse riconducibili a questi?
E così sia ed è con sommo "gaudium", perché finalmente si sarà in grado di essere autonomi. Senza attendere nulla e nessuno. Perché nulla e nessuno verrà ad aiutarci, che lancio il mio universale
Ke Linse

PS/ Genova città non inquinata...giammai HUB terminalistico...

Spedito da: Palermo Pubblicato il: 10 maggio 2016 alle 08:22

Pino Magnacci

Chi è quel professionista indipendente (?) che prende soldi da un'associazione di categoria per esprimere opinioni in pubblico su un argomento che non conosce?
Amici liguri, a voi la risposta.

Spedito da: Pubblicato il: 09 maggio 2016 alle 14:08

eugenio burli

...ed alla fine la sòla Solas arrivò! I periti traduttori della Comando Generale se ne fregano degli impatti sul commercio e scambiano (volutamente?) i "caricatori" con gli "spedizionieri". Ma un Ferrero che esporta in tutto il mondo la sua nutella, che se ne farà mai di uno spedizionere per pesare i propri contenitori? E poi: strumenti di pesatura solo se omologati (o quasi...) e nessuna indicazione sul transhipment.
Ottimo lavoro!

Spedito da: Pubblicato il: 09 maggio 2016 alle 13:33

Maurizio Maresca

Non ho affatto scritto che la direttiva 23 si applica sempre alle concessioni demaniali. La sua applicazione potrebbe configurarsi solo se il contratto non avesse per oggetto solo l'utilizzo dell'area ma comportasse , come in tutti casi in cui si richiede una proroga, l'effettuazione di lavori. Ho invece detto che la modifica della concessione, se fosse corretta la posizione tradizionale del consiglio di stato e della corte costituzionale, dovrebbe essere consentita dal diritto europeo e "segnatamente dell' art. 43 direttiva 23 del 2014 (o dei principi generali che comunque coincidono con l' art. 43) ". Due importanti sentenze della corte europea - che certamente Billy Flinn conosce - enunciano criteri di immediata applicazione comuni o recepiti dall'art. 43.
Quindi se, come dice il consiglio di stato, si applica il diritto europeo resta che la modifica è possibile solo per lavori aggiuntivi o modifiche non sostanziaii. Se l'opinione del consiglio di stato fosse sbagliata è ovvio che si applicherebbe il regolamento al codice.

Spedito da: genova Pubblicato il: 09 maggio 2016 alle 13:16

arcangelo merella

Più passa il tempo, anche quello che dedico all'approfondimento delle questioni più rilevanti per la nostra economia del mare, e più cresce in me l'angoscia di una città che fa di tutto per affossarsi.
Sono ottimista, o meglio lo sono sempre stato, ma ora incomincio a pensare che solo una rivoluzione può evitare il tracollo di Genova.
Continuiamo a sciacquarci la bocca con performance del nostro porto ignorando il fondato scetticismo che circola in ambito UE circa la capacità di affrontare e risolvere i problemi nei tempi giusti.
Sono incredulo quando constato come opere fondamentali, sempre pomposamente annunciate, sono ancora li in attesa di un timido avvio persino a livello progettuale. E qualcuno pensa ancora che un AP trasformata in SPA sia inutile?

Spedito da: Pubblicato il: 09 maggio 2016 alle 12:23

Billy Flinn

Visto che il Prof. Maresca ci regala pareri a gratis, ne approfittiamo. Cosa vorranno dire le norme sotto riportate? Grati come collettività informe.

Direttiva UE 2014/23, considerando 15 (…accordi aventi per oggetto il diritto di un operatore economico di gestire determinati beni o risorse del demanio pubblico, in regime di diritto privato o pubblico, quali terreni o qualsiasi proprietà pubblica, in particolare nel settore dei porti marittimi o interni o degli aeroporti, mediante i quali lo Stato oppure l’amministrazione aggiudicatrice o l’ente aggiudicatore fissa unicamente le condizioni generali d’uso senza acquisire lavori o servizi specifici, non dovrebbero configurarsi come concessioni ai sensi della presente direttiva), nonché il comma 8 lett. a) dell’art. 10: La presente direttiva non si applica alle concessioni per l’acquisto o la locazione, quali che siano le relative modalità finanziarie, di terreni, fabbricati esistenti o altri beni immobili o riguardanti diritti su tali beni.
Normativa di recepimento: il D.Lgs 50/2006 (c.d. Codice dei contratti pubblici all’art. 17, comma 1, lett a), esclude che le disposizioni del codice si applichino “agli appalti e alle concessioni di servizi: a) aventi ad oggetto l'acquisto o la locazione, quali che siano le relative modalita' finanziarie, di terreni, fabbricati esistenti o altri beni immobili o riguardanti diritti su tali beni”. Art. 164: “in ogni caso, le disposizioni della presente Parte non si applicano ai provvedimenti, comunque denominati, con cui le amministrazioni aggiudicatrici, a richiesta di un operatore economico, autorizzano, stabilendone le modalita' e le condizioni, l'esercizio di un'attivita' economica che puo' svolgersi anche mediante l'utilizzo di impianti o altri beni immobili pubblici”.

Spedito da: Pubblicato il: 08 maggio 2016 alle 22:58

giorgio.carozzi

@maresca
sentitamente ringrazio! fin che dura...

Spedito da: Pubblicato il: 08 maggio 2016 alle 14:36

maurizio maresca


Merello
Quello delle concessioni demaniali e della loro proroga è un tema che conosco (senza avere alcun interesse da tutelare). È un tema giuridico dietro al quale si muovono interessi. E, come sempre, fra interessi privati, vari populismi e forme di consociativismo ( o talora peggio) si generano corto circuiti. Provo a riassumere.
Il profilo giuridico
Sulla base del parere del Consiglio di stato, che riprende la sua tradizionale giurisprudenza, le concessioni demaniali non possono essere né assentite ne "allungate" sulla base delle regole del codice marittimo e del suo regolamento ( che impongono la trasparenza ma non anche una gara). Il consiglio di stato ha rilevato, ancora una volta, la piena applicazione e la prevalenza del diritto europeo sopravvenuto a codice e regolamento : piena applicazione e prevalenza che il Mit nella sua bozza di regolamento esclude, invece, partendo da opzioni interpretative diverse (secondo il Mit la concessione demaniale è un atto di messa a disposizione di aree e non è equiparabile alla concessione di servizi come Consiglio di stato e Corte costituzionale affermano non venendo quindi in rilievo le norme in materia di servizi ). Questo significa che, secondo il consiglio di stato ( e la stessa corte costituzionale), la modifica delle concessioni demaniali portuali può avere luogo o con una vera e propria procedura di gara oppure sulla base del diritto europeo e segnatamente dell' art. 43 direttiva 23 del 2014 (o dei principi generali che comunque coincidono con l' art. 43) per realizzare "lavori aggiuntivi" che si rendono necessari e non previsti nella concessione originaria. Le norme europee prevedono anche una specifica procedura di controllo ad opera della Dg concorrenza che l'ente concedente ( l'autorità portuale) deve avviare. Si tratta di procedure che il Mit applica nel caso degli aeroporti ( pure regolati dal codice della navigazione ) e delle autostrade.
Gli interessi
Poi ci sono gli interessi ( ovviamente sempre leciti - non considero quelli illeciti). È ovvio che i terminalisti hanno tutto l'interesse ad evitare l'applicazione del diritto europeo e sostengono quindi la bozza originaria di regolamento. E comprensibile e logico che le imprese ed i loro avvocati, malgrado l'orientamento della massima giurisprudenza, tendano ad una interpretazione che consenta loro di sottrarsi all' area del diritto europeo, alla libertà di accesso ed al diritto comunitario della concorrenza. Per contro ci sono molte forze in Parlamento ( a destra e a sinistra) che sostengono invece la necessità di gare, anche quando il diritto europeo non le imponga, in nome della concorrenza e per superare le rendite di posizione; basta leggere i resoconti sul nuovo codice degli appalti i(il sen. Rossi non è il solo ad inserirsi in questa corrente).
La storia recente
I porti sono andati avanti "per conto loro": fra regole non chiare e spinte corporative. Certo è che oggi qualcuno potrebbe anche domandarsi che ne è di quelle proroghe assentite nei recenti anni nel rispetto del diritto interno (e rispetto alle quali magari la commissione europea non ha ritenuto di aprire alcuna procedura di infrazione) ma in contrasto con il diritto europeo ( appunto pienamente applicabile secondo il consiglio di stato)!

Spedito da: Pubblicato il: 08 maggio 2016 alle 13:57

Maurizio.maresca

Vigo
Concordo sulla desolante situazione di Genova : una città marginale certo per l'assenza di una classe politica di qualità. Ma, seppure meno, incide anche la latitanza in genere del mondo dell'economia, dei media e della stessa università (ambienti che da tempo hanno cessato di proporre ed incalzare avendo riguardo agli interessi della collettività limitandosi a compiacere i piccoli poteri locali per specifici interessi o quantomeno alla neutralità per la sopravvivenza. Fa eccezione ovviamente il grande timoniere !

Spedito da: Monza Pubblicato il: 08 maggio 2016 alle 12:12

Elio et ses histoires

Prima o poi voglio dedicare un'altra canzone al porto di Genova.
Ricordate la prima?
Ditemi perché se la mucca fa muuuu il Merlo non fa meeeee!

1 2 3 ...   9

Tutti i blog sono moderati e i commenti ritenuti inadatti (a nostro insindacabile giudizio) non saranno pubblicati.