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Le mani della Cupola sulla bisca nei porti “riformati”

All’inizio sembra una rappresentazione grottesca, alla fine appare come una tragedia del potere. Quale misteriosa Cupola governa l’oscuro caos che alimenta i porti, trasformati in bische da rischiatutto? Se ricacci sul fondo ciò che ti risale dallo stomaco, qualcosa capisci. Per esempio, che lo schieramento progressista si candida inverosimilmente al ruolo di becchino della prima piazza nazionale dello shipping. Missione suicida e vomitevole. Accompagnata da trovate demenziali, da slogan da manicomio e scemenze orrende. Bugie spacciate da incredibili facce di latta. Scopriremo a chi intendono consegnare le spoglie dopo la battuta di caccia: finanzieri, banchieri, speculatori, agenzie del lavoro, immobiliaristi centrifugati nel cocktail della conservazione?

Intanto… Uno zuccherino per Genova: 15 milioncini che serviranno a malapena per fare la punta alle matite di Renzo Piano. E poi, pescando a caso, 25 milioni del Cipe per il centro storico di Alessandria, 50 milioni a Trieste, 250 iniettati nel defunto terminal container di Taranto, altri robusti sostegni concessi al sempre più marginale hub di transhipment di Gioia Tauro. E’ irritante e disgustoso che la cattiva amministrazione territoriale si trasformi in alibi per un governo centrale che non riesce neppure a riaprire un senso di marcia sull’Aurelia. Il mondo dello shipping globale vola, si evolve e si trasforma, ogni giorno si combattono nuove battaglie a colpi di aggregazioni per conquistare posizioni sui mercati. Ma questo governo ostaggio di interessi di parte, di nuovi baluardi innalzati per chiudersi dentro, orfano di idee, continua ad aggrapparsi alla marginalità, alle inadeguatezze e al consociativismo genovese per giustificare inadempienze e fallimento della pianificazione centrale. Nei porti militarizzati dall’ammiragliato non si batte più chiodo. Il modello vincente è quella parte del Paese portuale che non chiede cultura e innovazione, non sollecita cambiamento per le sfide, non pretende nuovi traffici ma solo la mediocrità e la solidarietà di chi è amico e suddito. E quindi funzionale agli affari di pochi. Burocrazia e ambigui tecnicismi lasciano i concessionari dei terminal nel guado. Polverizzati gli ombrelli di protezione che garantivano continuità al mondo del lavoro e ai portuali. La riforma che il ministro dei Trasporti, Delrio, porta in tour per la Penisola cantando le lodi della nuova frontiera è un bluff, è solo una rivisitazione della governance delle Authority. Limitata, modesta, controproducente, destinata a triplicare stipendi e competenze.

Ci volevano i siluri del Consiglio di Stato per ammutolire un pochino i cortigiani che ormai rappresentano le categorie imprenditoriali. Il demone dell’ambizione che stravolge il senso del bene comune tra le nuove leve del Pd e il suicidio con cui il centrosinistra ha politicamente legittimato l’affermazione dell’incompetenza come regola di governo al ministero dei Trasporti, non hanno ancora il sapore della resa definitiva. Inizia, infatti, l’ultimo conto alla rovescia: c’è solo da calcolare quanto tempo impiegherà Roma per distruggere la fisionomia mercantile di Genova e della Liguria, in nome del consociativismo e dei soldi da spartire tra i pochi che comunque garantiscono una desolante “decrescita felice”.

Rullano i tamburi, ma il rischio dell’esclusione ha la potenza di un bombardamento a tappeto. Ne sanno qualcosa perfino in California, dopo l’annuncio che la compagnia francese Cma-Cgm sospenderà i viaggi delle sue navi da 18.000 teu fra l’Asia e i porti della costa ovest a causa della inadeguatezza delle strutture portuali di Los Angeles, Oakland e Seattle. Il primo viaggio dell’ammiraglia della flotta, la “Benjamin Franklin”, lunga 398 metri, era stato salutato due mesi fa come una svolta per i porti californiani, che si rivelano impreparati al gigantismo navale. Da Marsiglia avevano annunciato che la “Franklin” sarebbe stata affiancata nel servizio da altre cinque unità gemelle. Ma dopo soli tre mesi il progetto è stato abbandonato, con ricadute sul mercato tutte la verificare.

Intanto in Svizzera si sta allestendo la grande kermesse per l’inaugurazione del tunnel del San Gottardo. Fra tre sole settimane, Alptransit San Gottardo consegnerà la galleria alle FFS. Ci saranno premier e ministri dei Paesi affacciati sul tragitto del corridoio merci Rotterdam - Genova. Due treni, uno da nord e uno da sud, inaugureranno la galleria più lunga del mondo. Chissà se quel giorno anche Delrio comprenderà quanto concretamente i nostri porti rischiano di perdere ulteriori quote di traffico a favore del Nord Europa, grazie alla nuova ed efficiente porta spalancata sui mercati più ricchi e appetibili. Mentre i suoi distretti non valgono un videogioco.

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Commenti inseriti: 86 — pagina 1 di 4

Spedito da: Genova Pubblicato il: 01 giugno 2016 alle 23:13

Observer

Il mondo imprenditoriale ha festeggiato in modo adeguato le nuove mega gru del terminal container PSA Voltri Prà del porto di Genova, che diventa leader nel Mediterraneo per la qualità del servizio alle grandi navi. Tantissimi gli operatori, molti i politici. Purtroppo assente chi, come il senatore Maurizio Rossi, avrebbe potuto approfittare di questa occasione per capire le ragioni dei terminalisti che chiedono tempi di concessione adeguati agli ingenti investimenti che realizzano.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 01 giugno 2016 alle 17:49

G. Merello

GOTTARDO-SVIZZERA E GENOVA-ITALIA

Caro Timoniere
Il tuo commento sul Meditelegraph di oggi "Genova non partecipa alla festa del Gottardo" rinnova la rabbia, su un evento di estrema importanza ma per Genova. porti liguri e Italia per ora solo negativo dato il vergognoso ritardo del Terzo Valico.
Sì, Genova e prima ancora l'ITALIA (diciamolo forte) come previsto sono oggi esclusi dalle alleanze e dalla competitività creata dalle grandi INFRASTRUTTURE di collegamento europee. Era ed E'sacrosanto denunciare forte e chiaro lo SCANDALO del CORRIDOIO GENOVA-ROTTERDAM che in mancanza del Terzo Valico è SEMPRE PIU' un Corridoio veloce tra il ricco Nord Ovest italiano e i Porti del Nord Europa!
Questo strano governo italiano (compiendo l'opera dei precedenti) i FORTI INVESTIMENTI PUBBLICI di cui tu scrivi non li fa dove renderebbero, cioè collegando in modo efficiente al loro naturale retroterra italiano ed europeo i porti liguri, i più importanti del Paese. Che rendono fior di miliardi annui SOLA ANDATA allo Stato. No, tali investimenti li fa, a fondo perso, dove la geo-politica pesa di più. in porti fallimentari.
Tu così condensi la situazione: "Comune e Regione strutturalmente e geneticamente incapaci di trovare un filo comune, un progetto di sviluppo da contrapporre alla CLAMOROSA DISATTENZIONE DELLO STATO". Manca solo citare il peso ZERO dei politici che ci rappresentano a Roma, dove comanda appunto la "cupola".
Su Gottardo e affini, una settimana fa il console svizzero Baumann ha visitato il porto di Genova e incontrato suoi rappresentanti nonchè Doria e Toti, sollecitando ancora una volta Genova a ritornare porto della Svizzera e non solo.
Ma se il Terzo Valico (e il raddoppio Genova-Ventimiglia, e la nuova diga, ecc ecc) non hanno i dovuti finanziamenti PUBBLICI, restano solo parole, con l'AUTONOMIA FINANZIARIA ZERO all'italiana!
Un esempio sul rapporto tra Stato e porto si leggeva sul Meditelegraph di ieri: "Torre piloti Genova, indagato l'ex capo del Consiglio Superiore Lavori Pubblici". Già, quello che diede l'ok finale all'assurdo posizionamento della Torre crollata tre anni fa. Tuttora da ricostruire, compresa in quel Blue Print di Renzo Piano che finora dallo Stato ha avuto solo una elemosina.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 01 giugno 2016 alle 08:17

Oronzo lo Sbronzo

Leggendo giornali e siti specializzati mi sono fatto un'idea: lo shipping è pieno di nani, almeno qualcuno ci metta le ballerine!

Spedito da: genova Pubblicato il: 31 maggio 2016 alle 13:45

Realista

In Francia si sa quando fanno uno sciopero, una manifestazione, giusta o sbagliata che sia, sono tutti solidali, compatti, uniti. Non scherzano per ottenere il risultato.
Provate a bloccare la città a Genova
......come minimo avreste tutta la cittadinanza contro con mugugni per il disagio. Ma si sa che ognuno pensa al sua giardinetto!

Spedito da: Porto di Genova San Benigno Pubblicato il: 31 maggio 2016 alle 13:09

ricky

timoniere e compagni di pilotina, se potete date un po' un occhio sul web al video della manifestazione dei dockers di Le Havre... Manifestazione?.. una dichiarazione di guerra! questi ci fanno nuovi, altro che musse!

Spedito da: barcaccia Pubblicato il: 31 maggio 2016 alle 12:08

davide cuppari

Domani inaugurano la super galleria del Gottardo, ma il problema di Genova è il maxi-schermo a Deferrari! O maxi scherno!In quale dimensione temporale stiamo vivendo? diamoci un pizzicotto...

Spedito da: Rovegno Pubblicato il: 30 maggio 2016 alle 22:49

Tore il Saldatore

Aggiungo la mia voce a quelle di coloro che non vogliono più leggere i nomi di Rattofascio e Stassë su Pilotina.
Oggi il fotografo matto passeggiava sereno in via XII ottobre con la sua balenottera: lasciamoli nuotare in pace.
Saluti da Rovegno

Spedito da: Genua Pubblicato il: 29 maggio 2016 alle 19:46

Der Kappelle

Quando si potrà affrontare seriamente il tema della safety a Genova? Anche con la partecipazione della Culmv naturalmente

Spedito da: Milano Pubblicato il: 29 maggio 2016 alle 08:58

Enrico Vigo

Caro Carozzi, c'è tanto da dire e fare (ma c'è il mare in mezzo):

Sarò breve. Nel comprensorio attorno a San Benigno + sopraelevata portuale + Lungomare Canepa non si batte chiodo. Il cantiere del raccordo Strada a Mare Cornigliano - Casello Autostradale A10 GE-Aeroporto è in procinto di partire tra qualche mese, ma siamo forse in attesa di qualche tegola per rimandare ancora questa opera? Le stramaledette ferrovie portuali non partono mai, come il fottutissimo rifacimento del raccordo del casello A10 di Voltri-Prà con il VTE. Facciamolo pure venire a Genova il ministro Delrio, a fargli vedere una città abulica, statica, opprimente, ossessivamente incapace di fare il minimo sindacale per sopravvivere. Ma che ci si aspetta da San Delrio? Qualcuno ha la fregola di fare passerelle e baciamani inutili, ma sinergici alla autoreferenza di un establishment chiaccherato e conservatore (qui il Gattopardo impallidirebbe come un principiante).
Quanto alle Dogane concordo pienamente con Giachino, si sono dimostrate lungimiranti e proattive più altre istituzioni pubbliche. Il 1° luglio avremo la tegola "SOLAS" (sicurezza, non Dogane) della pesatura dei containers che dovrebbe rilanciare il filone "porto-secco" oltre Appennino e la ferrovia, laddove spazi e strutture permetteranno di fare quello che a Genova è impossibile.
Quanto al solito Piero, ossessionato a senso unico, pur essendo io stesso feroce contro i renzuscones, i renzuscoidi, i renzuscanti, i renzuschini e i renzuschelli, auguro di cuore di aprire il paraocchi e aguzzare la prospettiva sui veri distruttori di Genova, quelli da lui nominati non arrivano al 33% dei danni irreparabili fatti negli anni. Ma una cosa è certa, quando ci si fa prendere da ossesioni fobiche si sa dove si parte, ma non si sa poi dove si arriva, e lo spettacolo diventa sempre più indecente, a dirla meglio agghiacciante.

Spedito da: UK Pubblicato il: 28 maggio 2016 alle 23:28

Piero

L'inutilita' anzi i danni che il sindaco mestizia ha procurato alla citta' come tutti i suoi predecessori da cerofolini in poi, dal mio punto di vista sono immensi e non recuperabili. Se tutti I progetti o quasi da quaranta anni a questa parte fossero stati realizzati vedi gronda terzo valico Disney??etc , Genova sarebbe una citta' moderna anche piu' di molte altre citta' europee e avrebbe attirato ricchezza, dinamismo e cultura che avrebbero portato all'abbandono di ideologie assassine e buonismo suicida.
L'abbraccio mortale del PC/PDS/DS/PD non erano altro che artigli affilati che ci hanno dilaniato e spolpato delle ricchezze create dai nostri genitori e antenati. E oggi sperimentiamo sulla nostra pelle di che pasta sono fatti i comunisti/progressisti delle diverse sigle.
Nel nostro piccolo vediamo che Genova citta’ meravigliosa e ricca di benessere nella mia infanzia e’ diventata una citta’ economicamente a pezzi abbandonata a se con zone di illegalita’ diffusa, sporca dove non si riesce piu’ a costruire nemmeno un treno veloce ecologico che ci leverebbe dal triste e grigio isolamento in cui siamo precipitati. Collegati velocemente e comodamente con una citta’ come Milano ed I suoi aeroporti vorrebbe dire essere connessi al mondo.
Ed il suo porto che col Presidente Dagnino era il secondo porto container d’Europa davanti ad Anversa ed Amburgo nel tempo e’ stato superato anche dalle rivali che si affacciano nel Mediterraneo.
Nel mio piccolo ringrazio il Sig Mino Giachino per la sua lettera al ministro, e nel mio piccolo chiedo ad alta voce al presidente di regione un suo commento su questo blog sul futuro che lui immagina per questa citta' e per questa regione.
Voglio ricordare al Sig Toti che la sua elezione per me ha significato un segno di rottura con il passato, e
che se non da presto qualche segnale forte di cambiamento, e' al momento ricordato solo per i permessi ad eventuali nuove costruzione sul promontorio di Portofino che io trovo per la sua immagine politica una grande idiozia.

Spedito da: genova Pubblicato il: 28 maggio 2016 alle 20:27

massimo cu

e in Francia? .... siete tutti fortunati , io un po' di cacciare la farei... così per dire che ci siamo ancora...

Spedito da: Torino Pubblicato il: 28 maggio 2016 alle 01:08

Mino Giachino

Le Dogane stanno recuperando i porti non ancora.
La mail che ho inviato a Delrio

Caro Ministro,
come vedi dalla pagina un po' ingiallita del Secolo XIX di Genova del 18.5.2012 l'Ikea minacciava di lasciare i porti italiani a causa della lentezza delle Dogane. Il sistema doganale nel Piano nazionale della logistica cui avevo lavorato con la Consulta nazionale dei trasporti e della logistica, chiusa stupidamente dal Governo Monti, era in quegli anni insieme al GAP delle infrastrutture ai primi posti della inefficienza logistica del nostro Paese che anche Tu nel Tuo Piano hai confermato vale oltre 40 miliardi euro anno.
In questi anni le Dogane hanno fatto passi da gigante e io dico,non tanto paradossalmente, ma con la efficienza dimostrata sia nel preclearing sia con la entrata in vigore del Codice doganale unico, hanno quasi superato gli operatori logistici e oggi il problema dell'H 24 si pone di più per il sistema portuale e logistico perché per le Dogane di fatto è una realtà.
Ho partecipato con piacere, da presidente di Saimare, insieme agli spedizionieri di Spediporto alla consegna di una targa al Direttore delle Dogane di Piemonte e Liguria , Franco Letrari.
A pochi giorni dalla inaugurazione del Gottardo grazie agli altri GAP del nostro sistema logistico, dal sistema portuale senza Presidenti, all'ancora insufficiente collegamento ferroviario tra i nostri porti e il mercato europeo, ai limiti strutturali dei nostri porti rispetto alle nuove meganavi, noi rischiamo che venga ancora di più rafforzato il sistema logistico nord-europeo.
Sono lieto che nei prossimi giorni sarai a Domodossola e attorno ai nodi del collegamento ferroviario del Nord Italia e i trafori svizzeri.
Hai ricordato recentemente lo scandalo del milione di container diretti al nostro Paese che scelgono di arrivare ai porti del Nord Europa. Sono container che Genova può recuperare più di tutti gli altri porti del Nord Italia. Recuperare quel traffico può portare al nostro PIL dai 3 ai 4 miliardi in più con i relativi posti di lavoro. Ecco perché una visita a Genova Ti sarebbe molto ma molto utile nell'impegno che stai mettendo dopo essere andato a incontrare le Comunità portuali di Napoli e Trieste.
Il Porto di Genova è cresciuto molto in questi anni ma a breve , e proprio per i motivi citati sopra, può essere quello che ha il più ampio margine di crescita ma al contempo e' quello che rischia di essere più toccato dalla nuova apertura del Gottardo se il nostro sistema logistico portuale non sara'messo nelle condizioni di migliorare e crescere.

Ti ringrazio molto della attenzione,

Mino Giachino

Spedito da: capannelle Pubblicato il: 27 maggio 2016 alle 22:42

fdp

@merello
condivido e sottoscrivo!

Spedito da: genova Pubblicato il: 27 maggio 2016 alle 18:49

filippo

#nodoria!!!!!!!!!!!!
le ultime dichiarazioni del sindaco Doria sulla Gronda (che lui non ha mai voluto, riconosciamogli la coerenza) sono semplicemente scandalose e demenziali. sono senza parole, allibito da tanta insipienza amministrativa e politica. Timoniere, sei stato troppo bravo quando lo hai battezzato Amleto Mestizia... prima se ne va a casa e meglio è per tutti!

Spedito da: Genova Pubblicato il: 27 maggio 2016 alle 17:42

cico barque

@Fifa 2016

Che dire, il prode Piero cercava forse una sponda in Confetra ma più che gli spedizionieri potè il...digiuno.
Sarà per un'altra volta, alzati Lazzeri!

Spedito da: Genova Pubblicato il: 27 maggio 2016 alle 15:43

G. Merello

@ fdp
Spesso la pensiamo in modo simile, caro fdp (propongo lasciare il sig) ma in questo caso un po meno. Per quanto si sa di Zampini e le sue azioni, penso sia uno degli ultimi veri manager industriali rimasti a Genova. "Indicazioni dure e decise" ne ha date molte anche prevenendo certi fatti, ma essendo uomo d'azione e non un burocrate (non a caso è ingegnere e non avvocato, di cui è piena la politica) dice parole poche ma pesanti.
Non vedo chi nella sua posizione può esplicitamente "fare nomi e cognomi di chi frena e affossa", oltre al denunciare in modo chiaro e cercare di prevenire i madornali errori di chi ci governa, sia localmente che a Roma. Come ha fatto ora scrivendo a Delrio sulla situazione del nostro porto senza guida, con terminalisti bloccati e forte rischio di fuga di aziende fondamentali come i riparatori navali. C'è forse bisogno di "fare nomi e cognomi" di CHI ci governa localmente? Basta leggere sul Secolo di oggi (Genova verso il record storico delle crociere) cosa dice Monzani responsabile di Stazioni Marittime, sul nostro COMUNE che è persino ricorso al TAR per "liberarsi" di un misero 5% nelle azioni di una risorsa della città come il terminal crociere! Lo stesso Comune che da Pericu in poi ha portato al fallimento l'Ente Fiera, e ha rifiutato di entrare nelle azioni della Soc Saloni Nautici! La "spallata" per non dir di peggio credo la meriti chi ha votato chi ci governa a Tursi!
Buona serata, e speriamo bene

Spedito da: Ciavai - Zena- Repubblica delle Banane Pubblicato il: 27 maggio 2016 alle 14:00

Paceco

Sono d'accordo con Vigo.
Sulle aree ex-Piaggio sarebbe bene andare ad insediare attività il più possibile omogenee a quelle preesistenti.
In quest'ottica ricordo che tra i pretendenti a quelle aree c'è un'azienda dell'high-tech della Val Bisagno, che da molto tempo sta cercando di crescere e portare nuovi impianti ed occupati a Genova, quando probabilmente avrebbe molta più facilità ad insediarsi in altri lidi.
Purtroppo temo che se la concessione verrà discussa dal nuovo presidente dell'AdSP, vi siano concrete possibilità che tra amici si trovino accordi bonari, con la conseguenza che un certo via vai di "cammi" gialli si sposti tragicamente da Cornigliano a Sestri Ponente.

Spedito da: capannelle Pubblicato il: 27 maggio 2016 alle 13:15

fdp

Grazie sig. Merello! Condivido, ma da Zampini mi aspettavo molto di più, proprio perché apparentemente fuori dai giri soliti: insomma, una vera spallata, con tanto di nomi e cognomi di chi frena e affossa e indicazioni dure e precise sul futuro. Mi è sembrato molle, uno che dice tanto per dire perché è obbligato ma non ci crede più! Poi, posso sbagliare. Certo le lettere a Roma lasciano il tempo che trovano, quando non finiscono nel cestino...

Spedito da: Milano Pubblicato il: 27 maggio 2016 alle 07:28

Enrico Vigo

Aree demaniali ex-Piaggio Sestri P.

Rifletta bene Autorità Portuale prima di dare in concessione quelle aree vicine ad una nuova zona residenziale e alla Marina di Genova Aeroporto a chi genera andirivieni di camion da/per deposito, il modo peggiore per svilire il comprensorio altamente fragile, con accessi substandard e vocazione d'altro tipo.
Quando leggo tra i pretendenti certi nomi rabbrividisco.

Spedito da: Reggio Calabria / Genova Boccadasse Pubblicato il: 27 maggio 2016 alle 07:26

Etta Mar

Chissà come mai, tutti quelli che vengono beccati con le mani nella marmellata scoprono di tenere famiglia e malattie... Mah.

Spedito da: UK Pubblicato il: 27 maggio 2016 alle 06:44

Piero

Lo stato assume "in NERO" i suoi dipendenti. Non contento ruba le pensioni di coloro che hanno onestamente lavorato e pagato i contributi e le "gira" ai sui pensionati "in nero". Poi la menano con la lotta all'evasione, ma il primo evasore d'Italia è proprio lo stato italiano.
I nostri governanti e parlamentari non capiscono che quando fanno una legge (proprio in virtù del fatto che dovrebbe essere uguale per tutti) il primo a doverla rispettare è lo stato.E questo non è un regime? Siam tornati al medioevo dove il signorotto (lo stato) fa il bello e il cattivo tempo cioè se ne frega e non paga I debiti e tu povero vassallo vieni spellato a suon di imposte tasse e sanzioni e se sgarri perchè sei a bolletta non c'e' pieta'. Che progresso!!!!!

Spedito da: la spezia Pubblicato il: 27 maggio 2016 alle 00:03

federico

Anche gli imprenditori portuali spezzini tendenzialmente tendono per vocazione a farsi i propri affari. Ma almeno ogni tanto qualche dimostrazione di vitalità la danno. Sottoscrivo quello che si legge anche su MediTelegraph e che non mi pare di aver colto nell'intervista citata a Zampini... Difficilmente, sostiene la Community portuale spezzina, anche un tecnico e (ancora meno un burocrate o un politico a caccia di poltrone) che fosse «paracadutato» su La Spezia, potrebbe prendere in mano questa macchina complessa che richiede uno sforzo coeso di tutte le componenti del porto.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 26 maggio 2016 alle 20:09

Fifa 2016

@ cico barque

Dio ti benedica, cico.
Ma dimmi un po': dell'amico Piero Lazzeri cosa vogliamo dire?

Spedito da: Genova Pubblicato il: 26 maggio 2016 alle 17:25

G. Merello

@carozzi
Caro Timoniere, grazie ma credo di essere più che "analista" di media solo un cittadino che segue da sempre le sorti della sua città, conscio che il tempo fugge. Tu che combatti da una vita sei un mio modello.
Ritorno sull'ing. Zampini, di cui ieri commentavo la recente intervista. Non ha certo bisogno di difese, ma vorrei capire cosa intende Fdp (che ha idee spesso simili alle mie) scrivendo che si aspetterebbe da lui "una spallata di quelle vere, non i soliti giri di parole".
Capisco che anche Fdp ha stima di una persona che da 15 anni guida, tra cento burrasche e trappole di Finmeccanica, Ansaldo Energia, cioè l'ultima Ansaldo scampata al metodico massacro di grandi aziende genovesi (ultime vittime STS e Selex Es).
Sembriamo d'accordo nel riconoscere i suoi grandi meriti in Ansaldo Energia, salvata nonostante Moretti e con un futuro di crescita nel nuovo stabilimento in aree ex Ilva, pur dovendo rendere conto al socio cinese.
Come presidente Confindustria non si è limitato alle parole, ha cercato ad es di dare una svolta alla Camera di Commercio, si è arreso ai numeri della conservazione.
Commissariamento di palazzo S. Giorgio (l'altro ieri ufficialmente prorogato di 6 mesi!): cos'altro poteva fare se non denunciare pubblicamente, scrivendo a Delrio e De Vincenti, le gravi conseguenze del vuoto di potere, a cominciare dalla possibile fuga definitiva dei Riparatori navali a Marsiglia e Piombino? Nonchè il blocco delle domande di prolungamento delle concessioni e relativi investimenti ai terminalisti, in attesa di fantomatiche gare?
Credo sia dovere/potere di altri dare una "spallata vera", a Roma...

Spedito da: capannelle Pubblicato il: 26 maggio 2016 alle 11:31

fdp

grande timoniere-nostromo, in due righe di risposta all'attentissimo tassara hai spiegato benissimo come stanno le cose. sono più che convinto che anche il dott. zampini lo sappia e lo veda, ci mancherebbe... ecco perché dal pres. confindustria mi sarei aspettato una spallata di quelle vere, non i soliti giri di parole!

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