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Gottardo, tunnel senza luce né sbocchi per l’Italia dei porti

Il mappamondo smette di girare liberamente e a questo punto della storia l’asse di rotazione ci inchioda alla realtà. Genova è già esclusa dalle alleanze sancite intorno all’inaugurazione del tunnel ferroviario del San Gottardo, il più lungo del mondo, lo snodo chiave del corridoio europeo Reno-Alpi, la nuova porta spalancata sui mercati più ricchi e appetibili. E mentre in città il dibattito politico è centrato sul maxi schermo di De Ferrari, sul girovagare dei cinghiali in libera uscita e sull’indecente manutenzione, altrove si misurano i costi dei mancati investimenti nelle infrastrutture, delle inadeguatezze della politica e della conservazione imprenditoriale. Una sentenza per il primo porto nazionale, che solo sulla carta resta l’interfaccia di Rotterdam. Nessuno, ma proprio nessuno, menziona Genova. E’ Milano il vero terminal che metterà rapidamente in contatto il Nord con Monaco e Colonia, ovvero i territori più produttivi dell’Europa. Favorirà gli scambi. Sarà lo snodo intermodale per permettere lo spostamento delle merci dalla gomma al ferro. Significative, a questo proposito, sono le buone intenzioni manifestate ad esempio dal candidato sindaco del centro destra, Stefano Parisi, che intende far leva sulla nuova piattaforma logistica per aggregare su Milano investimenti produttivi. Garantiti da quello che si imporrà come uno dei terminal più grandi d’Europa per lo scambio delle merci.

Naturalmente le quote di traffico italiano favoriranno i porti del Nord Europa. Ma non solo. In ballo c’è anche la costituzione di una scuola internazionale sulle infrastrutture, cui daranno vita quattro Politecnici: quelli di Torino, di Milano, di Zurigo e Losanna. Oltre ai business legati direttamente allo shipping e alla logistica, dunque, si impone l’economia della conoscenza. I Paesi che vivono di traffici e che investono sulla ricerca sono i più competitivi sui mercati internazionali, hanno un più alto tasso di occupazione, salari in media più elevati e un mercato interno più forte. Genova e l’Italia sono oggi fuori da questi schemi e da questi giochi. Rientrarci costituirebbe l’unica alternativa al definitivo declino. Ma nel momento delle celebrazioni per la colossale opera svizzera, la certezza è che con la sua miopia la classe dirigente italiana non ha colto neppure il nesso fra ricerca scientifica e competitività economica. Del resto, senza forti investimenti (pubblici) nella ricerca, un Paese non sarà mai in grado di produrre beni ad alta tecnologia e servizi ad alto tasso di conoscenza.

Sono i prezzi salatissimi che l’Italia dello shipping paga all’approssimazione, all’ignoranza e alla menzogna come tecnica di governo nazionale e territoriale. Si sottovalutano o non si comprendono i problemi reali, nella presunzione di poter infinocchiare chicchessia. Del resto che cosa si può pretendere se a Roma Toti e Amleto Mestizia non se li fila più nessuno? Questo hanno voluto i poteri conservatori e ottusi della città e questo si ritrovano. Per lo scalo genovese, poi, si profila un’emarginazione umiliante per forma e contenuti. Che non sorprende ma indigna per le enormi potenzialità che l’economia portuale ligure può sprigionare. Nelle stesse ore in cui l’Europa degli affari e del commercio investe sul futuro, sotto la Lanterna trionfano immobilismo e decrescita. Uno scempio che lambisce in lungo e in largo le centrali del potere: dall’Autorità portuale sotto tutela militare, ricacciata in un passato di oscurantismo, al Comune e alla Regione, strutturalmente e geneticamente incapaci di trovare un filo comune, di individuare un progetto di sviluppo con cui contrapporsi alla clamorosa disattenzione dello Stato. Genova sconfitta dal peggio della politica, rassegnata a una presidenza del porto inetta e telecomandata dalle lobby locali? Si può ribaltare questa prospettiva guardando al Gottardo, ai traffici internazionali, al rispetto delle regole. Ma un segnale concreto lo può lanciare solo il premier Renzi. Se davvero crede nella nuova alleanza con la Svizzera per scardinare la marginalità del nostro sistema produttivo.

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Commenti inseriti: 209 — pagina 1 di 9

Spedito da: Italia Pubblicato il: 13 luglio 2016 alle 20:48

Antonio Balli

La responsabilità non è certo la sua, ci mancherebbe. Ci sono le regioni e le gestioni autonome cui scaricare le responsabilità. Ma non credete che, quanto meno, per salvare la coscienza il Ministro dei Trasporti avrebbe dovuto rassegnare le dimissioni?

Spedito da: Pubblicato il: 13 luglio 2016 alle 14:03

Giampaolo Speranza

@Sandro: certo, il quadro di Nuova Informazione Indipendente non è completo, avrebbe dovuto menzionare anche che Canavese precedentemente era dipendente Technital (ditta progettista). Ma non è questo il punto. Il punto è che abbiamo un'autorità portuale che - dopo aver approvato un progetto che valeva 300 milioni di euro - oggi sostiene che lo stesso lavoro può essere stravolto, fatto con 240 circa e che con i 60 milioni che avanzano si può fare un pezzo di una diga a protezione dell'intero porto, il tutto senza nemmeno uno straccio di gara.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 13 luglio 2016 alle 11:04

giorgio.carozzi

Il silenzio non è mai d’oro, caro Merello, e neppure lo sconforto che pesa come una colata di piombo riesce a soffocare il piacere della parola e dello scrivere. Che vuoi che ti risponda? Da anni a Genova e dintorni le amministrazioni e la politica, con la complicità di alcune parti sociali, stanno facendo di tutto per scoraggiare investimenti e imprese. Ma il problema è esattamente quello indicato da massimo cu: cioè collegare la realtà con ciò che si afferma. E in questi ultimi giorni i temi lanciati su Pilotina sono tali e tanti da meritare un approfondimento a tuttocampo che tenterò certamente nella nuova puntata, ormai prossima al battesimo (sulla pagina di Economia&Marittimo del Secolo XIX di oggi c’è la presentazione).
Ringrazio tutti voi che agevolate una sana ribellione alla narcotizzazione, all’ordine e all’obbedienza. Non ci è consentito di restare passivi di fronte all’accadere del mondo e delle cose e al dolore degli altri. L’indignazione rovina il fegato, ma nella cambusa di Pilotina non c’è traccia di omologazione e conformismo… Preparatevi al peggio.

Spedito da: genova Pubblicato il: 12 luglio 2016 alle 15:45

valentina

per massimo cu,
io quando ho parlato di pensionati con partita iva ho descritto il presente, non il futuro.
Condivido ovviamente il tuo ragionamento su logoramento da lavoro usurante, spiace ora dover far la sciacalla su un fatto di cronaca nera di oggi. "sento parlare di errore umano, io invece non escludo il MALORE UMANO!, un macchinista era prossimo alla pensione...cioè secondo la legge miope di breve respiro, il neoliberismo imperante, oltre i 60, ma sarà pur diritto di un uomo che svolge un lavoro usurante...avere un malore quando si ha più di 60 anni ..oppure no?"....ci sono troppe cose che non vanno...deve venire il tempo di rimetterci mano dal basso

Spedito da: La Spezia Pubblicato il: 12 luglio 2016 alle 15:41

Sandro

@nuova informazione indipendente

Mamma mia che scoop! Ullallà!!!
Vi siete dimenticati la parte più interessante: il fratello della moglie del portinaio della zia di Canavese nel 1988 fu fermato dai carabinieri all'uscita di Arenzano e fu multato di 30.000 lire perché la Fiat 131 che guidava aveva un anabbagliante spento.
Fate girare!
Vergogna!
Ha ragione Peppe!!!

Spedito da: ITALY Pubblicato il: 12 luglio 2016 alle 13:59

Bar Biturico

Ragazzi, ma che concentrato di porto c'è nel lungo post di Nuova Informazione Indipendente! Che botta, chi dovrebbe aprire gli occhi e quant'altro adesso lo può fare, non ha alibi!
A massimo cu, Valentina ecc. dico che non si può chiedere a un olmo di fare delle pere..
A tenerci insieme è la possibilità della “ripresa” aperta a nuove, impensate soluzioni. Non resta che sperare che la logica del desiderio, come la “passione” di Marx, la spinta ad autorealizzarsi da parte dell’uomo, lavori sotterraneamente, da vecchia talpa, e torni a sorprenderci, quando meno ce lo aspettiamo

Spedito da: Genova Pubblicato il: 12 luglio 2016 alle 12:53

G. Merello

Il silenzio è d'oro molte volte, nella vita. Specie nella normalità.
Ma forse può diventare di piombo, quando "cade" su situazioni non solo allarmanti ma che stanno per diventare irrecuperabili, come succede a Genova e nel suo porto.
In tali situazioni secondo me chi conosce bene le cose ed è in buona fede dovrebbe avere o ritrovare il coraggio di sbilanciarsi per il bene della parte sana della comunità, anche se preso da comprensibile stanchezza.
Saluto il Timoniere.

Spedito da: Pubblicato il: 12 luglio 2016 alle 12:29

Wanny

@Nuova Informazione Indipendente

Bene. E quindi?

Quanti disastri che hanno fatto Gabanelli e Travaglio alla percezione dell'informazione...

Spedito da: Italia Pubblicato il: 11 luglio 2016 alle 20:52

Nuova Informazione Indipendente

Piattaforma Maersk di Vado Ligure : il lato oscuro del progetto

Inchiesta pubblica Maersk: per tentare di rispondere alle domande dell'ing. Roberto Cuneo (Italia Nostra), dell'ing. Giorgio Sirito e del geologo Mimmo Filippi, i progettisti della piattaforma mandano avanti il giovane ingegnere veronese Gionata Marcolini. Costui inizia un'interminabile premessa snocciolando inglesismi e dati tecnici con una cadenza che prima narcotizza la platea, poi la fa imbufalire.
Gionata Marcolini è uno degli ingegneri della Technital S.p.a., che guarda caso tra le altre opere è stato RCP (responsabile componente progettuale strutturale) e direttore operativo dei lavori per l'anello di interconnessione del MOSE di Venezia.
Il guardacaso è giustificato dal fatto che l'impresa capofila del MOSE è la stessa GLF (Grandi Lavori Fincosit S.p.a.) aggiudicataria del costoso appalto dell'ecomostro vadese del quale Technital S.p.a. è progettista.
La stessa Technital apparteneva al gruppo veronese Mazzi quando scoppiò lo scandalo del MOSE.
L'ing. Alessandro Mazzi - allora presidente di GLF Fincosit - venne arrestato per corruzione il 4 giugno 2014, con altre trentacinque persone, e si fece un'estate di galera prima di patteggiare una pena di due anni e quattro milioni di euro di risarcimento sui 16 sequestrati.
Nella sua casa romana spuntarono persino tre tele del Canaletto e una del Tintoretto.
Alessandro Mazzi era all'epoca presidente proprio della GLF Fincosit; quella che sta cercando di costruire la piattaforma Maersk a Vado Ligure, la stessa del MOSE di Venezia e della contestatissima Tramvia di Firenze, tanto cara al presidente del Consiglio Renzi.
Non solo: lo stesso Mazzi fu sfiorato dall'inchiesta “grandi appalti” di epoca berlusconiana ritrovandosi in quella per il porto di Civitavecchia, costruito insieme all'ITINERA del povero Marcellino Gavio, proprio dove collabora oggi l'ex commodoro dell'autorità portuale di Savona, Rino Canavese, che tanto volle il cementone di Vado e il bitume in porto, nella più totale acquiescenza del PD savonese e della destra provinciale, che oggi siede all'assessorato all'ambiente del Comune di Savona.
Tra i consiglieri comunali PD a Vado Ligure, nella maggioranza del sindaco Giacobbe, Fortunato Raffa, cugino dei Fotia, operanti all’interno del cantiere della piattaforma nonostante l’interdittiva antimafia (video: https://www.youtube.com/watch?v=ei6ZWgEHH78)
E che dire del subappalto vadese alla Giacovelli costruzioni di Noci (Bari) che il 12 novembre 2014 ha presentato istanza presso la Prefettura per essere iscritta nella “white list” antimafia e che all'8 luglio 2016 non vi compare?
Ma torniamo a Technital S.p.a. buttata in prima linea da APM Maersk a tentar di giustificare la richiesta di variante “a tappo” in corso d’opera, che secondo l’Università di Genova, incaricata da Italia Nostra per un parere pro veritate, presenterebbe notevolissime lacune progettuali, foriere di conseguenze imprevedibili sull’inquinamento e l’erosione delle spiagge savonesi.
Technital Spa è partecipata al 20% da Finnat Fiduciaria Spa, creatura del banchiere Giampietro Nattino, indagato per riciclaggio dal febbraio 2015 dagli investigatori della Santa Sede. Vicino all’Opus Dei come a Stefano Ricucci, Nattino, secondo l’Agenzia Reuters, sarebbe indagato anche dalla Procura di Milano. Chiamato in causa già nell’estate 2013 da monsignor Nunzio Scarano, un contabile dell’Apsa (Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica) arrestato con l’accusa di corruzione per un’operazione di rimpatrio dalla Svizzera di 20 milioni di euro. Secondo l’alto prelato Giampietro Nattino realizzava operazioni finanziarie con banche italiane ed estere e, tramite l’Apsa, vendeva e ricomprava titoli Finnat per farne salire il valore. Interessante approfondimento sull'argomento è il docufilm "Romanzo Cardinale" di Francesco Zanardi (https://www.youtube.com/watch?v=bZxvkRKZZhA)
Il restante 80% di Technital Spa - progettista in conto Maersk - è controllato da un’altra fiduciaria, la torinese Simonfid Spa che ha come presidente dei revisori nientemeno che l’avv. Giorgio Giorgi, console onorario dell’Ucraina, già uomo di vertice della Fi.L.S.E., di Cairo Reindustria, dell’immancabile IPS del Comune di Savona nonché uomo di fiducissima dell’ex presidente della Regione Liguria Claudio Burlando, gran visir della piattaforma negli anni di Canavese, che ne promosse il progetto. Un po’ come Technital e il suo giovane insostenibile ingegnere durante l’ultima surreale seduta dell’inchiesta pubblica andata in scena l’altra sera a Vado Ligure.

Spedito da: milano Pubblicato il: 11 luglio 2016 alle 18:39

luciano

@valentina
Concordo con tutto quanto dici, sei molto lineare e specifica, pero' ti devo dire che hai un grosso problema in casa, i sindacati della tua azienda sono scandalosi poiche' e' anni che permettono autoproduzione nel porto di genova e non fanno niente..........

Spedito da: italia zena Pubblicato il: 11 luglio 2016 alle 10:09

massimo cu

e intanto oltre alle infrastrutture invecchiamo noi... valentina sei ottimista, pensionati con partita iva---- la media è quasi 46-49 .. che facciamo ,,,, cari sindacati capisco le difficolta che avete a far breccia nei cuori dei lavoratori ma mi sà che come si dice in genovese, ci stiamo facendo mangiare il b....o dalle mosche--- e intanto passano gli anni, per chi è seduto dentro ad un ufficio non sembra un granché male , ma chi è fuori a lavorare è decisamente pesante.... ora cerchiamo di mettere ben piantati i piedi per terra, facciamo un bel respiro e ricominciamo da capo...
timoniere troppa gente ha voglia di scrivere e a volte senza nemmeno sapere di cosa, e lor signori dalle penne raffinate cercate di collegare la realtà con ciò che affermate,
buon lavoro a tutti
(non interinale ovviamente)

Spedito da: italia zena Pubblicato il: 11 luglio 2016 alle 10:09

massimo cu

e intanto oltre alle infrastrutture invecchiamo noi... valentina sei ottimista,pensionati con partita iva---- la media è quasi 46-49 .. che facciamo ,,,, cari sindacati capisco le difficolta che avete a far breccia nei cuori dei lavoratori ma mi sà che come si dice in genovese, ci stiamo facendo mangiare il b....o dalle mosche--- e intanto passano gli anni, per chi è seduto dentro ad un ufficio non sembra un granché male , ma chi è fuori a lavorare è decisamente pesante.... ora cerchiamo di mettere ben piantati i piedi per terra, facciamo un bel respiro e ricominciamo da capo...
timoniere troppa gente ha voglia di scrivere e a volte senza nemmeno sapere di cosa, e lor signori dalle penne raffinate cercate di collegare la realtà con ciò che affermate,
buon lavoro a tutti
(non interinale ovviamente)

Spedito da: Vermicino Pubblicato il: 10 luglio 2016 alle 22:31

Brico Lom

Buonasera ciurma
qualcuno ha notizie del mio caro amico Stracciaio? A Boccadasse girano strane voci.

Spedito da: Pubblicato il: 10 luglio 2016 alle 18:04

Maurizio Maresca

.....queste ipotesi di vertici che stampa ed imprese ricostruiscono pressoché quotidianamente vengono proposte ed illustrate/motivate al governo ( che dopo l''entrata in vigore del decreto dovrà avviare la relativa procedura) oppure si tratta di meri esercizi teorici?

Spedito da: Santo Stefano d'Aveto Pubblicato il: 10 luglio 2016 alle 15:47

Gino il pinguino

Grazie amici, grazie davvero. Non sapevo che il funzionario Asef col vizio delle P.R. fosse così popolare in questo blog. La cosa mi consola parecchio.
Sarebbe interessante conoscere il parere del bravissimo Cico Barque: lui sì che saprebbe come dipingere il sottobosco al quale appartiene il bassottino.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 10 luglio 2016 alle 13:36

G. Merello

@ Carozzi
Caro Timoniere, speravo che tu dicessi la tua sul "caso" Riparazioni Navali e Blue Print a Genova, secondo me tanto grave quanto dimenticato da gran parte della città escluso Il Secolo XIX e The Meditelegraph.
Eppure se ben ricordo mesi fa tu stesso e l'ex direttore Cassinis avevate difeso il Blue Print essendo lo stesso, all'interno del nuovo Piano Regolatore Portuale, un progetto atto a smuovere la PALUDE e ridare slancio e futuro ad un porto e una città al momento abbandonati.
Secondo me a Genova manca la critica costruttiva e abbonda la critica generica e a volte sbagliata.
@ Antonio Balli: parlare della disastrata Carige rovinata da Berneschi & C (su cui ora pure infierisce la Borsa) è come sparare sulla Croce Rossa. Ma mi permetto di dissentire del tutto riguardo alla famiglia Malacalza, che secondo lei "pensava di fare una speculazione finanziaria e non è certo una garanzia per il futuro".
Io in genere difendo quegli imprenditori che ovviamente non facendo "beneficenza" ma mettendoci la faccia e impegno in attività non facili, dando lavoro e sviluppo, sono il contrario degli "speculatori".
Secondo me è il caso di Vittorio Malacalza e figli, che senza clamori fanno impresa con successo anche nell'alta tecnologia, dall'elettromedicale ai superconduttori (vedi ASG Superconductors nota a livello mondiale, che da lavoro a Campi e nella nuova fabbrica di Spezia). E' diventato maggiore azionista di Carige "per fare una speculazione finanziaria"? Dopo una breve ricerca su Internet trovo un articolo su Repubblica-Economia & Finanza del 9-3-2015 a firma Massimo Minella, che scrive "Diventare maggior azionista di Carige non è un business ma soprattutto il desiderio di aiutare la città che lo ha accolto a rialzare la testa, arginando l'avanzata dei fondi e mantenendo a Genova il governo della banca"".
Io penso che a Genova occorrono tante cose, tra cui cercare più i lati positivi che quelli negativi.

.

Spedito da: italia Pubblicato il: 10 luglio 2016 alle 13:29

gerry

STANNO ANCORA ASPETTANDO, DAL 30 GIUGNO SCORSO.

Inoltre è stata prevista in sede di controlli e verifiche effettuati dopo la prima pesatura una tolleranza, per ciascun contenitore, pari al 3% della massa lorda verificata.

E' in corso, infine, la predisposizione di una circolare esplicativa e di dettaglio sulle procedure discendenti dall'applicazione del decreto che tratterà, invece, di argomenti specifici.​

Spedito da: Genova Pubblicato il: 10 luglio 2016 alle 10:51

Gelato Sammontana

Il tizio cicciottello? Ma quello vestito da pinguino e alto poco più che un bambino? Ah, ho capito. Poveraccio...piange miseria e cerca consulenze...l'unico amico che può avere è proprio il viscido...e qualche tirapiedi che prende sberle da tutte le parti per oggettiva incompetenza, peraltro riconosciuta da tutto il mondo dello shipping (e non solo)....

Spedito da: genova Pubblicato il: 10 luglio 2016 alle 06:15

valentina

Antonio Balli...mi sembra ben difficile che la banca abbia distrutto il risparmio del correntista. Gia' questo indica che lei non ha minimamente idea di quello che dice. Se invece si parla di valore azionario..ricordo che si tratta di un giochino e che le azioni quotano un prezzo. Se si vendono a se stessi a prezzi sempre piu' bassi...ecco il giochino...
p.s comunque e' difficile parlare di futuro a dei pensionati risparmiatori

Spedito da: Italia Pubblicato il: 09 luglio 2016 alle 20:00

Antonio Balli

Ma di che banca sta parlando la Valentina? Se parliamo di Carige, si tratta della banca che ha distrutto il risparmio dei correntisti e che andrebbe chiusa oggi, non domani. Da decenni la gestione della banca più politicizzata che ci sia mai stata dalle nostre parti è stata truffaldina, alle spalle degli ingenui che si fidavano del concetto di cassa di risparmio. Cara Valentina, ma lo sai che sono state decine di migliaia le prsone che hanno visto i loro risparmi andare in fumo o, ancora più spesso in Svizzera o in Austria su conti segreti? E la nuova proprietà guidata dalla famiglia Malacalza che pensava di fare una speculazione finanziaria non è certo una garanzia per il futuro.
La banca è fallita da tempo, punto e basta. E non si capisce perchè dovrebbe ancora essere mantenuta in vita sulle spalle dei risparmiatori.

Spedito da: Genova-Milano-Londra Pubblicato il: 09 luglio 2016 alle 19:50

Gei Ef Chei

@GINO IL PINGUINO
Il tizio cicciottello, socio del Viscido, è grande amico dello Stracciaio. Non lo sapevi?

Spedito da: Genova Sciorba Pubblicato il: 09 luglio 2016 alle 09:54

Ester Refatto

@gino pinguino

E di cosa ti stupisci? La cloaca attira ratti.

Spedito da: Santo Stefano d'Aveto Pubblicato il: 08 luglio 2016 alle 21:53

Gino il pinguino

Una domanda per soli intenditori, mi scuso con tutti gli altri.
Ma perché la principale cloaca digitale cittadina è frequentata in incognita da sedicenti professionisti delle P.R. che la utilizzano per colpire e affondare ex clienti?
Un esempio? C'è un tizio cicciottello, le cui sembianze ricordano quelle di un funzionaro dell'Asef, che zitto zitto sparge veleno su un personaggio che fino a pochi mesi fa gli dava da mangiare.
Fino a quando questa feccia potrà abusare della nostra pazienza?

Spedito da: genova Pubblicato il: 08 luglio 2016 alle 16:24

valentina

Signori, abbiamo un problema.
Se fa specie che sia io a indicarlo..beh giratevi da un'altra parte.
Sono stata latitante da questo blog per diverso tempo, "motivi personali", sono uno spirito libero senza padroni ma ora sono ritornata, normalmente io non ho mai sbagliato nulla.
Il problema si chiama "posizione strategica del porto di Genova". Il nostro porto è appetibile, molto! Immmagino che si sappia come funziona il meccanismo dello strozzinaggio....prima si pastura...poi si fanno avvicinare i pesci (anche quelli grossi!) e poi si tira su la rete. La banca del mitico Ebenezer Scrooge, incastrato per umani motivi, è strozzinata! Strozzinata da una cosa che si chiama BCE, ma non è ovviamente una Banca centrale, ma uno strumento di predazione dei beni MATERIALI delle nazioni, nel nostro caso del porto. Questa è la visione attuale dello stato di fatto. Cosa dobbiamo fare per impedirlo? PORT PRIDE! BELLI E BRUTTI TUTTI ASSIEME IN DIFESA DELLA BANCA che è di fatto, linee di credito, investimenti, infrastruture ecc ecc del nostro porto.
Riflette bene....su questa cosa.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 08 luglio 2016 alle 13:28

G.Merello

@ Massimo

All'amico Massimo rispondo: sinceramente credo che il mio non sia tanto "ardore speranzoso" quanto denunce in genere ben documentate di FATTI che in altre città meno "addormentate" scuoterebbero l'opinione pubblica, e quindi anche Enti pubblici locali e regionali, Associazioni ed Enti di interesse generale e rappresentanti politici a Roma!
Nel caso specifico delle Riparazioni Navali (e del Blue Print di Renzo Piano che vi è collegato) ho la netta sensazione che ci sia in materia una diffusa "ignoranza" della REALTA', che pone Genova a rischio di un ennesimo ridimensionamento (se non perdita) di un settore storico e strategico per la sua economia!
Tipico esempio un intervento/salotto svoltosi a Genova in maggio, con la partecipazione dei soliti noti giornalisti. A mio modesto avviso si sono sparate sciocchezze su Marco Bisagno, presidente di GIN- Genova Industrie Navali (AD Garrè) uno dei gruppi privati più forti del Mediterraneo nella cantieristica, quando si è detto che "Bisagno continua a minacciare di lasciare la città...se qualcuno osasse chiedergli per davvero di trasferirsi a Ponente, nell'ambito del ribaltamento a mare di Fincantieri"...
A parte che ovviamente nel ribaltamento opererà solo Fincantieri, secondo me Bisagno e Garrè, che hanno proposto cose chiare e produttive per Genova da oltre un anno e mezzo, sono già accolti con tappeti di velluto a Marsiglia che mette a disposizione super-attrezzature PUBBLICHE, cosa che presto si ripeterà a Piombino!
Sull'attualissimo argomento sarebbe interessante il parere del Timoniere.

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