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La renitenza civile fabbricata sui moli dei Frankenstein

Narcotizzati di fronte al dolore degli altri, passivi rispetto a quanto ci accade intorno: con quella poca cultura che ci portiamo addosso non sappiamo più discernere il bene dal male. Stesi nel torpore dell’inerzia, subiamo gli eventi come se non ci riguardassero. Al massimo reagiamo su comando alla commozione, quando è il caso. O all’indignazione quando non rovina il fegato. In un suo post, nella scorsa puntata di Pilotina, c’è stato chi come Observer ha messo al muro una fetta di giornalismo e di media in generale, accusandoli di complicità, servilismo e connivenza con i protagonisti del disastro dell’armamento napoletano, che hanno distrutto il lavoro di tre generazioni, con personaggi da operetta che continuano ad atteggiarsi da esperti. Non limiterei l’analisi al Sud. Il mondo dell’informazione cui appartengo ha questo di grottesco: s’allarma di continuo per il muro che separa l’Italia dei partiti e della politica dall’Italia dei cittadini, ma non si sforza quasi mai di vedere che cosa accade al di là del muro, nel Paese della gente normale. Talvolta, questo secondo Paese non è migliore del primo.

In una società che ha eletto a virtù il menefreghismo, il lasciar perdere e la renitenza civile, è certo più agevole tenere il sacco a politicanti e malfattori. Non funziona quasi più niente nell’Italia dei trasporti, della logistica e dello shipping. Il binario morto non è più una metafora ma una tragedia di cronaca quotidiana. Eppure le priorità non sono gli investimenti per lo sviluppo, le scelte, la pianificazione. La difesa del lavoro e della produzione. Gli interventi mirati per attrarre capitali. La priorità è la parodia di governance delle Autorità portuali, la priorità sono i mostri prodotti dai tanti Frankenstein del potere politico, para politico e finanziario. La disuguaglianza è realtà quotidiana (lavoro precario, disoccupazione, impossibilità di costruire una propria stabilità seppur minima, welfare sempre più scarno, qualità della vita peggiorata, assenza di prospettive) e porta con sé rabbia e frustrazione. Ma non esiste canale interpretativo, non c’è una sponda politica con al centro quel tema. Semmai ci sono lo sdoganamento dell’egoismo per un verso e del si-salvi-chi-può da un altro. E poi: c’è ancora qualcuno desideroso di farsi carico dei bisogni (e delle contraddizioni) del mondo del lavoro e delle imprese? Tra senso d’impotenza e di solitudine, si vedono dilagare gli opportunismi spiccioli e i demagoghi di turno che non sono che l’altra faccia dell’opportunismo, nel grande come nel piccolo. Porto e shipping sono come una nave alla deriva, manipolata ormai dai pirati dell’utilitarismo, dai manager e dai ben pensanti del nuovo potere e del nuovo pensiero neoliberale.

Se la politica a Genova è quasi sempre l’arte delle manovre al ribasso, il matrimonio fra decrescita e rendite di posizione si consuma tra passaggi di assoluto virtuosismo. Gli esempi di degenerazione si rincorrono ogni giorno. Al terminal di Voltri-Prà gestito da Psa di Singapore s’inventano alchimie d’ogni sorta pur di non installare quei 600 metri di nuovi binari che consentirebbero maggiore produttività e, forse, un primo timido aggancio al Gottardo. Binari da record, quelli di Voltri: i tempi di questa operazione, se mai sarà conclusa, saranno superiori a quelli della costruzione in Svizzera del tunnel più lungo del mondo, che già sta sottraendo traffici e ricchezza a Genova e al sistema ligure. In compenso riaffiorano attacchi populistici al primo approdo container del Mediterraneo e al nuovo piano regolatore portuale. Intanto i vertici dell’aeroporto lanciano una singolare campagna promozionale, aumentando le gabelle sulla merce in transito al Cristoforo Colombo. Non bisogna lamentarsi, raccomandava Renzi ai giovani imprenditori riuniti a Santa Margherita. Infatti. Tra il silenzio generale delle parti sociali, i partiti sono appagati dai contenuti della legge del ministro Delrio, che non riforma niente ma esalta i compromessi tra le seconde file della politica che controlla i territori e avrà parecchio da spartirsi in termini di nomine e poltrone.

In questo scenario non sorprende più l’incapacità o la scarsa propensione del governo a fornire risposte di cambiamento nel segno dei traffici, del lavoro e delle alleanze con le multinazionali del mare e della logistica. Tutto si esaurisce negli interessi personali o di gruppo. Campioni assoluti, del resto, sono i leader delle categorie dello shipping: non si contrappongono al governo, non indicano percorsi di crescita ma fanno volare pubblicamente gli stracci, come nel caso di Confitarma. Si tratta ora di stabilire chi, tra i guastatori professionisti, assesterà il colpo mortale alla prima industria ligure: il nuovo centrodestra, i profeti di Grillo o il nuovo centrosinistra? C’è un filo comune che attraversa l’affascinante potere di creazione nella distruzione. Certo, in questo contesto, tra le disuguaglianze e i dilemmi irrisolti, la sinistra ha capovolto la propria identità. Si è trasformata nella miglior garanzia dello status quo: perché quella maggioritaria ha sposato in pieno il modello economico che fomenta le contraddizioni e rallenta lo sviluppo, quindi da soluzione è diventata essa stessa parte del problema; e quella identitaria, rinchiusa nel velleitarismo, si è ridotta a fenomeno di politicismo fine a se stesso.

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Spedito da: genova Pubblicato il: 28 settembre 2016 alle 11:42

Arcangelo Merella

Perdere tempo nella nomina del Presidente del porto di Genova non giova al nostro porto.
il ritardo con cui si sta procedendo alla nomina del nuovo Presidente dell'Autorità di Sistema Portuale dei porti liguri puzza di rancore e superficialità con responsabilità condivise tra Genova e Roma. E' buona notizia apprendere che Del Rio non intende accordare deroghe alla fusione tra Spezia e Carrara e dare solo qualche mese per Genova e Savona, ma nel contempo occorrerebbe nominare un Commissario/Presidente in pectore che sappia prendere le misure al porto e metterlo in condizioni di volare. Senza nulla togliere al generoso ammiraglio Pettorino, è noto che si stanno accumulando ritardi gravi e che la stessa cautela richiesta dal MIT ne imporrà di ulteriori. A chi giova questo ritardo, dopo mesi di commissario? Chi si occupa di queste cose ha chiari i problemi? o tutto deve essere ridotto alla questione ( discutibile) delle concessioni? e che fa la comunità portuale? le sta bene questo andazzo?

Spedito da: Pubblicato il: 13 settembre 2016 alle 10:22

giorgio.carozzi

tranquillo... sta per arrivare la versione per Pilotina!

Spedito da: Pubblicato il: 13 settembre 2016 alle 09:49

Wanny

Come mai l'editoriale di ieri sul XIX non è online?

Spedito da: Genova. Pubblicato il: 12 settembre 2016 alle 12:02

Michelangelo Trombetta

Caro Enrico, anche lei merita molta considerazione. E' in questo spirito che le faccio una proposta: un dibattitto tra me e Lei sulla Logistica dove e quando vuole Lei magari gestito da Pilotina.
Non un dibattitto in rete ma un dibattitto con presenza fisica. Che ne dice?
Michelangelo

Spedito da: Milano Pubblicato il: 11 settembre 2016 alle 11:49

Enrico Vigo

IL BENE ED IL MALE DELLA LOGISTICA

Michelangelo ha i suoi incubi, senza i quali non sarebbe sé stesso, ma è degno di rispetto e considerazione per i suoi tentativi di leggere il futuro, e non mancano oggi né mancheranno domani per lui attenzione e considerazione, ma bisogna capire di cosa stiamo parlando. La legge della domanda e dell'offerta in Logistica (in ogni modalità di trasporto, terra aria, mare) è spinta al parossismo come in nessun altro settore, uguale forse solo ai vari Stock Exchange del pianeta. I gruppi di acquisto delle multinazionali (Procurement/Purchasing di aziende o big players di forwaerding) che comprano noli a volumi importanti (sfruttando le fragilità del mercato) sono attori che hanno targets accaniti, missioni aziendali specifiche motivate ad avere il top della qualità al minor costo. Tutti i players della logistica che offrono servizi lo sanno bene, soprattutto i vettori, impegnati in una "neverending rat race", soggetti endemicamente ad una tendenziale riduzione dei margini di profitto per la continua caduta dei prezzi di vendita, oppongono efficienze crescenti: costo del lavoro, dimensioni del tonnellaggio in servizio, consumi, tecnologia, etc., in altre parole reinventano le imprese tagliando i costi in modo perpetuo. Le diseguaglianze di sviluppo tra le varie arie economiche del pianeta producono trade lanes con caratteristiche specifiche e quindi flussi di merce disomogenei per peso, valore, dimensioni; l'abilità dei vettori è quella di far quadrare i conti e fare impresa in modo sostenibile ottimizzando offerta e costi. Quando la dimensione dell'offerta (di stiva) crea vistosi squilibri i players più fragili cominciano ad entrare in crisi, oggi il mercato dei noli (containers) è ai minimi storici, le alchimie possibili per far quadrare i conti vengono attivate con sempre più frenesia. Altri vettori, non dico marginali, ma quantomeno di dimensioni aziendali medio piccole, si rifugiano in mercati di nicchia talvolta prosperando, anch'essi con alti e bassi determinati dalle contingenze economiche. La logistica segue a ruota il non-governo del mercato, che da solo non è in grado di svolgere né un ruolo economico né un ruolo etico, e nessuno oggi pare in grado di correggere i suoi difetti, né le organizzazioni internazionali né i governi nazionali. Regna la totale anarchia, la grettezza di un mercato privo di efficaci counter-measures di autoregolazione per prevenire i ricorrenti danni globali, dove gli economisti, goffi attori da avanspettacolo in un palcoscenico tetro e fradicio, oramai privi di credibilità, tentano soluzioni con teorie empiriche sempre più sbugiardate in tempi sempre più brevi, senza essere mai d'aiuto alla soluzione dei problemi. Se ne faccia una ragione, caro Michelangelo Trombetta, finalmente anche Lei.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 11 settembre 2016 alle 10:04

Michelangelo Trombetta

C'è sempre qualcuno che nasconde la testa sotto la sabbia di fronte all'evidenza. Se il fallimento della Hanjin è solo una profezia siamo davvero messi male.
La crisi dei mutui subprime era ampiamente prevedibile e ho la documentazione di chi l'ha prevista; ovviamente fu etichettato come un profeta di sventura.
Così va il mondo e così sempre andrà. Cassandra docet.
Michelangelo.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 09 settembre 2016 alle 19:06

G. Merello

Si legge sul Meditelegraph di oggi "Porti, il PD contro la deroga di Toti: Signorini a rischio".
Si può pensarla in vari modi, ma sembra chiaro che Toti-Rixi chiedendo al governo la deroga su Genova-Savona hanno pensato ancora una volta ai soli (presunti) interessi di Savona e annessa piattaforma di Vado, sulla spinta delle lamentazioni a tutti i livelli di chi di lamentarsi non ha proprio nessun motivo! E pure a Spezia non sono per niente d'accordo con la richiesta di mega-deroga alla fusione con Marina di Carrara, che serve solo a perdere tempo e fare confusione sulle nomine dei nuovi presidenti di AP.
PS: d'accordo con Vigo sulla pistola ad acqua...Qualcuno dovrebbe "chiedere scusa", ma solo e semplicemente al comune buon senso, ignorato da chi spara cavolate a vanvera.

Spedito da: Milano Pubblicato il: 09 settembre 2016 alle 08:44

Enrico Vigo

MICHELANGELO:
sparato con pistola ad acqua senza neppure mettere l'acqua. C'è sempre qualcuno che sale in cattedra autonominandosi profeta di sventure per passatempo.

CONFETRA:
grazie.

SUPPLY CHAIN (ECONOMIA GLOBALE):
prevedo nei prossimi 30 giorni sensibile incremento cargo aereo x rimpiazzo scorte strategiche x non fermare linee di produzione.

SOLUZIONE HANJIN:
il paese Corea dovrebbe essere una garanzia di serietà, auspicabile una gestione rapida dell'emergenza, meglio se sollecitata dal Governo nazionale.
La mitigazione della legge Fornero (Pensioni), senza i bizantinismi stomachevoli proposti dai renzuscones col beneplacito di sindacati fuori dalla storia che hanno perso la bussola del raziocinio da tempo, servirebbe a svecchiare l'ambiente e a ricollocare più facilmente gli sfortunati operatori Hanjin Italia, che meritano ogni attenzione.

FUTURO:
questo incidente accelererà la tendenza inarrestabile il gigantismo delle compagnie marittime (Michelangelo si metta il cuore in pace), strumento indispensabile per riportare il livello dei noli perlomeno a break-even, in questo mercato dove l'offerta di stiva è oggi esagerata.


E ora al lavoro, c'è tanto da fare ...

Spedito da: Roma Pubblicato il: 08 settembre 2016 alle 19:25

Confetra

CRAC HANJIN - CONFETRA CHIEDE IL COINVOLGIMENTO DEL GOVERNO.

La vicenda dell’insolvenza della società di armamento coreana Hanjin, settima compagnia al mondo del trasporto contenitori, sta creando allarme e preoccupazione nel mondo logistico italiano. A fronte del blocco per inadempienza contrattuale di migliaia di container posizionati sulle banchine dei nostri porti, il danno per tutti gli operatori della catena logistica fino agli importatori ed esportatori sta assumendo dimensioni significative, nonostante la formale collaborazione della Hanjin Italia.
Il Presidente di Confetra, Nereo Marcucci, Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica si è rivolto ai Ministri Gentiloni, Delrio e Calenda chiedendo loro di volersi adoperare nei confronti della rappresentanza diplomatica coreana affinché venga fornito un quadro aggiornato attendibile sul reale stato finanziario ed operativo di Hanjin, valutando tutte le soluzioni possibili per attenuare i danni ed i disagi che la situazione sta creando.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 08 settembre 2016 alle 09:50

Michelangelo Trombetta

La vicendca di Hanjin e più in generale del gigantismo delle navi portacontainer era facilmente prevedibile tranne che da alcuni soloni di Pilotina i quali ora dovrebbero chiedere scusa ai 90 dipendenti genovesi cui va tutta la mia solidarietà; solidarietà che, lo ammetto, non serve a un fico secco.
Una rivisitazione del film 'Il massacro di Fortapache' non farebbe male a questi intelligentoni.
Michelangelo

Spedito da: italia Pubblicato il: 07 settembre 2016 alle 13:02

gerry

Siamo in media. per 10 vigili urbani si presentano in 10mila. per 15 presidenti di enti portuali ''solo 345''. siamo in media...

Spedito da: genova Pubblicato il: 07 settembre 2016 alle 09:59

davide cabiati

La vicenda Hanjin ha fatto "saltare" il banco nel mondo shipping internazionale e purtroppo siamo solo all'inizio. Ciò che è accaduto, oltre ad essere facilmente prevedibile, è solo la punta dell'iceberg... Nel caso specifico un iceberg con a bordo 90 dipendenti, nella sola sede genovese, che sta andando alla deriva consumandosi molto più velocemente del previsto. A queste persone, e alle loro famiglie, va il mio pensiero con l'augurio che si riesca a trovare, in qualunque modo possibile, una scialuppa di salvataggio che li tragga in salvo.

Spedito da: CONFETRA Roma Pubblicato il: 07 settembre 2016 alle 09:21

Nereo Marcucci

Sviluppo portuale e sostenibilità ambientale sono facce della stessa medaglia. Si completa infatti con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale di due ulteriori provvedimenti, promossi e sostenuti dalla Sottosegretaria all’Ambiente Silvia Velo che ha coinvolto il mondo scientifico, un intenso lavoro di un anno.
Alle modifiche al Collegato Ambientale dello scorso febbraio, che tra l’altro ha semplificato i criteri di costruzione delle cosiddette casse di colmata, destinate a contenere i fanghi provenienti dai fondali marini, si aggiungono ora chiare, semplici e certe, ma ugualmente rigorose procedure sulle modalità di dragaggio nei porti. Con questo pacchetto di interventi vengono definite le modalità ed i criteri a cui attenersi per la gestione del materiale dragato e per l’eventuale immersione in mare a determinate e vincolanti condizioni.
Alle nuove Autorità di Sistema sono quindi affidati nuovi strumenti su base scientifica per superare la contrapposizione tra opposti fondamentalismi alimentati da una normativa di incerta applicazione che ha complicato e talvolta reso impossibile il mantenimento o l’innalzamento della profondità dei fondali portuali. Con un conseguente sacrificio per l’economia nazionale sia per la deviazione verso altri porti comunitari di traffici su navi che trovavano difficoltà nelle manovre di accesso al porto e di accosto alle banchine sia per gli alti costi degli interventi di dragaggio.


Spedito da: Genova Pubblicato il: 06 settembre 2016 alle 16:46

G. Merello

GENOVA: CONCESSIONI ecc

Un commento "a caldo" al prolungamento delle concessioni a tre terminalisti del porto di Genova da parte del Comitato Portuale.
Certo legittimi e fondati i dubbi di Paolo Orbassano, ci sono pro e contro notevoli.
A mia impressione prevalgono i pro, quelli che hanno spinto l'intero Comitato Portuale, esclusa la sola parte più "burocratica" cioè i revisori, a deliberare i prolungamenti.
Con l'intenzione, a similitudine di altri porti italiani, di sbloccare l'IMMOBILISMO nonchè INVESTIMENTI PRIVATI (da mettere ovviamente nero su bianco anche nei tempi) per complessivi 340 milioni. Capisco il rischio di "nanismo" sollevato da Orbassano, specie in riferimento ai 34 anni concessi a Spinelli (gruppo che pare attingere anche a capitali inglesi) mentre S: Giorgio del gruppo Gavio ne avrà solo 10. A mio parere ci stanno i 25 anni concessi al Sech di Aldo Negri che pur con l'attuale terminal (un solo accosto per grandi navi) e con la crisi dei noli, mantiene buoni traffici. Soprattutto perchè dietro l'angolo c'è il Consorzio Bettolo (da completare e ottenere la concessione) con il colosso MSC di Aponte, lo stesso che ha fatto Genova porto base delle sue crociere, e che potrebbe investire sul C. Colombo per il Fly & Cruise.
Giusti i dubbi legati al nuovo PRP del porto di Genova, a cominciare dallo spostamento a mare della diga che porterà grossi ampliamenti sia in acqua che a terra, specie a Sampierdarena. Per non parlare di Terzo Valico ecc ecc.
Mi pare che l'attuale decisione del Comitato, espressione di tutte le categorie, sia in base al detto "Meglio un uovo (sicuro) oggi che una gallina (non sicura) domani. Ai posteri...

Spedito da: Pubblicato il: 06 settembre 2016 alle 09:32

Paolo Orbassano

Bene, anzi benissimo. Estensioni delle concessioni per tutti...ma il futuro del porto di Genova (a dieci, venti, trenta anni) qual è? Quello del terminalino di Spinelli? Di San Giorgio? Condannati al nanismo?
Ma se c'erano (come ci sono) mega progetti di espansioni della diga a mare, perchè assegnare OGGI quelle concessioni che DOMANI creeranno intralcio quando verrà il momento di decidere il nuovo e necessario assetto del porto?

Spedito da: Genova San Benigno Pubblicato il: 05 settembre 2016 alle 23:58

Luca

Finalmente il sindacato ha dato un segno di vita: ma allora esistono ancora?!?? Il lavoro di questi tempi è l'ultimo anello della catena, l'ultima cosa a cui pensano. Ci voleva tanto a mandarli a quel paese??? Questi burocrati imbeccati da qualcuno che vuole schiacciarci stanno distruggendo il porto, non da oggi!

Spedito da: Milano Pubblicato il: 04 settembre 2016 alle 10:07

Enrico Vigo

SE NON CAMBIA LA LEGGE FORNERO, IN MODO SERIO, PER LE AZIENDE (E NON SOLO) SARANNO GUAI SERI E IL PIL D'ITALIA NON RIPARTIRA' MAI

Trovo singolare che Confindustria/Giovani Industriali/Associazioni varie e& C. non mettano in evidenza a sufficienza la necessità di creare le condizioni per un cambio generazionale nelle aziende, per aumentare i portatori di reddito ed consumi interni, per far tornare la competitività del paese e delle aziende stesse ai giusti livelli. A parte l'abominio italico degli ESODATI lasciati su una zattera alla deriva da uno stato immorale, dissolto senza più credibilità, abbandonati anche da un Sindacato impostore e compiacente, i giovani non riescono ad entrare nel mondo del lavoro in modo serio e a far partire la ruota-Italia.
Poi questo Governo strabiliante (vero caro Mario Tullo?) si inventa la giornata della fertilità, come se per fare figli e metter su famiglia bastasse "scopare" di più ed il lavoro fosse una variabile insignificante. Si sono esauriti tutti i freni inibitori di una classe politica barzelletta, svergognati all'assalto e al saccheggio della cosa pubblica, dove i principi morali di una società giusta e per bene sono stati rimossi completamente dalla morale politica corrente, fatta di slogan fasulli da piazzista venditore di aspirapolveri di dubbia qualità, impostore come pochi.
Con questo clima Genova si appresta ad aprire la stagione della campagna elettorale del rinnovo dell'amministrazione comunale, con un Sindaco ectoplasma in carica che non capisce che è arrivato il momento di chiudere il sipario in fretta prima che sul palco arrivino in abbondanza ortaggi e uova marce. I giochi sottobanco sono iniziati, proporranno primarie fasulle ancora oggi senza regole nonostante le pessime figure fatte proprio a Genova, dove le famiglie di gangsters si confronteranno a colpi bassi barando spudoratamente, assetati di potere. Ma se non si aiutano le aziende a rigenerarsi con sangue giovane nuovo carico di energie, con un costo del lavoro in linea col mercato, senza opprimere i già bassi salari reali, falcidiati da una tassazione irrazionale, la politichetta nostrana opprime il PIL nazionale, ed è il vero freno al rilancio dell'economia reale. Politichetta capace solo di autoreferenza e di produrre privilegi ed impunità, quel mondo di parassiti che non è capace di far funzionare questo sfortunato paese. E' arrivato il momento di metterci tutti al capezzale delle aziende e porre le condizioni per rilanciare la voglia di impresa, il lavoro, con formule nuove, senza offendere la dignità di chi lavora e senza dimenticarsi dei disoccupati che a Genova sono un fiume che si sta ingrossando sempre più. Pensioni quindi, ma non prestiti usurai che devono pagare i pensionati per arricchire banche e assicurazioni ancora una volta, e basta regole bizantine per produrre più ingiustizia sociale. Il team di Governo (un branco) che sta studiando come modificare le pensioni è il peggiore che l'Italia abbia messo insieme fin dai tempi dell'Unità Nazionale. Dopo la stagione dei Giuslavoristi che hanno distrutto lo stato sociale, ora è la stagione dei vari personaggetti della Sinistra PD (un marchio di fabbrica DOC in continuità con gli sfasciacarrozze) che continuano a farsi gratuita pubblicità proponendo con ostinazione sterilmente proposte illusorie regolarmente cassate: hanno stufato, sono loro i peggiori illusionisti che reggono il moccolo ad un Governo inadatto a far ripartire il PIL Nazionale. A Genova ci apprestiamo dopo ILVA, SIEMENS e PIAGGIO AERO, a gestire l'ennesima tragedia occupazionale incombente della compagnia coreana Hanjin, senza contare le molte diffuse tragedie occupazionali che i media neppure percepiscono, che hanno ingrossato a dismisura le fila dei disoccupati irreversibili genovesi, con un Sindacato capace solo di gestire la crisi quando oramai è tardi e siamo alle Pompe Funebri. Senza una giusta riforma delle Pensioni l'Italia non ripartirà mai, e basta dar credito a politi falsari e impostori, è ora che l'opinione pubblica dica basta con convinzione.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 02 settembre 2016 alle 17:03

G. Merello

Hanjin Shipping: Da inforMARE le ultime notizie sulla sua gravissima crisi, che in Italia mette in particolare pericolo i dipendenti genovesi di Hanjin Italia: confermato l'accoglimento dell'istanza di amministrazione controllata, scongiurando per ora la procedura di liquidazione. A Genova si spera in un parziale riassorbimento dei dipendenti dalla Gastaldi Holding.
Ma situazione pesantissima, con diversi porti nel mondo che non accettano le sue portacontainer temendo un'insolvenza sulle tasse e servizi portuali, con conseguente blocco delle merci.
Altro esempio della crisi specie finanziaria sud coreana, campione di produttività nel mondo globalizzato, dopo che il gruppo STX ex colosso mondiale della navalmeccanica, da tempo in amministrazione controllata, ha messo in vendita l'ultimo suo gioiello, il cantiere STX-France di St Nazaire.

Spedito da: Torino Pubblicato il: 02 settembre 2016 alle 11:18

pneus

Eugenio Burli ha sollevato con chiarezza quello che temo sarà il problema centrale per lo shipping di questi nuovi anni. Posso solo aggiungere che le 150 navi portacontainer di Hanjin Shipping sono molto utilizzate anche nel settore industriale dei pneumatici, con conseguenze immaginabili. Questa bancarotta sarebbe la più grave in assoluto nel settore del trasporto marittimo di container, peggiore anche di quella che colpì nel 1986 United States Lines. L’unica alternativa al fallimento sarebbe la fusione con altre compagnie – e già si parla della Hyundai Merchant Marine – o l’acquisizione da parte di qualche competitor.Non vi è dubbio che questo ‘maremoto’ avrà un impatto significativo su tutti i settori industriali per almeno due o tre mesi, oltre ai ritardi della merce già in transito, sarà molto complesso per le aziende produttrici trovare dei trasportatori alternativi a cui affidare le prossime spedizioni, vista la forte domanda stagionale da agosto a ottobre.

Spedito da: Pubblicato il: 01 settembre 2016 alle 12:48

eugenio burli

La vicenda di Hanjin dovrebbe far riflettere tutti sulla fragilità del mondo del trasporto containerizzato. Giganti che si sbriciolano sotto il peso dei debiti contratti con le banche anche a causa della mancanza totale di regolamentazione nella corsa al gigantismo navale.
Chi ci rimette, ovviamente, sono le famiglie dei dipendenti (solo a Genova oltre 100) e già ci si domanda chi, in questo contesto globale, sarà il prossimo a cadere, o se prima o poi questa catena di consolidamenti e fallimenti non provocherà conseguenze sul sistema bancario e del credito in generale.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 01 settembre 2016 alle 07:54

Antonio Balli

Caro Wanny,
vedo con piacere che i tuoi ricordi danteschi sono più vivi dei miei. Il fatto divertente è che l'invettiva del toscanaccio contro i genovesi era rivolta contro (guarda caso) un Doria, che pare fece accoppare il suocero e ridurre a pezzi il suo corpo. Così Dante relegò Branca Doria nella zona riservata ai traditori degli ospiti buttandolo all’Inferno quando era ancora in vita. Naturalmente ogni riferimento al nostro Sindaco è....

Spedito da: Pubblicato il: 31 agosto 2016 alle 18:22

Wanny

@Salvo

non ho capito bene, ma non sono mica arrabbiato. Con Balli scherzavo, da genovese emigrato il tema mi sta a cuore!
Quanto all'insonnia, a dispetto della mia età, non è fra i miei problemi di salute! Però è vero che per Pilotina ho una sorta di ossessione: d'altro canto è una piazza di confronto unica e preziosa, vorrei che lo restasse. Ma credo di non essere l'unico
Saluti

Spedito da: Pubblicato il: 31 agosto 2016 alle 17:17

Giampaolo Speranza

Rixi avrà sicuramente ricevuto tantissime rassicurazioni da Maersk, visto che ancora a Marzo metteva in dubbio la stessa concessione, viste le politiche radicali di gestione del personale (licenziamenti a go go)...
Mah...

Spedito da: La Spezia Pubblicato il: 31 agosto 2016 alle 16:33

Salvio Satabi

@Wanny

Non ti arrabbiare caro Wanny. Lo sanno tutti che hai l'ossessione per Pilotina. Ti incuriosisce talmente tanto quello che viene scritto in questo blog che alla sera non riesci a prender sonno...

Spedito da: Pubblicato il: 31 agosto 2016 alle 12:56

Wanny

@balli
Martigli è un mezzo pisano mezzo livornese, belin, praticamente un mostro! E non a caso usa un fiorentino per denigrarci, peraltro abusandone: quei versi nella Commedia non ci sono e non mi risulta siano rintracciabili nel resto dell'opera dantesca!
p.s.
se ci fossero, comunque, niente da eccepire... ché anzi, quelli realmente danteschi ("Ahi, genovesi, uomini diversi / d’ogne costume e pien d’ogne magagna, / perché non siete voi del mondo spersi?») sono, oltre che decisamente più belli, non meno taglienti e veri...

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