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Cine panettone in porto: “Un Natale da Signori (ni)!”

Vistosi, spietati, pervasi da implacabile sicurezza. Sono i “baroni rapinatori” del porto di Genova. Hanno forma e sostanza di una legge di riforma che moltiplica i problemi, della burocrazia che inchioda, dei codicilli che ingabbiano, delle resistenze palesi e nascoste che emergono dalla struttura interna di Palazzo San Giorgio, dell’automazione spinta che distrugge il lavoro, di un Comitato grondante clamorosi conflitti di interesse e già inadeguato ancor prima di esordire, certo più propenso a mediocri schermaglie di potere piuttosto che a dedicarsi alle visioni di sviluppo che merita il primo scalo nazionale, inserito nel principale corridoio europeo. Per riconquistare l’età dorata, il nuovo presidente Paolo Emilio Signorini ha una sola carta: rivendicare poteri speciali, chiedere al premier Gentiloni e al ministro Delrio una certificazione doc, che lo equipari ai Commissari anti-mafia, anti-corruzione, anti-terremoto. Anti-tutto! Carta bianca, sull’intero fronte ligure e romano. Strumenti pratici che gli consentano di non restare imbrigliato in grotteschi regolamenti e che lo sottraggano non solo agli impulsi della politica da retrobottega ma anche al bavaglio dei revisori di ogni risma. E alle quotidiane pressioni dei cuori impauriti o impietriti che intorno alle banchine si alimentano dalle parole vuote del gattopardismo.

Un ritorno al passato, insomma. Quando il comandante in capo del Consorzio del Porto di Genova poteva mettere a frutto poteri superiori a quelli dello stesso ministro della Marina Mercantile. Lo scenario in cui Signorini è stato catapultato, del resto, è talmente allarmante da imporre uno stato d’emergenza nazionale. Tra liberismo e bellicismo, il disagio sociale è dilagante. Fusioni, fallimenti, acquisizioni a livello mondiale stanno costando a Genova centinaia di licenziamenti nello shipping. Le ultime ombre inquietanti si allungano sul futuro dell’agenzia dell’israeliana Zim, ultimo anello del processo di chiusure e fusioni che ha già coinvolge Hanjin Italy, China Shipping, Delta e Apl, Uasc e Hapag-Lloyd, per non parlare delle giapponesi NYK, MOL e K Line. In prospettiva, il self service dei portuali: come quello delle pompe di benzina o della birra nei pub londinesi… Signorini non potrà recuperare né dignità né speranze se non avrà il potere di agganciare grandi investitori e di far saltare accordi di programma clientelari, consociativi e assurdi ma consolidati (non solo Cornigliano) o demenziali patti parasociali (per tutti valgano quelli che soffocano l’aeroporto spa).

Si sono mangiati Genova, ferita e umiliata dalla sua rappresentanza politica. E la riforma, che avrebbe dovuto ridurre drasticamente il numero degli enti di governo dei porti e si è limitata a pochi accorpamenti con accentuazione del controllo centrale. Il tema di fondo resta quello della selezione e razionalizzazione degli investimenti attraverso un coordinamento che finora è del tutto mancato, con lo Stato che ha continuato a fare concorrenza a se stesso finanziando infrastrutture portuali simili in scali vicini tra loro, senza alcuna visione strategica. Dal 2001 a oggi le Autorità portuali hanno presentato al CIPE più di 4.000 progetti infrastrutturali, molti dei quali per fortuna mai decollati, ma troppi dei quali finanziati e con lavori avviati senza nessuna prospettiva di utilità e di bene comune. Per i politici troppo spesso è importante prima di tutto che un’opera sia “cantierabile”, che metta cioè in circolo denari pubblici. Se poi l’opera non è effettivamente utile si sostiene che sarà l’infrastruttura stessa a creare il mercato. Una carenza di cultura dello shipping e della logistica imbarazzante, in un Paese come il nostro che da sempre deve il suo sviluppo ai traffici internazionali.

Signorini dovrà gestire anche una rivisitazione complessiva dei terminal privati, destinati a nuovi assetti. Non è facile individuare le ragioni che fanno diventare importante una città marittima. I traffici portuali e la crescita, la presenza di armatori ma anche di società di ship management, servizi marittimi, legali e assicurativi, con alla base eccellenze universitarie e servizi di informazione di qualità. Un insieme di attività visibili e interconnesse, che offrono certezze agli operatori e agli investitori. Con motivazioni diverse, si tratta delle ragioni che hanno portato alla concentrazione di interessi marittimi in una ventina di città in un mondo sempre più rivolto verso Oriente, con i centri di Shanghai, Singapore, Hong Kong, Busan e Tokyo in prima fila. In Italia, la centralità di Genova da un lato e di Trieste dall’altro sono fuori discussione. Per tutti tranne che per il Governo, che negli ultimi anni ha investito più quattrini su tanti progetti inutili che sul rafforzamento dei collegamenti con il mercato dei suoi centri di eccellenza. Se davvero è stata concepita per coprire ancora questo sistema clientelare, la riforma si trasformerà in micidiale boomerang per porti e shipping.

Buon Natale, naturalmente! E auguri di cuore alla ciurma intera!

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Commenti inseriti: 487 — pagina 1 di 20

Spedito da: Janua Pubblicato il: 12 febbraio 2017 alle 14:55

Dottor Mabuse

@Merello
Stia tranquillo che, nel caso, sarò in grado di essere onesto, nel caso...
Comunque con la famiglia di P.zza Dante la città non è mai stata tenera, e la sfido a smentire il fatto che molti in città siano "contenti" di quello che sta passando, magari se non ci si fosse accaniti troppo ora parleremmo di altro.....ma sa com'è maniman.

Spedito da: italia Pubblicato il: 12 febbraio 2017 alle 12:54

gerry

LE BANCHE TEDESCHE PRENDONO LE DISTANZE DALLO SHIPPING MENTRE LA CARIGE MEDIA TRA MSC E MESSINA NAVIGAZIONE ? E' UN MIRACOLO GENOVESE
OPPURE DOBBIAMO ANNOVERARE I DUE IMPRENDITORI TRA AZIONISTI ''OSCURI'' DELLA STESSA CARIGE?

Spedito da: Genova Pubblicato il: 12 febbraio 2017 alle 10:46

G. Merello

@ Dottor Mabuse

Ognuno è libero di pensarla come vuole, anche in senso distruttivo e staccato dalla realtà.
Realtà che specie nel campo dello shipping e bancario parla molto chiaro, in questo momento.
I "salvatori della patria" ovviamente non esistono, da nessuna parte (salvo secondo me l'eccezione di Malacalza, non uno sprovveduto: sfido chiunque a sostenere che è entrato in Carige per guadagnarci!).
Ieri scrivevo appunto, parlando del piano di rilancio del bacino di Sampierdarena da parte di Aponte, che "dovrà dare OVVIAMENTE un ritorno a chi investe".
In ogni caso la inviterei a valutare obiettivamente la situazione attuale dei Messina, fra crollo dei noli, riempimento Ronco-Canepa fermo, rinnovo della flotta, tragedia Jolly Nero ed esposizione bancaria: e quindi 246 dipendenti in cassa integrazione...
Le sue nere previsioni sul "padrone delle ferriere" che taglierebbe personale sono tutte da dimostrare...finora in base ai fatti a Genova ha portato lavoro.
Io penso invece che un colosso come MSC già radicato a Genova, che fonda il suo piano su un rilancio dei traffici specie di cabotaggio, innanzitutto salvaguarderà gli attuali cassintegrati. E tutto andando bene poi forse assumerà.
Conteranno i fatti e il tempo. Ma io voglio vedere se le cose andranno bene, come in molti si spera, cosa commenterà lei.


Spedito da: Milano Pubblicato il: 12 febbraio 2017 alle 09:20

Enrico Vigo

LE QUALITA’ DEI NOSTRI POLITICI (ORGANISMI DELLA REGIONE) SECONDO LA MAGISTRATURA VICENDA TIRRENO POWER):

<< Incapaci, negligenti, superficiali, neghittosi, inidonei (ottemperanza obblighi di vigilanza e controllo sulle prescrizioni)>>

Vicenda Tirreno Power. Archiviazione legale, nessun reato penale, e “condanna” politica. Ovviamente di parere opposto gli interessati che contestano quelle affermazioni.

Dopo le vicende (chiuse, semichiuse, aperte) di:

1. ACNA – Cengio SV
2. Tirreno Power – Vado Ligure SV
3. Stoppani – Cogoleto GE
4. Serbatoi – Genova Pegli
5. Porto Petroli – Genova Multedo
6. Superba & Carmagnani – Genova Multedo Multedo
7. Discarica di Scarpino e percolato nei rivi: Genova
8. IPLOM (impianti e pipeline) – Busalla GE
9. ILVA – Genova Cornigliano
10.Centrale ENEL – Genova San Benigno

La mia fiducia nelle istituzioni liguri e genovesi è ai minimi storici, basti guardare ad esempio cosa è successo a Taranto per ILVA e invece a Genova la storia è stata scritta diversamente, perché?

Per anni i cittadini (come me) hanno patito con lutti le servitù e oltre al cancro & affini hanno avuto contro larghe fette della politica e il mondo sindacale in genere, affetti da monocultura, che negli anni pian piano si è sfumata e furbescamente riaggiustata allorquando il tintinnio delle manette si faceva sempre più assordante. Come finisce in Italia? LIBERI TUTTI, chi piange i morti nel privato invece resta solo, avvilito, arrabbiato.

Difendere la salute e la pubblica incolumità, diritto costituzionale, in taluni casi macroscopici non è ancora nel DNA della politica e del sindacato come si converrebbe. Troppi e scandalosi i tentativi di minimizzare, nascondere, imbonire patiti negli anni (decenni di storia vera e vissuta) sono un macigno insormontabile per riacquistare fiducia nella politica, soprattutto quella di certe cordate inossidabili, spesso cangianti per opportunismo.

C’è tanto da fare a Genova per correggere i guasti. Per ora sono partiti finalmente i cantieri per la messa in sicurezza dei torrenti e dei rivi a 47 anio dall'alluvione di Genova che ha fatto più lutti, anche se c’è ancora molto da fare nei cantieri aperti e marcianti, e molto altro per i rivi minori e a monte di quelli maggiori.

Ma per le imprese classificabili tra quelle appartenenti alla categoria dei “RISCHI RILEVANTI” siamo all’anno zero o poco più, la politica è totalmente passiva e cammina pericolosamente sul filo delle normative. Insomma c’è da stare poco allegri, nella speranza che il buon Dio ci preservi da stragi più o meno prevedibili e da disastri ambientali (il caso della pipeline IPLOM fa rizzare i capelli, tutti dormivano …fino al disastro)

Questa città non si risolleverà mai se non si doterà di competenze, fermezza, rispetto delle regole e dei dettati della Costituzione Repubblicana, in altre parole gettare via acqua sporca e ahimè anche il bambino, meglio non rischiare.

Il lavoro più gravoso è ora in mano alla AdSP/Signorini, REGIONE/Toti, futuro SINDACO, ASSESSORI, PREFETTO, Procura della Repubblica, ma soprattutto è in mano ai cittadini chiamati ad eleggere i propri rappresentanti nelle istituzioni. Apriamo la stagione della rinascita su basi nuove.

PS: Al posto del Porto Petroli a Multedo ci Vedo nuove occasioni di Riparazioni Navali.

Spedito da: Pubblicato il: 12 febbraio 2017 alle 00:18

Maurizio Maresca

Mi permetto inviare una mia opinione sul tema del Comitato portuale di Genova emersa nel corso di un dibattito in città.
1. Uno dei punti condivisibili del d.lgs. 169 e' proprio quello della separazione tra l'amministrazione e regolazione pubblica ( attribuita al pubblico) e l'attività di impresa (riservata al privato). Conseguenza e' che il comitato portuale non può essere ne direttamente ne indirettamente influenzato da imprese sottoposte alla regolazione dell'autorità di sistema.
Purtroppo che la politica e le imprese insieme provino ad influenzare le nomine pubbliche, nel caso di specie per aggirare la norma , e' tipico dell'ambiente genovese ( ma anche savonese!): e questa è una delle ragioni del declino economico della città.
2.Non vi è alcun limite a che il sindaco designi se stesso possedendo certo i requisiti di cui all'articolo 8 l. 84 (almeno più di tre quarti dei presidenti appena nominati !). Tanto più che il comitato e' proprio il luogo dove il comune esercita la propria influenza nell'interesse della collettività , non su una impresa pubblica ma su una amministrazione periferica dello stato essenziale per la vita della città. Che poi la norma di cui all'articolo della legge 84 sia scritta male non vi è dubbio . Penso anzi che Genova dovrebbe sollecitare un chiarimento legislativo perché si ripristini, quanto a regioni e comuni, la formulazione precedente: non essendovi dubbio che nel comitato debbano essere rappresentati gli interessi del Comune. Sarebbe un peccato se il decreto 169 finisse per consolidare la definitiva soppressione del ruolo del comune rispetto, non della gestione del porto, ma degli aspetti strategici di sviluppo ( penso ad esempio al ruolo di Genova ed al corridoio Reno Alpi ) ed agli aspetti urbanistici ( sempre che non si pensi che il comune deve occuparsi solo dei buchi nelle strade e non di crescita).
3. Il che non significa che, in modo coerente con la legislazione, i terminalisti genovesi non possano dar luogo a prodotti strategici di sviluppo cogliendo ad esempio le opportunità del Gottardo . Anzi da loro si attende, ancora una volta, un contributo decisivo a promuovere opportune alleanze imprenditoriali internazionali ed in ultima analisi la crescita del porto.

Spedito da: Pubblicato il: 12 febbraio 2017 alle 00:15

Maurizio Maresca

Mi permetto inviare una mia opinione sul tema del Comitato portuale di Genova emersa nel corso di un dibattito in città.
1. Uno dei punti condivisibili del d.lgs. 169 e' proprio quello della separazione tra l'amministrazione e regolazione pubblica ( attribuita al pubblico) e l'attività di impresa (riservata al privato). Conseguenza e' che il comitato portuale non può essere ne' direttamente ne' indirettamente influenzato da imprese sottoposte alla regolazione dell'autorità di sistema.
Purtroppo che la politica e le imprese insieme provino ad influenzare le nomine pubbliche, nel caso di specie per aggirare la norma , e' tipico dell'ambiente genovese ( ma anche savonese!): e questa è una delle ragioni del declino economico della città.
2. Non vi è alcun limite a che il sindaco designi se stesso possedendo certo i requisiti di cui all'articolo 8 l. 84 (almeno più di tre quarti dei presidenti appena nominati !). Tanto più che il comitato e' proprio il luogo dove il comune esercita la propria influenza nell'interesse della collettività , non su una impresa pubblica ma su una amministrazione periferica dello stato essenziale per la vita della città. Che poi la norma di cui all'articolo della legge 84 sia scritta male non vi è dubbio . Penso anzi che Genova dovrebbe sollecitare un chiarimento legislativo perché si ripristini, quanto a regioni e comuni, la formulazione precedente: non essendovi dubbio che nel comitato debbano essere rappresentati gli interessi del Comune. Sarebbe un peccato se il decreto 169 finisse per consolidare la definitiva soppressione del ruolo del comune rispetto, non della gestione del porto, ma degli aspetti strategici di sviluppo ( penso ad esempio al ruolo di Genova ed al corridoio Reno Alpi ) ed agli aspetti urbanistici ( sempre che non si pensi che il comune deve occuparsi solo dei buchi nelle strade e non di crescita).
3. Il che non significa che, in modo coerente con la legislazione, i terminalisti genovesi non possano dar luogo a prodotti strategici di sviluppo cogliendo ad esempio le opportunità del Gottardo . Anzi da loro si attende, ancora una volta, un contributo decisivo a promuovere opportune alleanze imprenditoriali internazionali ed in ultima analisi la crescita del porto.

Spedito da: Janua Pubblicato il: 11 febbraio 2017 alle 19:32

Dottor Mabuse

@Vigo @Merello

Ma seriamente credete ai salvatori della patria?
Ma seriamente credete che questo arrivi a Genova a fare beneficenza?
Poi ne riparleremo quando qualche ahimè sfortunato operaio/impiegato del Ronco o di Piazza Dante verrà invitato a farsi cortesemente da parte, voglio vedere se le cose non andranno bene cosa commenterete.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 11 febbraio 2017 alle 12:50

Re Mogio

ironia del destino: aponte potrebbe sbarcare al multipurpose 13 anni dopo ...

Spedito da: Genova Pubblicato il: 11 febbraio 2017 alle 12:33

G. Merello

@ Dottor Mabuse
Mi auguro che non siano "molti altri" i diffidenti ad oltranza che sfociano nel letale "maniman"genovese.
Nessuno parla di ORO più o meno luccicante, ma il "pianto e stridore di denti" è quello che ABBIAMO da anni, in una città malgovernata in piena crisi dalla quale i giovani scappano, se ci riescono.
Vogliamo partire dalla REALTA', lasciando perdere ideologie e diffidenze?
La realtà nello shipping la ricordano, per chi non la sapesse, su Pilotina gli amici "Seguace di Olaf Palme" e "Short beach".
A Genova la REALTA' all'ODG è la trattativa per l'ingresso di MSC in Messina col via libera di Carige. La quale come noto (o no?) è creditrice di Messina, in crisi di settore aggravata dalla tragedia torre piloti per cui è nel mirino di magistratura e avvocatura dello Stato.
Ma non è, come scrive forse un po leggermente Valdes, una "operazione chiusa". Come si legge oggi sul Meditelegraph, è una trattativa complicata, con OBIETTIVO di arrivare ad un accordo che non si fa in due giorni.
Per un PIANO DI RILANCIO nel porto di Genova (che deve dare ovviamente un ritorno a chi investe) potenziando i traffici e in particolare il cabotaggio. Il tutto collegato pure ad un rilancio di Carige, l'ex storica cassaforte popolare genovese che, grazie a Berneschi & C, nel 2016 ha perso 297 milioni. Carige in cui meno male è entrata la famiglia Malacalza, che quì oltre a dar lavoro nell'industria alta tecnologia fa pure finanza.
PS: non credo che alla fine i lavoratori, magari con qualche nuovo assunto, dovranno accettare "condizioni tragiche".
Vedremo i FATTI, intanto qualcosa si muove nella palude anche grazie pare a Signorini, che spero tiri dritto..

Spedito da: Pubblicato il: 11 febbraio 2017 alle 12:28

seguace di Olaf Palme

@short beach

E che dire della tedesca Commerzbank AG che ha reso noto che le sue perdite su prestiti allo shipping potranno arrivare a 640 milioni di Us dollar per il 2017 e che la HSHNordBank che non ha fatto altro che prestare soldi alle compagnie marittime perdendo una montagna di soldi o trova un compratore o deve andare in liquidazione?


Spedito da: Milano Pubblicato il: 11 febbraio 2017 alle 08:18

Enrico Vigo

ELEZIONI COMUNALI @ GENOVA, REPULISTI TOTALE DAGLI SCROCCONI.

La Magistratura dopo la Corte dei Conti sta facendo luce sui rimborsi sfacciati (Regione) che i politici di molti colori destra, centro, sinistra (sì comunisti inclusi, pare, da fonti dei media con ostriche, aragoste & champagne), saccheggiando denaro pubblico. Da cittadino sono allibito, disgustato, preoccupato. Parrebbe una camorria diffusa in quasi tutte le regioni italiane che attraversa tutta la politica dell'arco parlamentare, senza vergogne, nessuno che prende le distanze, solo boria, tracotanza e sfacciata continuità. Aspettiamo le sentenze anche della Cassazione e poi magari il ricorso alla Corte Europea per condannare, per il momento li considero innocenti fino alle eventuali sentenze (se mai arriveranno) salvo prescrizioni, che siano definitive e passate in giudicato, fino ad allora immacolati come i bambini alla Prima Comunione, ovviamente, non sono giustizialista ma garantista convinto.
Ma l'etica della politica, anche al minimo sindacale della inflazionata moralità italiana, richiede che tutti questi personaggi politici nel frattempo facciano un passo indietro sabbatico, escano non solo dalla politica, ma anche dalla vita pubblica.
Ostriche, champagne, aragoste, fiori, creme anticellulite. Cifre che vanno dai 10 mila euro fino a oltre 100 mila. Surgelati, giocattoli, pane, frutta, verdure, carne, soggiorni alle terme, mutande, libri, salatini, cioccolatini, parmigiano reggiano, gadgets vari. Chissà cosa dimentico e se i media ci nascondono anche qualcosa di più piccante.
Se questo è amministrare la "Res Publica" possiamo a buon titolo aggiungere nella edizione aggiornata della Bibbia alle città dannate di Sodoma e Gomorra anche Genova.
Stiamo attenti a chi mettiamo in mano questa disgraziata città dai sottoboschi umidi e appiccicaticci.
Sul fronte degli imprenditori poi salgono i brividi nella schiena, rapaci, aquile feroci con becco e unghie micidiali, dove toccano sbranano, con sempre una polizza assicurativa compiacente e genuflessa, la politica.
Apriamo le finestre, finalmente benvenuta MSC di Aponte, raro esempio di mosca bianca che investe considerevolmente su Genova, ottima tramontana che spazza via quel clima maccajoso marciscente e asfittico della economia locale rimasta al "baratto", con un capitalismo retrivo, inguardabile maleodorante.
Cambiamo musica e musicanti, rivoltiamola come un calzino questa città, nella politica, negli apparati pubblici legnosi che non funzionano, nell'economia protetta e conservativa, nelle troppe conventicole asfissianti,cause conclamate del degrado e dell'involuzione di questa città che ha tradito sé stessa.
Tiriamo la catena (della toilette) e tutta questa ...xxx... lasciamola fluire dalle fogne al depuratore e poi in mare.

Spedito da: Pubblicato il: 11 febbraio 2017 alle 01:25

short beach

@seguace di olaf palme

Si, la situazione delle shipping line è orribile; e il disastro Hanjin dimostra che anche i colossi non sono mai too big to fail, "troppo grossi per non poter essere lasciati fallire". Paradossalmente la buona notizia è che molti(vedi i cantieri cinesi, sono in crisi totale o addirittura in chiusura: vedi il caso del yangzhou guoyu shipbuilding and co.).
Una buona ragione della causa dei dissesti finanziari delle shipping line dipende infatti dalla difesa ad ogni costo degli "ordini" dei cantieri navali asiatici, protesi a costruire sempre più navi e sempre più grandi: il che ha provocato la sovracapacità di stiva che tutti conosciamo, purtroppo.

Spedito da: Janua Pubblicato il: 10 febbraio 2017 alle 14:53

Dottor Mabuse

@Merello
Dubito, come molti altri, che sia tutto oro ciò che luccica e non vorrei che alla fine sará pianto e stridore di denti....con lavoratori costretti a dover accettare condizioni "tragiche" pur di non finire per strada.
Cmq continuo a preferire la Novi!

Spedito da: Genova Pubblicato il: 10 febbraio 2017 alle 14:35

Beatrix

Mi chiedo perché Signorini sia andato a Ginevra nel giorno in cui Aponte ha preso aeroplanino per venire a Genova. Omaggio dovuto di ogni presidente genovese? Siamo sicuri che ci sia il giusto e buon risveglio della portualitá ligure?

Spedito da: Genova Pubblicato il: 10 febbraio 2017 alle 13:33

Valdes

@Ugo Pennisi.
La verità è che il giorno dopo la Montagna è scesa a Genova con aereo privato per chiudere operazione con Messina. Il Presidente poteva evitarsi il viaggio e affermare il suo ruolo di Autorità.

Spedito da: Pubblicato il: 10 febbraio 2017 alle 12:15

seguace di Olaf Palme

I conti di maersk fanno impressione e consolidano i timori di un mondo dello shipping allo stremo. Perdono 400 milioni nel 2016 e vedono la luce nel 2017 solo se I noli risalgono se no si prevede un rosso di quasi un miliardo di euro
E l'idea di fondo e' separare la parte marittima dal resto che sinora era la quella ricca del gruppo, cioè il settore petrolifero.
Good luck. E intanto però comprano hamburg sud ..

Spedito da: Pubblicato il: 10 febbraio 2017 alle 10:51

Ugo Pennisi

@Valdes:
In linea di principio invece è giusto: ad un certo punto, se la montagna non viene a Maometto, Maometto va alla montagna. Genova o si risveglia, o non riuscirà a risorgere (dico questo perché è già morta da un po'). Peccato solo che debba andare da MSC, che abilmente ci sta comprando un po' a tutti (a debito di chi, non si sa).

Spedito da: Janua Pubblicato il: 09 febbraio 2017 alle 20:09

Dottor Mabuse

Che silenzio assordante.

Spedito da: italia Pubblicato il: 09 febbraio 2017 alle 19:07

gerry

Ancona - Basta «comitati di gestione con 30-40 persone» e via libera a uffici snelli per «investimenti, lavoro e produttività».
HAI RAGIONE DELRIO. ANCHE NOI ABBIAMO LE SCATOLE PIENE CON MILLE PARASSITI TRA SENATO E CAMERA....

Spedito da: Genova Pubblicato il: 09 febbraio 2017 alle 15:03

G. Merello

MUGUGNI, MANIMAN E "LO SVIZZERO"

Non capisco chi su Pilotina continua ad avercela con "lo svizzero", alias Aponte-MSC.
Forse quella parte di Genova che in nome del mugugno e del maniman dà ottime ragioni al genovese Prof Maresca, che non perde occasione per sparare su "Genova": non certo sui palazzi ma sugli abitanti, in testa chi abita i palazzi del potere politico e istituzionale..
Dunque: pare ci sia uno "svizzero" che vuole comprarsi mezza Genova...oltre al Ronco e Canepa. Lo stesso che oggi porta il 95% di navi da crociera che vanno a Stazioni marittime. Che a S. Benigno ha inaugurato due torri di centro direzionale per MSC, GNV, Agenzia Le Navi ecc.
E adesso rileva in parte o tutta la Messina in difficoltà, mettendo piede in quel bacino di Sampierdarena dove, ci si augura, gestirà anche il futuro Bettolo (mentre si legge di Negri del Sech che vende agli inglesi)..E fra gli investimenti promessi a Genova magari ci fosse anche quel Colombo con le ali tarpate!
Quanti ancora nella Genova in crisi REMANO, invece di criticare chi fa o cerca di fare? Ricordo chi tempo fa su Pilotina sospettava di speculazione Malacalza per aver acquisito il 17% di Carige... Il "capitano coraggioso" Malacalza che è stato costretto a fare il nuovo stabilimento high tech di ASG Superconductors a Spezia non trovando spazio a mare a Genova.
Signorini va in Svizzera? BENE, un segno che forse il mortale IMMOBILISMO sta finendo!

Spedito da: zena Pubblicato il: 09 febbraio 2017 alle 13:02

pestello

consoliamoci...il pesto alla genovese è persino sul Guardian: c'è un articolo su quale catena di supermercati inglesi faccia il pesto migliore...
................

Food & drink
Taste test
Herb wars: which supermarket wins the pesto taste test?

Spedito da: genova Pubblicato il: 09 febbraio 2017 alle 12:32

lettore deluso

Ma e' mai possibile che su una cosa così importante sia Secolo sia Repubblica non abbiano fatto capire nulla ma dico nulla di quanto sia accaduto? E cioè cosa vuol dire la fusione Amiu Iren in termini pratici economici finanziari e perché i lavoratori amiu fossero contro ecc ecc .
e perchè i consiglieri della lista Doria abbiano votato contro ecc

niente.

Spedito da: Milano Pubblicato il: 09 febbraio 2017 alle 09:23

Enrico Vigo

DIMISSIONI DEL SINDACO DORIA?

Assolutamente no, per quanto sia tra i primi a non volere un nuovo mandato in blocco di questa giunta comunale, sono d'accordo con Bianchi e Benvenuti, il Sindaco deve rimanere al suo posto fino alle elezioni.

Un commissariamento sarebbe un danno incalcolabile per Genova in crisi, un lusso che Genova non si può permettere. Bene tuttavia che abbia dichiarato di non ricandidarsi liberando il campo, non ho particolare avversione per il Doria gentiluomo onesto, se non per quanto segue:

1. mancata impugnazione Accordo di Programma ILVA Cornigliano per le vistose inadempienze ILVA (occupazione non garantita);

2. Lentezza nella spesa dei fondi x Conigliano a distanza di 12 anni dalla chiusura dell'altoforno e disponibilità fondi (Bernini Vice Sindaco e Presidente Società per Cornigliano SPA; Sviluppo Genova ...)

3. Mancato tavolo task force infrastrutture per limare gli effetti perversi della burocrazia dei vari enti pubblici e del Governo, per migliorare la roadmap dei vari cantieri, aperti e non.

Per me questi sono peccati mortali di una Giunta che a mio avviso farebbe bene a non ricandidarsi.

Spedito da: Roma Pubblicato il: 09 febbraio 2017 alle 06:52

Francesco Zozzi

@ciurma

Rattofascio è tornato a frequentare la cloaca maxima di De Ferrari. Se, mentre transitate da quelle parti, avvertire malori a causa del cattivo odore, non preoccupatevi: la bestiola è innocua.

Spedito da: Pubblicato il: 08 febbraio 2017 alle 21:26

giorgio.carozzi

@dottor mabuse
Visto, si pubblichi!

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