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Da Ginevra a Pechino, Natale per due nel porto senza città

Da un Natale all’altro, si torna nella casella di partenza, tra il vuoto di una campagna elettorale permanente e assordante. Sotto l’alberello le slot machine della politica consociativa: incassa chi mette a profitto maggiore spregiudicatezza, furbizia, abilità nel far girare le carte e capacità di offrire soprattutto voti, non importa se bianchi, neri o sporchi. Incassa il Nord Est dell’effervescente governatrice Debora Serracchiani e dell’abile presidente Zeno D’agostino, fanno man bassa i porti del Sud strappati generosamente dal fallimento, si accoda il terminal di Vado nel quale i privati finora hanno scucito solo pochi centesimi, si accomodano società private con mansioni pubbliche come Ram.

Il problema per Genova, a questo punto, non è neppure più la calpestata leadership nazionale, quanto capire se grazie alla centralità operativa e strategica del terminal Vte-Psa il porto riuscirà a mantenere i traffici di oggi. Buoni per sopravvivere, non per crescere. Del resto l’immobilismo non paga e se non si investe almeno in manutenzione le banchine si sgretolano, i fanghi si accumulano sui fondali, i cantieri mai avviati verranno a costare più di un’opera realizzata. La burocrazia di Palazzo San Giorgio è da tempo il simbolo perverso di un’amministrazione a stipendio garantito che non muove foglia. Da oltre due anni è tutto fermo, la struttura blocca ogni intervento per paura di correre rischi o di incappare nelle ricorrenti verifiche contabili o giudiziarie che sembrano pianificate a tavolino. L’emergenza è la regola. Talune scelte davvero bizzarre: pare, infatti, che il ruolo di ingegnere capo, cioè della figura tecnica più importante dell’Autorità portuale, venga affidato ad un laureato in legge.

Ma c’è anche qualcosa di più impalpabile e incomprensibile nella governance dell’ente se è vero che, mentre Genova arranca tra qualche figuraccia, contemporaneamente tutti i lavori a Savona e Vado procedono spediti, si approvano varianti azzardate (come la sostituzione delle palificazioni con i cassoni), si cambiano in corsa i progetti, si dimentica casualmente che a Vado servirebbe anche una diga. Se fosse vero, come molti insinuano, che sia stata la Maersk a imporre l’accorpamento di Savona con Genova, certo avrebbe fatto un ottimo affare. E intanto la ricchezza è sempre più maldistribuita, il potere economico è sempre più concentrato nelle mani di pochi, il debito è pratica sistematica, il lavoro sui moli è incalzato dall’automazione, non esistono né ricambio generazionale né formazione adeguata. La società del male comune avanza senza un programma, senza aver chiarito quale rapporto c’è – se c’è – tra una visione di futuro e la scelta del gruppo leader, che sembrava individuato in Gianluigi Aponte e nella sua Msc.

Patto già congelato? Boicottato? Aponte ripiega su Calata Bettolo? E’ da attribuire a queste incertezze il robusto posizionamento di Msc nel porto di Voltri-Pra’? Forse non avrebbe cambiato Genova, ma certo il progetto di Aponte appariva davvero strategico, fondato sull’alleanza marittimo ferroviaria tra Msc, Mercitalia e Hupac, sostenuto da fondi internazionali e proiettato a lanciare un nuovo terminal a Sampierdarena verso il corridoio del Gottardo via Alessandria e Milano Smistamento. Genova e Milano trasformate in punti di raccolta del traffico portuale nazionale così ricondotto a sistema. Genova si sarebbe trovata per caso al centro di questo progetto ambizioso. Tra abili navigatori che non investono e non rischiano nulla, tra grilli parlanti e moralizzatori nei confronti di chi invece ha rischiato tanto e spesso perso molto, si muovono con abilità e strategie ben chiare anche i rappresentanti dello shipping cinese. Puntano a Voltri? In questo caso finirebbero per controllare Genova. Forse non accadrà niente, forse cambierà davvero tutto. Una cosa è sicura: Genova non c’è, i terminalisti locali si sono già venduti tutto, ci resta la Compagnia Unica aggrappata al salvagente. E le nuove regole le scriveranno a Pechino e Ginevra.

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Commenti inseriti: 192 — pagina 1 di 8

Spedito da: Pubblicato il: 16 gennaio 2018 alle 08:44

giorgio.carozzi

@informatore
distinguere tra marchette e marchettari è sempre più complesso, i colori sfumano, i riflessi abbagliano... Quindi, informatore che non informi, sii più esplicito!!! perbacco!

Spedito da: Rapallo Pubblicato il: 16 gennaio 2018 alle 07:28

Informatore

Qui c'è qualcuno che nasconde qualcosa, o mio timoniere. Qualcuno che ha estratto dal cassetto una bella, ricca e imbarazzante marchettona.
Ne sapete niente?

Spedito da: Janua Pubblicato il: 16 gennaio 2018 alle 06:25

Dottor Mabuse

@luciangelo
Sono pienamente d’accordo.
Quando dicevo che dalla Svizzera su Sampierdarena arriveranno solo ed esclusivamente vuoti.....

Spedito da: Abitanti delle stelle Pubblicato il: 15 gennaio 2018 alle 13:53

Luciangelo

@Merello
Non vedo contraddizione nel ragionamento,anzi...
Il sistema genovese è agonizzante ma puntare su un solo armatore per il bacino genovese mi sembra poco lungimirante.
Pensare che la parte portuale sampierdarenese possa diventare una grande piattaforma logistica di container è una utopia totale. Genova con le sue infrastrutture fatiscenti non potrebbe reggere tutti I container da voi auspicati,sempre che non si punti sull'ormai deceduto transhipment o la si voglia far diventare uno scalo di container vuoti, Per la felicità del commendatore Spinellone.
Lo scalo genovese ha già 2 grandi piattaforme,vado che va a completarsi e vte che andrebbe ampliato a mare e a ponente,il più possibile. Genova non deve perdere quella prerogativa di porto multilurpose!
Rinfuse,altro deposito di vuoti per la rebora,siderurgico,break bulk e impiantistica con assemblaggio sono risorse irrinunciabili insieme al crocieristico e al cabotaggio nazionale ed extra Schengen.
Tutto ciò di certo con un'altra imprenditoria e regole certe sul lavoro che non privilegiano sempre i soliti noti.
Un messaggio a tutti:speriamo che le aree Ilva vengano trattate con serietà, altrimenti ed è possibile vedremo nuovamente pile di container vuoti per ulteriore felicità del commendatore

Spedito da: Genova Pubblicato il: 15 gennaio 2018 alle 12:36

G. Merello

@ Mabuse

1) Non mi sono rivolto a te ma a chi ha esordito sul suo post accusando tre precise persone della ciurma di facezie fra cui "mancanza del minimo pudore intellettuale..ecc".
2) Non ho risposto ad altre sue personali e moolto discutibili opinioni che secondo me (ed altri che si sono già espressi in merito) capovolgono la realtà, su cose molto pesanti per una città in grave crisi.
3) Farebbe comodo a te e (pochi) altri non ricordare le chiare opinioni espresse e confermate da Carozzi, che sui temi portuali non credo accusabile di "mancanza di obiettività, realtà oggettiva ecc", in particolare sul caso MSC. Sul quale da una parte credo ci siano gli interessi concreti del porto, dall'altra sentimenti di astio personali..

Spedito da: Cornigliano Pubblicato il: 15 gennaio 2018 alle 12:18

Caronte

@surplus

Io grazie al cielo non mi tengo nessuno perché non sono della Culmv . Ma se lo fossi ti risponderei tienitelo tu visto che lo vuoi.
Per me potete tenervi chi volete basta che vi svegliate e vi aggiornate basta con il vostro vecchio solito giochino .

Spedito da: Janua Pubblicato il: 15 gennaio 2018 alle 08:31

Dottor Mabuse

Mamma mia Merello possibile che alla benché minima parola contraria a sta belin di MSC hai delle reazioni inconsulte!?
Poi basta tirare sempre a mezzo “ quello che ha scritto Carozzi e bla bla bla.......
Cmq non so se si è notato che prima ero da solo ad essere fuori luogo e anti svizzero ora invece pian piano.......ma io l’avevo detto che il sentimento era quello.

Spedito da: Coronata, California Pubblicato il: 15 gennaio 2018 alle 06:56

Besugo

Avete notato che il Makiko è svanito nel nulla? Puff!!!!! Io so anche il perché, ma presto lo leggerete sui giornali
Besugo

Spedito da: Genova Pubblicato il: 14 gennaio 2018 alle 22:33

Figliodelporto

@Valentina

Spero per te ed i tuoi soci che ogni 3gg tu riesca a mangiare lo stoccafisso, e non lo considero uno spreco.
Nessuno ha risposto sui Vostri turni,indennità varie,ore di lavoro (a turno) e salario.
Ecco magari da lì si riuscirebbe a capire perché il biondo viceconsole corre ai ripari, a destra e a sinistra per stare in piedi.
Unico porto del Mediterraneo dici..vero.
Visto che siete una famiglia voi no,...mi spieghi come mai non avete aiutato i carbunè?
Guai a chi tocca voi il vostro lavoro, scassate ogni 2 per 3 di mettere a ferro e fuoco il porto ma non sia mai che siatela voi a mettervi in dubbio e perchè no,aiutare chi è come voi.
Sarà il biondo viceconsole a guidarvi..Toti qlcs in cambio chiederà e lui qlcs gli deve.
Forse già ha fatto la CULMV,l'ha già spaccata il viceconsole.Lupetto o no.Pitonessa o no.
Avete l'assemblea,soci usatela,non fatevi usare.

A Genova oltre la CU c'è altro ma se mi sbaglio,se ci siete solo voi,dimostratelo.Camminate da soli.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 14 gennaio 2018 alle 12:50

G. Merello

E già, si sentiva proprio il bisogno di un Luciangelo che rimastica cose e situazioni dibattute mille volte sul blog e scopre l'acqua nei pozzi, convinto di essere fonte originale di obiettività, realismo, pudore intellettuale e sui temi portuali di navigare non "a vista" ma con GPS e affini...
Ma quando dal minestrone generico passa ad una situazione specifica come MSC... Tra le varie contraddizioni, proprio lui che predica sul "vero cambiamento che fa paura al sistema genovese fallito", denuncia chi vorrebbe "regalare e non metaforicamente un porto a MSC...depauperando una risorsa vitale (ma non è fallita in tutte le sue componenti?) per una agonizzante città.
Su tale argomento credo che Luciangelo possa aggiungere ai tre nomi cui si rivolge inizialmente anche quello di Giorgio Carozzi.
Si rilegga cosa scrive il Timoniere, anche nella sua "puntata" del 23 dicembre tuttora in visione, sul "progetto di Aponte che appariva davvero strategico ecc..."
Poi magari scenda dal pulpito

Spedito da: Porto di Genova Pubblicato il: 14 gennaio 2018 alle 11:03

surplus

@Caronte
Scusa tanto Caronte... ma a Batini i soldi chi li ha dati e chi li faceva avere...?!? Ma per favore, ma di che cosa stiamo parlando? Tenetevi ben stretto il console che avete, che è già tanta roba...

Spedito da: Livorno Pubblicato il: 14 gennaio 2018 alle 10:51

Dario Pedagogista

@luciangelo

Amico mio, quanta saggezza nelle tue parole! Dio ti benedica!
A Genova sta succedendo quello che accade nelle scuole medie infestate di bulli. I deboli fanno a gara per allearsi al prepotente più pericoloso. Non per convinzione, per spirito di sopravvivenza.
Ma così i bulli vinceranno sempre...

Spedito da: MILANO Pubblicato il: 14 gennaio 2018 alle 06:23

Enrico Vigo

I RITARDI DI LUNGOMARE CANEPA E LOTTO 10 (RACCORDI A-10), CHE VERGOGNA!

Stimato Sindaco Bucci,

con la politica e amministratori "debosciati" non si va da nessuna parte, lo sanno tutti, ma siccome Lei, Sindaco Bucci, è ben noto per essere invece un Sindaco di tutt'altro segno, un Sindaco-superaziendalista con tendenze quasi maniacali per l'efficienza ed il lavoro, mi chiedo come faccia a sopportare i ritardi dei cantieri di Sampierdarena e Cornigliano. Pochi operai al lavoro, in un contesto climatico favorevole di un anno addirittura storico nel secolo per la siccità senza troppe interferenze meteo, perché se è vero che si sono riscontrati problemi è pur vero che i cantieri sembrano un set del film "GHOST CITY", deserto dei Tartari pressoché sempre, e poi sì che i lavori non procedono. Il Sindaco Bucci più di tanti altri sa che all'estero nei paesi evoluti la mano pubblica è interventista quando si tratta di difendere l'interesse di una comunità (interessi coincidenti in questo caso sia per quella urbana che quella portuale), perché la servitù porto con i mezzi pesanti a scorazzare nel tessuto urbano in queste condizioni reca danni ad entrambi. Il rapporto città-porto deve assolutamente essere morbido, non conflittuale, la municipalità deve essere forte e coesa per traguardare risultati senza ledere gli interessi di alcuno. Il Lotto-10 è stato assegnato a chi ha offerto tempi brevi (sulla carta) cioè Luglio 2018, ma ciò non avverrà, ennesimo sforamento di un cantiere, e per questo le istituzioni perderanno per l'ennesima volta la faccia, perché è reiteratamente dimostrabile che non sono mai credibili. Sindaco Bucci, Lei è stato eletto non solo per convinzione dei suoi fans, ma in larga misura per una epocale rivolta contro i suoi predecessori oltremodo disattenti nel governare i tempi della rinascita della città, la invito a non fare lo stesso errore e a rincuorare i genovesi suoi estimatori. Mi auguro che sappia riprendere la regia dei tempi delle opere che servono a dare a Genova un assetto meno precario nel processo di modernizzazione che è fermo da 40 anni.

Spedito da: Cornigliano Pubblicato il: 13 gennaio 2018 alle 13:23

Caronte

Culmv:

1)Il tempo darà le risposte .
2)Le promesse fatte bisogna rispettarle .
3) Se un gestore di compagnia fallisce per anni il bilancio e l'interno deve saltare come in tutte le altre aziende
4) rinnovarsi... non possiamo pagare anche quest'anno il vostro bilancio perché non volete cambiare
5) dopo 14 anni di fallimenti( subito dopo la morte di Batini )cosa aspettano i camalli a cambiare chi li gestisce.

Spedito da: Bapoli Pubblicato il: 13 gennaio 2018 alle 13:10

Badi

Io mi chiedo, ma a tutti noi di come si veste il vice console ma cosa ci interessa.
Scusate se volete andate a piangere dai sindacati e fatevi fare un blog tutto vostro .
Poi altra cosa chi sarà console a noi non ci interessa fatevi le cose vostre come le facciamo noi .
L'unica cosa che ci interessa é che vi svegliate e vi aggiornate al 2018 .
Il come lo decidete voi .
Il quando lo decidiamo Noi ... siete giá in ritardo .
E aggiungo Se avete delle persone che vi gestiscono e non leggono nemmeno i contratti a noi non interessa problema vostro .

Spedito da: Multedo Pubblicato il: 13 gennaio 2018 alle 13:03

Diogene

Romano fai il giornalista o il portuale spione ?

Spedito da: roma Pubblicato il: 13 gennaio 2018 alle 09:34

nerone

@luciangelo
ma quanta carne al fuoco amico mio... soffia soffia e rimbalzi da un tema all'altro del dibattito pilotinesco, tutto vero o quasi e tutto comunque molto più che interessante. però restando a un tema chiave, dimentichi un aspetto fondamentale...Senza il Colosseo non esisterebbero molti edifici storici. Il marmo della
facciata e di alcune parti interne del Colosseo sono stati utilizzati per la costruzione della Basilica di San Pietro e anche per edifici civili come Palazzo Barberini... quindi... insomma, che dire, vedete un po' voi...

Spedito da: MILANO Pubblicato il: 13 gennaio 2018 alle 08:05

Enrico Vigo

IL VENTO CALDO E UMIDO DELL'ENTUSIASMO DEL "FERRO" UBRIACA GENOVA
(ma per ora assomiglia più a propaganda)

Se avessi ancora i pantaloni corti (e tutti i magici capelli una volta castani in testa) a sentire le favolette mirabolanti che girano oggi nelle vetrine dei media, in piazza DeFerrari e sulle terrazze del grattacielo, l'adrenalina orgasmica mi avvolgerebbe come un caldo abbraccio erotico, ma dipanate le nebbie con una sana doccia fredda ristoratrice restano visibili le palpabili macerie di oggi in una Genova-letto-disfatto, dove in pochi hanno fatto i loro "porci comodi" a scapito dei tanti.

Firmato il nuovo pluriennale contratto di servizio Regione-Ferrovie, i nuovi treni passeggeri che dovrebbero dare ai pendolari un servizio meno umiliante di quello fornito oggi, con i nuovi treni dai pessimi nomi e dai discutibili colori arlecchineschi (ma aggraziati nelle forme e si presume con significative migliorie in termini di tecnologia del movimento e del confort di viaggio), saranno a regime in Liguria nel ... 2023, tra ben 6 anni (!), una era geologica nel veloce divenire del mercato globale, capace di processi assolutamente più rapidi.

Ma il nocciolo della questione è un altro, 3° valico, nodo di Genova e raccordi portuali saranno a regime tra (forse) 5-6 anni, ma sopratutto rimangono ora insoluti e privi di un cronoprogramma ben 3 fondamentali implementazioni infrastrutturali, ossatura di indispensabile completamento per Liguria e Nord-Ovest:

1. raddoppio binari FINALE-ANDORA (collegamento internazionale);
2. upgrading della decrepita linea di valico nel savonese verso Torino;
3. pontremolese nello spezzino;

di qui non si scappa, senza queste opere in Liguria siamo ancora in profondo medioevo infrastrutturale, e lo dico con voce fuori dal coro e significativamente lontano dalle umidicce calche plaudenti, perché già oggi siamo in ritardo nell'affrontare il problema che andava già risolto almeno un ventennio fa.

All'alba dell'insediamento prossimo del nuovo governo di primavera 2018 fondamentali saranno due figure chiave; i nuovi ministri di Economia e Trasporti/Infrastrutture, a cui mi auguro venga affiancata finalmente la nuova figura di un Ministro del Mare e della Navigazione.

Bisogna assolutamente traghettare quella visione miope di una Italia prevalentemente continentale verso una più realistica ed equilibrata proiezione del paese che oggettivamente è invece geograficamente proiettato, come pochi altri, nel cuore del Mediterraneo, per riprendersi un ruolo, usurpato e calpestato da scarsa cultura e pochezza di "vision", nei traffici e nella cooperazione con i paesi che si affacciano nella sponda sud di questo mare (che putroppo per troppi anni è stato progressivamente meno "nostrum").

Spedito da: U.K. Pubblicato il: 13 gennaio 2018 alle 03:31

Piero

Ma di maio quando parla di terzo valico e di gronda sa di cosa parla? Avevo 20 anni quando sceso da casa in piazza Vittorio Veneto sul Lavoro in prima pagina lessi treno veloce Genova Milano in 55 minuti. Sono passati 40 anni e finalmente il sogno si sta concretizzando finalmente l'isolamento di questa citta in parte sta finendo , quando arriva questo signore che non si sa cosa abbia fatto nella vita lavorativa,che non sa niente di questa citta e in un sol colpo spara che se sara Lui il prossimo primo ministro cancellera' I finanziamenti.
Questa cosa per uno che vorrebbe essere il nuovo statista e' una comica da ubriachi

Spedito da: Genova Pubblicato il: 12 gennaio 2018 alle 21:54

G. Merello

AUTONOMIA PORTI LIGURI: ABBIAMO GIA DATO, ORA CHIEDERE

Commentando l'articolo su The Meditelegraph di oggi "I porti tra gli obiettivi dell'autonomia ligure":
Si tratta del documento approvato dalla Giunta regionale a fine 2017, alla base della trattativa in avviamento col governo.
Sacrosante richieste come il trasferimento alla Regione, a titolo non oneroso, della proprietà dei territori demaniali portuali.
E soprattutto che la Liguria possa "trattenere una quota significativa dei tributi portuali, in particolare dell'IVA generata dai porti, per finanziare direttamente le infrastrutture". Infrastrutture portuali che a Genova sono rimaste quelle di 100 anni fa. Piacciano o no le richieste al braccio destro di Delrio Ivano Russo e a chi comanda nella Conferenza nazionale di coordinamento AdsP.
Sempre nelle sacrosante richieste liguri, la possibilità di "istituire ZES-Zone a Economia Speciale"...piaccia o no a chi dalla AdsP barese ha avuto il coraggio di protestare contro l'istituzione nei porti Centro-Nord delle Zone Logistiche Semplificate-ZLS, che sono un bluff senza vantaggi fiscali confronto alle ZES elargite a pioggia al Sud.
Insomma è l'ora che nell'ambito della dimenticata "questione settentrionale" si sollevi la Questione Liguria e Genova, città impoverita da una metodica DEindustrializzazione di Stato di decenni, ultimo esempio la scandalosa svendita del gioiello Ansaldo STS ad una multinazionale.
Il tutto sotto gli occhi degli impotenti politici liguri.
Abbiamo già dato e troppo. Passare all'incasso!

Spedito da: Abitanti delle stelle Pubblicato il: 12 gennaio 2018 alle 17:09

Luciangelo

@vigo,Merello,Maresca e quant altri.
Che bello leggervi...ma soprattutto vedervi navigare a vista sui temi portuali.
Dibattete di lavoro,infrastrutture e visioni per un futuro più splendente senza un minimo di obbiettività e realtà oggettive lascia perplessi.
Avete un autority più ingessata di prima,dopo la fasulla unificazione degli enti,con un segretario figlio del passato e presieduta da un galantuomo più propenso a tessere "penelopi "tele che favoriscano le sue aspirazioni ministeriali che lavorare e tutelare per gli scali a lui generosamente affidati.
Mai così tanto garantismo fu visto a Genova, terminalisti accontentati in tutte le loro più bizzarre richieste (il terminal rinfuse ne è un esempio vergognoso),la culmv a cui viene regalato un emendamento tanto per far passare ancora un annata,a dir poco grigia,pur l'aumento di almeno 30000 giornate lavorate,nella speranza che dopo le elezioni politiche si possa lasciare ad altri la granata armata in mano.
Dibattete sulla culmv,sui terminalisti genovesi,litigando a colpi di post,su chi sono i carnefici o le vittime senza il minimo pudore intellettuale di riconoscere che sono tutti collusi ed intrecciati uno all' altro in un sistema malato che però fa comodo a tutti.
Il vero cambiamento fa paura,perché tutti dovrebbero adeguarcisi,il sistema genovese è fallito in tutte le sue componenti,dall'Authority,al lavoro,alle parti sociali ed a una imprenditoria portuale locale oramai sorpassata ma meschinamente ancor presuntuosa.
Regalare e non metaforicamente un porto ad MSC è l'opera omnia che chi governa lo scalo e la Regione potessero fare,depauperando una risorsa vitale per questa agonizzante città,solo come i Barberino fecero con i marmi del Colosseo.
Osannare terminalisti per i loro storici record quando non sono ancora al 70% di massima capacità di sfruttamento di suolo pubblico dopo almeno 25 anni di concessione assegnata è a dir poco grottesco.
Parlate di spostamento della diga foranea quando non si riesce a fare il secondo binario al vte da anni o avere una viabilità portuale che non paralizzi il ponente genovese come accade quasi quotidianamente,guardate al Bettolo come al terminal automatizzato del futuro,per ora una landa desolata ma soprattutto finanziato solo dal pubblico dove il concessionario non vi ha investito un euro e difficilmente lo farà se non utilizzarlo come merce di scambio per altri interessi..
Il risiko dello scalo genovese è partito per contrastare ,la oramai quasi pronta,piattaforma di vado Ligure,con la strategia di allearsi tutti (ognuno a proprio modo)con MSC,convinti così di avere una santificata protezione commerciale che in realtà servirà solo alla stessa per schiacciare tutti in nome del,proprio progetto e direi anche giustamente,purtroppo.
Il porto di Genova,Savona oramai è stata volutamente cancellata dell'Atlante geografico portuale da questa amministrazione,sprofonderà in un comatoso sonno dove quella poca gestione pubblica sparirà a favore della più pericolosa e prepotente privatizzazione che riguarderà anche l 'autority di Signorini,che tra l'altro è fautore delle spa,anche se snobbato sia dal presidente di aeroporti che dal passato governo.
Non si lascia il monopolio di uno scalo strategico per il paese in mano ad un armatore,che ha interessi alla non crescita dei volumi e del movimento portuale terminalistico,se non per interessi personali o peggio ancora di natura politica nazionale,le campagne elettorali costano molto.
Un augurio finale a lor signori;sperando che chi sta perniciosamente avallando tutto ciò non riesca a fuggire,lavandosene le pilatiane mani.
Buon anno

Spedito da: MILANO Pubblicato il: 12 gennaio 2018 alle 13:35

Enrico Vigo

BENE LO SHARE DEL TRASPORTO FERROVIARIO DI LA SPEZIA, MA POI ARRIVERANNO LE SPINE ...

considerevole (da applausi) la quota ferro 2017 di la Spezia per il trasporto containers che, con Trieste, svetta in cima alla classifica dei porti più virtuosi che usano in modo sempre più massiccio la modalità di trasporto ferroviaria.

Ottimi i programmi di sviluppo nell'area spezzina per riuscire a formare treni di lunghezza a standard europeo. Peccato però che i programmi per la linea ferroviaria Pontremolese siano molto vaghi o addirittura inesistenti e che quindi i treni (lunghi) per anni saranno costretti a percorrere sopratutto il terzo valico (tra 5-6 anni) e insieme la tratta costiera SP-GE, già abbastanza povera di tracce, sarà messa a dura prova.

Se a ciò aggiungiamo i piani di sviluppo di VADO+VTE+BETTOLO+LIVORNO, oltre ai programmi per i treni passeggeri (frecce rossa e bianca), possiamo pronosticare tra il 2022 e il 2027 un tasso di utilizzo del terzo valico già abbastanza critico.

Considerati i tempi lunghi delle opere pubbliche parlare già oggi di riassetto ferroviario d'oltre giogo per LA SPEZIA e SAVONA siamo immancabilmente in ritardo.

La pianificazione della logistica richiede anni di intenso lavoro, politico, finanziario, tecnico, imprenditoriale, per produrre risultati.

Tutto ciò mentre l'offerta di servizi efficienti oggi è ancora in larga carente sia in porto che fuori, e nel medio termine ancora non si vedono chiari indirizzi di miglioramento della classifica.

Bisogna riprendere a tessere programmi infrastrutturali di lungo termine accelerando i tempi, concertando azioni mirate a far crescere gli standard delle infrastrutture.

Per questo servono nuovi assetti amministrativi e modifiche radicali: macroregione del Nord-Ovest, autonomia politica e finanziaria dei porti e delle Città-Porto.

Spedito da: Pubblicato il: 12 gennaio 2018 alle 03:00

giorgio.carozzi

@matt
Attento, documentato e puntuale come un orologio (svizzero...). Aggiungerei che per il momento Vte-Psa si è accontentato di non far fallire il terminal spezzino...
Sentitamente ringrazio per gli "stregoni" & C., molto meno per i loro adulatori.

Spedito da: Uk Pubblicato il: 12 gennaio 2018 alle 00:33

Piero

Qualcosa si sta muovendo, troppo lentamente pero', I genovesi che amano questa citta' sono ansiosi e temono che si ripeta il nulla degli anni passati. Il paese e la citta' stanno scivolando non tanto lentamente verso il terrzo mondo e chi va in giro per il mondo lo sa. Serve una svolta un piano della citta' cosa fare cosa costruire cosa cambiare dove e come. Io come tanti non ne siamo a conoscenza.
Insomma cari amministratori vi abbiamo votato ci avete fatto sognare. Datevi una mossa

Spedito da: italia Pubblicato il: 11 gennaio 2018 alle 13:40

gerry

la nuova associazione armatoriale sara' costituita lunedi' prossimo, giorno di festa dei barbieri.

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