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Ricostruire o lasciarci bombardare anche la speranza

Non trovate un po’ strano (o indecoroso, indecente, sospetto) che oggi tutti si affannino davanti ai taccuini per riempire i vuoti da loro stessi scavati per decenni? Ora si scopre che quando l’emergenza incombe come una mannaia, si possono realizzare anche le banalissime imprese che prima apparivano come iceberg contro cui schiantare. Maggiore efficienza, digitalizzazione, pratiche in tempo reale, burocrazia smagrita, tempestività e buon senso. La solidarietà smuove le montagne? O è solo la stagione in cui è indispensabile apparire perché non si sa mai…? Scusate tanto, ma allora è vero che si potevano migliorare comunque processi e attività indipendentemente dall’emergenza. E’ possibile che la normalità si trasformi in regola anche dopo? Come? Realizzando in almeno tre anni tutte le opere e le infrastrutture di cui Genova e il suo porto dovrebbero già disporre da trenta.

E’ un anno zero bagnato di sangue e di disperazione. Una lotta contro il tempo. Ma anche, se si coglierà, un momento di svolta epocale. Resistere sul mercato per restare competitivi, tamponare il marketing già lanciato da francesi, spagnoli e olandesi e respingere gli assalti sottotraccia di avvoltoi e sciacalli è l’obiettivo immediato. Il futuro di un approdo al servizio del mondo dello shipping e non solo, lo deve modellare il Commissario, cui non possono mancare poteri speciali e ingenti fondi a disposizione. Si direbbe che il destino abbia inteso punire atrocemente le nostre fragilità. Consideriamoci come i sopravvissuti a un bombardamento che per non morire sono costretti a ricostruire.

Siamo tutti colpevoli. Di ignavia, rassegnazione, menefreghismo, compromessi, incapacità di reagire alla barbarie in cui affoghiamo da troppi anni. Non abbiamo saputo o voluto contrastare efficacemente il Male che ci ha avviluppati sfornando a ripetizione politici e amministratori da strapazzo, incapaci e inconcludenti. Abbiamo permesso con le nostre complicità e paure (di perdere il posto, amicizie, copie, voti, consensi, parcelle, piccoli o grandi privilegi ecc…) che prendesse campo l’ideologia della decrescita. Se l’emergenza è oggi globale, la risposta non può che rivelarsi pari alle esigenze del sistema logistico su cui si reggono e alimentano business e rapporti commerciali su scala internazionale. Spazzare via l’ideologia del sottosviluppo urbano ed economico è un dovere. Impedire l’eutanasia della maggiore città marinara italiana un obbligo. Nessuna compartecipazione al declino.
E’ il momento di combattere, battere i pugni e incassare quanto dovuto da decenni. Non solo il rifacimento del Ponte Morandi, non solo Terzo valico e Gronda o circonvallazione.
Non solo bonus per sconto sulle tariffe ferroviarie e marebonus europeo. Genova pretende e merita provvedimenti speciali da parte di una politica che può ancora, con pragmatismo, sottrarsi alle paludi del fanatismo e pianificare modernizzazione e sviluppo.

Se il Morandi è il tragico simbolo di un fallimento, la Zona Franca con le sue agevolazioni fiscali ed economiche può finalmente trasformarsi (a costo zero) in calamita formidabile per consolidare i traffici di oggi e strapparne nuovi al Nord Europa. Per moltiplicare produzione e profitti, attraverso la concatenazione con la logistica integrata, il Terzo valico e la Gronda, la manipolazione del container, la distribuzione, la consegna e i centri direzionali insediati a Genova. E poi, per aiutare le Ferrovie a ripulirsi almeno un po’ la coscienza annebbiata da infinite disattenzioni e scarsissima lungimiranza, è determinante che il Commissario convinca l’azienda a rilanciare e investire in tempo reale sul progetto del retroporto di Alessandria, con treni navetta finanziati dal governo. Il minimo indispensabile per evitare la valanga di tir su Genova. Ma ci sono anche terribili meccanismi consociativi da scardinare, per impedire che alla fine la burocrazia inchiodi e paralizzi i tentativi di ricostruzione. Invece di pretendere il potenziamento dei controlli durante la costruzione delle opere, la politica al ribasso si è inventata l’Anac che, conti alla mano, ha distrutto tutto con competenze mediocri e con il risultato che non si fa più nulla. Non abbiamo preso direttamente sul mercato i migliori ingegneri, abbiamo esteso le gare sino alla follia. Come se il tunnel del Gottardo fosse stato realizzato a seguito di bando di gara sul codice degli appalti....
Già, il Codice. Con i suoi bizantinismi, con le sue garanzie incrociate, è uno splendido terreno di coltura proprio per la politica del non fare. Al Commissario non può essere negato il conferimento di un potere speciale, in deroga totale dal Codice degli Appalti. Se atroce segnale doveva essere, lo colgano i protagonisti. Dimostrando di essere veri.

***

PS. C’è chi mi rimprovera amichevolmente un ottimismo della volontà che continua a prevalere sul pessimismo della ragione. E’ vero, non so se sia l’atteggiamento giusto perché, al di là della demagogia e delle banalizzazioni, Genova da troppi anni sta smascherando la propria inadeguatezza globale.
E’ vero che ci sarà da riflettere ancora sul tema delle privatizzazioni, sulle responsabilità dei controllori e dei controllati, sulla peggiore gestione burocratica che si possa immaginare, sulle responsabilità clamorose di un’imprenditoria meschina che continua ad approfittare della debolezza dello Stato, sulla desolazione di una gestione politica che indigna. Storie da raccontare, pagine di vita. Forse vale la pena vedere come andrà a finire.

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Commenti inseriti: 153 — pagina 1 di 7

Spedito da: Janua Pubblicato il: 22 settembre 2018 alle 12:57

Dottor Mabuse

.......lo svizzero sparito.....molti sono contenti......e ti credo
.......malacalza e mala tempora currunt.....dalle parti del Ronco.....
........molti agognano una bella cassa relax per un po’ di anni....
......mentre altri si sfregano le mani per i risarcimenti Autostrade....pecunia non olet.....
.....il 20% dei genovesi ha accolto il salone nautico con l’entusiasmo di un clistere gli altri sono in casa di riposo......
......io lo svizzero lo porterei per loffe dalle parti di Vara superiore......e ce lo lascerei.....
Per il goccio offro io i primi due giri.....

Spedito da: Kyoto Pubblicato il: 21 settembre 2018 alle 20:07

KamauKa

Mabuse, facciamoci un goccio. E poi tutti a caccia di "farün" da regalare allo svizzero.

Spedito da: Milano Pubblicato il: 21 settembre 2018 alle 08:55

Enrico Vigo

SE LA VIABILITA’ DI GENOVA RESTA DA VILLAGGIO WALT DISNEY…

Prima della disavventura del crollo del ponte Morandi usavo dire che la viabilità genovese era talmente critica da essere definibile come da “villaggio Walt Disney”, un giocattolo.

Ora col crollo del ponte non è neppure possibile definirla in quel modo, sono venute alla luce magagne gravi, insufficienze, difetti di gestione dei cantieri, che la mano ferma e sicura del Sindaco Bucci, supportato da uno straripante Presidente Toti, ha cercato di medicare con iniziative clamorose, come il varo della Strada della Superba in area ex-ILVA.

Ma resta indispensabile anche per il futuro ripensare radicalmente la mobilità di merci e persone perché la complessa orografia genovese non consente di far convivere un porto troppo incombente sul tessuto urbano e abitazioni che sono sottoposte a un martirio di traffico quotidiano insalubre e sicuramente fuorilegge (Sampierdarena, Cornigliano e Sestri sono in una camera a gas, i danni alla salute dei cittadini enormi).

Il nodo stradale di San Benigno, i cui cantieri sono in colpevole ritardo, serve proprio a separare il traffico urbano da quello portuale, ma se non si sbrigano ad accelerare i lavori la commistione continuerà a fare danni al traffico e alla salute dei cittadini, l’inerzia non solo non è giustificabile ma è drammaticamente colpevole.

Per limitare il flusso incessante di auto private occorre accelerare il piano-Musso per la mobilità urbana, allungare il metro è assolutamente indispensabile, il completamento del nodo ferroviario di Genova a metà 2020 porrà le condizioni per il declassamento della tratta costiera da armare con convogli idonei che devono essere ancora acquistati e purtroppo nessuno se ne preoccupa.

Senza contare i colpevoli ritardi delle Ferrovie che devono costruire le nuove stazioni costiere previste e non esistono crono-programmi di cantiere.

Tutto fumoso, lento, trasandato, dimenticato, si vive alla giornata, capaci solo di reagire quando accadono drammi, senza mai imparare la lezione che una città va programmata e gestita nel lungo termine.

Serve una bella scrollata ai cantieri e ai progetti inabissati in polverosi cassetti, e dimenticati. Se si vuole far convivere porto e città occorre lavorare duramente e cambiare registro, Genova purtroppo è fragilissima, l’eredità problematica oggi in mano al Sindaco Bucci è terribile da governare.

Spedito da: Pubblicato il: 21 settembre 2018 alle 08:39

mauro cornacchione

@ carozzi
il suo post sulla culmv è attraversato da un certo romanticismo.
lei è veramente convinto che la Culmv vorrà e sapra cambiare marcia ed affontare la sfida che il piano di risanemtno le impone.
Putroppo la realtà serà ben diversa.
il "consolato" di Benvenuti fra poco toccherà i dieci anni, Batini infatti scomparse nel 2009.
in questi anni Benvenuti è stato molto abile nel far credere che la Culmv fosse realmente intenzionata a modernizzzarsi e a cambiare, illudendo i presidenti dell'Autiroità portuae che si sono succeduti, i terminalisti, gli operatori insomma.
Si è trattato di una messa in scena.
Benvenuti, alto dirigente di Lotta Comunista, la “setta” presente anche all’interno di CULMV e che gli ha consentito di mantenere il potere, non ha mai pensato realmente di modernizzare la gestione amministrativa della CULMV, né ha mai veramente provato a modificare i comportamenti che i soci quotidianamente praticano in porto, agendo come liberi professionisti… liberi anche da ogni regola.
E non mi si dica che senza la Cumlv il porto chiuderebbe; al contrario con una Culmv più efficiente e non più entità beneficiata da assistenzialismo di varia natura il porto potrebbe anbire a traguardi ben più ambiziosi.
Il piano di risanamento, che io ho letto, prevede azioni ben precise che se implementate consentirebbero alla Culmv di diventare una azienda, in grado perfino di fare utili, cosa peraltro non cosi difficile con un fatturato di più di 50 milioni di euro l’anno.
Ma pochissimi soci conoscono il piano ed il consiglio di amministrazione della CULMV si guarda bene dall’illustrarlo realmente e seriamente, perchè non sarebbe accettato.
A distanza di mesi dalla approvazione del piano, la nomina del direttore amministrativo che dovrebbe prendere in mano i conti della Culmv per indirizzarla verso una gestione degna di questo nome, non è stata fatta.
Ma poi, perche stupirsi, ll piano prevede lo snaturamento di ciò che la Culmv è stata fino ad oggi, con la perdita di una serie di privilegi ingiustificati ed inaccettabili.
E queste sono cose che ogni singolo operatore che lavora in porto conosce ma che nessuno ha il coraggio di dire.
In questo paese nessuno vuole perdere i privilegi acquisiti.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 21 settembre 2018 alle 03:43

giorgio.carozzi


ELEZIONI PER I VERTICI DELLA CULMV
PLEBISCITO PER ANTONIO BENVENUTI RICONFERMATO CONSOLE
LETTA E CIUFFARDI SONO I SUOI VICE

Ultime della notte… Si sta concludendo a San Benigno lo spoglio delle schede depositate nell’urna dai portuali genovesi, chiamati a eleggere il gruppo dirigente (che resterà in carica per i prossimi tre anni) nella consultazione avviata martedì e conclusasi ieri sera. Antonio Benvenuti, 67 anni, è stato riconfermato console con un consenso quasi plebiscitario. Su 1003 soci della Culmv aventi diritto, hanno votato in 887: Benvenuti ha ottenuto 758 voti, oltre l’80% delle preferenze. Ledda e Silvano Ciuffardi sono stati riconfermati vice consoli: il primo ha conquistato 546 voti, il secondo 475. E’ in corso lo scrutino relativo all’elezione dei sette componenti del consiglio d’amministrazione.
Un primo commento è scontato. Dall’urna di San Benigno emerge un’indicazione netta e consistente a favore della continuità politica e delle strategie di cui in questi ultimi anni si sono fatti promotori Benvenuti e i suoi vice. Al console viene attribuita e riconosciuta una leadership indiscutibile. Un segnale forte lanciato alla città e al porto: con la conferma della direzione, i soci della Culmv cavalcano e sostengono il complesso piano di ristrutturazione interna, varato per blindare la Compagnia Unica, consolidarne la stabilità economico-finanziaria e garantirne un futuro sviluppo. Operazione delicatissima e ancora piena di ostacoli quella che attende Benvenuti e i suoi collaboratori.

Spedito da: GE Pubblicato il: 20 settembre 2018 alle 06:42

marco

Così è se vi pare. Ora scopro che il disagio di ieri era causato dalla perdita di carico di un Tir. E' la dimostrazione che basta un niente per bloccare tutto e, purtroppo, col rischio d'incidenti aumentato, queste situazioni possono ripetersi. Se a questo si aggiunge che i sindacati per Ilva hanno già chiaramente fatto capire che potrebbero fare blocchi se non ottengono risposte e magari a questi potrebbero aggiungersi blocchi per altre vertenze critiche che non mancano, esempio qui group, giacchè non è una prerogativa di Ilva o del porto di bloccare le strade ma se vale per loro deve valere per tutti, è facile pensare che ci attendono brutte giornate per la vivibilità di Genova.
E non vale la filosofia di Pangloss precettore di Candid per la quale il pessimismo è solo un punto di vista e le cose possono cambiare a secondo del lato da cui si guardano. Così ragionando, infatti, la scoperta del viadotto inadatto ai tir a due giorni dell'inaugurazione pomposa, anche nel nome, della via Superba è diventata una cosa meritoria e non una svista pressapochista. Così si può dire tutto ed il contrario di tutto, come per la colpa di quello che è successo che può essere attribuita, sempre a seconda dei punti di vista, ai no gronda od a quelli che li hanno fatti nascere non facendo retroporti e permettendo che la città fosse soffocata dai tir.
E la storia è lunga ma una conclusione pare a me, ovviamente, ineccepibile: chi è causa del suo mal pianga se stesso.

Spedito da: Kyoto Pubblicato il: 19 settembre 2018 alle 23:06

KamasuKa

Adesso lo spilungone baffuto è passato al Tavernello... Sulle alture di Voltri si ride a crepapelle

Spedito da: GE Pubblicato il: 19 settembre 2018 alle 21:04

marco

Oggi 19 Settembre 2018 alle ore 14,15 sono partito da Voltri per andare alla Fiumara. Ho preso l'A10 e la coda, a circa un chilometro dal casello di Genova aeroporto. Col caldo che c'era nel pezzo di strada che va dal casello di uscita all'imbuto ad unica corsia ho visto di tutto ma soprattutto bus e Tir che si contendevano la strada come fossero moto o scoprivano nuove corsie sino a 4 per poi imbucarsi nell'ultima decisamente fuori dal ogni buon senso, dal bon ton ma soprattutto fuori da margini di sicurezza, una autentica non metaforica giungla d'asfalto.
Alle ore 15,30 circa, dopo 1 ora e un quarto dalla partenza, giunto al bivio di Via Manara Via Giotto ho desistito e per tornare indietro ho preso Via Giotto in direzione Borzoli per raggiungere Via Chiaravagna all'altezza dell'Itis Calvino, altra coda. In un gesto di esasperazione ho proseguito per Borzoli sino a riscoprire quel che sapevo ma avevo dimenticato: la strada nuova che porta verso Via Chiaravagna. Da qui ho fatto tappa in un bar di Via Arrivabene per una sosta scarica nervi per poi proseguire per le alture di Sestri in Via Pian del Forno essendo Viale Canepa interdetto a scendere per i lavori di rimozione degli alberi e dopo un ghirigori tra i quartieri collinari di Sestri sono riuscito a scendere in Via Merano dove ho imbucato la strada del ritorno arrivando a Voltri alle 15,45 circa: un pomeriggio avventuroso passato in auto senza concludere niente.
Non so se il Salone nautico essendo nella parte di Levante possa aggravare o risentire di siffatta situazione, di certo chi arriverà da ponente avrà molti problemi,vedremo.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 19 settembre 2018 alle 15:04

G. Merello

Alcune osservazioni sul dopo-Morandi

1) Amianto tra le macerie del ponte: comprensibile l'allarme partito dall'USB dei Vigili del Fuoco, in particolare dal N° 1 Saporito con foto, poi confermato dai tecnici della Spea con ispezioni, solo nei pressi della pila 9 crollata.
Qui occorre la massima chiarezza, con ulteriori controlli e analisi di ASL e Arpa, per confermare che secondo ogni probabilità c'è presenza di amianto non nelle macerie del ponte ma in resti di qualche officina o magazzino, schiacciato dalla pila N° 9.
Da confermare cioè al 100% che NON sono interessate da amianto le enormi quantità di macerie del ponte, costruito in calcestruzzo e acciaio.
Appurato che fino agli anni 80 in edilizia era usato il cemento-amianto (Eternit) in lastre di copertura, cisterne, pannelli ma non certo in strutture come i piloni di un ponte.

2) Misure eccezionali nel decreto-legge Genova per aiutare città e porto disastrati: al di là della scontata ricostruzione del ponte, come misure che vadano al di là dell'emergenza, in particolare per il porto, mi pare restino quel "minimo dei minimi" contenuto nella ZLS Zona Logistica Semplificata" (come noto un pallido surrogato della Zona Economia Speciale dispensata a pioggia al Sud) e nel trattenere sul territorio il gettito IVA generato da Genova "fino al 3%". Moolto poco...

3) Mi si perdoni una risata sul "progetto" Stefano Gavazzi/Beppe Grillo di nuovo ponte, pardon "sistema di riqualificazione dell'area"..).
Basta vedere il curriculum di Gavazzi: ampliamento di due cimiteri, ristrutturazione di appartamenti e una palestra...
Per piacere non scherziamo...

Spedito da: Milano Pubblicato il: 19 settembre 2018 alle 10:47

Enrico Vigo

TEMPUS FUGIT, VALPOLCEVERA E PONENTE IN GINOCCHIO

Apprendiamo che il 3° valico ha qualche acciacco da sistemare non di poco conto nella speranza di una pronta guarigione per camminare diritto verso l’obiettivo, mentre la buona notizia che il nodo ferroviario di Genova potrebbe essere pronto per l’estate 2020 rassicura, anche se a me personalmente sembra viziata da eccesso di ottimismo.

Genova chiama Roma, ma per ora …tu-tu-tu… occupato, si perde tempo prezioso in schermaglie di sottobosco che delineano un governo a due motori e un mezzo che sbanda, il volante non riesce a governare le ruote come dovrebbe e prendere la direzione giusta, quella della tempestività delle decisioni, pare essere cosa proibitiva.

Bisognerebbe cominciare a dare un calcio al tavolo della mobilità urbana genovese, quella striminzita uscita da troppi anni di scarsa fantasia e rassegnazione, talvolta di colpevole inerzia e financo di menefreghismo e incapacità.

Ad esempio il Metrò-Genova, perché non sono mai state prese in considerazione le tratte dismesse da 20 anni con numerose gallerie ferroviarie sotto l’abitato di Sampierdarena?

Genova potrebbe, a costi contenuti rispetto a quanto speso finora per una tratta striminzita, avere un metrò di tutto rispetto integrando un quartiere popoloso tragicamente escluso da qualsiasi progetto.

Ora occorre fare su questo riflessioni serie e veloci, oltre che proseguire dopo Brignole, per lotti funzionali, verso l’Ospedale di San Martino.

La gente di Valpolcevera deve potersi muovere più agevolmente prima possibile.

Spedito da: Pubblicato il: 19 settembre 2018 alle 09:22

Pinhas

Timoniere, leggo sul XIX che i lavori relativi alla cosiddetta strada del Papa sono stati effettuati da Pavimental, cioè da Atlantia/Benetton (questa ultima informazione era omessa). Nulla di male. Ma sarebbe essenziale sapere anche 'come' le sono stati affidati i lavori (gara? affidamento diretto?), quanto costano e chi li paga (sospetto pantalone, cioè noi, ma magari sbaglio).
Puoi aiutarci? Grazie

Spedito da: Janua Pubblicato il: 18 settembre 2018 alle 20:23

Dottor Mabuse

Liberissimo/i di non pubblicare
Procuratore Cozzi - incidente probatorio da 30 a 60 giorni e non dipende dalla nostra volontà.
Traduzione - Genovesi sappiate che i mesi che vi stanno per rubare prima della normalità sono nel numero di X+2.
Val Polcevera al collasso.
Popolazione con i nervi a pezzi.
Ore di vita buttate nel cesso in coda.
Compagnie che hanno già abbondantemente dirottato baracca e burattini a Spezia e/o Livorno.
Saluti

Spedito da: Coronado Pubblicato il: 18 settembre 2018 alle 16:42

Matt

Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Toninelli non ha partecipato all'incontro alla Presidenza del Consiglio per la crisi del Ponte Morandi per un concomitante impegno.
A quell'ora aveva judo.

Spedito da: Janua Pubblicato il: 18 settembre 2018 alle 16:07

Dottor Mabuse

Liberissimi/o di non pubblicare.
Pare che la questione dei risarcimenti per tutti i proprietari degli stabili evacuati, sia residenti che no, non sia così semplice come pare.
Intanto pare ci sia la volontà di procedere al ribasso contrariamente a quanto paventato sugli organi di stampa.
Tradotto, dopo un iniziale momento di viva e profonda costernazione Autostrade sta incominciando a farsi i conti in tasca e come si dice verso levante " si è trovata i bocchi in tasca ".
Verificare perchè sarebbe veramente grave, sia per chi ha perso casa sia per chi ha perso una fonte di reddito supplementare.
saluti

Spedito da: Milano Pubblicato il: 18 settembre 2018 alle 10:38

Enrico Vigo

CONSEGUENZE DEL DISASTRO MORANDI

I danni all’economia ligure sono ingenti, i danni alla salute dei genovesi del Ponente altrettanto e non è cosa da poco. Adesso salta fuori anche l’allarme amianto tra le macerie del ponte da rimuovere e smaltire con cautela e tempi sicuramente più lunghi. Localmente stiamo entrando in un tunnel recessivo di portata devastante, occorrono supporti personalizzati ai vari comparti, ma non basta di certo, a soffrirne sarà la qualità della vita di molta gente soprattutto giovani le cui speranze di entrare nel mondo del lavoro si assottigliano brutalmente.

Ma non basta ricostruire il ponte, anche se è questione assolutamente prioritaria e indifferibile (speriamo che oggi a Roma Conte-Toti-Bucci insieme facciano un significativo passo avanti per la nomina del commissario alla ricostruzione). Abbiamo bisogno di mettere in sicurezza le autostrade liguri che hanno viadotti sotto pressione a causa dell’orografia complessa e dei troppi TIR che le percorrono a pieno carico. Forse dobbiamo ripensare anche le norme del codice stradale, visto che in molti paese d’Europa la portata è di t. 24 e non di t. 30 come in Italia.

Ma soprattutto dobbiamo togliere dal tutto strada gli automezzi delle lunghe distanze come Spagna e Portogallo sviluppando l’intermodalità ferroviaria e le autostrade del mare, adeguando incentivi sempre più efficaci. Bisogna accelerare tutti i cantieri ferroviari, ma sul serio, non basta parlarne convegno dopo convegno per poi non fare nulla, qui ci vuole una decisa azione di governo. Si ricominci seriamente a parlare della realizzazione dell’ultimo lotto rimasto sospeso della ferrovia del ponente ligure, la Finale Ligure – Andora, utile alle merci e utilissima al turismo che nell’economia ligure è strategico.

Sinceramente a parte Toti e Bucci che si distinguono in positivo per interventismo non vedo troppi affanni per prendersi cura di un problema che non è solo genovese ma riguarda tutto il nord ovest e il sistema Italia.

Un accenno alla questione “Erzelli” va fatto, intanto consentire che GHT costruisca a sue spese lo sfogo (bypass) della strada panoramica che finisce nel budello di Via dell’Acciaio sarebbe un bel segnale, come la fine dello stupro di aree del demanio aeroportuale dedicate a terminal container vuoti provvisori che di provvisorio non hanno nulla (Derrick), per consentire lo sviluppo sia della collina di Erzelli che dell’Aeroporto e la stessa città con parcheggio di interscambio e la stazione FS Siffredi-Aeroporto-Erzelli. Faccio appello qui al riguardo, per quanto di competenza a Bucci e Signorini, queste questioni fanno finalmente affrontate e risolte.

Spedito da: Genova/Italia Pubblicato il: 18 settembre 2018 alle 00:55

Silvia

Penna pungente e puntuale, che non fa sconti. Nemmeno a se stessa.
Un esempio di coraggio da seguire.

Spedito da: Kyoto Pubblicato il: 17 settembre 2018 alle 23:36

KamasuKa

Un affettuoso saluto al collettivo genovese.

Spedito da: Spediporto Genova Pubblicato il: 17 settembre 2018 alle 21:54

Giampaolo Botta

Non possiamo perdere un chilo di merce, dobbiamo fare in fretta, il Porto di Genova ha bisogno di tempi certi sulla ricostruzione del Morandi ma anche di preservare capacità produttiva e di servizi. Ecco perché è necessario che il DL Genova contenga norme ad hoc per rafforzare gli organici di Dogana e Presidi, ma non solo. Abbiamo bisogno di rafforzare strutture di analisi nei porti per garantire a tutta la merce pari condizioni e tempi di analisi.
Importatori ed esportatori ci valuteranno anche su questo e noi non possiamo sbagliare.

Spedito da: Pubblicato il: 17 settembre 2018 alle 17:04

franco (non servo del capitale)

@ massimo CU e a tutti quelli del collettivo autonomo del porto, ovvero il vecchio che avanza (o vuole avanzare)

Perchè, tanto per incominciare, non levate quegli striscioni che campeggiano da anni impunemente a Varco Etiopia e che sono una autentica pagliacciata (visto quello che c 'è scritto)?
Al vostro confronto la CULMV è composta da illuminati riformisti.
E comunque i grandi cambiamenti incominciano da piccole cose, da piccoli ma significativi gesti.

Spedito da: Milano Pubblicato il: 17 settembre 2018 alle 16:01

Enrico Vigo

PONTE DA/PER AEROPORTO LIMITE 7,5 t./STRADA DEL PAPA PER ORA QUASI INUTILE
(proprietario Autorità Portuale?)

Arrivata altra tegola su Genova, ma forse qualcuno sapeva …

Ma poi il Deposito Derrick all’aeroporto verrà finalmente chiuso oppure dobbiamo aspettarci altre proroghe per rallentare il progetto dell’aeroporto, del Comune e delle ferrovie e del GHT di Erzelli, dell’insediamento di un Ospedale e dell’Università?

Ma il presidente Signorini sta saltando sulla sedia o è già svenuto?

Se Sampierdarena non apre i terminal portuali H24 per Genova è un massacro ancora più devastante.

Spedito da: Pubblicato il: 17 settembre 2018 alle 08:46

giorgio.carozzi

@Pako
«Well, nobody's perfect» ...

Spedito da: Genova Pubblicato il: 17 settembre 2018 alle 07:06

Pako

Dimenticavo: Mi chiedo come possano persone intelligenti come Carozzi e Paceco cadere sistematicamente nella trappola di un innocuo troll come Mabuse. Misteri della vita.

Spedito da: Milano Pubblicato il: 16 settembre 2018 alle 19:35

Enrico Vigo

ALLUVIONI, FERROVIA A PONENTE INTERROTTA PER MESI, ORA IL PONTE;
BASTA DE-CRETINI, SERVE UN PIANO SERIO DI INTERVENTI.

Cosa deve ancora succedere a Genova perché il Governo si decida a normalizzare la città togliendola dall'isolamento?

Il vituperato governo di Centrosinistra aveva finalmente finanziato opere per la messa in sicurezza con finanziamenti record e di questo non si può non essere più che riconoscenti. Tra 5 anni tutti i cantieri (copertura Bisagno, canali scolmatori e opere a monte in più torrenti) della messa in sicurezza saranno completati, occorre vigilare perché non ci siano ritardi.

Ora dal Governo d'altro colore ci si aspetta oltre alla rapida ricostruzione del ponte una accelerazione del nodo ferroviario di Genova e del 3° valico, i lavori ferroviari di ultimo miglio portuale, la partenza lavori della gronda autostradale con tempi meno grami. Ma non solo, la Liguria ha bisogno del raddoppio dei binari nella tratta Finale Ligure - Andora e l'upgrading del valico ferroviario savonese, e di riprendere il cammino interrotto della pontremolese, il tunnel subalveo portuale e quello della Fontanabuona sono altri due non trascurabili tasselli.

Il miglior risarcimento per Genova e la Liguria è stringere i tempi, creare occasioni di lavoro diretto nell'immediato, ed in prospettiva con una regione più competitiva.


Spedito da: Genova Pubblicato il: 16 settembre 2018 alle 19:29

Pako

@massimo cu

peggio della retorica c'è solo la retorica dell'antiretorica.
Per chi ha vissuto da sempre di assistenzialismo, per chi non conosce regole se non quella del 'si fa come dico io o blocco la città', per questa gente qua la pacchia è garantita a vita. Morandi o non Morandi.

Spedito da: Janua Pubblicato il: 16 settembre 2018 alle 14:17

Dottor Mabuse

Giorgio sarò anche un coglione....che di solito vanno in coppia.
Se vuoi trovarne altri sali in macchina intorno alle sette di mattina, vieni in val Polcevera e dirigiti verso Borzoli per andare verso Lungomare Canepa.....quando senti smadonnare qualcuno e maledire il creato digli che è un coglione e che l’importante è altro e non la sua vita buttata nel cesso per tre ore al giorno minimo viene dopo i camion etc.
Auguri

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