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Ricostruire o lasciarci bombardare anche la speranza

Non trovate un po’ strano (o indecoroso, indecente, sospetto) che oggi tutti si affannino davanti ai taccuini per riempire i vuoti da loro stessi scavati per decenni? Ora si scopre che quando l’emergenza incombe come una mannaia, si possono realizzare anche le banalissime imprese che prima apparivano come iceberg contro cui schiantare. Maggiore efficienza, digitalizzazione, pratiche in tempo reale, burocrazia smagrita, tempestività e buon senso. La solidarietà smuove le montagne? O è solo la stagione in cui è indispensabile apparire perché non si sa mai…? Scusate tanto, ma allora è vero che si potevano migliorare comunque processi e attività indipendentemente dall’emergenza. E’ possibile che la normalità si trasformi in regola anche dopo? Come? Realizzando in almeno tre anni tutte le opere e le infrastrutture di cui Genova e il suo porto dovrebbero già disporre da trenta.

E’ un anno zero bagnato di sangue e di disperazione. Una lotta contro il tempo. Ma anche, se si coglierà, un momento di svolta epocale. Resistere sul mercato per restare competitivi, tamponare il marketing già lanciato da francesi, spagnoli e olandesi e respingere gli assalti sottotraccia di avvoltoi e sciacalli è l’obiettivo immediato. Il futuro di un approdo al servizio del mondo dello shipping e non solo, lo deve modellare il Commissario, cui non possono mancare poteri speciali e ingenti fondi a disposizione. Si direbbe che il destino abbia inteso punire atrocemente le nostre fragilità. Consideriamoci come i sopravvissuti a un bombardamento che per non morire sono costretti a ricostruire.

Siamo tutti colpevoli. Di ignavia, rassegnazione, menefreghismo, compromessi, incapacità di reagire alla barbarie in cui affoghiamo da troppi anni. Non abbiamo saputo o voluto contrastare efficacemente il Male che ci ha avviluppati sfornando a ripetizione politici e amministratori da strapazzo, incapaci e inconcludenti. Abbiamo permesso con le nostre complicità e paure (di perdere il posto, amicizie, copie, voti, consensi, parcelle, piccoli o grandi privilegi ecc…) che prendesse campo l’ideologia della decrescita. Se l’emergenza è oggi globale, la risposta non può che rivelarsi pari alle esigenze del sistema logistico su cui si reggono e alimentano business e rapporti commerciali su scala internazionale. Spazzare via l’ideologia del sottosviluppo urbano ed economico è un dovere. Impedire l’eutanasia della maggiore città marinara italiana un obbligo. Nessuna compartecipazione al declino.
E’ il momento di combattere, battere i pugni e incassare quanto dovuto da decenni. Non solo il rifacimento del Ponte Morandi, non solo Terzo valico e Gronda o circonvallazione.
Non solo bonus per sconto sulle tariffe ferroviarie e marebonus europeo. Genova pretende e merita provvedimenti speciali da parte di una politica che può ancora, con pragmatismo, sottrarsi alle paludi del fanatismo e pianificare modernizzazione e sviluppo.

Se il Morandi è il tragico simbolo di un fallimento, la Zona Franca con le sue agevolazioni fiscali ed economiche può finalmente trasformarsi (a costo zero) in calamita formidabile per consolidare i traffici di oggi e strapparne nuovi al Nord Europa. Per moltiplicare produzione e profitti, attraverso la concatenazione con la logistica integrata, il Terzo valico e la Gronda, la manipolazione del container, la distribuzione, la consegna e i centri direzionali insediati a Genova. E poi, per aiutare le Ferrovie a ripulirsi almeno un po’ la coscienza annebbiata da infinite disattenzioni e scarsissima lungimiranza, è determinante che il Commissario convinca l’azienda a rilanciare e investire in tempo reale sul progetto del retroporto di Alessandria, con treni navetta finanziati dal governo. Il minimo indispensabile per evitare la valanga di tir su Genova. Ma ci sono anche terribili meccanismi consociativi da scardinare, per impedire che alla fine la burocrazia inchiodi e paralizzi i tentativi di ricostruzione. Invece di pretendere il potenziamento dei controlli durante la costruzione delle opere, la politica al ribasso si è inventata l’Anac che, conti alla mano, ha distrutto tutto con competenze mediocri e con il risultato che non si fa più nulla. Non abbiamo preso direttamente sul mercato i migliori ingegneri, abbiamo esteso le gare sino alla follia. Come se il tunnel del Gottardo fosse stato realizzato a seguito di bando di gara sul codice degli appalti....
Già, il Codice. Con i suoi bizantinismi, con le sue garanzie incrociate, è uno splendido terreno di coltura proprio per la politica del non fare. Al Commissario non può essere negato il conferimento di un potere speciale, in deroga totale dal Codice degli Appalti. Se atroce segnale doveva essere, lo colgano i protagonisti. Dimostrando di essere veri.

***

PS. C’è chi mi rimprovera amichevolmente un ottimismo della volontà che continua a prevalere sul pessimismo della ragione. E’ vero, non so se sia l’atteggiamento giusto perché, al di là della demagogia e delle banalizzazioni, Genova da troppi anni sta smascherando la propria inadeguatezza globale.
E’ vero che ci sarà da riflettere ancora sul tema delle privatizzazioni, sulle responsabilità dei controllori e dei controllati, sulla peggiore gestione burocratica che si possa immaginare, sulle responsabilità clamorose di un’imprenditoria meschina che continua ad approfittare della debolezza dello Stato, sulla desolazione di una gestione politica che indigna. Storie da raccontare, pagine di vita. Forse vale la pena vedere come andrà a finire.

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Commenti inseriti: 182 — pagina 1 di 8

Spedito da: Genova Pubblicato il: 05 ottobre 2018 alle 15:30

G. Merello

In bocca al lupo convinto mi pare dalla gran maggioranza dei genovesi al neo Commissario Bucci alla ricostruzione.
Penso che Matt non sia l'unico che avrebbe preferito una figura terza non solo all'altezza ma disponibile a tempo pieno, mentre Bucci ha già i grandi oneri del sindaco.
Ma a questo punto non resta che sperare nel buon funzionamento del tandem piuttosto affiatato Toti-Bucci, uno commissario all'emergenza l'altro alla ricostruzione.
Che sommando vuol dire rimettere in moto e rilanciare una città già prima pesantemente in crisi economica, demografica, occupazionale e che ora rischia un fallimento storico dopo la tragedia del Morandi, che comporta tali e tante conseguenze, allargate a Liguria, Nordovest e Italia, che finora in base al Decreto-Genova non paiono afferrate dal governo!
Toti-Bucci come rappresentanti e i cittadini, a partire da quelli della zona rossa fino ai tantissimi che rischiano la disoccupazione, contano quindi che la Lega al governo con la conversione in legge del decreto strappi ben altre risorse ai 5 Stelle, specie per le fonti di lavoro con in testa il porto! Dove non può bastare l'esempio, unico in Italia, degli investimenti privati di PSA al VTE.
In particolare, troppi punti di domanda sul nuovo ponte, che è la prova del nove del governo davanti al mondo.
Dalla sua demolizione alla sua ricostruzione: che dev'essere in base ad un progetto perfetto (il bozzetto/idea di Piano pare abbastanza "piatto", molti si aspettavano qualcosa di più, ovviamente in acciaio) e realizzato da azienda o gruppo specialista nel campo.
Soprattutto, con FINANZIAMENTI certi e TEMPI rapidi.
Sennò nel frattempo...il paziente muore!



Spedito da: Genova Porto Antico Pubblicato il: 05 ottobre 2018 alle 09:20

Maninpasta

Bravissima Zinna Bianca, mi sto scompisciando!

Spedito da: GE Pubblicato il: 05 ottobre 2018 alle 07:07

marco

Sibillino…non resisto.... tangentopoli, mani pulite, le commistioni tra politica ed affari, la malavita, i faccendieri e i Presidenti del Consiglio. Tanti sono i precedenti basta ritornare indietro, saranno anche facili illazioni ma le analogie, ripeto, ci sono, compreso l'onnipresente massoneria ed i cerchi magici.
Per chi non lo sa basta dare i titoli e i nomi opportuni ai motori di ricerca. Manca solo, per ora, un team mani pulite che inizi il risiko e poi magari lo concluda con un nuovo viaggio, stavolta postumo, ad Hammamet altro che….. Insomma ce n'è abbastanza per una trasmissione inchiesta della Gabanelli. Quel che fa rabbia è, se a causa di persone senza scrupoli, ci va di mezzo tanta brava gente. Le solite illazioni o il solito schifo? Qualcuno comincia a tirare su il coperchio per vedere cosa c'è sotto o sono le solite malignità? Forza Ascom.

Spedito da: Janua Pubblicato il: 04 ottobre 2018 alle 20:08

Dottor Mabuse

Bucci preparati che sotto il ponte come sotto la cenere cova la fiamma, tutti si aspettano tanti soldini e nessuno vuole tornare a casa anzi tutti, ma proprio tutti, sperano che tutto venga raso al suolo.....tanta tragedia ma anche tanta manna.......altrimenti alle prossime elezioni.....bye bye

Spedito da: GE Pubblicato il: 04 ottobre 2018 alle 18:34

marco

Leggo che Rixi si sta battendo per ottenere finanziamenti per la Cassa integrazione in deroga per tutti coloro che hanno subito danni dalla caduta del ponte. Mi permetto di segnalare che molti altri lavoratori stanno attraversando una situazione drammatica in questi momenti e sono quelli, incolpevoli, interessati al fallimento della Holding Qui Group e delle sue controllate che, si scrive, solo a Genova pare ammontino ad una cifra intorno alle cinquecento unità. Il Secolo ancor oggi ha dedicato un articolo alla vicenda, piuttosto torbida come si legge e meritoria probabilmente di un interessamento diretto degli organi inquirenti, ma non è di questo che intendevo parlare visto che se ne stanno giustamente occupando gli esercizi commerciali turlupinati, turlupinati parola desueta ma esatta. Il mio intento era solo quello di segnalare la vicenda per dire che una volta tanto si potrebbe evitare di fare figli e figliastri perché anche ai lavoratori di Qui group ed affiliate è caduto, metaforicamente parlando, un ponte in testa, che altri e non loro hanno fatto cadere. Detto ciò concludo perorando anche per loro gli ammortizzatori sociali e non l'oblio in quanto figli di un Dio minore.

Spedito da: Coronado Pubblicato il: 04 ottobre 2018 alle 17:42

Matt

L’avevo detto in tempi non sospetti il commissario deve essere uno specialista che possa dedicarsi a tempo pieno a risolvere la crisi generata dal crollo del ponte Morandi.
Stimo Bucci quale persona per bene e manager (dell’ind farmaceutica) capace, ma ha già un lavoro che lo assorbe a tempo pieno, il sindaco del primo porto d’Italia.
Al governo è mancato il coraggio di una scelta decisa ed ora ci troviamo di fronte al conflitto tra i poteri di due ruoli contrapposti svolti dalla stessa persona.
A scriverà il Commissario e nei confronti di chi prenderà provvedimenti sovraordinati? E chi gli risponderà?
Un altro pasticcio insomma mentre non era difficile individuare una figura competente e terza.
Intanto da Spezia si sentono richieste della cantoniera presidente di estendere il decreto Morandi alla provincia di levante, leggo già l’interrogazione parlamentare della madrina deputata sulla mancata estensione alla sua città del provvedimento.
Il peggio del manuale Cencelli applicato da chi non sa neppure leggere accompagnato dalla strumentalizzazione politica di ogni iniziativa.
Buon lavoro a Bucci con la speranza che almeno lui nomini due deputy veramente capaci e competenti.

Spedito da: Pomigliano d'Arco Pubblicato il: 04 ottobre 2018 alle 15:41

Zinna Bianca

A.A.A. divano tre posti cercasi, anche usato se in buone condizioni, in vista di un decennio di totale e beato sciallaggio per me e il mio consorte. Possiamo pagare a rate, all'uopo destinando alla causa financo un quinto del nostro (doppio) reddito di cittadinanza.

Spedito da: Rivarolo Pubblicato il: 04 ottobre 2018 alle 10:24

Genovese

@seguace di Bossi

Parole sante, dio ti benedica

Spedito da: Sissnitz, ex Germania est Pubblicato il: 02 ottobre 2018 alle 19:31

Piero

Vigo è di quelli che al tempo del "muro" di Berlino,,dicevano che il muro serviva ad evitare che quelli della Germania dell’ovest potessero "scappare" nella Germania dell’Est,e portare il "caos" nel loro "paese del bengodi"!
Il bello e che ci crede ancora

Spedito da: Genova Pubblicato il: 02 ottobre 2018 alle 19:19

Seguace di Umberto Bossi

Da sempre ammiratore e sostenitore della linea antimeridionalista del Senatore Bossi, convinto fautore della secessione, sono a dir poco disgustato dalla deriva fascio-reazionaria della Lega.
Reddito di cittadinanza, neo-statalismo, politiche economiche simil-autartiche... Svegliatevi, elettori del Nord! Rialzate la testa!
L'uscita dall'Euro, unico obiettivo della compagine governativa, ucciderà per sempre le imprese e le ambizioni di crescita della parte sana del Paese.
Svegliatevi!!!

Spedito da: Genova Pubblicato il: 02 ottobre 2018 alle 12:51

G. Merello

DECRETO GENOVA: DA ROVESCIARE COME UN CALZINO IN SEDE DI CONVERSIONE

Credo che Genova ed intero Nord Ovest sottoscrivano il "fuoco alzo zero" del presidente Toti sul ministro Toninelli, come si legge sul Meditelegraph dell'altro ieri.
Ecco l'elenco delle sacrosante "osservazioni" di Toti in attesa del Commissario per la ricostruzione, che grazie al "decretino" dovrebbe avere la bacchetta magica per salvare il futuro del primo porto italiano:
- Risparmiare buffonate tipo il "progetto" di ponte Giavazzi/Grillo..
- Rischio altissimo di blocco per ricostruzione ponte e risarcimenti con l'autolesionistica revoca immediata concessione ad Autostrade. Idem per la Gronda di Ponente, pronta a partire ai primi 2019, sempre a spese Autostrade..
- Presa in giro al porto, con quel (minimo!) che doveva essere il trattenere il 3% dell'IVA generata, sostituito da pochi miserabili milioni..
- Risorse irrisorie per imprese, autotrasporto, sfollati..
- Sul Terzo Valico, diventato più che urgente vitale, blocco finanziamenti ultimi due lotti, già interamente stanziati, con la ridicola analisi costi-benefici..
- Ecc ecc ecc....

Inaccettabile che si "risparmi" sul futuro di Genova porto del Nord Ovest per raccattare soldi per l'assistenzialistico e insostenibile reddito di cittadinanza!
Salvini & C battete un colpo: Questo indecente decreto-legge va rovesciato come un calzino, convertendolo in legge dello Stato!!


Spedito da: sassnitz Pubblicato il: 02 ottobre 2018 alle 10:04

piero

Casalino toninelli, continuo a restare perplesso e sbalordito di come possano individui del genere essere arrivati a quel livello, e figuriamoci quelli sotto
Sarebbe meglio che la Lega terminasse questa esperienza governativa.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 01 ottobre 2018 alle 18:03

Mino Giachino

Il Decreto per Genova va corretto radicalmente altrimenti ai danni causati del drammatico crollo del Ponte Morandi se ne aggiungeranno altri peggiori causati da un Decreto inadeguato.Genova rappresenta la “punta di diamante” della economia del mare e della logistica italiana. Se viene indebolito il porto di Genova conseguenze ci sono anche per il sistema produttivo del Nord.La merce decide da sola dove andare. Se la merce ha dubbi sulla efficienza del porto italiano più vicino al Nord produttivo e alla Europa del Sud se ne andrà in altri porti europei e noi ci perderemo due volte, meno lavoro e meno entrate fiscali.Bisogna essere chiari e precisi.
Solo così potremo supportare il Vice Ministro Rixi a convincere i 5 Stelle sulla importanza dei porti e delle infrastrutture per il lavoro italiano. Dare una autonomia straordinaria al Porto di Genova e’ interesse del Paese.Aiutare le imprese portuali e quelle di trasporto e’ interesse del Paese.Occorre un Ferrobonus doppio per incentivare con forza l’uso del trasporto ferroviario da e per il porto.Occorrono aiuti o sgravi fiscali alle imprese di trasporto.Occorre prevedere una cassa integrazione in deroga.Il Governo si attivi in Europa affinché gli interventi previsti, vista la grande eccezionalità dell’evento, siano considerati fuori dal deminimis.Le priorità sono quelle di rifare subito il Ponte Morandi tenendo conto del grande risultato ottenuto per rifare il cavalcavia sulla Tangenziale di Bologna . Così come occorre accelerare la realizzazione del TERZO VALICO.Genova e le Casse dello Stato stanno già pagando gli effetti del tragico crollo . Per evitare di pagare domani Domani gli effetti delle tante giravolte e di un Decreto fatto male occorre modificarlo nella Commissione Parlamentare cui verrà assegnato .

Bartolomeo GIACHINO
Presidente di SAIMARE spa

Spedito da: Milano Pubblicato il: 01 ottobre 2018 alle 14:17

Enrico Vigo

AUTOSOSPENSIONE PER 30 GIORNI

Neppure col ponte crollato ci si astiene dal fomentare ratelle con messaggi divisivi, Genova sfasciata è il nostro specchio. Dopo aver letto il messaggio di Piero da UK, scoclusionato e gonfio d pregiudizi da postibolo di sordida osteria della malora, mi autososendo cautelativamente per 30 giorni.

Buona per manenza a tutti, arrivederci a Novembre.

Spedito da: Genoa is dead Pubblicato il: 01 ottobre 2018 alle 09:12

Ciozz

@ Matt

Secondo me Rixi è incosistente proprio perche è stato messo nel mezzo da gente più abile di lui nei giochini politici. Non lo difendo ma nemmeno gli getterei la croce addosso.
Cmq più che campane a morto per Rixi campane a morto per Genova.
Decreto nullo e ponte tra 10 anni.

Spedito da: Sestri Ponente Pubblicato il: 01 ottobre 2018 alle 08:50

Ansaldino

Traduco l'intervista dell'amico Claudio Gemme al Secolo XIX:
"Sì, sono amico dei leghisti e soprattutto di Giorgetti. A 70 me lo posso permettere. I Cinque Stelle? Bravi ragazzi, ma preferisco parlare con quelli veri. Conte? Uno che è capitato lì per caso. Vogliono menarmelo pet il mio ruolo in Fincantieri? Lo sanno tutti che fra me e Bono c'è lo stesso rapporto di amicizia esistente fra Marotta e CR7".

Spedito da: Janua Pubblicato il: 30 settembre 2018 alle 13:36

Dottor Mabuse

Vedo e prevedo......
.....che nella zona rossa non si vedrà il becco di un quattrino
.....che la zona arancione diventerà un deserto a valore 0
.....che ora tutti pregano, ingolositi giustamente dai ricchi risarcimenti ventilati, che tutti i palazzi sfollati vengano rasi al suolo, ma non sarà così
.....che tutti gli immobili interessati non valevano molto, ora valgono pochissimo, domani varranno 0....
Se il governo si fosse fatto da parte, tanto non serve a un belino, ora cari sfollati avreste la sicurezza che con l’immacolata sarebbero arrivati tanti bei dindini ora avete la sicurezza che Autostrade ha chiuso la borsa e che un procedimento penale porterà tutti allo sfinimento tranne chi deve pagare.
Un consiglio....se dovessi per sbaglio avere ancora ragione....non fategli costruire nessun ponte incominciamo a pretendere minacciando come da decenni è uso comune in tutta italia da Massa in giù.
Cordialità e risarcimenti millesimati a tutti Prosit!!

Spedito da: Sassnitz Pubblicato il: 30 settembre 2018 alle 13:02

Piero

Inorridito , a Genova manifestazione pro clandestini,invece per l’immobilismo politico di Roma e i tagli a tutti i finanziamenti per la nostra città niente. Bandiera rossa la trionferà, mi dispiace per i tanti genovesi che soffrono e soffriranno per il ponte crollato. Genova è morta ormai da 40 anni , questi decerebrati rossi sono le metastasi che continuano ad allargarsi trascinando loro e stessi e purtroppo anche gli altri che non reagiscono nel baratro.
Rixi non piace neanche a me quando parla non dice niente e i fatti si vedono anzi non si vede niente, mah ...speriamo bene

Spedito da: Janua Pubblicato il: 30 settembre 2018 alle 07:28

Dottor Mabuse

......mai avuto amici nei partiti....tessere in tasca tutte....non si sa mai.

Spedito da: Janua Pubblicato il: 29 settembre 2018 alle 12:23

Dottor Mabuse

......e meno male che il coglione ero io.....visto!!

Spedito da: Uilliams Pubblicato il: 29 settembre 2018 alle 11:51

Granchenion

@Mabuse
ciao faccia di tolla. Non erano amici tuoi i cinquestAlle?

Spedito da: Coronado Pubblicato il: 29 settembre 2018 alle 11:48

Matt

Messa da requiem per Rixi

La vicenda del ponte Morandi ha fatto un’altra vittima, il sottosegretario Rixi.
Ecco come è andata.
A fronte della crisi del sistema Genova e dei riflessi sulla catchment-area del Nord del Paese, Salvini ha lasciato il campo libero ai grillastri, qualsiasi coinvolgimento della Lega avrebbe infatti comportato responsabilità nei confronti dell’elettorato legaiolo. E Salvini è abbastanza intelligente da capire che nella Caporetto genovese, obiettivamente un incubo soprattutto per chi non ha idea di cosa fare, meglio inviare la carne da cannone, gli expendables, la fanteria, gli ascari e truppe cammellate.
Se sarà disfatta la Lega non è stata coinvolta se sarà successo ci sarà comunque tempo per saltare sul carro dei vincitori, in più Salvini ha uomini sul campo a Genova e Roma che possono essere manovrati al bisogno e quindi Toti sferza, Bucci protesta, Signorini si adegua, Rixi a Roma tiene sotto controllo e riferisce, perché, e qui è il punto vero, Rixi ha la delega di Toninelli, peraltro vuota, ma non quella di Salvini che lo tiene come la scimmietta sull’organetto.
Il Piano tiene, Salvini è presente, apparentemente disponibile, conciliativo, mediatore ma sta zitto, non lancia proclami tiene un profilo mediobasso cerca di non inimicarsi gli imprenditori, ricuce con Berlusconi, i grillastri fanno casino, proclami, idiozie sbagliano le nomine dei commissari, sparlano di diritto, annunciano decreti, lanciano strali contro MEF e Ragioneria dello Stato, (ignorando probabilmente che MEF, Ragioneria, Corte dei Conti e Consiglio di Stato sono i veri legislatori da molti anni a questa parte).
Ma Rixi scalpita, è genovese, vuole ritagliarsi un ruolo da Richelieu, vuole visibilità e consenso per riprendersi quella Genova che dopo aver conquistato a suon di preferenze si è visto sfilare da Toti, sapiente governatore con voti altrui.
E qui una parentesi per Toti è d’obbligo.
Dopo aver vinto in lungo e in largo in Liguria e a Genova senza un partito proprio ma con i voti di legaioli, fratellini orfani e qualche forzitaliota il colpo da Maestro.
Dando aria al pallone di Rixi se lo leva dalle balle in Giunta e in Regione e lo manda a fare il peon a Roma dove non conta nulla e non rompe i maroni al Governatore ma soprattutto non fa ombra all’altro astro nascente e delfino del capo, Giampedrone.
Tornando a Rixi, capisce o gli dicono che allontanandolo da Genova Toti gli ha alzato la coda, a Roma non conta niente e quindi si rimette a fare il pendolare con la Città. Potendo scegliere solo gli avanzi si prende a consulente un compilatore di atti congressuali, uno che ha provato senza successo a superare un esame di Stato e la sua ingombrante famiglia portatrice di interessi terzi.
Con questa armata Brancaleone tenta di conquistare il ruolo di Richelieu o di Mazzarino, ma non ha forza né credibilità proprie, non è sostenuto dal suo capo che gli ha dato chiare istruzioni di mandare i grillastri a sbattere, è tagliato fuori dai grillastri nonostante la delega specifica.
Il suo ruolo è imbarazzante, dovrebbe essere lui sottosegretario a preparare il decreto Genova per il suo Ministro e invece lo legge probabilmente insieme a tutti gli altri perché come detto non conta niente e, per finire, attacca il lavoro del suo stesso Ministero.
Inutile, inconsistente, evanescente, presuntuoso, isolato va a cercarsi un po’ di riverenze alla Naples Shipping Week e ne torna parzialmente rinfrancato dalla bava delle blandizie napoletane, ottenendo una boccata di ossigeno che gli consente di rientrare a Genova per sculettare ossequiente dietro al Salvini in visita, che lo userà come capro espiatorio attribuendogli paternamente la quota legaiola dei danni nel disastro di Genova.

Campane a morto cominciano a prepararsi per il giovanotto e avvoltoi volano in circuito sulle rovine fumanti della Superba.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 29 settembre 2018 alle 10:24

MARCO m.

In poche ore Tesoro e Cassa depositi e prestiti cioè i soggetti che dovrebbero anticipare i soldi per il Ponte, hanno perso tra Borsa e spread oltre un miliardo. Ciò significa che ci siamo "fumati" già il ponte e la ricostruzione. Complimenti agli idioti

Spedito da: Genova Pubblicato il: 29 settembre 2018 alle 09:46

Mojo Hand

C'erano mille motivi per minacciare di dimettersi viste le sciocchezze dei 5 stelle.
Ma rixi ha scelto l'unica pro Genova. Soldi tolti a porti inutili a favore della lanterna e per cui lui ora si straccia le vesti. Ma mica e' finita. A decreto scritto lui invece di andarsene dice: lo cambieremo in aula....peggio di renzi..

Spedito da: Genova Pubblicato il: 29 settembre 2018 alle 09:41

Mino Giachino

Il Porto di Genova non è un porto qualsiasi. E’ uno dei motori di sviluppo più importanti del nostro Paese, mette in moto una occupazione che secondo Nomisma arriva a 90.000 unità, tra diretti e indiretti, di cui 16.000 nel solo Piemonte. Un porto che genera 6 miliardi di entrate fiscali per le Casse dello Stato, una ricchezza di cui il Bilancio dello Stato ha assoluto bisogno.
Il drammatico crollo del Ponte Morandi limita e crea difficoltà a una azienda , il porto che equivale a tutti gli stabilimenti FIAT del nostro Paese, ma il porto serve l’import e l’export di tutta la Manifattura del Nord Italia.
Il danno creato genera difficoltà al nostro sistema trasportistico ma anche alla nostra Manifattura.
Rifare il Ponte Morandi pertanto e’ una urgenza nazionale non di Genova.
Se il porto di Geniva perde traffici una parte verrà acquisita da Marsiglia o dai porti del Nord Europa, a danno del nostro lavoro.
E’ difficile capire questo?
Spiace che ci sian voluti 45 giorni per fare un Decreto così inadeguato.
Se nei giorni del crollo del Ponte i Vigili del Fuoco furono gli Eroi che rappresentavano la parte migliore del Paese oggi un ruolo importantissimo lo svolgono le imprese portuali e di trasporto genovesi perché stanno facendo salti mortali perché l’aumento dei tempi di trasporto non generi maggiori costi me i committenti manufatturieri.
Ecco perché il Decreto deve prevedere interventi maggiori per gli operatori portuali e le aziende di trasporto che operano nel porto di Genova.
La vicenda del Ponte Morandi rende ancora più urgente la costruzione del Terzo Valico e della TAV. Le infrastrutture autostradali del nostro Paese fanno sempre più fatica a reggere l’aumento del traffico merci e passeggeri.
Bartolomeo GIACHINO
presidente SAIMARE

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