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SOS ai Re Magi: abbattete i muri per regalarci la Stella

La mediocrità, appagata dal mercato ed esaltata dalla politica, occupa oggi tutti gli spazi possibili. Non solo la merce cambia di segno e di valore, ma anche il pensiero, i sentimenti e le persone. Sottrarsi al massacro dell’originalità, che è ormai nevrosi, impone di non subire le idee correnti, unico tangibile segno di salute mentale. Contribuire ad abbattere i muri è una terapia d’urto. Tanto quanto aggredire senza conformismi la Genova che considera da decenni il porto un bancomat, una preda da spennare, un optional simbolico da manovrare ad uso e consumo dei comitati d’affari padronali e operai. Arroganti e cinici. Gente vecchia, priva di ideali e di passioni, indulgente solo con se stessa solo quando lucida di nascosto i dobloni nei forzieri di famiglia o di casta. Feroci tribù che si contrappongono ai fermenti innovativi e alla generosità di molti.

Niente di meglio, allora, di un Natale sotto l’albero, per sfidare alla tombola l’auto protezionismo giocando i numeri del futuro di innovazione e lavoro, di speranza, ricerca e competizione sui mercati. C’è una verità nascosta tra le pieghe degli sbadati conteggi del ministro Toninelli: le straripanti potenzialità del Terzo valico si misurano sulla ritrovata capacità genovese di fare impresa e affari, di catturare nuovi traffici e contrastare il vetero assistenzialismo e gli opportunismi consociativi. Usando le nuove infrastrutture come una sorta di grimaldello per scardinare le resistenze. Per non chiudersi dentro la città del porto senza luce, ostaggio di egoismi e paure.

Una missione natalizia, dunque, con appello ai Re Magi per riconquistare la Stella Cometa: disintegrare i muri della conservazione, degli accordi sottobanco e del compromesso al di là dell’accettabile. Perché il Terzo valico si giustifica solo se realizza gli obiettivi della politica di coesione europea, cioè se apre una via mediterranea ai traffici, oggi inesistente. Il che comporta la realizzazione di una piattaforma “porto-retroporto-infrastruttura di collegamento” in grado di muovere un traffico superiore di quattro o cinque volte rispetto all’attuale, per contribuire a una completa riorganizzazione della logistica europea, oggi governata esclusivamente dai porti del northern range. Una trasformazione epocale, da far tremare.

Le strade da seguire sono sempre le stesse. Alleanza ligure con le multinazionali che ritengono la piattaforma del Reno Alpi una scommessa vincente. Agevolazioni e tappeti rossi a chi sbarca a Genova per insediare centri direzionali e logistici. Investimento nazionale ed europeo a integrazione della zona logistica. Completamento delle infrastrutture regionali ferroviarie e stradali. Massima efficienza sulle banchine.

Un consistente aumento dei traffici nel porto di Genova può essere innescato oggi da una crescita, al momento improbabile, dell’economia italiana. Oppure trainato dalle regioni settentrionali storicamente servite dai porti liguri, intercettando parte del traffico scambiato tra il Far East e il Nord Europa, destinato alle aree continentali maggiormente sviluppate. In entrambi i casi, Genova deve attrezzarsi attraverso interventi infrastrutturali e immateriali (port community system) che consentano di ridurre i costi di accessibilità nautica e terrestre. Perché il porto diventi effettivamente l’ingresso da Sud del Corridoio Reno Alpi. Quindi: nuova Diga Foranea, terminal più adeguati alle mega navi. E ancora: collegamenti ferroviari di ultimo miglio a Prà, Bettolo e Sampierdarena; collegamenti autostradali a Voltri e San Benigno/Varco Etiopia. Oltre a Msc, anche la Cina potrebbe rappresentare tanto un fruitore quanto, mediante i propri organismi industriali e finanziari (China Communications Construction Company, Bank of China, Asian Infrastructure Development Fund, Silk Road Fund, etc.), un primario operatore e finanziatore di questa nuova offerta infrastrutturale.

Ma oggi questo disegno di massiccia espansione e forti ricadute economiche e occupazionali è appeso a un filo molto sottile. Condizionato non solo dai comitati d’affari che non vogliono ingerenze esterne ma soprattutto frenato dalla politica e ostacolato dalla feroce concorrenza internazionale. Genova rischia l’esclusione dai tracciati mondiali perché il sistema dei porti è frammentato, la burocrazia pesante e non esistono né competenze, né pianificazione e neppure coordinamento a livello nazionale.

I cambiamenti radicali non si possono realizzare senza impegno e coraggio di rischiare. Le riforme implicano molto studio e molti conflitti: perché quelli che vogliono mantenere lo status quo, anche a costo di rallentare la crescita, sono tanti. E contano.

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Commenti inseriti: 725 — pagina 1 di 29

Spedito da: GENOVA Pubblicato il: 19 aprile 2019 alle 00:23

GIAMPAOLO

@MERELLO, @CAROZZI, @WEBRIDGEWORLDS
Polonia, 14 ZES, disoccupazione zero, 4500 imprese italiane operanti su quelle aree, dopo la Cina è la Polonia il secondo partners commerciale per l'export italiano con 12 bn di euro, la Polonia in termini commerciali per l'Italia è più importante di Russia e Turchia. Rispondendo ad un quesito di un amico dico che oggi abbiamo gli strumenti normativi per avviare anche sul nostro territorio qualcosa di analogo.
Come si fa ? Le ZLS sono istituite su iniziativa della Regione, attraverso Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che deve valutare un PSS (Piano di Sviluppo Strategico). A Gestirla è un comitato di indirizzo composto da massimo 5 componenti tra cui Presidente Autorità di Sistema, che la presiede, un rappresentnate della Regione ed un rappresentante del Mit.
#SPEDIPORTO come promesso ha fatto elaborare uno studio di prefattibilità sulla ZLS che presenteremo a breve e che mettiamo a disposizione della città di Genova.
NOI ci siamo, Genova ? tutto il nostro territorio e numerosi retroporti potranno beneficiare di questa irrinunciabile possibilità di crescita.

Spedito da: Janua Pubblicato il: 18 aprile 2019 alle 22:16

Dottor Mabuse

.......invece in chiamata lo sanno già e fanno sapere che allora le regole vanno rispettate tutte ma proprio tutte tutte tutte che sta a significare 50 pezzi a turno...ca va sans dire!
Comunque io che vengo accusato di non dare mai risposte sono sempre in attesa delle vostre?!
Questione GNV post ingresso MSC.....shhhhhhhhhhh!!
MSC che osteggia il rinnovo del ccnl porti shhhhhhhhhh!!
Complimenti!

Spedito da: fronte del porto Pubblicato il: 18 aprile 2019 alle 18:14

david frost

Dal nostro inviato dal fronte del porto riceviamo e volentieri pubblichiamo:
“ Giornate calde qui a san benigno. Pare infatti che per la prima volta nella storia secolare della compagnia dei camalli genovesi il Consiglio di Amministrazione stia per chiedere ai soci che non rispettano le regole di pagare fior di penali. Una roba mai vista. Cioè, per fare un esempio, fino ad oggi ad un camallo che entra ed esce nel porto quando meglio gli piace nessuno può dire o fare nulla. Da domani non sarà più cosi. Dovranno scucire il grano per il disservizio arrecato. Lo stabilisce un regolamento della Autorità di Sistema.
Solo che i camalli a quanto pare ancora non lo sanno. E chi ha il coraggio di dirglielo, aggiungo io?
A breve nuove esplosive news.
Un caro saluto dal vostro affezionato David Frost, inviato speciale dal fronte del porto ed un augurio di serena Pasqua“.

Spedito da: Milano Pubblicato il: 18 aprile 2019 alle 09:51

Enrico Vigo

GENOVA, EASTER 2019, 1st QTR GONE WITHOUT RESULTS

Neppure la campagna elettorale per le elezioni europee scalda l’ambiente, salvo una improbabile monorotaia etichettata col suggestivo nome “skytram” per la Valbisagno, giusto per “spararla” più grossa che sia possibile con enfasi provinciale con tanto di rendering sui media, un’altra “belinata” spacciata gratis in pasto al popolino, tra le tante di cui oramai si perde il conto.
Tutte le aspettative per il porto vanificate dall’inerzia, eppure abbiamo già bruciato un quadrimestre del nuovo anno e ci apprestiamo ad affrontare il picco stagionale con più incertezze che certezze, tanti bei discorsi e nessun goal di quelli tanto attesi. Intanto abbiamo avuto altre vetrine eccellenti, roboanti discorsi privi di costrutto, forse l’unico risultato (di cui nessuno terrà conto) è che i vari comitati del Ponente cominciano a farsi sentire più del solito, solleticando solo il cinismo innato di chi dovrà /vorrà prendere decisioni reiterando servitù a Ponente quando di contrasto esce la notizia beffarda che al Parco di Nervi di Levante verranno piantate diverse migliaia di alberi, arbusto e siepi, l’alternanza genovese cacca di qua & cioccolato di là.
Questa ventata del “nuovo” nelle amministrazioni genovesi e liguri oramai ha scoperto il suo gioco, punteranno solo sulle uscite ad effetto sperando in una opinione pubblica poco vigile, riempiendo di doping la comunicazione, tanti tappetini rossi e ombrellini colorati, tutto fatuo, impalpabile, poco utile. Non c’è altra strada da percorrere che cambiare ancora, dopo la narcosi grigia dell’epoca Doria e questa colorata e fatua gestione corrente, vedremo chi prenderà in mano la gestione della cosa pubblica nel medio termine (in primis la Regione) ridando qualche speranza ai genovesi, particolarmente stufi ed irritati per l’attesa di GODOT.

BUONA PASQUA ALLA CIURMA E AL TIMONIERE

Spedito da: Spediporto Genova Pubblicato il: 16 aprile 2019 alle 23:56

Giampaolo Botta

Spediporto presente, nella prestigiosa sede dell'ambasciata Italiana, a Varsavia insieme al Comune di Genova al nostro Ambasciatore Aldo Amati, a Franco Aprile, per promuovere il nostro territorio ed il nostro Porto.
La Polonia ha con l'Italia uno scambio commerciale superiore a quello con Russia e Turchia, l'export italiano in Polonia è pari a quello verso la Cina 12mld di eruo anno. In Polonia hanno aperto 4500 aziende italiane, solo negli ultimi 3 anni oltre 2000 aziende. In Polonia si stanno fondendo interessi americani e cinesi per miliardi di euro. JPMorgan ha spostato il suo headquarter da Londa a Varsavia assumendo in un anno 3000 persone.
Oggi in Polina operano 14 ZES con una disoccupazione vicina allo zero.

Spedito da: Janua Pubblicato il: 16 aprile 2019 alle 21:21

Dottor Mabuse

Interrogato, il morto, non rispose.
Venghino signori venghino che non siamo qui per il bisogno perché di quello ne abbiamo anche abbastanza!!
Perché il signore napoloelvetico non gradisce il rinnovo del ccnl porti?
Vediamo chi è così coraggioso da rispondere?
Nessuno immagino.....e non dite che non è vero perché lo sanno anche i sassi che I mozzarelli hanno fatto saltare il tavolo....tanti schiavi tanto onore...ma illuminati tempo farà il suo lavoro alla fine.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 16 aprile 2019 alle 16:10

G. Merello

@ Giampaolo Botta

A lei e Spediporto Genova, cui vanno riconoscimenti per le fattive iniziative e attività a favore del nostro porto, vorrei chiedere:
Fra le misure (assolutamente inadeguate, come sappiamo) a favore di Genova nel post Morandi, contenute nella legge 130/2018 e in parte nella legge di bilancio 2019, è prevista una nebulosa "realizzazione di una Zona Logistica Semplificata nell'area del porto e retroporto di Genova".
A chi come me non è entrante in materia, potete chiarire come IN CONCRETO questa ZLS (evidente surrogato delle ZES distribuite a pioggia al Sud) può aiutare un rilancio del nostro porto in sofferenza?
Chi sono i soggetti ufficialmente incaricati della sua attuazione, con quale pianificazione e tempistica?
Grazie e saluti


Spedito da: ATTICO! della luce perenne! e al freddo! Pubblicato il: 16 aprile 2019 alle 11:13

Signora MARCO CANEPA

Cari signori, piano piano si pulisce, troppo sporco!
Mancanza di rispetto! Utili ciarlatani nei posti chiave, che non rispondono, che cercano di infangare chi è pulito, chi nasce ONESTO,e dotato di EMPATIA , e' un nobile per diritto divino!

Spedito da: Genova Pubblicato il: 16 aprile 2019 alle 01:21

giorgio.carozzi

@Maurizio Maresca

Caro amico Maurizio, qualche volta shipping e depressione vanno a braccetto. E allora ti sottopongo una riflessione, più esistenziale che tecnica, che potresti esternare ai dotti convenuti, esperti di cultura di sistema (portuale). Loro ti capiranno...
Arrivato all’età in cui si stendono le ombre sul cammino, sento il dovere di confessare una delusione che condivido con molti. Sono cambiato infinitamente meno del contesto vitale che mi circonda ed è una sofferenza sentirsi sfasato, antimoderno e, peggio, complice, poiché l’influenza dell’ambiente circostante è troppo forte. Non voglio incolpare nessuno, ma in certi momenti è mancata una parola risoluta… La mentalità materialista regna e si estende senza essere contrastata dalla coscienza collettiva. Dio è assente dai cuori. L’innocente e la vittima valgono meno del colpevole. Una società che muove cielo e terra contro e, nel medesimo tempo, giustifica e propaganda è al punto più basso della scala della perversione.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 16 aprile 2019 alle 00:24

Blek bloc

@vigo

d'accordo su tutto meno che sul giudizio sul sindaco, perlomeno affrettato.

Ha poteri mai avuti da nessun altro in italia e invece di esercitarli si fa dire dall'a alla z cosa fare. E questa è una patacca della stampa tutta.

Spedito da: Pubblicato il: 15 aprile 2019 alle 23:06

Marziano

@matt
Credo non se li ricorderà nessuno, perché qualcuno sarà passato a miglior vita o, nel frattempo, saremo diventati dei vecchi rincoglioniti.

Spedito da: - Pubblicato il: 15 aprile 2019 alle 21:05

Maresca Maurizio

Cari compagni di viaggio,
scusate ma qualcosa mi deve essere sfuggito.
In primo luogo dove e’ che, in questo epocale momento di sviluppo della Belt and Road , MoUs i più strani, accordi a valle tra imprese cinesi e le due autorità portuali “europee” , Cosco si è impegnata a localizzare sui corridoi Reno Alpi e Baltico Adriatico il traffico aggiuntivo? E specialmente di quanti milioni di teus aggiuntivi propri della via della seta stiamo parlando?
Non ho dubbi, infatti, che prima di aprire ai costruttori cinesi, pronti a costruire a fronte di un corrispettivo (anche senza gara!), il governo italiano, o le autorità portuali, che dello stesso costituiscono amministrazioni periferiche, abbiano sin dall’origine chiarito quel piccolo punto preliminare . E cioè che Belt and Road vuol dire che i cinesi mettono i loro traffici su Genova e Trieste e non altrove. Solo che davvero non ricordo di quanti milioni di teus stiamo parlando per il 2019 (anche per capire quei teus chi li porterà via da Genova e Trieste - Fs, Sbb, db ?).....
Scusate la disattenzione, ma i convegni e contributi quotidiani e le informazioni sono così tanti che l’unico dato importante (quello dei traffici) mi è sfuggito....
In secondo luogo immagino siano superate le comunicazioni di Junker Macron e Merkel - e gli esiti di ieri del bilaterale Eu Cina- sulla gestione europea della BRI ( che evidentemente sarebbero incompatibili con accordi di traffico promossi dai singoli stati membri); come credo siano davvero superati anche i colloqui che, proprio di recente, la Cina sta conducendo con Slovenia Croazia. È evidente infatti che oltre ai milioni di contenitori aggiuntivi che Cosco localizzerà a Trieste e Genova, è improbabile che ve ne siano altrettanti su koper e Fiume.
Devo dire che ho atteso risposte sui due punti sia nell’incontro Italo svizzero, come al solito molto concreto sia da uno dei ricorrenti Stati Generali della logistica del nord ovest: ma forse ero distratto. Parteciperò a due congressi sul medesimo argomento nei prossimi giorni: forse sarà l'occasione per fare il punto sulle alleanze di traffici che Italia e Cina hanno certamente disegnato nelle loro intese . Ma se qualcuno di questa pilotina , il timoniere, Blek Macigno ecc., mi potesse aiutare a prescindere gliene sarei davvero grato. Anche per sapere cosa dire intanto domani mattina.
.

Spedito da: Coronado Pubblicato il: 15 aprile 2019 alle 20:02

Matt

Quindi abbiamo un vincitore per la progettazione della diga, bene.
Ora mandiamo bene a mente questi nomi Technital, Grandi Lavori Fincosit e Alessandro Mazzi.
Li ricorderemo quando sarà assegnata la gara per la realizzazione della diga.

Spedito da: Janua Pubblicato il: 15 aprile 2019 alle 15:34

Dottor Mabuse

Vigo Vigo Vigo mi stupisci! Un vecchio comunista come te che si lascia andare all’elogio del padrone cosi in maniera spudorata!
Eppure lo sai anche tu che il padrone non è mai salvifico totalmente, il suo intervento esige sempre un tributo, che deve essere pagato subito e senza sconti.
Guarda come si sta opponendo strenuamente al rinnovo del CCNL dei porti, secondo te chi ha fatto saltare il tavolo pretendendo un rinnovo a 0 €??
Sei sicuro che una parte, neppure piccola, della città non lo voglia vedere spadroneggiare sulle banchine e sulle banche a ragion veduta, sei sicuro che mettersi nelle mani di una realtà del genere non sia alla lunga peggio della melma odierna? Te lo ha mai detto nessuno che a Ginevra da anni covano rancore e desiderio di vendetta verso chi un tempo li derise e li tratto da miserabili!?
Vigo sei sicuro?

Spedito da: Spediporto Genova Pubblicato il: 15 aprile 2019 alle 14:42

Giampaolo Botta

Non più solo le società dello shipping ma ora anche le associazioni di impresa
guardano ad una dimensione internazionale dei servizi da offrire ai propri
associati. E’ quello che ha fatto SPEDIPORTO con l’accordo intervenuto nella giornata odierna con la multinazionale olandese EWS Group (Eco World Solutions) da cui è nata Port Quarantine Service srl.
I nostri associati, e non solo loro, sono assillati da immensi problemi nel settore dei controlli, sono diventati il problema più rilevante da affrontare dopo le infrastrutture, in occasione della nostra ultima assemblea generale ne abbiamo avuto conferma, il tema è al centro della nostra attenzione ed ora anche delle nostre azioni.
La recente vicenda della cimice asiatica, con cui è stato messo in ginocchio il traffico containers italiano
verso l’Australia e Nuova Zelanda, ci ha convinto che era il momento di intervenire nel segmento dei controlli ai contenitori garantendo il massimo della qualità, della tecnologia e della professionalità. Così è nata l’idea di individuare un
partner europeo leader nel settore e lo abbiamo trovato in EWS Group.

Spedito da: Pubblicato il: 15 aprile 2019 alle 14:23

Giampaolo Speranza

La progettazione della diga di Genova affidata alla Technital...bravissimi, certo, sono quelli che hanno progettato la Piattaforma di Vado.
Controllare se - per caso - il progetto iniziale su pilastri è stato tempestivamente portato a termine o se - invece e per caso - in dieci anni è stato completamente modificato nei presupposti iniziali. O se, ad esempio, la progettazione teneva conto che davanti a un terminal non c'era una diga davanti... così, per dire.

Spedito da: Milano Pubblicato il: 15 aprile 2019 alle 14:13

Enrico Vigo

TRAGHETTI E CROCIERE A GENOVA, CUORE PULSANTE DELLA “BLUE ECONOMY”

Con l’approssimarsi della stagione estiva di picco dei traghetti, con la città in continua emergenza traffico (basta un semplice incidente ad infartuare il sistema oggi penalizzato e messo a dura prova anche dalla mancanza del ponte) bisogna assolutamente che vengano rinforzate le squadre di controllo ai varchi portuali di a San Benigno per velocizzare le operazioni propedeutiche all’imbarco e mitigare l’effetto-invasione di auto, tra partenze e arrivi.
Per quanto riguarda le crociere bisogna impegnarsi a facilitare gli investimenti previsti con l’annunciato positivo ritorno di Costa Crociere a Genova; abbiamo bisogno di nuovi insediamenti e infrastrutture di supporto al business, che ha ricadute positive sulla città, dirette e indirette.
Ponte dei 1000, Ponte Colombo, le emerse gravissime anomalie vanno sistemati con priorità assoluta, qui siamo in piena emergenza (force majeure), occorre fornire servizi al business crociere con infrastrutture praticabili prima possibile, l’AdSP-MLO faccia gli straordinari con misure eccezionali, la mano pubblica deve supportare per vocazione e ruolo istituzionale le attività economiche del comparto.
Tutto questo in attesa che la Spettabile ANAS si decida a dare una accelerata al dormiente progetto mal cantierato del “nodo di San Benigno”.
La “blue economy” del Nord-Ovest ha il diritto-dovere di dare una spinta importante al PIL italiano, gli enti pubblici preposti devono fare ogni sforzo per traguardare sviluppo, occupazione con ritorni importanti sulla socialità, non basta più stare a guardare nell’inedia con le penalizzanti lentezze a cui ci siamo assuefatti paralizzando il DNA della Genova d’altri tempi.
Gli amministratori pubblici si misurano con i risultati, non con le lamentele ad ogni pubblico convegno.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 15 aprile 2019 alle 12:33

giorgio.carozzi

@VIGO
E bravo Enrico, analisi perfetta! è come se avessi anticipato una nuova puntata di Pilotina! Sarà che sei ancora in overdose post derby... A quelli che vuole rovinare, Dio toglie prima la ragione... cosi' dicono

Spedito da: Milano Pubblicato il: 15 aprile 2019 alle 11:03

Enrico Vigo

LA CRITICA IPOCRITA A “MSC” ED IL SILENZIO SU “AdSP-MLO” e GLI ALTRI ARMATORI

Un armatore investe e vivacizza un porto impaludato come Gioia Tauro e viene criticato, idem a Genova dove il suo attivismo in una pluralità di settori viene messo all’indice (da taluni, non da tutti), mentre l’inerzia della AdSP (Autorità Portuale) viene quasi ignorata con troppa accondiscendenza, tranne qualche solitario urlo nella Savana.
Credo che a suon di far nulla Genova sia giunta allo stadio finale della ossificazione, della ibernazione, della narcotizzazione.
Cade un ponte e si scopre che la città non è preparata dal punto di vista infrastrutturale, una città con infrastrutture da Villaggio Walt Disney. Ma la gestione dell’emergenza mette in mostra una insolita capacità di reazione tutta italiana a targa-Bucci, il sindaco accentratore con la giacchetta strattonata, che copre ogni ruolo possibile nella amministrazione dell’Ente locale, e non potrebbe essere diversamente. Nei prossimi anni rifletteremo molto su quanto di singolare sta accadendo e scopriremo pian piano che i meriti del sindaco-commissario vanno oltre l’immaginabile, di pari passo con i suoi imperdonabili difetti (tra cui svetta il suo << next question >>, l’inconfondibile Bucci’s Trade Mark).
Sarebbe auspicabile che anche Cosco, l’armatore cinese dal proverbiale “braccino corto” (altro che Via della Seta …), o l’elegante ma tirchia francese CMA CGM, o la silente teutonica Hapag Lloyd, (sulla danese Maersk meglio non dire... e gli altri armatori non certo minori ...lasciamo perdere...) producessero qualcosa di più per la città di Genova e non un semplice letto disfatto nel quale fare i propri comodi, lasciando tracce nella socialità genovese fin troppo bistrattata e dimenticata.
Che a Genova non siano più gli anni dei compianti De Ferrari e della Duchessa di Galliera lo si è capito da un pezzo, ma nel proverbiale disinteresse sarebbe il caso che perlomeno l’attivismo di MSC fosse giustamente e oggettivamente valutato e riconosciuto per quello che realmente è, l’unica benedizione oggi a portata di mano, l’unico vagito disponibile di una palude asfittica di acque morte, la Genova di oggi.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 14 aprile 2019 alle 23:16

Monitore

@marco

bravo Marco, ha perfettamente inteso. L'uso dei media e della Tv a favore di interessi privati è vecchio come il mondo e in Italia l'emittente locale non è stata certamente la prima.
Ciò che fa specie è che nessuno si alzi a dire che sono dei cialtroni.



Spedito da: Genova Pubblicato il: 14 aprile 2019 alle 12:34

G. Merello

Tutti d'accordo sul blog, la situazione a palazzo S. Giorgio è lampante, continua l'eterna "ammuina" borbonica che passa tra i progetti sulla carta e l'apertura dei cantieri.
Basta leggere il fumoso e spesso generico Piano Operativo Triennale 2017/2019, i cui punti fondamentali sarebbero:
-Progettazione nuova diga
-Completamento interventi in corso (?) per il potenziamento e la qualificazione della capacità offerta dal sistema GE-SV
- Completamento della progettazione e AVVIO interventi piano del ferro e collegamenti alle principali arterie urbane e autostradali
Parlando (nel 2017..) delle opere a BREVE termine si legge che " anche a seguito del D.lgs. 50/2016 che ha modificato le procedure di appalto...è FONDAMENTALE dedicare risorse anche finanziarie per l'avanzamento e conseguente CANTIERIZZAZIONE dei progetti strategici e tra questi rientrano:
- "Nuova diga foranea" (NDR tempi lunghi di norma)
- "Ribaltamento a mare Fincantieri di Sestri" (dopo 10 anni in discussione progetto 1 e progetto 2)
- "Pavimentazione Calata Bettolo" (sperando siano sparite le ditte in odore di mafia dei riempimenti)
- "Nuova Torre Piloti" (ma c'è almeno il progetto esecutivo?)
- "Il Punto di Entrata Designato"
- "Le opere complementari terminal Ronco-Canepa" (altra leggenda)
- "Tra gli interventi IN REALIZZAZIONE (?) più significativi per l'anno in corso (ossia 2017) si ricorda il progetto fornitura energia elettrica alle navi al VTE (doveva realizzarlo ancora Merlo..)
Infine si legge "Nel biennio 2018/19 si procederà all'APPALTO delle opere di completamento di Calata Bettolo e di Ronco-Canepa, della nuova Torre Piloti e di parte degli interventi del Piano del Ferro e di infrastrutturazione stradale".

Ma chi chiede conto a Signorini & C dei gravi RITARDI che si sommano a quelli dei predecessori?
E si sommano ai ritardi nella demolizione e quindi ricostruzione del Morandi, mentre il Porto di Genova rischia di perdere traffici che poi sarà durissimo riconquistare!?
Basta carta, aprire cantieri!


Spedito da: MILANO Pubblicato il: 14 aprile 2019 alle 07:33

Enrico Vigo

LA DIFFERENZA TRA IL FARE ED IL FARNETICARE A GENOVA E' IGNOTA

Si continua con poche idee confuse a parlare di infrastrutture a Genova, ora va di moda la monorotaia per Erzelli (bah) ma senza un piano complessivo del terminal container vuoti che coinvolga all'unisono porto-città non si farà mai da nessuna parte. Derrick deve innanzitutto sloggiare dall'aeroporto altrimenti non si parte nulla.


Ma a Genova chi avrà mai voglia di mettere le mani in questa melma maleodorante costituita dai detti depositi sparsi a casaccio spesso dove non dovrebbero essere, creando seri problemi di urbanistica, di convivenza col tessuto urbano e peggio talvolta sono un freno allo sviluppo della città?

Il pavido Signorini? Non ce lo vedo proprio andare ad infastidire le tossiche lobbies storiche, credo che se fosse messo alle strette a produrre davvero qualcosa nel concreto oltre che ai sepre più inascoltabili convegni scapperebbe come una lepre, pur essendo uno dei pochi capace almeno di "visione" di lungo termine.

Il roboante Toti? Intanto non gli compete pur ricoprendo poco nascostamente il ruolo di "consigliori" molto influente, ma è troppo impegnato a dividersi tra il fatuo ed il presenzialismo di facciata elettorale nello spicciolo, mentre il porto meriterebbe ben altro approccio.

L'impiccato Bucci? Troppo oberato di impegni, con una giacchetta troppo strattonata a destra e manca, privo di una vera squadra di supporto (perché non delegherebbe al suo cerchio magico nemmeno l'acquisto di una striscia di focaccia), distratto dal correre a tappare le falle che gli si aprono in ogni angolo della città, un attaccante di razza a cui manca il centrocampo e la difesa, che rischia di prendere pallonate anche in faccia (Lungomare Canepa e Nodo di San Benigno).

A rimestare nel torbido creando confusione ci si mettono anche certi media locali capitanati da un ex-Senatore che aumentano più il chiasso che la concretezza. Peccato davvero, prima (per molti anni) era sulla strada davvero giusta.

Spedito da: MILANO Pubblicato il: 13 aprile 2019 alle 17:46

Enrico Vigo

ANCORA NON SI E' CAPITO CHE ...

...fare e dove andare per il porto è più che chiaro, il problema è che alle parole non segue mai nulla.
Perché continuare a declinare auspici, prospettive e speranze? Ma non vi rendete conto che non fanno nulla?

Spedito da: Genova Pubblicato il: 13 aprile 2019 alle 14:33

marco

Eh si, perdonatemi, sono un po' fuori dal giro, a pensarci bene ci sta...così ne pagheremmo due di servizi pubblici...
si fa per dire... e qui mi taccio.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 13 aprile 2019 alle 14:01

Giampaolo

Aggiungo che la possibilità di catturare le maggiori quote possibili di traffico merci è una componente essenziale non solo per lo sviluppo delle attività portuali ma anche un fattore determinante per lo sviluppo dell’industria e della capacità di attirare investitori internazionali.
Dobbiamo avere chiara la direzione in cui sta andando il mondo, dobbiamo essere consapevoli che non c’è tempo da perdere ed avere chiaro in testa cosa fare.

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