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SOS ai Re Magi: abbattete i muri per regalarci la Stella

La mediocrità, appagata dal mercato ed esaltata dalla politica, occupa oggi tutti gli spazi possibili. Non solo la merce cambia di segno e di valore, ma anche il pensiero, i sentimenti e le persone. Sottrarsi al massacro dell’originalità, che è ormai nevrosi, impone di non subire le idee correnti, unico tangibile segno di salute mentale. Contribuire ad abbattere i muri è una terapia d’urto. Tanto quanto aggredire senza conformismi la Genova che considera da decenni il porto un bancomat, una preda da spennare, un optional simbolico da manovrare ad uso e consumo dei comitati d’affari padronali e operai. Arroganti e cinici. Gente vecchia, priva di ideali e di passioni, indulgente solo con se stessa solo quando lucida di nascosto i dobloni nei forzieri di famiglia o di casta. Feroci tribù che si contrappongono ai fermenti innovativi e alla generosità di molti.

Niente di meglio, allora, di un Natale sotto l’albero, per sfidare alla tombola l’auto protezionismo giocando i numeri del futuro di innovazione e lavoro, di speranza, ricerca e competizione sui mercati. C’è una verità nascosta tra le pieghe degli sbadati conteggi del ministro Toninelli: le straripanti potenzialità del Terzo valico si misurano sulla ritrovata capacità genovese di fare impresa e affari, di catturare nuovi traffici e contrastare il vetero assistenzialismo e gli opportunismi consociativi. Usando le nuove infrastrutture come una sorta di grimaldello per scardinare le resistenze. Per non chiudersi dentro la città del porto senza luce, ostaggio di egoismi e paure.

Una missione natalizia, dunque, con appello ai Re Magi per riconquistare la Stella Cometa: disintegrare i muri della conservazione, degli accordi sottobanco e del compromesso al di là dell’accettabile. Perché il Terzo valico si giustifica solo se realizza gli obiettivi della politica di coesione europea, cioè se apre una via mediterranea ai traffici, oggi inesistente. Il che comporta la realizzazione di una piattaforma “porto-retroporto-infrastruttura di collegamento” in grado di muovere un traffico superiore di quattro o cinque volte rispetto all’attuale, per contribuire a una completa riorganizzazione della logistica europea, oggi governata esclusivamente dai porti del northern range. Una trasformazione epocale, da far tremare.

Le strade da seguire sono sempre le stesse. Alleanza ligure con le multinazionali che ritengono la piattaforma del Reno Alpi una scommessa vincente. Agevolazioni e tappeti rossi a chi sbarca a Genova per insediare centri direzionali e logistici. Investimento nazionale ed europeo a integrazione della zona logistica. Completamento delle infrastrutture regionali ferroviarie e stradali. Massima efficienza sulle banchine.

Un consistente aumento dei traffici nel porto di Genova può essere innescato oggi da una crescita, al momento improbabile, dell’economia italiana. Oppure trainato dalle regioni settentrionali storicamente servite dai porti liguri, intercettando parte del traffico scambiato tra il Far East e il Nord Europa, destinato alle aree continentali maggiormente sviluppate. In entrambi i casi, Genova deve attrezzarsi attraverso interventi infrastrutturali e immateriali (port community system) che consentano di ridurre i costi di accessibilità nautica e terrestre. Perché il porto diventi effettivamente l’ingresso da Sud del Corridoio Reno Alpi. Quindi: nuova Diga Foranea, terminal più adeguati alle mega navi. E ancora: collegamenti ferroviari di ultimo miglio a Prà, Bettolo e Sampierdarena; collegamenti autostradali a Voltri e San Benigno/Varco Etiopia. Oltre a Msc, anche la Cina potrebbe rappresentare tanto un fruitore quanto, mediante i propri organismi industriali e finanziari (China Communications Construction Company, Bank of China, Asian Infrastructure Development Fund, Silk Road Fund, etc.), un primario operatore e finanziatore di questa nuova offerta infrastrutturale.

Ma oggi questo disegno di massiccia espansione e forti ricadute economiche e occupazionali è appeso a un filo molto sottile. Condizionato non solo dai comitati d’affari che non vogliono ingerenze esterne ma soprattutto frenato dalla politica e ostacolato dalla feroce concorrenza internazionale. Genova rischia l’esclusione dai tracciati mondiali perché il sistema dei porti è frammentato, la burocrazia pesante e non esistono né competenze, né pianificazione e neppure coordinamento a livello nazionale.

I cambiamenti radicali non si possono realizzare senza impegno e coraggio di rischiare. Le riforme implicano molto studio e molti conflitti: perché quelli che vogliono mantenere lo status quo, anche a costo di rallentare la crescita, sono tanti. E contano.

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Commenti inseriti: 228 — pagina 1 di 10

Spedito da: Milano Pubblicato il: 24 gennaio 2019 alle 11:39

Enrico Vigo

IL PONTE DI VIA SIFFREDI PER ACCEDERE ALL'AEROPORTO, BLECK MACIGNO ...

La distratta opinione pubblica Genovese continua a fare immeriati sconti alla Giunta Bucci. Il ponte ammalorato che conduce all'aeroporto, da tempo declassato al transito di sole auto e bus, continua ad essere oggetto misterioso, non si sa né chi ha l'incombenza di farlo riparare e di pagare il nuovo, né si conoscono i tempi di ripristino e della sua messa in sicurezza, salvo vox populi che ne sentenziano la demolizione per un progetto più ampio. Tra l'altro tutto tace relativamente al fine proroga del Deposito container vuoti Derrick (una vergogna), fatto gravissimo che impedisce a AEROPORTO, FERROVIE e COMUNE di fare tutto quanto previsto in quell'qarea strategica per la città e per Erzelli, dove tra l'altro un ciuffo di neve crea seri problem di accessibilità. Caro Bleck Macigno e caro Signorini, qui non ci siamo proprio.

Spedito da: Pubblicato il: 24 gennaio 2019 alle 10:09

Roberto

@ signora Marco Canepa

Forse Le conviene chiedere la scorta . Si rivolga alla prefettura .

Spedito da: Fivizzano Pubblicato il: 24 gennaio 2019 alle 07:56

Thor

All'amante del Toblerone piacciono anche le pannocchie. Così dicono. Fra una pedalata e una marchetta ama sgranocchiare.

Spedito da: Superba! Pubblicato il: 23 gennaio 2019 alle 23:10

signora Marco Canepa

Il porto con la neve, viene chiuso? Si lavora lo stesso, si o no? E' rispettata la sicurezza del lavoro? Sì o no? Signorini e' in grado di rispondere a qualcosa? Inoltre forse dovrebbe essere la culmv a preoccuparsi di queste cose. Ma..boh non si capisce se e' cosa di destra o di sinistra? Lavorare a Natale e' sinistra o destra? Eppure si passa per sovranista ( ed io lo sono e me ne vanto!), Se si ricordano le normali questioni di civiltà! Il rispetto, il riposo, il giusto salario secondo art 36 cost, ecc ecc. Certo una voce fuori dal coro, fa paura! Guido rossa osò denunciare e fu ucciso! Io farò la stessa fine? Sì o no? Perché, trabocchetti, ne ho visti fin troppi...giorno per giorno!

Spedito da: Vte Pubblicato il: 23 gennaio 2019 alle 21:43

Willy il Performante

@merello
Scusi e mi perdoni, ma non ha compreso proprio niente di quel che ho scritto... Prendevo solo spunto da una sua affermazione (...domanda che sorge spontanea...) per riflettere sugli atteggiamenti e le strategie della Culmv di ieri e di oggi. Tutto qui. Rilegga bene... Grazie

Spedito da: Genova Pubblicato il: 23 gennaio 2019 alle 17:56

G. Merello

@ Willy

Per onor di verità...non capisco molto nel suo minestrone, al di la di punti di vista probabilmente diversi..
Credo che lei fraintenda i miei post: io mi occuperei "sempre e solo di palanche e di soldi"?
Lasciando perdere politica, Culmv, "scempi" del mondo e quant'altro, parlo in genere di "palanche" in fatto di investimenti, quindi di prospettive concrete in particolare per Genova e il suo porto, o altri problemi come la ricostruzione del ponte, negli interessi generali.
Sempre "per onor di verità" e non per idee politiche, sugli investimenti nel porto di Genova e relative "palanche" il 17 c.m. mi sono riferito ad una precisa fonte e data, ossia il Secolo XIX del giorno e relativa tabella riassuntiva, con i soli numeri da me riportati.
Non so su quale fonte e data lei abbia trovato quelli che cita.
In ogni caso, per quel poco che ne so in un porto in genere sono a carico di enti pubblici gli investimenti in opere marittime e loro collegamenti, dragaggi, ecc mentre sono a cura dei privati le attrezzature dei terminal, come gru ecc.
Certo l'esempio massimo di investimenti privati in un terminal credo sia il VTE.




Spedito da: Italia Pubblicato il: 23 gennaio 2019 alle 17:01

Billo

Scusate, dato che vedo che in questo blog scrivono molte persone competenti, ma qualcuno mi sa spiegare perché la torre piloti la devono pagare i contribuenti, visto che chi pagherà la nuova opera è lo stato?

Spedito da: Genova Pubblicato il: 23 gennaio 2019 alle 13:02

G. Merello

Caro Piero, anch'io come te capisco di navi e non pretendo certo di essere esperto di ponti.
Ma sul ponte Morandi hanno scritto giudizi ben precisi fior di ingegneri specialisti del ramo.
I quali hanno messo a nudo i difetti di nascita del ponte, che d'altronde lo stesso Morandi aveva raccomandato di "sorvegliare" in modo speciale.
In particolare, ritenuto deleterio aver ricoperto con un materiale degradabile e infido come il cemento, pur precompresso, strutture soggette solo a trazione come gli stralli ossia i tiranti d'acciaio.
Gli stessi ingegneri hanno rilevato come gli stralli nella parte del ponte di levante siano stati anni fa rinforzati con adeguati cavi d'acciaio esterni.
Ieri si sono lette le conclusioni dei periti della Procura che hanno confermato l'individuazione della causa iniziale del crollo in quei precisi tiranti (reperti 132) il tutto naturalmente legato alla scarsa manutenzione e al rinvio dei lavori di rinforzo previsti proprio sulla parte crollata a cominciare dagli stralli.
Si è letto che i pubblici ministeri e lo stesso Procuratore capo stanno stringendo il cerchio sul secondo incidente probatorio entro fine febbraio.
Credo che per la città, ad oltre 5 mesi dal crollo, la speranza sia che senza nulla far mancare alla giustizia come prove e "reperti" (quelli della parte crollata sono già catalogati e conservati in un hangar) tutte le parti restanti del ponte siano dissequestrate e rese libere.
Per una rapida demolizione e ricostruzione, in condizioni di massima sicurezza ed efficienza.

Spedito da: Pegli Pubblicato il: 23 gennaio 2019 alle 12:05

Bruno Marelli

Carozzi e Botta, vi ammiro per la tenacia !

Spedito da: Voltri Pubblicato il: 23 gennaio 2019 alle 11:40

Willy

@G. Merello
Oltre all'investimento per Vte, io, leggo anche, 16 milioni per il Bettolo ( che si aggiungono agli altri 290), 80 milioni per Vado e 16 milioni per il terminal Messina ( che si aggiungono agli altri 77)!!! per onor di verità!

Spedito da: PSA vte Pubblicato il: 23 gennaio 2019 alle 11:19

Willy il Performante

@merello
Domanda che sorge spontanea tra i comuni mortali... Ma possibile che di fronte a
tutti questi quotidiani scempi della politica, delle regole sociali, della solidarietà, del buon senso, delle scelte operative ecc ecc di questo governo, la gloriosa Culmv che blOccava le flotte usa ai tempi del Vietnam e altre ed eventuali non trova di meglio da fare che tacere e occuparsi solo e sempre di palanche e di soldi? Insomma, qualche do
Manda andrebbe posta sul serio. È' questo l'argine operaio alle brutture pseudonazIonaliste sovraniste fascistoidi?.. O bisogna cominciare a pensare che a san benigno siano diventati tutti devo
Ti degli stellati e degli sceriffi salviniani?.. Mi aspEtterei qualcoSa di meglio ....

Spedito da: Uk Pubblicato il: 22 gennaio 2019 alle 23:34

Piero

Certo che hai ragione caro Merello, io non ho esperienza in questo tipo di problemi, però che importanza ha la parte che è rimasta su essere controllata minuziosamente , del resto in tutti questi mesi che caz.... hanno fatto questi signori, perché non sono andati sul ponte a controllare ed esaminare come hanno fatto pompieri e operai,.. paura? Mah..

Spedito da: Genova Pubblicato il: 22 gennaio 2019 alle 16:07

G. Merello

MORANDI, CONFERMATE LE CAUSE DEL CROLLO..

Il Secolo XIX di oggi titola "Morandi, crollo cominciato dai tiranti", notizia confermata dal TG.
Riconfermato quello che si era intuito da subito e poi scritto nella superperizia del laboratorio federale di Zurigo sui materiali ricevuti.
Ora ufficialmente i periti della Procura, prof. Buratti e Malerba, scrivono che "A cedere per primi sono stati gli stralli (tiranti) catalogati come "reperti 132".
Già gli specialisti svizzeri avevano espresso la certezza sullo stato di corrosione di detti tiranti e in più che negli stessi erano stati utilizzati meno cavi di quelli a progetto, nonchè la mancanza di alcune guaine protettive dei cavi stessi, il tutto portando ad un totale deterioramento di detti tiranti.
Parrebbe quindi tolto ufficialmente ogni dubbio sulle cause precise del primo cedimento che ha portato al tragico crollo di parte del ponte.
Domanda che sorge al comune cittadino, considerato il tempo estremamente limitato per la demolizione e quindi per la ricostruzione del ponte, fondamentale per la ripresa di una intera economia locale e nazionale: Ha ancora senso uno "smontaggio pezzo per pezzo" di tutte le parti del ponte NON crollate da esaminare quali prove del reato, magari rinviando da un incidente probatorio all'altro? Con forti rischi di sforare i ristretti tempi previsti da Bucci?
Domanda agli amici di Pilotina e non solo...

Spedito da: Genova Pubblicato il: 22 gennaio 2019 alle 12:45

Antonio Fagasta

Dscutete pure della Culmv...
MA FERMATE I 5STELLE E LA LEGA: siamo arrivati alle dichiarazioni del Senatore Lannutti dei 5stelle
"Banche controllate dai Savi di Sion".
Chi ha votato questa gente dovrebbe provare un brivido nel cuore.
Stiamo arrivando a questo.

Spedito da: Vte Pubblicato il: 22 gennaio 2019 alle 11:10

Willy il Performante

Parole sante, Vecchio del Porto, parole sante...! E vere! E allora?????

Spedito da: Milano Pubblicato il: 22 gennaio 2019 alle 07:54

Enrico Vigo

GENOVA RINUNCIA AL TRAM, ALLORA BUCCI VUOLE GENOVA IN SERIE B

I tecnici ossificati di Comune e AMT continuano nella scia delle precedenti vituperate amministrazioni di Centrosinistra hanno sterilizzato ancora una volta l'effetto discontinuità amministrativa, privando Genova di un mezzo di trasporto assolutamente irrinunciabile se si vuole restare (come Nizza) nella serie A delle città evolute d'Europa, con il beneplacito del Sindaco Bucci.
Peccato. C'è modo di dare un calcio al tavolo e far saltare questo suicidio programmato?

Spedito da: Portovecchio Pubblicato il: 21 gennaio 2019 alle 23:19

Vecchio del Porto

Paride in questi casi diceva: "Pareggio" . E avrebbe accettato.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 21 gennaio 2019 alle 18:22

Filippo S.

Dottor Carozzi... Chi vive sperando...sa come finisce, no... Guardi il suo Genoa (non per infierire, ma ci sono tante analogie). Comunque, complimenti e stima per lei che ci crede sempre indomito da quasi 40 anni!

Spedito da: Genova Pubblicato il: 21 gennaio 2019 alle 14:59

G. Merello

Dispiace enormemente che una ditta genovese serissima e apprezzata a livello internazionale come Vernazza sia stata costretta a ritirarsi dal pool per la demolizione del ponte.
Chiari i motivi espressi da Vernazza: ritenuti proibitivi i tempi e le relative penali, tenendo conto delle difficoltà della demolizione.
Dovute al sistema di intervento, cioè "smontaggio pezzo per pezzo" per conservare e catalogare i pezzi come voluto dalla magistratura. Nonostante anche la superperizia di Zurigo abbia confermato l'evidenza: ossia le cause del crollo dovute al cedimento degli stralli delle parti crollate, quanto rimasto in piedi non ha colpe.
In più Vernazza, che in zona ci vive e opera, conosce bene le difficoltà causate nella valle dai venti forti..
E nella sciagura di stamane all'Ansaldo c'è il sospetto che c'entri il forte vento, con carico sospeso..

Spedito da: Genova Pubblicato il: 21 gennaio 2019 alle 11:11

giorgio.carozzi

WALTER-CULMV
Sono debitore di una risposta a Walter e mi scuso per il ritardo.
Ho avuto l'opportunità di leggere i contenuti del Piano di riequilibrio, rilancio e sviluppo della Culmv predisposto dai due consulenti voluti dal presidente Signorini. Credo che il mandato per l'avvio dei lavori previsti stia per essere firmato. Mi sembra di poter dire che se le azioni indicate saranno attuate alla lettera, la nostra Culmv si garantirà un futuro di tutto rispetto, certamente sgombero delle attuali inquietudini. Ovviamente, in un porto dove la normalità ha perso da tempo ogni connotato, molto dipenderà anche dalle scelte politiche, dalle decisioni sociali, dalla volontà dei singoli, dagli eventuali sgambetti di chi cercherà di metterle macigni tra le ruote della ristrutturazione e della riforma.
Le condizioni per mettere in sicurezza la Compagnia ci sono tutte, forse per la prima volta. Vedremo se qualcuno avrà l'astuzia di farle saltare.


Spedito da: Alessandria Pubblicato il: 21 gennaio 2019 alle 08:48

Blek BLok

Caro Sindaco, non si faccia fregare in questo modo. Per ora ha la stampa a favore ma è sempre così; per un pò va bene ma poi gliele faranno pagare tutte.
Ho capito il delirio della situazione quando ho sentito Toti elogiarla pubblicamente dicendo che lei, sul Ponte, si è preso "dei rischi davvero notevoli" o qualcosa del genere. Chissà cosa c'è scritto nel contratto che le hanno fatto sottoscrivere. Ma per fortuna ho letto sul XiX di un suo sussulto dichiarando (finalmente): "Si che ho i poteri per derogare a tutte le leggi ma vorrei che le mie scelte fossero condivise anche a Roma."
Ecco, almeno da ora in avanti se le faccia condividere prima le scelte; e si faccia ratificare presto quelle già fatte. E non si fidi troppo di chi le garantisce che può derogare a qualunque legge: sono quelli che lavorano sempre con "quello" degli altri.

Spedito da: ge Pubblicato il: 20 gennaio 2019 alle 13:58

Leprotto Milcaro

carini i 150 (per la questura) SI TAV.
Non so se avete notato , si sentiva solo lo scrosciare dell'acqua della fontana..
ah no, c'era anche una Signorotta con la R giusta che parlava sei viluppo leggendo un testo dal suo iPhone ventiquattro.
nessuno mai che chieda una buona connessione Ge - Marseggia ...

poi....ma possibile che il pilota inquisito sia stato assolto ? proprio non sapeva di "suggerire" nella manovra di un catorcio di nave ?

e poi.... chi ha rubato la cioccolata?

Spedito da: Genova Pubblicato il: 20 gennaio 2019 alle 08:18

Maurizio Maresca

E' urgente affrontare il tema della crescita. Il paese non e’ mai andato troppo: oggi non va. Anzitutto le infrastrutture immediatamente cantierabili i cui effetti positivi potrebbero già farsi sentire nella seconda metà del 2019 ( tav, gronda Genova- senza toccare il progetto ovviamente-, ferrovia Trieste Venezia, Molo VIII a Trieste, le due pedemontane, le autostrade liguri in scadenza - che necessitano di importanti lavori su gallerie e ponti): una task force a Palazzo Chigi che decida in un mese anche in base a norme speciali da sottoporre preventivamente a Dg Growth; una operazione generale di efficientamento sopprimendo tutte le rendite di posizione che limitano e rendono non competitivo il paese; alleanze internazionali con investitori che credono nel paese; una vera riforma dell’Università e della ricerca impostata sul merito ( anche se credo sia troppo tardi).

Spedito da: porto Pubblicato il: 20 gennaio 2019 alle 08:07

Annalu

gabbato lo santo...

Spedito da: Milano Pubblicato il: 20 gennaio 2019 alle 05:52

Enrico Vigo

PATTO CIVICO DEL NORD OVEST - Infrastrutture per uscire dall'incombente recessione e rendere competitivo il Sistema Italia.

Nel Nord Ovest sono da tempo note le carenze infrastrutturali che vanno implementate, ferrovia e efficientamento degli assi autostradali, e dei porti dell'arco ligure adeguatamente messi in grado di essere all'avanguardia, insieme allo strategico scalo di Trieste nel Nord Est. Realizzazione di tutti i collegamenti ferroviari ad alto potenziale verso l'Europa recuperando in ritardi storici. Riprendendo quanto illuminato ieri a Milano nell'incontro dei movimenti civici del Nord Ovest da un lucidissimo Bassetti (e da un sempre sul pezzo Sala Sindaco di Milano), confermo il suo appello. Aggiungo che il paese va cucito e non avvilito dal falso federalismo della Lega, movimento che ha solo i difetti del sovranismo umorale e ventrale, di facciata, sguaiato e becero, senza peraltro averne alcun merito. La Lega é di fatto secessionista e non federalista, movimento strutturalmente intriso di inganno verso il sud, per genesi, dottrina, vocazione, e aspirazioni. Federalismo al contrario è patto, unione delle specificità territoriali in un progetto di rafforzamento dell'unità nazionale, e i movimenti civici territoriali del Nord Ovest a questo aspirano. Per questo occorrono interventi strutturali per ricucire il paese in un nuovo patto federativo, al sud al posto dei fasulli e illusori interventi a pioggia nei porti occorre perseguire l'obiettivo di legare il territorio del sud al centro-nord con profondi stravolgimenti strutturali ferroviari innanzitutto (upgrading ferroviario Salerno-Reggio Calabria, ferrovia Napoli-Bari e Bari Lecce-Taranto), la strada statale Jonica dell'arco calabrese per togliere dall'isolamento intere province calabresi da sempre dimenticate. E tanti altri progetti interregionali importanti da sempre nei cassetti polverosi di un sud ingannato da politiche inadeguate, per portare una boccata d'Europa laddove dell'Europa é arrivato solo l'effetto negativo di una Europa neo-carolingia dell'asse Franco-Tedesco, egoista e di fatto sovranista nella veste più vile e deleteria, quell'Europa delle burocrazie parassitarie, della dittatura di banche e finanza, quella che ha proditoriamente espropriato i governi nazionali riducendo l'Europa del Trattato di Roma ad un fantasma demoniaco da esorcizzare. Ma la strada invece é quella di perseguire l'obiettivo di più infrastrutture (corridoi Ten-T) per rinsaldare il volano dei territori con l'Europa e per realizzare nei fatti la vocazione italiana di ponte nel Mediterraneo e porta d'Europa. #EnricoVigo

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