SERVICES

A piedi nudi nel porto degli spiedini di nuvole

Il ribaltamento a mare dello stabilimento Fincantieri è ormai il simbolo della città dei progetti mancati, sinonimo delle complessità burocratiche e dei ritardi che uccidono l’economia. La frantumazione della corretta concorrenza tra imprese (eclatante il caso della gabella Ici imposta al solo porto di Voltri-Pra’) è il pane di una politica grottesca, impegnata solo a rallentare la crescita. E ad alimentare il braciere degli spiedini di nuvole con la legna di una narrazione distorta: perché a Genova i problemi non si risolvono, si accantonano, alzando paradossalmente il livello di promesse e boutade. Da una parte la politica usa le imprese, ma dall’altra viene usata per tutelare posizioni di mercato, concessioni, servizi di interesse generale. Tra allegri e periodici giri di valzer che sanciscono l’incapacità di capire e di incidere sulle scelte strategiche.

Non sono solo gli irrisolti e pesantissimi tormenti finanziari della Culmv (mille portuali) ad inquietare gli operatori e ad allarmare Toti, Bucci e il cardinale Bagnasco che non vorrebbero guai per la loro immagine. I buchi neri sono ormai tanti e tali da lasciare sconcertati gli osservatori internazionali dello shipping che auspicavano una svolta sulla spinta dell’orgoglio ferito. La Torre Piloti? Forse, un giorno… Intanto i moli si sgretolano, treni e retroporto restano una chimera, non esiste un regolamento per i servizi portuali, le sentenze dei Tribunali sono vissute come unica certezza dagli utenti. Perde colpi una delle poche eccellenze riconosciute universalmente nel mondo della cultura, quella della preparazione fornita dall’università del mare. In nessun altro Paese lo shipping continua a trovare ostacoli come in Italia, dove il ministero dell’Ambiente è arrivato a classificare le agevolazioni fiscali riservate alle società armatoriali (Tonnage Tax) come “Sussidi Ambientalmente Dannosi”. Un assurdo, perché negli ultimi anni le emissioni prodotte sono complessivamente aumentate, ma a fronte del raddoppio della flotta di bandiera italiana. E il trasporto via mare è di gran lunga la modalità più ecologica.

Per mancanza di personale a Genova si accumulano disagi addirittura alle procedure di analisi sui prodotti che finiscono sulle tavole degli italiani. Uno scanner per la Dogana costato 6 milioni è utilizzato part-time per assenza di risorse umane. La macchina portuale è complessa, per funzionare a pieno regime ogni addetto, sia pubblico che privato, deve poter lavorare al meglio, l’ottimizzazione del ciclo operativo comporta sensibili risparmi a tutto vantaggio della clientela finale. I tempi di resa della merce sono diventati fondamentali in chiave competitiva, a Genova sembrano un optional. Invece di spingere autorevolmente per un riequilibrio modale, forse sollecitata dai proprietari di autostrade o dai produttori e gestori di camion, la città rifiuta l’unica ferrovia merci che potrebbe supportare la crescita, cioè l’alleanza tra Fs e Svizzera.

Il porto di Genova si è fatto sistema di credenze salvifiche, domina un nuovo familismo amorale privo di valori e solidarietà, che disprezza la dimensione civica, non riconosce il merito, non rispetta i diritti. L’uomo del familismo conosce e riconosce solo il potere, inteso come forza e capacità di costringere gli altri. Non ha morale. Vuole proteggere il proprio benessere, i propri privilegi, la propria evasione fiscale. “L’altro” è il diverso, l’estraneo; è un potenziale pericolo da cui difendersi. L’altro in quanto tale non merita rispetto. Si è formato e tende a prevalere un nuovo blocco sociale reazionario, fatto di operai disoccupati, di ceti medi in rovina e, in più, di una parte di operai e di ceti medio-alti protetti e corporativi. È crollata la cultura della programmazione. Le grandi questioni sono affrontate con la superficialità e l’improvvisazione di uno spot, uno slogan, un tweet, una chiacchiera da bar. L’idea di comunità è evaporata, si è appiattito il livello dello scambio politico.

Visioni, futuro, cultura di sistema? Il presidente Signorini sembra impotente, imprigionato e sconnesso da una struttura di Palazzo impalpabile nella sostanza ma rigida nell’imbrigliare, specchio di una città refrattaria alle regole, che respinge competitività e concorrenza, che consuma più di quanto produce e che protegge le rendite di posizione per evitare l’apertura al mercato alle imprese più competitive. Ad esclusione di Msc che continua tenacemente a scommettere, non c’è una sola compagnia internazionale che trasformi Genova nella sua base di traffico. L’export non è più una soluzione vincente ma solo una scialuppa di salvataggio.

La via della seta? Una politica seria, dovrebbe immaginare un’alleanza di nuovi traffici con la Cina, con la conseguenza che Cosco investe, costruisce e gestisce un grande terminal e la diga. Niente di tutto questo, solo fumogeni. E così il maggiore pericolo diventa quello della deriva. C’è qualcuno che sta cercando di capire come sarà il sistema dei trasporti tra quindici, vent’anni? I grandi vettori marittimi stanno scendendo a terra, occupano le infrastrutture dei porti, estendono la loro presenza anche alla catena logistica terrestre, svolgendo attività di trasporto ferroviario e stradale. Porti e shipping vivono una stagione di enormi cambiamenti e nessuno s’interroga su un futuro nel quale presto potranno anche apparire nuovi modelli di business dominati dai grandi venditori via Internet, che si stanno costruendo le loro navi, le loro grandi catene di distribuzione. E Genova rischia lo spazio di una figurina.

SCRIVI UN COMMENTO

Commenti inseriti: 430 — pagina 1 di 18

Spedito da: Svizzera Pubblicato il: 17 luglio 2019 alle 11:29

Maurizio Maresca

E' interessante quanto e avvenuto a Strasburgo. Il consiglio europeo ha designato una persona che interpreta la volontà di una parte importante dell’Europa di contare di più nello scenario internazionale mettendo in comune maggiore sovranità, una netta opzione multilateralista nel commercio internazionale, le tutela dell’ambiente e la centralità dei diritti fondamentali e della regola di diritto. Una posizione molto europeista che rifiuta opzioni c.d. sovraniste.
Però la maggioranza che sostiene il parlamento europeo non e’ riuscita da sola a causa di un numero importante di MEPs di S&D che hanno preso le distanze. E solo grazie a parlamentari diversi (fra i quali gli italiani dei 5 s) che la signora von der leyden e riuscita a passare.
Dal punto di vista italiano bisogna dare atto al presidente Giuseppe Conte di aver fatto un ottimo lavoro. Oggi l’Italia e’ determinante per l’avvio della nuova Commissione e certamente può vantare un credito importante verso il presente Macron e la cancelliera Merkel. Il primo segno sarà probabilmente una delega importante al candidato commissario italiano ( se avrà le caratteristiche di convinto europeista imposte all’art. 17, tue). Sempre dal punto di vista italiano la stranezza di due forze politiche che in Italia sono alleate al governo e in Europa sono su fronti contrapposti.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 16 luglio 2019 alle 23:25

G. Merello

- Caro Mabusone, sempre più spiritoso
- Concordo con Antonio Fagasta sul caso Atlantia/Autostrade, in cui il Toninelli libero di fare e soprattutto disfare al MIT, mentre da una parte accetta Atlantia come salvatore dell'eterna voragine Alitalia, dall'altra continua a voler annullare la concessione ad Autostrade.
Il tutto in nome della propaganda e sulla pelle di Genova, non importa se come prevedibile Autostrade farà ricorso in attesa del processo agli indagati (Autostrade e responsabili passati del MIT) bloccando i finanziamenti sia alla ricostruzione del Morandi che alla Gronda pronta a partire a spese di Autostrade !

Spedito da: Genova Pubblicato il: 16 luglio 2019 alle 21:10

Antonio Fagasta


Insomma: Atlantia salvatrice della Patria per l'Alitalia e' un amaro finale per questo governicchio. Dico finale perché davvero hanno superato tutti i limiti della decenza.

E intanto il progetto esecutivo della Gronda sulla scrivania di Toninelli sta arrivando al suo primo compleanno...

Spedito da: Attico! Al freddo a causa dei contabilizzatori di calore... Pubblicato il: 16 luglio 2019 alle 01:42

Signorina marco canepa

Luca Becce, non e' carino sottrarsi al dialogo! A domanda si risponde con un si oppure con un no. Esempio lei lavora la notte? E la domenica? Risponda con un si oppure con un no. Cordiali saluti.

Spedito da: Janua Pubblicato il: 15 luglio 2019 alle 23:57

Dottor Mabuse

Belin Fragolone quando te lo dicevo io che non ne ha per il belino nessuno, giù a darmi del sabotatore catastrofista e cassandra di professione.....visto?!?!.....dove è finita la tua baldanzosa giovine italianità vanto della patria e stupore del mondo?!?!....che se non ne hanno per l’anima loro figurati quelli più vecchi.....hihihihi
Cordialità e tronisti per tutti

Spedito da: Genova Pubblicato il: 15 luglio 2019 alle 12:48

Blue&Lonesome


Penso che Mondini scioglierà' la sezione terminalisti di Confindustria.
Lo strappo di Spinelli sulla Compagnia Unica ha tolto ogni credibilità ad ogni strategia comune di Associazione.

Spedito da: Genovaciò che ha denunciato Pubblicato il: 14 luglio 2019 alle 15:09

G. Merello

MANCANO I TECNICI PER L'INDUSTRIA - GIOVANI SVEGLIA!

100 % d'accordo con Carlo Mitra!
Ma ancora in Italia non si capisce ciò che ha denunciato più e più volte uno di poche parole e tanti fATTI come Giuseppe Bono ad di Fincantieri, industria che da lavoro direttamente e tramite indotto a decine di migliaia di addetti?
Bono ha detto chiaro che MANCANO TECNICI ben preparati a tutti i livelli, da ingegneri a tecnici specializzati come saldatori, elettrotecnici, elettronici, meccanici, carpentieri metallici ecc ecc, nel mondo tecnologico e nel mondo del lavoro SERIO di oggi. NON c'è bisogno di TRONISTI della TV & affini...
I genitori, i ragazzi, la scuola italiana (da riformare integralmente) lo capiranno?

Spedito da: Pubblicato il: 14 luglio 2019 alle 09:26

Maurizio Maresca

Dicevamo ieri tra amici. ...Quando il Titanic affonda e’ , come dire , curioso preoccuparsi della predisposizione delle posate sui tavoli...
Ora, in presenza di una grave congiuntura internazionale di isolamento (di Genova in particolare per gli sviluppi noti sul corridoio Reno Alpi) , ha davvero senso dedicare paginate al solito, vecchio, provinciale ed irrisolto problema della compagnia e dei loro clienti? Quando tutti siamo consapevoli che il problema (sempre che problema sia) non si risolve perché a tutti va bene così : pochi traffici ma con alti margini da distribuire fra “soci” che ogni anno litigano un po’ per dividerseli. Con le autorità competenti, le istituzioni, i politici ecc. , oggi come ieri, principalmente preoccupati , dal punto di vista loro, non di assicurare la competitività internazionale del porto - figuriamoci !- ma il consenso di tutti - imprese e compagnia- in funzione delle prossime elezioni .

luna storta
Ha assolutamente ragione. Trovo ridicolo che qualcuno dica a Culmv come amministrarsi ( non si tratta di Banca d’italia dove vi è separazione fra azionisti e gestori !). Troverei meno ridicolo se il vincitore di una gara per lo svolgimento del servizio di interesse generale della fornitura di manodopera interamente regolato dal diritto europeo
- praticasse le tariffe previste nel contratto e stabilite dall’Autorita’ concedente senza alcun rapporto con i singoli fruitori del servizio e specialmente
- se l’Autorita’ garantisse l'attuazione del contratto con assoluta indipendenza usando i poteri che l’ordinamento le mette a disposizione. Ma è teoria pura e serve a poco..
Credo che i mercati abbiano capito tutto (ma in definitiva a noi dei mercati che interessa?).
Nulla di nuovo sotto il sole.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 13 luglio 2019 alle 21:24

Luna storta

Becce propone di cambiare le regole nella CULMV. Anche io propongo di cambiare le regole interne ai terminalisti. L’Amministratore Delegato dei terminal deve essere eletto dai lavoratori. Non può fare solo gli interessi degli azionisti a scapito.dei lavoratori.

Spedito da: italia Pubblicato il: 13 luglio 2019 alle 12:57

paolo ruffino

@Marziano
Lei ha ragione, ma il problema o il caso esiste e pesa non poco su tutto il resto. Accettare le cose come stanno? Il prof. Maresca ci spiega che non si può...non si potrebbe/dovrebbe. Copiare il modello-Novi che qui sopra è stato evocato l'altro giorno? Ma ce lo vedete Signorini che scuce a babbo morto...???
Penso che la soluzione e il risanamento siano a portata di mano, fattibilissimi! Ma sono anche convinto che non la base dei portuali ma il gruppo dirigente tutto questo non lo voglia e pensi sempre che sia possibile ancora continuare così all'infinito senza cambiare mai una virgola!

Spedito da: Pubblicato il: 12 luglio 2019 alle 13:56

Marziano

Ma perché sulla culmv non stendiamo un velo (pietoso?) e la finiamo lì di parlarne.
Esperti, espertoni, l uomo della strada e ciurma ne hanno parlato e ne parlano immancabilmente sempre come un gioco delle perle di vetro.
Una cosa è certa solo 2 soggetti possono fare un passo in avanti: la compagnia, che,si è abbastanza capito non lo farà mai e gli enti pubblici preposti, che però non si vogliono incasinare la vita...

Spedito da: Roma Pubblicato il: 12 luglio 2019 alle 11:53

Carlo Mitra

invece di sostenere chi studia e si specializza questi sciagurati che ci governano ( si fa per dire) hanno dati i soldi a chi sta a casa e non a chi studia, si impegna, fa sacrifici....costruendo una deriva devastante per il nostro Paese .....con le industrie che denunciano che mancano all'appello decine di migliaia di tecnici e lavoratori specializzati che non si trovano...

Spedito da: SPEDIPORTO Genova Pubblicato il: 12 luglio 2019 alle 11:49

Giampaolo Botta

La Valpolcevera e non solo, hanno potenzialità importanti per la logistica. Attiviamo le ZLS, il Decreto Geniva offre strumenti importanti ed unici, sarebbe assurdo non sfruttarli per far crescere economia e lavoro nel nostro territorio. SPEDIPORTO si sta preparando insieme a Siterzovalico, ed a tanti altri, a lavorare sul progetto ZLS e retroporto di primo miglio in Valpolcevera.

Spedito da: Pegli Pubblicato il: 12 luglio 2019 alle 10:53

Bruno Marelli

@Maurisio Maresca
@guido ratti @Avantgard

Grazie del suo puntuale intervento, gentile professore. Che Genova non vada da nessuna parte mio sembra ormai fatto assodato, almeno dai frequentatori abituali di Pilotina. Qui sopra scriviamo e riscriviamo il copione, sappiamo i nomi dei mandanti, dei protagonisti, dei colpevoli, dei complici, delle vittime e quant'altro... Il fatto però che ancora ci arrabbiamo è sorprendente o forse un segnale che ancora qualcosa si può fare. Del resto questa (come altre ma più di altre) è talmente assurda da rasentare la follia. Ma come si può non fare quello che bisognerebbe fare per far star bene tutti, dentro e fuori i confini del porto? Lei cita i confini e fa benissimo: se la scelta è quella di un porto regionale che lo dicano e stop, altrimenti basta, si riprenda a ragionare, decidere, lavorare e fare!!!
grazie

Spedito da: Pubblicato il: 11 luglio 2019 alle 16:17

Maurizio Maresca

Era il 1997, Ministro Claudio Burlando e Commissario europeo karel van miert, quando il nostro governo e la Commissione tentarono una sintesi sul lavoro portuale. Da una parte rispettare lo spirito solidaristico sotteso alla Compagnia, che considero un grande valore, dall'altro però collocare la Culmv dentro e non fuori lo scenario europeo, e quindi legittimare il suo monopolio ( distrutto dalla sentenza porto di Genova) con un bando di gara ex Art.106, Tfue. Tutto questo presuppone un’autorità autorevole (chiedo scusa) e indipendente.
Credo , dall'esterno, che non ci siamo. Al di là delle mille difficoltà di contesto ( gli svizzeri vanno coi tedeschi ecc.) se non si da l’idea di un porto che rispetta le regole, ma che le rispetta davvero, senza strizzate d’occhi, Genova non va da nessuna parte.
E questo non è un danno per Genova ( anzi forse per alcuni e’ meglio non cambiare): e’ un grave danno per il paese che, con difficoltà, pare avviato a mettere ancora tante risorse perché Genova svolga un ruolo nazionale !

Spedito da: Pubblicato il: 11 luglio 2019 alle 14:59

guido ratti

Becce santo subito, ribadisco.

Il console invece dovrebbe finalmente riconoscere che lui i suoi compagni di viaggio non possono più rappresentare i vertici di una società di 1000 persone (con famiglie), che fattura 50 milioni di euro all'anno e non sta in piedi.

Per dirla tutta il consiglio di amministrazione di CULMV dovrebbe invece abbandonare la consueta iattanza ed andare con umiltà a fare un bel tirocinio di gestione aziendale allE Coop, alla Basko, dove tra l'altro operano professionalità altrettanto qualificate dei portuali, Perché NON ESISTE LAVORO DI SERIE A E DI SERIE B.

Spedito da: genova Pubblicato il: 11 luglio 2019 alle 14:51

Avantgard

@lucabecce
Caro Becce, sacrosante parole quelle della divisione delle cariche elettive da quelle "amministrative" ma difficilmente accettabili da un mondo referenziario a sè stesso per quanto indispensabile all'operatività portuale.
Non solo, aggiungo che tre anni di mandato sono quasi assurdi perchè o il console e i suoi dirigenti o sono dei maghi a fare programmi e cambiamenti di rotta in 18 mesi oppure soccombono e quindi tutto resta uguale perchè per gli altri 18 sono nuovamente a far campagna elettorale, ognun per sè. Peggio che in politica. Lì si inserisce il meccanismo di "non scontro" con i soci, quindi fallimentare per dare una svolta ad una "azienda" che potrebbe fare veramente un buon lavoro e un buon bilancio.
E voglio ancora evidenziare una fatto: come è stata gestita dal console la vicenda della Pietro Chiesa? Non certo in maniera moderna e lungimirante ma col solito vezzo della sinistra di essere tutti solidali, costi quel che costi tanto paga Pantalone! In questo caso però di scarsa lungimiranza si deve dare la colpa anche all'Autorità portuale che non vede più in là del suo naso..
O forse vede solo la Cina, vero Signorini?

Spedito da: Nardò (LE) Pubblicato il: 11 luglio 2019 alle 13:35

Enrico Vigo

Torino e l'auto.

La DC ha la responsabilità politica della eclissi su Rivalta e Mirafiori, per industrializza re il sud. I governi Berlusconi-Lega hanno snobbato Fiat per odio conclamato. Renzi dialettale tempo perso. La politica locale bipartizan ininfluente e inetta. L'Italia non ha mai avuto una politica industriale, non possiamo pretenderla oggi dagli "scappati di casa" mischiati ai parolai futili spaventapopoli. Se vogliamo salvare l'automotive di Torino e d'Italia dovremmo dire a Salvini di smetterla con i suoi film porno sui migranti e comuinciare a parlare di governo serio della cosa pubblica. Per ora miraggio. Concordo al 100% con l'appello sensato di Bartolomeo Giachino.

Spedito da: Torino Pubblicato il: 11 luglio 2019 alle 12:45

Bartolomeo Giachino

Scusate se inserisco un altro problema...
Ma#TORINO NON DEVE PERDERE L’AUTO. Chi ha amministrato la Città non lo ha capito e pensava che Turismo e Cultura bastassero. Torino da anni cresce poco .
Ci vuole l’auto e la manifattura perché hanno la innovazione che garantisce un futuro!

Spedito da: Roma Pubblicato il: 11 luglio 2019 alle 12:22

Luca Becce

Ero certo di una risposta negativa alla mia proposta. Ma non pensavo che per respingerla la si falsificasse, FACENDO FINTA di non capirla.
Una cosa positiva in questa intervista di Benvenuti al Secolo però c’è: la certezza che non intendono cambiare una virgola della loro condizione.
Ora i terminalisti di Genova devono decidere se continuare all’infinito a erogare soldi per chiudere buchi, ogni anno con la promessa che sarà l’ultimo, devono decidere se credere nei contratti che sottoscrivono liberamente con Benvenuti, che generano quegli scostamenti tariffari che oggi Antonio FA FINTA di non conoscere, oppure se chiedere un cambiamento che non comporta la rottura di uno degli ultimi dogmi dell’umanità, l’unicità della Culmv, ma che prevede una separazione tra chi gestisce e chi viene eletto, senza dividere la società, ma dividendo la gestione dalle cariche elettive.
Benvenuti lo dice chiaro: noi non cambieremo. W la sincerità.

Spedito da: Pubblicato il: 11 luglio 2019 alle 10:51

giorgio.carozzi

@Amico Alex
grazie, un caro e forte abbraccio

Spedito da: Nardò (LE) Pubblicato il: 11 luglio 2019 alle 08:17

Enrico Vigo

CULMV

Hanno ragione tutti, Benvenuti, Spinelli, Becce, qualsiasi riforma si pensi di attuare si deve prevedere un percorso pensionistico privilegiato e urgente per gli inabili, e va cancellata la possibilità di accedere al lavoro interinale. Comunque se spalmiamo i 4 milioni di euro di deficit su 2,6 milioni di TEU ci rendiamo conto che siamo a meno di una tirchia elemosina da messa domenicale all'offertorio. L'ingordigia dei terminalisti non si giustifica, come non si giiustifica più il ritardo nella attivazione delle riforme gestionali CULMV, ritardi che danno l'alibi a sconci chiacchiericci di torbidi figuri.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 11 luglio 2019 alle 06:38

Amico Alex

ADDIO EUGENIO AGOSTI

Vecchio Baciccia,
Ho appena finito di leggere con commozione e partecipazione il tuo ricordo. Dalla tua Pilotina vorrei che ci unissimo tutti alle tue parole. Hai avuto la forza di ricordare per immagini chi ha vissuto la cronaca di fine secolo e l'inizio di un nuovo millennio chiedendosi "ci daranno risposte? Ci daranno chiarezza?". Vecchio, è il momento del dolore - so che il tuo si somma ad un altro vuoto e ti sono vicino anche per questo - ma dobbiamo continuare a chiedere e dobbiamo continuare ad interrogarci ogni giorno sulla prossima domanda. Fallo anche per Eugenio.

Spedito da: Ortonovo Pubblicato il: 10 luglio 2019 alle 18:06

Giangi

Pinhas ha ragione sulla culmv. Ma Signorini cosa ne pensa?
P.S. Pinhas, ricordi Novi cosa fece con i camalli, grazie al sostegno del Lavoro/la Repubblica?

Spedito da: Pubblicato il: 10 luglio 2019 alle 13:34

Guido ratti

Luca Becce santo subito, parole pesate e giuste le sue.
Forse ora gli dovranno dare la scorta , sono gli incerti del mestiere quando si ha a che fare con certi signori

Poi Spero che Confindustria espella dalla associazione Spinelli .
Una vergogna assoluta per la categoria dei terminalisti

Infine L intervista in ginocchio di Minnella a benvenuti su repubblica e’ da antologia ...della menzogna . Mi ricorda Le interviste che faceva minzolini a berlusconi , per dire. Domande zero, solo comizi .

Forse sta per sorgere un sole nuovo a genova .ma diverso da quello atteso dai compagni

1 2 3 ...   18

Tutti i blog sono moderati e i commenti ritenuti inadatti (a nostro insindacabile giudizio) non saranno pubblicati.