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Riforma porti, ora tocca a Lupi: giovedì ultima riunione dei saggi

Roma - I nodi da sciogliere: la natura delle Authority e il ruolo della presidenza del Consiglio.

Roma - Non era affatto scontato che finisse così, con il ddl Concorrenza privato della parte sulla portualità e con Lupi che, vincendo il braccio di ferro in Consiglio dei ministri, afferma il proprio ruolo nella lunga battaglia per la riforma degli scali italiani. Non era nelle previsioni, tanto che nel pre-consiglio di venerdì si era deciso di portare avanti il decreto del ministro Guidi, almeno in parte. Poi Lupi si è impuntato, spalleggiato, raccontano, dai ministri liguri Pinotti e Orlando, e ha vinto il primo round.

La riforma della legge sui porti la farà il Mit, cominciando a presentare entro la settimana prossima il piano nazionale della logistica e della portualità, il cui contenuto è stato anticipato dal Secolo XIX/The MediTelegraph la settimana scorsa. Giovedì prossimo ci sarà l’ultima riunione del comitato dei 15 saggi per mettere a punto gli ultimi dettagli e poi il piano sarà presentato entro fine mese, come prevede la legge. Rimane una grossa incognita: come strutturare la governance dei porti? Gli uffici del ministero premono per portare a compimento la Porto Spa, trasformare cioè in società per azioni le Authority. Ma nell’ultimo incontro con il sottogruppo governance che era stato incaricato di studiare la fattibilità dell’ipotesi, pare che i pareri non siano stati positivi: troppi sarebbero i problemi politici e tecnici. Assoporti ha già manifestato la preferenza per la soluzione che prevede la trasformazione delle Authority in “enti pubblici a ordinamento speciale”, come previsto dalla prima stesura del piano. L’associazione ha intanto creato il nuovo consiglio di presidenza, promosso il genovese Mariani (Authority di Bari) a vice presidente vicario e affidato a Forcieri i rapporti con istituzioni e cluster.

Alcuni temi del decreto concorrenza potrebbero comunque essere inseriti nel piano di Lupi, magari aggiustando il tiro: normare il periodo di “fine concessioni” sarà necessario, così come la parte sui servizi tecnico nautici potrebbe essere ripresa. Perchè un conto è il piano della logistica che sarà presentato, un altro la riforma della 84/94 che seguirà le linee guida del documento, ma che sarà scritta successivamente. Il clima comunque risente ancora della decisione dei sindacati di indire lo sciopero dei lavoratori dei porti italiani il 6 marzo . I rappresentanti dei lavoratori lamentano di non essere stati coinvolti nella stesura del piano e così è stata decisa la serrata. Il percorso del piano portuale è comunque ancora accidentato: Renzi e il “giglio magico” potrebbero voler giocare un ruolo sulla riforma, cambiando le carte in tavola all’ultimo momento.

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