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«Concessioni, facciamo chiarezza»

Genova - L’intervento di Davide Maresca (Maresca&Partners): «Emersi pochi riferimenti tecnici reali per capire i diritti e i doveri delle imprese e delle amministrazioni competenti».

Genova - Nell’ultimo mese si sono lette molte opinioni relative alle procedure di proroga delle concessioni portuali: sono, tuttavia, emersi pochi riferimenti tecnici reali per capire i diritti e i doveri delle imprese e delle amministrazioni competenti. È utile allora fare chiarezza su quale sia il procedimento previsto dalla legge. Rileva, in primo luogo, il diritto dell’Unione europea che prevede alcune norme di pubblicità e trasparenza che prevalgono sul diritto interno il quale deve, quindi, essere applicato in modo conforme ad esso.

Le ipotesi di proroga delle concessioni previste dall’ordinamento europeo sono, di fatto, tre: 1) la modifica c.d. non sostanziale delle concessioni; 2) la modifica legata alla realizzazione di investimenti necessari per l’infrastruttura e non realizzabili da un diverso soggetto e 3) la proroga, anche per lavori ulteriori, attraverso il rilascio di una concessione interamente sostitutiva della precedente.

La prima ipotesi (sentenze Walls e Presstext della Corte di giustizia) consente la modifica della concessione ai soli fini di ripristinare l’equilibrio economico finanziario che si è modificato durante l’esecuzione del contratto a lunga durata. Le modifiche qui consentite, e quindi la proroga, devono essere strettamente proporzionate all’esigenza di riequilibrio. In questo caso non è necessaria una procedura di gara ad evidenza pubblica ma una valutazione tecnica e finanziaria molto approfondita.

La seconda ipotesi (come da recente decisione della Commissione sulle autostrade francesi), consente la proroga per la realizzazione di lavori supplementari necessari per l’esercizio dell’infrastruttura che non siano tecnicamente o economicamente realizzabili da altri soggetti senza un sensibile aumento dei costi ed una sostanziale inconvenienza per l’amministrazione. Anche in questo caso non è necessaria una procedura di gara ad evidenza pubblica.

La terza ipotesi (sentenza Telaustria, della Corte di giustizia), che può conseguire ad esigenze di sviluppo e di infrastrutturazione delle aree, prevede il rilascio di una nuova concessione sostitutiva della precedente. Coerentemente con la giurisprudenza europea, il rilascio di una nuova concessione richiede l’esperimento di una procedura di pubblica e non discriminatoria, che consenta il rispetto delle regole primarie del Trattato, ma non necessariamente della Direttiva appalti che, invece, non è applicabile alle mere concessioni demaniali. Come interagiscono questi tre casi con le norme del codice della navigazione e quale procedimento deve essere attivato? Per i primi due casi si tratta di attivare il procedimento di modifica delle concessioni, regolato dall’art. 24 del Regolamento attuativo del codice della navigazione; in questo caso l’Autorità portuale, una volta verificata la sussistenza dei requisiti tecnici, può procedere a modifica. Per la cronaca, è opportuno segnalare che, per la verifica dei requisiti tecnici, diverse autorità di altri Stati membri hanno richiesto una valutazione informale da parte della Commissione europea.

A seguito di questa verifica si è proceduto alla modifica consensuale che, nell’ordinamento italiano, avrebbe la veste di accordo sostitutivo ai sensi dell’art. 18 comma 4 l. 84/1994. Per il terzo caso, che pare essere quello delle quattro istanze appena pubblicate dall’Autorità portuale di Genova, la proroga della concessione deve garantire pubblicità e non discriminazione sulla base delle rilevanti norme dell’Unione europea. Il relativo procedimento amministrativo previsto dal Regolamento per la Navigazione Marittima, si trova agli articoli 5 e 18 che prevede l’istanza del soggetto richiedente. Qualora l’Autorità portuale rilevi che l’istanza consista, in realtà, in una modifica non sostanziale o in lavori necessari e non realizzabili da un altro soggetto, può procedere, senza pubblicità, a verificare la sussistenza i requisiti elaborati dalla Corte di giustizia e dalla Commissione europea.

Altrimenti, procede alla pubblicazione dell’istanza per stimolare la presentazione di offerte concorrenti da valutare in base ai parametri fissati dall’art. 18 della legge n. 84/1994: incremento dei traffici, produttività del porto, strutture tecniche e di sicurezza adeguate a garantire l’intero ciclo produttivo, organico di lavoratori sufficiente. Anche in questo caso, qualora il vincitore sia il primo istante, l’esito può portare ad un accordo sostitutivo della concessione ai sensi dell’art. 18 comma 4 della legge 84/1994.

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