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Apm in pole position per Tanger Med 3

Genova - Il ritorno sul mercato del progetto per il terzo e il quarto terminal di Tanger Med è un segnale di ripresa del settore container nella portualità del Mediterraneo Occidentale.

Genova - Apm Terminals, che aveva rinunciato nel 2009 alla concessione del terminal 3 di Tanger Med, sta per tornare alla carica per ottenere lo stesso terminal, che l’Authority intende adesso mettere in funzione. L’offerta del terminalista danese, secondo quanto riferisce la stampa spagnola, è data per scontata da Manuel Morón, presidente dell’Autorità portuale di Algeciras, dove Apm ha già in concessione un altro terminal.

Il ritorno sul mercato del progetto per il terzo e il quarto terminal di Tanger Med è un segnale di ripresa del settore container nella portualità del Mediterraneo Occidentale, che ha dovuto leccarsi a lungo le ferite causate dalla crisi del 2008. Proprio in seguito alla crisi, attualmente è operativa soltanto la prima fase del progetto Tanger Med, l’avveniristico porto vicino a Tangeri che il regno marocchino considera un fiore all’occhiello del paese. Questa prima fase ha una capacità di 3 milioni di teu, suddivisa fra i primi due terminal diventati operativi, gestiti rispettivamente dalla stessa Apm e da Eurogate. La seconda fase porterà la scalo a 8,5 milioni di teu di capacità (3 milioni il terminal 3, che ha 1.600 metri di banchina, e 2,2 milioni il 4, che si allunga sul mare per 1.200 metri).

La ripartenza avviene dopo una stasi di otto anni. Nel 2008 Apm, assieme al gruppo Akwa, aveva vinto la gara per la concessione del terminal 3, che avrebbe dovuto diventare operativo nel 2012 e affiancare il primo già ottenuto e quello nel porto di Algeciras, dall’altra parte dello stretto di Gibilterra. Invece il crollo di Lehman Brothers ha rimescolato le carte della finanza e poi dell’economia internazionale. Nel 2009 Apm ha preso la clamorosa decisione di rivedere i suoi progetti sullo scalo africano e ha rinunciato alla gara vinta. Negli anni successivi le società terminalistiche si sono mosse con molta prudenza, ridimensionando gli investimenti. Recentemente però si registra un ritorno di interesse per il Mediterraneo occidentale. La Cina, molto attiva anche a est dove Cosco ha acquisito il Pireo e ha mandato un’offerta per il porto cipriota di Limassol, vuole investire in un nuovo grande porto in Algeria. Apm ha acquisito la società terminalistica spagnola Grup Tcb con cui intende radicarsi anche nel porto di Valencia, proprio per porre un freno all’avanzata cinese in quest’area. La compagnia ginevrina Msc sta portando avanti il rafforzamento del proprio terminal container di Las Palmas, alle Canarie, e ha confermato nei giorni scorsi il proprio interesse per la penisola iberica, concludendo l’acquisto dell’operatore ferroviario portoghese Cp Carga, con l’obiettivo di farlo diventare il principale vettore ferroviario merci di questa regione. Anche l’Autorità portuale di Algeciras si sta muovendo, portando avanti la fase B del terminal Isla Verde, che porterà la capacità dell’intero scalo dagli attuali 8 milioni fino a 15,2 milioni di teu.

A Tangeri, nel 2013 è stata assegnata la concessione del Terminal 4 alla società Marsa Maroc, che dovrebbe cominciare l‘attività quest’anno. Sempre quest’anno è imminente l’aggiudicazione del terminal 3. L’assegnazione a Apm(unico concorrente sarebbe Hanjin) cambierebbe gli equilibri del transhipment sullo Stretto. Ad Algecrias, si stanno già cominciando a preoccupare. Il presidente Moron ha parlato dei progetti di Apm con un rappresentante dei lavoratori dello scalo.

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