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Authority Genova e Savona, Biasotti in pole / IL RETROSCENA

Genova - Il deputato di Forza Italia candidato quasi unico, a Spezia Forcieri verso la riconferma, ma rimane l’incognita della candidatura a sindaco.

Genova - È quasi una scelta obbligata per Giovanni Toti, anche se in politica vale la stessa regola delle previsioni meteo: oltre i quattro giorni diventa tutto meno sicuro.

Certo però che il tempo per Sandro Biasotti ora volge al sereno e la sua corsa alla presidenza della nuova Authority che mette insieme Genova e Savona, non sembra più così impossibile come appariva solo due mesi fa. Anzi, la congiuntura astrale è quasi perfetta. Il nuovo meccanismo di nomina sostanzialmente fornisce pari forza a ministro e governatore. Nel caso della Liguria, Giovanni Toti pubblicamente e da tempo, sostiene il nome di Biasotti e lo farà anche questa volta con la nuova riforma che dovrebbe diventare operativa tra tre mesi. È la convinzione di tre fonti regionali. Politicamente, sostengono sempre i bene informati, il parlamentare di Forza Italia avrebbe persino raccolto consensi trasversali. Intanto avrebbe ricevuto un sostanziale nulla osta da Maroni e persino da Chiamparino, ottenendo quindi il via libera da Lombardia (Lega) e Piemonte (democratici). La politica nazionale c’entra eccome nel risiko degli scali: le regioni di centrodestra che possono perlomeno combattere per un presidente di porto, sono due: la Liguria appunto e il Veneto di Zaia. Alla Lega potrebbe andare Venezia e a Forza Italia la nuova Authority genovese. Il resto, ben tredici presidenze, sarebbero tutte del Pd. È uno schema che circola in ambienti romani e, dicono fonti politiche, potrebbe essere usato come documento di massima per i prossimi vertici. Si dice che il dossier sia in mano a Debora Serracchiani, responsabile infrastrutture dei democratici. Ed è con lei che Toti potrebbe raggiungere un’intesa.

«Il terzo fattore, determinante, è che non esiste una vera alternativa a Sandro» dicono in Regione. Persino la Lega locale in vista delle amministrative a Genova, potrebbe dare l’ok. L’unico ad opporsi potrebbe essere lo stesso Delrio. Ma se Toti tenesse botta sul nome di Biasotti, e non si trovasse l’intesa con Roma, difficile pensare che il primo atto del ministro subito dopo la riforma, sia un commissariamento per il principale porto italiano. Nemmeno il decreto del 2013 sull’inconferibilità degli incarichi potrebbe fermare la corsa del parlamentare di Forza Italia: ai deputati infatti, non si applica lo stop di due anni. Inoltre il governatore può sempre giocare la carta dello “scambio” politico con Spezia. La conferma di Forcieri, esponente del Pd, a Toti non dispiacerebbe, anche se l’attuale numero uno del porto continua a ricevere pressioni per una candidatura a sindaco per il dopo Federici.

Rimane per Biasotti un’obiezione politica, perchè in molti non credono comunque che Delrio nominerà, seppur d’intesa con Toti, un parlamentare di Forza Italia a poche settimane dalla tornata di elezioni amministrative che coinvolge, tra l’altro anche Savona. Ma un accordo con il porto del ponente, potrebbe arrivare dalla nomina di un segretario generale di quella estrazione geografica e magari anche in orbita Pd, rispolverando così il vecchio caro, manuale Cencelli.