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Genova non soffre la crisi, ma «le prospettive sono preoccupanti»

Genova - I terminalisti lanciano l’allarme, Danesi (Vte): «Le proiezioni per il 2016 non sono positive».

Genova - Mentre nel mondo in un anno sono stati persi 600 mila container, il porto di Genova chiude in positivo anche il mese di gennaio. Eppure il rischio che sia un fuoco di paglia, è alto.

Nel primo mese del 2016, secondo proiezioni non ancora ufficiali, lo scalo toccherà lo stesso volume registrato nel 2015, complice l’exploit del Vte. Il principale terminal genovese non sembra risentire della crisi e anzi a gennaio non tocca per pochi contenitori, quota 100 mila teu. È quasi il 20% in più rispetto all’anno scorso. In totale lo scalo genovese dovrebbe attestarsi sul livello dei 163 mila teu, risultato ottenuto a gennaio dell’anno scorso. Il Sech, secondo le prime analisi, dovrebbe perdere traffico, ma l’anno scorso il terminal aveva portato segnato un risultato straordinario. Genova dunque non paga il prezzo della crisi. Merito anche del tracollo del traffico transhipment: Genova ha rubato contenitori ai porti italiani - Gioia Tauro su tutti - che prevedono la rottura di carico.

«Abbiamo tutto l’equipment che serve per accogliere le mega navi - spiega Gilberto Danesi, presidente dei terminalisti genovesi e numero uno del Vte - a fine mese arriveranno anche le nuove gru più grandi e abbiamo completato l’illuminazione della diga foranea così adesso sarà possibile l’accesso in notturna senza limitazioni anche alle navi da quattordici mila teu». Genova intanto diventa sempre più porto gateway: la quota di transhipment si è ridotta dell’8% nel 2015 e anche le tonnellate sono cresciute (21,8milioni), segno che i contenitori vuoti sono sempre meno. I risultati di gennaio invece sono spinti soprattutto dalla grande quantità di merce che di solito la Cina spedisce prima di fermarsi per il capodanno. Un rimbalzo una tantum che già a febbraio rischia di svanire. «Siamo preoccupati - spiega Danesi - perchè le proiezioni per il 2016 non sono positivo: l’onda della crisi si farà sentire anche qui, manca la merce e molte navi sono ferme. Serve ancora tempo comunque per un’analisi approfondita». Danesi fotografa la situazione del mercato globale: Genova per ora ha tenuto, ma l’onda lunga delle crisi di Pechino arriverà. Ritardi e cancellazioni sono aumentati negli ultimi due mesi. Le navi, anche quelle grandi, aspettano per lungo tempo la merce in porto o in rada. Finora è accaduto solo in Cina: a Genova potrebbe presto verificarsi il primo caso.

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