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Armatori e cantieri, forum a bordo di “Msc Armonia” / GALLERY & VIDEO

Genova - L’incontro, sulla nave ormeggiata nel porto di Genova, è stato organizzato da The MediTelegraph, Il Secolo XIX, TTM e Avvisatore Marittimo.

Genova - Dalle navi green della società di navigazione d’Amico con consumi ed emissioni ridotte a quelle che utilizzano come combustibile l’Lng, il gas naturale liquefatto. Anche il tema dell’ambiente all’interno del comparto shipping è stato tra gli argomenti discussi al convegno, a Genova, organizzato da The MediTelegraph, Il Secolo XIX, TTM e Avvisatore Marittimo a bordo della nave “Msc Armonia” dal titolo “Forum Shipowners & Shipbuilding: Dry bulk e Tanker, i fattori della ripresa”. L’avvento del gas naturale liquefatto, hanno spiegato i relatori, sarà una scommessa del futuro per gli armatori e un’opportunità per i cantieri navali italiani, con nuove commesse.

VIDEO MediTelegraph, Forum Shipowners & Shipbuilding, Fabrizio Vettosi, direttore generale di VSL

«Nelle aree Ecas (Emission control area) del Mar Baltico e del Mare del Nord dal primo gennaio 2015 si sono abbassati sensibilmente i contenuti di zolfo tollerati nei fumi delle navi, non più dell’1 per mille, e questo ha portato il naviglio a doversi adeguare alla riduzione di emissioni - spiega Marco Novella, amministratore unico di Calisa -. Carichi liquidi società armatoriale e membro del Comitato esecutivo di Confitarma -. Si può fare con gli scrubbers, apparecchiature a bordo che consentono di usare comunque carburanti ricchi di zolfo pulendo le emissioni, ma si pone il problema di cosa fare delle acque di lavaggio.

VIDEO MediTelegraph, Forum Shipowner & Shipbuilding - Salvatore d'Amico, Fleet Director d'Amico Società di Navigazione

L’alternativa è cambiare combustibile: l’Lng consente di abbassare non solo le emissioni di zolfo ma anche di azoto, particolati e anidride carbonica o il gasolio. Il Mediterraneo diventerà una zona assoggettata a questi vincoli nel 2020 o 2025». Significa che serviranno anche reti di distributori costieri. Per le costruzioni il nodo è il costo, superiore a quello di una nave tradizionale, visto che si tratta di realizzare un nuovo tipo di nave, pensata attorno al sistema di propulsione. Le normative prevedono contributi per prototipi e navi sperimentali, ma sembra non sia ancora tutto definito. «I dubbi vanno sciolti, i cantieri sono pronti aspettano la normativa» dice Giancarlo Casani, direttore generale Ancanap, Associazione nazionale cantieri italiani.

VIDEO MediTelegraph, forum Shipowner & Shipbuilding - Enrico Paglia, Research Manager "Banchero Costa"

Riduzione dei costi, impatto ambientale e sicurezza sono i tre drivers di una ricerca in campo navale che si misura sempre più con risultati di breve periodo. Lo ha detto Giovanni Caprino, responsabile sviluppo del network Cetena. Significa che la ricerca punta sempre di più a ridurre i consumi delle navi e di conseguenza l’impatto ambientale, con carene più lisce e filanti, ad esempio, ma non solo. «La ricerca va avanti su filoni diversi. Stiamo portando le conoscenze sul rumore irradiato delle navi militari, che hanno la necessità di non essere individuate, nel settore delle navi mercantili che sempre più richiedono di ridurre la rumorosità» aggiunge Caprino. «Stiamo lavorando anche su security e safety, continuando a ridurre la possibilità di errori umani a bordo».

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