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Al via prima presidenza Ue di Malta: priorità ai migranti

Bruxelles - Al via oggi, per i prossimi sei mesi, la prima presidenza di Malta dell’Ue che raccoglie il testimone dalla Slovacchia, anch’essa entrata nell’Unione Europea nel 2004 e al suo debutto alla testa del Consiglio dei 28.

Bruxelles - Al via oggi, per i prossimi sei mesi, la prima presidenza di Malta dell’Ue che raccoglie il testimone dalla Slovacchia, anch’essa entrata nell’Unione Europea nel 2004 e al suo debutto alla testa del Consiglio dei 28. Priorità assoluta, secondo quanto annunciato dal governo maltese, sarà la questione migranti, in particolare la riforma di Dublino e del sistema di asilo europeo su cui ci sono divisioni estreme tra gli stati membri e per cui Bratislava, il cui governo si è sempre mostrato anti-quote, ha introdotto il concetto della «solidarietà flessibile» a cui l’Italia è fortemente contraria in quanto rischia di lasciare l’onere dei migranti solo sui Paesi d’ingresso, come avviene già oggi. Il rischio per il semestre di presidenza di turno de La Valletta, però, è l’incombente Brexit: questa potrebbe assumere un’importanza preponderante se, come dichiarato dalla premier Theresa May, la Gran Bretagna notificherà a marzo l’articolo 50 per avviare la sua uscita dall’Ue e i conseguenti negoziati. Sempre a Malta, intanto, si terrà a inizio febbraio un nuovo vertice post-Bratislava per proseguire con la roadmap per ridisegnare il futuro dell’Europa a 27.

Sei in totale i filoni di lavoro individuati come prioritari dal governo di Joseph Muscat per i sei mesi di presidenza maltese, che si chiuderanno il 30 giugno: migrazioni, mercato unico, sicurezza, inclusione sociale, politiche di vicinato e settore marittimo, su cui si concentrerà l’attività del Consiglio Ue. Nel campo delle migrazioni, l’obiettivo dichiarato dal governo maltese è spingere per una rapida implementazione delle misure su cui è già stato raggiunto un accordo, in particolare l’Agenda europea sulle migrazioni e i relativi pacchetti. In particolare, la presidenza intende portare avanti la lotta contro l’immigrazione clandestina, ma spingerà anche per implementare le decisioni del Consiglio sulla ricollocazione di 160.000 persone richiedenti protezione internazionale.

Malta ha nel frattempo lanciato un’ampia campagna di comunicazione e sensibilizzazione, “Making Malta Great” (“Fare grande Malta”), tra i cittadini sull’Ue e la sua presidenza, evidenziando tutti i benefici dell’appartenenza all’Unione, da quelli sociali a quelli economici, incluse tutte le opere realizzate nell’isola con i fondi europei. La Valletta passerà a sua volta il testimone della guida del Consiglio Ue all’Estonia, già una prima conseguenza concreta dell’uscita della Gran Bretagna dall’Ue. Sino allo scorso luglio, infatti, a succederle sarebbe dovuta essere proprio Londra ma, dopo il voto a favore della Brexit, questa ha rinunciato all’incarico. Il Consiglio Ue ha quindi deciso di anticipare di sei mesi le presidenze successive, saltando così direttamente a Tallin, il cui turno era inizialmente previsto per inizio 2018.

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