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Messina, la “cassa” durerà due anni

Genova - L’accordo firmato nella sede di Confitarma. Scognamillo (Cisl): «Evitati licenziamenti grazie al sacrificio dei lavoratori».

Genova - Fino a quattro giorni di cassa integrazione al mese, a partire da metà gennaio, per i prossimi due anni. Sono questi, in estrema sintesi, i dettagli dell’accordo firmato ieri a Roma, nella sede di Confitarma, che riguarda i dipendenti del gruppo Messina attualmente impiegati negli uffici genovesi di via D’Annunzio. L’intesa, che consentirà alla compagnia di evitare licenziamenti, è stata firmata dall’azienda e dalle sigle sindacali al termine di una giornata di confronto, dopo che erano stati stimati esuberi pari al 20% del personale. In totale la procedura riguarderà 80 dipendenti, per la maggior parte impiegati del gruppo genovese e la perdita media, in termini economici, sarà per ogni singolo lavoratore di circa 150 euro al mese. Per sapere invece quelli che saranno gli ammortizzatori sociali che toccheranno i dipendenti del terminal genovese Messina (170 unità) e della compagnia di navigazione (180 unità), si dovrà attendere ancora qualche settimana: per i primi infatti è in corso il passaggio dal contratto Confitarma a quello unico dei porti - come previsto da indicazioni del governo -, mentre nel secondo caso sarà necessario aspettare fine mese per conoscere nel dettaglio la disponibilità del fondo Solimare, che riguarda la solidarietà bilaterale del settore marittimo.

«L’accordo siglato a Roma - spiega Mauro Scognamillo, segretario aggiunto Fit-Cisl Liguria e responsabile marittimi - consente di evitare che a Genova si verifichi un caso simile a quello di Hanjin Italy, con decine di persone che recentemente hanno perso il posto di lavoro. Tutto questo è stato possibile grazie al sacrificio che affronteranno i dipendenti e allo stesso tempo alla disponibilità dell’azienda che si è anche offerta di anticipare a tutto il personale la quota Inps, in modo tale che la cassa integrazione non gravi in maniera esorbitante sulle buste paga». La cassa colpirà la realtà armatoriale in modo tale da ridurre la forbice costi–ricavi, per la prima volta nella storia della società. Allo stesso tempo - ai dipendenti che ne hanno di arretrate - sarà imposto un graduale smaltimento delle ferie che consentirà all’azienda genovese di affrontare una situazione di crisi evitando tagli al personale.

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