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Oltre 600 marittimi in piazza, Delrio apre sui certificati

Genova - Ok del ministro alle proposte di Cgil, Cisl e Uil. Confronto al via. Ma agenda e coperture rimangono tutte da definire.

Genova - Oltre 600 marittimi arrivati con 12 pullman da tutta Italia sono scesi in piazza ieri a Roma davanti al ministero dei Trasporti nella manifestazione organizzata dai sindacati confederali Filt Cgil, Uiltrasporti e Fit Cisl, per chiedere più attenzione a un settore che negli ultimi tempi - complice la vicenda sui certificati - si è sentito trascurato dal ministero e dal governo. I rappresentanti sindacali sono stati ricevuti dal ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, e dal capo di gabinetto Mauro Bonaretti, che hanno dato loro assicurazioni di un impegno del governo per risolvere alcune questioni messe sul tavolo dai sindacati, che hanno definito l’incontro «un buon punto di partenza». In premessa va detto, per usare le parole di Paolo Fantappiè, segretario nazionale marittimi Uiltrasporti, che con l’intervento di Delrio «è stato acceso un bel faro» ed è stata stilata una lista di azioni in favore dei marittimi, ma l’esecuzione di questa è ora affidata alle strutture tecniche del ministero attraverso incontri con gli stessi sindacati : «l’agenda è da scrivere - nota Fantappiè - le eventuali coperture sono tutte da individuare, la circolare sui certificati di formazione non è stata ritirata, ma perlomeno i problemi dei marittimi sono stati condivisi con il ministro».

Dunque, il tavolo tecnico tra ministero e sindacati sarà volto a un’analisi relativa ai titoli abilitanti, alla formazione e alla certificazione. L’obiettivo è ampliare, previa autorizzazione della Commissione europea, i termini per conseguire il titolo di livello direttivo: infatti come si ricorderà il ministero emanando tardi i regolamenti in materia, aveva di fatto condensato in soli quattro mesi la possibilità di conseguire i titoli, con corsi lunghi (fino a 570 ore) e cari (fino a 5.000 euro). Proprio per questo, un altro punto che sarà esaminato sarò la possibilità di fare la formazione mentre i marittimi si trovano al lavoro (i corsi oggi sono disponibili sono in enti autorizzati a terra, e non tutti garantiscono l’intera gamma formativa: un problema per chi è imbarcato per otto mesi l’anno). Proprio perché i corsi sono cari, un altro punto allo studio sarà l’individuazione di forme di collaborazione per fare pagare una quota dei corsi dagli armatori e dalle Regioni (previo via libera da parte della Conferenza Stato-Regioni). Infine, il tavolo dovrà perfezionare gli accordi già attivi con il ministero dell’Istruzione per la definizione dei contenuti dei programmi degli istituti nautici.

Bonaretti ha detto di essere in totale accordo per costituire un sistema informatizzato e centralizzato del collocamento e della Gente di mare, attraverso l’eventuale coinvolgimento delle altre amministrazioni interessate. Infine, è stato concordato che sul tema del lavoro gravoso del personale marittimo verrà interessato il ministero del Lavoro, competente in materia, anche mediante l’apertura di un immediato confronto diretto con le parti interessate. Nel corso dell’appuntamento, spiegano dal dicastero, il ministro Delrio ha evidenziato l’importanza strategica del “sistema mare” e nello specifico, del lavoro marittimo, fornendo la disponibilità del governo ad affrontare le questioni poste dalle organizzazioni sindacali.

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