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Fgs, la rivoluzione informatica arriva nelle forniture navali

Intervista ad Alessandro Biggio: nel 2017 l’azienda spezzina cresce a doppia cifra in un settore che era considerato maturo.

Un’organizzazione procedurata supportata dall’informatica può aprire spazi di crescita in settori produttivi considerati maturi. Ne è convinto Alessandro Biggio, socio di maggioranza e amministratore di Fluid Global Solutions, azienda attiva nella progettazione e commercializzazione di pompe e parti di ricambio per il settore navale. La sua società è proprio la dimostrazione di come un’innovazione può generare opportunità anche dove gli spazi sembrano già occupati dalla concorrenza.

Nata alla Spezia nel 2011, Fluid Global Solutions è stata inserita dal Financial Times fra le mille imprese europee che sono cresciute più rapidamente fra il 2012 e il 2015. Una crescita che è proseguita anche negli anni successivi. Nei primi otto mesi del 2017 il fatturato è aumentato più del 45 per cento rispetto allo stesso periodo del 2016 e Biggio conta di chiudere l’anno a 2,6 milioni di euro.

Di che cosa si occupa Fluid Global Solutions?

«Siamo specializzati nella fornitura di pompe e parti di ricambio per il settore navale. Nostri clienti sono armatori, fornitori navali, riparatori e cantieri».

I vostri clienti sono in Italia o anche all’estero?

«Sul territorio italiano lavoriamo direttamente con quasi tutti gli armatori, ma siamo presenti prevalentemente sul mercato estero e abbiamo relazioni con armatori, agenti e distributori dell’Europa settentrionale (Germania, Danimarca, Paesi Bassi, Polonia), del Far East (Singapore, Hong Kong,Malesia, Cina), e del Medio oriente (Emirati Arabi, Iran). In Europa meridionale abbiamo agenti in Grecia, Turchia, Malta e Cipro».

Vi occupate anche della produzione?

«La nostra attività è commercializzare prodotti, terziarizziamo la maggior parte della produzione, internamente ci occupiamo di controllo e assemblaggio. Ci rivolgiamo a aziende specializzate preferibilmente italiane con le quali instauriamo rapporti e in alcuni casi partecipiamo anche nei loro investimenti. Noi mettiamo il know-how per la progettazione e per la commercializzazione. Inoltre ci sono imprese che vogliono vendere i loro prodotti e ci chiedono di commercializzarli, a volte anche in forma esclusiva».

Per la progettazione collaborate con i vostri clienti?

«Tendenzialmente sviluppiamo il know-how per conto nostro ma a volte i clienti ci chiedono di risolvere loro problematiche particolari e ci mettiamo a disposizione. Stiamo sul mercato e vediamo quello che serve. Abbiamo investito risorse in una procedura Certificata Rina e in un gestionale che ci aiuta, elaborando dati e statistiche, ad avere risposte rapide dal mercato e ci consente di presentare offerte in maniera fluida e veloce».

Come stanno andando le vendite?

«Siamo in un trend di crescita. Siamo stati premiati dal Financial Times fra le mille aziende europee che hanno avuto il più alto tasso di crescita fra il 2012 e il 2015. Nei primi otto mesi di quest’anno il nostro fatturato è cresciuto più del 45 per cento. Un dato inaspettato in questa misura, anche se sapevamo che il 2017 sarebbe stato un anno positivo. Il nostro obiettivo finale era di aumentare del 10-15 per cento, ma la stima a questo punto è non scendere al di sotto del 30 per cento. Abbiamo puntato sulla promozione, partecipando con un nostro stand all’Smm di Amburgo a settembre 2016 che ripeteremo il prossimo anno e poi al SeaAsia di Singapore ad aprile 2017. Questo ci ha permesso di crescere».

Quando è nata l’azienda?

«L’ho fondata nel 2011 sulla base di un’esperienza che ho maturato lavorando nel settore a partire dai primi anni ‘90. Ho deciso di aprire un’azienda specializzata nel settore delle pompe e delle parti di ricambio sapendo che il mercato era inflazionato, ma ho proposto un servizio più snello, che poteva essere vincente. Credere in un organizzazione rigida e investire in una procedura Certificata Rina supportata da un software gestionale ci ha permesso di rendere competitivo un sistema che era ancora legato a vecchi sistemi . Questo ci permette ad esempio di presentare ogni giorno un numero maggiore di offerte rispetto a tanti nostri concorrenti, a proporre prezzi migliori e consegne più rapide, migliorando la qualità non solo del servizio ma anche del prodotto. In sostanza siamo più veloci».

Quali prospettive ha il vostro settore?

«Abbiamo messo rapidamente la testa fuori dall’Italia dove il settore armatoriale si è ridimensionato in questi anni. Il lavoro si è spostato nei paesi emergenti dell’Oriente o nei grandi mercati dell’Europa settentrionale. Ma non abbiamo comunque tralasciato la commercializzazione dedicata al mercato italiano che è per noi la nostra palestra. Il mercato navale è cambiato e noi lo vediamo come un unico mercato mondiale».

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