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«Vigileremo sull’autoproduzione a Genova, regole uguali ovunque» / INTERVISTA

Genova - Parla Enrico Ascheri, responsabile porto e marittimi della Filt Cgil del capoluogo ligure.

Genova - Solo quaranta chilometri di distanza con Savona, eppure ancora tante differenze. Che però ora la Cgil chiede di eliminare. «Vigileremo severamente sull’autoproduzione a Genova, ma le regole devono essere uguali ovunque» dice Enrico Ascheri, il responsabile porto e marittimi della Filt Cgil di Genova.


I marittimi a Savona sbarcano già i traghetti...

«La Cgil è stata chiara: l’autoproduzione non è tollerata in nessun porto italiano. Genova e Savona sono un unico porto ormai che deve ancora essere armonizzato. Bisogna accelerare la fusione dei due scali».


In che senso?

«Notiamo un rallentamento della fusione su questioni fondamentali come l’accorpamento degli enti, ma anche sul fronte del lavoro in banchina: non possiamo più tollerare situazioni di dumping a svantaggio di un porto. Fatta la riforma, il periodo di rodaggio sta finendo e le situazioni vanno risolte».


I ntanto siete in attesa del decreto correttivo e delle misure economiche per i lavoratori dei porti.

«Confidiamo che entro fine anno passino le soluzioni che da tempo chiediamo: in quel testo si deve far riferimento all’organico porto, pur con la libertà per i terminalisti di assumere, e si deve prevedere una forma di accompagnamento alla pensione per i portuali».


S ul fronte delle compagnie a Genova siamo fermi al palo?

«C’è un’unica strada ed è l’accorpamento tra Pietro Chiesa e Culmv. Serve la volontà politica per realizzarlo».


Ad aprile i camalli voteranno per scegliere il nuovo console...

«Guardi, il lavoro di Antonio Benvenuti è largamente apprezzato, non solo da noi».


A proposito di nomine: nel board potrebbe sedere un uomo di Confindustria...

«Dopo aver accontentato “i padroni”, mi sembra sia giunto il momento che anche i sindacati possano esprimere la loro voce nel comitato di gestione».


Msc sta piazzando le bandierine su quasi tutti i terminal genovesi...

«Nessuna pregiudiziale, è il mercato che decide. Ma le assicuro che vigileremo sul rispetto delle regole del lavoro».


Per Genova adesso ci sono due sfide: cominciamo dalle ferrovie.

«Il traffico continua ad aumentare, la cura del ferro sarà decisiva. Serve un retroporto che agisca con le stesse regole delle banchine. E questo vale soprattutto per il lavoro. Deve essere una continuazione del porto, in tutto e per tutto».


La seconda: l’automazione dei terminal.

«Siamo stati ad Anversa e Valencia: dobbiamo farci trovare preparati alla rivoluzione dell’automazione e studiare bene i casi dei porti europei. Dobbiamo discutere, analizzare e copiare, quando necessario, gli esempi positivi che esistono in Europa».

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