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«Shipping e militare nel futuro di Abb» / INTERVISTA

Genova - L’ad Corsi: «Sono i settori a maggiore crescita, ma non trascuriamo i nostri business tradizionali». Il gruppo gestisce una flotta di 600 navi. A Genova il quartier generale del Mediterraneo.

Genova - Energia, industria e digitalizzazione. Abb Italia scommette, per il futuro, sui tradizionali settori di riferimento, ma guarda con attenzione anche a nuove opportunità che arrivano dal comparto marittimo e dall’ambito militare. La società italiana, che fa capo alla multinazionale svizzera, impiega nel nostro Paese 5.900 dipendenti. Nel 2016 le esportazioni sui ricavi hanno rappresentato il 64% delle vendite totali di Abb Italia che oggi investe più del 3% del suo fatturato in attività di ricerca e sviluppo. Lo scorso anno, sul territorio nazionale, sono stati raccolti ordini per 2,1 miliardi di euro ed il fatturato è stato di 2,2 miliardi (+3% sul 2015). A Genova – dove i lavoratori sono circa 400 - hanno sede, a Sestri Ponente, il Centro di ricerca e sviluppo mondiale di prodotti e sistemi di automazione e uno dei centri di competenza globali per il controllo e l’automazione delle turbine. Nella sede Abb di Molo Giano, all’interno dell’area portuale genovese, è invece collocato il quartier generale per l’intero comparto shipping nel Mediterraneo che si occupa del controllo di unità in navigazione, soprattutto navi da crociera e mega-yacht. «Il settore marittimo – spiega al Secolo XIX/The MediTelegraph l’ad di Abb Italia, Mario Corsi - copre oggi il 15% del nostro business anche se prevediamo una forte crescita nel giro di qualche anno».

A quante navi arriva la flotta gestita da Abb?

«Circa 600 unità. Ci occupiamo da remoto del controllo dei sistemi di comando e sicurezza. Avvertiamo l’equipaggio se c’è qualche anomalia. E poi indichiamo, secondo le nostre rilevazioni, quali possono essere le rotte migliori da seguire».

Per quale motivo prevedete che questo settore possa crescere ancora?

«Abbiamo una divisione marine di grande qualità che ha sviluppato progetti innovativi. E poi uno dei nostri più importanti clienti italiani è Fincantieri che oggi rappresenta il principale costruttore di navi a livello europeo».

Il vostro business guarda anche alle navi militari?

«Da pochi mesi. Abbiamo siglato accordi con la Marina militare italiana ma, sempre nel settore della difesa, abbiamo avviato progetti in Qatar e Australia».

Quali sono i piani di Abb per Genova? Ci saranno nuovi investimenti e assunzioni?

«Non ci saranno novità nel breve periodo, anche perché le nostre strutture liguri sono state di recente ristrutturate. Dal punto di vista dell’organico, invece, non prevediamo incrementi».

E nel resto d’Italia? Farete altre acquisizioni?

«La struttura del nostro gruppo in Italia, per ora, calza alla perfezione con le esigenze dei nostri clienti. E dopo le ultime operazioni ufficializzate abbiamo già di recente incrementato il nostro portafoglio ordini».

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