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Fincantieri, istituito il comitato Tecnico Scientifico del Cetena

Genova - L’obiettivo è quello di individuare i futuri sviluppi tecnologici nel campo della progettazione e della costruzione navale, coniugando le indicazioni provenienti dal mondo universitario e dalle realtà industriali attive in questo settore.

Genova - E’ stato istituito il comitato Tecnico Scientifico del Cetena - Centro per gli Studi di Tecnica Navale, società del gruppo Fincantieri. Finalità del Comitato, si legge in una nota, è quello di individuare i futuri sviluppi tecnologici nel campo della progettazione e della costruzione navale, coniugando le indicazioni provenienti dal mondo universitario e dalle realtà industriali attive in questo settore. Il comitato, creato per volontà dello stesso amministratore delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono, è presieduto da Luigi Matarazzo, direttore New Building Direzione Navi Mercantili, coadiuvato dai rappresentanti delle principali Business Unit della capogruppo, Luca Mattei per la Divisione Navi Militari, Attilio Dapelo per la Direzione Navi Mercantili e Giovanni Brescia per la Direzione Mega-Yacht, nonché dai rappresentanti delle tre università sedi delle Facoltà di Ingegneria Navale: Michele Viviani per l’ateneo di Genova, Tommaso Coppola e Alberto Marinò rispettivamente per quello di Napoli e Trieste. Il Comitato affianca il Cetena, di cui è presidente e amministratore delegato Sandro Scarrone (nella foto), con lo scopo di recepire le indicazioni sui temi di ricerca che nel prossimo futuro caratterizzeranno l’innovazione nel settore della cantieristica navale. Tematiche quali: il sistema di sicurezza del Safe Return to Port applicabile anche in campo militare, l’applicazione combinata della propulsione a Lng con l’uso delle celle a combustibile (fuel cells) in alcuni ambiti della nave, il recupero energetico, il contenimento delle emissioni in aria e la riduzione del rumore irradiato in acqua.

Lo studio del Safe Return to Port per le navi militari viene eseguito in fase di progettazione per assicurare che la nave possa rientrare in porto in sicurezza anche a seguito di danni o avarie, mantenendo così funzionanti le capacità essenziali dell’unità. Questo studio si inserisce nel più ampio settore della “survivability” della nave, ricomprendendo anche le segnature (infrarossa e acustica), la vulnerabilità e il controllo danni. Nell’ottica del miglioramento dell’efficienza energetica e del recupero energetico a bordo delle grandi navi, la ricerca di soluzioni innovative andrà verso un uso combinato, in alcune applicazioni navali, della propulsione a Lng e delle celle a combustibile. Questo costituisce un ulteriore passo verso navi eco-compatibili, attraverso la riduzione non solo dei consumi, ma anche delle emissioni in aria, così come il miglioramento del comfort vibro-acustico a bordo. Verranno eseguiti studi sull’integrazione di nuovi e più efficienti sistemi di recupero, sullo sfruttamento del calore disponibile a bordo, sul trattamento e sulla riduzione delle emissioni inquinanti. Al fine di identificare soluzioni progettuali innovative per la riduzione del rumore irradiato in acqua e delle emissioni inquinanti in aria, nell’ambito di un contesto normativo in continua evoluzione, l’attenzione in questo campo è focalizzata su studi e campagne di misurazione sperimentale con la finalità di raccogliere dati da utilizzare durante lo studio di soluzioni progettuali innovative.

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