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Tirrenia, sindacati in allarme per il futuro di 200 marittimi / IL CASO

Genova - Fantappiè (Uiltrasporti): «Con meno navi lavoro a rischio». Fissato il 4 dicembre un vertice con la compagnia. La società: «Non ci saranno cessioni di unità che provocheranno cali occupazionali».

Genova - I sindacati sono «preoccupati per l’occupazione» di una parte dei marittimi della compagnia Tirrenia, tanto che le sigle nazionali di Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti hanno chiesto e ottenuto un incontro - fissato per il 4 dicembre - con l’ad della compagnia, Massimo Mura. La richiesta urgente di un vertice da parte dei rappresentati dei lavoratori è arrivata dopo una lettera scritta da Napoli dalle rappresentanze sindacali di Tirrenia nella quale veniva riportato che per «fare cassa» il gruppo potrebbe vendere quattro navi con «pesanti ricadute occupazionali». Nella missiva - i cui contenuti sono stati anticipati lo scorso 22 novembre dal Secolo XIX/The MediTelegraph - veniva anche scritto che si «segnalano voci sempre più insistenti circa un eventuale trasferimento di funzione operative» dal capoluogo campano a Livorno, città dove ha sede il quartier generale di Moby, la compagnia del gruppo di Vincenzo Onorato che ha rilevato la flotta Tirrenia.

«Il personale della compagnia - spiega Paolo Fantappiè, segretario nazionale Uiltrasporti per il trasporto Marittimo - è fortemente preoccupato. Se dovessero essere cedute alcune navi, infatti, ci sarebbero equipaggi da riposizionare su altre unità del gruppo e questo potrebbe creare esuberi di personale, circa 200 marittimi». «Nel caso alcune unità di Tirrenia dovessero essere vendute - prosegue - c’è la possibiltà che vengano rimpiazzate da traghetti Moby, ma dovrebbero essere navi con le stesse caratteristiche e dimensioni, altrimenti il problema non verrebbe risolto». «Con l’intero gruppo Onorato - chiude Fantappiè - abbiamo comunque sempre avuto un ottimo dialogo, mi auguro che il 4 dicembre ci vengano date risposte confortanti da riportare ai lavoratori».

«Abbiamo il dovere di verificare con l’azienda la fondatezza di queste voci che circolano da alcuni giorni, compresa quella di un possibile trasferimento delle funzione operative da Napoli a Livorno», dice Maurizio Colombai, membro del dipartimento nazionale trasporto marittimo e porti della Filt-Cgil. Il gruppo Onorato Armatori, interpellato dal Secolo XIX/The MediTelegraph sulla vicenda, ha dichiarato che «non ci saranno cessioni di unità che provocheranno cali occupazionali». Nel luglio 2020 scadrà la continuità territoriale e si andrà nuovamente a gara per le rotte coperte da Tirrenia: in ballo ci sono 70 milioni che il governo italiano mette sul piatto perchè vengano garantiti i collegamenti con Sardegna e Sicilia e isole minori.

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