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Duci: «Confmare vuole unire, non dividere»

Genova - Shipping, logistica e trasporti. Il coordinatore della nuova organizzazione risponde alle critiche. Il presidente di Federagenti: assurdo ragionare per contrapposizione, siamo un coordinamento.

Genova - «Confmare è nata con l’obiettivo di unire, non di dividere». E ancora: «Non è un’organizzazione contro qualcuno ma un sistema di coordinamento». Gian Enzo Duci, presidente di Federagenti e coordinatore della nuova confederazione che riunisce le associazioni di shipping, logistica e trasporti in seno a Confcommercio, esce allo scoperto e risponde alle perplessità avanzate da alcuni operatori del mondo portuale - in primis il terminalista Agostino Gallozzi e lo spedizioniere Alessandro Laghezza - sulla creazione di Confmare. «Credo - spiega Duci al Secolo XIX/The MediTelegraph - che sia venuto il momento di fare chiarezza: non tanto sulla struttura e sulle alleanze che potranno e dovranno nascere, q uanto sulla filosofia e sugli obiettivi che questa organizzazione si pone e si porrà».

«Confmare - spiega il presidente degli agenti marittimi - vuole lanciare una formula nuova di approccio alle problematiche della logistica, dei porti e dello shipping in Italia per farle percepire davvero strategiche. Per fare questo deve essere prima di tutto una centrale di dialogo, con chiunque, da Confindustria, a Confetra e anche alla Federazione del Mare, proponendo obiettivi e metodi di lavoro del tutto nuovo per non ripetere i tanti errori compiuti in passato». Secondo il numero uno di Federagenti, infatti, oggi «è assurdo ragionare in termini di contrapposizione. E personalmente, ad esempio, ritengo che proprio la Federazione del Mare potrebbe diventare, attraverso un salto di qualità ed un rilancio forte, il terreno di confronto tra tutte le federazioni ed associazioni che hanno molti più elementi di interesse comune di quanto non ne abbiano di conflitto». In chiave politica, quella che nei giorni scorsi è stata definita la «casa comune del mare» dai padri fondatori, si propone di formare un nucleo forte in grado di elaborare proposte e suggerimenti per la politica, funzionali allo sviluppo dell’intero settore: dai porti all’intero comparto logistico.

«Su questi progetti - prosegue Duci - Confmare ha nel suo codice genetico la ricerca di alleanze. Ci proponiamo, quindi, di dare un contributo positivo in un comparto come quello del trasporto marittimo che per troppi anni è rimasto isolato e che oggi, nel quadro della globalizzazione, ha bisogno di una integrazione funzionale nel sistema economico del Paese e dell’Europa». Le scadenze individuate dalla confederazione in seno a Confcommercio sono a breve termine: l’elaborazione di un documento complessivo per l’intero cluster marittimo, il rischio di rallentamento nella modernizzazione delle Dogane e la preoccupante limitazione delle risorse messe a disposizione della struttura tecnica del ministero dei Trasporti e della Guardia Costiera. «Quello che proponiamo - chiude Duci - è quindi un intervento ad ampio spettro che consenta finalmente al Paese di scoprirsi marittimo, e attraverso questa riscoperta creare le premesse per crescita, occupazione e sviluppo in settori in cui il Paese è ancora fortemente immaturo».

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