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AssArmatori, Royal Caribbean tra i possibili nuovi soci

Genova - A fine mese vertice con Confitarma. Ikl presidente Messina: «Con noi gli utenti portuali».

Genova - «Non è una rivincita personale: nessun rancore o livore. Anzi, spero di collaborare con loro su molti temi». È passato un anno da quando Stefano Messina era il favorito per la presidenza di Confitarma. L’imprenditore genovese è da ieri il numero uno di AssArmatori, la nuova “casa” alternativa all’associazione guidata da Mario Mattioli. «Le idee del programma che ci siamo dati sono le stesse che avrei voluto portare in Confitarma. A volte nella vita le cose non vanno come preventivato. Ma i contenuti sono gli stessi di allora».

Il ruolo di Msc
La compagnia di Aponte, con le divisioni cargo e crociere, è «già dentro l’associazione: è un fatto importante. Chi investe in Italia, scala i nostri porti e dà lavoro a marittimi del nostro Paese, deve essere rappresentato. Avrei portato questa idea anche se fossi stato eletto in Confitarma». Lo scopo è quindi aprire le porte a chi investe in Italia perchè il tema della logistica «è culturalmente maturo - spiega Messina - Dagli slogan a favore della logistica ora dobbiamo passare ai fatti». AssArmatori conta già sull’adesione di altre compagnie e complessivamente rappresenta gruppi che operano oltre 600 navi per un’occupazione diretta di circa 70 mila addetti: «Ci sono tutti i comparti strategici per la connettività e lo sviluppo economico» spiega Messina. «Tra i punti fondamentali del programma c’è anche la rappresentanza degli utenti dei porti: sono loro che portano traffico e lì vanno fatti gli investimenti».

Il rapporto con Confitarma
Stefano Messina tende la mano all’associazione degli armatori guidata da Mattioli: «Su molti temi lavoreremo insieme. A cominciare dai marittimi: sul tavolo c’è il contratto degli equipaggi, una pagina importante per il nostro settore. Auspico che si possa lavorare insieme. Noi siamo disponibili. E presto incontrerò Mattioli». Nessuna «contrapposizione» fra antagonisti come spiega Messina, anzi: già a fine mese ci sarà il primo incontro tra i due presidenti «perché su molti temi dovremo confrontarci e dialogare».

Nuovi ingressi
Come anticipato dal Secolo XIX/TheMediTelgraph, i fondatori dell’associazione sono la “Ignazio Messina & C”, Grandi Navi Veloci, Italia Marittima, Finaval (gruppo Fagioli), Fedarlinea (l’associazione che riunisce le compagnie attive nel cabotaggio tra Moby, Tirrenia, Snav, Delcomar, Maddalena lines, Toremar, e Caremar). Insieme a loro, ci saranno Msc e Caronte & Tourist. «Poi a breve sono previsti altri ingressi». Stefano Messina non si sbilancia, ma oltre ai “ribelli” di Confitarma e alla galassia Fedarlinea, sul tavolo ci sono già diverse trattative. Secondo quanto risulta al Secolo XIX/TheMediTelegraph, d’Amico, tra le principali compagnie italiane, non entrerà nell’associazione dopo essere uscita da Confitarma alcuni mesi fa. Continua la strategia stand alone in ambito associativo del gruppo guidato da Cesare e Paolo. Diverse fonti di settore spiegano che potrebbero entrare Royal Caribbean (compagnia Usa attiva in Italia) e Pillarstone, attualmente in Confitarma. Il fondo detiene il 100% di Premuda, e ha depositato l’istanza di fallimento di Rbd: già a luglio l’associazione guidata da Mattioli si era scagliata contro la gestione dell’operazione. Ora che il crac da 1 miliardo si è materializzato, potrebbe essere giunto il momento per il fondo di cambiare casa.

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